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Friday, April 1, 2011

WIKILEAKS: IL NUCLEARE IN ITALIA DECISO DA MAZZETTE E INTERESSI PRIVATI

In un cablo segreto spedito a Washington, l’ambasciatore americano rivela che ‘alti ufficiali’ dell’esecutivo di Berlusconi avrebbero preso tangenti per comprare tecnologie e centrali francesi

All’inizio è solo un timore, poi si trasforma in più di un sospetto: la rinascita del nucleare in Italia è condizionata dalle tangenti. Un’ipotesi circostanziata, messa nero su bianco in un rapporto del 2009 per il ministro dell’Energia di Obama, Steven Chu. Negli oltre quattro mila cablo dell’ambasciata americana di Roma la parola corruzione compare pochissime volte e in termini generici. Quando invece si parla delle nuove centrali da costruire, allora i documenti trasmessi a Washington diventano espliciti, tratteggiando uno scenario in cui sono le mazzette a decidere il destino energetico del Paese.

Nel momento in cui il devastante terremoto giapponese obbliga il mondo a fare i conti con i rischi degli impianti e lo spettro di una colossale contaminazione, i documenti ottenuti da WikiLeaks che “l’Espresso” pubblica in esclusiva permettono di ricostruire la guerra nucleare segreta che da sei anni viene combattuta in Italia. Uno scontro di Stati prima ancora che di aziende, per mettere le mani su opere che valgono almeno 24 miliardi di euro e segneranno il futuro di generazioni. Francesi, russi e americani si danno battaglia su una scacchiera dove si confondono interessi industriali, politici e diplomatici: cercano contatti nel governo, nei ministeri, nei partiti e nelle aziende. Per riuscire a conquistare quello che appare il mercato più ricco d’Europa. E lo fanno – secondo i dossier statunitensi – senza esclusione di colpi.

LA FENICE ATOMICA
Gli americani cominciano a muoversi nel 2005, quando con una certa sorpresa scoprono che l’energia nucleare sta risorgendo dalle ceneri del referendum del 1987. Per gli Usa si tratta di un’occasione unica: lo strumento per allontanare l’Italia dalla dipendenza nei confronti del gas russo, l’arma più potente nelle mani di Vladimir Putin. La questione diventa quindi “prioritaria” per l’ambasciata di Roma, che si muove verso due obiettivi: convincere i politici a concretizzare il programma atomico e far entrare nella partita i colossi americani del settore. Complici il prezzo sempre più alto degli idrocarburi, i rincari delle bollette e le promesse di sicurezza dei reattori più avanzati, gli italiani sembrano sempre meno ostili al nucleare. E il governo di Silvio Berlusconi non mostra dubbi su questa scelta. Più difficile – scrivono nel 2005 – convincere il centrosinistra che “si oppone largamente all’idea. Comunque, i nostri contatti sostengono che, anche se dovesse tornare al governo, il rinnovato impegno dell’Italia nei programmi nucleari non si fermerà”. La componente verde della maggioranza di Romano Prodi si oppone a ogni programma. Il ministro Pier Luigi Bersani invece apre alle sollecitazioni statunitensi e nel 2007 spiega all’ambasciatore che “l’Italia non è fuori dalla produzione di energia nucleare, l’ha solo sospesa”, per poi riconoscere che “carbone pulito e nucleare probabilmente giocheranno un ruolo importante nell’assicurare i bisogni del futuro”. Lo stesso Bersani che in questi giorni, dopo la crisi nipponica, è stato pronto a condannare “il piano nucleare del governo”.

Lo scontro più feroce però è quello che avviene per costruire i futuri impianti: almeno sei centrali, ciascuna del costo di circa 4 miliardi. Si schierano aziende-Stato, che sono diretta emanazione dei governi e godono dell’appoggio di diplomazie e servizi segreti. In pole position i francesi di Areva, quasi monopolisti nel Vecchio continente dove hanno aperto gli unici cantieri per reattori di ultima generazione: hanno 58 mila dipendenti e 10 miliardi di fatturato l’anno. E anche i russi, che nonostante Chernobyl continuano a esportare reattori in Asia, cercano di partecipare alla spartizione della torta. Negli Usa ci sono Westinghouse e General Electric che “sono interessate a vendere tecnologia nucleare all’Italia, ma si trovano a dover affrontare una dura competizione da parte di rivali stranieri i cui governi stanno facendo una pesante azione di lobbying sul governo italiano”.

MAZZETTE ALLA FRANCESE

L’allerta diventa massima nel 2008, quando Berlusconi assicura agli Usa che stavolta il suo esecutivo “rilancia sul serio il settore. Se andranno davvero avanti, ci saranno contratti per decine di miliardi”. Con una minaccia: “Vediamo già un’azione di lobbying ad alto livello da parte dei leader del governo inglese, francese e russo”. I colloqui con il consigliere diplomatico del ministro Claudio Scajola, Daniele Mancini, “suggeriscono che i francesi e i russi stanno già manovrando e facendo lobbying per i contratti”. Ed ecco la previsione: “La corruzione è pervasiva in Italia e temiamo che potrebbe essere uno dei fattori che dovremo affrontare andando avanti”. L’avversario è Parigi, che può sfruttare gli intrecci economici tra Enel ed Edf per stendere la sua trama. “Temiamo che i francesi abbiano una corsia preferenziale a causa della loro azione di lobbying ai più alti livelli e a causa del fatto che le compagnie che probabilmente costruiranno gli impianti in Italia hanno tutte un qualche tipo di French connection. Continueremo i nostri energici sforzi per garantire che le aziende americane abbiano una giusta chance”.

Pochi mesi dopo i francesi danno scacco: Sarkozy e il Cavaliere firmano l‘accordo che assegna ad Areva la costruzione di quattro reattori modello Epr in Italia. Siamo a febbraio 2009, la diplomazia statunitense vuole impedire che il successo di Parigi si trasformi in scacco matto. E intensifica gli sforzi per occupare gli spazi rimasti, ossia la fornitura di almeno altre due centrali. A maggio arriva a Roma il Mister Energia di Obama, Steven Chu.

