Spazio: ultima frontiera. Credere che si sia soli nell'universo è come credere che la Terra sia piatta. Come disse l'astrofisico Labeque al palazzo dell'UNESCO, durante il congresso mondiale del SETI di Parigi del Settembre 2008, " SOMETHING IS HERE", "Qualcosa è qui", e I TEMPI SONO MATURI per farsene una ragione. La CIA, l'FBI, la NSA, il Pentagono, e non solo, lo hanno confermato!
Statistiche
Saturday, July 23, 2011
OSLO - UFO ripreso dopo l'esplosione di un ordigno
UFO avvistato su Sanremo? All’estero spopola un video
In un’estate ricca di lanterne cinesi, globuli luminosi e con poche prove fotografiche o video sensazionali, gli appassionati ed i ricercatori UFO sono rimasti non poco attratti da un filmato che giunge da Sanremo. Nella celebre località, sede dell’omonimo festival canoro, si sarebbe registrato un classico avvistamento OVNI. Da premettere: il video in questione ha ricevuto notevole diffusione ed interesse all’estero, tanto da essere recensito anche dal popolare portale Latest-UFO-Sightings. Sta letteralmente accendendo il dibattito sul web tra scettici e possibilisti. Difficile tuttavia, allo stato attuale, stabilire se abbia una reale valenza ufologica.
L’avvistamento del presunto UFO si sarebbe consumato, secondo la descrizione del video presente sul portale di YouTube, nella serata del 18 luglio. Quindi piuttosto recente. Cosa si vede nelle immagini? Un bagliore, che sembra cambiare forma e tonalità. In alcuni tratti del video, che dura in tutto due minuti e trentanove secondi, il soggetto inquadrato sembra anche variare leggermente forma e ordine di grandezza. La ripresa è avvenuta in condizioni di cielo terso. l’inquadratura indugia sul sul mare. La telecamera era posizionata nel centro urbano, da un palazzo e non lontano dalla spiaggia. Al di là dei facili entusiasmi degli appassionati, e prima anche solo di ipotizzare qualsiasi teoria che tiri in ballo gli alieni, si attende che qualche ricercatore o centro ufologico analizzi le immagini.
Osservare e riprendere un oggetto volante non identificato, non autorizza necessariamente a ipotizzare la presenza di una forma di vita extraterrestre. Solo una minima parte degli avvistamenti, soprattutto quelli corredati da immagini, resta senza una spiegazione convenzionale. Il più delle volte è facile essere tratti in inganno da particolari situazioni atmosferiche del momento o di visibilità. In numerose circostanze, anche se questo potrebbe non essere il caso specifico, dei pianeti sono stati letteralmente visibili ad occhi nudo (Venere ad esempio) confondendo i testimoni. Senza contare altre variabili come i palloni sonda. Vedremo se nei prossimi giorni qualcuno approfondirà questo avvistamento sanremese. Il testimone ha comunque affermato, nella descrizione del video pubblicata su YouTube, di aver notato due sfere distinte ma una di esse sarebbe scomparsa nel momento in cui ha iniziato a riprendere. (Foto e video: @tankerenemy YouTube)
Link per vedere il video: http://notiziefresche.info/ufo-avvistato-su-sanremo-allestero-spopola-un-video_post-110006/UFO “matrimoniali”: scoppia il caso alle Cascate del Niagara
Per alcune ore, nei giorni scorsi, presso le cascate del Niagara, alcuni campeggiatori e residenti locali hanno creduto di essere vittime, se non di una invasione aliena, perlomeno di un clamoroso avvistamento di massa a tema UFO. Qualcosa che all’occhio nudo potesse ricordare vagamente il clamoroso caso delle luci di Phoenix. Perplessità, sgomento e qualcuno ha pensato bene anche di chiamare il 911. Dalla ricostruzione effettuata dal quotidiano on line The Standard, gli alieni, gli UFO e nessun fenomeno misterioso si sarebbe verificato. I testimoni allarmatisi, perciò che avevano davanti agli occhi, e per la stranezza degli oggetti volanti che comparivano in cielo, sarebbero stati tratti in inganno da dei banalissimi “palloni nuziali”. In pratica, non molto distante dalla zona dove l’avvistamento appariva palese, si stava svolgendo un matrimonio.
I festeggiati con i loro invitati, secondo una tradizione che va diffondendosi ormai su scala internazionale, nel corso della cerimonia hanno rilasciato degli innocui palloncini illuminati facendoli librare in cielo. Poco distante, quella massa di luci è apparsa in maniera diversa ad alcuni campeggiatori. L’arrivo sul posto della polizia regionale e dei Vigili del Fuoco sono serviti a dipanare la matassa. Ancora una volta le cosiddette “lanterne cinesi”, come genericamente vengono definiti questi oggetti volanti celebrativi, vengono scambiati per presunti UFO.Piccole mongolfiere che non raccolgono le simpatie di ricercatori ed appassionati della materia UFO. In più di un’occasione ci si è trovati di fronte a presunti avvistamenti che in realtà, soprattutto nelle ore notturne, erano frutto del volo di queste mongolfiere illuminate. In Italia, tra i ricercatori UFO, in più di una occasione Antonio De Comite (presidente del Centro Ufologico Ionico) ha espresso la propria disapprovazione per l’uso che se ne fa nelle feste all’aperto. (Foto: Media NF)
Fonte: http://notiziefresche.infoCommento di Oliviero Mannucci: Certamente le lanterne cinesi sono una piaga dalla quale gli ufologi devono difendersi, ma rispetto al matrimonio è sicuramente il male minore. Chi si sposa non sa veramente cosa l'aspetta, altrimenti non farebbe una fesseria simile!
