Statistiche

Thursday, June 2, 2011

Il cielo di Giugno 2011

Sole

Si trova nella costellazione del Toro fino al giorno 21, quando fa il suo ingresso nei Gemelli.

1 giugno

  • sorge alle 05:38
  • transita alle 13:08
  • tramonta alle 20:39

15 giugno

  • sorge alle 05:34
  • transita alle 13:11
  • tramonta alle 20:47

30 giugno

  • sorge alle 05:38
  • transita alle 13:14
  • tramonta alle 20:50

La durata del giorno aumenta di soli 9 minuti dall’inizio del mese dato che dopo il solstizio le carte si invertono e il giorno comincia a cedere spazio alla notte.

[8] effemeridi complete

21 giugno: Solstizio d’estate

Il solstizio d’estate cade esattamente alle ore 17:17 (ora legale) del giorno 21. Nel giorno più lungo dell’anno il sole sorge alle 5.35 e tramonta alle 20.49. Il giorno dura 15 ore e 14 minuti. Alle ore 13.00 dell’ora legale attualmente in vigore il Sole raggiunge il punto di massima elevazione sull’[9] orizzonte. L’altezza raggiunta dalla nostra stella dipende dalla [10] latitudine del luogo di osservazione.

Luna

[11] 15 giugno 2011: Eclissi Totale di Luna!

1 giugno

  • sorge alle 05:04
  • transita alle 12:45
  • tramonta alle 20:31

15 giugno

  • sorge alle 20:39
  • transita alle 00:20
  • tramonta alle 04:57

30 giugno

  • sorge alle 04:37
  • transita alle 12:24
  • tramonta alle 20:08

fasi lunari del mese:

  • Luna Nuova il 1 (ore 21:04)
  • Primo Quarto il 9 (ore 02:12)
  • Luna Piena il 15 (ore 20:15)
  • Ultimo Quarto il 23 (ore 11:50)

Il giorno 12 alle ore 01:04 la Luna raggiunge il [12] perigeo (367.189 Km di distanza), mentre il giorno 24 alle ore 04:17 si troverà nel punto più lontano dalla Terra nel corso della sua orbita, l’[13] apogeo (404.274 km).

Posizione dei pianeti

[14] effemeridi complete

Il pianeta Mercurio

Mercurio

Mercurio: all’inizio del mese è ancora presente nel cielo del mattino, ma molto vicino al Sole, con il quale sarà in [15] congiunzione il giorno 12, rimanendo pertanto inosservabile per alcuni giorni. Il pianeta ricompare la sera, migliorando sensibilmente le possibilità di osservarlo, in particolare alla fine del mese, quando tramonta più di un’ora dopo il Sole.

[[16] Per saperne di più]

ATTENZIONE: se si usa uno strumento ottico per osservare il pianeta, NON inquadrare MAI il Sole se non si è dotati di apposito [17] filtro. Ciò comporterebbe danni irreparabili alla vista!

Il pianeta Venere

Venere

Venere: nessun cambiamento significativo riguardo all’osservabilità di Venere, che anche per tutto giugno si trova in una situazione sostanzialmente identica a quelle dei mesi di aprile e maggio. Per tutto il mese si può individuare Venere al mattino: sorge appena un’ora prima del Sole ed è quindi molto basso sull’[9] orizzonte orientale. Venere lascia la costellazione dell’Ariete il giorno 4, quando fa il suo ingresso nel Toro, che attraversa quasi per intero.

[[19] Per saperne di più]

Il pianeta Marte

Marte

Marte: il pianeta è ancora basso sull’[9] orizzonte orientale, osservabile prima dell’alba. Si trova un po’ più alto in cielo rispetto a Venere, ma essendo molto meno luminoso sarà più difficile distinguerlo all’apparire delle prime luci del mattino. Possiamo comunque cercarlo nella costellazione dell’Ariete e successivamente, a partire dal giorno 12, nella costellazione del Toro.

[[21] Per saperne di più]

Il pianeta Giove

Giove

Giove: fa ancora parte del consistente gruppo di pianeti osservabili solo al mattino prima dell’alba. Tuttavia con il passare dei giorni le opportunità per individuarlo ad Est migliorano sensibilmente all’aumentare dell’[22] altezza del pianeta sull’[9] orizzonte.

Sempre degni di nota i 4 [24] satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede e Callisto), che si mostrano come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del pianeta sulla linea dell’equatore creando spettacolari configurazioni. Giove si trova nella costellazione dei Pesci fino al giorno 7, quando passa nella costellazione dell’Ariete.

[[25] Per saperne di più]

Il pianeta Saturno

Saturno

Saturno:il periodo è ancora ottimale per osservare lo splendido pianeta con gli anelli, protagonisti delle osservazioni con i telescopi amatoriali. Al tramonto del Sole lo vediamo già alto in cielo, in [26] culminazione a Sud, e rimane osservabile per la prima metà della notte. Saturno si trova nella costellazione della Vergine, dove rimane per tutto l’anno. Il pianeta è molto vicino a Porrima, la stella gamma della Vergine.

[[27] Per saperne di più]

Il pianeta Urano

Urano

Urano: l’intervallo di osservabilità del pianeta cresce progressivamente. Sorge nel corso delle ore centrali della notte e all’apparire delle prime luci dell’alba è già piuttosto alto in cielo a Sud-Est. La luminosità di Urano è prossima al limite della soglia accessibile all’occhio nudo, è quindi necessario l’uso del [28] telescopio per poterlo osservare agevolmente. Il pianeta si trova nella costellazione dei Pesci.

[[29] Per saperne di più]

Il pianeta Nettuno

Nettuno

Nettuno:il pianeta è osservabile per quasi tutta la seconda parte della notte. Verso la fine del mese poco prima del sorgere del Sole si trova prossimo alla [26] culminazione in direzione Sud.

Come sempre, per individuarlo è necessario utilizzare una strumentazione adeguata, un [28] telescopio o un binocolo. Nettuno si trova nella costellazione dell’Acquario.

[[32] Per saperne di più]

Il plutoide Plutone

Plutone

Plutone: Preso atto della [33] riclassificazione di Plutone a plutoide da parte della [34] Parigi, Giugno 2008), la nostra rubrica includerà comunque l’osservabilità dell’astro.

Plutone è osservabile per tutta la notte. Il giorno 26 è all’[35] opposizione, quindi lo si può individuare ad Est all’inizio della notte, culmina a Sud nelle ore centrali e tramonta ad occidente mentre l’oriente è già illuminato dalle luci dell’alba. Il pianeta si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, dove è destinato a rimanere fino al 2023.

Con la sua [36] magnitudine 14 sono necessari un cielo scuro, una buona carta stellare e almeno un [28] telescopio da 8″ di [38] apertura (200mm).

[[39] Per saperne di più]

Congiunzioni

Congiunzione Luna - Saturno, giorno 10 ore 21:30

Luna-Saturno

Luna-Saturno:
la sera di venerdì 10 si ripete una configurazione simile a quelle già osservate nei mesi precedenti.

Possiamo infatti ammirare un “triangolo” che ai vertici vede la Luna, Saturno più in alto, e più a sinistra Spica, la stella più luminosa della costellazione della Vergine.

