Spazio: ultima frontiera. Credere che si sia soli nell'universo è come credere che la Terra sia piatta. Come disse l'astrofisico Labeque al palazzo dell'UNESCO, durante il congresso mondiale del SETI di Parigi del Settembre 2008, " SOMETHING IS HERE", "Qualcosa è qui", e I TEMPI SONO MATURI per farsene una ragione. La CIA, l'FBI, la NSA, il Pentagono, e non solo, lo hanno confermato!
Statistiche
Tuesday, February 1, 2011
Gerusalemme e UFO. Da Israele una bufala con furore
256 orecchie sul cosmo
Entrerà in funzione quest'estate la prima stazione del Long Wavelenght Array: gigantesco impianto che, a lavori ultimati, conterà complessivamente 53 stazioni e un totale di oltre 13.000 antenne. Obiettivi: la ricerca di pianeti extrasolari e, chissà, segnali provenienti da civiltà extraterrestri.
Le antenne della stazione 1 del Long Wavelenght Array nel New Mexico (credit: LWA Project)
Scandagliare l’universo alla ricerca di pianeti extrasolari e di segnali artificiali extraterrestri. Sono solo due tra i tanti obiettivi che si prefigge il Long Wavelenght Array (LWA), il nuovo radiotelescopio in costruzione nel deserto del New Mexico. Già da questa estate entrerà in funzione la sua prima stazione costituita da un insieme di 256 antenne, simili nella forma a un ventilatore da soffitto. Una volta completato, LWA sarà composto da 53 stazioni per un totale di 13.000 antenne distribuite su di un’area di circa 400 chilometri di diametro.
Nel New Mexico era già presente il predecessore del nuovo radiotelescopio: denominato Long Wavelenght Demonstrator Array, aveva dato buoni risultati riuscendo a captare improvvise emissioni radio dal cielo. Purtroppo si è sempre trattato di emissioni generate da fenomeni di scarso interesse, come ad esempio dalle meteore che riflettevano i segnali televisivi nell’alta atmosfera. LWA intende portare la ricerca a un livello qualitativo superiore. Le sue antenne permetteranno di scandagliare ampie regioni di cielo alla ricerca di quelle onde radio che possono rivelare la presenza di pianeti lontani, divenendo così uno strumento alternativo ai metodi classici di ricerca di pianeti extrasolari. Ma il radiotelescopio potrà fare molto di più, come spiega Joseph Lazio, radioastronomo al JPL, per il quale “captare le emissioni improvvise di onde radio ci farà scoprire esplosioni sulla superficie di stelle vicine, esplosioni di stelle lontane, buchi neri ancora non individuati e forse persino trasmissioni radio da parte di altre civiltà”.
LWA si distingue anche per l’intervallo di radiofrequenze con il quale si troverà a lavorare: compreso tra i 20 e gli 80 megahertz, corrispondente a lunghezze d’onda tra i 15 e i 3,8 metri, è una regione dello spettro elettromagnetico finora poco utilizzata per via dei costi e dei limiti tecnici. L’avanzare della tecnologia ha però ridato impulso al settore che ora con questo radiotelescopio intende aprire un nuovo corso nella storia della radioastronomia.
Per saperne di più: http://lwa.unm.edu/
Tesla Motors: produrrà l’auto più futuristica di sempre?
Mettiamo insieme tutte le negatività di una vettura a propulsione elettrica e vediamo se almeno nelle aspettative la "Tesla Roadster" sarà migliore: l'auto elettrica da sempre ha il problema delle batterie e dell'autonomia conseguente, la Tesla invece vanta un sistema di gestione energetica differente e permette di essere usata quasi con gli stessi parametri di un auto classica, al momento ha un'autonomia sul combinato di 340Km; inoltre se vogliamo auto elettriche performanti dobbiamo rivolgergi unicamente a prototipi da pista mentre la nuova auto è concepita come una sportiva classica, per questo nel team di realizzatori c'é la Lotus, nota casa di auto leggere e supersportive.
Si pensi anche che fra gli sponsor ci sono nomi importanti di personaggi che guardano lontano come Larry Page e Sergey Brin i fondatori di Google e Elon Musk inventore di paypall.
Per essere più precisi per gli aspetti tecnici si può consultare il sito della casa ( si veda in fondo all'articolo).
Chi era Tesla ispiratore di questo progetto: Nikola Tesla fù uno dei più avvenieristici geni del secolo scorso e forse dei più leggendari se così si può dire. Molti dei suoi lavori sono stati oggetto di fantasie e la sua carriere straordinaria non si è evoluta come quella di altri esimi colleghi, Tesla morì solo e povero e portò i suoi segreti con lui.
La nuova auto elettrica prende il suo nome anche perchè vuole ispirarsi ai principi Tesliani di utilizzo di energie pulite e infinite: il fisico infatti aveva intrapreso la via dello studio approfondito dell'elettromagnetismo terrestre e pare che avesse trovato il modo di incanalare questa energia per rifornire i suoi macchinari in modo gratuito e infinito.
Sembra infatti, la leggenda narra, che avesse costruito un auto elettrica che sfruttando questo principio si approvvigionasse di energia da sola, senza mai dover ricaricare le batterie. Anche senza arrivare a questo livello, speriamo che la nuova Tesla Roadster ci possa stupire con le sue particolarità.
Per maggiori dettagli si veda il sito http://www.teslamotors.com o si chieda una prova direttamente al concessionario di Milano.
I.T.
