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Friday, February 3, 2012

Misteriose sfere blu scoperte in giardino britannico

misteriose sfere blu
Il pomeriggio del 26 gennaio 2012, Steve Hornsby, ex ingegnere aeronautico di Bournemouth, Regno Unito, ha assistito ad uno strano fenomeno: la caduta dal cielo di piccole sfere blu del diametro di circa 3 centimetri, a prima vista non riconducibili a qualunque fenomeno meteorologico noto.

Le sfere sono cadute durante un temporale-lampo della durata di qualche secondo. "Il cielo è diventato di un colore giallo scuro. Come sono uscito da casa per andare in garage c'è stata una grandinata istantanea per pochi secondi, e ho pensato: 'cosa c'è nell'erba?'".

Le sfere sono gelatinose, con un nucleo più tenero e un guscio esterno semirigido. Non hanno odore, non si dissolvono in acqua, e non sono per nulla appiccicose, nonostante sembrino composte per la maggior parte da una sostanza simile a idrogel.

Hornsby ha conservato in frigorifero fino ad oggi la decina di sfere che ha recuperato nel suo cortile, e ha formulato la sua personale teoria su cosa possano essere. Secondo Hornsby, le sfere sarebbero il frutto della coagulazione di particelle di sostanze inquinanti in sospensione nell'atmosfera.

Viene difficile immaginare come delle particelle di sostanze nocive possano coagularsi in modo così regolare, ma senza analisi chimiche non è possibile dire con certezza quale sia la verità.

misteriose sfere blu

Le soluzioni proposte spaziano dall'origine biologica fino al prodotto chimico realizzato dall'uomo. Nella prima ipotesi, sostenuta da Josie Pegg, ricercatrice della Bournemouth University intervistata dalla BBC, le sfere sarebbero uova di invertebrati marini trascinate da una tempesta sulla terraferma.

"Queste uova sono già state implicate in precedenti incidenti di 'sostanze misteriose'" spiega Pegg. "Sarei portata a pensare che sia un po' troppo presto per la schiusa delle uova, ma abbiamo passato un inverno molto mite. Il trasporto di uova a bordo delle zampe degli uccelli è un fatto ben documentato, e credo che se un uccello fosse stato catturato da una tempesta potrebbe essere il responsabile del fenomeno".

Sebbene l'ipotesi possa sembrare plausibile, da alcuni non è considerata la più probabile per spiegare il caso specifico. Le sfere non presentano alcuna caratteristica immediatamente riconducibile alle uova, a parte la forma sferica, ma hanno diversi punti in comune con ciò che viene definito "Crystal Soil".

Il Crystal Soil è un nuovo tipo di materiale fertilizzante a basso impatto ambientale che viene venduto sotto forma di sfere incredibilmente simili a quelle rinvenute nel giardino di Hornsby. Si tratta di palle di idrogel che contengono azoto, fosforo, potassio e altri nutrienti del terreno, e possono assorbire fino a 100 volte il loro peso originale in acqua. "Dopo l'espansione, hanno colori brillanti" spiega un post su Doubtful News, il primo blog a proporre il Crystal Soil come possibile spiegazione.

Doubtful News, pur in assenza di prove a supporto della spiegazione proposta (se non un'immagine delle sfere di Crystal Soil), sostiene anche che le piccole palle blu potrebbero non essere affatto cadute dal cielo durante la grandinata.
Le sfere di Crystal Soil sono inizialmente molto piccole, e Hornsby potrebbe non aver notato quelle minuscole palle azzurre nel suo giardino fino al momento della grandinata di giovedì. Nel frattempo, le sfere sarebbero cresciute di dimensioni assorbendo l'umidità del terreno, fino a diventare quello che possiamo osservare oggi nelle fotografie di Hornsby.

Per ora, ogni ipotesi è del tutto speculativa, e senza un'analisi chimica delle sfere non sarà possibile definire con chiarezza la loro origine. In attesa di una spiegazione logica e supportata da prove, è già partita la gara a chi formula la teoria più bislacca per spiegare la (temporaneamente) misteriosa origine delle sfere.

Fonte: www.ditadifulmine.com

Astronomia: prove di remoti oceani su Marte



Credit: NASA / JPL

Marte ha ospitato acqua allo stato liquido in passato? Da sempre questa domanda è stata oggetto di grandi dibattiti tra gli scienziati di tutto il mondo: laghi, fiumi, sorgenti calde e secondo alcuni modelli planetari un antico oceano nell’emisfero settentrionale, potrebbero essere esistiti, ma non tutti sono di questa idea. Il dibattito è stato sempre più evidente sull’ultimo punto, ossia sulla presenza di un vasto oceano caldo, o freddo come i mari polari del nostro pianeta. Tutto questo naturalmente è importantissimo per capire se il pianeta rosso possa mai aver ospitato forme di vita. Un nuovo rapporto pubblicato recentemente, fa propendere verso l’idea che su Marte tutto questo possa essere esistito. I risultati provengono dalla Mars Express Orbiter – in particolare dal suo radar (MARSIS) – grazie ad un lavoro pubblicato su Geophysical Research Letters da Jérémie Mouginot presso la University of California. I risultati rafforzano l’idea di un vasto oceano che occupava gran parte dell’emisfero settentrionale, conosciuto anche come Oceanus Borealis. Il radar ha mappato i depositi sedimentari all’interno della regione, conosciuta come la Formazione Vastitas Borealis, vasta circa 100 metri di spessore a cui si sovrappongono depositi vulcanici più profondi. Significativamente, la mappatura della costante dielettrica ha mostrato che i depositi sedimentari lasciati dal presunto mare differiscono dalle rocce vulcaniche – le quali hanno un valore di circa 4-5, mentre i depositi vulcanici hanno un valore di 9, 10 o addirittura superiore. Il ghiaccio puro ha un valore di 3,1. “Anche se la verità resta sconosciuta circa l’evoluzione e il contesto ambientale di un oceano, le nostre osservazioni forniscono prove convinecenti della sua esistenza”, dice il team di ricerca. Ulteriori mappature radar di Mars Express hanno mostrato che ci sono enormi quantità di ghiaccio d’acqua sepolte sotto la superficie, in particolare ai poli e all’interno delle eventuali coste del vecchio oceano e ancora più vicino all’equatore, ancor più di quanto si pensasse. Potrebbe sembrare ragionevole concludere poi che gran parte dell’acqua del mare, e forse di altri mari o laghi, sia ancora lì, ma viste le temperature attuali, presente allo stato solido. E’ interessante notare anche che il lander Phoenix, atterrato all’interno della Formazione Vastitas Borealis nel 2008, ha trovato depositi di ghiaccio d’acqua a pochi centimetri sotto la superficie. “Come tale, la formazione costituisce la miglior evidenza geologica fino ad oggi circa l’esistenza di un oceano, circa 3 miliardi di anni fa”, hanno detto i ricercatori.