Wednesday, July 20, 2011
SMIAF - Festival dei Giovani Saperi - 4° edizione, dal 1 al 7 agosto 2011 centro storico San Marino Città
dal 1 al 7 workshops e mostre - 5,6,7 eventi artistici e culturali, spettacoli, concerti, videoinstallazioni, aperitivi culturali e tanto altro 15/07/2011
(RSM) - Definito il programma e gli eventi della quarta edizione del San Marino International Arts Festival - Festival dei Giovani Saperi. L'edizione 2011 si svolgerà dal 1 al 7 agosto, si inizierà lunedì 1 con workshop e seminari, da venerdì 5 a domenica 7 spettacoli e incontri (dalle ore 16.00 alle ore 02.00 circa). Le prime tre edizioni dell'evento erano strutturate in due giornate, la quarta edizione vede l’inserimento del venerdì sera (eventi nel solo punto spettacolo n.8, area ex-pattinaggio, campo Bruno Reffi) e alcune novità rispetto agli anni precedenti: workshop (dal 1 al 7 agosto), performance sempre più interattive e tecnologicamente avanzate, nuove collaborazioni europee. Le date dell’evento dal tradizionale penultimo fine settimana di Agosto sono state anticipate al primo fine settimana in accordi con l’Ufficio di Stato per il Turismo. SMIAF 2011 è un evento in collaborazione con “Nott'Arte - La magica notte dell'Arte” 6/7 Agosto 2011 (Aeroclub di Torraccia - Repubblica di San Marino).5-6-7 Agosto 2011: 100 eventi di musica, teatro, circo, fotografia, arte, cultura e aperitivi-incontri, 10 punti spettacolo ed incontro nelle piazze e vie del centro storico di San Marino Città ed eventi al chiuso presso il Teatro Titano, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Torretta del Paese. L’evento dà voce ai Giovani Saperi di artisti, professionisti e creatori di San Marino, dell'Europa e del Mondo. SMIAF Project è composto da cittadini impegnati a valorizzare il capitale umano della Repubblica e a promuovere un turismo culturale ed innovativo.
Il Festival SMIAF è patrocinato e sostenuto dalla Segreteria di Stato alla Cultura, Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, Segreteria per il Turismo e dalla Giunta di Castello di San Marino Città. Fin dalla prima edizione SMIAF Project ha ricevuto l’importante sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino e dell’Ente Cassa di Faetano. Official sponsor dell’edizione 2011 si sono confermate le Confederazioni Sindacali Sammarinesi CSdL e CDLS e il Gruppo SIT. SMIAF 2011 si pregia della collaborazione dell’Ufficio di Stato per il Turismo, Ufficio Attività Sociali e Culturali e della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea.
Il Festival è organizzato dalle associazioni, giovani, cittadini e artisti della Repubblica di San Marino. In collaborazione e con il sostegno di enti pubblici e privati è stato strutturato un programma che prevede la partecipazione di trenta tra compagnie, artisti e professionisti sammarinesi, italiani ed internazionali provenienti dall’Argentina, Svezia, Spagna, Irlanda, Francia, Inghilterra e Germania. Per info: www.smiaf.org
Direzione Artistica ed Organizzativa:
Meri Di Nubila, Tomaso Rossini, Matteo Cenerini
Progetto Grafico e Comunicazione: Tommaso Alessandrini
Marketing: Vittorio Broccoli
IL CONTO ALLA ROVESCIA E' COMINCIATO! Oliviero Mannucci e Alessandro Mazzei allo SMIAF per far vedere le stelle a tutti!
Cari amici lettori, se volete passare una settimana indimenticabile venite nella Repubblica di San Marino, mi troverete lì con il mio telescopio e il mio amico Alessandro Mazzei ( con il suo) a darmi una mano. L'anno scorso infatti, tenni una serata sulla seconda torre di San Marino e si formò una fila di quasi 500 persone, solo per vedere Giove. Quest'anno faremo vedere molto la LUNA, in quanto all'interno dello SMIAF ci sarà una mostra dedicata al nostro satellite naturale dove sarà possibile ammirare anche alcuni campioni di roccia lunare regalati alla Repubblica di San Marino dalla NASA. Le serate astronomiche verranno tenute dal 5 al 7 Agosto a partire dalle 21.30. Per chi dovesse arrivare invece dall'1 al 4 Agosto mi troverà presso la mostra dedicata alla Luna il pomeriggio.
Cieli sereni
Oliviero Mannucci
La palla nucleare in mano ai "big"
OSAKA - Ecco un racconto i cui personaggi principali sono due ex primi ministri, un sospetto criminale di guerra, agente della CIA e barone dell’informazione del dopoguerra, e il " Charles Lindbergh del Giappone ", un pilota esuberante che ha spinto la gente a cercare uranio nei loro giardini.
Sono coinvolti inoltre migliaia di politici, burocrati, tecnici e media pro-nucleare noti a tutti in Giappone come "villaggio dell'energia nucleare".
Allo stesso tempo, è la storia di coloro che si opponevano al nucleare fin dall'inizio, avvertendo dei pericoli potenziali e sostenendo da decenni che l'energia nucleare non è sicura come pubblicizzato, ed i reattori potrebbe essere seriamente danneggiati in caso di terremoto.
La saga ha inizio nell'estate del 1953. Il futuro primo ministro Yasuhiro Nakasone era allora un giovane politico e studiava all'Università di Harvard. Seppe da professori a cui era collegato politicamente, che gli Stati Uniti stavano per autorizzare la diffusione delle conoscenze e della tecnologia per la costruzione delle bombe atomiche per l’uso pacifico dell’energia nucleare.
Nel dicembre 1953, il presidente Dwight D. Eisenhower annunciò la sua iniziativa "Atomo per la Pace" per fornire la tecnologia nucleare degli Stati Uniti ad alleati poveri di risorse naturali come il Giappone, che volessero utilizzare l'atomo.
