Statistiche

Thursday, July 7, 2011

Extraterrestri a Varsavia

Testo di Alice Piciocchi

Per chi pensa che gli extraterrestri non esistano è il momento di ricredersi. Il 2 luglio un UFO è atterrato nella piazza Na Rozdrozu di Varsavia e ogni giorno di più sta prendendo forma e consistenza. Non si tratta di uno scherzo ma di “Unexpected Fountain Occupation”, ultimo progetto del collettivo francese Exyzt, che da oramai un mese sta trasformando uno spazio dimenticato e inutilizzato in un luogo di incontro, accoglienza e intrattenimento.

L’iniziativa è una delle tante che l’amministrazione sta promuovendo per sostenere la sua candidatura a Capitale della Cultura 2016. Chiedo direttamente ad Alexander Roemer gli sviluppi di questa struttura temporanea nata in mezzo ad una rotonda…

_Immagino che abbiate scelto questa “piazza” per delle ragioni precise: perché U.F.O è nato qui e non in un altro spazio pubblico?

A.R. – I nostri progetti nascono sempre dall’osservazione di luoghi particolari. U.F.O è un gioco di parole, in francese Varsavia si dice Varsovie e Ufo Ovnie, unendo le due parole Vars’ovnie, l’Ufo di Varsavia! E il gioco è fatto!

Siamo andati a visitare Varsavia in dicembre, e siamo rimasti subito colpiti da questa fontana abbandonata e decisi e determinati a progettarla come la puoi vedere ora, con passaggi sotterranei pieni di piccoli chioschi! Siamo in un’area della città molto prestigiosa, circondati dalle Ambasciate dei paesi più importanti, nella zona in cui ha sede la residenza del Presidente Polacco; eppure, in mezzo a tutto questo lusso, spunta questa fontana, quello che rimane del piano urbanistico “socialista”, quindi in qualche modo pensata con un criterio ma al momento fuori servizio…il luogo ideale dove costruire una proposta temporanea sull’uso degli spazi pubblici, che dia nuovo valore a questo spazio.


_Da dove è nata l’idea di un U.F.O? La progettazione e l’uso comune di spazi pubblici è attualmente un argomento così inesplorato che pensi ci sia bisogno dell’aiuto di extra-terrestri?

A.R. - U.F.O è la metafora dell’ inatteso: Unexpected Fountain Occupation, l’inaspettata proposta di appropriarsi di questo spazio pubblico. Forestieri, stranieri ed anche ovviamente extraterrestri possono sì aiutare gli abitanti locali proponendo nuove idee. Solo così si può cambiare..

_ Non è la prima volta che esplorate l’idea dell’ostello, dormitorio, luogo di ospitalità, come per esempio avete già fatto alla Biennale di Venezia nel 2006 con il progetto Metavilla. Non vi sembra una contraddizione cercare di rispondere a esigenze del singolo o comunque private, in spazi pubblici? Non pensi sia più importante cercare di creare spazi comuni dove le persone possano condividere un’atmosfera, un momento, un’azione?

A.R. - U.F.O è prima di tutto uno spazio potenziale, con eventi e discussioni, attivo e accessibile a tutti grazie a una serie di infrastrutture: sedie a sdraio e bar, bagni, musica e addirittura una piscina, che cerca di riattivare la funzione più informale della vecchia fontana. Questi differenti livelli di proposte rendono lo spazio una zona dove stare. Giovani e meno giovani trovano qui quello che vogliono, i locali hanno la possibilità di incontrare gli stranieri…L’ostello è un plus: permette di dare ospitalità agli stranieri venuti ad aiutare e in qualche modo offre ai locali una differente esperienza della propria città. È interessante dare ad un luogo una nuova identità, che rompa con la solita routine, creare una storia del luogo, una scenografia. E questa non mi sembra affatto una contraddizione rispetto all’idea che abbiamo di spazio pubblico. E’ solo un modo per evitare il fenomeno di spazi controllati..

_ Un’ultima domanda e ti lascio andare: quanto pensi sia determinante per i vostri progetti condividere le idee con la comunità nella quale vi “calate”? In questo caso quanto lo è stato?

A.R. - In termini di approvazione e accettazione è molto importante che la comunità locale sia informata sul progetto. U.F.O nasce dalla collaborazione con le associazioni locali di street art, abbiamo costruito insieme il progetto e loro lo porteranno avanti per tutta l’estate fino ad agosto.

Questo progetto non è un partecipatorio nel senso che l’idea non è scaturita da una progettazione comune e condivisa con gli abitanti, ma è piuttosto un luogo potenziale in cui la creatività e le ispirazioni di ciascuno si potranno mettere alla prova. Gli abitanti del quartiere sono stati invitati a venire a trovarci durante la costruzione ed alcuni di loro hanno anche collaborato attivamente; abbiamo inoltre organizzato delle “colazioni pubbliche”… e domani sera il dj Wika, di “soli” 75 anni, metterà un po’ di musica “ballabile”..e vedremo tutto il vicinato scatenarsi!

Fonte: http://www.abitare.it


Tuesday, July 5, 2011

SMIAF IV° edizione – Festival dei Giovani Saperi – San Marino – dal 1 al 7 agosto 2011