L’ambasciata lo mette in guardia: “L’intensa pressione dei francesi, che forse comprende tangenti (“corruption payment”) a funzionari del governo italiano, ha aperto la strada all’accordo di febbraio tra le aziende parastatali italiana e francese, Enel e Edf, in modo da formare un consorzio al 50 per cento per costruire centrali in Italia e altrove. L’intesa prevede la costruzione di quattro reattori dell’Areva entro il 2020 e, cosa ancora più preoccupante, può imporre quella francese come tecnologia standard per il ritorno dell’Italia al nucleare“.

Gli americani ipotizzano che dietro la scelta degli standard a cui affideremo il nostro futuro e la sicurezza del Paese ci possano essere state bustarelle. E chiedono al ministro per l’Energia: “Dovrebbe far presente che abbiamo preoccupanti indicazioni del fatto che alle aziende americane sarà ingiustamente negata l’opportunità di partecipare a questo programma multimiliardario”. L’ambasciata è molto decisa nel delineare un contesto di scorrettezza. Il promemoria scritto da Elizabeth Dibble, all’epoca reggente della sede di Roma oggi diventata consigliera di Hillary Clinton, insiste: “è anche molto importante che ricordi al governo italiano che ci aspettiamo pari opportunità per le nostre aziende, visto quello che abbiamo notato fino a oggi nel processo di selezione”.

RUSSIA? NO GRAZIE.
Alla fine del 2008 gli Usa ritengono che Berlusconi stia per annunciare un accordo per il nucleare anche con Mosca. Ma uno degli uomini chiave del ministero dello Sviluppo Economico, Sergio Garribba, rassicura gli americani e “ridendo” spiega la reale natura della collaborazione atomica con i russi: “è una barzelletta, solo pubbliche relazioni”. L’ambasciata scrive che l’alto funzionario “probabilmente ha ragione: gli italiani nel 1987 hanno chiuso il loro programma in risposta a Chernobyl…”. Ma non si fidano completamente “visti gli stretti rapporti tra Berlusconi e Putin“. E temono che comunque la coalizione tra Eni e Gazprom per il gas, che alimenta anche le centrali elettriche, si trasformerà in un muro per ostacolare il nucleare. “Si dice che l’Eni stia facendo una dura azione di lobbying contro la riapertura della partita da parte di Enel“, registra nel 2005 l’ambasciatore Sembler, “perché ridurrebbe sia il mercato di Eni che la sua influenza politica”. Anche se le resistenze più forti verranno dal nimby, l’opposizione delle comunità locali ai nuovi reattori. “L’Italia è una penisola lunga e stretta, con una spina dorsale di catene montuose e con coste densamente popolate. Il numero dei siti dove costruire impianti è limitato… Se continua a decentralizzare i poteri alle regioni attraverso le riforme costituzionali – sostengono i nostri contatti – un revival nucleare sarà veramente improbabile“. Forse per questo, in tempi più recenti, l’ambasciata “programma” di contattare anche il leghista Andrea Gibelli, che presiede la commissione Attività produttive della Camera.

LA QUINTA COLONNA.
Nei ministeri di Roma la battaglia nucleare si combatte stanza per stanza. Gli americani cercano di avere referenti fidati negli uffici chiave e ogni nomina viene analizzata. Nel 2009 guardano con diffidenza ai tre tecnici italiani designati per il G8 dell’energia: “Uno attualmente lavora per la potente Eni”. Fino ad allora, si erano spesso rivolti a Garribba, “uno dei grandi esperti di energia, consulente tecnico del ministro Scajola”: è definito “uno stretto contatto dell’ambasciata”. Ma nel 2009 temono di venire tagliati fuori. Nella gara per la direzione del dipartimento Energia del ministero, Garribba viene battuto da Guido Bortoni, “un tecnocrate poco noto che attualmente sta all’Autorità per l’Energia. Avendo lavorato 10 anni all’Enel, Bortoni potrebbe ancora avere legami stretti con l’azienda e gli investimenti comuni tra Enel e l’industria nucleare francese ci fanno preoccupare che Bortoni possa portare questa preferenza per la tecnologia francese nella sua nuova posizione”. Ad aumentare i loro timori c’è “la dottoressa Rosaria Romano, che guiderà la divisione nucleare del nuovo dipartimento energia”: un fatto “potenzialmente preoccupante” visto che “nel corso degli anni, la Romano ha ripetutamente rifiutato in modo deciso i tentativi dell’ambasciata di incontrarla”. Ma i diplomatici americani “stanno già lavorando per assicurare che le nomine di Bortoni e Romano non danneggino gli interessi delle aziende Usa (General Electric e Westinghouse)”.

Nel luglio 2009, il ritorno all’atomo diventa legge. A quel punto, Francesco Mazzuca, presidente dell’Ansaldo Nucleare, azienda genovese del gruppo Finmeccanica e unico polo italiano del settore, consiglia “un impegno ai più alti livelli del governo italiano, in modo da contrastare i continui sforzi di lobbying da parte di Parigi. Mazzuca ha detto che il governo francese sta addirittura aumentando la sua pressione, inviando a Roma un secondo funzionario con portfolio nucleare”. Il top manager di Ansaldo ipotizza che il governo Berlusconi potrebbe costruire i nuovi impianti nei siti delle vecchie centrali in corso di smantellamento: Trino Vercellese, Caorso, Latina e Garigliano. E per l’Agenzia di sicurezza nucleare che dovrà vigilare su reattori e scorie, Mazzuca dichiara che la vorrebbe guidata dal professor Maurizio Cumo. Ex presidente della Sogin, in ottimi rapporti con Gianni Letta, nel novembre scorso Cumo è stato nominato dal Consiglio dei ministri come uno dei cinque membri dell’Agenzia guidata da Umberto Veronesi. Cumo è il nome che piace anche a Washington perché “è a favore della tecnologia nucleare Usa”.