Fonte: http://www.newnotizie.it/
CERN, LHC acceso no-stop nel 2011 e per tutto 2012
Far funzionare il Large Hadron Collider (Lhc) per due anni di seguito per poter raccogliere una quantità di dati che permetterà di accelerare l'arrivo dei dati che segneranno l'ingresso nella "nuova fisica", quella che potrà spiegare un oggetto misterioso come la materia oscura oppure verificare se esistono o meno altre dimensioni. È quanto sta discutendo il CERN in questi giorni, in una riunione a Chamonix (Francia), e un annuncio in questo senso è atteso per la prossima settimana.
Tra qualche giorno l'acceleratore più grande del mondo si riaccenderà dopo la pausa invernale e, se il CERN lo deciderà, potrà restare accesa fino alla fine del 2012, con un breve intervallo tecnico alla fine del 2011. In questo periodo ciascun fascio di particelle correrà nell'acceleratore con un'energia di 3.500 miliardi di elettronvolt (3,5 Tev) per un'energia complessiva di 7 Tev. Soltanto nel 2014 la grande macchina lavorerà ad energie maggiori.
"La decisione formale sarà presa dal Cern nella prossima settimana", ha detto l'italiano Guido Tonelli, coordinatore internazionale di uno dei quattro esperimenti dell'Lhc, il Cms (Compact Muon Solenoid). "Far funzionare l'Lhc per due anni consecutivi - ha osservato - significherebbe avere le condizioni giuste per fare scoperte relative alla nuova fisica".
Per esempio, ha aggiunto, "si potrebbero ottenere dati sufficienti per scoprire se esiste o meno la supersimmetria e se questa potrebbe essere una spiegazione della materia oscura". Potrebbero anche essere scoperte alcune particelle che permetterebbero di confermare o mano l'esistenza di nuove dimensioni. "C'è anche - ha aggiunto - una concreta possibilità che l'Lhc sia in grado di scoprire o di escludere l'esistenza del bosone di Higgs", la mitica particella dalla quale dipende la massa.
sda-ats
Fonte: http://www.swissinfo.ch/
L'astrofisica Hack dispensa emozioni sulla materia oscura
«I nostri ricercatori scientifici fuggono perché non si investe»
Emozione e commozione, seguiti da un sincero applauso di ammirazione e riconoscenza. Sono stati questi i sentimenti che hanno accolto la famosa astrofisica Margherita Hack, quando, nella serata di sabato, ha varcato l'ingresso del palazzetto comunale di Cogollo del Cengio.
Ad attenderla una sala gremita di persone di tutte le età. Bambini delle elementari e medie, studenti delle superiori e dell'università, adulti e anziani, tutti riuniti per il primo "Cogollo del Cengio incontra…", ultima iniziativa dell'amministrazione Calgaro.
«La scienza interessa ancora - ha affermato la Hack in apertura di serata - anche se con la cultura non si mangia, come ha dichiarato un nostro ministro. Gli altri paesi investono nella scienza; noi formiamo degli ottimi ricercatori e poi li facciamo andare via».
Molteplici gli argomenti affrontati nel corso dell'incontro: dal racconto di come è diventata la prima direttrice donna di un osservatorio italiano al suo prossimo spettacolo con la cantante Ginevra Di Marco, dedicato alle storie di chi vive ai margini della società; dalla lungimiranza di altri paesi, come la Svezia, in campo di energie rinnovabili al prossimo ritorno del nucleare in Italia; dall'esistenza di altre forme di vita nell'universo ai grandi problemi dell'astrofisica di oggi, la materia oscura e l'energia oscura.
Fra le tante domande, la più curiosa è stata rivolta al marito della Hack, Aldo: «C'è posto per il cuore nella vita di una scienziata razionalista e atea?»
«Caspita! Eccome! È una come noi!"
E il suo successivo amorevole sorriso lo ha ampiamente dimostrato. A.CR.
Commento di Oliviero Mannucci: Tremonti ha detto: Con la cultura non si mangia. Figuriamoci allora con l'ignoranza. Ricordo che la politica in Italia costa 1000 000 000 000 di euro all'anno. E' quindi normale che Tremonti dica così, se di questi soldi un pò andassero alla cultura, lui e tutti i suoi colleghi mangerebbero molto di meno!
Millesimo: la Tecnologia Demont nel telescopio di 42 metri
Il grande telescopio, che sorgerà in Cile, sulla montagna del Cerro Armazones, dovrebbe essere completato entro il 2018 e costerà circa un miliardo di euro
Demont, il gruppo impiantistico di Millesimo che fa riferimento alla famiglia Dellepiane, partecipa ad uno dei progetti scientifici più ambiziosi a livello mondiale, la costruzione dell’European Extremely Large Telescope (E-ELT), un telescopio estremamente grande, progettato per essere il "Telescopio ottico" infrarosso di prossima generazione dotato di uno "Specchio primario" di 42 metri.
L’iniziativa è dell’European Southern Observatory (ESO), organismo che riunisce quattordici Paesi europei, tra cui l’Italia, ai quali si è recentemente aggiunto il Brasile. ESO è attualmente impegnata nelle progettazione esecutiva, e si confida che entro il 2011 possano essere aperti i cantieri. A Demont, in questo ambito, è stato affidato un contratto di consulenza per le attività di construction management (direzione lavori). Il grande telescopio, che sorgerà in Cile, sulla montagna del Cerro Armazones, dove le condizioni meteo e atmosferiche permettono cielo sgombro e nitido per 320 notti all’anno, dovrebbe essere completato entro il 2018 e costerà circa un miliardo di euro.
