Spazio: ultima frontiera. Credere che si sia soli nell'universo è come credere che la Terra sia piatta. Come disse l'astrofisico Labeque al palazzo dell'UNESCO, durante il congresso mondiale del SETI di Parigi del Settembre 2008, " SOMETHING IS HERE", "Qualcosa è qui", e I TEMPI SONO MATURI per farsene una ragione. La CIA, l'FBI, la NSA, il Pentagono, e non solo, lo hanno confermato!
Statistiche
Sunday, July 12, 2015
Luz Captada cerca del Volcán de Colima el 4 de julio 2015 entre 21:10:30 y 21:10:50 horas
Esta cámara y las imágenes que capta son posibles gracias al patrocinio de Retuit y al gran apoyo del fotografo Sergio Tapiro.
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[HOLY SH*T!] Giant UFO Releasing Small Orbs Over Cleveland! Eyewitness Video 7/4/2015
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Captured Black ‘Flying Saucer’ Hovering Over Stonehenge
Stonehenge is a legendary place to visit
in the UK. In fact, it is amongst the best-known attractions around the
world. It attracts large numbers of tourists, and each tourist is being
drawn to the remarkable layout of the structure and wants to find out
more about its history. Aside from the Stonehenge tours, you will not
only gain satisfaction, but also makes your travel safe and sound.
Unfortunately, Stonehenge is not an exception when it comes to a hotspot
for sightings.
The picture captured by a space
enthusiast seems to show an unusual object hovering above the stones in
Wiltshire days before Summer Solstice. The image was already posted and
shared on the UFO Sightings blog along with details
about the craft. As David Jacobson claims that the strange flying object
was black in color. He estimated the stone to be 20 to 30 feet across.
The stone is a common spot for alien or extraterrestrial appearances
called “discoid shape,” declassified by the government featuring weird
places in the year 2007 and 2009.
There are different theories on Stonehenge.
While some people say that it is a place of sun worship or a structure
to tell time, others would think that it is a landing site for
extraterrestrial life. Some people believe that the incident is related
to Mecca for Druids. Nigel Watson is a British UFO investigator and
author. As he reviewed the image, he declared Stonehenge as a “magnet”
for unexplained activity related to its location on ley lines. These
lines are a hypothetical alignment of several places with historical,
geographical and paranormal interest.
Despite the fact that there are some
fairly convincing ideas out there nobody can be 100% precise regarding
why and how the black flying saucer came. Perhaps we will never actually
know how or why from such a distance, still, Stonehenge continues to be
an incredible spot to experience and possibly someday it will give up
its hidden secrets.
Raddoppiati gli avvistamenti UFO nel mese di giugno 2015
Il Mutual UFO Network
(MUFON), un organizzazione privata che si occupa degli avvistamenti di
oggetti volanti non identificati ha riferito che nel mese di giugno è
stato registrato un forte aumento delle segnalazioni Ufo .
In occasione della
Giornata Mondiale UFO conclusasi recentemente è emerso che quest'anno ha
visto un aumento significativo degli avvistamenti secondo i nuovi dati
diffusi dal MUFON, la più antica e più grande organizzazione UFO del
mondo.Le cifre di giugno indicano che sono 1.179 i rapporti di
avvistamenti segnalati in tutto il mondo, un aumento sostanziale di
oltre 600 casi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il Direttore del MUFON Roger
Marsh tuttavia ritiene che l'impennata degli avvistamenti è più
probabile che sia dovuta a una maggiore consapevolezza della gente e
soprattutto alla larga diffusione di smartphone muniti di fotocamera.
Non è certo un caso che
l'impennata dei rapporti sembra coincidere anche con la seconda stagione
della serie TV 'Hangar 1: The UFO Files' che indaga le relazioni
custodite negli archivi dell'organizzazione.
"Una percentuale
molto elevata dell'ondata di avvistamenti segnalati nel mese di giugno
riguardano casi molto interessanti e soprattutto convincenti i quali
sono tutt'ora sotto inchiesta", ha dichiarato il responsabile del MUFON.
Monday, June 29, 2015
Addio al nucleare: la Germania fà sul serio
Procede il piano di Berlino per abbandonare la produzione di energia atomica entro il 2022: alla mezzanotte di sabato scorso è stata scollegata dalla rete elettrica tedesca la centrale nucleare Grafenrheinfeld, il primo dei 17 impianti ancora attivi ad andare offline.
SODDISFAVA 1,6% FABBISOGNO ELETTRICITA' - La centrale che si trova in Baviera era l'impianto atomico più vecchio del Paese. Entrata in servizio nel 1981, grazie al suo reattore da 1,345MW gestito dalla E.On soddisfava l'1,6 per cento del fabbisogno energetico tedesco nel 2014. Come anticipato, le autorità di Berlino hanno deciso nel 2011, a seguito dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima in Giappone, di abbandonare l'energia atomica e dismettere gli otto reattori più vecchi. I prossimi ad andare in pensione entro il 2017 saranno i due da 1,344MW dell'impianto di Gundremmingen, sempre in Bavaria. I lavori per lo smantellamento della centrale di Grafenrheinfeld partiranno nel 2017 e dovrebbero concludersi nel 2030.
OBIETTIVO 80% RINNOVABILI ENTRO 2050 - La ministra dell'Ambiente tedesca, Barbara Hendricks, parlando della chiusura dell'impianto di Grafenrheinfeld, ha detto che «il percorso dell'uscita dal nucleare sta procedendo e questo ne è un segnale visibile». Hendricks ha aggiunto che per ogni centrale atomica che viene scollegata «si riduce il cosiddetto rischio residuale, che è collegato all'uso di impianti nucleari e ci fa fare un passo in più nella riorganizzazione della nostra fornitura di energia»; il Paese si è posto come obiettivo quello di generare l'80 per cento della sua elettricità da fonti rinnovabili entro il 2050. Se da una parte la notizia è stata accolta con esultanza da Greenpeace, che ha salutato l'evento con «gioia» e ricordando «l'eredità mortale» di questa industria, dall'altra l'amministratore delegato della divisione nucleare di E.on, Erwin Fischer, ha bollato l'iniziativa come insensata. «Naturalmente, noi accettiamo la decisione politica della Germania di eliminare gradualmente l'energia nucleare, anche se io non la capisco come ingegnere».
Fonte
Ollantaytambo: la città peruviana costruita dagli ingegneri venuti dallo spazio
Tra i numerosi siti archeologici peruviani che sconcertano per la loro
realizzazione architettonica, ne esiste uno meno conosciuto, ma che
forse è il più sbalorditivo di tutti: l'antica città di Ollantaytambo,
nel Perù meridionale, a circa 60 chilometri a nordovest della città di
Cusco. Gli enormi megaliti e la perfezione dell'intaglio della pietra
fanno ritenere ai teorici degli Antichi Astronauti che Ollantaytambo sia
la prova che la Terra del passato sia stata visitata da intelligenze
extraterrestri.

