Statistiche

Wednesday, October 1, 2014

Astronomia: acqua più antica del Sole, c’è la vita in altri sistemi interstellari

La formazione dell’acqua risale all’infanzia del Sistema solare. Anzi, stando a uno studio uscito su Science, addirittura lo precede, ed una significativa percentuale dell’acqua presente sulla Terra, forse anche piu’ della meta’, deriva direttamente da ghiaccio gia’ presente nella nube interstellare dalla quale ha avuto origine lo stesso Sole. Come sia avvenuta la sintesi delle molecole d’acqua presenti nel Sistema solare, e in particolare dove e quando atomi d’idrogeno e ossigeno come quelli che escono dai nostri rubinetti abbiano preso ad andare a braccetto, e’ una domanda con la quale gli scienziati si confrontavano da tempo. Quel che e’ certo, segnala Media Inaf, il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica, e’ che sono piovute dal cielo sotto forma di ghiaccio.

disco protoplanetario 

Ma da quale ”nube”? Quella del disco protoplanetario, piu’ recente, nella quale si sono formati asteroidi, comete e pianeti? O quella interstellare, l’antica nube molecolare nella quale lo stesso Sole si e’ formato? Nel primo caso, il ghiaccio primordiale sarebbe l’esito d’una serie di processi di trasformazione – per esempio di ionizzazione – innescati dal Sole, e dunque avvenuti contestualmente alla formazione dei pianeti. Nel secondo, invece, risalirebbe a un’epoca anteriore. Per arrivare a una datazione certa, un team guidato da Ilse Cleeves, dottoranda in astronomia all’Universita’ del Michigan, ha messo a punto un modello basato sull’abbondanza isotopica del deuterio, l’isotopo dell’idrogeno che arricchisce l’acqua pesante – o meglio, in questo caso, il ”ghiaccio pesante”. Il ghiaccio presente nelle nubi interstellari, a causa delle temperature estremamente basse alle quali si forma, tende infatti a essere assai ricco di deuterio.

ASTRONOMIA: BUCHI NERI GIGANTESCHI NEL BABY UNIVERSO      (EMBARGO ALLE 19,00 DI OGGI) 

I ricercatori hanno dunque simulato un disco protoplanetario ”vergine” – completamente privo di ghiaccio contenente deuterio – e lo hanno fatto ”girare” per un milione di anni, per vedere se fosse in grado di produrre ghiaccio pesante in quantita’ analoghe a quelle presenti nelle meteoriti, negli oceani terrestri e in quelle vere e proprie capsule temporali che sono le comete. Risultato: niente. Di conseguenza, buona parte dell’acqua presente nel Sistema solare doveva gia’ essersi formata quando il Sole ancora non c’era. Una conclusione, questa, che incoraggia ulteriormente la ricerca di pianeti abitabili – o magari gia’ abitati da qualche forma di vita – al di fuori del Sistema solare. Come sottolinea John Robert Brucato, astrobiologo all’Osservatorio Astrofisico di Arcetri dell’Inaf, ”gia’ sapevamo che tutta l’acqua che troviamo sulla Terra vi e’ stata trasportata da piccoli corpi, come le comete e gli asteroidi”, ma con questo lavoro si fa un ulteriore passo in avanti e si e’ riuscito, infatti, a capire che l’acqua che oggi costituisce gli oceani terrestri, e che e’ presente negli altri corpi del Sistema solare, e’ rimasta praticamente inalterata rispetto a quella presente nel mezzo interstellare e non ha subito trasformazioni durante il processo di formazione dei pianeti. Questo permette di capire che le condizioni iniziali che hanno favorito la nascita della vita non sono uniche, cioe’ non dipendono dalle caratteristiche peculiari del nostro Sistema solare, ma possono essere comuni nello spazio. ”E dunque presenti – osserva Brucato – anche in altri sistemi planetari. Questo aumenta ulteriormente la speranza di trovare segni di vita in qualche altro angolo della nostra galassia. Bastera’ semplicemente saperli cercare”