I telescopi estremamente grandi sono considerati, in tutto il mondo, una delle più alte priorità dell'astronomia da terra. Aumenteranno grandemente le conoscenze dell'astrofisica, consentendo studi dettagliati di oggetti quali i pianeti intorno ad altre stelle, i primi corpi celesti dell'Universo, i buchi neri supermassicci e infine della natura e della distribuzione sia della materia oscura che dell'energia oscura che dominano l'Universo.
L’attuale tecnologia di fabbricazione degli specchi pone un limite intorno a 8 metri per quelli costituiti da un singolo pezzo. I telescopi maggiori usano un insieme di specchi esagonali di piccole dimensioni per formare uno specchio composito di oltre 10 metri di diametro. La differenza tra E-ELT e gli altri telescopi è abissale: il Keck Observatory nelle Hawaii ha un diametro di 10 metri, il telescopio Subaru non supera gli 8 metri mentre il telescopio Hubble, con i suoi “solo” 2,4 metri, è tuttavia il più potente visto che si trova in orbita, al di fuori della barriera formata dall’atmosfera. Grandi lavori e incarichi prestigiosi confermano il momento positivo di Demont, azienda che dalla Valle Bormida ha spiccato il salto internazionale e che si accinge ad inaugurare, a Millesimo, la nuova sede direzionale, dove saranno accentrate le funzioni direttive delle varie società che compongono il gruppo.
Fonte: http://www.savonanews.it/Con-Scientia. Le stelle fisse che fisse non sono
Fonte: http://www.interno18.it/
La costellazione di Orione: la stella rossa sulla sinistra è Betelgeuse
La stella in questione è Betelgeuse, ovvero la spalla sinistra di Orione, una delle costellazione più importanti del cielo, sia dal punto di vista del colpo d’occhio, che per la sua importanza nella storia dei popoli antichi. Tanto per fare un esempio, le piramidi egiziane della Piana di Giza sono allineate esattamente come le tre stelle che formano la cosiddetta “cintura” di Orione.
Ovviamente scientificamente parlando ciò non significa nulla, ma la notizia ha attirato subito la mia attenzione perché da ragazzino fu proprio la costellazione di Orione ad affascinarmi, avvicinandomi al campo dell’astronomia, che è ora diventata la mia professione.
Mi è sembrato da subito strano che un astronomo di professione rilasciasse una dichiarazione del genere, perché nessuno studio scientifico ha mai permesso di calcolare il tempo necessario ad una supergigante rossa come Betelgeuse affinché le sue condizioni causino l’esplosione in supernova. Non essendo specifico della materia mi sono messo alla ricerca di articoli scientifici sull’evoluzione delle supergiganti rosse, ed ho trovato molti articoli riguardanti proprio Betelgeuse. Il motivo è semplice: la stella di cui si parla è una delle pochissime stelle che, osservata al telescopio da Terra, risulta avere una dimensione definita.
Generalmente le stelle sono talmente lontane che non è possibile, nemmeno con il più potente dei telescopi, osservare un disco, ma risultano sempre un punto. È lo stesso motivo per il quale le stelle nel cielo hanno una luce tremolante, mentre i pianeti (più vicini e quindi non puntiformi alla vista) mostrano una luminosità stabile.
Betelgeuse ha questa particolarità per due motivi: è abbastanza vicina alla Terra (circa 600 anni luce) ed è davvero grande (si parla di un raggio vicino alle 5 unità astronomiche, vale a dire circa la distanza tra il Sole e Giove). Come detto prima è una supergigante rossa, ovvero una stella vicina alla sua fine, enorme, ma relativamente fredda. Questo tipo di stelle, a differenza di quelle delle dimensioni del Sole, sono destinate a finire in maniera “spettacolare”, ovvero esplodendo ed allontanando da esse tutta la materia di cui sono composte, diventando delle piccole stelle nane quasi invisibili.
Che questo processo avverrà per Betelgeuse è fuori di dubbio. Ciò che non è possibile sapere è quando succederà. Questo perché mai finora sono state studiate stelle che poi sono esplose in supernovae. Esplosioni di supernova sono state osservate nel passato, ma, ovviamente, nei secoli passati non c’erano le conoscenze scientifiche adatte a studiare le stelle così come facciamo oggi. E quindi non è possibile dire quando questo avverrà.
Un’altra cosa importante da dire è che, anche se ciò dovesse avvenire nel 2012, di certo non ci sarebbero due soli di grandezza comparabile nel cielo, poiché la supernova originata da Betelgeuse sarà sicuramente la stella più luminosa in cielo, probabilmente visibile anche di giorno, ma avrà comunque dimensioni e luminosità estremamente limitate rispetto al Sole.
Dopo aver fatto tutto questo discorso su Betelgeuse volgiamo ora il pensiero a quello che significherebbe l’esplosione di questa stella per la costellazione di Orione: nel giro di qualche tempo la sua “spalla sinistra” sparirebbe e la costellazione non avrebbe più la sua forma attuale. Questo dovrebbe farci capire quanto le varie superstizioni legate al cielo, tra cui non ultima l’oroscopo, siano fantasie inventate dall’uomo senza la minima base scientifica.
Le costellazioni così come osservate da Terra non sono certamente formazioni fisse. Anzi, a volerla dire tutta, non sono formazioni di alcun genere. Se avessimo la possibilità di allontanarci dalla Terra, scopriremmo che le stelle che noi ora vediamo vicine nel firmamento sono lontanissime tra loro e, osservate da un altro punto dello spazio, non avrebbero le forme a noi familiari.