Congiunzione Luna - Giove, giorno 26 ore 04:00

Luna-Giove

Luna-Giove:
il pianeta gigante si è ormai allontanato dal Sole e quindi dalle luci dell’alba. Non è quindi più proibitivo osservare la [15] congiunzione con la Luna, anche se è comunque necessario attendere le ultime ore della notte. Possiamo osservare i due astri prima dell’alba di domenica 26, nella costellazione dell’Ariete.

Congiunzione Luna - Marte - Pleiadi, giorno 28 ore 04:30

Luna-Marte-Pleiadi

Luna-Marte-Pleiadi:
le considerazioni fatte per Giove valgono sostanzialmente anche per Marte, che però è ancora più basso sull’[9] orizzonte. L’osservazione è quindi meno agevole. Prima del sorgere del Sole, la mattina di martedì 28, Marte e la falce di Luna calante sono osservabili vicino alle Pleiadi, nella costellazione del Toro

Congiunzione Luna - Venere, giorno 30 ore 05:00

Luna-Venere

Luna-Venere:
all’alba del giorno Giovedì 30 si può tentare di scorgere sull’[9] orizzonte orientale una [15] congiunzione ai limiti dell’osservabilità. Venere e una sottilissima falce di Luna molto bassi, tra le luci del’alba, nella costellazione del Toro.

costellazioni

Appena fa buio, nel cielo di giugno non c’è più traccia delle [44] costellazioni invernali, ad eccezione dei Gemelli e dell’Auriga che, subito dopo il tramonto, ci mostrano ancora le loro stelle principali. Verso Nord-Ovest infatti possiamo ammirare la brillante Capella e la coppia formata da Castore e Polluce, prima che vengano inghiottite dalle luci all’[9] orizzonte. A Sud troviamo le [44] costellazioni primaverili: il Leone, che ogni giorno che passa volge sempre più verso l’[9] orizzonte ovest, il Boote, la Vergine e la Bilancia.

La costellazione dello Scorpione

Lo Scorpione

Alla sinistra del Boote la Corona Boreale con la brillante stella Gemma che ricorda davvero la pietra più preziosa di un diadema. Ad Est della Bilancia si riconosce l’arco delle chele dello Scorpione con la rossa Antares a delineare il torace dell’animale; con l’avanzare della notte tutto il corpo si eleva sopra l’[9] orizzonte, fino a mostrare la coda e l’aculeo. Ad Est della Corona arriviamo alla costellazione di Ercole, nel quale anche con un binocolo si può osservare l’ammasso globulare M13.

Verso Est tre stelle brillanti formano il grande triangolo dell’estate, attarversato dalla tenue nebulosità della [49] Via Lattea; l’asterismo è formato da tre costellazioni: la Lira con la brillante stella Vega, il Cigno di cui si riconosce bene la coda rappresentata dalla stella Deneb e l’Aquila con la stella Altair. Le stelle del triangolo ci accompagneranno per tutta l’estate, approfittatene per osservare, con un [28] telescopio, la stella che rappresenta il capo del Cigno, Albireo, che è una bellissima doppia e, nella Lira, la [51] nebulosa planetaria M57.

Il cielo settentrionale è, come sempre, caratterizzato dalle due Orse. Volgendo lo sguardo verso la [52] stella polare che nell’Orsa Minore ci indica la direzione del Nord ([53] come trovare la stella polare?), vedremo l’Orsa Maggiore dominare il cielo a Nord-Ovest. Dalla parte opposta rispetto alla Polare, a Nord-Est, possiamo riconoscere Cassiopea, dalla forma a “W”, e Cefeo con la sua singolare forma a casetta dal tetto appuntito.

Mappe del cielo ed eventi del mese

Nota: Le mappe del cielo sono realizzate con [59] Stellarium e riferite alla metà del mese alle ore 22:00 circa ora italiana, latitudine media (Roma), ad esclusione di congiunzioni ed eventi particolari. Gli orari delle congiunzioni sono scelti valutando le condizioni di migliore osservazione.

effemeridi del mese

Totali

Singole

Nota: Per salvare in locale i singoli files cliccare col tasto destro del mouse sui link riportati e scegliere “Salva collegamento con nome” o “Save link as”. Le effemeridi sono valide per una località alla [10] latitudine media italiana (Roma - 12°30′E - 41°53′N) e generati da un software proprietario

Fonte: http://www.astronomia.com


Wednesday, June 1, 2011

La Cassazione da il via libera alla consultazione sul nucleare: fai un regalo ai tuoi figli, vota SI per fermare il nucleare

Referendum: questi i 4 quesiti sulle schede il 12 e 13 giugno

"Il 12 giugno votate Sì".

Monia Cappuccini
Adesso è ufficiale: il 12 e 13 giugno saranno 4 i referendum su cui si potrà votare. Anche quello sul nucleare. L'ufficio elettorale della Corte di Cassazione ha stabilito, infatti, che le modifiche apportate dal governo alle norme sul nucleare non precludono la celebrazione della consultazione popolare.
La Cassazione ha quindi confermato che i cittadini potranno esprimersi sul quesito depositato a suo tempo dall'Idv, che va ad aggiungersi agli altri tre su acqua e legittimo impedimento.
Eccovi, quindi, i 4 quesiti referendari.



Il quesito sulla scheda rossa

Il quesito della scheda rossa (referendum n. 1) è inerente alle modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica.
In particolare, si chiede l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della legge n. 133/2008, secondo cui la gestione del servizio idrico può essere affidata a soggetti privati attraverso gara o a società a capitale misto pubblico-privato; in entrambi i casi il privato detiene almeno il 40% del capitale.
La preferenza dei SI terrebbe lontani i privati dalla gestione pubblica del servizio idrico.


Il quesito della scheda gialla

Abrogazione parziale invece per il referendum n. 2 sull’acqua pubblica contenuto nella scheda gialla, con cui si chiede l'abrogazione dell’articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006, per quel che riguarda la parte che sostiene la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato “in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”.
In base alla normativa vigente, un gestore può caricare sulla bolletta fino al 7% in più senza che questo venga investito per migliorie sull’infrastruttura.


Le centrali nucleari sulla scheda grigia

Referendum n. 3, scheda grigia, costruzione di nuove centrali per la produzione di energia nucleare, promosso dall’Italia dei Valori.
Dopo la marcia indietro del Governo, a seguito del disastro a Fukushima, è la consultazione più a rischio.
Salvo contrordini dell’ultima ora, il quesito chiede l’abrogazione dell’art. 7, comma 1, lettera d (realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare) contenuto nel decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sulle disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria. Votando SI si impedisce di fatto la realizzazione di nuovi impianti sull’intero territorio nazionale.


Sulla scheda verde il "legittimo impedimento"

Scheda verde chiaro per la quarta e ultima consultazione popolare, anch’essa sostenuta dall’Italia dei Valori, tocca il tema della giustizia. Meglio conosciuto come “legittimo impedimento”, si esprimono sull’abrogazione di una delle leggi ad personam, in particolare l'articolo 1 (commi 1, 2, 3, 5, 6) della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento del Presidente del Consiglio e dei Ministri a comparire in udienza penale".