Peppe Caridi

A Cles studenti col microchip Ma non tutti apprezzano

Non solo astuccio, quaderni e libri. Quest'anno l'occorrente da mettere nello zainetto per la scuola si è arricchito di un nuovo elemento: il microchip. A Cles, le presidi degli istituti superiori «Russell» e «Pilati» hanno dotato ogni studente di un tag adesivo applicato sul libretto delle assenze, che consente la rilevazione elettronica dei ritardi. Una rivoluzione digitale legata all'adozione del nuovo registro elettronico

http://nerdgrounds.altervista.org/Blog/wp-content/uploads/2012/04/chip.jpg

Il microchip viene intercettato da rilevatori appositamente installati agli ingressi del polo scolastico, per segnalare le presenze al passaggio dei ragazzi. La novità non è certo passata inosservata, tanto da diventare tema di dibattito nel corso di una recente assemblea d'istituto al liceo Russell convocata per l'elezione dei rappresentanti. In passato, i ritardi venivano rilevati attraverso un codice a barre stampato sul libretto, e ora qualche ragazzo non riesce proprio a tollerare l'adozione dei trasmettitori elettronici.

«Chissà cosa ci aspetterà il prossimo anno - si è chiesto un giovane davanti ai compagni di scuola -. Forse il microchip sarà impiantato sottopelle, oppure assegneranno a ognuno di noi un braccialetto elettronico o un radiocollare come per gli orsi indisciplinati». Altri studenti hanno lamentato di non essere stati coinvolti nella decisione di acquistare i chip.

La raccomandazione della dirigente dell'Itcg Pilati Alessandra Pasini, nella comunicazione di inizio anno scolastico, è di custodire con cura il libretto personale (e dunque il microchip che contiene). Chi dovesse danneggiarlo o smarrirlo, sarà tenuto ad acquistarne uno nuovo al prezzo di 20 euro. Ma i contestati rilevatori di presenza sono davvero così costosi? «Macché - risponde la dirigente Pasini -, la scuola ha speso meno di un euro per ognuno. L'obbligo di riacquisto serve a responsabilizzare gli studenti, alle cui famiglie peraltro non viene richiesto alcun contributo per frequentare i vari laboratori di chimica, informatica, elettronica e meccanica. Altrove non funziona così, ma la nostra è un'organizzazione efficace nonostante la sua complessità».

La dirigente riferisce, dunque, di non aver avvertito malumori tra i suoi 760 studenti in merito all'adozione dei nuovi dispositivi: «Non sono invasivi della libertà della persona e rilevano soltanto l'orario di ingresso a scuola. In questo modo si facilita il lavoro dei nostri 119 insegnanti nel fare l'appello e compilare il registro, perché credo che le loro energie vadano convogliate in ciò che realmente conta».

Al liceo Russell, la dirigente Tiziana Rossi ammette che i microchip hanno creato qualche malcontento. «Ho già avuto qualche colloquio con i nuovi rappresentanti d'istituto, che mi hanno espresso le loro perplessità - riferisce la preside -. Questa tecnologia non va demonizzata, e garantisco che da parte della scuola non c'è alcuna volontà di controllo. Il tag adesivo garantisce certezza sul dato rilevato, nell'interesse degli studenti ai fini del voto in condotta». Chi diserta un quarto delle lezioni, infatti, non viene neppure ammesso alla valutazione finale.

«Sarebbe complesso contabilizzare le ore perse attingendo ai dati dei registri cartacei, mentre i microchip garantiscono la certezza dell'orario rilevato, e questo è un elemento di interesse per i nostri 1.080 studenti - conclude la dirigente del Russell -. Il registro elettronico è un nuovo modo di comunicare con le famiglie e chiederemo proprio il supporto dei ragazzi per la formazione degli adulti nell'approccio a questa tecnologia».

Fonte

Ex Ufficiale USA: “L’ISIS è un mostro creato dalla CIA”

Da più di due anni l’ISIS combatte nella guerra civile siriana contro il presidente sciita Bashar al Assad, e da circa un anno ha cominciato a combattere anche i ribelli più moderati. L’ISIS è un’organizzazione molto particolare: definisce se stesso come “stato” e non come “gruppo”. Ma da dove viene l'ISIS? Ormai è chiaro, per stessa ammissione di Hillary Clinton, che si tratta di una creatura occidentale sfuggita al controllo dei potenti

 http://www.zerohedge.com/sites/default/files/images/user5/imageroot/2014/09/CIA%20isis.jpg



Qualcuno potrebbe obiettare che si tratti della solita teoria del complotto elaborata per screditare il mostro americano e l’Occidente in generale.
In realtà, le fonti ci sono e sono tante. La più autorevole è certamente la voce dell’ex Segretario di Stato Americano, Hillary Clinton, che in un’intervista rilasciata a metà agosto a Jeffrey Goldberg del giornale web