Shoriki era stato in carcere, dopo la seconda guerra mondiale, come sospetto criminale di guerra di Classe-A e inviato alla prigione Sugamo di Tokyo. Ma fu rilasciato un paio di anni dopo, senza essere accusato e probabilmente divenne un informatore della CIA.
Shoriki era, come il suo amico Nakasone, un forte sostenitore del nucleare e sotto la sua guida, la Yomiuri aprì la strada alla vendita di energia nucleare al pubblico come fonte di energia sicura, affidabile e pacifica.
Il giorno di Capodanno del 1954, il giornale (Yomiuri Shimbun ) iniziò una serie di articoli intitolati " Finalmente,il Sole è stato catturato", celebrando i benefici dell'energia nucleare.
Malgrado l’incidente della Fukuryu Maru No. 5 del 1 ° marzo 1954, in cui 23 pescatori giapponesi restarono esposti alla ricaduta nucleare del test della bomba all'idrogeno americana lanciata sull’atollo di Bikini, che rinforzò la preoccupazione dell'opinione pubblica anti-nucleare, nello stesso mese, la Dieta, approvò il primo budget per la ricerca giapponese sull'energia nucleare, per un valore di ¥ 235.milioni.
La serie di articoli del giornale Yomiuri e la Fiera di Tokyo del 1955 sulle meraviglie del nucleare, promossa anche da Shoriki, giocò un ruolo decisivo nel lancio della febbre dell’ uranio a metà degli anni 1950.
Ma, come osserva il giornalista Toru Takeda nel suo libro "Questo è il modo in cui siamo diventati una superpotenza nucleare," è stata l'attività di Zensaku Azuma, un aviatore seducente e popolare, che nel 1930 attraversò in solitaria gli Stati Uniti, l’Europa e l’Asia, e che conquistò i titoli della stampa.
Nel 1955, Azuma scoprì giacimenti di uranio naturale nelle terre al confine tra le prefetture di Tottori e Okayama, e la sua scoperta spinse molti a comprare contatori Geiger e tentare la fortuna.
Azuma incoraggiò la gente a far diventare l’uranio parte del loro stile di vita, dicendo che era salutare. Fece crescere verdure nei campi con tracce di uranio e presto altri "imprenditori dell’uranio" lo seguirono.
Una donna di nome Yoshiko Hibi vendette il suo sake di Gifu contenente tracce di uranio, e sorgenti di acqua calda prodotta da infiltrazioni di uranio furono pubblicizzate per questo fatto, questo è quanto riporta il libro di Takeda.
"Nel 1950, la critica sulla ricerca nucleare era circoscritta ad una parte della comunità accademica. Tuttavia, il boom dell'uranio non era poi così grande. Dalla fine del 1960, le critiche della gente crebbero, anche se proprio allora i reattori iniziarono ad essere prodotti su larga scala. Preoccupazioni per l'ambiente e l'inquinamento erano anche sentite e l'energia nucleare era il simbolo di queste preoccupazioni ", dichiarò Hitoshi Yoshioka, professore presso la Scuola Universitaria di Kyushu, esperto di studi sociali, culturali e di storia dell’energia nucleare in Giappone.
Shoriki fu eletto alla Dieta nel 1955 e premiato per i suoi sforzi per promuovere l'energia nucleare nei primi mesi del 1956, diventando il primo capo della appena creata Commissione per l’ Energia Atomica Giapponese.
Eppure, nonostante il crescente sostegno pubblico, il governo era preoccupato per quello che avrebbe dovuto pagare come risarcimento assicurativo in caso di incidente nucleare.
Nel 1960, l’Agenzia della Scienza e Tecnologia chiese al Forum Giapponese per l’Industria Atomica, composto per lo più di aziende del settore nucleare, di preparare un calcolo approssimativo di spesa. La conclusione fu che nel peggiore dei casi, il governo avrebbe dovuto affrontare una spesa di 3,7 trilioni di ¥ in azioni di risarcimento. Al momento, il bilancio nazionale era di circa 1,7 trilioni di ¥ .
Il governo nasconde i dettagli del rapporto per 40 anni, fino a quando non venne alla luce nel 1999 durante una interrogazione alla dieta. Ma nel 1961, la Dieta approvò la legge sul risarcimento dei danni nucleari, che esentava gli operatori nucleari da ogni responsabilità "nel caso in cui il danno sia causato da un grave disastro naturale di carattere eccezionale o da un'insurrezione".
Nove anni dopo, nel marzo 1970, ci fu l'Expo di Osaka. Una parte dell'energia elettrica utilizzata proveniva dall’ impianto nucleare n. 1 di Tsuruga nella prefettura di Fukui, che iniziò a funzionare nello stesso mese. Qualche altro reattore, incluso il n ° 1 dell’impianto di Fukushima, aprì durante i successivi due anni. Ma la corsa vera per la costruzione degli impianti cominciò dopo il 1974.
La nazione per la prima volta intraprese una class-action per fermare la costruzione di una centrale nucleare a Ikata, nella Prefettura di Ehime – fu archiviata nel 1973 (i querelanti avrebbero probabilmente perso) e il governo si preoccupò veramente.
Preoccupato che altre cause legali fossero promosse dal crescente movimento antinucleare, il primo ministro Tanaka Kakuei proclamò tre nuove leggi per garantire fondi per nuove strade locali, ponti, centri comunitari e progetti di opere pubbliche da offrire ai governi locali in cambio del permesso di costruire reattori nucleari.
"Costruiremo quello che non può essere costruito a Tokyo al di fuori di Tokyo, in modo che il denaro scorrerà fuori da Tokyo", scrisse Tanaka nel suo libro del 1972 "Ricostruire il Giappone. Un piano per ristrutturare l'Arcipelago giapponese"
Nel corso dei due decenni successivi, tre prefetture, Fukui, Fukushima e la prefettura di Niigata, luogo di nascita di Tanaka, costruirono centrali nucleari. Oggi, queste tre prefetture ospitano 30 dei 54 reattori commerciali del Giappone.