Quorum più facile

E ci sono più speranze ora di raggiungere il quorum, dopo molti anni che questo tipo di consultazione elettorale è vanificata per la mancanza di partecipazione da parte del 50% più uno di elettori che servono a farne valere l'esito.
Infatti, il vento è cambiato dopo le amministrative e, a giudicare dall’entusiasmo che si respira in giro, c’è da credere che continuerà a tirare aria di svolta ancora per i prossimi 15 giorni.
Comunque, fino al 12 e 13 giugno saranno giorni da battiquorum.
Acqua, legittimo impedimento, nucleare: bastano quattro sì per affossare definitivamente il governo Berlusconi.

L'entusiasmo del comitato promotore

La sentenza della Suprema corte è stata accolta naturalmente con entusiasmo anche dal comitato promotore e dalle associazioni ambientaliste che maggiormente si sono battute in queste settimane, da Greenpeace, al Wwf a Legambiente. "Questa volta le furberie alle spalle degli italiani non passano. La Cassazione censura l'arroganza del governo e riconsegna nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare e del proprio futuro", commentano dal quartier generale di 'Vota Sì per fermare il nucleare'.

Fonte: http://www.ilsalvagente.it

Iaea: a Fukushima 4 reattori a rischio fusione

«Giappone impreparato e Nisa non indipendente». Alti i livelli di stronzio


Il governo alla Tepco: «Scarsi controlli sui lavoratori»

La Fact-Finding Mission in Giappone dell'International atomic energy agency (Iaea) ha iniziato a redigere il suo rapporto sugli insegnamenti che si possono trarre dal disastro nucleare di Fukushima Daiichi. Il rapporto è ancora in fase di preparazione e la versione definitiva verrà presentata prima della Ministerial conference on nuclear safety che si terrà a Vienna dal 20 al 24 giugno, ma intanto il team Iaea, che ha visitato tre centrali nucleari giapponesi e avuto numerosi incontri con esperti, tecnici e istituzioni ed organismi giapponesi legati al nucleare, ha reso noti alcuni punti fermi.

Il primo ed essenziale è che il Giappone ha sottovalutato l'effetto dello tsunami. Secondo il team di 18 esperti dell'Iaea il Giappone aveva la possibilità di mettere in atto «Le migliori misure possibili subito dopo l'incidente presso l'impianto di Fukushima Daiichi, ma ha sottovalutato il pericolo di tsunami». La bozza Iaea dice che «era difficile aspettarsi che il Giappone avrebbe potuto fare più di quanto abbia fatto subito dopo che si è verificato l'incidente, con tutti i sistemi di sicurezza persi e con manodopera e illuminazione insufficiente», ma aggiunge che «Il Giappone ha sottovalutato l'impatto dello tsunami ed ha fallito nel contrastare onde che sono state superiori rispetto alle previsioni». Inoltre «La caratteristica principale del peggior incidente nucleare in Giappone è che 4 reattori sono esposti a rischio di fusione».

La bozza del rapporto della Fact-Finding Mission dell'Iaea invita il Giappone «A rivedere i suoi attuali procedimenti di fronte ad un grave incidente nucleare. Questo processo si basa sul presupposto che l'illuminazione e l'elettricità dovrebbero essere disponibili durante tali incidenti». Il team Iaea critica pesantemente il Giappone «Per non aver garantito l'indipendenza della Nuclear and industrial safety agency, nonostante gli avvertimenti di 3 anni fa da parte dell'Iaea che l'Agenzia dovesse essere separata del ministero dell'economia, del commercio e dell'industria».

Proprio la criticata Nuclear and industrial safety agency (Nisa) oggi ha sollecitato la Tokyo Electric Power Company (Tepco) a rendere noti i piani ed i criteri per decontaminare l'acqua radioattiva che continua ad accumularsi nella centrale di Fukushima Daiichi. La Tepco ha ammesso che le piogge di questi giorni hanno aumentato il volume di acqua altamente radioattiva all'interno dell'impianto: in 24 ore il livello dell'acqua contaminata in un tunnel che parte dal reattore 2 è aumentato di 6,2 centimetri, nel seminterrato dell'edificio turbina del reattore, l'acqua è aumentata di 6 cm. Il livello dell'acqua è salito di oltre 2 cm anche nel tunnel e nel seminterrato dell'edificio turbina del reattore 3.

La Nisa ha chiesto alla Tepco di garantire nuovi siti di stoccaggio dove trasferire l'acqua contaminata e di definire entro domani i suoi piani per la decontaminazione. La paura per l'avvicinarsi della stagione delle piogge, con i rischi che l'acqua radioattiva fuoriesca, sta cambiando nuovamente tutti i progetti per "recuperare" Fukushima, ma bisogna continuare ad iniettare acqua nel nocciolo dei reattori se si vuole evitare che la fusione paventata dall'Iaea (e già avvenuta per le barre di combustibile) si estenda.

Anche il governo giapponese è sempre più arrabbiato con la Tepco e, dopo la notizia della nuova contaminazione di due "liquidatori", ha chiesto all'azienda di fare immediatamente più test sui lavoratori di Fukushima Daiichi per capire quanti dei loro abbiano subito un'esposizione interna alle radiazioni. Il ministero del lavoro ha incaricato la Tepco di testare diverse decine di lavoratori che lavoravano nelle sale di controllo dei reattori 3 e 4 come i due lavoratori contaminati e che «Possono avere inalato livelli elevati di sostanze radioattive».

La serie di problemi di sicurezza dei lavoratori di Fukushima Daiichi venuti recentemente alla luce è davvero preoccupante: "liquidatori" al lavoro senza dosimetri delle radiazioni, due impiegate esposte a livelli di radiazione oltre l limite di sicurezza, subappaltatori accusati di non garantire misure approfondite per la sicurezza dei loro lavoratori... Come ciliegina sulla torta nucleare, ieri pomeriggio è scoppiata una bombola di ossigeno vicino al reattore 4, fortunatamente senza gravi danni e feriti. Secondo la Tepco la bombola sarebbe stata schiacciata da uno dei macchinari pesanti utilizzati per rimuovere i detriti radioattivi.

Intanto la Tepco ha rilevato alti livelli di stronzio, una sostanza radioattiva che tende ad accumularsi nelle ossa. E' la seconda volta da aprile che lo stronzio è stato trovato all'interno del compound di Fukushima Daiichi. La sostanza era stata rilevata anche a marzo nel suolo e nelle piante a più di 30 chilometri da Fukushima. Lo stronzio è stato ritrovato anche in campioni di acqua di mare prelevati il 9 maggio in 4 punti al largo della prefettura di Fukushima, ma il loro livello sembra entro i limiti fissati dal governo.

Nei campioni di terreno prelevati il 9 maggio in 3 punti a circa 500 metri dai reattori 1 e 2 sono stati rilevati fino a 480 becquerel di stronzio-90 per chilogrammo di terreno, si tratta di un livello circa 100 volte superiore al valore massimo registrato nell'aria della prefettura di Fukushima dopo i test atomici effettuati da Paesi stranieri durante la guerra fredda. Negli stessi punti la Tepco ha rilevato 2.800 becquerel di stronzio-89 per chilogrammo di terreno.

Fortunatamente da questo disastro radioattivo arriva anche una buona notizia: oggi è entrato in funzione l'impianto di raffreddamento del sistema operativo del reattore 2 che dovrebbe essere in grado di raffreddare l'acqua della piscina del combustibile dagli attuali 70 gradi a 40 e quindi far diminuire il vapore e il livello di umidità al 99,9% che impediscono ai "liquidatori" di installare attrezzature per rimuovere le sostanze radioattive nell'edificio del reattore.