Kenneth O’ Keefe





The Atlantic, ha ammesso: “L’Isis è roba nostra, ma ci è sfuggita di mano”.
Le parole della Clinton hanno fatto il giro del web e sono state pubblicate integralmente da numerosi organi d’informazione, ma non dai media nazionali italiani che, da sempre, si pongono ormai passivamente di fronte ai più grandi problemi di politica estera.
«È stato un fallimento. Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, da secolaristi, da gente nel mezzo. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi in Iraq», ha detto la Clinton.
Insomma, Hillary lo ammette, si confessa: l’Isis, quello che oggi viene ritenuto “il male assoluto”, è in realtà una loro creatura. Ma, andando un pò più nel particolare, chi ha finanziato l’Isis? Quali erano le sue funzioni originarie?
Nelle ultime ore, ad aggiungere benzina sul fuoco, sono le parole di Kenneth O’ Keefe, un ex ufficiale delle forze armate USA, il quale conosce il reticolo di trame dove è nato il gruppo jihadista dello Stato Islamico.
Lo Stato Islamico è “la creazione di un mostro, di un Frankenstein creato da noi statunitensi”, rivela O’ Keefe in una intervista, rilasciata alla Press TV, svelando questi ed altri fatti scioccanti circa il ruolo degli Stati Uniti nella creazione del gruppo terrorista.
L’ex ufficiale (con molti anni di servizio) non mette in alcun dubbio il fatto che gli estremisti dell’ISIS, ISIL o EL, che operano in Iraq ed in Siria, siano stati finanziati dagli USA attraverso i suoi rappresentanti come il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita. “In realtà tutti questi miliziani sono una nuova veste ribattezzata di Al Qaeda, che di sicuro non è niente più che una creazione della CIA”, afferma O’Keefe.
Leggi anche:
Il video del giornalista decapitato in Iraq potrebbe essere un falso
«Purchè non si pensi!»: utilizzare la libertà per instaurare il totalitarismo
O’Keefe riferisce che gli jihadisti non soltanto hanno ricevuto dagli Stati Uniti “il miglior equipaggiamento nordamericano” come il sistema di blindatura personale, i blindati da trasporto truppe e l’addestramento, ma gli è stato anche permesso di diffondersi attraverso le frontiere in molti altri paesi del Medio Oriente.
“Tutto questo è stato fatto sotto l’auspicio di rovesciare il regime di Bashar al-Assad in Siria”, afferma O’ Keefe. L’esperto militare si trova anche d’accordo con l’opinione di alcuni analisti i quali ritengono che gli USA stanno utilizzando tutta questa situazione come una “porta di servizio”, perseguendo il loro obiettivo fondamentale di eliminare il Governo di Al Assad.
“Lo stesso padrone si vede in Iraq ed in Afghanistàn”, aggiunge l’ex ufficiale. Il popolo statunitense, secondo O’Keefe, non può vedere la situazione vera per gli effetti della propaganda. “Sarebbe assurdo pensare che il popolo statunitense sia tanto sintonizzato nella comprensione di quello che realmente sta accadendo come per non essere abbindolato in un’altra guerra che non farà niente più che distruggere chiunque vi partecipi”, conclude.

Fonte

Search For Extraterrestrial Intelligence: What Really Happens If We Find Aliens?