Il Progetto è promosso ed organizzato dalle Associazioni Culturali, dai Giovani e dagli Artisti della Repubblica di San Marino. In collaborazione con Enti pubblici e privati, (Segreterie di Stato, Fondazioni Bancarie, Uffici di Stato, Sindacati, Aziende ed Associazioni) lo SMIAF vuole dare voce ai giovani saperi, ai talenti e alle esperienze MADE in SAN MARINO in modo che i giovani possano avere un ruolo attivo nello sviluppo e nella crescita del proprio Paese, sia a livello locale che internazionale. Il Festival nasce per promuovere l’innovazione e la cultura organizzando spettacoli, mostre, installazioni, proiezioni, concerti, aperitivi di discussione sulla creatività giovanile e sulle sue potenzialità. Ad oggi l’organizzazione si avvale di un movimento di circa 250 persone tra promotori, associazioni e collaboratori, e del sostegno e partecipazione a vari livelli di circa 3.000 persone.
Il week end dell’edizione 2011 sarà caratterizzato da circa 30 eventi al giorno in 10 punti spettacolo/incontro: le vie del centro storico di San Marino Città, i giardini, le piazze e gli angoli più suggestivi saranno la cornice per le esibizioni artistiche e gli incontri. Fra gli attori principali della manifestazione i giovani sammarinesi, gli artisti, le compagnie di spettacolo e i gruppi musicali locali; parte della direzione artistica sarà a cura delle associazioni culturali, giovanili e sociali che presenteranno proposte di intrattenimento ed incontro, invitati direttamente dall’organizzazione compagnie di artisti internazionali, gruppi professionisti di spettacolo che presenteranno spettacoli da strada di nuovo circo, teatro, giocoleria, spettacoli con struttura, teatro di figura, etc… Le arti che trovano spazio nella quarta edizione dello SMIAF vanno dall’arte figurativa alle installazioni e videoinstallazioni, ma anche teatro, danza, nuovo circo, musica da strada e da palco, comicità e cabaret, Momenti di incontro e aperitivi culturali. Settore importante da segnalare è l’area dedicata a tutte le associazioni sammarinesi in cui il pubblico potrà conoscere ed incontrare le realtà attive sul territorio.
Novità di quest’anno: area mercato di promozione di idee e business giovanili ed area mercato di artigianato artistico e creativo, workshop e seminari (questi inizieranno da lunedì 1 agosto).
Il festival vuole essere un catalizzatore di idee e competenze e grazie a questo principio si coinvolgeranno anche i giovani sammarinesi delle Comunità all’estero attraverso il web e tutti i canali di comunicazione virtuale.
Nelle prime tre edizione del San Marino International Arts Festival – Festival dei Giovani Saperi si sono svolti circa 260 singoli eventi/spettacoli, di cui 39 gruppi musicali; 26 compagnie di teatro e danza; 15 eventi e spettacoli dedicati ai bambini; 26 spettacoli di teatro e arte di strada; 32 artisti/eventi dedicati all’arte figurativa e installazioni; 16 incontri, workshop, aperitivi culturali.
SMIAF 2011, 5 – 6 – 7 agosto, dal primo pomeriggio a tarda sera, con eventi d’arte e di partecipazioni attiva, giovani, studenti, lavoratori, imprenditori, artisti di San Marino, dell’Europa e del mondo, anche quest’anno si incontreranno, fisicamente e on-line, nel centro storico dell’Antica Terra della Libertà per conoscersi, confrontare idee ed esperienze, per discutere insieme e per creare saperi nuovi.

Fonte: http://www.smiaf.org

Oliviero Mannucci e Alessandro Mazzei allo SMIAF per far vedere le stelle a tutti

Dopo la mia famosa serata astronomica sulla seconda torre di San Marino del 2 Settembre 2010, con circa 500 persone, quest'anno si ripete l'esperienza ma questa volta durante lo svolgersi dello SMIAF. Il sottoscritto e Alessandro Mazzei saremo ospiti della Repubblica di San Marino per un intera settimana. Il nostro compito sarà quello di far vedere le stelle a tutti, ma non prendendo a martellate sui piedi gli ignari visitatori, ma grazie ai due telescopi che porteremo e che verrano dislocati in due punti lontani tra di loro durante lo svolgersi del festival. Questo avverrà nelle serate del 5-6-7 Agosto. Nei giorni precedenti, a partire dal 1 Agosto il sottoscritto con l'aiuto del computer mostrerà delle presentazioni in Power Point e alcuni video sulle varie missioni lunari, in quanto quest'anno a San Marino sarà possibile ammirare alcuni campioni di roccia lunare regalati dalla NASA alla Repubblica. Vi aspetto numerosi!


Cieli sereni


Oliviero Mannucci

Radiazione UV in aumento sull'Emisfero Nord

a cura di Manuel Mazzoleni

Fonte: http://www.3bmeteo.com

Da un recente studio effettuato in Giappone, si evince che le radiazioni ultraviolette, nocive all'organismo, aumenteranno nei prossimi decenni nell'emisfero settentrionale, in particolar modo alle medie latitudini (30°- 60°N), tra cui anche sull'Italia. Questo nonostante sia attesa una ripresa dello strato di ozono stratosferico.

Si è giunto a questa conclusione grazie ad accurate simulazioni effettuate attraverso un nuovo modello di simulazione ambientale terrestre (denominato MIROC ESM-CHEM), elaborato da Shingo Watanabe e dai suoi colleghi della Nagoya University, dell'Istituto Nazionale per Studi Ambientali e dalla Kyushu University.

Contrariamente ai precedenti studi per il calcolo della radiazione UV in arrivo sulla superficie della terra non è stato solamente conteggiato la concentrazione di ozono stratosferico ma anche quello troposferico così come la presenza dell'aerosol e delle nubi. I risultati hanno rivelato una significativa influenza di questi fattori nella troposfera, suggerendo che una riduzione del buco dell'Ozono, non necessariamente comporterebbe una diminuzione globale della radiazione UV in arrivo sulla superficiale terrestre.

Lo studio mira inoltre a fornire una comprensione più precisa dei cambiamenti climatici in atto e dei futuri scenari sulla Terra, non solamente in termini di temperatura, precipitazione ed altezza media del mare, ma anche attraverso il ciclo del carbonio, gli agenti atmosferici e la radiazioni UV, elementi strettamente interconnessi con gli ecosistemi e l'attività umana sul pianeta. I risultati della simulazione saranno altresì inclusi nel rapporto di valutazione dell'IPCC che varrà rilasciato nel 2013.