Fonte: http://www.meteoweb.eu

Commento di Oliviero Mannucci: L'acqua liquida su Marte c'è tuttora, è presente nelle zone vicino all'equatore del pianeta, durante l'estate infatti, la temperatura su marte può arrivare a toccare quasi i 30°C, il ghiaccio presente nell'immediato sottosuolo e sulla sua superficie si scioglie e rimane allo stato liquido per un certo tempo, più di quello che s'immaginava sino a poco tempo fa. Poi a causa della bassa pressione dell'artmosfera, quando la temperatura sale sopra i +10°C l'acqua evapora. Sotto lo zero invece, non è detto che l'acqua debba per forza ghiacciare, questo dipende dalla concentrazione di sale presente in essa. Questo permetterebbe la vita di forme estremofile di vita, microrganismi perfettamente adattati all'ambiente marziano. La presenza di metano nell'atmosfera marziana ne conferma la loro presenza sia in superficie sia nel sottosuolo. Inoltre da alcune analisi spettrografiche della luce riflessa da alcune zone di Marte sono state individuate tracce inequivocabili di presenza di licheni. Marte è quindi un pianeta vivo, così vivo, che probabilmente in un vicino futuro, diventerà la seconda Terra dell'uomo.

FARSCAPE: SU RAI4 NUOVO APPUNTAMENTO CON LA FANTASCIENZA



Farscape

Rai4 continua a puntare sul fantasy. A partire da questo pomeriggio alle 18, dal lunedì al sabato, gli spettatori della rete diretta con successo da Carlo Freccero, potranno seguire in prima visione tv free, Farscape.

La serie, prodotta dal 1999 al 2004 per la pay-tv americana Sci-Fi Channel e per l’australiano Nine Network, racconta le avventure dell’astronauta John Crichton (Ben Browder), che trascinato in un tunnel spaziale durante un volo di prova, si ritrova in un punto remoto dell’universo conteso fra gli autoritari Pacificatori e un gruppo di alieni dissidenti. Assieme alla bella Aeryn Sun (Claudia Black), una pilota messa all’indice dai Pacificatori, Crichton si unisce alla causa dei più deboli, inizialmente rifugiati su un’astronave vivente, il Leviatano Moja.

Farscape s’iscrive a pieno titolo in uno dei filoni più classici della fantascienza televisiva, riproponendo l’ambientazione in spazi siderali lontani anni luce dal nostro pianeta, nonché la classica commistione fra elementi tecnologici e creature aliene dall’aspetto fantasioso tipico della saga di Star Wars. Del resto la serie australiana vanta come ideatori e produttori lo specialista della fantascienza, Rockne S. O’Bannon, e il mago dei pupazzi animati Brian Henson, premio Oscar e figlio d’arte del creatore del Muppet Show.

La saga di Farscape, composta da 4 stagioni e da una miniserie conclusiva, è stata premiata per tre anni consecutivi come miglior serie ai Saturn Award, gli Oscar americani della fantascienza. Dopo la conclusione della serie, sia Ben Browder che Claudia Black sono passati nel cast dell’altra space opera prodotta da Sci-Fi Channel, Stargate SG-1, nella cui duecentesima puntata è stato peraltro riservato un omaggio ai loro precedenti ruoli in Farscape. Oltre al quotidiano appuntamento alle 18.00, le puntate della serie saranno replicate su Rai4 il giorno feriale successivo alla messa in onda, da lunedì a venerdì alle 12:25 e il sabato attorno alle 10:30.

Fonte: http://www.davidemaggio.it

Texas, un ufo nel video della polizia? No, è un meteorite

Texas, un ufo nel video della polizia? No, è un meteorite (guarda)La telecamera di una volante della polizia a Little River in Texas ha ripreso il passaggio di un oggetto volante non identificato. Poche ore dopo la diffusione del video le autorità hanno fatto sapere che l'oggetto in questione, visto nel cielo di tutto il Texas e in parte in Oklahoma e Kansas, era un meteorite.



Clikka su questo link per vedere il video: http://www.cronacaqui.it/cronaca/22321_texas-un-ufo-nel-video-della-polizia-no-e-un-meteorite-guarda.html

Wednesday, February 1, 2012

LO SMIAF DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO FRA I LETTORI REGISTRATI DI QUESTO BLOG

http://turismo.libertas.sm/wp-content/uploads/2011/07/smiaf-2011-san-marino-250x108.jpg

http://www.smiaf.org/wp-content/uploads//2010/12/smiaf-2010-251DCG.jpg

Sono onorato di avere lo SMIAF ( San Marino International Arts Festival) fra i miei lettori registrati su questo blog visto la relazione di collaborazione che ci lega. Siete tutti invitati a visitare il sito ufficiale dello SMIAF ( lo trovate facilmente digitando il nome su Google), un gruppo di ragazzi che quando c'è da lavorare si lavora e quando c'è da divertirsi ci si diverte. Tutto per diffondere saperi più o meno antichi ma proposti in modo giovane e divertente. Raga, un saluto a tutti voi, ci vediamo presto!!!!!!

Il nucleare francese costa troppo, lo dice la Corte dei Conti parigina

L’energia nucleare non è economicamente conveniente per la Francia. Lo ha stabilito la Cour des Comptes, la Corte dei Conti francese, sottolineando che i costi per la gestione delle centrali atomiche sono aumentati notevolmente e cresceranno ancora di più in vista delle maggiori misure di sicurezza necessarie dopo l’incidente di Fukushima. Secondo le stime dell’organo statale transalpino, in particolare, nell’arco di un decennio il costo di produzione dell’energia nucleare salirà dagli attuali 49,50 a quasi 60 euro/MWh:

Quali che siano le scelte fatte per mantenere il livello di produzione attuale – scrive nel suo rapporto la Corte dei Conti – investimenti importanti sono da prevedere a breve e medio termine, tali da rappresentare almeno un raddoppio del ritmo attuale di investimento in manutenzione.

Dopo il disastro avvenuto in Giappone, infatti, le centrali di tutto il mondo hanno previsto un miglioramento dei sistemi di sicurezza e un aumento dei livelli di manutenzione. Tutti interventi che, naturalmente, hanno costi non indifferenti, che la Cour des Comptes stima in un 10% in più entro 10 anni sul totale dei costi di produzione dell’elettricità col nucleare.


E non saranno di certo più economiche le centrali nucleari di terza generazione con tecnologia Epr (Reattore nucleare europeo ad acqua pressurizzata): il primo impianto di questo tipo è in costruzione a Flamanville, ma la data di fine dei lavori è slittata più volte, facendo lievitare i costi di produzione dell’energia elettrica fino a 70-90 euro per Megawattora.

Alla luce di questi dati, il presidente della Cour, Didier Migaud, ha chiesto al governo di Parigi che “le scelte future non siano effettuate in modo implicito, ma che sia formulata e adottata una strategia energetica, in modo esplicito, pubblico e trasparente”.