Per governi locali a corto di liquidi, accettare di ospitare una centrale nucleare può significare fino a ¥ 45 miliardi di aiuti erogati durante il tempo che intercorre tra l’approvazione dei lavori ed il momento in cui il reattore diventa operativo. E questo non include finanziamenti aggiuntivi per altri miliardi di yen da parte della proprietà degli stabilimenti, o altre forme di sussidi che la prefettura può offrire.
Tra il 1974 e il 1987, più di 30 centrali elettriche sono state costruite in una dozzina di prefetture i cui governi erano ansiosi per i soldi che sarebbero arrivati.
L'incidente di Three Mile Island nel 1979 e il disastro di Chernobyl nel 1986, portarono la paura che nubi radioattive raggiungessero il Giappone e che contaminassero i prodotti alimentari. Questo portò i giapponesi anche a considerare la possibilità di un incidente analogo a casa loro.
Il Centro per l’Informazione Nucleare per i Cittadini fu fondato nel 1975 dal professore di chimica nucleare Jinzaburo Takagi e da altri come una organizzazione antinucleare per l’ educazione pubblica su tutti gli aspetti dell’energia atomica.
Dopo Chernobyl, il gruppo intensificò l’ attività per fermare non solo gli stabilimenti convenzionali di uranio già in funzione, ma anche i progetti per la costruzione di uno stabilimento di riconversione del combustibile usato per creare un carburante misto di uranio-plutonio (MOX).
Nel 1985, la prefettura di Aomori disse che avrebbe approvato la costruzione di uno stabilimento di riconversione, un impianto di arricchimento dell'uranio, e di centri di stoccaggio rifiuti di basso e alto livello nucleare. Mentre l'impianto di arricchimento ed i due centri di stoccaggio sono ora in funzione, problemi tecnici e le complicazioni locali hanno tormentato l'impianto di ritrattamento.
Questo impianto originariamente doveva iniziare le operazioni commerciali nel dicembre 1997, data che fu ritardata 18 volte, secondo il CNIC, tanto che l'impianto è attualmente ancora in fase di collaudo finale. Quando entrerà in funzione, avrà una capacità massima per riconvertire 800 tonnellate di combustibile esausto e produrre 8 tonnellate di plutonio l'anno.
Per questo motivo, lo stabilimento Rokkasho ( questo è il nome) è stato a lungo oggetto di controlli internazionali per timore che il combustibile arricchito fosse utilizzato per armi nucleari.
Un messaggio decriptato del Dipartimento di Stato americano del 1 febbraio 1977, riporta la preoccupazione ufficiale degli Stati Uniti sulla ricerca giapponese nei processi di riconversione, espressa dal vicepresidente Walter Mondale al Primo Ministro Takeo Fukuda durante un loro incontro.
"Impianti di riconversione che potrebbero produrre materiali militari sono semplicemente fabbriche di bombe. Vogliamo collaborare (con il Giappone) a tenere il problema sotto controllo", riporta il messaggio.
La metà degli anni 1980 vide anche il Giappone perseguire la realizzazione del reattore autofertilizzante Monju nella prefettura di Fukui, progettato per bruciare il combustibile MOX.
Ancora una volta, le preoccupazioni degli Stati Uniti sulla proliferazione di materiale nucleare portò a negoziati e ad un accordo bilaterale del 1988, che prevedeva che entrambi i paesi notificassero formalmente e reciprocamente il trasferimento di materiali nucleari direttamente, o inviati tramite un paese terzo.
Negli anni 1990 avvennero numerosi incidenti, in particolare lo scoppio di un tubo di raffreddamento al sodio a Monju che causò un incendio. Si cercò di insabbiare l'incidente, e lo stabilimento restò chiuso per 15 anni. Nel maggio 2010, l'impianto è stato riattivato per un breve periodo.
Nell'autunno del 1999 si apprese che i dati relativi ad una spedizione di combustibile MOX dal Regno Unito ad uno degli stabilimenti Kansai Electric Power erano stati falsificati. Il carburante fu rimandato in Gran Bretagna.
Giorni dopo, il 30 settembre 1999, tre operai restarono colpiti da dosi elevate di radiazioni in uno stabilimento di riconversione del combustibile nucleare a Tokai, prefettura di Ibaraki, quando accidentalmente superarono il punto di criticità mescolando insieme quantità di uranio troppo altamente arricchito. Due operai morirono e 119 persone restarono esposte per più di 1 millesimo di secondo alle radiazioni. I lavoratori non avevano rispettato le procedure operative di sicurezza.
Gli incidenti Monju e Tokai resero evidente una forma di lassismo nel rispetto delle misure di sicurezza tra gli operatori di energia nucleare, cosa che avrebbe portato ad altri scandali e morti.
Nel 2002, fu scoperto che la Tokyo Electric Power Co. falsificava i rapporti di ispezione e copriva gli incidenti relativi alla sicurezza. Alla fine furono scoperti più di 200 rapporti falsi presentati dalla Tecpo tra il 1977 e il 2002
Documenti redatti approssimativamente coinvolsero la KEPCO nell'agosto del 2004, quando si ruppe un tubo del vapore del reattore n. 3 di Mihama, causando ustioni a quattro lavoratori fino ad ucciderli. Il tubo si era fortemente corroso e non era mai stato controllato nei suoi 28 anni di funzionamento.
Cambiamenti nelle misure di sicurezza seguirono ogni incidente. Ma agli avvertimenti sui terremoti, il “villaggio dell’energia nucleare giapponese” ha continuato a rispondere che gli impianti erano sicuri.