Le simulazioni hanno mostrato che le dannose radiazioni UV-B sono destinate ad aumentare alle medie latitudini nella seconda metà del 21° secolo. Nello specifico in Giappone si prevede un aumento del 10% entro la fine di questo secolo.
Tale aumento contraddice proiezioni precedenti, in cui si prevedeva che una riduzione del buco dell'ozono stratosferico portasse ad una riduzione della quantità di radiazioni UV-B in arrivo sulla superficie terrestre. Lo studio ha rivelato infatti che cambiamenti di origine antropica in troposfera (riduzione della copertura nuvolosa, aumento degli aerosol, ecc...) contribuirebbero ad aumentare la radiazione UV-B. In altre parole queste radiazioni nei prossimi decenni riusciranno ad attraversare la Troposfera in maniera molto più facile rispetto ad oggi.

Lo studio, secondo i ricercatori, dovrebbe interessare una vasta gamma di settori, tra cui la medicina, l'agricoltura, la pesca, le costruzioni, le infrastrutture, ecc..., tutti settori penalizzati da questo aumento della radiazione.

zoom2
zoom2



Appassionati a Siena scoprono una Supernova mai vista

Un gruppo di astrofili senesi ha scoperto una Supernova mai vista prima, nella costellazione dell'Aquila: l'esplosione individuata risale a 330 milioni di anni fa.

by | Tech News

supernova

Un appassionato di astronomia di Siena ha individuato una Supernova fin ora mai vista, la terza in due anni. A scoprirla è stato Simone Leonini, membro dell'Unione Astrofili Senesi, che l'ha individuata dall'Osservatorio di Montarrenti con un telescopio di circa mezzo metro di diametro.

La scoperta ha preso il nome di SN 2011dn, si trova nella costellazione dell'Aquila ed è stata osservata in piena fase esplosiva, fase che si è verificata ben 330 milioni di anni fa.

Dopo la segnalazione di Leonini, la Supernova è stata confermata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica dell’Osservatorio Astronomico di Bologna, dall'Inaf - sempre di Bologna - e dai colleghi statunitensi dello Steward Observatory in Arizona.

La Supernova identificata dall'esperto senese è stata classificata come di tipo la, ossia causata dall'esplosione di una nana bianca alla fine della sua esistenza: l'evento è così luminoso e scintillante che riesce ad illuminare un'intera galassia e giungere ad elevate distanze.

Con questa Supernova, il gruppo senese arriva a 3 scoperte in pochi mesi: a ottobre 2010 aveva individuato una Supernova nella costellazione del Serpente e a dicembre una in quella della Bussola.

Fonte: http://geektv.info

Pronto il primo occhio di Plato, alla ricerca di nuovi mondi

Realizzato a Padova il primo occhio degli oltre 30 previsti: montati su un satellite troveranno "altre Terre"

Pronto il primo occhio di Plato, alla ricerca di nuovi mondi
PADOVA. Tutto è pronto per la gara di Plato (acronimo di Planetary Transits and stellar Oscillations): ha infatti aperto il primo degli oltre 30 occhi che gli permetteranno una volta in orbita di trovare mondi simili alla Terra. Frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova e gli Osservatori Astronomici e Astrofisici di Padova, Brera e Catania, l’� Università di Berna e il Cnes francese, questo gioiello tecnologico con sei lenti di forme e materiali esotici disegnate alla Specola Patavina è diventato realtà grazie al finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana e alla collaborazione di diverse industrie Italiane, Svizzere e Francesi.

Si tratta di un progetto internazionale che coinvolge Università ed Enti di ricerca di tutta Europa, e che vede gli istituti di ricerca padovani in prima linea. Il satellite, tecnologicamente molto sofisticato, è composto da una batteria di piccoli telescopi ma con un enorme campo di vista, in grado di osservare per la prima volta contemporaneamente immense zone di cielo, una specie di Grande Fratello della nostra Galassia che scoprirà i pianeti che ruotano attorno ad altre stelle. Fra questi ci sarà con molta probabilità quello che tutti cercano da un decennio: il primo pianeta "abitabile" simile al nostro.

Una volta raggiunta la sua orbita nello spazio scatterà ogni 30 secondi un'istantanea del cielo permettendo così di cogliere ogni pianeta che, sornione, in quel momento passasse davanti a una delle tante stelle tenute d'occhio (anzi dai 34 occhi) da Plato. Erano una cinquantina le proposte all’Agenzia Spaziale Europea che 4 anni fa aveva richiesto idee per nuovi progetti spaziali agli scienziati di tutta Europa. Plato ha rovesciato la logica finora usata e invece di un unico telescopio, magari grande e potente, ma molto limitato come visuale presenta un disegno rivoluzionario: un satellite dotato di tanti telescopi "piccoli" che però vedono molto cielo tutto in una volta, aumentando così al massimo la possibilità di trovare pianeti extrasolari. Nella gara per il finanziamento dell’impresa ha già superato diversi esami ed è stato inserito in una lista ristretta e finale di tre satelliti tra cui l’Agenzia Spaziale Europea sceglierà, ai primi di ottobre, i due da finanziare, terminare di costruire e lanciare in orbita. La "sfida" per trovare attorno a quali stelle orbitano pianeti dove può essersi formata la vita è aperta e Plato può vincerla.

Montato e allineato nei laboratori di Padova è stato sottoposto agli stessi stress termici e meccanici che subirà durante il lancio ed alle condizioni in cui si troverà una volta raggiunto il vuoto cosmico. Il team dell’Osservatorio e dell’Università di Padova, coordinato dal professor Giampaolo Piotto, ne ha misurata la qualità ottica prima e dopo essere soggetto a condizioni tanto estreme. Una volta lanciato Plato sorveglierà continuamente un milione di stelle per sei anni e fra queste individuerà certamente mondi alieni che per dimensioni, composizione e temperatura possano permettere lo sviluppo della vita, in modo da poi potere concentrare su queste lo sforzo dei tanti telescopi spaziali ed a terra.

Gli sforzi tecnologici di Università, Enti di Ricerca ed Industria, soprattutto Italiane, collimano nel mostrare che Plato è un satellite pronto a raccogliere anche quest’ultima sfida e diventare realtà con un lancio previsto nel 2018 ed un costo di circa 800 milioni di Euro. Di questi oltre due terzi a carico dell’Esa ed il rimanente suddiviso tra le Agenzie Spaziali delle nazioni che fanno parte del Consorzio Plato in cui l’Italia gioca un ruolo di primo piano.