By Seth Shostak, Senior Astronomer and Director of the Center for SETI Research

 http://alien-ufo-research.com/images/alien/roswell_meeting.jpg


If we trip across life that’s not of this world, do we blast it or befriend it? What impact would it have on our society?
This was the topic of a two-day symposium held at the John W. Kluge Center of the Library of Congress this month. Several dozen researchers — astronomers, philosophers, theologians, biologists, historians, and other tweed-jacketed specialists — opined on what might happen should we find we’re not alone.
A lot of the discussion, unsurprisingly, was about discovering life that’s intelligent. This prompted a symposium leitmotiv that was dished out repeatedly: when thinking about aliens, beware of anthropocentrism. In other words, don’t assume that they will be similar to us ethically, culturally, or cognitively.
Well sure, I can get down with that. I agree that we tend to view everything in the universe through the prism of our own natures. Mind you, I note that the squirrels in my front yard seem to do the same. They’re awfully squirrel-centric. That ensures that they attend to activities that are truly important (mostly acorn management). I don’t think less of them for that.
Where this leitmotiv became more than a neo-Greek caution against hubris was when it was used to argue that SETI (the Search for Extraterrestrial Intelligence) is fatally flawed. We were told that our hunt for aliens assumes that they are like us. That kind of provincial attitude, it was said, will doom SETI to endless frustration. If we don’t think outside our own biological box, we’ll fail to find any company in the cosmos.
But wait a minute: That’s akin to arguing that the 1976 Viking landers — with their complex instrumentation for sensing microbial Martians — were a clear non-starter because they were sensitive to carbon-based metabolism; in other words, life as we know it. Well, that’s true, but it was really hard to design experiments that were good at finding life as no-one-knows-it.
Actually, when it comes to SETI experiments, we try not to make assumptions about the aliens’ cultural, ethical, or even biological makeup. We don’t assume they are similar to us. Rather, we assume that their physics is similar to ours — that they use radio transmitters or lasers to send information from wherever they are to wherever they need it. That’s no more anthropocentric than assuming that — if aliens use ground transportation — at least some of it is on wheels.
Anthropocentrism is always a bugaboo, but to say that it might irretrievably cripple our efforts to find evidence for intelligence elsewhere is certainly arguable. So let’s consider that SETI experiments are not as myopic as some would aver. The big question then becomes, what happens if we pick up a ping?
First, allow me to dispense with the false, but nonetheless ever-popular idea that the public wouldn’t be told. That’s goofier than Big Bird, and easily disproved by a cursory reference to SETI’s occasional false alarms. This paranoid idea probably derives from the widespread claim that 67 years ago some wayward aliens made a dismaying navigational error, and piloted their craft into the dirt near Roswell, New Mexico. The fact that this event is not the subject of much investigation by research scientists is often explained as the consequence of a government cover-up. The feds don’t want you to know about extraterrestrials.
One could make the same argument about the lack of academic interest in leprechauns. Maybe the Irish government is hiding the bodies. I don’t find that a compelling argument. But I think the popular notion of secret evidence sparks the mistaken belief that a SETI detection would be hushed up. It won’t be.
Of greater relevance to the subject of this symposium — preparing for discovery — was what would the signal reveal? What could we learn about the senders’ construction or culture?
The most plausible answer is “not much.” Just as hearing a rustle in the forest provides precious little information on the flora or fauna that caused it, so too would an alien ping be largely uninformative, at least at first. There might be an accompanying message, but new and different instruments would be required to find it.
What we could learn quickly are a few, mostly astronomical facts, to wit: (1) How far away is their solar system; (2) What type of star do they orbit? (3) The length of their day and their year.
That might be it for a while. And “a while” would be years, at minimum.
If we find intelligent beings elsewhere in our galaxy, you’ll not be quickly confronted with complex philosophical problems of understanding their mode of thinking or their biological blueprint — or even knowing whether they are biological. You won’t be misled by anthropocentric thinking, because there will be precious little information about whether they’re like us or not. For years, all we’ll be able to say is that there’s something out there that’s at least as technologically competent as we are.
But of course, that’s still saying a lot.

Guest contributor Seth Shostak is the Senior Astronomer and Director of the Center for SETI Research in Mountain View.

Source 

Luci sospette in cielo: “Sfere rossastre di forma lenticolare. Ufo?“

Una foto scattata ai presunti Ufo
La foto che mostra i presunti UFO

Rovigo, 29 settembre 2014 - UN VERO spauracchio. Sabato notte alcuni giovani si sono trovati davanti, guardando la volta celeste, alcune luci sospette. Erano circa le 23, quando, nella zona del bar Daiquiri, lungo Corso del Popolo alcune persone hanno notato le luci di colore rossastro in cielo.
Le sfere, che sembravano provenire da est, si sono fermate per alcuni minuti sopra l’edificio di fronte al bar, ad un’altitudine stimata intorno ai 2mila metri. A un’osservazione con binocolo, sembravano avere una forma lenticolare ed emanare a tratti bagliori tra il giallo ed il rosso.
I giovani che si erano fermati a chiacchierare dopo aver preso un caffè al bar, appena notato gli strani bagliori nel cielo della notte, hanno pensato si trattasse di un gioco di luce, dovuto magari ad un fuoco d’artificio. Ma, non sentendo nessun rumore e notando che le luci si ingrandivano sempre di più e assumevano anche una forma lenticolare, hanno subito capito che qualcosa di strano stava accadendo.
NEL FRATTEMPO dal bar sono uscite anche altre persone, allertate dallo stato di agitazione dei ragazzi. Tutti hanno alzato gli occhi al cielo, notando uno strano disco lampeggiante che sembrava muoversi a scatto. L’avvistamento è durato in tutto circa tre minuti. I due bagliori sono stati immortalati con i cellulari da alcuni dei giovani presenti. Dopo la paura, resta il dubbio di cosa abbia visitato il cielo di Rovigo la scorsa notte. Le foto e le testimonianze saranno presentate ad un centro specializzato in avvistamenti di questo tipo.
DOPO il fantasma del Duca di Rovigo che si aggira in piazza Vittorio Emanuele II, sulle cui tracce sono da mesi gli acchiappa fantasmi romagnoli, alla città si aggiunge un altro mistero. Ma pare che non sia l’unico avvistamento ‘del terzo tipo’ avvenuto in questi mesi in Polesine. Un mese fa circa, infatti, un famiglia di Lendinara, aveva segnalato strane presenze in cielo, mentre passeggiava lungo una strada di periferia. Questi ultimi raccontavano di aver visto una luce pulsante, sempre di colore tra il giallo ed il rosso, fermarsi qualche istante, per poi sparire nel buio.