Volendo fare un esempio con le quattro stelle principali della costellazione di Orione troveremmo che Rigel dista circa 800 anni luce da noi, Betelgeuse 600, Bellatrix 240 e Saiph 700. Le stelle non sono, dunque, fisicamente vicine, ma semplicemente tali ci appaiono proiettate sulla volta celeste.
Come possono, dunque, oggetti che in realtà non esistono influenzare la vita di noi sulla Terra?
Commento di Oliviero Mannucci: Io non sono un astrologo, sono un astrofilo e quindi non credo negli oroscopi, almeno per come vengono fatti attualmente in occidente. L'astrologia però non va demonizzata, come spesso fanno la maggior parte degli scienziati, perchè le basi di essa non sono sbagliate! Il Sole e la Luna, hanno di fatto delle influenze sulla vita di tutti i giorni, sia sugli esseri viventi sia sulla Terra stessa. Esiste infatti la bio-meteorologia, che si occupa di fare previsioni meteo e metterle in correlazione con l'attività del Sole e della Luna. Se l'attività solare è forte, il bio-meteorologo avvisa i portatori di pace-maker che potrebbero avere dei problemi ai loro apparecchi causati dai grandi campi magnetici sprigionati nello spazio dal Sole e cosi via. Se poi vogliamo parlare del passaggio apparente di un pianeta in una data costellazione, quella è tutta un'altra cosa. La costellazione in questione non esiste nella realtà, è un invenzione arbitriaria dell'uomo, ma le influenze fisiche che le stelle, i pianeti e la e galassie esercitano tra di loro come se lo spazio fosse un gigantesco domino, non possiamo ignorarle. L'esplosione di Betelgeuse, apporterà tutta una serie di elementi allo spazio che formeranno a lungo andare altre stelle. Quindi finchè questi corpi celesti esistono un influenza la hanno eccome e anche quando finiscono di esistere i vari elementi che le componevano continuano ad influenzare l'universo e in minima parte anche il nostro pianeta, che si arricchirà di alcuni di loro. Quando si parla di queste cose, certi "astrofisici" dovrebbero stare bene attenti a quello che dicono, anche perchè l'uomo non conosce ancora fino in fondo come funziona lo spazio e quali energie lo muovono. La stragrande maggiornaza delle nozioni cosmologiche che l'uomo ha, sono solo ipotesi teoriche che spesso si smentiscono nel tempo tra di loro. Come possiamo quindi sentenziare su una cosa o sull'altra quando ancora non abbiamo capito qual'è l'energia che muove tutto l'universo, da dove arriva e quali sono le implicazioni sottili che lo governano che i nostri sensi non sono in grado di percepire?
Cieli sereni
Oliviero Mannucci
Inquinamento luminoso: un enorme spreco energetico
La ricerca, di cui è autore Fabio Falchi, presidente di CieloBuio e membro dell'ISTIL (Istituto di Scienza e tecnologia dell'inquinamento luminoso), mostra che l'inquinamento luminoso nei due siti studiati non è peggiorato dal 1998. Si tratta di un risultato straordinario, in quanto tutti gli studi precedenti mostravano una crescita esponenziale del fenomeno, di circa il 5-10% all'anno. Nell'intervallo di tempo studiato ci si sarebbe dovuti attendere circa un raddoppio della luminosità (tecnicamente, luminanza) artificiale del cielo. Questo peggioramento non c'è stato, nonostante un raddoppio del flusso luminoso immesso nell'ambiente dovuto ai nuovi impianti installati dal 1998 ad oggi e all'aumento dell'efficienza media del parco lampade.
Il merito del blocco della crescita dell'inquinamento luminoso va attribuito all'adozione di efficaci leggi regionali contro tale grave fenomeno. I due siti studiati sono infatti localizzati in Lombardia, regione che si è dotata della famosa legge contro l'inquinamento luminoso nel 2000. Tale legge è stata successivamente adottata, con piccole variazioni, da altre 11 regioni, è servita da modello per la Starlight Initiative dell'UNESCO e per le leggi contro l'inquinamento luminoso di Slovenia e Cile. La ricerca prova inoltre che l'inquinamento luminoso è causato principalmente dalla luce che viene inviata direttamente verso l'alto dagli apparecchi di illuminazione che non sono completamente schermati, e conferma quindi l'assoluta necessità di inviare la luce esclusivamente verso il basso, senza inutili e dannosi sprechi, come prescrivono le migliori leggi regionali, rappresentate in blu e azzurro nella mappa dell'Italia riportata in basso.
L'inquinamento luminoso non è soltanto, purtroppo, un problema per i soli amanti del cielo. Esso è infatti causa di enormi sprechi di denaro pubblico (la voce illuminazione pubblica è spesso la più onerosa per i nostri Comuni) oltre che di danni ambientali e alla salute dell'uomo, come stanno dimostrando recenti ricerche dell'Università di Haifa. Un'idea dello spreco energetico dell'inquinamento luminoso si ha osservando l'Italia nelle fotografie notturne scattate dalla Stazione Spaziale Internazionale. Non dimentichiamo, oltre allo spreco, l'aspetto culturale: le luci che addobbano l'Italia come un enorme e pacchiano albero natalizio in mezzo al Mediterraneo impediscono di ammirare il più grande spettacolo della Natura: il cielo stellato.
Chi ha avuto la fortuna di ammirarlo, da un deserto, dalle Ande o semplicemente perché abbastanza anziano dall'averlo potuto vedere dall'Italia, sa cosa ci stiamo perdendo.