Il progetto Plato è coordinato in Italia da Giampaolo Piotto (Professore dell’Università degli Studi di Padova); lo sviluppo del telescopio è coordinato da Roberto Ragazzoni (Astronomo all’I NAF-Osservatorio Astronomico di Padova) mentre il management è affidato a Isabella Pagano (Astronoma all’INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania). Il team che ha disegnato, montato e collaudato il telescopio è composto da Jacopo Farinato -responsabile dell’integrazione- , Demetrio Magrin, cui si deve il disegno ottico, Marco Dima dell’Osservatorio Astronomico di Padova; Maria Bergomi, Valentina Viotto e Alessandro Brunelli dell’U niversità degli Studi di Padova; Matteo Munari e Salvo Scuderi dell’ Osservatorio Astrofisico di Catania; Stefano Basso, Mauro Ghigo, Daniele Spiga e Francesco Borsa dell’Osservatorio Astronomico di Brera; da Daniele Piazza e Piers Christiansen dell’Università di Berna. Il consorzio Italiano di Plato comprende anche l’Università di Firenze e altri centri di ricerca dell’Inaf (Palermo, La Palma, Roma, Firenze, Napoli, Torino) e l’Asi Science Data Center (Asdc).
5 luglio 2011

Fonte: http://mattinopadova.gelocal.it


ESA, a scuola estiva di open source

L'Agenzia spaziale europea organizza una summer school rivolta a studenti e organizzazioni interessati a sviluppare codice open source per i futuri progetti spaziali

Roma - Un'opportunità per gli studenti di informatica appassionati dello Spazio. L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha annunciato l'attivazione di un progetto pilota denominato Summer Of Code In Space (SOCIS), indirizzato agli studenti e alle organizzazioni che intendano sviluppare codice open source relativi ad alcuni progetti aperti dell'ESA.

Il SOCIS si ispira al Summer of Code (GSoC) di Google. La scadenza per l'invio delle candidature è fissata per il 15 di luglio. (C.S.)

Fonte: http://punto-informatico.it

Si avvicina l'addio allo shuttle, la Nasa pensa al futuro


A pochi giorni dal lancio dell'ultimo shuttle, la Nasa e' intenzionata a tenere ben salda la sua leadership in campo spaziale e a mantenerla inalterata per i prossimi 50 anni. Lo afferma la stesso amministratore capo dell'Agenzia spaziale americana, Charles Bolden, intervenendo sul sito della Nasa.

''Come ex astronauta e attuale amministratore della Nasa, sono qui a dire che la leadership americana nello spazio continuera' almeno per il prossimo mezzo secolo'', afferma Bolden. L'ultimo degli shuttle, l'Atlantis, sta affrontando le fasi conclusive della preparazione nel Kennedy Space Center a Cape Canaveral, in vista del lancio previsto per le 11,26 (le 17,26 italiane) di venerdi' 8 luglio.

A volare sull'Atlantis saranno il comandante Chris Ferguson, il pilota Doug Hurley e gli specialisti di missione Sandra Magus e Rex Walheim, tutti americani e tutti veterani: per la Nasa sono gia' celebri come ''gli ultimi quattro''. Saranno infatti gli ultimi astronauti a volare sulla celebre navetta Usa, che si prepara a chiudere i suoi 30 anni di carriera. Quello dell'8 luglio sara' un volo di addio allo shuttle, ma non all'impegno degli Stati Uniti nello spazio. ''La fine del programma dello Space Shuttle - si legge nel sito della Nasa - non significa la fine della Nasa, o la fine delle spedizioni della Nasa con uomini a bordo. La Nasa ha un robusto programma di esplorazione, sviluppo tecnologico e ricerca scientifica che proseguira' nei prossimi anni''.

Ad esempio, l'Agenzia spaziale americana sta progettando la capacita' di inviare esseri umani per esplorare il Sistema Solare e lavorare in vista dell'obiettivo di una missione umana su Marte. La Nasa progetta di costruire un veicolo chiamato Multi-Purpose Crew Vehicle, basato sul progetto della capsula Orion e in grado di portare a bordo quattro astronauti per una missione di 21 giorni. ''Presto'', inoltre, la Nasa prevede di mettere a punto un sistema di lancio in grado di raggiungere l'orbita bassa, la stessa in cui si trova la Stazione Spaziale Internazionale.

Fonte: http://www.ansa.it

UFO avvistati a Foggia


UFO 2011 - servizio televisivo su due oggetti volanti sconosciuti nel cielo sopra il castello di Lucera a Foggia, Italia. Questo è stato girato il primo luglio 2011.

Link per vedere il video: http://www.ultimiavvistamentiufo.it/

UFO sopra Baou Quattro Oures?

Traduzione automatica di Google

Un paio di Tolone ha visto uno strano fenomeno celeste il 12 giugno.
Un événement également vu à travers le monde. Un evento ha visto anche il mondo. Coïncidence ? Coincidenza?

Autant le dire tout de suite : Yves a une bonne vue. Entrambi dicono subito: Yves ha una buona vista. Un métier à haute responsabilité. Un lavoro di alta responsabilità. Un discours sensé. Un discorso sonoro. Et ce soir-là, il n'avait pas biberonné la moindre goutte de rosé, juré, craché ! E quella notte, non aveva una bottiglia goccia di rosé, giurato, sputare!