Ollantaytambo è un sito archeologico Inca che si trova nel Parù meridionale, nella regione di Cusco, ad un’altitudine di 2792 metri sopra il livello del mare.
Le rovine dell’antica città giacciono in un luogo che gli Inca chiamavano “Valle Sacra”.
Gli storici convenzionali ritengono che Ollantaytambo sia stata costruita nel 1440 d.C. dall’imperatore Inca Pachacuti.
Alcuni ricercatori, invece, sono convinti che sia stata costruita sulle rovine di una città molto più antica, le cui origini rimangono sconosciute.
“La porta che viene chiamata ‘Il Cancello degli dei’ è stata costruita migliaia di anni prima che gli inca arrivassero in questa regione, da una civiltà che chiamiamo Hurimpacha”, spiega Brien Foester, autore del libro A brief history of Incas. “Gli abbiamo dato questo nome perchè non abbiamo idea di chi fossero, da dove venissero e dove sono andati”.
Secondo Foester, i reperti più antichi di Ollantaytambo risalgono almeno a 12 mila anni fa. Ma come hanno potuto esseri umani così primitivi costruire queste sorprendenti strutture in pietra, con grandi blocchi che si incastrano alla perfezione, con acquedotti e sistemi di irrigazione che funzionano ancora oggi?
E come avrebbero potuto spostare e modellare enormi massi di granito, ognuno del peso di più di 50 tonnellate?

