Spazio: ultima frontiera. Credere che si sia soli nell'universo è come credere che la Terra sia piatta. Come disse l'astrofisico Labeque al palazzo dell'UNESCO, durante il congresso mondiale del SETI di Parigi del Settembre 2008, " SOMETHING IS HERE", "Qualcosa è qui", e I TEMPI SONO MATURI per farsene una ragione. La CIA, l'FBI, la NSA, il Pentagono, e non solo, lo hanno confermato!
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Thursday, October 18, 2018
Astronomia, nella notte tra il 21 e il 22 ottobre il picco delle Orionidi: ecco dove e come osservare lo sciame meteorico generato dalla cometa di Halley
Lo sciame meteorico delle Orionidi raggiungerà
il suo picco nella notte tra il 21 e il 22 ottobre: ecco come e dove
osservare uno degli sciami meteorici più veloci
Lo sciame meteorico delle Orionidi raggiungerà il suo picco nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, ma la luna permetterà solo osservazioni mediocri per questo spettacolo del cielo notturno, con circa 15-20 meteore all’ora.
Le meteore che sfrecceranno nel cielo sono alcune delle più veloci tra
gli sciami meteorici, poiché la Terra sta colpendo un flusso di
particelle quasi frontalmente.
Queste particelle provengono dalla cometa 1P/Halley.
Questa famosa cometa passa vicino alla Terra ogni 75-76 anni e mentre
segue la sua traiettoria intorno al sole, lascia dietro di sé una scia
di frammenti. In alcuni periodi dell’anno, l’orbita della Terra intorno
al sole incrocia questi detriti. “Potete vedere frammenti della cometa di Halley durante gli sciami meteorici delle Eta Aquaridi (a maggio, ndr) e delle Orionidi” ad ottobre e novembre, spiega Bill Cooke, esperto di meteore della NASA.
Le Orionidi devono il loro nome alla direzione dalla quale sembrano irradiarsi, che è vicina alla costellazione di Orione. Ad ottobre, Orione è visibile al meglio intorno alle 2 del mattino tra il 21 e il 22 ottobre. Se doveste perdervi il picco, lo spettacolo è visibile tra 15 e 29 ottobre. A volte la pioggia di meteore raggiunge il massimo di 80 meteore all’ora,
altre volte si ferma a 20-30. Cooke ha previsto che nel 2018, il picco
sarà all’estremità minore di questa scala, replicando i picchi del 2017 e
di anni precedenti.
Come osservare lo spettacolo delle meteore
Le
meteore delle Orionidi sono visibili da qualunque punto sulla Terra. Se
riuscite a trovare la forma di Orione, il punto di origine dello sciame
meteorico sarà vicino alla spada di Orione, leggermente a nord della
stella Betelgeuse. Ma non guardate dritto in questo punto perché le
meteore vicine al punto di origine “hanno code corte e sono più difficili da vedere”,
spiega Cooke. Come per molti altri eventi di osservazione del cielo
notturno, l’inquinamento luminoso può ostacolare le osservazioni dello
sciame meteorico delle Orionidi, anche se quest’anno anche la luna
disturberà lo spettacolo. Se possibile, allontanatevi dalle luci della
città. Raggiungete il posto che avete scelto intorno all’1:30
di notte per permettere ai vostri occhi di abituarsi all’oscurità per
circa 20 minuti. Copritevi bene contro il freddo, sdraiatevi e
utilizzate solo i vostri occhi per osservare il cielo.
Binocoli e telescopi non miglioreranno le osservazioni poiché sono
progettati per osservare oggetti più stazionari nel cielo.
Alcune meteore appariranno molto veloci e luminose, sfrecciando fino a 238.000 km/h,
solo 6 km/h più lente delle Leonidi, lo sciame più veloce dell’anno,
afferma Cooke. È facile pensare che le meteore più luminose
rappresentino frammenti che raggiungeranno il suolo, ma Cooke spiega che
non è il caso delle Orionidi. Questi minuscoli frammenti di cometa, che
possono essere piccoli come granelli di sabbia, sono chiamati meteoroidi. Quando entrano nell’atmosfera terrestre, diventano meteore.
L’attrito dell’aria fa riscaldare le meteore, creando una coda di fuoco
luminosa, comunemente conosciuta come stella cadente. La maggior parte
delle meteore si disintegra prima di raggiungere il suolo. Le poche che
riescono a colpire la superficie terrestre ricevono il nome di meteoriti.
Origini della cometa di Halley
La famosa cometa di Halley
Gli astronomi hanno scoperto la cometa di Halley nel 240 a.C., ma nessuno aveva compreso che la stessa cometa stava comparendo molteplici volte. Nel 1705,
l’allora professore e astronomo dell’Università di Oxford, Edmund
Halley, pubblicò “Synopsis Astronomia Cometicae”, che mostrava le prime
prove della ricomparsa della cometa. Studiando le registrazioni storiche
di una cometa apparsa nel 1456, 1532, 1607 e 1682, Halley calcolò che
si trattava della stessa cometa e previde che sarebbe riapparsa nel
1758. Halley morì prima del ritorno della cometa, che però comparve nei
tempi da lui previsti, motivo per il quale fu rinominata in suo onore.
Le segnalazioni sulle Orionidi, tuttavia, non sono apparse prima del 1839
quando un americano del Connecticut avvistò lo sciame. La maggior parte
delle osservazioni è stata registrata tra il 1861 e il 1865. Il
prossimo passaggio ravvicinato della cometa di Halley al sole è previsto
intorno al mese di luglio del 2061.
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