Fonte: ANSA


Leggi tutto: http://www.greenstyle.it/il-nucleare-francese-costa-troppo-lo-dice-la-corte-dei-conti-parigina-7362.html#ixzz1l9O9VbFZ

Commento di Oliviero Mannucci: Ennesima conferma all'esito del referendum contro il nucleare dell'anno scorso. Non solo le centrali nucleari di terza generazione non sono sicure come le dipingevano, ma addirittura sono economicamente controproducenti. La verità, prima o poi viene sempre a galla!

Incidente nucleare in California: bloccata centrale di San Onofre

Centrale nucleare di San Onofre in California

Claudio Schirru

Due reattori nucleari sono stati bloccati in via precauzionale in California per una perdita. Incidente di modesta entità assicurano dallo staff della centrale atomica di San Onofre, nel sud dello stato americano, dove la rottura di un tubo collegato ad un generatore di vapore ha fatto scattare l’allarme. Nessuna evacuazione dei dipendenti è però avvenuta, come accaduto anche in occasione della perdita di ammoniaca registrata in novembre.

Il responsabile per le comunicazioni della centrale nuclare di San Onofre assicura che non ci saranno ripercussioni sulla salute dei dipendenti o dei cittadini delle aree circostanti. Suscita qualche sospetto la contemporanea chiusura dell’unico altro reattore a disposizione, anche se il portavoce della Southern California Edison Gil Alexander assicura che si tratta di uno spegnimento programmato per la manutenzione e l’ammodernamento della struttura.


La centrale risulta completamente chiusa da martedì pomeriggio e rimarrà tale almeno per un altro paio di giorni, come conferma lo stesso Alexander, che sottolinea come nessun rilascio di materiale radioattivo nell’atmosfera e confinamento delle acque radioattive che sembra aver tenuto. Ulteriori ispezioni verranno condotte nelle prossime ore, dopo che sarà ultimato il processo (durata minima 12 ore) di raffreddamento del reattore.

Le preoccupazioni per l’impianto nucleare sono tuttavia giustificate non solo dai grandi numeri che girano intorno a questa centrale, 1.100 megawatt di potenza sufficienti per rifornire 1,4 milioni di famiglie medie americane, ma anche l’area scelta per la sua costruzione: la California è una delle aree più a rischio sismico degli USA, impossibile quindi non temere costantemente per una possibile nuova Fukushima.

Fonte: Yahoo

Programma SETI riattivato: la ricerca degli alieni continua, foto




Voci e rumori degli extraterrestri torneranno ad essere presto ascoltate. Il progetto SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) è stato riattivato dopo aver ricevuto finanziamenti da privati e 220mila dollari da una campagna di raccolta fondi online.
Avviato ufficialmente nel 1974, è gestito da un’organizzazione scientifica privata senza scopo di lucro nata da una proposta dell’astronomo Frank Drake, con sede a Mountain View, in California.
Come molti sanno, questo è un programma volto alla ricerca di esseri extraterrestri, intelligenti ed evoluti abbastanza da riuscire ad inviare segnali radio attraverso lo spazio.
In parallelo vengono inviati nell’universo segnali che potenzialmente possono essere captati dalle suddette civiltà aliene.
Ebbene, proprio per quanto concerne il SETI, nelle ultime ore è stata diffusa la notizia della “riapertura” di tale programma, che nell’ultimo anno era stata interrotta proprio per la mancanza di fondi.

Fonte: http://www.pianetatech.it

Foto SETI: programma ricerca extraterrestri

Già a partire dal dicembre 2011 era stato infatti “riattivato” il progetto ATA (Allen Telescope Array), con il ritorno all’attività di 42 satelliti connessi alle “ricerche” degli alieni.
La notizia della prosecuzione del SETI è stata annunciata attraverso un apposito articolo pubblicato sul New York Times alcuni giorni fa, all’interno del quale sono state ripercorse le tappe più importanti relative alla storia del progetto in questione.
Eloquente il titolo scelto dal NYT per annunciare la riapertura del SETI: “Search for Aliens Is on Again, but Next Quest Is Finding Money” (“La ricerca degli alieni è di nuovo attiva, ma la prossima ricerca è trovare il denaro”).
Un articolo che quindi mette in luce le difficoltà economiche alla base del mancato completamento (e del “blocco” dello scorso anno) dell’intero progetto iniziale.
Per visualizzare il pezzo del New York Times appena descritto, basta cliccare su QUESTO LINK. Il sito ufficiale del SETI è invece accessibile a QUESTO LINK.

Frutta e verdura cresceranno su Marte

Le piante si dimostrano un eccellente esempio di come un organismo terrestre possa adattarsi a condizioni extraterrestri. Tra chi studia gli scenari dello "space farming" c'è anche la Nasa

Dalla fantascienza ai primi test: l'obiettivo è riuscire a portare l’agricoltura terrestre su altri pianeti. Lo "space farming" sarà fondamentale per supportare
le missioni umane di lunga durata. E anche per la psiche

VALENTINA ARCOVIO
Insalata di alghe stellari, zuppa di alghe lunari e sformato di alghe marziane. Il menù del giorno sarà forse ripetitivo e poco appetitoso, ma il panorama basterà sicuramente a saziare la fame dei più golosi.

L’idea di poter coltivare piante nello spazio, destinate anche all’alimentazione, può forse apparire fantascientifica, ma non è poi così lontana dalla realtà come si può pensare. Almeno per i ricercatori che da anni stanno lavorando per preparci un futuro fra le stelle. E i passi in avanti fatti finora sono talmente promettenti che l’obiettivo di una «space farming» - una fattoria spaziale - non sembra poi così irreale. A raccontare le prospettive dell’agricoltura su altri pianeti, quella che si spera di realizzare entro la fine del terzo millennio, è stata l’Accademia dei Gergofili in una giornata di studio che si è tenuta il 27 gennaio a Firenze.

«L’interesse per la crescita e riproduzione delle piante nello spazio - spiega Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio Internazionale Neurobiologia Vegetale - è recentemente aumentato in concomitanza con la possibilità di realizzare missioni spaziali di lunga durata. La loro riuscita è subordinata proprio all’utilizzo delle piante per la fissazione dell’anidride carbonica, la produzione di ossigeno, la depurazione dell’acqua, la produzione di cibo e, di non minore importanza, per l’effetto positivo che il verde ha sullo stato psicologico degli astronauti».

I più ottimisti lavorano allo «space farming» con l’obiettivo dichiarato di poter un giorno colonizzare la Luna o Marte, cioè di creare una nuova casa per gli esseri umani, quando la Terra sarà troppo stretta per ospitare tutti. Gli studi che vanno in questa direzione sono molti, così come gli esperimenti condotti sul campo.