I livelli di radioattività sembrano in calo nel mare davanti alla centrale: la Tepco dice di aver rilevato 3,1 becquerel di cesio-134 per m3 di acqua di mare nei pressi della presa d'acqua del reattore 3. Si tratta di un dato 52 volte oltre il limite giapponese, ma anche il più basso da quando la Tepco ha iniziato la verifica dei livelli di radiazioni in mare ed uno scherzo rispetto alle 32.000 volte sopra il limite del livello registrato l''11 maggio. Il livello di iodio radioattivo vicino alla presa d'acqua del reattore ieri era 160 sopra il limite, ma un terzo di quello registrato domenica scorsa. Bisogna però dire che ieri il cesio-134 è stato trovato in mare a 16 Km dalla centrale, ma a livelli non preoccupanti.

Fonte: http://www.greenreport.it

Commento di Oliviero Mannucci: Che nei pressi di Fukushima ci sia un alto livello di STRONZIO, non avevo dubbi, sicuramente qualche dirigente dela TEPCO con tutte le bugie che hanno raccontato ai giapponesi, sicuramente si sarà sentito dire dalla gente in coro : STRONZIO ! STRONZIO ! STRONZIO !

A Fukushima 250 kamikaze "nucleari"

Anziani si offrono per lavorare alla messa in sicurezza del sito

foto Ap/Lapresse
16:50 - Un nutrito gruppo di 250 anziani giapponesi si è offerto volontario per lavorare alla messa in sicurezza della centrale nucleare di Fukushima. Li hanno chiamati il "Corpo dei Suicidi", ma loro preferiscono definirsi come un gruppo di cittadini responsabili. Perché è stata la loro generazione a scegliere il nucleare e quindi sta a loro provvedere e perché sanno che le radiazioni agiscono più lentamente sull'organismo di un anziano.
Il gesto coraggioso di questi giapponesi attempati sta facendo il giro del mondo. La Cnn dedica un ampio servizio a questo "Corpo dei Veterani Qualificati", di età over 60 anni, che hanno annunciato di volere dare il cambio ai circa mile lavoratori impegnati attualmente a Fukushima. Perché, come spiega uno dei fondatori, il 72enne ingegnere in pensione Yasuteru Yamada, "gli anziani sono meno sensibili alle radiazioni. Per questo, dobbiamo fare la nostra parte".

Nonostante il plauso internazionale, il governo nipponico declina l'offerta. Così come la Tepco, la società che gestisce l'impianto, che fa presente che ci sono già abbastanza persone impiegate nel fronteggiare la crisi.

Ma loro, sostenuti da almeno 900 donatori, non demordono. Kazuko Sasaki, 69 anni, una delle co-fondatrici del gruppo, spiega: "La mia generazione è quella che ha promosso la costruzione delle centrali nucleari. Se non ci prendiamo noi la responsabilità di quella scelta chi lo farà?". Poi, analizza molto lucidamente i rischi: un trentenne esposto alle radiazioni, spiega, può ammalarsi di cancro verso i 35 o 40 anni. Alla sua età, invece, la malattia potrebbe sorgere intorno ai 75-80 anni, "e a quell'età potrei comunque avere già sviluppato un tumore".

Il "no" delle autorità tuttavia non li fa arretrare di un passo. L'ingegner Yamada è certo che alla fine i volontari verranno chiamati in azione a Fukushima. La ragione, spiega, è semplice: "Hanno bisogno di noi".

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it

Quelle mamme di Fukushima che misurano le radiazioni

Contatori Geiger alla mano, 200 donne controllano la contaminazione e accusano: "Basta bugie, vogliamo la verità per salvare i nostri figli"

dal nostro inviato DANIELE MASTROGIACOMO FUKUSHIMA - Di cosa ha paura? "Delle radiazioni. Uccideranno i miei figli". È appena passato il tecnico, dice che il livello delle radiazioni rientra nella norma. "Passa una volta alla settimana. Noi le registriamo tutti i giorni. Ci sono picchi spaventosi". Cosa farà? "Manderò via i miei figli. Io resterò qui a lottare". Shiori Yokoyama ci trascina in casa, apre un cassetto, tira fuori uno strumento che sembra un cronometro a mano. Lo impugna, ci guida ancora all'esterno, afferra il contatore Geiger, lo abbassa verso il terreno, osserva i valori che si alzano, si abbassano, tornano ad alzarsi fino a lanciare un sibilo costante.

"Ecco, guardi, segna 2,4 microsievert l'ora", spiega. "Arrivano a 36 al giorno, cioè 13.140 l'anno, ossia 13 millisievert l'anno. Ci sono posti dove si raggiunge i 220 l'anno: è più alto di quello della centrale". Qui si è sotto i 20 millisiervert l'anno fissati dal governo, facciamo notare. "E cosa significa: morire più tardi? Gli standard internazionali parlano di 1 millisievert l'anno. Solo dopo l'incidente alla centrale lo hanno alzato a 20. E adesso, da due settimane, lo hanno esteso ai bambini. È assurdo, questo ci fa paura. Ci sentiamo ingannate, non sappiamo quale sia la verità. Chi mente e chi nasconde. Vengono quasi tutti i giorni: medici, esperti, persino il governatore della Prefettura ci ha fatto visita. Arrivano, ci rassicurano, dicono che va tutto bene, ci invitano a mangiare latte e verdura. Dobbiamo
solo aspettare che passi. Ma noi abbiamo urgenza di capire. I miei figli non possono morire".

IL VIDEO DI DANIELE MASTROGIACOMO 1

Questa donna di 38 anni abbraccia i suoi quattro figli che ci guardano con l'aria smarrita. Il più grande ha 11 anni, il più piccolo 10 mesi. Abitano qui da sempre, assieme al padre che fa il medico. Dopo il grave incidente a Fukushima Daiichi, Shiori Yokoyama si è messa a studiare e adesso è una vera esperta di radiazioni e isotopi. Un giorno si è resa conto che qualcosa non andava. Allora ne ha parlato con le altre mamme del suo quartiere e insieme hanno deciso di organizzarsi. Oggi sono in duecento e dall'inizio del mese, ogni domenica, formano una lunga catena umana che assedia il palazzo della Prefettura. Il governo lascia fare, qualche volta accoglie una delegazione, altre le allontana. Ma loro, queste mamme esasperate, geishe trasformate da Fukushima in guerriere ecologiche, resistono: lottano per far sopravvivere i loro figli. Guidano un movimento che si allarga e rischia di contagiare altre città e altri villaggi della Prefettura.
Da metà mese, un team di Greenpeace international è sbarcato in Giappone e scandaglia tutto il perimetro dell'area evacuata con monitor e rilevatori di radiazioni. Svolge una contro inchiesta e dai dati che ha messo sulla Rete si scopre che le mamme guerriere hanno ragione. Basta guardare la mappa punteggiata da ampi cerchi rossi, gialli, arancioni e azzurri per rendersi conto che il governo e la Tepco, la società che gestisce Fukushima Daiichi, nascondono la verità.