Flash-back : dimanche 12 juin, 23 h 17. Flashback: Domenica 12 giugno 23 h 17. Sur les premières pentes du Baou des Quatre Oures, Yves ( « qui ne veut pas passer pour un fatigué, un fou ou un con » ) débarrasse quelques affaires du coffre de sa voiture. Sulle pendici inferiori del Baou Quattro Oures, Yves ("chi non ha l'aspetto di uno stanco, un pazzo o un idiota") cancella alcune cose dal baule della sua auto. La nuit est claire. La notte è chiara. La lune, en vierge. La Luna in Vergine. Quelques avions égratignent le ciel. « J'avais quelques cartons dans les mains et soudain, je ne sais toujours pas pourquoi, j'ai levé la tête, raconte-t-il. J'ai aperçu une immense boule lumineuse. Alcuni avevano graffiare il cielo. "Avevo alcune carte in mano e improvvisamente, io ancora non so perché ho ​​guardato in su, dice. Ho visto un'enorme palla di luce. Bien plus grosse qu'une étoile, un avion ou un hélicoptère ! Molto più grande di una stella, un aereo o un elicottero! Elle était uniformément brillante. Era sempre brillanti. » "

« Des lumières vertes » "Luci verde"

N'en croyant pas ses yeux ni son cerveau, Yves demande à sa douce de venir elle aussi confirmer l'apparition céleste. « Je l'ai vu aussi , assène-t-elle. C'était impressionnant voire effrayant. Non credere ai propri occhi o il suo cervello, Yves le chiede di venire troppo dolce confermare la visione celeste. "Ho anche visto, afferma, ha detto. 'Stato fantastico e anche spaventoso. Je suis certaine que ce n'était pas un avion ! Sono sicuro che non era un aereo! » Ni un hélicoptère. "Né un elicottero.

Yves, qui ne s'y connaît pas qu'un peu en la matière, continue de décrire l'ovni avec force et détails. « Il était au-dessus des nuages, entre 11 000 et 13 000 mètres d'altitude. Yves, che sa non poco in materia, continua a descrivere l'UFO con forza e dettaglio. "Era sopra le nuvole, tra 11.000 e 13.000 piedi. Au départ, il a volé direction plein sud durant une minute, puis il a pris un virage sec vers le nord-est à allure régulière. Inizialmente, volava a sud per un minuto, poi ha preso una svolta a ritmo secco nord-est regolari. » Enfin, la précision qui tue : « En dessous, il y avait des petites lumières vertes persistantes » , confie-t-il. "Infine, la precisione che uccide," Sotto, ci sono stati persistenti piccole luci verdi ", dice. Paco Rabanne et Framboisier de Salut les musclés en restent bouche bée... Paco Rabanne e lampone Hi ai muscoli sono stupito ...

L'ovni a ensuite disparu avec l'éloignement. L'UFO poi scomparve con la distanza. Et aucun petit homme vert n'a posé la moindre antenne chez monsieur Yves. « Attention, je ne dis pas que j'ai vu un ovni ou des extraterrestres, poursuit-il. En revanche, je suis certain que ce n'était ni la station spatiale ISS, ni un ballon-sonde. E nessun uomo poco verde non ha posto alcun antenna con Yves "Guarda., Non sto dicendo che ho visto un UFO o alieni, dice. Ma sono sicuro che non era stazione spaziale ISS, o un pallone. Pas plus que le jet-stream, ni une entrée d'astéroïde dans l'atmosphère. Né la corrente a getto, o un asteroide che entrano nell'atmosfera. » "

Aussi au Canada, en Californie ! Anche in Canada, in California!

Mais qu'a donc vu Yves ? Ma ciò che è stato Yves? Mystère et boule de gomme. Mistero e caramella. D'autant plus que le Toulonnais n'est pas le seul à avoir observé quelque chose d'étrange dans le ciel cette nuit-là. Tanto più che il Tolone non è l'unico ad aver visto qualcosa di strano nel cielo di quella notte. Quasiment au même moment, des observations d'ovni ont été faites un peu partout dans le monde. Quasi allo stesso tempo, gli avvistamenti di UFO sono stati fatti in tutto il mondo. À Cochrane au Canada, à Chicago dans l'Illinois, à Fresno en Californie, à Orlando en Floride et plus près de chez nous à Reims, ainsi qu'à Nîmes. A Cochrane in Canada, a Chicago, Illinois, a Fresno, in California, a Orlando, Florida e più vicino a casa a Reims, e Nimes.

Plus troublant encore, le témoignage d'une trentaine de personnes qui auraient aperçu un ovni cette même nuit à Nanteuil-lès-Meaux en Seine-et-Marne aux alentours d'1h du matin. Più preoccupante, la testimonianza di una trentina di persone che hanno visto un UFO, quella notte a Nanteuil les Meaux in Seine-et-Marne a circa 1:00. Contacté par nos soins, le Geipan, c'est-à-dire le X-Files français, a bien eu vent de toutes ces observations. Contattato da noi, il GEIPAN, vale a dire, i francesi di X-Files, ha sentito tutti i commenti. Mais nos Mulder et Scully à l'accent franchouillard attendent toujours que l'un des observateurs accepte de témoigner à visage découvert. « Si nous trouvons quelqu'un qui accepte de témoigner nous déclencherons une enquête. Ma il nostro Mulder e Scully di concentrarsi franchouillard ancora aspettando uno degli osservatori accettato di testimoniare apertamente. "Se troviamo qualcuno disposto a testimoniare che aprire un'inchiesta. Une observation doit être relatée via un questionnaire assez détaillé et les témoins doivent déposer un PV à leur gendarmerie. Un'osservazione deve essere segnalato tramite un questionario piuttosto dettagliata e testimoni deve presentare una fotovoltaico per la loro polizia. Sans ça, pas d'enquête » , explique-t-on à la direction du Geipan. Senza questo, nessuna indagine, "dice uno al senso di GEIPAN.

Conclusione: per ora il UFO non sono Baou esiste, come molti fenomeni paranormali.

Fonte: http://www.toulon.maville.com

Gli Ufo Influenzano La Storia Umana? Trovato Microchip Nel Cranio Di Napoleone Dice Il Dottor Dubois

"Profondamente sconcertati": così hanno detto di essere gli scienziati che, analizzando il cranio di Napoleone Bonaparte, hanno trovato un microchip lungo poco più di un centimetro conficcato nel cranio di quello che era stato imperatore francese e uno degli uomini di maggior spicco nella Storia dell'Europa. Non solo: è stata persino avanzata l'ipotesi che il microchip possa essere un impianto alieno e che Napoleone possa essere stato vittima di un caso di abduction, ovvero di rapimento ad opera di extraterrestri.