Ogni mossa in questa sfida ha ricadute anche sul futuro di tutti gli italiani. Nei cablo non si entra mai nel merito delle tecnologie contrapposte, se siano più sicuri i reattori francesi o americani. Ma l’attivismo dell’ambasciata mette a segno un risultato importante: “Siamo stati capaci di convincere il governo italiano a cambiare una bozza della legislazione sul nucleare che avrebbe lasciato l’approvazione dei certificati per le nuove centrali agli altri governi europei. La nuova versione estende la certificazione a qualsiasi paese Ocse. Questo apre la porta alle aziende americane”. In pratica, si passa dagli standard di sicurezza dell’Unione europea a quelli di qualunque membro dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, che comprende 34 nazioni inclusi Giappone, Australia e Usa.

VIVA SCAJOLA.
Dal 2009 le attenzioni degli americani si concentrano su Claudio Scajola, “un collaboratore di lunga data di Berlusconi, che guida un superministero”. Affidano a Chu il compito di “conquistarlo”, sin dal summit romano del maggio 2009. Ma il momento chiave è il viaggio negli States del settembre successivo: “Vediamo questa visita come un’opportunità decisiva per gli Stati Uniti per contrastare la preferenza italiana nei confronti della tecnologia nucleare francese e per aprire le porte a lucrativi contratti per le aziende statunitensi”. Scajola accetta anche “l’invito di Westinghouse a fare un tour nei suoi impianti”. Lo strumento per fare leva sul ministro è l’Ansaldo Nucleare, la società di Finmeccanica “che ha stretti rapporti con Westinghouse”. L’ambasciatore Thorne scrive: “Noi abbiamo saputo che Scajola ha un’altra ragione per appoggiare il coinvolgimento delle aziende statunitensi. L’accordo con la Francia ha tagliato fuori dai contratti le società italiane che vogliono contribuire a costruire le centrali. Una di queste, Ansaldo Nucleare, ha sede nella regione di Scajola: la Liguria. E così se Westinghouse ottiene la sua parte, Ansaldo – azienda della terra di Scajola – ne beneficia. Noi abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile nel nostro sostegno alle aziende Usa. Se Scajola ha anche un interesse locale nel cercare di fare in modo che le ditte americane ottengano commesse, questo è un vantaggio da cogliere e da massimizzare a beneficio degli Stati Uniti”. L’interesse statunitense si è tradotto la scorsa settimana nella cessione del 45 per cento di Ansaldo Energia – che controlla Ansaldo Nucleare – al fondo First Reserve Corporation, con un’operazione da 1.200 milioni di euro.

E anche il tour di Scajola negli States del 2009 si è rivelato un successo, con la firma di due accordi di cooperazione con Chu: gli interessi del ministro e di Washington sembrano sposarsi. Il cablo ha toni sollevati: i francesi non sono più “l’unico protagonista (“the only game in town”). Il reattore AP1000 della Westinghouse è diventato un forte concorrente per le centrali nucleari che saranno costruite oltre a quelle proposte dal consorzio Enel-Edf”. E una schiera di aziende americane si prepara a sfruttare la breccia nel dicastero di via Veneto: “General Eletric, Exelon, Battelle, Burns and Roe, Lightbridge ed Energy Solutions”, elenca Thorne.

Il database di WikiLeaks si ferma prima del maggio 2010, data delle dimissioni di Scajola per la casa con vista al Colosseo “pagata a sua insaputa”. Nelle primissime dichiarazioni, il ministro ligure grida al complotto e comincia la sua lista di sospetti con un riferimento esplicito: “Le mie dimissioni indeboliscono il governo, ma chi può avere interesse a farlo? La Francia, in prospettiva, ha tutto da perdere dal nostro programma nucleare…”. Ma se le scelte sul nostro futuro energetico nascono da questi oscuri giochi di potere, a perderci rischiano di essere tutti gli italiani. (Stefania Maurizi, L’Espresso)

Tratto da: http://www.9online.it/

Le foto aeree di Fukushima

1 aprile 2011

Cryptome, concorrente di Wikileaks, ha immagini scattate da droni sonda che mostrano le centrali distrutte dal terremoto e dalle esplosioni.
Fukushima, da vicino. Sono dettagliatissime le foto che Cryptome – un sito che si basa sulla stessa filosofia “divulgativa” di Wikileaks – è riuscito ad ottenere, e che ritraggono, dall’alto, la centrale nucleare più famosa del Giappone, in questi giorni: l’impianto di Fukushima, appunto, la vecchia ed obsoleta centrale danneggiata dal sisma, dallo tsunami e da sé stessa, grazie alle plurime esplosioni e alle fughe di radiazioni che si sono susseguite. La devastazione regna sovrana, è il silenzio a trasparire da queste foto, ad altissima risoluzione e scattate da droni sonda appositamente inviati a catturare queste immagini. Tutti gli scatti risalgono ale giornate fra il 20 e il 24 di marzo, ben oltre dunque le esplosioni e l’inizio della fuoriuscita delle radiazioni dalla centrale.





Fonte: http://www.giornalettismo.com

Commento di Oliviero Mannucci: Ci hanno riempito il cervello con le parole: L'energia nucleare è la più sicura del mondo, etichettando tutti coloro che avevano delle riserve in merito, come degli ignoranti. Ecco i risultati! Figuriamoci se non fosse stata la più sicura cosa sarebbe successo!!!! Bisognerebbe abolire questo modo di produrre energia, che in termini ecologici ed umani fa pagare prima o poi un prezzo altissimo. Centrale nucleare= Roulette russa.