Eppure, quando il centro nucleare di Kashiwazaki-Kariwa nella prefettura di Niigata è stato colpito da un terremoto di magnitudo 6,8 nel luglio 2007, la TEPCO, il governo centrale e l'Agenzia internazionale per l'energia atomica sono stati costretti ad ammettere che la forza del sisma aveva superato lo standard utilizzato per la progettazione.
Ma nel 2007, il Giappone già aveva 54 dei 442 reattori nucleari esistenti al mondo e progetti di costruirne ancora di più. In uno dei paesi del mondo più soggetti a terremoti, hanno prodotto una media del 30% del fabbisogno annuale di elettricità della nazione. Un sogno iniziato mezzo secolo prima era ormai una realtà, e le poche voci che obiettavano che un altro terremoto di grandi dimensioni avrebbe potuto trasformare il sogno in un incubo furono minimizzate o ignorate, obiezione suffragata purtroppo dai tragici risultati.
"E 'necessario per i giapponesi riflettere sulla storia dell’energia nucleare, ma non ci siamo ancora arrivati", ha detto Yoshioka, professore della Kyushu University. "Ci sono molti modi per riflettere. Ma il problema più grande è che, ancora oggi, in Giappone le élites vedono l'energia nucleare come il simbolo di un paese di prim'ordine."
Fonte: http://www.peacelink.itSarà indiana la prossima Fukushima?
Diverse associazioni indiane hanno scritto al presidente francese Nicolas Sarkozy per chiedere che la Francia non sostenga il progetto della gigantesca centrale indiana di Jaitapur, dove continuano le proteste e la repressione violenta da parte della polizia. La centrale dovrebbe sorgere sulla costa dello Stato del Maharashtra, nell'India occidentale, e dovrebbe essere dotata di 6 reattori di Areva, per 9.900 megawatt totali, il che ne farebbe il più grande complesso nucleare del mondo.
Ma le associazioni francesi sottolineano che «all'indomani della catastrofe di Fukushima, la sismicità della regione preoccupa gli abitanti e le associazioni ecologiste che il 12 luglio scorso hanno inviato una lettera a Nicolas Sarkozy perché la Francia non accordi la garanzia alle esportazione che essa ha deciso di fornire». Per Les amis de la Terre, Greenpeace e Réseau Sortir du nucléaire, «il progetto della centrale a Jaitapur presenta tutti i rischi di un incidente nucleare» e per questo scrivono a Sarkozy: «Sarebbe un'estrema follia sostenere la costruzione di uno dei complessi nucleari più importanti del mondo e questo in una zona a rischio sismico, di un Paese che ha bassi standard nucleari, con immensi problemi di corruzione e che non dispone di un regolamentatore indipendente né di esperienza nella gestione di reattori di questa importanza».
La associazioni antinucleari indiane e francesi sono convinte che «l'ombra di Fukushima aleggi anche sulla centrale indiana, le similitudini di Jaitapur con la centrale giapponese la rendono vulnerabile ad incidenti gravi». Le critiche sono rivolte soprattutto alla localizzazione delle piscine del combustibile esausto al di fuori dell'edificio del reattore, alla vicinanza della sala di controllo al reattore, che la renderebbe inaccessibile in caso di gravi fughe radioattive, ed al posizionamento dei generatori di emergenza troppo vicini al terreno, il che li renderebbe vulnerabili alle inondazioni.
Inoltre, secondo le associazioni, «Gli studi di impatto ambientale non sono stati comunicati alle popolazioni locali. Il progetto ha così portato a grandi conflitti sociali e ad una forte opposizione locale. Non più tardi dell'aprile scorso, un manifestante è stato ucciso dalla polizia e più di 1.500 persone sono state imprigionate in seguito a manifestazioni contro Jaitapur».
Ad aprile il ministro dell'ambiente indiano, Jairam Ramesh, aveva riaffermato l'intenzione del governo centrale di New Delhi di procedere alla costruzione di 6 reattori nucleari a Jaitapur, un investimento da 10 miliardi di dollari che fa gola al gigante nucleare francese Areva, che nel dicembre 2010 aveva firmato due accordi per fornire almeno due reattori Epr all'India e combustibile nucleare per 25 anni. Areva era al seguito di Sarkozy, in visita ufficiale in India, che annunciò fiero che la vendita dei due Epr per Jaitapur era «Un préludio ad una serie di 6».
Mentre i francesi protestano o sperano di piazzare 6 Epr per trasformare Jaitapur in una centrale nucleare made in france, in India l'Atomic Power Project Rajasthan (Appr) ha avviato ufficialmente la costruzione dei reattori 7 ed 8. Si tratta di due reattori pressurized heavy-water reactors (Phwr) da 700 MWe l'uno, interamente di progettazione indiana, che dovrebbero entrare in funzione tra giugno e dicembre del 2016.
Nonostante le crescenti proteste il governo indiano va avanti come un panzer sulla sua pericolosa strada del nucleare civile/militare, sostenuto entusiasticamente da occidentali e russi nonostante non abbia mai sottoscritto il trattato di non proliferazione nucleare.
Il costo dei due nuovi reattori Phwr è valutato in 123,2 miliardi di rupie (2,6 miliardi di dollari). Nel maggio 2010 l'Hindustan Construction Company (Hcc) si è aggiudicata un contratto da 8,88 miliardi di rupie (188 milioni $) per iniziare a costruire le principali infrastrutture per ospitare i reattori 7 e 8 dell'Appr. In molti non si sono meravigliati, visto che l'Hcc ha costruito tutti e 6 gli edifici dei reattori già esistenti, che ospitano Phwr di varie dimensioni, alcuni dei quali ormai pericolosissimi ferrivecchi, dato che il primo è entrato in funzione nel 1973, mentre il numero 6 è attivo da quest'anno.