La vicenda pare essere una bufala colossale, ma ha avuto ampia eco all'estero, e il dottor Andre Dubois ha fatto questa clamorosa rivelazione su una rivista medica francese; "Speravo di scoprire che Napoleone soffriva di un disturbo ipofisario, che ne aveva causato la bassa statura - ha spiegato lo scienziato, che ha effettuato la ricerca sui resti mortali dell'imperatore per conto del Governo francese - Ma mentre stavo ispezionando l'interno del cranio la mia mano ha sentito una leggera protuberanza": quella protuberanza si è rivelata essere un microchip.

Stando a quanto riporta il dottor Dubois, anche l'abilità militare di Napoleone sarebbe da attribuire all'intervento alieno che, così, avrebbe di fatto modificato il corso della Storia europea: "Napoleone utilizzò strategie militari valide centinaia di anni dopo di lui, forse l'impianto nel suo cranio ha affinato le sue abilità".

Gli Ufo Influenzano La Storia Umana? Trovato Microchip Nel Cranio Di Napoleone Dice Il Dottor Dubois


Fonte: http://www.paid2write.org

Monday, July 4, 2011

Il nucleare è la distruzione del futuro


061109po(ansa).jpg

ANTEPRIMA. In uscita su Lettera Internazionale un’intervista di Heiko Ernst al filosofo Gunter Anders all’indomani del disastro di Cernobyl. Su Terra i passaggi più significativi di un testo ancora attuale.

Che cosa prova adesso che le sue previsioni e i suoi moniti vanno a poco a poco avverandosi? Che cosa ha pensato quando ha saputo della catastrofe di Cernobyl?
Nulla è più terribile dell’avere ragione e del continuare ad averla…

Secondo Lei, armamento nucleare e uso cosiddetto pacifico dell’energia nucleare sono la stessa cosa…
Inizialmente, coloro che non producevano armi atomiche, ma costruivano soltanto le centrali, ritenevano sul serio di sostenere una nuova forma di approvvigionamento energetico. Molto presto divenne tuttavia chiaro che “qualunque idraulico può costruire armi atomiche con una centrale”. Oggi che è emerso come il funzionamento difettoso di una centrale possa arrecare danni a milioni di persone per un tempo indeterminabile, va riaffermato con forza che con le centrali nucleari si spara contro l’umanità. Sullo sfondo dell’installazione massiccia di centrali atomiche c’è del resto – cosa che viene costantemente taciuta – la lotta contro i proprietari dei giacimenti petroliferi in Oriente. Ci vuole rendere indipendenti dai fornitori energetici del mondo arabo e dagli iraniani. E da qui la minaccia, infarcita di menzogne, dello “spegnersi delle luci”. In questo modo viene nascosto il timore per la crescita della forza dell’islam. Soprattutto per gli USA e per l’Inghilterra, un islam che dal Marocco si estende fino a Giakarta è una minaccia inaccettabile.

I nostri politici non si stancheranno mai di sottolineare che questo incidente poteva avvenire soltanto in Russia.
E naturalmente non è vero. Perché in realtà Cernobyl non è il primo incidente. Il primo è avvenuto trent’anni fa, esattamente nel 1957, a Windscale, dunque in Gran Bretagna. Quell’incendio del reattore contaminò un’area di più di 400 miglia quadrate. Chi se lo ricorda più? Siamo in grado di ricordarlo? Ne siamo mai stati informati allora? Non ne sono sicuro. Il secondo incidente, l’anno successivo, avvenne in Unione Sovietica: a Uralsk. Pare che, all’epoca, il numero delle vittime dirette fosse stato molto alto. E anche di questo abbiamo saputo assai poco. A questo “incidente” ne seguirono quattro negli Stati Uniti, cioè proprio là dove notoriamente - lo si dice ancora oggi - “non potrebbero mai accadere cose simili”. Com’è divertente questo condizionale del politichese! Nel 1968, a Detroit, si fuse addirittura un “reattore autofertilizzante a neutroni veloci”. Poi, tanto per cambiare, toccò nuovamente alla già menzionata centrale di Windscale, in Inghilterra. A seguire, nel 1979, a Harrisburg – un incidente del quale la locale Agenzia Atomica Internazionale riuscì a sapere qualcosa solo con grande ritardo, dopo settimane. E, infine, a Cernobyl è avvenuto l’incidente più grave, incomparabilmente più grave di tutti i precedenti, quello che, come Hiroshima, ha cambiato in modo radicale lo scenario mondiale e, si spera, anche il nostro atteggiamento rispetto alla pericolosa situazione in cui ci troviamo. Certo, il livello tecnico nello Stato comunista, dove, dopo il 1945, si è dovuto recuperare tutto il tempo perduto, è di certo più basso del livello tecnico degli Stati Uniti. Forse le armi nucleari russe non sono ancora “buone” come quelle americane. Tuttavia, il pericolo che abbiamo di fronte non consiste nel fatto che ci siano centrali nucleari comuniste, ritenute perciò da dilettanti, bensì nell’esistenza stessa delle centrali.

A seguito dell’incidente di Cernobyl, la cosa peggiore sembra essere che il pericolo rimane invisibile e che dunque ci si debba fidare degli esperti, i quali a loro volta non sanno nulla di certo…
…e che, se anche potessero dire qualcosa di più certo, il pericolo reale resta invisibile. L’umanità intera è convinta – soprattutto a causa dell’influenza della televisione – che ciò che è deve essere visibile, e che solo il visibile sia vero. Per la casalinga che va al mercato, è incomprensibile che l’insalata, dall’aspetto in tutto e per tutto identico a quella del giorno prima, possa essere cambiata in modo radicale nel giro di ventiquattr’ore, dal 29 al 30 aprile. Non riconosce il pericolo nell’insalata, e non vuole neanche farsi abbindolare dai “signori accademici”. Alcuni politici hanno reagito allo stesso modo autorizzando la vendita, ad esempio, di generi alimentari contaminati. Mangio ogni sera in un ristorante e mi intrattengo con i clienti. Dopo Cernobyl, l’opinione più diffusa è: stanno “gonfiando” il problema! Io rispondo: chi ha interesse a gonfiare il pericolo? I governi? No, non ne hanno alcun interesse. Così come i coltivatori. Lei neanche e io nemmeno. Chi, allora? Naturalmente non sanno rispondere. Ed è sempre così. Lo sforzo di comprendere dinamiche del genere è così gigantesco che non si può pretendere dal buon padre di famiglia di esserne all’altezza. Non si tratta di stupidità. Il fatto è che quanto succede è veramente di difficile comprensione. Persino io, che in un certo senso sono diventato un professionista dell’anti-nucleare e che da trentatré anni mi confronto con questo “tema”, non sempre riesco ad avere un quadro completo dell’enormità della situazione.