Trenta chilometri più a nord, nel villaggio di Nishigo, c'è la casa di Atsuko Morinaga, 51 anni, mamma di un bambino di 11. Lo ha portato via. "Ad Akuba, nella prefettura di Nagano", precisa. "Mi manca ma sono serena. Lì è al sicuro. L'ho affidato ad un volontario che ha messo a disposizione la sua fattoria per accogliere i bambini fatti fuggire delle madri preoccupate. Ce ne sono tanti, so che sta bene. Non so quando tornerà. Per me è diverso: non ho un posto dove andare, devo cercare lavoro, devo mantenermi e lo Stato non mi aiuta". Anche Atsuko, come Shiori, fa parte del movimento per la verità su Fukushima. "Ho capito subito - racconta - che le autorità mentivano. Ci sono troppi interessi in ballo. Dopo le nostre proteste hanno iniziato a fare delle misurazioni nelle scuole. C'è il problema del terreno nello spazio giochi esterno. Per loro non c'era nulla di strano. Noi, con i nostri strumenti, abbiamo trovato dei picchi preoccupanti proprio sulla terra dove c'è lo scivolo dei bambini. Adesso dicono che lo rivolteranno, ma non basta: è solo un modo per tenere tranquilla la popolazione".

Chi è costretto a restare segue un rito quotidiano. I bambini indossano sempre mascherina e cappello e ogni volta che tornano a casa le mamme li passano al contatore Geiger. Sotto le scarpe, sulla testa, lungo tutti i vestiti. "Proprio ieri - ci svela mamma Atsuko - c'era stato un controllo nella scuola di mio figlio. Risultava un livello di 0,74 microsievert l'ora nell'ambiente. Con le altre mamme siamo andate nel cortile interno e la radiazione era di 5,9 microsievert l'ora. Questi sono dati. Vuol dire che ci raccontano bugie. Non ci fidiamo più". Chi può ha lasciato la regione. Chi resta, lotta. "Ho sentito che ci sono state nuove fughe radioattive con l'acqua di raffreddamento della centrale", commenta Atsuko mentre si prepara a raggiungere Tokyo. "La gente comincia a capire. È in gioco il futuro di tutti. Il futuro del Giappone".

Fonte: http://www.repubblica.it

Nasa: celle a combustibile al metanolo al posto dell’idrogeno

E’ l’opzione proposta dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della Nasa che dopo anni di ricerca, hanno compiuto un passo avanti importante mettendo a punto un prototipo di ‘fuel cell’ al metanolo da 300 Watt. Siamo all’alba di un’economia al metanolo?
Nasa: celle a combustibile al metanolo al posto dell’idrogeno
Metanolo liquido al posto dell’idrogeno per fare funzionare le celle a combustibile. E’ l’opzione proposta dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della Nasa che dopo anni di ricerca, ha compiuto un passo avanti importante mettendo a punto un prototipo di 'fuel cell' al metanolo con una potenza da 300 Watt. “Questa cella a combustibile potrà diventare una fonte di energia efficiente e non inquinante privilegiata per le applicazioni civili e militari”, ha profetizzato Gerald Halpert, ex supervisore del settore di tecnologie elettromeccaniche del JPL. “Non vediamo l'ora di lavorare a più stretto contatto con il mondo industriale per sviluppare ulteriormente questa tecnologia e venire incontro alle richieste del mercato”, ha aggiunto Erik Brandon, che ricopre attualmente la carica.

Secondo gli scienziati, il metanolo è un’alternativa promettente all’idrogeno in quanto, pur utilizzando la stessa tecnologia, presenta diversi vantaggi a partire da una maggiore facilità di produzione e immagazzinamento. Inoltre, l’innovativa fuel cell realizzata dal Jet Propulsion Laboratory in collaborazione con l'University of Southern California di Los Angeles, molto facile da progettare e costruire, rappresenta, a detta degli studiosi, una fase molto prossima alla commercializzazione. Il meccanismo è lo stesso delle celle a idrogeno: il combustibile viene sottoposto a ionizzazione: in questo modo gli elettroni, separati dalle cariche positive, generano un flusso di corrente elettrica utilizzabile. Nel processo non vengono emesse sostanze inquinanti: i prodotti di scarto sono acqua, come nel caso dell’idrogeno, e CO2, benché in minime quantità. Questo tuttavia potrebbe essere un limite all’utilizzo generalizzato del metanolo in vista di una mobilità a emissioni zero, anche se gli scienziati assicurano che l’anidride carbonica sprigionata dal processo potrebbe anche essere catturata. Un altro limite è il processo di produzione: bisogna ricordare infatti che il metanolo viene prodotto a partire dal metano, o da altri combustibili fossili, come il carbone, in processi che comportano emissioni di CO2. Tuttavia, una parziale soluzione a questo problema potrebbe essere l’utilizzo come materia prima per la produzione di metanolo di biomasse (scarti agricoli, rifiuti organici, legno, deiezioni animali), sottoposte a un processo di gassificazione. Ancora più interessanti sono i processi che prevedono invece l’utilizzo della stessa CO2, che potrebbe essere recuperata dai fumi industriali, dalle centrali elettriche e dalle stesse auto alimentate a metanolo.

Secondo gli scienziati della Nasa, questa fonte di energia potrebbe essere utilizzata per alimentare una vasta gamma di dispositivi, dai generatori di energia elettrica stand-alone per gli edifici ai veicoli elettrici, dai gadget ai dispositivi mobili, dando luogo a un’economia al metanolo, alternativa alla rifkiniana economia all’idrogeno, la cui produzione su vasta scala è ancora massicciamente legata alle fonti fossili, benché anche in questo caso si stiano facendo strada processi di produzione alimentati a fonti rinnovabili. (f.n.)

Fonte: http://www.zeroemission.tv

Commento di Oliviero Mannucci: Volevo avvertire la NASA che in Toscana, in Chianti a 50 metri da casa mia esiste una fonte di energia, che potrebbe essere impiegata per le future missioni spaziali. La fonte di energia in questione, si chiama Roberto, ha 43 anni e se alimentato a dovere con una abbondante fagiolata è in grado di sprigionare gas metano con una pressione e un fragore veramente assordante. Sicuramente utilizzando questa incosueta forma di propulsione si potrebbero portare gli astronauti su Marte non in mesi ma nel giro di poche ore, ma probabilmente arriverrebbero morti, ma non perchè sottoposti ad una pressione gravitazionale troppo forte dovuta alla velocità ( quelle sono quisquilie), ma perchè sarebbero uccisi dal metano stesso, che produrrebbe un effetto devastante sulle capacità olfattive degli stessi malcapitati con conseguente intossicazione, se non opportunatamente protetti. Utilizzando più individui con queste inconsuete capacità, messi in serie, sempre dopo averli nutriti con un abbondante fagiolata, probabilmente si potrebbe far arrivare degli uomini sulle stelle più vicine per poi non farli più tornare indietro però. La proposta è seria ed ecologicamente valida, contattami!

Einstein aveva ragione: intorno alla Terra ci sono vortici spazio-temporali

Si chiude la polemica sulla teoria della relatività


Determinanti i dati raccolti dal satellite Gravity Probe-B della Nasa

La curvatura dello spazio-tempo intorno alla Terra (da Nasa)
La curvatura dello spazio-tempo intorno alla Terra (da Nasa)
MILANO - La polemica sui risultati dell’ultimo esame a Einstein circa la sua teoria della relatività ora è finalmente chiusa. Ma nelle scorse settimane aveva destato non poche agitazioni facendo supporre anche una conclusione diversa. A concludere la vicenda è intervenuta la pubblicazione su Physical Review Letters (con la data 3 giugno) della ricerca compiuta da una trentina di scienziati di diversa nazionalità, ma soprattutto americani.