La mappa qui sotto rappresenta la situazione delle leggi regionali contro l'inquinamento luminoso in Italia al 2010. Con i vari colori si indica l'efficacia dei parametri tecnici adottati per arginare il fenomeno.
In blu le leggi che impongono un flusso diretto nullo verso l'alto, in azzurro leggi che ammettono piccole deroghe su alcune tipologie di impianto, in giallo sono ammessi flussi verso l'alto fino al 3%, in rosso sono rappresentate le leggi senza parametri tecnici o con parametri inefficaci, in bianco le regioni senza alcuna regolamentazione. Per ogni regione è indicata la data di approvazione della legge.
Fonte: http://www.alternativasostenibile.it/
I droni brasiliani voleranno grazie alla tecnologia israeliana
I droni brasiliani voleranno grazie alla tecnologia israeliana. Aeroeletronica, controllata della compagnia di Haifa Elbit Systems, ha firmato un contratto con l'aviazione del Brasile per fornire supporto hi-tech per una nuova flotta di 450 velivoli senza pilota.
L'amministratore delegato della Elbit Systems, Joseph Ackerman, ha dichiarato: «Questo nuovo progetto consolida ulteriormente i nostri rapporti con l'aviazione brasiliana, e spero che conduca a nuovi potenziali clienti nel Paese, in America Latina e nel resto del mondo». L'interesse dell'azienda israeliana per lo Stato sudamericano sembra essere cresciuto notevolmente negli ultimi tempi. Nei primi giorni di gennaio era stata diffusa la notizia che la Aeroeletronica si era aggiudicata un accordo del valore di 260 milioni di dollari con l'esercito di Brasilia per dotare alcune centinaia di mezzi di terra con torrette che, a differenza di quelle tradizionali, possono essere manovrate a distanza, elettronicamente. E non solo. A fine dicembre 2010 la Elbit Systems ha anche acquistato due compagnie brasiliane specializzate nella produzione di strumenti informatici militari, come software per missili e simili. Si tratta della Ares Aeroespecial e Defesa e della Periscopio Equipamentos Optronicos. Insomma: mentre le relazioni politiche tra Gerusalemme e Brasilia non stanno certo vivendo la loro stagione più rosea, in seguito al riconoscimento dello "Stato di Palestina" da parte del Brasile (insieme agli altri membri del mercato comune sudamericano Mercosur), gli accordi commerciali tra lo Stato maggiore brasiliano e i privati israeliani vanno invece a gonfie vele.
(FocusMO)
Il cielo nel mese di Febbraio 2011
a cura di Stefano Simoni
Costellazioni osservabili, posizioni dei pianeti, congiunzioni, mappe stellari dettagliate, effemeridi di Sole, Luna e pianeti. Tutti gli eventi astronomici del mese di Febbraio 2011!
Sole
Si trova nella costellazione del Capricorno fino al giorno 16, quando entra nella costellazione dell’Acquario.
1 febbraio
- sorge alle 07.23
- transita alle 12.44
- tramonta alle 17.25
15 febbraio
- sorge alle 07.06
- transita alle 12.24
- tramonta alle 17.43
28 febbraio
- sorge alle 06.47
- transita alle 12.23
- tramonta alle 17.59
La durata del giorno aumenta di circa 1 ora e 10 minuti dall’inizio del mese.
Luna
1 febbraio
- sorge alle 06:12
- transita alle 11:04
- tramonta alle 16:00
15 febbraio
- sorge alle 14:30
- transita alle 22:04
- tramonta alle 04:48
28 febbraio
- sorge alle 04:12
- transita alle 09:01
- tramonta alle 13:54
fasi lunari del mese:
- Luna Nuova il 3 (ore 02.33)
- Primo Quarto l’11 (ore 07.20)
- Luna Piena il 18 (ore 08.37)
- Ultimo Quarto il 24 (ore 23.29)
Il giorno 6 alle ore 22:38 la Luna raggiunge l’apogeo (405.923 km di distanza), mente il giorno 19 alle ore 07:28 si troverà nel punto vicino alla Terra nel corso della sua orbita, il perigeo(358.251 km).
Posizione dei pianeti
Mercurio
Mercurio: mese sfavorevole all’osservazione dell’elusivo Mercurio. Il pianeta inizialmente si trova molto basso sull’orizzonte orientale, al mattino, praticamente impercettibile tra le luci dell’alba. Con il passare dei giorni Mercurio si avvicina sempre più al Sole, con cui si trova in congiunzione il giorno 25. Dovremo attendere il mese prossimo per poterlo osservare nuovamente, ma alla sera, subito dopo il tramonto.
ATTENZIONE: se si usa uno strumento ottico per osservare il pianeta, NON inquadrare MAI il Sole se non si è dotati di apposito filtro. Ciò comporterebbe danni irreparabili alla vista!
Venere
Venere: è ancora ben visibile prima del sorgere del Sole. Nell’arco di poche settimane l’altezza sull’orizzonte però diminuisce sensibilmente, così che l’intervallo di osservabilità si riduce di circa un’ora. Pertanto se ad inizio mese Venere sorge circa 3 ore prima del Sole, alla fine il luminosissimo pianeta appare all’orizzonte ad Est solo due ore prima del Sole. Il pianeta proprio all’inizio del mese lascia la costellazione dell’Ofiuco e fa il suo ingresso nel Sagittario, che attraversa quasi per intero.
Marte
Marte: il pianeta si trova nella costellazione del Capricorno, ma è del tutto inosservabile, trovandosi in congiunzione con il Sole il giorno 4.
