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Sunday, October 14, 2012

L’enigma del dottor Wolf

L’uomo che trattava con gli Extramondo per conto della NSA 


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A 12 anni dalla sua scomparsa, per l’ufologia la sua figura resta quella di un outsider
Negli ultimi tempi, ogni conversazione con lui era una stilettata al cuore, una lacerazione che toccava il profondo. Tenute insieme dal filo del telefono, distanti migliaia di chilometri, le nostre vite potevano andare in parallelo, senza incontrarsi e neppure sfiorarsi. Michael Wolf, dalla sua abitazione ad Hartford, in Connecticut, poteva comunicare solo telefonicamente e sempre più a fatica, minato dal male che progressivamente lo erodeva e si era diffuso ovunque nel suo corpo.
Un involucro fisico ogni giorno sempre più fragile, la pelle tersa, tirata sulle ossa, la mente però ancora lucida nonostante i farmaci e la voce profonda, caldissima. Diceva che al corpo non voleva dare alcuna importanza e quella inesorabile ed estenuante separazione andava affrontata, come un passaggio e non come una fine. Diceva che la nostra vita non ha mai fine. Il tumore al colon gli era stato diagnosticato almeno quattro anni prima, quando il suo libro era in via di stampa. I dottori che lo avevano in cura erano specialisti dell’intelligence militare.
Gli facevano visita di tanto in tanto, somministrandogli dosi sempre più massicce di farmaci, antidolorifici e antitumorali usati nelle terapie da carcinoma e leucemia. Michael non riusciva più a scrivere al computer, aveva i polpastrelli forati dalle punture, usava il telefono per parlare con gli ’amici’. Aveva due apparecchi telefonici fissi, niente cellulare. Uno era solo ricevente, una sorta di ’linea rossa’ collegata - sembra - con qualcuno che dall’altra parte gli diceva cosa fare, come assolvere al suo compito di ’interfaccia’, di “remote viewer”, capace di connettersi e visualizzare psichicamente a distanza cose, luoghi e persone. Il 15 Marzo del 2000, Bobbi Ferguson, sua assistente e infermiera, aveva richiesto a chi era in contatto con lui via internet di desistere: Michael aveva avuto un collasso a causa di complicazioni coronariche. Il suo cuore aveva cominciato a cedere.
Degli ex appartenenti a strutture militari e dei servizi di intelligence che abbiano rivelato di essere stati collegati alla questione UFO e Alieni, il dottor Michael Wolf Kruvant resta il più enigmatico e ’alieno’ Un autentico rompicapo per chiunque si sia cimentato nel tentativo di ripercorrerne la vita e la carriera accademica, visto che ne esistono solo fumosi riscontri, come da prassi in un mondo di ombre e nebbie. Dopo la sua scomparsa avvenuta il 16 Settembre del 2000, a 58 anni, il mondo ufologico internazionale ha dovuto accorgersi di lui, giocoforza. La sua storia si era diffusa come uno strano rumore di fondo. Wolf aveva ’parlato’ a modo suo, attraverso le pagine di un libro altamente sibillino, una lettura difficile da affrontare a causa del linguaggio, poeticamente astruso, obliquo e paradossale in ogni riga. Il suo nome serpeggiava, ed era entrato nel mito, il più controverso nella storia degli ultimi due decenni di una materia ammantata di mistero e irta di pericoli come era stata la vita di Wolf.
Il pilota civile americano James ’Jim Jet’ Courant, sul finire del 1998, fu fra i primi ad avvicinarlo. Mai palesando le proprie entrature con l’intelligence, Courant si muoveva con cautela e velocemente ovunque nel mondo. Raggiunse il piccolo appartamento di Hartford dove Wolf abitava e lo intervistò una prima volta in audio. La registrazione divenne la trama di un articolo che apparve sul mensile britannico ’UFO Magazine’, diretta dal compianto Graham Birdsall, giornalista poco incline al sensazionalismo, che vide nella storia di Wolf sufficienti elementi di concretezza per reggere la pubblicazione. Wolf rivelava media il ruolo da lui avuto al vertice dell’Alphacon Team, struttura deputata a gestire nella massima segretezza la questione ET per conto del governo ombra degli Stati Uniti. Telefonicamente Courant ci rivelò che l’intervista a Wolf avrebbe sollevato un polverone, andando oltre i contenuti del libro ’The Catchers of Heaven’ (’Afferrando il Cielo’, Futuro edizioni, 1999), uscito in prima edizione negli USA nel 1996 per la Dorrance Publishing con copyright della Daniel Wolf Memorial Foundation, associazione benefica intitolata al figlio di Michael. Il libro ebbe circolazione limitata e divenne immediatamente un ’cult’ mentre il suo autore restava nel mistero. Fu l’articolo di ’UFO Magazine’ a portarlo alla luce.