Nel 2009 Il governo indiano, insieme ai reattori dell'Appr ha dato il via libera anche alla costruzione di due nuovi Phwer, , il 3 e il 4, da 700 MWe l'uno, a Kakrapar, nello stato del Gujarat, la cui costruzione è stata avviata rispettivamente nel novembre 2010 e nel marzo 2011 e che dovrebbero entrare in servizio nel 2015.
Tempi e costi impossibili per le centrali nucleari occidentali e che per questo rendono gli impianti indiani ancora più insicuri, dato gli evidenti bassi standard di sicurezza e il modo in cui si trascurano gli aspetti ambientali e sismici.
In India attualmente sono in funzione 20 reattori nucleari per 4.780 MWe, ma si stanno costruendo altre 7 e unità con una capacità complessiva di 5.300 MWe. Quando i nuovi reattori saranno pronti l'India avrà a disposizione 10.08 MWe di nucleare. La costruzione delle altre contestatissime centrali aumenteranno la capacità nucleare ad almeno 20.000 MWe entro il 2020.
Una corsa folle in uno Stato che si prepara ad una possibile guerra atomica con il Pakistan, una minaccia per il mondo che potrebbe far diventare un pallido episodio lo spettro nucleare di Fukushima.
Fonte: http://www.greenreport.it
Da Opportunity a Curiosity ( la ficca...NASA che verrà spedita su Marte)
Mentre si festeggiano i record del rover Opportunity, alla NASA ci si prepara per la partenza del suo successore, Curiosity. Con il suo arrivo su Marte inizierà una nuova fase dell’esplorazione robotica su ruote.
Tre mesi sono diventati sette anni e la strada percorsa si è molto allungata, moltiplicata per 50 rispetto a quanto stabilito all’inizio. Sono i numeri dell’inarrestabile rover Opportunity, che avrebbe dovuto completare la sua missione su Marte ad aprile dell’ormai lontano 2004, dopo appena tre mesi dall’arrivo. Il rover americano invece è ancora in piena attività e continua a superare nuovi record di resistenza: alla NASA si festeggiano le sue prime 20 miglia, ovvero 32.2 km.
È proprio il caso di dire che questo esploratore con le ruote ha fatto molta strada, scoprendo e analizzando aspetti di Marte che altrimenti non avremmo mai potuto conoscere. Assieme al rover gemello Spirit (la cui missione è invece ufficialmente terminata quest’anno, dopo 14 mesi di silenzio radio) Opportunity ci ha offerto la sua visione di inviato molto speciale.
Certo la vecchiaia si fa sentire e gli acciacchi non mancano: una “artrite” a una giuntura del suo braccio robotico e una leggera difficoltà motoria causata da problemi alla ruota anteriore destra. Tuttavia, quando anche per Opportunity arriverà il momento della pensione e la sua missione potrà dirsi conclusa, il pianeta Marte non tornerà ad essere del tutto deserto: arriverà Curiosity. Rispetto a Opportunity questo erede robotico sarà lungo il doppio e peserà cinque volte tanto: una volta lanciato (presumibilmente a novembre di quest’anno), arriverà su Marte ad agosto 2012. Il suo compito sarà analizzare la regione in cui effettuerà l’atterraggio con l’obiettivo specifico di stabilire se ci siano condizioni adatte alla vita microbiologia, o se ci siano state in passato. Per questo motivo è fondamentale stabilire dove avverrà l’atterraggio: la scelta è già stata fatta e verrà annunciata dalla NASA in una conferenza stampa, venerdì 22 luglio.
Fonte: http://www.media.inafShuttle Atlantis si appresta a rientrare nell’atmosfera
Il volo finale del programma spaziale shuttle – durato 30 anni – è previsto per domani 21 luglio, quando l’Atlantis e il suo equipaggio ritorneranno sulla Terra. Lo sbarco al NASA Kennedy Space Center in Florida segnerà il completamento di una missione di 13 giorni per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale per il dopo-shuttle.
Giovedì le opportunità di atterraggio di Kennedy sono nella finestra temporale tra le 11.56 e le 13.32 ora italiana. La squadra di controllo del volo dell’Atlantis, guidata dal direttore di volo Tony Ceccacci, valuterà le condizioni meteorologiche sul sito di atterraggio prima di dare l’approvazione ad Atlantis di atterrare. Se la navetta non sarà in grado di tornare a casa giovedì, ulteriori opportunità sono disponibili venerdì al Kennedy o presso la base militare Edwards in California.
Intanto i controlli sulla navetta proseguono. L’ultimo è quello al sistema di controllo dei reattori che permetteranno di far rientrare la navetta in atmosfera nella corretta posizione e alla giusta velocit. Lo schermo termico è già stato controllato e non sono emersi problemi di sorta.
Il momento del rientro in atmosfera è un momento molto delicato per questo tipo di veicoli, che devono sopportare il riscaldamento della parte inferiore a causa dell’attrito con l’aria.
Lo space shuttle Atlantis riporta a terra il modulo Raffaello, che non era più necessario alla ISS e che contiene materiale di scarto.
Fonte: http://gaianews.itFiocco rosa su Plutone
La scoperta d’una nuova luna, compiuta grazie al telescopio spaziale Hubble, porta a quattro il numero di satelliti dell’ex-pianeta. Battezzata P4, è minuscola: fra i 13 e i 34 chilometri il suo diametro. Toccherà alla missione NASA New Horizons fornirci ulteriori dettagli sull’ultima nata del Sistema solare.