Giove
Giove: l’altezza del pianeta sull’orizzonte occidentale si riduce ulteriormente, limitando l’intervallo di osservabilità alle prime ore della sera. Giove anticipa sempre più il suo tramonto e si avvia al termine del lungo periodo di osservabilità serale. Relativamente allo spostamento del pianeta tra le costellazioni, va segnalato un evento particolare: l’ingresso, il 25 febbraio, nella costellazione della Balena, che per un breve tratto interseca l’eclittica, rappresentando quindi a tutti gli effetti la 14a costellazione zodiacale (essendo Ofiuco la 13a). Giove lascia quindi temporaneamente la costellazione dei Pesci.
In condizioni di visibilità sono sempre degni di nota i 4 satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede e Callisto), che si mostrano come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del pianeta sulla linea dell’equatore.
Saturno
Saturno: il pianeta anticipa sensibilmente il suo sorgere, facendo la sua apparizione sull’orizzonte orientale già prima della mezzanotte. E’ possibile quindi osservarlo per buona parte della notte: con il passare delle ore Saturno si eleva sempre più, a Sud-Est, per poi raggiungere la massima altezza a Sud alcune ore prima dell’alba. Per l’intero anno 2011 Saturno rimarrà nella costellazione della Vergine.
Urano
Urano:il pianeta è ormai osservabile solo nelle prime ore della sera. Dopo essere stato per diversi mesi molto vicino a Giove, quest’ultimo si allontana, mentre Urano rimane più basso sull’orizzonte, nella parte più occidentale della costellazione dei Pesci.
In condizioni favorevoli all’osservazione, usando uno strumento ottico (anche un buon binocolo) appare come un oggetto di colore blu/verde, di magnitudine 5.7.
[Per saperne di più]
Nettuno
Nettuno:il giorno 17 si trova in congiunzione con il Sole, pertanto è del tutto inosservabile.
In condizioni favorevoli, per individuarlo è necessario utilizzare una strumentazione adeguata, un telescopio o un binocolo. Il pianeta si trova nella costellazione dell’Acquario, dove rimarrà per parecchi anni.
Plutone
Plutone: Preso atto della riclassificazione di Plutone a plutoide da parte della IAU (Parigi, Giugno 2008), la nostra rubrica includerà comunque l’osservabilità dell’astro.
Il pianeta è ancora basso sull’orizzonte orientale, al mattino, prima del sorgere del Sole. Si trova nella costellazione del Sagittario, dove era entrato nel 2006 e dove rimarrà per altri 14 anni, fino al 2023!
Con la sua magnitudine 14 sono necessari un cielo scuro, una buona carta stellare e almeno un telescopio da 8″ di apertura (200mm).
[Per saperne di più]
Congiunzioni
Luna-Giove:
la sera del giorno 7, sull’orizzonte in direzione Ovest, la falce di Luna crescente si trova in congiunzione con il pianeta Giove, nella costellazione dei Pesci.
Come già accennato in precedenza, si può tentare anche l’osservazione di Urano, usando Giove come riferimento.
Luna-Pleiadi:
la sera dell’ 11 febbraio la Luna al Primo Quarto sfiora l’ammasso stellare delle Pleiadi (M 45), nella costellazione del Toro.
A sinistra della Luna si nota la stella Aldebaran e l’ammasso delle Iadi.
Luna-Saturno:
nelle ore centrali della notte tra il 20 e il 21 possiamo ammirare il sorgere della Luna accompagnata dal pianeta Saturno, a formare un triangolo insieme alla stella Spica, la stella più luminosa della costellazione della Vergine.
costellazioni
Il cielo è ancora dominato dalle grandi costellazioni invernali. Protagonista del cielo in direzione meridionale è sempre Orione, con le tre stelle allineate della cintura (da sinistra: Alnitak, Alnilam e Mintaka) ed i luminosi astri Betelgeuse (rossa) e Rigel (azzurra).
Più in alto troviamo ancora le costellazioni del Toro con la rossa Aldebaran, la costellazione dell’Auriga con la brillante stella Capella, i Gemelli con le stelle principali Castore e Polluce. A sinistra in basso rispetto ad Orione, il grande cacciatore, nella costellazione del Cane Maggiore, brilla la notissima Sirio, la stella più luminosa del cielo.
Più in alto, a sinistra, la raffigurazione della caccia è completata dal Cane Minore, dove risplende Procione. Verso Ovest, nelle prime ore della sera, c’è ancora tempo per veder tramontare le costellazioni autunnali di Andromeda, del Triangolo, dei Pesci e dell’Ariete.
Restando tra le costellazioni zodiacali, un po’ più impegnativo è invece il riconoscimento della piccola e debole costellazione del Cancro visibile tra i Gemelli e il Leone, che vedremo sorgere ad Est, seguito dalla Vergine.
Prendendo a riferimento la stella polare (come trovarla?), possiamo riconoscere alcune note costellazioni del cielo settentrionale. A Nord-Ovest riconosciamo Cassiopea con la sua inconfondibile forma a “W”; tra Cassiopea e il Toro è facile individuare la costellazione del Perseo.
Più spostata a Nord-Est si trova l’inconfondibile Orsa Maggiore, vicino alla quale possiamo riconoscere la piccola costellazione dei Cani da Caccia.