di r. m. 

Fonte 

"C'era un ufo nei cieli di Ustica?" La foto shock di un lettore

disco volante, ufo, ustica, villagrazia di carini

 PALERMO - Una domenica pomeriggio con un cielo terso, la voglia di scattare una fotografia all'isola di Ustica che si intravede all'orizzonte ed ecco la sorpresa: un oggetto scuro in aria. La foto è stata scattata a Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo, da un lettore di Livesicilia, Salvatore Albano, che l'ha inviata alla nostra redazione attraverso il canale "YouLive" (redazione@livesicilia.it).

 "Domenica il cielo era molto limpido, si vedeva a occhio nudo l'isola di Ustica, e così ho deciso di fare una foto - racconta -. All'improvviso ho visto questo oggetto di colore scuro, simile a un disco volante, e contemporaneamente ho sentito un grosso boato. Il tutto si è svolto in pochi secondi. Non so cosa fosse quell'oggetto".

Fonte

STATO DEL VATICANO : “Pronti a battezzare E.T.”

Parla Guy Consolmagno, il gesuita della Specola vaticana invitato dalla NASA a presentare il suo ultimo libro

 http://www.ilnavigatorecurioso.it/wp-content/uploads/2014/07/papa-francesco-alieni-extraterrestri.jpg


“Se domani venisse una spedizione di marziani verdi, con il naso lungo e le orecchie grandi come vengono dipinti dai bambini. Ma se uno di loro dicesse «io voglio il battesimo» cosa accadrebbe?” si era espresso così papa Francesco lo scorso 12 maggio nel corso dell’omelia quotidiana a Santa Marta commentando una pagina degli Atti (11, 1-18).

E c’è un altro gesuita che parla volentieri di vita extraterrestre, come al recente simposio della NASA (18-19 settembre) dedicato all’astrobiologia presso la Biblioteca del Congresso a Washington o nel suo ultimo testo “Would You Baptize an Extraterrestrial?” (Vuoi battezzare un ET?): è fratel Guy Consolmagno, 62 anni, nativo di Detroit e dal 1993 astronomo della Specola vaticana.

 

Un tema ricorrente nei suoi interventi degli ultimi anni a convegni scientifici, articoli o talk show, come la settimana scorsa, alla vigilia del convegno (cui erano invitati a parlare anche filosofi e teologi), nello studio di Raymond Arroyo su EWTN. Come dire: per un gesuita che è anche astrofisico (ha studiato e insegnato al MIT di Boston) l’idea di una qualche forma di vita extraterrestre è tutt’altro che lontana o perlomeno non crea alcun problema. “Ogni essere vivente, non importa quanti tentacoli abbia, può avere un’anima”, aveva detto a Londra due anni fa.

Nel testo che sarà in libreria ad ottobre – scritto insieme ad un altro astronomo della Specola, padre Paul Müller – scrive che la notizia di forme di vita altrove prima o poi arriverà e “non sarà una grande scoperta” perché gli scienziati l’aspettano da anni. “Non possiamo pensare che Dio sia così limitato da aver creato esseri intelligenti solo sulla Terra”.

La scienza ha individuato almeno 1400 esopianeti potenzialmente abitabili. Che su qualcuno di essi esistano organismi non è affatto da escludere: di qui il Convegno NASA sulla sfida alle nostre concezioni stesse della vita e del nostro posto nell’universo.