Chiesi allora al più autorevole ufologo mondiale, il fisico nucleare canadese Stanton Frideman cosa pensasse di Wolf, se gli apparisse credibile, se ne avesse verificato le credenziali. Friedman rispose di nutrire una naturale simpatia nei confronti dello strano personaggio, che personalmente non aveva mai incontrato, ma di dubitare che il suo altisonante curriculum scientifico corrispondesse a realtà. Nulla, a suo dire, confermava che Wolf avesse conseguito una laurea al Massachusetts Institute of Technology o fosse membro onorario di importanti associazioni scientifiche statunitensi. Chiunque, con pochi dollari, poteva costruirsi un falso curriculum. Per Friedman, Wolf era un patetico e allucinato scrittore che tentava di vendere la propria leggenda metropolitana all’ufologia con un romanzo pieno di frottole.
Il punto è che altri, compreso chi scrive, hanno ottenuto riscontri diversi sulle credenziali di Wolf, mentre il fratello, Ron ha smentito ogni cosa e ha preso le distanze da Michael in un’intervista visibile su youtube. Fuori dall’alea di tragedia shakespeariana, la vita di Wolf come ’interfaccia’ fra esseri alieni (di diverse razze e con finalità diverse) e la struttura supersegreta della quale faceva parte in connessione alla NSA (National Security Agency).
Per avere un quadro esatto di Wolf, esiste solo un modo: leggere Wolf. Il brano che segue è tratto dalla prefazione dell’autore al libro ’The Catchers of Heaven’, di cui uscirà nel 2013 la nuova edizione italiana. Uno stralcio, che dovrebbe rendere l’idea delle conoscenze di Wolf in merito alle intelligenze extraterrestri interagenti con noi.
"Prima, però, vanno stabiliti alcuni termini, un lessico se volete, perché alcune di queste esperienze, fatti ed eventi abbiano senso per il lettore. Segue il lessico:
La terapia d’accesso (PSPM): Progetto superiore di sviluppo dei poteri mentali.
I visitatori velati (anche i catchers of heaven): gli extramondo, o i Fuori-città, i Grigi e i Nordici, le EBE, (Entità Biologiche Extraterrestri); le INT (Intelligenze Non Terrestri); e altre entità non provenienti da Sol Tre o Sol Sette (a secondo della via che percorrete per entrare nel sistema solare). Io assegno status non terrestre a coloro il cui lignaggio e la cui stirpe non sia di Sol Tre o Sol Sette. Questi ultimi, sono spesso chiamati ’bambini stellari’ o, se adulti, ’persone stellari’. La parola ’atavismo’ rimane una delle chiavi genetiche alla spiegazione per la loro esistenza su questo mondo - da non dimenticare che esistono diverse generazioni di persone geneticamente progettate. Gli extramondo li chiamano ’i nel mezzo’, gli attuali residenti di Sol Tre. 
L’unificazione per programmatori e loro utenti: un modo di spiegare le forze riguardanti l’universo, necessarie a comprendere come si realizzi un viaggio di un certo tipo, anche se vaste distanze separano i mondi in interazione. Inoltre, la curvatura spazio-temporale (ad esempio: il ’ponte di Einstein-Rosen’, o ’wormhole’, proposto all’inizio del ventesimo secolo). I loro sistemi di viaggio ad interfaccia organico-meccanici non sono nuovi, almeno in ipotesi, alla fisica teorica e alla cibernetica.
I programmatori e i dieci-stop-b: ’Black Program o Progetto’. Molto specifico. Programmi straordinariamente supersegreti e loro specifiche missioni.
I protettori e i guardiani: visitatori extramondo ai quali stanno profondamente a cuore la vita futura del pianeta in questione, in particolar modo quella dei bambini. Vedi i catchers of heaven.
La trilogia Tango Sierra (Tango Sierra = Top Secret): tre ’rapporti bibbia’
Le cronache Echo Oscar (Echo Oscar = Eyes Only): rapporti da non rimuovere dalla loro classificazione di sicurezza, che richiedono un’autorizzazione ’need to know’. (Michael Kruvant Wolf)

Fonte:  http://www.lindro.it

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