I monoliti sono stati trasportati da un altro sito, attraversando una piana, un fiume e poi portate in alto sulla montagna. Chiaramente, il mistero più grande è capire come le abbiano tagliate e portate fin lassù.
Al giorno d’oggi, infatti, se dovessimo spostare un masso di 50 tonnellate dovremmo assemblare un’unità di trasporto speciale, comprendente travi metalliche, assi e ascensori idraulici.
Per portarlo fino in cima, probabilmente bisognerebbe modificare l’altura, costruire una strada, fissare il masso con dei cavi metallici ad un sistema di carrucole. Molte opzioni differenti, ma nessuna di esse disponibile alle persone dell’epoca.
L’abilità di sistemare perfettamente insieme queste pietre di diverse tonnellate, in modo che fra di esse non ci passi nemmeno un capello, non è una questione di tempo o di fatica, ma una questione di tecnologia. Gli archeologi tradizionali sostengono che il granito sia stato tagliato e modellato con strumenti di pietra e di bronzo.

Ciò che è veramente strano è il modo in cui le grandi rocce sono state fissate, come se fossero state fuse insieme da una fonte sconosciuta di calore. E’ come se due pietre fossero state posizionate una accanto all’altra e poi fuse insieme con qualche forma di raggio ad altissima energia.
Guardando la configurazione dei blocchi, non c’è proprio spiegazione su come potessero aver creato una fonte di calore tanto intensa, al punto da saldare le rocce l’una alle altre.

Ulteriori prove dei misteriosi metodi utilizzati dagli antichi costruttori possono essere trovate nel vicino Tempio del Condor. Qui, enormi lastre di andesite venivano estratte dal luogo conosciuto come Il Muro della Roccia Viva.
“Il Tempio del Condor è particolare, perchè troviamo delle enormi sezioni di pietra a forma di parallelepipedo” commenta Collins. “Si tratta di andesite, una roccia molto dura, ed è stata rimossa dalla montagna con tanta accuratezza che non si trovano segni di scalfittura sulla superficie.
La superficie rocciosa sembra ruvida, ma quando la tocchi sembra liscia come le piastrelle del bagno, il che significa che è stato usato un qualche processo di vetrificazione”.

Utensili preistorici non avrebbero potuto ottenere questo risultato, soprattutto se si pensa che Ollantaytambo è fatta quasi tutta di andesite. Per tagliarla serve qualcosa di più duro della semplice pietra o del bronzo. Si poteva utilizzare il diamante, ma non c’erano strumenti nell’età della pietra che potessero tagliare queste rocce.
È possibile che gli antichi costruttori di Ollantaytambo abbiano davvero utilizzato utensili provenienti da un altro mondo, così come sostengono i Teorici degli Antichi Astronauti? Qualche indizio può essere trovato negli antichi miti di creazione tramandati nelle Ande.
In essi, gli antenati, o fondatori, sono descritti come fratello e sorella, figli del Dio Sole, mandati sulla Terra dal Dio Sole stesso. Questi due enigmatici personaggi giungono sulla Terra in possesso di un cuneo dorato.
È possibile che questo potesse essere una sorta di utensile tecnologico in grado di tagliare la pietra, fonderla e farla addirittura levitare, capace di vincere la forza di gravità?
Il fatto che Ollantaytambo abbia a che fare con la tradizione del cuneo dorato, può solo significare che in quel luogo, migliaia di anni fa, qualcosa di straordinario è veramente successo.
Fonte
Ollantaytambo è un sito archeologico Inca che si trova nel Parù meridionale, nella regione di Cusco, ad un’altitudine di 2792 metri sopra il livello del mare.
Le rovine dell’antica città giacciono in un luogo che gli Inca chiamavano “Valle Sacra”.
Gli storici convenzionali ritengono che Ollantaytambo sia stata costruita nel 1440 d.C. dall’imperatore Inca Pachacuti.
Alcuni ricercatori, invece, sono convinti che sia stata costruita sulle rovine di una città molto più antica, le cui origini rimangono sconosciute.
“La porta che viene chiamata ‘Il Cancello degli dei’ è stata costruita migliaia di anni prima che gli inca arrivassero in questa regione, da una civiltà che chiamiamo Hurimpacha”, spiega Brien Foester, autore del libro A brief history of Incas. “Gli abbiamo dato questo nome perchè non abbiamo idea di chi fossero, da dove venissero e dove sono andati”.
Secondo Foester, i reperti più antichi di Ollantaytambo risalgono almeno a 12 mila anni fa. Ma come hanno potuto esseri umani così primitivi costruire queste sorprendenti strutture in pietra, con grandi blocchi che si incastrano alla perfezione, con acquedotti e sistemi di irrigazione che funzionano ancora oggi?
E come avrebbero potuto spostare e modellare enormi massi di granito, ognuno del peso di più di 50 tonnellate?
Una fortezza sacra
“Ollantaytambo è una fortezza di montagna”, spiega Andrew Collins, autore di “The Cygnus Mystery, “conosciuta soprattutto per le incredibili dimensioni dei blocchi utilizzati nella sua costruzione. In particolare, quelli ritrovati nel livello più alto della montagna. Ci sono sei mastodontici blocchi di granito posizionati in linea”.
I monoliti sono stati trasportati da un altro sito, attraversando una piana, un fiume e poi portate in alto sulla montagna. Chiaramente, il mistero più grande è capire come le abbiano tagliate e portate fin lassù.
Al giorno d’oggi, infatti, se dovessimo spostare un masso di 50 tonnellate dovremmo assemblare un’unità di trasporto speciale, comprendente travi metalliche, assi e ascensori idraulici.
Per portarlo fino in cima, probabilmente bisognerebbe modificare l’altura, costruire una strada, fissare il masso con dei cavi metallici ad un sistema di carrucole. Molte opzioni differenti, ma nessuna di esse disponibile alle persone dell’epoca.
L’abilità di sistemare perfettamente insieme queste pietre di diverse tonnellate, in modo che fra di esse non ci passi nemmeno un capello, non è una questione di tempo o di fatica, ma una questione di tecnologia. Gli archeologi tradizionali sostengono che il granito sia stato tagliato e modellato con strumenti di pietra e di bronzo.