Ma i due gesuiti, in una sorta di dialogo, vanno oltre e allargano il discorso al rapporto scienza e fede. “Non è come crede la gente: non esiste alcun conflitto fra scienza e fede”. Sul mio tavolo ho due libri – ha risposto al giornalista Arroyo – la Bibbia e un testo di meccanica quantistica. Apro entrambi con la stessa serenità”.

Vorrebbe che la gente comprendesse che si può essere al contempo uno scienziato e un consacrato o semplicemente un cattolico laico. “E’ una cosa estremamente appassionante, ma Dio si conosce proprio sperimentando la gioia”. “Sono felice quando giungo ad una nuova comprensione di come funziona l'universo nel mio ristretto campo scientifico, sono felice e appagato quando sosto in preghiera in una chiesa, sono felice quando presto aiuto ai poveri, quando lavoro con gli studenti, con gli anziani …”.


Il libro affronta questioni sulla teoria del Big Bang e l’origine dell'universo in rapporto al testo biblico, il cielo all’epoca della stella di Betlemme, le ipotesi sul destino dell’universo, l’Inquisizione e Galileo Galilei.

Nel 2000 ha avuto l’onore di vedersi intitolare un asteroide (il 4597 Consolmagno), lo scorso mese di luglio è stato annunciato vincitore del Premio “Carl Sagan” dell’American Astronomical Society con la motivazione di occupare “una posizione unica e originale come portavoce credibile di onestà scientifica in un contesto di fede” (il premio gli verrà conferito ufficialmente il prossimo novembre).



Non è un caso che la NASA l’abbia invitato ad un Simposio sull’astrobiologia. "Qualsiasi forma di vita così avanzata da attraversare il cosmo per farci visita potrebbe insegnarci anche il modo per superare i nostri drammi quali le malattie o le catastrofi naturali”.

Prima di entrare nei gesuiti, a 36 anni, aveva preso un sabbatico per andare in Africa nell’US Peace Corp: “Il cielo appartiene a tutti. La fame di cibo è disumana anche perché toglie la fame della bellezza, della gioia, della ricerca, la fame di Dio”.

Sant’ Ignazio di Loyola nella “Contemplazione per raggiungere l'amore” scriveva: “Osservo come Dio è presente nelle creature: negli elementi dando l'esistenza, nelle piante dando la vita, negli animali dando la sensibilità, negli esseri umani dando l'intelligenza”.

Maria Teresa Pontara Pederiva (vatican insider)


Regno Unito: presto declassificati nuovi documenti UFO

Mi ricordo ancora, quando nel Giugno 2013, alcuni giornalisti da quattro soldi, titolavano: Gli Ufo non esistono, il Regno Unito chiude il dipartimento che si occupa degli UFO. Naturalmente la notizia era una bufala! Gli UFO, non solo esistono, ma  il Regno Unito ha fatto addirittura una legge in proposito, che sembra un pò comica, ma corrisponde a realtà -  gli alieni non possono attaccare il Regno Unito, senza l'esplicito permesso del governo inglese -  ma non solo, ha deciso anche di declassificare ancora altri importanti documenti.


I documenti in questione sono 18 e includono, tra l’altro, dei files intitolati “Air Traffic Control Low Flying UFOs“, molti altri intitolati “ADGE UFO Reports.

I files verranno declassificati dal TNA (The National Archives).




Nick Pope, ufologo ed ex impiegato del MoD britannico, intervistato dal Daily Star ha dichiarato che “i diciotto files includono quelli di specialisti radar della RAF (Royal Air Force) e dell’ultra segreto Defence Intelligence Staff. Dall’esame di ciò potrebbero venire fuori alcune affascinanti rivelazioni“.

Oliviero Mannucci

Racconto choc di un pastore "Ho visto gli extraterrestri"

APPIGNANO - Sono trascorsi 60 anni da quando, due pastorelli dodicenni di Appignano, a Colcerasa di Cingoli, fecero un incontro inaspettato

 Racconto choc di un pastore
"Ho visto gli extraterrestri"

Era il 25 ottobre del 1954 e quella che raccontano i due protagonisti sembra una storia d’altri tempi. “Io e il mio amico Pacifico Tantucci, stavamo pascolando il gregge - dice Marziano Giampieri, che oggi a 72 anni decide di rompere il silenzio - quando dopo esserci allontanati per qualche attimo, decidemmo di tornare e di accendere un fuoco”. Radunarono quindi il gregge e si avvicinarono al fuoco per scaldarsi. Ma ad un tratto accadde qualcosa di molto strano.