Mappe del cielo ed eventi del mese
- orizzonte Nord
- orizzonte Sud
- orizzonte Est
- orizzonte Ovest
- zenit
- congiunzione Luna - Giove (giorno 7, ore 19:00)
- congiunzione Luna - Pleiadi (giorno 11, ore 20:00)
- congiunzione Luna - Saturno (giorno 21, ore 03:00)
Nota: Le mappe del cielo sono realizzate con Stellarium e riferite alla metà del mese alle ore 22:00 circa ora italiana, latitudine media (Roma), ad esclusione di congiunzioni ed eventi particolari. Gli orari delle congiunzioni sono scelti valutando le condizioni di migliore osservazione.
effemeridi del mese
Totali
Singole
Nota: Per salvare in locale i singoli files cliccare col tasto destro del mouse sui link riportati e scegliere “Salva collegamento con nome” o “Save link as”. Le effemeridi sono valide per una località alla latitudine media italiana (Roma - 12°30′E - 41°53′N) e generati da un software proprietario
Fonte: astronomia.com
Vita fuori da sistema solare? Da Nasa lista stelle compatibili
New York, 31 gen. (TMNews) - L'ancestrale interrogativo che attanaglia l'umanità potrebbe prossimamente trovare una risposta. Siamo soli nell'universo? La soluzione al quesito potrebbe arrivare dalla Nasa, che mercoledì diffonderà una lista di 400 sistemi stellari che potrebbero ospitare pianeti adatti alla vita. La rivelazione arriverà dal centro di ricerca Ames in California, da dove viene controllato l'ooservatorio satellitare Kepler, che ha setacciato oltre 156.000 stelle nel corso degli ultimi tre anni. Di queste, 400 sono considerate dagli astronomi ottimi candidati ad ospitare pianeti, che potrebbero avere caratteristiche simili alla Terra trovandosi in una zona né troppo calda né troppo fredda per sperare di trovare acqua. Le stelle in questione si trovano tra i 500 e i 3.000 anni luce dalla Terra. Kepler è solo il primo passo, dicono al New York Times gli astronomi del centro di ricerche, di un processo che richiederà decenni per essere portato a compimento. Il capo degli scienziati che lavorano a Kepler, il 72enne William Borucki, è ottimista:"Kepler è più importante del telescopio spaziale Hubble. Forniamo i dati che servono all'umanità per uscire nello spazio", ha detto al NY Times.
Fonte: http://www.laprovinciadisondrio.it/
I nuovi cowboys: alieni, zombie e camaleonti
Daniel Craig che respinge gli invasori alieni. Josh Brolin contro i morti viventi. Johnny Depp nei panni di un camaleonte. Non stiamo delirando, ma parlando dei nuovi cowboys del cinema. Che, lanciati dal nuovo Grinta targato fratelli Coen e interpretato magistralmente da Jeff Bridges, da quest’anno torneranno a cavalcare in grande stile sui nostri schermi, tra saloon e sparatorie all’alba. E in una nuova, modernissima veste…
Il tramonto del cinema classico. Così fu salutato, nel 1969, l’Oscar al Grinta di John Wayne. È curioso, quindi, che nel 2011 sia proprio un altro Grinta, quello di Jeff Bridges e targato fratelli Coen, a lanciare una nuova ondata di western, tutti deserto e pistole fumanti. Che di vecchio non hanno più quasi nulla, tranne il comune denominatore di tutte le storie di frontiera: la figura del cavaliere solitario, il gringo quasi muto ma dal grilletto implacabile. Il cowboy.
Per leggere il resto dell’articolo e vedere il portfolio dedicato a Il Grinta correte a comprare la rivista. Best Movie di febbraio è già in edicola.
Fonte: http://www.bestmovie.it/
Alex Pettyfer e Dianna Agron in nuove scene da Sono il numero Quattro
Alex Pettyfer è biondo, alto, bello e… ha le mani che si illuminano Questo è uno degli effetti collaterali che si devono affrontare quando si è alieni. Alex Pettyfer interpreta un alieno nel film di fantascienza Sono il numero Quattro, che uscirà nei cinema italiani il 18 febbraio. Il film racconta di un gruppo di nove giovani alieni, rifugiatisi sulla terra poco prima che il loro pianeta venisse distrutto da una razza extraterrestre nemica. La loro pace è destinata a durare poco, poichè chi ha distrutto il loro mondo sta ancora dando loro la caccia. Nella piccola cittadina dell’Ohio che ora chiama casa, l’alieno John (Alex Pettyfer) va incontro a inaspettati eventi che cambiano la sua vita: il primo amore (Dianna Agron), nuovi poteri e un legame con altri con cui condivide uno stesso incredibile destino.
Qui sotto puoi vedere alcune scene con Alex Pettyfer e Dianna Agron da Sono il numero Quattro. Gli effetti speciali del film sono davvero straordinari, come ci dimostrano le scene ambientate della scuola. Ma il film esplora anche i sentimenti di un teenager, come dimostra la scena in cui Alex Pettyfer si confronta con il suo protettore: per salvarsi devono lasciare la città, ma John non vuole perché è innamorato. Clicca qui per vedere altre immagini da Sono il numero Quattro.
Fonte: http://www.bambini.eu/
UFO di Giulio Ossequente: oltre il Cover Up!