Ex-pianeta e non sentirlo. Si vede che si sono dimenticati di comunicarglielo, che è stato declassato a “nano”. Perché lui, Plutone, continua imperterrito a comportarsi come uno fra i protagonisti principali del Sistema solare. E le sorprese che ci regala non sono mica roba di poco conto. L’ultima, per dire, richiederà quanto meno un aggiornamento al volo della sua pagina su Wikipedia: non più tre lune a orbitargli attorno, ma quattro.
A dare notizia del lieto evento, il telescopio spaziale Hubble, che grazie alla sua nuova Wide Field Camera, la numero 3, è riuscito il 28 giugno scorso a inquadrare l’ultima nata. Avvistamento poi confermato da due osservazioni successive, una il 3 luglio e l’ultima lunedì scorso, il 18 luglio. Insomma, non ci sono più dubbi: Caronte, Notte e Idra, da lunedì, hanno ufficialmente una quarta sorellina. Così nuova da non avere ancora un nome: per ora, gli astronomi l’hanno battezzata con un asettico “P4”. E così piccola da essere sfuggita a tutte le osservazioni precedenti: il suo diametro è stimato fra i 13 e i 34 chilometri.
Per vedere che faccia ha, occorre portare pazienza. La luce che riflette è troppo debole anche per il telescopio spaziale Hubble, e sarà dunque necessario attendere il 2015, quando la sonda NASA New Horizons raggiungerà i dintorni di Plutone, per avere un primo piano della piccola luna. Ma che abbia qualcosa di “papà Plutone” pare molto probabile: secondo gli scienziati, infatti, anche P4, come le sue tre sorelle, si sarebbe formata agli albori del Sistema solare in seguito all’impatto fra il pianeta nano e un altro corpo celeste di dimensioni paragonabili.
Fonte: http://www.media.inaf.itCommento di Oliviero Mannucci: Plutone sarà stato pure stato declassato a pianeta NANO, ma 4 lune sono quattro lune, come la mettiamo?
Vesta :il protopianeta
Le immagini della superficie dell’”asteroide” Vesta sono arrivate alla Nasa e di lì hanno fatto il giro il mondo.
Gli studiosi pensano che Vesta abbia conservato la superficie più antica di tutto il sistema solare. Per questo rappresenta una sorta di fossile delle ere più remote. La Nasa spera di poter ricostruire così la storia della giovinezza del nostro vecchio Sistema Solare.
Agli albori del Sistema Solare i pianeti nacquero dalla fusione di vari asteroidi. Questa non stata la sorte di Vesta che, pur impattando con altre rocce spaziali, non è mai riuscito ad ingrandirsi a tal punto da poter meritare il nome di “pianeta”. Allo stesso tempo però non è mai stato distrutto da gli altri corpi celesti con cui, sicuramente, si è scontrato
L’agenzia spaziale Statunitense ha lanciato in orbita 4 anni fa la sonda “Dawn” con l’obiettivo proprio di scrutare la superficie di Vesta, che non è un vero e proprio asteroide, ma un protopianeta perché ha un corpo denso e stratificato (possiede quindi con nucleo, mantello e crosta) e orbita attorno al sole, proprio come Marte, Venere, Mercurio.
La sonda Dawn, partita 4 anni fa, ha inviato le prime foto dettagliate di questo piccolo proto pianeta o “grande asteroide”, dopo essere riuscita ad entrare nella sua orbita. In cui rimarrà per un anno, per poi dirigersi verso Cerere, chiamato il “pianeta nano” a causa della sue piccole dimensioni.
La missione ha portato nello spazio anche un pezzettino di Italia perché l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Astrofisica hanno dato il loro contributo.
Così Einstein pagò i suoi debiti con l'astronomia
Tratto da: http://www.reporterliveitalia.info
Vesta, l'asteroide misterioso coperto di lava
Un grosso asteroide coperto di lava si aggira nei nostri cieli mentre una macchina spaziale ne sta svelando per la prima volta i misteri. E' Vesta, l'unico asteroide visibile ad occhio nudo, che fino alla metà di agosto sarà osservabile nella costellazione del Capricorno.
Il Gat, Gruppo Astronomico Tradatese, è in fibrillazione, perché quel puntino luminoso nasconde segreti che stanno per essere svelati. "Ci sono dei momenti, nella storia della scienza e dell’astronomia, che fanno cambiare per sempre idee ed ipotesi anche millenarie - dice Cesare Guaita, presidente del Gat - Uno di questi momenti sta presentandosi in questi giorni d’estate, e tutti avranno la possibilità di essene partecipi".
Per chi è appassionato di cose celesti, per chi è anche solo curioso, per chi possiede un piccolo telescopio o anche solo un binocolo, l'invito del Gat è di guardare verso la costellazione del Capricorno, bassa verso l’ orizzonte Sud, ma ben visibile da cieli sufficientemente bui, tipo quelli marini o di montagna. All’interno di questa costellazione sta transitando l’unico asteroide visibile ad occhio nudo: si tratta di Vesta, scoperto il 29 marzo 1807 da Heinrich Wilhelm Olbers e da allora divenuto uno dei corpi più misteriosi del Sistema Solare.
"In questi giorni, per la prima volta nella storia, i segreti di Vesta stanno crollando - spiega Guaita - Merito della missione spaziale Dawn (Alba) che dopo un complicato viaggio di quattro anni è entrata in orbita all’asteroide lo scorso 16 luglio e vi rimarrà per un anno. Le immagini che stanno arrivando a terra sono già straordinarie per gli scienziati di mezzo mondo, che stanno seguendo la missione col fiato sospeso. Infatti, nonostante il cronico e colpevole disinteresse dei media italiani, la missione Dawn non ha eguali nello sforzo della nostra generazione di capire l’origine e l’evoluzione dei pianeti".