“Il cane inspiegabilmente si mise ad abbaiare- dice Giampieri - rivolto verso un punto davanti a noi. Decidemmo quindi di avviarci verso quel punto e una volta sul posto rimanemmo senza fiato: ci trovammo infatti di fronte tre piccoli esseri, alti circa 35 centimetri vicini da una specie di bussolotto”. Oggi la comunità scientifica li chiama Ufo e l'incontro avuto da Giampieri e Cantucci è classificato come del terzo tipo. All’epoca però simili avventure procuravano solo tanta paura.

“I tre esseri portavano una tuta argentata che li fasciava completamente- continua Giampieri - avevano una testa molto grande rispetto al resto del corpo. La nostra presenza li impaurì e con fare deciso salirono dentro il cilindro e se ne andarono”. Secondo il ricordo di Giampieri il cilindro si alzò da terra con una velocità impressionate lasciandosi dietro una palla di fuoco che esplose con un fragore che richiamò l'attenzione di una donna anziana che stava svolgendo dei lavori nei campi. La donna, Maria Ruggeri si chiamava, disse di avere visto un oggetto circondato da molte luci volare e scomparire. Una volta a casa i due pastorelli raccontarono tutto ai genitori. Qualcuno raccolse qualche confidenza e la cosa divenne un caso di portata nazionale.

“Vennero i carabinieri che ci interrogarono per parecchi giorni per capire che cosa fosse realmente accaduto - racconta Giampieri - mentre la stampa nazionale diede parecchio risalto alla vicenda. Naturalmente - continua - la nostra giovane età e la natura dei fatti raccontati fecero sì che la nostra storia non fosse creduta ufficialmente, anche se ci furono, e continuarono per molti anni, visite di noti studiosi. Ricordo quella del professore Massimo Inardi, parapsicologo di fama mondiale e conosciuto per le vincite realizzate nella trasmissione televisiva Rischiatutto che, per oltre trent’anni, quando si trovava in zona, veniva a farci visita”.
All’epoca la vicenda ebbe vasta eco e reazioni controverse.

“Minacciarono di farci il test della macchina della verità, noi nonostante, le pressioni e la paura confermammo sempre il nostro racconto e quello che avevamo visto”. Infine un particolare: si ironizzò anche sul nome di Giampieri, Marziano (dal santo omonimo e non dagli omini strani), ma quell’avventura vissuta con l’amichetto, nel 1954, appassionò tutta l'Italia.


Fonte

Sea Sponge Found On Mars By Curiosity Rover



 Date of discovery: Sept 2014
Location of discovery: Mars
Source photo: http://mars.jpl.nasa.gov/msl/multimedia/raw/?rawid=0746ML0032080400205823E01_DXXX&s=746
Photo ID: Sol 746, Mastcam: Left (MAST_LEFT)

Now please don't be deceived by the simplicity of this object. Sure it is round and sure it looks like a ball, but it is 100% proof that life once existed on Mars. This round object is an ancient fossil. It is a sea sponge and very common on Earth. Compare the close up of the Mars ball and the Earth ball. You will notice an incredible similarity in their size, shape, and even indentions. This is hard core evidence that ancient oceans teaming with life once existed.

Source 

UFO over Mt Ontake 御嶽山UFO



You can see 2 UFOs over Mt. Ontake.

A Couple Reports UFO Sighting Over West Virginia

triangle ufo
 Triangular UFO – Witness illustration


A couple reported having seen a triangle-shaped UFO moving low over West Virginia on September 25, 2014, Thursday at around 8:40 p.m. The sighting was filed to the witness reporting database of Mutual UFO Network.
The witnesses from Elkins were travelling south on Beverly Pike when two bright orange lights came to their view hovering very low in the sky.
According to the report, the right light was higher than the one on the left, making them assumed that the object had just changed direction. When the witnesses managed to get closer on the mysterious lights, another white light was observed in the front of the first two lights, thus making a triangular formation.
The couple described the orange lights as hour-glass shaped object. They both said that the night sky that time was clear with no clouds to affect their view of the mysterious aerial activity.
The witnesses are convinced that they were not the only ones who witnessed the lights on that night. However, at least one other witness has yet to come forward to make the same claim as of this writing.
The witnesses described the area as heavily populated with many businesses. The object reportedly travelled directly over major shopping centers and several residences. The witnesses claimed further that they stopped over at a Ford dealership to see the object passing slowly at very low altitude.
The report says that the UFO was flying as if it was a plane about to land. The UFO did not fly away or move, but just disappeared without a trace.
According to the witnesses, the triangular object passed over them and disappeared as if using a cloaking technology. After the disappearance of the object, all they could see were stars.