Giappone/ Radiazioni, nell'Est russo si pensa a piani evacuazione

Governatore di Primorye: dobbiamo essere pronti a tutto

Mosca, 31 mar. (TMNews) - La regione russa di Primorye, di fronte al Giappone, si prepara al peggio e studia piani per un'eventuale evacuazione della popolazione dovuta a rischio nucleare. Lo ha fatto sapere oggi il governatore Sergey Darkin, citato dalle agenzie russe. Gli esperti garantiscono anche oggi che i livelli di radiazione nella zona sono nella norma. A ogni modo le autorità hanno preso "tutte le misure necessarie per mobilitare forze e mezzi in caso di emergenze, compresa quella nucleare", ha spiegato Darkin. Monitoriamo la situazione, ha assicurato, e "condurremo esercitazioni anche per una possibile evacuazione degli abitanti di Promorye, qualora si ritenesse necessaria". "Penso sia giusto - ha aggiunto il governatore - Dobbiamo essere pronti a ogni evenienza".

Fonte: http://notizie.virgilio.it/

GIAPPONE: MADRE DI "EROE DI FUKUSHIMA", SANNO CHE MORIRANNO

I 'samurai atomici', come in Giappone hanno ribattezzato i tecnici alle prese con il raffreddamento della centrale di Fukushima, 'hanno accettato di morire e sono coscienti di essere esposti a dosi letali di radiazioni'. E' la drammatica testimonianza della madre di uno degli eroi dell'emergenza nucleare, un giovane di 32 anni che ancora si trova nell'inferno dell'impianto.

Fonte: http://www.repubblica.it/

EUROPA. Radiazioni dal Giappone, HPA: stanno arrivando in Europa

RADIAZIONI IN EUROPA - Le radiazioni del disastro nucleare di Fukushima, Giappone, arrivano in Europa. A lanciare l'allarme è la britannica Health Protection Agency (HPA), che ha rilevato negli ultimi nove giorni una preoccupante presenza di iodio nell'aria nella sua stazione di Oxfordshire (Inghilterra) e Glasgow (Scozia). L'agenzia chiarisce che i livelli rilevati restano comunque troppo bassi per nuocere alla salute. Si parla di una media di 11 micro-Becquerel per metro cubo (l'unità di misura del Sistema internazionale dell'attività di un radionuclide), anche se con picchi di 300 micro-Bq. "Questi livelli potrebbero aumentare nei prossimi giorni, ma resteranno comunque al di sotto della soglia di pericolo per l'uomo", si legge in un comunicato. Simili rilievi sono stati registrati in Germania e Svizzera.

GIAPPONE - Intanto si comincia a temere che nelle acque giapponesi ci sia una contaminazione maggiore di quanto creduto. Secondo le misurazini dell'Agenzia per la Sicurezza Nucleare del Giappone, le acque vicine al reattore 1 di Fukushima contengono 3.355 volte la quantità limite di iodio stabilita. Fortunatamente, rende noto l'agenzia, il ciclo di vita massima di 8 giorni dello Iodio 131, dopo i quali la sua radioattività si dimezza, rende difficile il rischio per l'essere umano. "Anche considerando la rilevante concentrazione riscontrata nei mari vicino Fukushilma, l'alta deperibilità di questi elementi abbassa il rischio per la salute umana", ha dichiarato Hidehiko Nishiyama, vice Direttore generale dell'agenzia nucleare giapponese. Proprio lo Iodio 131, rilasciato in abbondanza nell'atmosfera durante il disastro nucleare di Chernobyl, è scientificamente considerato la causa scatenante dell'alta frequenza di tumori alla tiroide dopo il 1986 in Ucraina. Intanto le compagnie navali giapponesi stanno lavorando per contenere il diffondersi di radiazioni, impedendo alle imbarcazioni straniere di passare troppo vicino al Giappone.

BRUXELLES - Intanto in Europa prosegue il dibattito sugli strees test. Recentemente il Regno Unito ha fatto sapere di non essere intenzionato ad effettuare questi test, che possono essere attuati solamente su base volontaria. Proprio in Gran Bretagna ci sono già 19 impianti nucleari in funzione ed altri 13 sono in progettazione. Anche la Francia comincia ad opporre resistenze. A quanto pare, Parigi sarebbe contraria ad includere l'opzione di ""attacco terroristico nel carnet di misure di sicurezza che gli stress test dovranno prevedere. Le modalità di questi test, lanciati dal commissario Ue all'Energia Guenther Oettinger, dovranno essere stabiliti nel dettaglio entro fine 2011 e prontamente applicati. Per tutta risposta, a Bruxelles, il Comitato Ue per la catena alimentare e la salute degli animali ha deciso di rafforzare i controlli sulle importazioni da 12 prefetture del Giappone, Fukushima compresa. Questi prodotti dovranno essere accompagnati da una dichiarazione della autorità giapponesi che attestino un contenuto di radionucleidi inferiore al livello massimo permesso nell'Ue, con riferimento specifico alla presenza di Iodio 131, di Cesio 134 e di Cesio 137.

Alessio Pisanò

Fonte: http://www.helpconsumatori.it

GIAPPONE: ALTE RADIAZIONI IMPEDISCONO RECUPERO VITTIME

Le alte radiazioni in Giappone hanno impedito il recupero di 1.000 vittime nei pressi della zona di evacuazione imposta dal governo nipponico nell'area della centrale nucleare di Fukushima. Lo riferisce Kyodo news, citando fonti della polizia nazionale.

Le autorita' stanno valutando in queste ore come recuperare i corpi senza essere contaminati. Anche cremandoli, precisa la polizia nazionale, potrebbero diffondersi materiali radioattivi, e seppellendoli ci sarebbe il rischio di una contaminazione del suolo sottostante.

Secondo gli esperti l'identificazione delle vittime e' possibile solo mediante analisi del Dna, che negli step successivi, pero', andrebbe anch'esso decontaminato.

Intanto cresce la pressione sul governo giapponese perche' venga estesa la zona evacuata intorno all'impianto di Fukushima. In mattinata osservatori dell'Onu per la sicurezza nucleare hanno consigliato al Giappone di considerare l'ampliamento della zona di evacuazione intorno ai reattori colpiti. L'agenzia per la sicurezza nucleare giapponese ha pero' replicato che non vi e' alcuna necessita' di estendere l'evacuazione a nuove aree. No comment invece del segretario di gabinetto Yukio Edano: ''Al momento non abbiamo ragione di pensare che le radiazioni avranno un effetto sulla salute della gente''. Sono 70.000 le persone evacuate e 136.000 sono state invitate dalle autorita' ad allontanarsi o comunque a restare in casa.