Vesta è il secondo asteroide come massa dopo Cerere, ma come composizione è unico: la sua superficie è fatta di basalto (ossia di lava solidificata) e nessuno sa per quale ragione possa essersi fusa della roccia su un corpo di soli 500 km di diametro. Si sa, però, che alcuni pezzi di Vesta sono stati rintracciati sulla Terra sotto forma di stranissimi meteoriti, denominati Eucriti o Diogeniti: nessuno sa come questo possa essere successo ma Dawn lo scoprirà e, forse, lo sta già scoprendo.
Individuare Vesta è facile, secondo Guaita: "Fortuna vuole che mentre lassù, a quasi 200 milioni di km di distanza, una fantastica macchina tecnologica sta scrutando da vicino Vesta, qui, sulla Terra il misterioso asteroide sia facilmente rintracciabile da metà luglio a metà agosto all’interno della costellazione del Capricorno. Visivamente (o con un binocolo) si tratta solo di un puntino luminoso: esso però, si sposta lentamente in mezzo alle stelle sera dopo sera, e raggiungerà la miglior visibilità (magnitudine di 5,5) all’inizio di agosto, quando sarà in opposizione (ossia allineato dietro la Terra ed il Sole).
Con una normale macchina digitale dotata di un obiettivo da 50 mm ed una sensibilità di 800-1600 ASA, si può fotografare la costellazione del Capricorno ogni tre quattro giorni e poi confrontare le varie immagini: il pianetino Vesta sarà facilissimo da individuare, perché sarà l’unico ‘puntino’ che si sia spostato (verso destra) in mezzo alle stelle. Un piccolo esperimento didattico certo ma che, in questo momento, acquista anche un fortissimo significato emotivo, se si pensa alla grande missione spaziale in atto".
Il Gat invita tutti a seguire l’andamento e le scoperte di Dawn sul sito della NASA. In attesa di alcune serate pubbliche sull'argomento, già programmate per i prossimi mesi a Tradate.
Qui sotto la mappa per individuare la posizione di Vesta nel cielo
TAIWAN, VIDEOAMATORE RIPRENDE UFO CHE SORVOLANO LA TORRE DI TAIPEI



Link per vedere il video: http://noiegliextraterrestri.blogspot.com/2011/07/taiwan-videoamatore-riprende-ufo-che.html#more
JFK E GLI UFO: UN DOCUMENTO INDICHEREBBE IN QUESTO AMBITO LE RAGIONI DEL SUO ASSASSINIO
Da molti anni si specula su quale potrebbe esser stato il vero motivo per cui John F. Kennedy sia stato eliminato ma sin dalla Commissione Warren si comprese che tale segreto non sarebbe mai stato ufficialmente rivelato. Il ritiro dal Vietnam, la decisione di fare rientrare nel Tesoro l’emissione del dollaro e persino la volontà di rendere pubblica la questione degli Ufo. Questo documento per la prima volta collega la figura di JFK e l’MJ12 e sopratutto testimonia la volontà di questo gruppo di impedire al Presidente di interferire con i loro affari. Questa pagina scampata alle fiamme, assieme ad altre otto, sono state fatte pervenire a Timothy Cooper per mano di una certa “Salina” che si presume sia la segretaria di James Jesus Angleton, Direttore della CIA all’epoca dell’assassinio a Dallas. In realtà il frontespizio di questa serie di documenti non è firmato, ma Timothy Cooper ha ricevuto nel corso degli anni molti altri documenti da questa “Salina”, che ormai in pensione avrebbe sentito la necessità di render note queste informazioni. Timothy Cooper collabora con Robert Wood, che ha raccolto tutta questa serie di documenti dando poi vita a majesticdocuments.com [ http://www.majesticdocuments.com/]. Tornando al contenuto di questo momorandum, scritto o dettato dal Direttore della Cia, identificato con la sigla MJ-1, vi è sopratutto una frase che evidenzia le intenzioni del MJ-12 nei confronti di JFK. “…dovete sapere che LANCER ( nome in codice per JFK ) sta indagando sulle nostre attività e noi questo non lo possiamo permettere…“ Considerato del livello di segretezza ed il calibro dei personaggi coinvolti non è diffcile credere che un modo per impedire che JFK ficcasse il naso nei loro affari era proprio quello di farlo fuori.Un altro elemento di notevole rilevanza che risalta in questo memo sta nel fatto che Kennedy ordina, al direttore della CIA, che una volta fatta chiarezza tra conosciuti e sconosciuti i dati raccolti vadano condivisi con la NASA dove “…gli sconosciuti sono un fattore. Questo aiuterà i direttori di missione della Nasa nei loro compiti difensivi.”
Da cui possiamo dedurre almeno due fatti:
Il primo che tutti, ad un certo livello, erano consapevoli dell’esistenza della presenza di questi “sconosciuti” che personalmente mi ricordano il soprannome “Babbo Natale” con cui gli astronauti descrivevano gli UFO che incontravano in orbita. Il secondo che se da loro è necessario difendersi devono essere necessariamente ostili. Quindi sembra trapelare uno scenario in cui vi siano gruppi di alieni, perchè di questo si parla, conosciuti e forse alleati mentre altri ancora sconosciuti e, quanto meno, non alleati. Un’ indiretta conferma dell’originalità di questi documenti si può ritrovare in un messaggio classificato mandato dal Presidente Eisenhower al suo direttore della CIA in cui si cita il programma Jehovah, menzionato anche su questa stessa pagina. Per inciso, il progetto Jehovah sarebbe un programma di retro-ingegneria su velivoli alieni portato avanti da Oppenheimer e Einstain.
Gianluca Rampini
Per ulteriori approfondimenti e la consultazione di tutti i nove documenti vi rimando a : http://www.earthfiles.com/news.php?ID=1839&category=Environment
Fonte: http://noiegliextraterrestri.blogspot.com/
Avvistato UFO a Sanremo
Link per vedere il video: http://www.ultimiavvistamentiufo.it/