«Negli ultimi anni - racconta Mancuso - gli scienziati si sono concentrati molto sullo studio degli effetti della variazione di gravità sulla fisiologia delle piante. Per raggiungere questo obiettivo l’Agenzia Spaziale Europea, per esempio, ha messo a disposizione dei ricercatori oltre all’Iss (l’International Space Station), sistemi come i voli parabolici, la “drop tower” di Brema, i “sounding rockets” e la supercentrifuga di Nordweijk». I risultati ottenuti hanno permesso di capire che le piante hanno la straordinaria capacità di adattarsi alle variazioni di gravità con uno specifico «addestramento».

«Di recente è stato possibile confermare questa ipotesi dice Mancuso - grazie all’utilizzo della supercentrifuga dell’Esa. Sono stati eseguiti alcuni rilievi riguardanti parametri di stress su piante sottoposte a cinque volte la gravità terrestre (5G) che avevano però subito in precedenza una lunga acclimatazione a 2G. Confrontando i risultati con i rilievi ottenuti su piante non acclimatate, si è quindi ottenuta la conferma che l’acclimatazione è in grado di migliorare molto le loro performances in condizioni di stress».

Le piante, così, si sono dimostrate un eccellente esempio di come un organismo terrestre si possa adattare a condizioni extraterrestri. I laboratori hanno già rivelato una serie di esempi emblematici. Basta pensare alla mini-serra spaziale «Eden», progettata nei laboratori di Torino dalla società Thales Alenia Space. Si tratta di un contenitore in cui i ricercatori sono riusciti a far crescere piantine di lattuga su un substrato che simula il suolo di Marte. Un vero e proprio esempio di insalata marziana, che forse un giorno i nostri pronipoti potrebbero gustare all’interno di una base permanente installata sul Pianeta Rosso.

«Ma anche senza andare troppo lontano con l’immaginazione - sottolinea Mancuso riuscire a far crescere le piante in ambienti così ostili potrà essere d’aiuto anche per le missioni future degli astronauti. Diversi studi hanno infatti appurato che la presenza di piante ha un effetto rilassante sulle persone, fatto di non poco conto, se pensiamo a missioni di lunghissima durata». Piante spaziali di compagnia, poi, sono relativamente molto più facili da coltivare e, a differenza di quelle per scopo alimentare, è possibile sceglierne tra una vasta varietà. «Gli astronauti - sottolinea Mancuso - potranno optare per qualunque pianta a crescita rapida e portare con sé quella che più preferiscono». Se e quando andremo su Marte, intraprendendo un viaggio che può durare anche un paio d’anni, sarà di conforto per gli astronauti portare con sé un pezzetto di verde del pianeta Terra che renda più accogliente una fredda navicella spaziale.


Fonte: http://www3.lastampa.it

La tavola periodica dei mondi alieni

La sonda NASA Kepler ha appena confermato l’esistenza di 26 nuovi pianeti extrasolari, distribuiti su 11 sistemi planetari. Un risultato che quasi raddoppia il numero di mondi alieni "garantiti", e triplica quello dei sistemi planetari, dunque stelle con due o più pianeti, a oggi conosciuti.

I pianeti di Kepler (in alto) e la "tavola periodica" dei sistemi planetari (in basso). Crediti: NASA Ames/Jason Steffen, Fermilab Center for Particle Astrophysics

Ormai arrivano a grappoli. La scoperta d’un nuovo pianeta extrasolare, evento che fino a qualche anno fa avrebbe suscitato interesse e stupore per giorni, è diventato un evento così comune da non far più notizia. Ma 26 mondi alieni confermati in un colpo solo, e ben 11 nuove stelle che – come il nostro Sole – ne hanno attorno in orbita più d’uno, una certa meraviglia ancora la destano. Soprattutto, sono una chiara dimostrazione della superba qualità della strumentazione scientifica messa in campo e delle tecniche di analisi adottate, in questo caso dal team della sonda Kepler della NASA.

Per individuare i cosiddetti “candidati” a pianeta extrasolare, Kepler tiene costantemente sotto controllo le variazioni di luminosità di oltre 150mila stelle. Ogni volta che un pianeta, intromettendosi fra la stella osservata e il telescopio spaziale, introduce una lieve diminuzione di luminosità – il cosiddetto transito, dunque una sorta di mini-eclissi parziale – Kepler ne tiene scrupolosamente traccia. Evento dopo evento, gli scienziati riescono così nel tempo non solo a confermare l’effettiva esistenza d’un pianeta, ma anche a ricostruirne il periodo orbitale. Ed è proprio misurando le variazioni del periodo orbitale, con una tecnica detta appunto TTV (transit timing variations), che arrivano a riconoscere l’esistenza di più pianeti attorno a una stessa stella.

Non più semplici mondi, dunque, ma interi sistemi planetari alieni. Con l’ultima scoperta, ne conosciamo già 17. Anzi, 18, mettendo in conto anche quel sistema planetario sui generis che ospita il meraviglioso mondo Sol-d, le cui terre – lambite da tiepide distese d’acqua allo stato liquido – sono a oggi ancora le sole, nell’intero universo, sulle quali sia stata confermata la presenza di forme di vita.

E poiché 18 sistemi planetari cominciano a essere un numero considerevole, i ricercatori della NASA e del Fermilab Center for Particle Astrophysics hanno pensato bene di raccoglierne i relativi mondi in una sorta di tavola periodica: quella che vedete nel riquadro in basso dell’immagine di apertura (cliccare per ingrandirla). Ogni colonna raccoglie i pianeti – da due in su, ognuno rappresentato da un cerchio con dimensioni proporzionali alla massa – orbitanti attorno a una particolare stella. In rosso, quelli già conosciuti. In verde le new entries, gli ultimi 11 sistemi scoperti da Kepler, nei quali alcuni mondi – colorati di viola – ancora attendono conferma. E in azzurro? Clicccate sull’immagine per scoprirlo…

Fonte: http://www.media.inaf.it:


Il satellite Ibex della Nasa scopre materia interstellare ai confini del Sistema Solare ed energia infinita

http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2012/01/energia-infinita.jpg