Massive UFO Over Hong Kong Protests September 30, 2014



Massive UFO Over Hong Kong Protests September 30, 2014

Amazing UFO Sighting Over Hong Kong. UFO appears during TV coverage of Hong Kong protests.

Los Angeles (California) - MacArthur Park : avvistamento UFO di massa

Il famoso sky-watcher Robert Bingham, che è solito recarsi in questo parco di Los Angeles, dove ha ripreso decine e decine di filmati in cui sono presenti UFO, ha avuto anche questa volta come testimoni centinaia di persone che a loro volta hanno potuto vedere e immortalare gli UFO avvistati. Nel primo caso l'UFO si librava sopra al Park Plaza Hotel che si trova proprio a  due passi dal Mac Arthur Park. 

UFO Los Angeles777 Oct. 01

Analizzando le immagini, è stato rilevato che l'oggetto volante in questione emanava un vero e proprio fascio di luce. 





UFO Los Angeles778 Oct. 01

Nel secondo caso, gli oggetti luminosi erano addirittura due, una più grande e una più piccola, che volavano sopra alla folla come in una sorta di volo sincronizzato.

UFO Los Angeles775 Oct. 01

Poi all'improvviso dalla sfera più grande si staccano due sfere più piccole che rimaste in formazione per un certo tempo con quella più grande si sono prodotte in quello che sembrava una sorta di atteraggio. Inutile dire quanto fosse lo stupore della folla. Un avvistamento simile l'ho fatto anche io nei primi anni ottanta,  mentre ero sulla terrazza della mia casa, con tanto di telescopio e macchina fotografica, vidi arrivare  un oggetto luminoso, che all'inizio sembrava un comune satellite, che poi avvicinandosi, mostro di avere una forma a sigaro, dalla quale si stacco un punto luminoso piccolissimo. Riuscì a scattare una foto dell'evento, ma la foto, in bianco e nero, è appena intelligibile in quanto è stata scattata in condizioni non ideali.

 Robert_Bingham

Ricordo a tutti voi, che il sessantenne sky watcher Robert Bingham, ha dimostrato di riuscire a contattare  con l'uso della telepatia i piloti delle navi aliene, che poco dopo si manifestano nel cielo sotto gli occhi di tutti. Lo sky watcher in questione ha dato prova di queste sue capacità più volte e nessun scienziato è riuscito ancora a trovare una spiegazione plausibile a queste sue incredibili capacità.

Oliviero Mannucci



I TEMPI SONO MATURI ricomincia da... più di un milione di lettori. Grazie a tutti!

Cari lettori scusate il mio silenzio che si è protratto dal 13 luglio a ieri, ma sono stato molto impegnato da non avere abbastanza tempo non solo per aggiornare i miei blog, tra cui questo, ma anche per frequentare la rete. Sono state settimane impegnative per il sottoscritto, e quindi ringrazio tutti voi che avete comunque continuato a leggermi e a scrivermi. Ho una montagna di e- mail alle quali rispondere da ogni parte del mondo, prometto di rispondere a tutti, vi chiedo di avere solo un pò di pazienza. Nel frattempo sono successe tante cose sul fronte ufologico, credo ve ne sarete accorti. Molte delle notizie e informazioni da me pubblicate in passato su questo blog hanno ricevuto una conferma ufficiale. La presenza di acqua liquida su Marte ad esempio, e non solo nel sottosuolo, ma anche sulla sua superficie. Chi mi segue da tempo sa quanto io abbia insistito su questo punto, anche se qualche accademico, addirittura un esobiologo, cercò di negare questa realtà che io gli anticipai addirittura più di un anno fa. Questo la dice lunga di quanto certi professori siano ignoranti sulla loro stessa materia. Sul fronte ufologico, l'emittente Focus, con la  trasmissione " Alieni nuove rivelazioni " sta rendendo pubblici i documenti desecretati presenti anche nel sito della NSA ( National Security Agency) che io trovai nel 2006 e passai solertemente a chi pensavo fosse allora un punto di riferimento dell'ufologia italiana, rivelatisi poi un cretino come ce ne sono tanti, a capo di tanti altri cretini ancora più cretini. Nel frattemmpo ringrazio tutti, siete più di un milione, un milione di grazie!