GRAZIE AL SATELLITE - Il nutrito gruppo di fisici ha esaminato i dati raccolti con il satellite Gravity Probe-B della Nasa apposta concepito per una valutazione definitiva - dicono i ricercatori - della teoria generale della relatività del 1916. I risultati erano stati anticipati ancora nel marzo scorso e poi in una conferenza stampa agli inizi di maggio, e questo aveva destato critiche proprio perché non erano stati ancora pubblicati. Ma alle critiche, i portavoce del gruppo replicavano col dire che comunque erano stati accettati come manoscritto e quindi si potevano ritenere in diritto di divulgarli. Naturalmente non tutti condividevano la risposta.

POLEMICHE - Che la vicenda destasse trambusto era scontato perché riguardava lo scienziato più famoso del Ventesimo secolo e la sua idea che cambiò che cambiò il corso della fisica. Comunque, anche questa volta Einstein ha dimostrato di aver ragione. L’impresa non è stata facile e lo dimostrano quattro cifre. Per preparare l’esperimento nello spazio, infatti, sono occorsi 31 anni di ricerche e di sviluppi tecnologici, dieci anni di preparazione del volo, un anno e mezzo di missione in orbita e cinque anni di analisi dei dati. Il satellite Gravity Probe-B era lanciato nel 2004 e il suo scopo era scoprire un effetto provocato dalla gravità terrestre attraverso quattro giroscopi mantenuti in una condizione di superfreddo. Proprio questi hanno misurato una sorta di vortice-spazio temporale attorno al nostro pianeta, come prevede la teoria della gravità einsteniana. «Lo spazio-tempo attorno alla Terra appare distorto secondo la descrizione dalla relatività generale», sottolinea Francis Everitt della Stanford University e principal investigator della missione. «È un risultato storico», aggiunge Clifford Will della Washington University di St.Louis, che sovrintende un gruppo di scienziati creato dal National Research Council nel 1998 proprio per una valutazione indipendente dei dati.

ESAMI - Il primo esame era stato compiuto nel 1919 dall’astronomo Arthur Eddington durante un’eclissi solare verificando nell’occasione che la luce emanata da una stella veniva deviata dalla forza gravitazione del Sole quando transitava nelle sue vicinanze. I rilevamenti erano condotti in due luoghi diversi: a Sobral in Brasile e nell’isola di Principe. Ora si è saliti nello spazio. Ma supponiamo che altri esami saranno presto inventati.

Giovanni Caprara

Fonte: http://www.corriere.it

Scoperti vermi 'alieni' in profondità terra

Finora si credeva che solo batteri potessero essere 'estremi'


Halicephalobus mephisto, la nuova specie di vermi che vive in profondità (fonte: universit'à di Ghent, Gaetan Borgonie) Halicephalobus mephisto, la nuova specie di vermi che vive in profondità (fonte: universit'à di Ghent, Gaetan Borgonie)

Vivono nelle profondità della Terra, in un ambiente ben diverso da quello che si trova in superficie e dove pressione e temperatura sono altissime: per questo sono dei veri e propri 'alieni', i vermi che vivono fino a tre chilometri di profondità nel sottosuolo.

Finora gli unici esseri viventi noti per vivere in condizioni così estreme erano organismi semplicissimi come i batteri. Per questo la scoperta che anche animali pluricellulari come i vermi possano affrontare un ambiente estremo ha meritato la pubblicazione di Nature. La ricerca è stata condotta fra Europa e Sudafrica, con il coordinamento dell'università belga di Ghent.

Non è un caso che la nuova specie scoperta fra i vermi 'alieni', a 1,3 chilometri di profondità, sia stata chiamata Halicephalobus mephisto, con un chiaro riferimento al dio degli inferi di Faust. Classificati dagli zoologi come 'nematodi', questi vermi sono stati trovati nell'acqua presente nel sottosuolo sudafricano, in corrispondenza di alcune miniere, ad una profondità compresa tra 0,9 e 3,6 chilometri. I ricercatori hanno escluso qualsiasi ipotesi di contaminazione e verificato che i vermi sono a tutti gli effetti 'originari' del sottosuolo.

Lunghi fino a mezzo millimetro, sono in grado di resistere alle alte temperature e si nutrono di batteri. Come spiegano gli stessi ricercatori, questo strato profondo del sottosuolo presenta condizioni molto estreme per quanto riguarda temperatura, ossigeno e spazio disponibili. Per questo motivo si pensava che potesse ospitare solo organismi semplici, costituiti da un'unica cellula, mentre organismi più complessi non sarebbero mai riusciti a sopravvivere.

Fonte: http://www.ansa.it

Commento di Oliviero Mannucci: Questa notizia conferma quello che ho sempre detto, alcuni scienziati "estremofili" dovrebbero evitare di fare affermazioni troppo categoriche sulla esistenza o meno di questo o di quello, perchè purtroppo l'ignoranza accademica, spessonella storia non ha aiutato il progresso umano, anzi lo ha rallentato. Dobbiamo sempre ricordarci che il piccolo uomo della Terra, per quanto laureato, sempre piccolo uomo della Terra rimane. I sensi che l'uomo ha sono limitati, l'intelligenza è limitata, la capacità di comprendere è limitata e spesso in nome della scienza in passato sono state compiute delle nefandezze vergognose. La prudenza che usano certi scienziati nel fare certe affermazioni, spesso cozza con l'estrema volontà di alcuni di loro di voler negare certe realtà, ma la verità non la facciamo noi anime individuali cadute dentro un corpo materiale, ma lo Scienziato Supremo al quale molti di loro, per invidia, non vogliono sottomettersi.

Specie invasive: 900 “alieni” invadono il Mediterraneo

Uno dei tanti problemi che stanno alla base della perdita di biodiversità è la presenza di specie invasive, cioè di quelle specie che non fanno parte naturalmente di un determinato territorio, ma che lo “invadono” o perché messe incautamente dall’uomo, o perché, a causa dei cambiamenti climatici, emigrano a caccia di luoghi nuovi in cui adattarsi.

Nel corso degli ultimi decenni, più di 900 specie invasive si sono spostate verso il Mar Mediterraneo, molte delle quali si sono consolidate e sono persino diventate dominanti nella regione. Di conseguenza, le comunità costiere di piante e animali stanno vivendo importanti cambiamenti e, in alcuni casi, intere catene alimentari sono state alterate.

Il Mediterraneo è il mare più invaso al mondo. Una volta che le specie si sono affermate nel Mediterraneo è quasi impossibile sradicarle

ha affermato Stefan Kalogirou, ricercatore presso il Dipartimento di Ecologia marina presso l’Università di Göteborg. Il problema, secondo lui, deriva dallla costruzione, nel 1869, del Canale di Suez, che ha creato un corridoio che collega il Mediterraneo al Mar Rosso e, infine, all’Oceano Indiano. Il traffico delle navi attraverso la regione continua ad essere un vettore importante per l’introduzione di specie esotiche.