C’è un uomo che, per pura coincidenza o per altro, non ha mai dovuto temere il presunto Cover Up sugli UFO. In viaggio tra i secoli, sopravvivendo alla caduta rovinosa del suo mondo, la sua testimonianza è giunta sino ai nostri giorni. E’ una delle fonti più autorevoli, insieme a Tito Livio, del fenomeno UFO nell’antica Roma. Giulio Ossequente è un nome sconosciuto ai più, qualche vecchio studente di liceo può al massimo ricordare una versione latina da tradurre che si rifacesse a qualche suo testo. E’ un autore minore ma un gigante, al contempo, nel suo genere. Ha di particolare che raccolse, nel suo leggendario “Libro dei prodigi”, una vasta casistica di fenomeni misteriosi, di cui molti di chiara natura ufologica, quelli che i romani definivano “scudi infuocati”. La storia che accompagna il Libro dei prodigi è ricca di retroscena e di fascino. Ha quattro protagonisti. L’autore, un frate domenicano, un noto stampatore veneziano e un ignoto studioso. Qualcuno che ritenne di dover inserire il Libro dei Prodigi tra i testi da preservare e far pervenire ai posteri. Piaccia o meno gli episodi raccontati da Giulio Ossequente erano un piccolo spaccato della società romana. Se poi qualcuno vi voglia vedere la prova dell’esistenza di entità aliene, semplici superstizioni o cultura pagana, è un altro discorso.
Giulio Ossequente può diventare, nel 2011, un simbolo per quelle correnti di ufologi che lottano contro la presunta censura, o comunque lo svilimento del fenomeno UFO. Perché, a suo modo, Giulio Ossequente fu il primo ufologo ante litteram a infrangere il “Cover Up”, parola così in voga ai giorni nostri. Il suo libro dei prodigi racconta quelli che oggi definiremmo casi di abduction, “UFO sightings”, avvistamenti, incontri del terzo tipo.
Ovviamente Ossequente e i suoi contemporanei non li classificavano con terminologia ufologica. Tuttavia la casistica del Libro dei Prodigi ne è colma. Le fonti originarie si basavano su testimonianze orali. Non esistevano video ed immagini. Nel testo non c’è un reale tentativo di spiegazione, di analisi o di interpretazione in profondità. Ossequente si limita a narrare gli episodi, che attraversano varie epoche della storia romana, per come erano o venivano raccontati. La società romana si dimostrava molto più tollerante di quella odierna, soprattutto per ciò che concerneva gli episodi insoliti. Venivano accettati, come parte del loro mondo, anche senza una spiegazione razionale.Il libro dei prodigi sparisce dalla circolazione in seguito allo sgretolamento dell’Impero Romano e ai saccheggi delle città più fiorenti. Solo secoli dopo, Giovanni Giocondo, un frate domenicano, rinvenne in Francia il manoscritto. Nei primi anni del sedicesimo secolo lo stampatore veneziano Aldo Manuzio ne ricavò una pregiatissima edizione. La sottovalutazione del contenuto del testo, si può ipotizzare, permise di farlo sopravvivere all’Inquisizione. C’è spazio anche per la dietrologia. Bisogna infatti tener presente un particolare: l’opera di Giulio Ossequente sopravvissuta ai nostri giorni, e rinvenuta secoli dopo la caduta di Roma, è parziale. In origine doveva essere ben più vasta…
(Foto: PhotoFunia)
Fonte: http://notiziefresche.info/
Ufo In Adriatico, Una Storia Vera -
Già Tito Livio fu probabilmente testimone oculare di "qualcosa di strano" nel mare Adriatico. Strane luci, bagliori notturni, avvenimenti di oggetti volanti, furono probabilmente osservati in epoca romana, ma dagli anni 50 del secolo scorso fino ai giorni nostri si è verificata una successi di episodi talmente "strani" da definire l'Adriatico un punto di riferimento per l'ufologia, ancor più di area 51. E probabilmente l'area dove si sono avute più testimonianze attendibili e numerose e dove si è calato un velo di mistero senza alcuna risoluzione.
Negli ultimi 60 anni la zona dell'adriatico è stata interessata dalla cosiddetta "operazione simpatia", un gruppo di persone, non legate da precedenti rapporti di amicizia, che telepaticamente venivano "avvicinati" da alieni e facendo gruppo acquistarono la fiducia della popolazione aliena che avrebbe avuto una base sottomarina nell'Adriatico, portando loro materie prime e cibo, ma che per una guerra fra due popolazioni aliene improvvisamente si ruppe il rapporto di amicizia con quel gruppo di terrestri e abbandonarono la base. Sembra fantasia e infatti quel gruppo venne anche deriso ma sicuramente il parlare di materiale estrattivo usato solo in questi anni per la nostra tecnologia, decine di anni fa, lascia alquanto perplessi e fa riflettere. Purtroppo, come in molte vicende del genere la mancanza di "prove" lascia il dubbio e la libera interpretazione da luogo a ogni ipotesi.
Meno fantasiosa dal punto di vista probante gli episodi avvenuti nel mar Adriatico, dove decine di pescatori riferivano di strane luci provenienti dall'ambiente sottomarino e di ufo che sbucavano dal mare in modo improvviso. Anche una motovedetta della Capitaneria di Porto ne fu testimone riferendo di un avvistamento di un oggetto simile ad un razzo che improvvisamente sbucava dal mare e a velocità supersonica saliva in cielo, con il temporaneo blocco del radar e degli apparati radio del natante.
Radar impazziti, bagliori di colore rosso, e due morti misteriose di pescatori per naufragio in una notte di calma assoluta, sono elementi che fanno riflettere ma ancor oggi l'area è continuamente interessata da avvistamenti di ufo da parte di troppe persone per ritenere allucinazione la segnalazione di un oggetto con caratteristiche non terrestri.
Il mistero permane ma sicuramente la tesi che si tratti di normali campi elettromagnetici o di "eruzioni" di metano, tesi fornite anche dalla marina militare che indagò e probabilmente indaga tutt'ora su tale vicenda, lascia alquanto perplessi.
Fonte: http://www.paid2write.org/