Si può tuttavia avere paura per tutta la propria vita, per i propri figli… Alle manifestazioni, subito dopo Cernobyl, il numero dei bambini quasi raggiungeva quello degli adulti, e sicuramente la paura per i propri figli tormenta molti genitori che non ne proverebbero altrettanta per se stessi.
Mi fa piacere che la preoccupazione per le generazioni a venire interessi sempre più persone e organizzazioni, che ci si renda infine conto di tale responsabilità. Anni fa avevo rivolto un appello alle donne. Invano. Arrivare troppo presto è sbagliato quanto arrivare troppo tardi!

A ogni modo, c’è un’istituzione che finora non si è sbilanciata molto, mentre di solito ha molto a cuore la tutela del nascituro. Non c’è alcuna dichiarazione ufficiale della Chiesa cattolica sugli effetti della contaminazione nucleare sulle future generazioni di bambini.
Da molto tempo ormai ho notato l’incredibile intransigenza con cui l’attuale Papa lotta contro l’aborto. Per lui è quasi un’ideé fixe. Ed è sulla stessa barricata insieme a Reagan. Non si era ancora mai visto che il Capo di uno Stato a maggioranza protestante si schierasse con la Chiesa cattolica.

Fonte: http://www.terranews.it

Motegi: ormai è scontro tra i piloti e le istituzioni

Sembrano farsi sempre più opposte le posizioni del duo Dorna-FIM e dei piloti riguardo al recupero del Gp del Giappone: da una parte il binomio organizzativo continua a rassicurare riguardo alla messa in sicurezza dell'area di Motegi, con un nuovo comunicato divulgato dal presidente Federale, Vito Ippolito.

Dall'altra, pur senza sbandierarlo troppo ai quattro venti, pare che al Mugello i piloti della MotoGp (Hiroshi Aoyama escluso, per ovvi motivi) abbiano firmato un gentlemen agreement con il quale si impegnano a non recarsi in Giappone se non avranno garanzie riguardo al pericolo radiazioni, visto che la centrale nucleare di Fukushima dista meno di 150 km dalla sede del Gp.

"Allo stato attuale delle cose e con gli elementi in nostro possesso, considerate anche le opinioni rassicuranti da parte di vari governi sulle restrizioni per i viaggi, non posso che confermare quello che ho affermato nelle precedenti occasioni".

"Comunque, la FIM sta aspettando i risultati di uno studio condotto da una agenzia indipendente europea sulle condizioni presenti a Motegi, risultati che saranno comunicati alla fine del mese. Insieme con i nostri partner continueremo a monitorare la situazione da vicino per essere sicuri che la sicurezza di tutte le persone non sia messa a rischio, cosa che è prioritaria per la FIM" recita la dichiarazione ufficiale di Ippolito.

Tuttavia, i piloti al momento non sembrano fidarsi troppo delle relazioni che presenterà la FIM, anche perchè basta tenersi un minimo informati per sapere che per la realizzazione del "sarcofago" che dovrà contenere oltre ogni certezza le radiazioni di Fukushima bisognerà attendere il 2012.

La sensazione è che ormai si sia prossimi ad un braccio di ferro e la domanda è una: i piloti avranno il coraggio di portare avanti le loro idee fino in fondo, minacciando magari anche uno sciopero a Motegi?

Fonte: http://www.omnicorse.it

Radiazioni in Giappone: il prof. Kosako denuncia i rischi per riso, fauna ittica e.. bambini

Un'intervista pubblicata dal Wall Street Journal rilasciata dal professor Toshiso Kosako dell'Università di Tokyo ha gettato nuove ombre sul prossimo futuro dell'economia giapponese legate alla situazione della contaminazione radioattiva, paventando da una parte rischi maggiori in campo alimentare e denunciando dall'altra la reticenza colpevole del governo.

Kosako è uno dei maggiori esperti nipponici sulla sicurezza in campo nucleare e il suo nome salì alla ribalta quando lo scorso aprile, in segno di protesta contro la politica intrapresa, si dimise dal suo incarico presso il consiglio nucleare dell'esecutivo guidato dal premier Naoto Kan.

Ora, a distanza di due mesi, ha deciso di parlare con i media portando le sue ragioni, già in parte denunciate nel corso della drammatica conferenza stampa (vedi video) in cui si presentò dimissionario, che attengono in particolare la sua preoccupazione rispetto ad alcuni temi precisi.



Innanzitutto il problema della contaminazione degli alimenti; già in questi giorni sono uscite notizie riguardanti tè o alcune verdure radioattive, ma cosa succederà quando in autunno comincerà la stagione del raccolto del riso? Il rischio di un calo dell'offerta per la presenza di una certa quantità di riso contaminata è concreto e potrebbe implicare un incremento notevole del prezzo di quello che costituisce la base dell'alimentazione dei giapponesi.

In secondo luogo c'è la questione della scarsa attenzione rivolta allo stato del mare e della sua fauna, anch'essa ampiamente utilizzata nella cucina locale, così come le alghe: il governo, denuncia il sessantunenne professore, ha rilasciato solo informazioni sommarie su quella che è la situazione del mare nei pressi della centrale di Fukushima Daiichi, ma poco ha fatto quanto ad un monitoraggio più esteso e all'adozione di misure ad hoc per far fronte alla contaminazione di diversi tipi di frutti di mare, dalle alghe ai crostacei ai pesci.