“Qualsiasi teoria fisica è sempre provvisoria, nel senso che è solo un’ipotesi: una teoria fisica non può cioè mai venire provata”(Stephen Hawking). Breccia nell’Eliosfera. Sarebbero state violate le Colonne d’Ercole del nostro Sistema Solare dalla materia interstellare aliena. Gli scienziati della Nasa annunciano nuove osservazioni sulla materia della nostra Galassia, proveniente dai confini del Sistema Solare, grazie all’analisi dei dati acquisiti dal satellite Interstellar Boundary Explorer (Ibex). I nostri confine stellari, si sa, sono piuttosto turbolenti, un po’ come i confini sulle isole dell’Oceano. Ricordate l’avventura dell’ingegnere Chuck Noland, alias Tom Hanks, e il suo tentativo di superare la barriera corallina di una sperduta isola del Pacifico a bordo dell’ingegnosa zattera (film Cast Away)? Bene, nello spazio cosmico tra una stella è l’altra, è esattamente quello che accade ogni santo giorno alle particelle del “vento” solare che cercano di uscire fuori ed ai raggi cosmici galattici che cercano di entrare. Con esisto quasi infausto a quanto pare ed entro certi limiti. La regione che circonda tutto il Sistema Solare, ai confini dello spazio interstellare, riserva sempre grandi sorprese. Barriera creata dall’energia del Sole, l’Eliosfera è lo scudo che ci protegge dalle pericolosissime radiazioni cosmiche esterne che altrimenti penetrerebbero nel Sistema Solare. La navicella Ibex, un satellite piccolo come la ruota di uno scuolabus, lanciata nell’ottobre 2008 per realizzare una mappa dei confini della culla della nostra civiltà, ha meravigliato tutti gli scienziati. L’attività operativa preliminare, di due anni, è stata estesa nel 2012. L’eliosfera è la zona d’influenza solare, il volume di spazio dove è preponderante l’azione del Sole. Al di là, oltre le Colonne d’Ercole della radiazione solare, lo spazio non risente più dell’influsso elettromagnetico solare e si considera ormai spazio interstellare. La zona di divisione tra l’eliosfera e lo spazio interstellare, ha una discontinuità chiamata “Eliopausa”, preceduta da una zona turbolenta dove interagiscono il vento solare e i flussi di particelle emessi dalle altre stelle. Nel 2009 Ibex realizza una delle scoperte più interessanti in assoluto: un gigantesco strano nastro magnetico di energia che alcuni scienziati credono sia un riverbero causato dalle particelle cariche del vento solare nel tentativo di uscire verso lo spazio interstellare. Il gigantesco campo magnetico osservato da Ibex sarebbe in grado di riflettere queste particelle all’interno del Sistema Solare. Se così fosse, non sappiamo davvero quali e quante siano ancora le già flebili speranze di poter comunicare con altre civiltà aliene della Galassia utilizzando le mitiche onde radio (Seti). Alcuni scienziati suggeriscono, infatti, che i segnali artificiali spediti dalla Terra vengano regolarmente riflessi all’interno del Sistema Solare. Nel 2010 Ibex riprende una zona di collisione ben oltre i pianeti, una regione dove il “vento” ipersonico delle particelle cariche provenienti dal Sole, impatta violentemente nel più colossale “frontale” cosmico con la Bolla magnetica che circonda il nostro pianeta Terra, così schermato dalle letali radiazioni stellari. Il dipanarsi di un fiotto di particelle in un nastro di energia misteriosa, sarebbe la dimostrazione del fatto che la regione più lontana del nostro Sistema Solare, ai confini con lo spazio interstellare, è un luogo molto più energetico di quanto finora pensato. Ma è mai possibile che nulla possa penetrare o sfuggire questa barriera magnetica solare? Ibex ha osservato rapide evoluzioni delle condizioni nei pressi dell’eliosfera, la bolla protettiva che scherma il Sistema Solare dai più letali raggi cosmici. La mappa del nostro Sistema Solare realizzata da Ibex consente di valutare l’interazione tra la materia proveniente dall’interno del Sistema Solare con quella della nostra Galassia. Ibex misura l’energia emessa dalle particelle di atomi neutri (ENA) prodotti nella regione di confine dove il vento solare impatta alla velocità di un milione di miglia orarie. Un flusso di particelle di incredibile energia se si pensa che queste collisioni con il mezzo interstellare costringono gli atomi neutri a viaggiare in direzione opposta, verso il Sole, a velocità comprese tra le 100mila e le 2,4 milioni di miglia orarie. La scoperta di queste interazioni tra il vento solare e le radiazioni esterne è di fondamentale importanza per tutti noi, visto il gran appetito di “energia verde” sulla Terra affetta dal gravissimo Global Warming. Comprendere la natura di queste interazioni è importantissimo anche per capire come ideare i futuri scudi magnetici attivi che dovranno schermare le nostre astronavi (Star Trek) per proteggere gli equipaggi nei voli interplanetari e interstellari. La scoperta del misterioso nastro luminoso di particelle ENA, ha sorpreso ed entusiasmato gli scienziati poiché i precedenti modelli teorici sui confini del Sistema Solare non prevedevano nulla del genere. La Natura aborre il vuoto ed è più fantasiosa della fantasia. Certamente svelare i segreti del nastro di energia è di fondamentale importanza per dimostrare che la regione che circonda l’eliosfera può cambiare molto rapidamente in relazione proprio alle caratteristiche di propagazione degli atomi neutri. L’interazione tra il Sole e la Galassia origina una regione di sorprendente e incredibile dinamicità. Le scoperte sono pubblicate su molte riviste scientifiche internazionali come il “Journal of Geophysical Research – Space Physics”. Le misure di Ibex sono consistenti con altri studi che evidenziano anche quanto velocemente le cose possano cambiare ai confini del Sistema Solare, influenzando direttamente la vita sulla Terra e non solo. Negli ultimi anni l’eliosfera, secondo gli scienziati, pare si sia leggermente indebolita a causa della pressione delle radiazioni esterne e della minore intensità del vento solare la cui attività gonfia come una bolla lo schermo protettivo del nostro Sistema. Questa variazione non è di poco conto secondo i ricercatori, cioè non è una preoccupazione banale. La contrazione dell’eliosfera dimostra che la protezione della bolla non è così buona come pensato. I raggi cosmici galattici, quindi, possono fare breccia e trovare il modo di penetrare nel Sistema Solare. Con quali conseguenze per la vita sulla Terra e l’attività umana nello spazio? Alcuni scienziati suggeriscono che il nastro delle emissioni di Atomi Neutri Energetici, potrebbe essere spiegato da un effetto geometrico causato da un’interazione del Sole al confine tra la Nube di gas interstellare locale e un’altra Nube di gas molto calda (miliardi di gradi Kelvin in termini di velocità dei gas in