“I test di resistenza
hanno rivelato quali sono gli aspetti positivi e dove è necessario
introdurre miglioramenti. I test sono stati effettuati con rigore e sono
stati un successo. Nel complesso la situazione è soddisfacente ma non
vi è spazio per l'autocompiacimento. Tutte le Autorità coinvolte devono
collaborare per assicurare che le più elevate norme di sicurezza vengano
applicate in ogni centrale nucleare europea. Questo per la sicurezza
dei nostri cittadini", ha detto Guenther Oettinger, commissario UE all'Energia, commentando i risultati dei test di resistenza su 145 reattori nucleari europei, gli 'stress test' seguiti all’evento catastrofico di Fukushima.
l risultato delle prove mostra che "le norme di sicurezza sono rigorose ma occorrono ulteriori miglioramenti",
segnalano da Bruxelles. Questi test di resistenza si sono svolti in tre
fasi. Nella prima fase gli esercenti delle centrali nucleari hanno
effettuato un'autovalutazione, nella seconda fase le autorità di
regolamentazione hanno esaminato queste autovalutazioni e hanno
preparato delle relazioni nazionali. Nella terza fase, queste relazioni
sono state analizzate da equipe multinazionali nel quadro di una
procedura di "peer review", organizzata dall'European nuclear safety
regulators group (Ensreg). Inoltre, queste equipe hanno visitato siti di
centrali nucleari e in 17 Paesi hanno partecipato pienamente ai test di
resistenza (tutti i 14 Paesi della UE con centrali nucleari attive, la
Lituania con una centrale in fase di disattivazione, oltre all'Ucraina e
alla Svizzera).
Le norme di
sicurezza degli impianti nucleari in Europa "sono generalmente di alto
livello, ma si raccomandano ulteriori miglioramenti per quanto riguarda
gli aspetti relativi alla sicurezza di quasi tutte le centrali nucleari
europee - segnala la Commissione europea - tuttavia le autorità
nazionali di sicurezza sono giunte alla conclusione che non si giustificano chiusure di centrali nucleari", si legge nella comunicazione della Commissione europea.
Ma
questa dichiarazione stride fortemente con quanto emerge dai risultati
reali e dalle raccomandazioni della Commissione che riportiamo più oltre
nel testo. Tanto da far confermare a Greenpeace la sua
nota posizione sul fatto che il nucleare è intrinsecamente insicuro
confermata dal fatto che incidenti, malfunzionamenti e problemi capitano
di continuo. “Non sorprende che gli 'stress test' abbiano mostrato
criticità ma per questo motivo i Governi della UE dovrebbero agire
rapidamente per chiudere subito gli impianti più vecchi e pericolosi",
dice l'associazione.
Secondo le
indagini indipendenti che Greenpeace ha condotto, 34 reattori,
appartenenti a 13 centrali, andrebbero chiusi immediatamente o in breve
tempo, come si legge nel documento pubblicato a giugno 2012 dal titolo Nuclear Stress Tests - flaws, blind spots and complacency.
Circa la metà dei reattori europei, scrive inoltre l’associazione, si
trova in zone a rischio sismico e quindi in situazioni molto pericolose o
perché prive di doppio contenimento o perché troppo vecchie per
garantire gli standard di sicurezza necessari.Fonte: http://www.qualenergia.it
Per non dimenticare:
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