Ciò che è veramente strano è il modo in cui le grandi rocce sono state fissate, come se fossero state fuse insieme da una fonte sconosciuta di calore. E’ come se due pietre fossero state posizionate una accanto all’altra e poi fuse insieme con qualche forma di raggio ad altissima energia.
Guardando la configurazione dei blocchi, non c’è proprio spiegazione su come potessero aver creato una fonte di calore tanto intensa, al punto da saldare le rocce l’una alle altre.

Ulteriori prove dei misteriosi metodi utilizzati dagli antichi costruttori possono essere trovate nel vicino Tempio del Condor. Qui, enormi lastre di andesite venivano estratte dal luogo conosciuto come Il Muro della Roccia Viva.
“Il Tempio del Condor è particolare, perchè troviamo delle enormi sezioni di pietra a forma di parallelepipedo” commenta Collins. “Si tratta di andesite, una roccia molto dura, ed è stata rimossa dalla montagna con tanta accuratezza che non si trovano segni di scalfittura sulla superficie.
La superficie rocciosa sembra ruvida, ma quando la tocchi sembra liscia come le piastrelle del bagno, il che significa che è stato usato un qualche processo di vetrificazione”.

Utensili preistorici non avrebbero potuto ottenere questo risultato, soprattutto se si pensa che Ollantaytambo è fatta quasi tutta di andesite. Per tagliarla serve qualcosa di più duro della semplice pietra o del bronzo. Si poteva utilizzare il diamante, ma non c’erano strumenti nell’età della pietra che potessero tagliare queste rocce.
È possibile che gli antichi costruttori di Ollantaytambo abbiano davvero utilizzato utensili provenienti da un altro mondo, così come sostengono i Teorici degli Antichi Astronauti? Qualche indizio può essere trovato negli antichi miti di creazione tramandati nelle Ande.
In essi, gli antenati, o fondatori, sono descritti come fratello e sorella, figli del Dio Sole, mandati sulla Terra dal Dio Sole stesso. Questi due enigmatici personaggi giungono sulla Terra in possesso di un cuneo dorato.
È possibile che questo potesse essere una sorta di utensile tecnologico in grado di tagliare la pietra, fonderla e farla addirittura levitare, capace di vincere la forza di gravità?
Il fatto che Ollantaytambo abbia a che fare con la tradizione del cuneo dorato, può solo significare che in quel luogo, migliaia di anni fa, qualcosa di straordinario è veramente successo.
Fonte
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