espansione e non di temperature dello spazio profondo!) chiamata “Local Bubble”. Se questa ipotesi è corretta, il Sole e tutti noi sulla Terra potremmo entrarvi in un centinaio di anni. La prima mappa del cielo delle emissioni energetiche degli atomi neutri ottenuta dal satellite Ibex, già mostrava una sorprendente caratteristica ad arco. La scoperta è stata annunciata dalla Nasa come uno dei risultati più importanti in fatto di esplorazione dello spazio. Sono state proposte sei ipotesi per spiegare il fenomeno, tutte concordi sulla sua relazione con i processi in corso all’interno dell’eliosfera o nelle sue immediate vicinanze. In un articolo pubblicato sull’Astrophysical Journal Letters, un gruppo di ricercatori polacchi offre una spiegazione alternativa: l’osservazione della barra multifunzione è coerente con il fatto che il Sole si sta avvicinando al confine tra la nostra Nube di gas interstellare locale e un’altra Nube di gas molto calda e turbolenta. La sorgente di energia degli atomi neutri, registrata da Ibex, sarebbe da collocare al di fuori della caldissima Bolla Locale che si ricarica con gli atomi relativamente freschi della “Local Cloud”. Gli ENA non hanno carica elettrica e quindi possono precipitare liberamente in linea retta dal loro luogo di nascita. Alcuni di essi possono così raggiungere l’orbita terrestre per poi essere rilevati da Ibex. “Se la barra multifunzione ENA è stata creata presso i confini dell’eliosfera, il loro luogo di nascita sarebbe relativamente vicino, nel giro di un paio di centinaia di unità astronomiche” – fa notare il dottor Andrzej Czechowski, uno dei coautori della ricerca. Il team di scienziati polacchi e statunitensi suggeriscono che il nastro ENA nasca dallo scambio di carica elettrica tra gli atomi che “evaporano” dalla nube interstellare e una bolla molto calda e completamente ionizzata di gas. La Bolla Locale è probabilmente un residuo di una serie di esplosioni di Supernova che si sono verificate alcuni milioni di anni fa. Quindi non solo è molto calda (milioni di gradi Kelvin) ma anche turbolenta. Secondo questa teoria, i protoni nella Locale Bolla al confine con la Nuvola Locale strappano gli elettroni dagli atomi neutri e fuggono in tutte le direzioni. “Se la nostra ipotesi è corretta allora stiamo catturando atomi che provengono da una nube interstellare che è diversa dalla nostra” – afferma il dottor Maciej Bzowski, coinvestigator della missione e capo del team polacco di Ibex. Dal momento che il fenomeno degli atomi ENA si sta verificando in tutto lo strato limite complessivo tra le nuvole, perché vediamo la barra multifunzione? “È un effetto puramente geometrico, che osserviamo perché il Sole è attualmente appena al posto giusto, ad un migliaio di unità astronomiche dal confine della nuvola” – spiega Grzedzielski. Il modello sviluppato dal team polacco-statunitense suggerisce che il confine tra la Nuvola Locale e la Bolla Locale possa non essere a pochi anni luce dal Sole, come si credeva in precedenza, ma molto più vicino. In tal caso potrebbe raggiungerci molto presto perché distante appena un migliaio di unità astronomiche, cioè mille volte più vicino del previsto! Questo potrebbe significare che il Sistema Solare e tutti noi terrestri potremmo entrare nella nube di gas incandescenti già nel prossimo XXII Secolo. “Niente di insolito, il Sole attraversa spesso aree irregolari di gas interstellare durante il suo viaggio galattico” – rivela Grzedzielski. Tali nubi sono di densità molto bassa, molto inferiori al miglior vuoto ottenibile nei laboratori sulla Terra. Una volta entrati in essa, la nostra eliosfera avrebbe tutto il tempo di potenziarsi, magari riducendo un po’ il suo raggio d’azione, mentre il livello delle radiazioni cosmiche introdotte nella magnetosfera potrebbe aumentare. Ma niente di preoccupante. Se ne gioveranno l’industria dei dispositivi elettronici portatili (magari auto-ricaricandosi) e gli esperimenti scientifici a caccia di antimateria eredi del nostro AMS-II attualmente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, alla ricerca di atomi di anti-Idrogeno ed anti-Elio provenienti da lontani anti-mondi. Una breccia su misura nell’eliosfera per altre affascinanti avventure scientifiche. “Forse le generazioni future dovranno imparare a proteggere meglio il loro hardware spaziale contro radiazioni più forti” – suggerisce Grzedzielski. Ibex è una missione spaziale scientific a basso costo della Nasa, sviluppata dal Southwest Research Institute di San Antonio (Texas, Usa) e condotta in collaborazione con partner internazionali. Conoscere in gran dettaglio la distribuzione di queste radiazioni in tutto il Sistema Solare, potrebbe aiutare le agenzie spaziali a delineare meglio le future missioni con equipaggio. Può essere saggio, infatti, pianificare i viaggi interplanetari quando l’eliosfera si rafforza, almeno fino a quando non avremo inventato gli scudi magnetici artificiali in grado di proteggere gli astronauti dai raggi cosmici. La conoscenza dei segreti dell’eliosfera è anche di fondamentale importanza nella ricerca di altre forme di vita sugli esomondi (http://planetquest.jpl.nasa.gov/). Poiché un forte scudo magnetico stellare può rivelarsi decisivo nell’evoluzione della vita aliena sui pianeti extrasolari. In tal senso, queste ricerche consentono di aumentare le probabilità di scoperta di un esomondo come la Terra poiché ora possiamo capire quali regioni sono più abitabili di altre nei sistemi solari alieni. Se a tutto questo aggiungiamo che un nuovo studio della Nasa ha smascherato definitivamente l’attività umana come la principale responsabile del Global Warming sulla Terra, allora capiremo bene l’estrema urgenza di far cessare e spegnere immediatamente tutte le fonti di inquinamento, prima che sia troppo tardi. La Terra, infatti, assorbe più energia del normale nonostante la bassa attività solare registrata dal 2005 al 2010. Ma non la disperde più così bene nello spazio. Sappiamo che l’energia elettrica “verde” e infinita, può essere catturata anche dalle nostre ben più vicine Fasce di Van Allen dove un oceano di elettroni gratuiti prodotti dall’impatto delle particelle cariche del Sole con il nostro campo magnetico, attende di poter essere esplorato e utilizzato: potremmo alimentare direttamente dallo spazio i nostri dispositivi portatili, i mezzi elettrici, le navi, gli aerei, gli spazio-plani, le industrie e le città, restituendo un futuro alla Biosfera Terra. Le osservazioni di Ibex permettono di progettare altre missioni spaziali (anche umane) a lungo raggio, nella Colonne d’Ercole del Sistema Solare, magari in grado di misurare e catturare questa enorme quantità di energia disponibile. Il non plus ultra è soltanto un mito.