Mentre il bilancio di vittime e dispersi sale a oltre 28 mila persone, dall'estero arrivano aiuti alla popolazione giapponese: il presidente francese Nicolas Sarkozy e' arrivato a Tokyo nella prima visita di un leader straniero dall'inizio della crisi ed ha sollecitato per maggio un vertice delle agenzie per il nucleare dei Paesi membri del G20 per fissare nuovi standard mondiali.

Fonte: http://www.asca.it/

Firenze: dipendente del Maggio Musicale Fiorentino positivo alle radiazioni del Cesio 137


Firenze, 31 mar. - (Adnkronos) - Una orchestrale del Maggio Musicale Fiorentino rientrata dalla tournee in Giappone e' risultata positiva al Cesio 137, oltre che allo Iodio 131. E' quanto emerso dai risultati delle analisi radiometriche fatte il 29 e 30 marzo al laboratorio Enea di Roma.

Nove persone, tra dipendenti ed accompagnatori del Maggio, tra cui cinque bambini e quattro adulti scelti a campione, sono stati sottoposti ad ulteriori analisi radiometriche ai laboratori Enea di Roma. E' emersa una bassa esposizione allo Iodio 131, ma per una dipendente del Maggio sono state riscontrate anche tracce di Cesio 137, comunque modeste. Finora, secondo quanto si apprende, sono quattro su nove i risultati disponibili.

Le tracce di Cesio 137 non erano state invece rilevate nell'esame delle urine fatto a Firenze. Nei giorni scorsi, tra Firenze e Pisa, circa 150 persone (la maggiorparte membri del Maggio Musicale Fiorentino) di ritorno dal Giappone erano risultate positive allo Iodio 131.


Fonte: http://www.libero-news.it/

Usa/ Tempesta in Florida, danni allo shuttle Endeavour

New York, 31 mar. (TMNews) - Durante la forte tempesta che si è abbattuta sui cieli della Florida ieri, un fulmine è caduto vicino alla rampa di lancio dove si trova lo shuttle Endeavour a Cape Canaveral, e ha causato danni al velivolo aerospaziale.

Il vento ha raggiunto la velocità di 145 chilometri orari e un fulmine "ha colpito all'interno del perimetro della rampa", ha detto alla Cnn un portavoce della Nasa. Le cattive condizioni meteorologiche hanno impedito per il momento di procedere con ulteriori controlli. Finora i funzionari della Nasa hanno parlato di danni minori al materiale isolante in cima alla tanica di carburante esterna allo shuttle.

L'Endeavour sarà lanciato in orbita per l'ultima volta il 19 aprile. Ai comandi ci sarà l'astronauta Mark Kelly, marito della deputata democratica Gabrielle Giffords. La donna, ancora ricoverata in ospedale dopo la grave ferita alla testa riportata durante la strage di Tucson lo scorso 6 gennaio, ha espresso il desiderio di essere presente al lancio.

Fonte: http://notizie.virgilio.it/

La canzone-sveglia per gli astronauti dello Shuttle

Stormy Mondays, un gruppo spagnolo di rock classico, è uno dei vincitori del concorso lanciato dalla Nasa per la scelta del motivo musicale che darà la sveglia all'equipaggio della navetta spaziale Endeavour, con una canzone orecchiabile, allegra.
Presentate 1350 canzoni provenienti da 60 paesi, il gruppo spagnolo è l'unico europeo tra i prescelti.
La votazione del brano avviene on line e la scelta sarà fatta il giorno del lancio dello Shuttle Endeavour che decollerà dalla Florida per il suo ultimo viaggio. Nelle immagini il video del brano degli Stormy Mondays

a.p.

Per vedere il video: http://www.sanmarinortv.sm/?id=617&id_n=56195

Le scosse svelano la natura delle giganti rosse

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Al pari della Terra, anche le stelle hanno i propri terremoti: onde sismiche che si propagano dal nucleo alla superficie fornendo preziose informazioni sulla loro natura. Misurando le oscillazioni di 400 giganti rosse, la sonda Nasa Kepler ne ha svelato composizione ed età, aiutando gli astrofisici a capire quale sarà il destino del Sole. Come ci è riuscita è raccontato su Nature in uno studio coordinato dall’Università di Sydney, Australia, cui hanno partecipato anche Maria Pia Di Mauro e Paolo Ventura dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).

Le giganti rosse sono stelle molto grandi e luminose con temperature relativamente basse. Si ipotizza che il Sole raggiungerà questo stadio tra circa 5 miliardi di anni. Nonostante le caratteristiche omogenee, le giganti rosse si dividono in due gruppi: le più “giovani” che bruciano idrogeno negli strati esterni e le più “vecchie” che consumano l’elio dentro il nucleo. Ma come distinguerle? Non potendo sbirciare direttamente all’interno, gli astrofisici si sono dovuti inventare un altro metodo per ottenere informazioni sulla loro natura.

È nata così l’astrosismologia, una disciplina che indaga la composizione delle stelle attraverso lo studio delle onde sismiche che si propagano al loro interno. Queste onde, generate da moti energetici, provocano la deformazione della superficie stellare, che a sua volta causa variazioni di luminosità. Visto che le onde si propagano in modo diverso a seconda del mezzo che attraversano, ogni “stellamoto” ha periodicità e variazioni di luminosità differenti a seconda della composizione della stella. Misurando questi parametri, quindi, si può risalire alla natura dell’astro. Sino a oggi, il metodo trovava scarsa applicazione per l’impossibilità di effettuare misurazioni precise con i telescopi terrestri.