Anche se il condotto è stato aperto da più di 150 anni, sorprendentemente poco si sa su quante specie si siano introdotte nel Mediterraneo o che cosa succede una volta che l’hanno raggiunto. La ricerca di Kalogiru, parte di uno studio più ampio durato quattro anni sull’ecologia costiera del Mediterraneo, ha scoperto un chiaro impatto sulle specie autoctone. Spiega il ricercatore:

I risultati mostrano che quando le specie esotiche diventano dominanti, come il pesce palla, o sono piscivore, come il barracuda e il pesce flauto, è evidente che la catena alimentare si ristruttura, ma la mancanza di studi precedenti limita le nostre conclusioni.

Kalogiru conclude che una metodologia di monitoraggio migliore e valutazioni del rischio particolareggiate sono essenziali per la salvaguardia degli ecosistemi mediterranei che, di questo passo, in pochi decenni potrebbero diventare completamente diversi da com’erano appena un secolo fa.

Cambiamenti climatici favoriscono diffusione piante invasive
Cambiamenti climatici: specie invasive “traslocano” al Nord

[Fonte: Treehugger]

Ufo Lamp, istruzioni per l'uso


Le indicazioni per costruire con le proprie mani una lampada originale ed ecologica: la Ufo Lamp di Stefano Zanaboni

Una lampada a led originale, ecologica e, soprattutto, fatta con le vostre mani: ecco come costruire da soli la Ufo Lamp del giovane designer Stefano Zanaboni. Servono quattro Led (che costano circa 10 euro), un sensore di movimento, che potete prendere da un vecchio faretto da esterni (6 euro), un pannello solare con kit di tre pile ricaricabili da 1,5 V (35 euro), un cilindro in metacrilato tra i 20 e i 30 cm di diametro (dipende dallo spessore che desiderate, ma il costo non supera i 15 euro), un mini-jack (non più di 5 euro).
Prendete i quattro led già montati su un supporto e collegateli alle tre pile ricaricabili. Le batterie serviranno come fonte di immagazzinamento di energia nelle ore di luce, mentre nelle ore notturne fungeranno da batteria vera e propria, alimentando direttamente la lampada.
Poi collegate batterie e pannello fotovoltaico al sensore di movimento che, grazie alla sua capacità di rilevare movimenti fino a 5 metri, consente alla lampada di accendersi solo quando è necessario (il sensore è il vero e proprio bottone on/off di tutto il circuito elettrico).
Collegate tramite un mini-jack (un connettore più piccolo del classico jack delle cuffie audio) il pannello fotovoltaico al sensore di movimento, così da rendere la lampada una fonte di luce autonoma e indipendente. Nel caso decidiate di non collegare il pannello solare alla lampada, questa può tranquillamente diventare una fonte di luce autonoma, con otto ore di illuminazione continua garantita. La parte inferiore si fissa sul supporto con delle piccole viti.(LuxRevolution.com)

«Globo rosso misterioso in cielo», astrofilo avvista un UFO

«Chi vola, e mi riferisco soprattutto ai militari, mi dia una spiegazione plausibile a ciò che ho visto: perchè, in tanti anni di osservazioni astronomiche, una cosa simile non l'ho mai osservata». Franco Serafini, pordenonese, studi in ingegneria, un padre appassionato di astronomia (Giacomo, figura storica del Gruppo astrofili pordenonesi) e un forte interesse per l'aeronautica (il nonno materno, Aldo Savio, fu un pioniere nel 1911 in Comina) è stato testimone di un evento singolare nei cieli pordenonesi. Ovvero del volo di ciò che viene solitamente catalogato come ufo, un oggetto volante non identificato, che non è sinonimo - anche se così vuole un luogo comune - di presenze extraterrestri. Un osservatore particolare, dunque, allenato ai "misteri" dell'universo, ma che di fronte all'imponderabile ha mostrato sconcerto, impotenza. L'illustrazione di quanto visto sabato scorso dallo studio di casa, al sesto piano di un condominio in città, è molto precisa, tecnica. «Questo avvistamento - premette - non deve essere confuso con quanto verificatosi sopra il lago della Burida alcune settimane or sono». Ed entra nel dettaglio: «Ciò che ho visto assieme a mia moglie, alle 21.25, ha dei contorni precisi e definiti. Quando il globo rosso, molto luminoso, è apparso sopra Clauzetto-Pinzano aveva già una dimensione notevole, che dal punto di vista astronomico poteva essere associata a una magnitudine di 3.5 volte Giove. Per intendersi era come vedere una sfera rossa del diametro di una palla sopra Pinzano, che avanzava verso la periferia sud di Pordenone. Ho fatto alcuni calcoli: l'oggetto ha percorso 31 chilometri in circa 2 minuti, per cui doveva avere una velocità di oltre 900 chilometri orari. Ragionando sulla velocità non poteva essere un pallone sonda, nè un meteorite. Escludo fosse anche un aereo o un elicottero, per l'assenza delle luci di posizione e di rumori». E aggiunge: «L'ho osservato con un binocolo crepuscolare. Era sferico, strutturato». A suffragare la testimonianza, l'osservazione di un altro noto astrofilo pordenonese e della moglie, avvenuta in altra parte della città. Cos'ha solcato i cieli della provincia? Mistero. Chiumiento indaga. (d.b.)

Fonte: http://ricerca.repubblica.it

Commento di Oliviero Mannucci:Frequentando i forum di astronomia delle volte mi è capitato di sentirmi rivolgere questa domanda: Ma se gli UFO esistono perchè gli astronomi e gli astrofili non li vedono? Perchè non li vogliono vedere - ho risposto spesso, perchè sanno che se dicono di aver visto un UFO vengono messi ai margini dagli altri astronomi o astrofili "ben pensanti", come nel caso del noto astronomo Paolo Candy, direttore dell'osservatorio astronomico dei Monti Cimini, che non solo avvisto gli UFO durante una serata pubblica ( quindi, con presenti altri testimoni) ma li fotografò pure. Dopo qualche giorno di aver dichiarato pubblicamente questo suo avvistamento ricevette una telefonata che lo intimava a ritrattare tutto, e lui così fece. Come scrissi in un commento ad un post dove si parlva degli UFO visti dai militari nella base di Ghedi, l'invito che faccio agli astronomi e ai miei colleghi astrofili che non riescono a vedere UFO, primo fatevi una bella visita oculistica, secondo andate ad imparare dai militari ad avvistarli. Io osservo il cielo dal 1975, e anche io ho fatto i miei avvistamenti, ed in un caso clamoroso ho anche scambiato segnali luminosi con un oggetto che volava a zig zag , segnali ben precisi che non hanno ricevuto come risposta la luce riflessa del Sole su un satellite ( come qualcuno del Cicap ha voluto insinuare), perchè erano la replica precisa dei miei. Inoltre ho partecipato ad alcuni esperimenti di contatto alieno, dove ho visto e fotografato vari UFO sia diurni che notturni. Non fate come gli struzzi, quando vedete un UFO non mettete la testa sotto la sabbia, tanto esistono lo stesso !

