Prove generali di controllo mondiale della
salute umana. Rammentate cosa accadde solo tre anni fa? Influenza A/H1N1 o febbre suina, causata - secondo la versione
ufficiale - da una variante finora sconosciuta di un virus. H1N1 è stato fabbricato in un
laboratorio militare degli Stati Uniti
d’America e diffuso in Messico per testare gli effetti nel resto del globo
terrestre. Nell'aprile 2009 l'Organizzazione mondiale della sanità (finanziata in gran parte da Bill Gates, dal
governo Usa e dalla multinazionale farmaceutica Sanofi Aventis) e il Centers for Disease Control and Prevention
hanno lanciato il cosiddetto allarme, sostenendo come il virus ora si trasmetta
direttamente tra esseri umani (senza quindi che sia necessario il contatto con
l'animale infetto), arrivando a sentenziare una pandemia influenzale.
In seguito alla sbandierata diffusione su scala
mondiale dell'influenza "A" (virus H1N1) ed ai ripetuti allarmi su
una possibile pandemia lanciati dall'Organizzazione mondiale della Sanità
(Oms), il 21 agosto 2009 è stato
stipulato un contratto tra il direttore generale del ministero del lavoro, salute
e politiche sociali, Fabrizio Oleari e l'amministratore delegato di Novartis Vaccines, Francesco Gulli. Si
tratta di un acquisto diretto: 24
milioni di dosi di vaccino del virus H1N1, per un importo pari a 184 milioni di euro. Nel contratto sono presenti clausole che salvaguardano
esclusivamente la casa farmaceutica elvetica. Sono state prodotte e consegnate
dieci milioni di dosi. Mentre quelle usate sono quasi 900 mila. Il Codacons ha
sporto una denuncia penale alla Procura
della repubblica di Roma e la Corte
dei Conti ha aperto un’indagine. Il virus A-H1N1 non era il flagello atteso
e c'è l’eluso rischio di aver danneggiato i vaccinati. L'adiuvante del vaccino introduce una
variabile non del tutto conosciuta sul versante della sicurezza, in particolare
nei confronti dei bambini e delle donne in gravidanza; l'indicazione di usare
un vaccino non adiuvato per le donne in gravidanza è stata proposta dalla stessa
Organizzazione mondiale della sanità e, negli Stati Uniti, il Food and Drug Administration ha scelto
di registrare per il momento solo vaccini non adiuvati; per la somministrazione
alla popolazione di questo vaccino si deve raccogliere un consenso informato
scritto, una modalità non utilizzata per le ordinarie vaccinazioni.
Business - Nell’estate dell’anno 2009 il vice ministro
della Salute, Ferruccio Fazio, già
incorporato nel consiglio d’amministrazione del fallimentare San Raffaele del Monte Tabor di don Luigi Maria Verzé (sodale d’affari di Nichi Vendola), ebbe pubblicamente ad
annunciare ben «4 milioni di ammalati entro il mese di marzo 2010 e la
vaccinazione di 9 milioni di italiani entro la fine del 2009». Una previsione
campata in aria per il gusto di incutere terrore nella popolazione e dilapidare
denaro pubblico per favorire gli amici degli amici. Mister Fazio nonostante la
cantonata fu promosso al rango di ministro dal piduista Silvio Berlusconi, mentre l’opposizione - come sempre - stava a
guardare e lasciava fare.
La
vaccinazione di massa, comporta, inevitabilmente, notevoli interessi economici
internazionali da parte delle multinazionali del farmaco produttrici di vaccini
e farmaci antivirali; esiste un alto livello di attenzione sul fenomeno e sul
rischio di contagio dal quale qualcuno può trarre vantaggio. Esistono dei
precedenti negli Stati Uniti d’America in cui cariche istituzionali, ricoprenti
ruoli di responsabilità, o comunque vicine ad aziende biofarmaceutiche, hanno
contribuito al loro balzo in borsa, attraverso vaccinazioni di massa contro
presunte infezioni, che hanno cagionato il decesso di centinaia di persone. Al
di là della portata dell'epidemia, le case farmaceutiche hanno la necessità di
fare circolare le confezioni già prodotte. E’ inoltre possibile un concreto
rischio di mutazione virale, con il conseguente aumento della virulenza, che
renderebbe vana, nonché superflua, la vaccinazione - considerando che gli
anticorpi iniziano a formarsi negli individui che si vaccinano non prima di
30/40 giorni dopo la somministrazione.