Ma i sensibilissimi strumenti di Kepler, il cui compito era in origine studiare i pianeti extrasolari, sono riusciti a catturare i moti di 400 giganti rosse, scoprendo che quelle più giovani hanno oscillazioni più veloci, e viceversa. “Grazie alle osservazioni spaziali di Kepler, siamo ora in grado di comprendere meglio l'evoluzione stellare e di determinare età, massa e raggio delle stelle nella nostra Galassia”, spiega Maria Pia Di Mauro. E a tenere sotto controllo il lento invecchiamento del Sole.

Riferimenti: Nature doi:10.1038/nature09935

Fonte: http://www.galileonet.it/

CLAMOROSO annuncio della NASA: l'asteroide 2003 QQ47 entrerà a sorpresa in rotta di collisione con la Terra domenica 3 aprile: gravi le conseguenze pe

La buona notizia è che non vi saranno impatti catastrofici sulla Terra, quella cattiva è che le particelle meteoriche rimarranno intrappolate in stratosfera, schermando sino al 70% la radiazione solare per almeno 3 mesi e sino al 40% sino a Natale, determinando un lungo periodo di GRANDE FREDDO. Obama parlerà alla nazione alle 12, Berlusconi svegliato nella notte. Terremoto nel mondo scientifico, nessuno si era accorto di nulla.

In primo piano - Oggi, ore 08.57

Non è più una minaccia, bensì una realtà. Un asteroide colpirà la Terra, non fra 10 anni, non fra un mese, ma domenica 3 aprile.

Si chiama 2003 QQ47, l'asteroide che si avvicina al nostro Pianeta ad una velocità di 32 km / s, equivalente a 115 mila km / h. Con 1,2 km di diametro. QQ47 sarebbe dovuto passarci vicino nel marzo del 2014, in realtà non solo la sua traiettoria ha subito una variazione, ma anche la sua velocità è incredibilmente aumentata, cogliendo di sorpresa tutto il mondo scientifico. "Mai vista una cosa simile in vita mia" ha dichiarato il Prof. Zichichi raggiunto telefonicamente a notte fonda, appena la Nasa ha diffuso la notizia. "Va contro tutte le leggi fisiche e le regole dello spazio conosciuto".

Ormai però non ci sono dubbi: ci arriverà addosso domenica 3 aprile, intorno alle 5.45 del mattino.

Asteroidi, come 2003 QQ47 sono pezzi di roccia che vagano dopo la formazione del Sistema Solare. La maggior parte di loro orbita intorno al Sole in una cintura di asteroidi tra Marte e Giove ma a volte alcuni di essi escono dalla loro orbita e vengono attratti dalla forza di gravità altri pianeti. Secondo la Nasa è composto di sola roccia, ma molto densa e gran parte del materiale rimarrà intrappolato in stratosfera, schermando la radiazione solare sino al 70 per cento per ben 3 mesi. In troposfera dovremmo assistere ad una pioggia meteorica impressionante, ma senza conseguenze per le persone e le cose.

Qualche ente però non esclude che qualche frammento potrebbe raggiungere la troposfera con conseguenze del tipo Tunguska, ma la Nasa smentisce.

Il Presidente americano Barack Obama, informato tempestivamente dal suo staff, è tornato alla Casa Bianca e terrà alle ore 12 italiane un discorso alla nazione per informarlo sui rischi dell'impatto.

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, svegliato nella notte, segue con apprensione la situazione.

La Nasa ipotizza un sensibile raffreddamento del Pianeta pari a mezzo grado in 6 mesi, quasi l'equivalente del rialzo verificatosi in 150 anni. Nel breve le conseguenze sul clima potrebbero essere quelle di un anno senza estate e di un inverno 2011-2012 glaciale su gran parte dell'emisfero boreale, ma è ancora presto per fare previsioni.

Tutti gli asteroidi viaggiano su orbite chiuse e quindi di solito quelli che si avvicinano alla terra vengono scoperti anni o decenni prima di un passaggio veramente ravvicinato. Tutti gli asteroidi conosciuti che intersecano l'orbita della terra sono classificati in una categoria a parte (sono i famosi NEO Near Earth Objects).

Ad esempio l'asteroide Apophis, che da un calcolo preliminare dell'orbita sembrava dover colpire la terra nel 2029 o forse nel 2036, è stato recentemente declassato a pericolosità 0.

Anche la Russia è stata colta di sorpresa, da anni infatti era stato messo a punto un piano per deviare un asteroide simile, nel caso ne fosse calcolata un'orbita definitiva di collisione con la terra, ma il Presidente russo Putin ha dichiarato pochi minuti fa che è "troppo tardi per tentare qualsiasi intervento, potrebbe infatti peggiorare le cose".

Anche la Nasa parla di "effetto improvviso" di fronte al quale è impossibile ricorrrere all'uso dei "trattori gravitazionali", in grado di deviare per tempo asteroidi di questo tipo.

Il mondo insomma si prepari all'impatto, il pericolo arriva dal cielo, prepariamoci ad una pioggia meteorica di pesci d'aprile senza precedenti :-)

Natrualmente tutto questo è un pesce d'Aprile!

Autore : Alessio Grosso

Fonte: http://meteolive.leonardo.it/

Mercurio show

Dopo l'anteprima di due giorni fa, la NASA sta pubblicando online le immagini della sonda in orbita intorno a Mercurio. Arrivano le prime sorprese sul primo pianeta del Sistema solare.





Nel corso di una teleconferenza con la stampa, la NASA ha presentato le immagini ravvicinate di Mercurio ottenute dalla sonda MESSENGER. Nei prossimi tre giorni ne verranno pubblicate almeno un migliaio, tutte visibili con relativa descrizione sul sito NASA. Inizia così una vera abbuffata aperta due giorni fa con la diffusione in anteprima della prima immagine.