Cieli sereni

Pozzuoli: avvistamento Ufo nei cieli di Lucrino

POZZUOLI - Ennesimo avvistamento Ufo nei cieli italiani e, in particolare, in quelli di Lucrino; piccola frazione di Pozzuoli. Il giovane Daniele Pepe ed altri ragazzu stanno ritorando a casa dopo una pizza tra amici, quando si accorgono che tra le stelle spiccano tre oggetti particolarmente luminosi e disposti in formazione triangolare.
Una formazione che, per gli esperti di avvistamenti di Ufo, non risulta di certo nuova. Senza pensarci troppo, Daniele attiva la videocamera del cellulare e gira un video di 38 secondi. Nel filmato, si distinguono con chiarezza le tre macchie colorate. Il testimone oculare purtroppo smette di filmare ma continua, insieme ai suoi amici, a puntare lo sguardo in alto.
Dopo circa un minuto, l'Ufo sulla sinistra si sposta improvvisamente e a grande velocità fino a sparire nel buio. Il giovane non ha il tempo di riattivare la telecamere del telefono che anche gli altri due oggetti luminescenti si allontanano in direzioni diverse e a velocità sostenuta; perdendosi nell'immensità dello spazio.
di Germano Milite

Clikka su questo link per vedere il video: http://www.julienews.it/notizia/cyber-scienza-e-gossip/pozzuoli-avvistamento-ufo-nei-cieli-di-lucrino/78436_cyber-scienza-e-gossip_5_1.html

UFO vola nei cieli della Cina: viene immortalato in una foto

avvistamenti ufo in cina

Il ventunesimo potrebbe essere il secolo cinese. Anche per l’ufologia. Nell’ultimo decennio sono aumentati in misura esponenziale i contributi provenienti dal continente asiatico ed in particolare da Pechino e dintorni. Cieli affollati di oggetti volanti non identificati a giudicare dalle news di questo 2011 ma anche a giudicare gli anni precedenti. Contributi che a volte hanno fatto storcere il naso ad alcuni esperti, non sempre probanti e di qualità. Altri sicuramente più interessanti. Vuoi per una passione crescente dei cinesi verso l’ufologia, vuoi per il numero degli stessi ma anche grazie ad una diffusione di mezzi tecnologici in larghi strati della popolazione. Basti pensare a numerose regioni rurali dove, sino a venti anni or sono, era utopistico pensare che qualcuno possedesse una videocamera o una fotocamera.

Men che mai, si immaginava in un passato non privo di problemi quotidiani, di documentare con video ed immagini un eventuale avvistamento UFO. Oggi è diverso. La quantità di notizie provenienti dalla Cina è lì a dimostrarlo. L’ultima in ordine di tempo arriva da Kunming. Un avvistamento che avrebbe del clamoroso a giudicare dalla foto pubblicata on line dal sito di Singapore Straits Times.Agli scettici che hanno posto qualche dubbio sull’origine misteriosa di ciò che è stato immortalato dall’obiettivo della videocamera ha risposto Zhang Yifang. Il presidente della Kunming UFO Research Society ha escluso che possa trattarsi di un uccello o un aquilone. Tuttavia ha ribadito la necessità di dover valutare ulteriori elementi e ulteriore materiale per un giudizio più approfondito. (Foto: Archivio NF)

Fonte: http://notiziefresche.info

Giallo di Mayfield: l’UFO “intermittente” ha le ore contate?

ufo avvistamento australiaPotrebbe essere ad una svolta il giallo di Mayfield. Il caso che ha scosso il mondo UFO nelle ultime ore con un video che definire suggestivo è poco. Tuttavia le immagini intriganti e spettacolari di un oggetto volante non identificato non bastano. Bisogna approfondire e verificare, soprattutto analizzare la reale natura del presunto OVNI. Da qui l’interessamento per il caso di Bibiana Bryson. La nota ufologa argentina, con il suo staff di collaboratori, sta attenendo ulteriori elementi dall’Australia per pervenire ad una conclusione.

Siamo ancora nel campo delle indiscrezioni. L’investigatrice UFO, che ha al suo attivo numerosi casi risolti, non si sbilancia. Il fatto stesso però che si sia interessata a questa testimonianza proveniente dall’Oceania dimostra e fa presagire che la vicenda non si limiterà alla sola divulgazione del video. Nel 2011 stanno imperversando per il web numerosi contributi in immagini e filmati. Sintomo di come la tematica UFO, praticamente in tutto il mondo, sia in costante evoluzione. Tuttavia, pur apprezzati dalla maggior parte degli appassionati, non tutti gli esperti si dicono felici di questo dilagare di immagini. La burla o l’errore di valutazione è sempredietro l’angolo. (Foto: Media NF)

Fonte: http://notiziefresche.info

Altro che munnezza: De Magistris dovrà affrontare gli Ufo


A poche ore dalla sua proclamazione a Sindaco ha già ricevuto la prima assurda richiesta, dal Centro Ufologico di Benevento Mars Group Campano Rifiuti, criminalità, disoccupazione, degrado urbanistico, turismo in calo. I problemi di Napoli, si sa, sono tanti, troppi. Ma forse quando ha deciso di candidarsi, Luigi de Magistris non sapeva di doverne affrontare anche un altro, dalle proporzioni spaziali, forse fantascientifiche. Di sicuro, dall’indubbio fascino e che pure coinvolge la gente. Quello degli Ufo. I NUMEROSI AVVISTAMENTI, O PRESUNTI TALI – Già, perché negli ultimi anni numerose e quasi quotidiane sono state le segnalazioni ricevute dal Centro Ufologico di Benevento in merito all’avvistamento di Ufo (scientificamente definiti Ovni, acronimo di oggetti volanti non identificati) a Napoli e in Campania. Tra i casi più clamorosi e recenti si ricordano quelli di Crispano e Monte di Procida nel napoletano, San Nicola Manfredi nel beneventano ed Alvignanello nel casertano. Di questi avvistamenti, o presunti tali, se ne occupò anche Striscia la notizia, che dimostrò con uno dei suoi soliti servizi-inchiesta, come fosse facile creare finti Ufo solo attraverso dei palloni aerostatici illuminati, che una volta in cielo, hanno davvero la parvenza di essere dischi volanti. LA RICHIESTA DI UNA COMMISSIONE – Ma c’è chi vuole andarci affondo, istituendo un’apposita commissione scientifica. Il Centro Ufologico di Benevento Mars Group Campano (CUBMGC), preso atto dell’elezione del nuovo sindaco di Napoli Luigi De Magistris, si fa promotore di un’interessante proposta: istituire una commissione di inchiesta sugli ufo a Napoli. Vi potrebbero far parte ufologi, fisici, militari e scienziati di varie branche del sapere. L’iniziativa potrebbe partire tramite il patrocinio di alcuni sponsor interessati, organizzando una grandissima conferenza internazionale sugli oggetti volanti non identificati, con la presenza dei più famosi ufologi del mondo e perché no, di qualche esponente dell’aeronautica militare italiana che di tanti casi ha avuto notizia. E SE GLI ALIENI CI AIUTASSERO? – Cosà deciderà Dottor Spock De Magistris? Dopo aver sconfitto alieni della politica italiana come Mastella, Cosentino e Berlusconi, deciderà di affrontare anche quelli provenienti da altri Pianeti? Chissà. Magari potrebbero essere proprio gli alieni a risolvere il problema dei rifiuti a Napoli, caricandoli sulla propria navicella, visto che le altre Regioni e gli altri Paesi non li vogliono, causa la mancata differenziazione. Magari potrebbero farla bruciare su Marte. Di sicuro lì, dato l’altissimo calore della combustione, non nuocerebbero come invece farebbero bruciando nell’inceneritore di Acerra. Tra l’altro pure mal funzionante.

Fonte: http://www.giornalettismo.com