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Monday, October 8, 2012

“Gli Alieni, fratelli dello spazio in nostro aiuto”

 Gli alieni, secondo quanto pubblicato in un manuale del dipartimento di fisica della US Air Force, più volte pubblicato anche su questo blog, visitano la Terra da almeno 50000 anni. Varie razze di alieni evoluti, osservano con attenzione  lo sviluppo dell'umanità dai suoi primordi, svolgendo  spesso  un ruolo di guida e sostegno.  Questo è quanto afferma anche Gerard Aartsen in "Here to help: UFOs and the space brothers ".



Aartsen è un insegnante olandese, legato al movimento “Share International” di Benjamin Creme che non esclude l’avvento imminente di un messia alieno. Da  molto tempo propone questa visione “spirituale” degli alieni, basata essenzialmente sulle esperienze dei contattisti come  George Adamsky, Orfeo Angelucci, Aladino Felix a Daniel Frye tanti altri,  che  soprattutto negli anni ’50 riferirono incontri con creature di altri mondi portatrici di messaggi di pace.  Messaggi troppo spesso  presi sottogamba se non addirittura ridicolizzati.

“Il motivo principale per il quale ho scritto questo libro - dice l'autore  - è evidenziare i collegamenti esistenti e le conferme  provenienti dalle affermazioni dei primi contattisti, che la gente he dimenticato.   “Se si confrontano le loro parole e le loro esperienze, si scoprono molti punti di contatto..

Credo sia importante ricordare che ognuno di loro ha avuto contatti pacifici con queste entità, e non abbiano mai subito nessun tipo di violenza da esse, come invece è stato raccontato dopo l’inizio della campagna di disinformazione scattata nella seconda metà degli anni ’50. IL GRUPPO DEL SILENZIO provò a far credere che gli alieni fossero malvagi, diffondendo notizie di rapimenti alieni con violenze e torture.



Nel libro viene dato molto spazio alla figura del contattista  George Adamsky.  Fu lui il primo a raccontare, in pubblico, di aver visto un disco volante, di esserci salito a bordo e di aver parlato con alieni che gli avevano spiegato l’universalità della vita. E infatti Adamsky chiamava gli alieni da lui incontrati, “Maestri “, per sottolineare quanto fossero più evoluti di noi tecnologicamente e spiritualmente parlando.

Non appena Adamsky ottenne un po’ di visibilità e iniziò ad attirare l’attenzione del pubblico con i suoi messaggi di speranza e di pace- sostiene l’autore- le lobby di potere (specie quella militare) iniziarono una vera e propria campagna diffamatoria nei suoi confronti.

Ma nel libro di Aartsen si parla anche del “Caso Amicizia”,  il contatto di massa che dal 1956 al 1978  è intercorso tra un centinaio di persone e alcuni alieni,  in Italia,  nella zona di Pescara e dintorni. Una storia  emersa solo negli ultimi anni in tutti i suoi dettagli. Particolare rilievo viene dato  alla figura del console Alberto Perego pioniere dell'ufologia italiana.

“A mio avviso fu un contattista importante quanto Adamsky- spiega lo scrittore olandese. “Nonostante la sua illustre posizione, Perego documentò i principali avvistamenti in Italia e nel mondo. Per metterlo a tacere,  fu allora spedito in una remota zona del Brasile. I suoi testi, rarissimi da trovare,  mai tradotti in inglese, hanno fatto si che nessuno  ha mai visto le sue straordinarie fotografie fuori dall'Italia, che ritraevano un pilota all’interno di un disco volante. Nell’interesse dalla ricerca ufologica, io ho riprodotto queste immagini nel mio libro”.



Le reali dimensioni del “Caso Amicizia -  mantenuto segreto dai testimoni oculari per molti anni- è emerso solo dopo la pubblicazione del libro “Contattismi di massa” di  Stefano Breccia, scomparso recentemente. Nel suo libro, riportava i ricordi e le confidenze dello psicologo Bruno Sammaciccia, uno dei  principali protagonisti della suggestiva vicenda. “Ne facevano parte professori universitari, uno o due giornalisti, un pittore e altri. Tutti loro  descrissero queste entità, avere un aspetto molto terrestre- spiega Aartsen- e che quando parlavano  insistevano molto sui concetti di unità, amicizia e comprensione reciproca. Tutto ciò corrisponde esattamente  ai mesaggi riceuti dagli alieni di  Adamsky  e sono gli stessi valori indicati dalle grandi religioni"

Ma chi sono questi fratelli spaziali e in che modo vegliano su di noi? Gerard Aartsen espone così le sua filosofia che ricorda tanto una religione: “Sono esseri giunti sul nostro pianeta all’origine dei tempi. Alcuni di loro  si sono manifestati nel corso dei millenni tra gli umani per aiutarli e  diffondere tra loro la Conoscenza. Dopo il suo lungo percorso evolutivo, ora l’umanità sta affermando la propria identità e si trova sulla soglia di un possibile risveglio cosmico. Nel frattempo, i nostri fratelli spaziali lavorano senza sosta per preservare il nostro pianeta più ospitale possibile, nonostante la continua opera distruttrice dell'uomo. Nello stesso tempo, essi stanno lavorando alla replicazione della griglia magnetica della Terra sul piano fisico, per prepararci a quella  che chiamano ‘la Tecnologia della Luce’, la quale ci permetterà di avere energia gratuita e pulita per ogni necessità, ovunque. Ma ovviamente ciò non sarà possibile fino a quando l’umanità non s'incamminerà sulla giusta via,.La via della Verità e della Pace.

 

Oliviero Mannucci

 

 

 

 

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