Le riprese stanno rivelando numerosi dettagli della superficie di Mercurio, il più vicino al Sole tra i pianeti del nostro Sistema. Come nel caso dell’immagine di questa pagina, dove è in primo piano una regione vicina al polo nord, caratterizzata da una intensa presenza di crateri. Si tratta in questo caso di crateri secondari, che non sono stati prodotti da impatti diretti ma dalla caduta di materiale sollevato da un precedente unico grande impatto, avvenuto in una zona circostante. La ripresa è stata ottenuta da un’altezza di 450 chilometri utilizzando la Wild Angle Camera: lo strumento è in grado di effettuare riprese in undici diverse bande dello spettro elettomagnetico, attraverso appositi filtri montati su una ruota girevole che permette di cambiare al volo il filtro in uso. Nella pratica verranno utilizzati solo otto filtri alla volta: da una parte per dare un limite all’enorme quantità di dati raccolti, evitando così di saturare la memoria a stato solido inserita nella sonda; dall’altra perché la velocità orbitale della sonda non le permette di alternare tutti i filtri prima che la zona di interesse sia stata sorpassata.

Otto filtri comunque bastano e avanzano per evidenziare dettagli e composizione chimica della superficie. Ad esempio alcuni minerali, come l’olivina, assorbono di più determinate lunghezze d’onda. Dallo studio della luce solare riflessa dalla superficie nelle diverse bande di lunghezze d’onda è così possibile stabilire la presenza o meno di un determinato elemento.

I compiti che attendono MESSENGER sono ancora tanti ma già da ora, grazie alle sue immagini, possiamo ammirare Mercurio come fossimo in prima fila.

Fonte: http://www.media.inaf.it

Un «Ufo» nel cielo di Comun Nuovo: fotografata una sfera rossa e gialla

L'oggetto fotografato a Comun Nuovo



Nessuno si azzarda a ipotesi fantasiose. Certo è che quello avvistato lunedì sera, dalla veranda della loro abitazione a Comun Nuovo, da Maria Luisa Biava e dalla sua famiglia, è senza dubbio un «oggetto volante non identificato».

Oggetto filmato per alcuni secondi e fotografato con un telefono cellulare. Nelle foto si vede chiaramente in cielo una sfera di luce con attorno un cerchio luminoso: «Chi riesce a identificare questo oggetto – afferma la donna – si faccia avanti e ci dica cosa potrebbe essere. Noi non riusciamo a capirlo».

Maria Luisa Biava, 51 anni, impiegata, dalla sua casa di via San Zeno 32 è abituata a vedere - e sentire - gli aerei che decollano dall'aeroporto di Orio al Serio.

Quando però lunedì sera, intorno alle 21, nel cielo fra Stezzano e Bergamo ha visto un oggetto rettangolare rosso e giallo volare silenziosamente in orizzontale, trasformarsi in una palla luminosa bianca e poi, dopo un veloce zigzagare, schizzare in verticale e scomparire, non ha avuto dubbi: «Era un Ufo. Non poteva trattarsi di un aereo, né tanto meno di un elicottero – dice –. Dopo averlo visto ho chiamato subito fuori mio marito e le mie due figlie, che hanno avuto la prontezza di filmarlo e fotografarlo».

«L'oggetto era molto appariscente – continua – credevo che molte altre persone l'avevano avvistato. Invece pare di no. Per un momento ho pensato anche di chiamare l'aeroporto per chiedere informazioni. Poi però ho desistito. Anch'io sarei scettica se non avessi visto quell'oggetto con i miei occhi».

Fonte: http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/405307/

Ufo» a Comun Nuovo, l'esperto:
un riflesso del satellite Iridium 49


Ha un nome l'Ufo avvistato nel cielo di Comun Nuovo lunedì sera intorno alle 21: si tratta, secondo l'ing. Paolo Sirtoli, dipendente di Alenia Aermacchi, di un satellite, per la precisione dell' Iridium 49 che ha riflesso la luce del Sole mandando un lampo proveniente dalla direzione Nord.

«Ho letto l'articolo - ci scrive l'ing. Sirtoli - sull'avvistamento di un Ufo capitato alla signora Biava di Comun Nuovo la sera dello scorso 28 marzo. Mi presento: sono un ingegnere che lavora in campo aerospaziale e divulgatore scientifico».

«Il mio parere - prosegue - è che si tratti di un lampo di luce riflesso sulla Terra da uno dei satelliti per telecomunicazioni della serie Iridium, che sono noti per dare origine, in certe configurazioni, a "flash" luminosi nei pressi dell'orizzonte (vedere qui). Il fenomeno è noto e immortalato in numerose foto da appassionati di fotografia astronomica (vedere qui)».

«I calcoli mostrano che effettivamente la sera del 28 marzo il satellite Iridium 49 ha riflesso la luce del Sole mandando un lampo proveniente dalla direzione Nord. Il che combacia perfettamente con quanto riferito dalla signora: il cielo tra Stezzano e Bergamo è proprio a Nord di Comun Nuovo. Il fenomeno si è verificato alle 21,46 locali».

«È interessante notare - aggiunge Sirtoli - come l'eccezionalità dell'avvistamento e l'emozione suscitata abbia distorto il ricordo dell'evento. I satelliti infatti procedono in linea retta e hanno un picco di luminosità (il "flash") che poi decresce. Nel racconto della signora il punto si è spostato a zig-zag ed è "schizzato in verticale". Questo insegna che anche se il testimone è nella totale buona fede, i racconti di quel che fanno degli Ufo sono da prendere ... con le dovute cautele».