Nicola Facciolini

Fonte: http://www.improntalaquila.org

Commento di Oliviero Mannucci: La scienza? Una serie di teorie che una dopo l'altra si smentiscono tra di loro all'infinito.

Avvistate luci misteriose in Perù

Witness reports hovering lights shoot into sky near Peru, Indiana Rapporti testimone bilico luci sparate in cielo vicino a Peru, Indiana

Roger Marsh Roger Marsh
National UFO Examiner Nazionale UFO Examiner

Traduzione automatica di Google



Il testimone aveva appena spento di US Highway 24 sulla US Highway 31, quando le luci erano in bilico la prima volta.
The intersection is just northwest of Peru, Indiana. L'intersezione è proprio a nord-ovest del Perù, Indiana.
Credits: MUFON database. Credits: banca dati MUFON.

An Indiana witness traveling along Route 31 near the Route 24 intersection reports watching hovering lights that moved for a few seconds before shooting straight up into the sky and quickly disappearing on January 29, 2012, according to testimony from the Mutual UFO Network ( MUFON ) witness reporting database. Un testimone Indiana viaggio lungo la Route 31 nei pressi dello svincolo Via 24 relazioni a guardare le luci che si muovevano in bilico per qualche secondo prima di scattare verso l'alto verso il cielo e rapidamente scomparendo il 29 gennaio 2012, secondo la testimonianza dal Mutual UFO Network ( MUFON ) testimone database reporting.

"The lights hovered, and then went right for about 5 seconds," the witness stated. "Le luci aleggiava, e poi è andato bene per circa 5 secondi," ha dichiarato il testimone. "Then it stopped for 2 or 3 seconds, and then went straight up until it disappeared." "Poi si è fermato per 2 o 3 secondi, e poi verso l'alto fino a scomparire."

The witness rules out a few explanations. Il testimone esclude alcune spiegazioni.

"It was a clear night and you could see the stars. Believe me when I tell you it was not after burners, and it wasn't chaff flairs. I grew up on Gris. Air Base. My Dad was stationed there. Nothing could move that fast and the disappear." "Era una notte chiara e si poteva vedere le stelle. Credetemi quando vi dico che non era dopo bruciatori, e non era flairs pula. Sono cresciuta in Grigio. Base Aerea. Mio padre era di stanza lì. Nulla potrebbe mossa che veloce e la scomparsa ".

The witness also reports a problem with the vehicle radio at the time. Il testimone riporta anche un problema con la radio veicolo al momento.

"The closer I got to where I first seen it, my radio buzzed out for a second." "Più mi avvicinavo al punto in cui ho visto, la mia radio ronzava fuori per un secondo."

The intersection of US Route 24 and US Route 31 is just northwest of Peru , IN. L'intersezione della US Route 24 e la US Route 31 è appena a nord-ovest del Perù , IN. No images or videos were included with the MUFON report, which was filed on January 30, 2012. Nessuna immagine o video sono stati inclusi nel rapporto del MUFON, che è stato depositato il 30 gennaio 2012. The incident occurred on January 29, 2012. L'incidente è avvenuto il 29 gennaio 2012. The above quotes were edited for clarity. Le citazioni sopra sono stati modificati per chiarezza.

Indiana is a current UFO ALERT 5 rating, with a low number of UFO sightings nationally. Indiana è una corrente UFO ALERT 5 giudizio, con un basso numero di avvistamenti UFO a livello nazionale. Indiana had 5 reports in December, the 34th highest reporting state - while California had 63 reports in December 2011 - the highest reporting state in the nation. Indiana aveva 5 rapporti nel mese di dicembre, lo stato più alto di reporting 34 - mentre la California ha 63 rapporti nel dicembre 2011 - lo stato più alto segnalazione della nazione.

Fonte: http://www.ufodigest.com

UFO SHOCK A MAR DELLA PLATA

IMPACTANTE FOTOGRAFÍA OVNI MAR DEL PLATA ARGENTINA

El 25 de enero de 2012 el señor Moreno se encontrabajunto con un compañero de trabajo en el barrio 1500 Quintas ubicado frente al complejo recreativo Aquasol ( Mar del Plata) .En el momento que estaba probando un celular MOTOROLA MB525que había comprado recientemente, su compañero le advierte la presencia de un objeto volador no identificado.Dado lo excepcional del acontecimiento,el mismo le pide al señor Moreno que realicealgunas fotografías .En una de ellas que es la siguiente, se puede observar el OVNI nítidamente.La fotografía a criterio nuestro es una de las mejores del año 2012hasta el momento. Investigación : José Marinoni ( miembro de la RED RADIO ARGENTINA)

Fonte: http://www.freewebs.com

Ufo: ritrovati due dischi nel mar Baltico e foto-shock in Argentina

ufo-mar-baltico

Una delle foto degli avvistamenti sul fondo del mar Baltico (mysterium.blogosfere.it)

Ce n’è abbastanza per gli appassionati da riempire i forum di discussione sugli ufo almeno per un bel po’ di tempo: nelle ultime 24 ore infatti due grossi misteri hanno messo in subbuglio gli appassionati (e non) di ufologia.

Nel mar Baltico tra Svezia e Finlandia, dopo un primo avvistamento avvenuto lo scorso anno ad opera di una spedizione guidata dal ricercatore svedese Peter Lindberg, è stato fotografato un nuovo oggetto non identificato, a pochissima distanza (circa 300 metri) dal luogo in cui pochi mesi prima era stato rilevato il precedente. Si tratterebbe di un oggetto di forma discoidale, dal diametro di 195 piedi. Lindberg, intervistato dalla CNN, ha dichiarato di non essere esattamente sicuro di cosa abbia trovato in fondo al mare. Di sicuro la sua spedizione tornerà su quei fondali a maggio, in condizioni del mare migliori, per monitorare con tecniche più avanzate ciò che è stato rinvenuto ed avvicinarsi quanto più possibile agli oggetti, che si trovano ad oltre 300 metri sotto il livello del mare.

Ardreas Olsson, esperto sonar e capo del Museo di Archeologia Marittima svedese, parteciperà alla prossima spedizione. Ed ha riferito che il mar Baltico è uno dei più grandi “contenitori” di relitti e oggetti dispersi da naufraghi. «Potrebbero esserci più di 100mila tra oggetti e relitti – ha dichiarato – e non sono sicuro di ciò che troveremo andando giù, ma sono eccitato all’idea».

In Argentina, invece, ha destato grande scalpore la foto di Bibiana Bryson, ricercatrice argentina del RADIO (Red Argentina de investogaciones OVNI): a Mar de la Plata la Bryson ha fotografato in cielo quello che sembra essere un vero e proprio disco volante. La foto è stata scattata il 25 gennaio alle ore 14:14 ed è stata pubblicata poche ore fa sulla pagina della ricercatrice assieme ad ingrandimenti e dettagli tecnici.

Francesco Guarino

Fonte: http://www.wakeupnews.eu
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Neve, gelo e venti forti. Piogge sul Tirreno

Freddo polare dal Nord fino alle porte di Roma
Disagi in alcuni aeroporti e al traffico ferroviario

MILANO - Gelo e neve al nord, piogge e neve al centro-sud: il maltempo imperversa e continua a nevicare da oltre 24 ore su circa mille chilometri di autostrade italiane. Il vortice depressionario, alimentato da aria fredda, ha raggiunto la nostra penisola determinando una fase di tempo perturbato. E per le prossime ore sono previste nevicate sulle regioni centro-settentrionali e temporali sulle aree tirreniche con nevicate fino a quote collinari. Per il Cnr questa perturbazione potrebbe durare anche una decina di giorni.