Infine la questione forse più spinosa, quella che ha portato il professor Kosako a rassegnare le sue dimissione circa quaranta giorni dopo il conferimento dell'incarico, il 29 aprile scorso, è quella delle modifiche in rialzo ai limiti delle dosi annue di radioattività ammissibli per i lavoratori della della centrale di Fukushima e soprattutto per i bambini delle scuole presenti all'interno della prefettura omonima.

Mantenere dei limiti più bassi avrebbe implicato la chiusura e la costosa bonifica di molti complessi scolastici che così invece sono rimasti operativi; è bastato portare il limite a 20 millisieverts/anno e il governo Kan, dice Kosako, ha dato ai bambini giapponesi l'esposizione radioattiva esterna a norma di legge.

Fonte: http://technews.it

Getac X500, notebook militare senza compromessi

La Getac Technology Corporation ha lanciato un esclusivo computer laptop COTS rugged, per i comandi militari, progettato per soddisfare gli impegnativi requisiti delle posizioni di comando sul campo di battaglia, i centri di controllo militari sul campo e le strutture di manutenzione.

Il modello X500, disponibile immediatamente, ha uno schermo di 15,6″, il che lo rende il più grande laptop rugged attualmente disponibile, e un core Intel(R) Calpella i7-620M da 2,66 GHz per fornire potenza di elaborazione all’avanguardia.

È sostenuto da MIL-STD-461F, UL1604, IP65, MIL-STD 810G, una garanzia di 5 anni come standard ed è fornito con un involucro della macchina esclusivo a prova di muffa batterica.

Con un touch screen leggibile alla luce diretta del sole, Wi-Fi ad alta potenza, che consente una trasmissione fino a 1000 m all’aperto, visione notturna e una ventola facile da rimuovere, la Getac ha costruito il modello X500 in modo che sia il più veloce e più potente modulo di controllo e comando rugged COTS del suo tipo.

“Il grande schermo del modello X500 e la sua potenza di elaborazione incorporata lo rendono davvero all’avanguardia”, ha spiegato il Business Development Manager Italia della Getac Antonio Carotenuto. “Abbiamo portato le specifiche commerciali standard ad un nuovo livello dopo aver incorporato il feedback dei nostri clienti, riducendo i tempi di consegna e abbassando
il costo totale di gestione.”

“Con i centri militari di comando e controllo che gestiscono più applicazioni software e grandi quantità di dati, è essenziale che siano dotati della massima velocità di elaborazione disponibile”, ha aggiunto Carotenuto.

“Le capacità grafiche del modello X500, il controller grafico nVidia GT 330M, accoppiate con un grande schermo, lo rendono lo strumento ideale per gestire applicazioni di mappatura all’interno delle basi operative avanzate”.

Il modello X500 ha anche altre porte standard come: due porte Giga LAN, due RS232 (RS422 adattabili via BIOS) e quattro USB. È inoltre dotato di livelli elevati di sicurezza incorporati e offre TPM 1.2 (Trust Platform Module), tecnologia Intel vPro, scanner di impronte digitali, lettore di
Smart Card ed è pronto per Computrace e Anti-Theft.

“I dispositivi di controllo sul campo richiedono sempre più tipologie di connessione al laptop. Ad esempio apparecchiature satellitari e radar, dispositivi portatili o diagnostici. Il modello X500 è per questo costruito tenendo presente questa domanda e offre più porte di connessione”.

Il display 15,6″ HD 1366×768 offre 1000 NITS come standard, con upgrade possibile a 1200 NITS, e include una webcam integrata e un’uscita video digitale HDMI.

L’unità è dotata di tastiera con membrana retroilluminata o in gomma, opzionalmente Gobi2 WWAN e Wi-Fi 802.11 a/b/g/n.

“I posti di comando militari necessitano di una grafica chiara e potente e di elevata capacità elaborativa, nonché più interfacce ed espandibilità”, aggiunge Carotenuto. “Abbiamo ascoltato il feedback dei nostri clienti e abbiamo reso queste funzionalità come standard”.

Fonte: http://www.hwgadget.com

Radar portatile guarda anche attraverso muri

Presentato a Parigi, pesa meno di 3 chili e consente di vedere oltre il cemento armato



Radar portatile guarda attraverso muri
Radar portatile guarda anche attraverso muri

LE BOURGET (PARIGI) - Si chiama Twr (through the wall, attraverso il muro) pesa meno di 3 chilogrammi, ed è un radar portatile in grado di vedere attraverso i muri, utile per applicazioni civili - come localizzare sopravvissuti intrappolati in un edificio in fiamme o in zone colpite da terremoto - e per applicazioni militari, per esempio azioni antiterrorismo.

E' stato presentato da Selex Sistemi Integrati, una società controllata di Finmeccanica, che lo realizza assieme a Ingegneria dei Sistemi (Ids) al Paris Air Show, il salone internazionale di aerospazio e difesa a Le Bourget.

Il radar consente l'immediata scoperta di esseri umani dietro muri in cemento armato (di uno spessore massimo di 30 centimetri) rilevando il movimento dello sterno nella respirazione, di seguirne i movimenti e di fornire la disposizione di un edificio, avendo un raggio di rilevazione di 160 gradi.

Il sistema permette di vedere non solo attraverso i muri ma anche anche attraverso porte e altri materiali densi. Twr, quindi, si applica negli scenari che richiedono l'ingresso di soccorritori in edifici non sicuri e che quindi rappresentano un pericolo per vigili del fuoco, soldati e operatori umanitari. migliorando la conoscenza della situazione e riducendo i rischi prima di intervenire all'interno di una struttura. Il rilevamento di segni di vita, come il battito cardiaco e/o la respirazione, avviene mostrando in tempo reale anche persone completamente immobili.

Si basa sull'illuminazione della zona interessata per mezzo di segnali elettromagnetici, rilevando la presenza di esseri umani solo dal movimento dello sterno. Questa funzione consente di localizzare le persone sotto le macerie in caso di frane e terremoti.

Fonte: http://www.ansa.it