Fonte: http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/405290/

Commento di Oliviero Mannucci:
Egregio dott.Sirtoli ( e cari lettori), sono un astrofilo che ha un esperienza quasi quarantennale e ne ho viste di cose in cielo, anche quelle che molti astrofili e astronomi si rifiutano di accettare ufficialmente, perchè spesso non hanno le palle per farlo. Anche io, come lei, sono molto critico quando devo indagare su un fenomeno di avvistamento di qualcosa di anomalo in cielo, e proprio perchè ho una lunga esperienza in questo campo, prima di pronunciare la parola UFO, cerco tutte le possibili spiegazioni razionali possibili, perchè so che sopra la nostra testa vola un pò di tutto. Ho visto i passaggi della ISS, dei vari Shuttle, degli Iridium, ma non mi risulta che questi ultimi si muovano a zig zag o che se ne possa distingure una sagoma rettangolare, di solito appaiono puntiformi, si muovono di moto rettilineo uniforme e si illuminano improvvisamente, quasi come un flash. Quindi mi sembra riduttivo questo suo modo di interpretare tale avvistamento, che sicuramente un Iridium non è ( provi a fotografare il flash di u Iridium con UN CELLULARE, penso ci rimarrà molto male per il deludente risultato che otterrà ( gli Iridium sono oggetti puntiformi, che con l'obiettivo di un cellulare apparirebbero ancora più piccoli) , eppoi mi scusi tanto, lo sa anche lei che i flash prodotti dagli Iridium, durano una manciata di secondi, che se non sai del passaggio e dove guardare è difficile da immortalare così per caso, come dicono a "Striscia" Ma per favore....!. Ma potrebbe non essere nulla di anomalo, o lopotrebbe essere e come. Solo un approfondita ricerca può avvicinarsi alla verità, e non un modo d'interpretare i fenomeni dettato dall'ideologia dello scetticismo ad oltranza, che spesso ha rallentato, nel corso della storia, il progresso del genere umano.

Cieli sereni





I più importanti avvistamenti UFO del Marzo 2011




Gli avvistamenti UFO marzo 2011 da www.Latest-UFO-Sightings.net.

Clicca qui > UFO sightings 2011

Avvistamento UFO al largo del porto di Giulianova

L'assessore Crescentini ho avuto paura

Giulianova. “Un fascio di luce azzurrognola proiettato sul mare, tre grosse sfere bianche che disegnavano una sorta di triangolo. Il tutto è durato poco più di un minuto. Poi all’improvviso tutto è sparito, alla velocità di una frazione di secondo”. E’ il racconto dell’assessore alla cultura del Comune di Giulianova Luciano Crescentini che ieri sera, poco dopo la mezzanotte ha vissuto, assieme ad altri tre suoi amici, un’esperienza straordinaria. Ufo al largo di Giulianova? Chi lo sa. Certo è che ciò che è accaduto stanotte ha dell’incredibile.

“Non so di cosa si trattasse”, prosegue nel suo racconto, “so solo che nel momento in cui abbiamo notato questo fascio di luce proiettarsi sul mare, il riverbero ha per un attimo illuminato questo oggetto strano. Non era un aereo, era qualcosa di diverso, triangolare con ai vertici questi tre globi luminosi. Non abbiamo sentito alcun rumore, niente di niente”. Il fatto è accaduto appena fuori l’imboccatura del porto di Giulianova. L’assessore Crescentini stava passeggiando con tre amici, com’è solito fare durante la bella stagione quasi tutte le sere. “Si parlava del derby della Madonnnina”, afferma l’amministratore giuliese, “sono tifoso del Milan e con i miei tre amici, di cui uno interista, si parlava appunto della sfida di sabato sera e dello scudetto. Eravamo giunti all’altezza dell’imboccatura del porto, molo nord. Quando è accaduto tutto questo. A che distanza dal porto? Non saprei dirlo, ma credo che laass_luciano_crescentini distanza non fosse superiore ai 400 metri. Abbiamo visto tutti molto bene quello che è poi avvenuto. Ripeto, il tutto in poco più di un minuto. Ma la cosa che ci ha spaventato è stato il fatto che poi questo oggetto sia sparito senza lasciare traccia, senza produrre alcun rumore e soprattutto in un battito di ciglio”.

Crescentini con il cellulare di un amico (il suo aveva la batteria scarica) ha immediatamente avvertito prima i carabinieri e poi la capitaneria di porto di Giulianova. “Non mi hanno creduto all’inizio”, riferisce ancora l’assessore, “hanno pensato ad un pesce d’aprile. Ma non è affatto così. Anche perché poi ho saputo che altre persone hanno avvistato la stessa cosa e a distanze differenti, chi da Cologna Spiaggia chi persino da Alba Adriatica. Uno dei miei amici ha anche provato a scattare una foto con il suo cellulare. E qualcosa si riesce ad intravedere”.

In effetti alle forze dell’ordine sono poi arrivate altre segnalazioni simili a quelle dell’assessore Crescentini. E intorno alle 3 di stanotte una motovedetta della Capitaniera di Porto di Pescara è arrivata sul posto per monitorare la zona e per raccogliere elementi su quanto segnalato dall’assessore e da altre decine di persone. Dalle prime indiscrezioni risulta che a circa 670 metri dall’imboccatura del porto di Giulianova si sia registrato un campo magnetico fuori dalla norma. Inoltre gli uomini della capitaneria, subito dopo l'alba stamane, hanno recuperato una strana creatura, lunga circa 3,40. Si tratta di un pesce argentato con lunghe antenne rosse. Secondo re_delle_aringhegli esperti sarebbe il “re delle aringhe” (nella foto il pesce recuperato) un pesce che vive però negli abissi dell’’oceano Atlantico. Questa mattina verrà affidato al museo ittico di Pescara per essere esaminato. In mattinata, previsto anche il sorvolo di un ricognitore della Capitaneria di Porto, mentre le autorità militari hanno chiesto alla torre di controllo dell’aeroporto di Pescara i tracciati che riguardano lo spazio aereo compreso tra Martinsicuro ed Ortona. Ma dalle prime indiscrezioni sui monitor e sugli schermi dei controllori non è apparsa alcuna anomalia nell’ora in cui c’è stato l’avvistamento. “Se si possa trattare di un Ufo?”, conclude Crescentini, “non saprei. Non credo a queste cose. Certo è che abbiamo visto qualcosa di molto strano che ci ha spaventati. Personalmente non ho dormito quasi nulla. Certamente è un’esperienza molto particolare”.

Lino Nazionale

Fonte: http://www.cityrumors.it