NEVE E VENTO - Non c'è parte d'Italia non colpita dal maltempo: bora molto forte a Trieste, che si è svegliata sotto un piccolo strato di nevischio; temperature di diversi gradi sotto lo zero in tutta la Valle d'Aosta, con termometri che hanno registrato anche i -21 gradi; voli cancellati a causa della neve, scesa fino a 30 centimetri, tra le 11 e le 14.30, all'aeroporto di Bologna, dove le scuole rimarranno chiuse da domani a sabato; 15 treni soppressi e 50 in ritardo sulle linee ferroviarie del Piemonte, dove la temperatura più bassa (-30,1 gradi) è stata registrata alla Capanna Margherita, sul Monte Rosa. Nessun ricovero è stato respinto all'ospedale Molinette di Torino dove, in via precauzionale, considerate le previsioni di gelo, sono stati disattivati alcuni blocchi operatori fino a domenica prossima, 5 febbraio. Blocco quasi totale della circolazione ferroviaria, a causa del ghiaccio, tra La Spezia e Genova e la Regione sta valutando se sporgere denuncia contro Trenitalia. Le raffiche di vento a Genova hanno fatto registrare qualche disagio all'aeroporto. Voli regolari invece negli aeroporti di Linate e Malpensa. Bora e neve a Venezia e in alcune località del Veneto. La neve è caduta copiosa, la notte scorsa, su Firenze, dove oggi le scuole sono aperte. Dieci i centimetri di neve a Perugia, dove continua a nevicare, l'Aquila è paralizzata dal ghiaccio, da questa notte è in corso una forte nevicata anche a quote collinari in Molise, mentre è atteso un peggioramento delle condizioni meteo nelle Marche. Nel Lazio, la neve è caduta soprattutto a Viterbo, dove le scuole sono chiuse; il peso della neve ha provocato il cedimento di una parte del tendone del Palafiuggi, nella cittadina termale in provincia di Frosinone. Roma è stata colpita da un temporale, pioggia e vento imperversano in Puglia e nel napoletano, mentre nevica sul Vesuvio. Pioggia anche in Calabria e neve in Sila.

MILANO - La neve non accenna a fermarsi anche a Milano, dove è scesa per tutta la notte, leggera e con un gelo pungente. Malgrado la neve abbia attecchito a terra e con il freddo si sia anche ghiacciata, il traffico è regolare, così come la circolazione dei mezzi pubblici, anche grazie al fatto che le strade sono sostanzialmente pulite. È in piena funzione il piano antifreddo del Comune, soccorsi 4 clochard. Restano aperti i mezzanini della metropolitana per i senzatetto e i volontari sono alla ricerca di chi ha bisogno di aiuto per assisterlo in modo adeguato.

STRADE - Sulle strade statali gestite dall'Anas è attivo il Piano Operativo antineve, con oltre 3000 uomini e oltre 2500 mezzi operativi impegnati in tutto il territorio per lo spargimento dei fondenti o per la rimozione della neve. Dalla notte scorsa e fino a cessate esigenze il territorio di tutte le province delle regioni Toscana, Marche Emilia Romagna ed Umbria è interessato da ordinanze prefettizie di sospensione temporanea della circolazione dei mezzi con massa complessiva a pieno carico superiore alle 7,5 tonnellate. Quasi regolare il traffico autostradale, dove Autostrade per l'Italia ha attivato fin da martedì sera 800 mezzi, 1.500 operatori e 8mila tonnellate di sale. I mezzi pesanti, il cui transito è stato limitato in Toscana, Marche, Umbria ed Emilia Romagna, sono stati dirottati, ove già in viaggio, verso aree di sosta o di servizio. In alcuni snodi, però, come all'imbocco di Milano Sud verso Bologna, si sono ugualmente formate code. Un appello è stato rivolto agli autotrasportatori affinchè‚ evitino i tratti autostradali interessati dal divieto di circolazione causa neve.

Ritardi in Stazione Centrale a Milano Ritardi in Stazione Centrale a Milano
TRENI - Disagi e ritardi anche per quanto riguarda il trasporto ferroviario. I disservizi non hanno coinvolto i pendolari sulle tratte regionali nelle ore di punta, dove si sono registrate solo alcune isolate eccezioni e ritardi compresi tra i 10 e i 15 minuti. A partire dalle 9-9.30, però, in alcune aree si sono registrati ritardi anche consistenti a causa della neve che ha continuato a cadere abbondantemente sui binari e al gelo che ha provocato alcuni problemi tecnici ai treni e agli scambi. Le prossime ore - spiega Fs - serviranno per recuperare, anche con cancellazioni, gli slittamenti di orario che si sono accumulati nel corso della mattina, in vista delle ore di punta del pomeriggio. Alcuni ritardi, compresi tra i 45 e gli 80 minuti, anche per alcuni treni AV a causa di problemi tecnici legati alle basse temperature.

SUI BINARI -in Piemonte e Liguria - comunica Fs - è stata confermata tutta l'offerta commerciale. Le linee sono tutte operative con allungamenti dei tempi di viaggio tra i 15 e i 90 minuti dovuti sia alle abbondanti nevicate che al gelo. La situazione più difficile è sulle linee della provincia di Cuneo e, in particolare, sulla Torino-Savona. A seguito della soppressione, questa mattina, di numerosi treni sulla linea La Spezia-Genova conseguente al ghiaccio sui binari, l'assessore regionale ai Trasporti, Enrico Vesco, sta valutando «un'eventuale denuncia per interruzione di pubblico servizio» nei confronti di Trenitalia.
Sulla linea La Spezia-Genova circola un treno regionale ogni ora.
In Toscana nella fascia pendolare ha viaggiato il 75% dei treni regionali. Le cancellazioni si sono verificate principalmente sulle linee Firenze-Pisa-Livorno e Firenze-Prato-Viareggio.
In Emilia Romagna nella fascia pendolare ha viaggiato il 75% dei treni regionali. Le cancellazioni si sono verificate principalmente sulle linee Bologna-Porretta, Bologna-Prato e Bologna-Ancona.
In Lombardia la circolazione dei treni è regolare, con qualche rallentamento. Interessate le linee Milano -Piacenza, con ritardi tra i 30 e i 60 minuti e Milano-Voghera con ritardi compresi fra i 15 e i 30 minuti.
Nel Triveneto circolazione regolare in Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Nevica moderatamene solo a Trieste, ma senza conseguenze sul traffico ferroviario. Rallentamenti sulla linea Verona-Modena con ritardi dei treni regionali fino a 20 minuti.

Fonte: http://www.corriere.it

Commento di Oliviero Mannucci: Fa veramente freddo cari lettori! Qui in Toscana, questa notte, si è scatenato l'inferno al contrario, invece che fuoco e fiamme; neve, freddo glaciale e vento. Le previsioni dicono che tutto ciò durerà ancora 5 o 6 giorni, come se fosse una specie d'inverno concentrato. Se poi viene bel tempo e le temperature risalgono ci si può anche stare!

Cieli sereni

Oliviero Mannucci