Nel 1976 la vaccinazione di massa contro la
cosiddetta influenza suina, si è rivelata inutile. Esistono precedenti di
diffuso panico planetario, come è accaduto nei confronti dell'antrace, dell'aviaria
e della Sars, in cui a fronte di tanto clamore mediatico e di una elevata spesa
sanitaria, i rischi di mortalità si sono rivelati inesistenti o comunque
trascurabili; la situazione attuale vede meno di un milione di italiani
vaccinati. Il nostro Paese ha ordinato 48 milioni di dosi, con l'obiettivo di
vaccinare il 40 per cento della popolazione, a partire dalle categorie a rischio
e quelle di pubblica utilità, ma ad oggi sono state somministrate meno di un
milione di dosi. La Francia ha cominciato a rivendere all'estero una parte del
proprio stock di vaccini, ordinati in eccedenza, contro il virus A/H1N1
dell'influenza A, e il risultato finale è stato analogo in molti Paesi europei:
meno del previsto i cittadini che si sono vaccinati e scorte di vaccino sono
rimaste inutilizzate nei magazzini. Così, vari Governi, compreso quello
tricolore hanno deciso di rivendere le dosi in eccesso ad altri Paesi del Terzo
mondo.
Interrogazione
sepolta - In Parlamento giace dal 10 gennaio
1996 un’interrogazione dimenticata (3-07539), indirizzata al primo ministro Lamberto Dini ed al ministro della
sanità. Scrive l’onorevole Pedrizzi:
«l'Associazione Universo Bambino ha diramato qualche tempo fa un comunicato riguardante
le vaccinazioni praticate su neonati e le conseguenze negative che da queste possono
derivare: Che tal comunicato e passato del tutto inosservato tanto che nessun
mezzo di informazione ha riferito la notizia. Che il predetto comunicato
riferiva che le vaccinazioni possono provocare nei bambini patologie gravi
come, tra l'altro, distrofie, sclerosi, anemie, epilessie, morti improvvise, ecc.,
ecc. Che in tale documento veniva citato uno studio presentato con allegata
precisa documentazione dal dott. M.
Montinari, medico chirurgo e presidente dell'associazione Universo Bambino,
che riferiva di 48 pazienti ricoverati presso centri ospedalieri italiani e stranieri
per l'insorgenza di segni clinici relativi al sistema nervoso centrale e
dell'apparato digerente, in concomitanza od immediatamente dopo le
somministrazione di vaccini. Che in particolare le vaccinazioni secondo il
predetto studio, che approfondisce la valutazione del quadro immunitario dei
pazienti ed il ruolo della immmunogenetica nella diagnosi di patologie,
avrebbero provocato disastri, fatto nascere figli deformi, e fatto somatizzare
qualsiasi tipo di malattia invalidante fino a procurare la morte dei vaccinati.
Che i vaccini contengono mercurio ed
alluminio, metalli altamente tossici che tali permangono anche dopo decenni
all'interno dell'organismo umano. Che lo studio del ricercatore italiano dalla
dimostrazione clinico/scientifica delle mutazioni genetiche del DNA proprio a
causa delle vaccinazioni - Inoltre - Che a tutt’oggi, nel nostro sistema esiste
un evidente contrasto fra alcune circolari o leggi vaccinali con la
Costituzione ad esempio l'art. 34 che recita: "la Scuola e aperta a
tutti" e non solo quindi ai bambini vaccinati. Che è evidente che in
Italia pertanto, il diritto di libera scelta terapeutica e sanitaria è palesemente
calpestato poiché si vuole continuare a imporre tali pericolose profilassi anche
contro il deliberato volere degli interessati,. ».
Nonostante un decreto dell’anno 2003 il
mercurio è tuttora presente nei vaccini obbligatori e facoltativi, insieme
all’alluminio e a nano-particelle di metalli pesanti.
Contro-informazione - «I vaccini sono la spina dorsale di tutta
l’industria farmaceutica. I bambini vaccinati diventano clienti a vita»
dichiara senza tema di smentite la dottoressa Sherry Tenpenny. Attaccare così
brutalmente i neonati pregiudica il futuro della specie umana. Eppure in Italia
la Siaip (Società italiana di
allergologia ed immunologia pediatrica) prescrive categoricamente: «la vaccinazione antinfluenzale può essere
somministrata dall’età di sei mesi. Nei bambini dai 6 ai 36 mesi la dose di
somministrare è 0.25 ml (metà fiala), in seguito è sempre di 0.5 ml (una
fiala). Nei bambini di età minore di 9 anni che si vaccinano per la prima volta
vanno somministrate due dosi a distanza di quattro settimane l’una dall’altra.
In tutti gli altri casi la somministrazione di una dose è sufficiente a
garantire la protezione».
L’operazione vaccini su vasta scala fa comodo
a chi vuole una popolazione dipendente da malattie e medicine, piuttosto che esseri
umani sani. Sta alle persone spezzare le catene di questa oppressione.
Qualsiasi mutamento parte da una rivoluzione interiore.
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE 285 e 286:
Resoconto sommario pag. 88, del 11
GEN.96
Contratto di
fornitura di vaccino contro l’influenza - 21 agosto 2009
Summary of WHO
Technical Consultation: H1N1pdm Mortality Estimates,
25-26 October 2011
SIAIP - Vaccinazione antinfluenzale: istruzioni per l’uso
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