Spazio: ultima frontiera. Credere che si sia soli nell'universo è come credere che la Terra sia piatta. Come disse l'astrofisico Labeque al palazzo dell'UNESCO, durante il congresso mondiale del SETI di Parigi del Settembre 2008, " SOMETHING IS HERE", "Qualcosa è qui", e I TEMPI SONO MATURI per farsene una ragione. La CIA, l'FBI, la NSA, il Pentagono, e non solo, lo hanno confermato!
A NASA and NSA consultant, Dr. Eric Norton, has confirmed that he has
been tracking UFOs, meteors/asteroids and comets, and any other
potential threats from outer space to the United States for the last 12
years. In January of 2012, he identified information of a serious
nature. He had noticed an enormous fleet of UFOs headed toward the
earth. Norton said “I saw plenty of huge, three dimensional space
objects, flying in a straight line formation towards the Earth.”
The fleet was moving at speeds of a very high rate. They had flown
millions of kilometers in just a 3 month time frame. Infrared spectrum
pictures showed that the fleet had some kind of force field, similar to
the earth’s magnetic field, that was deflecting particles to protect the
fleet from damage.
By 2013, the UFOs had passed Mars and then they disappeared from our
view. It is possible that they switched to some sort of invisible mode
or had changed direction, but they have now resurfaced. Dr Norton is
very concerned about this and said “I knew that the top level of
authorities was worried about these findings, and that is why I was
under constant protection of Secret Service agents. We spent the entire
year of 2013 skeptically watching the skies. We didn’t know what was
happening or where the spacecrafts disappeared.
According to my calculations, the fleet should have been so close to our
planet by then that everyone could see it even without a telescope. We
didn’t know if they were still moving towards us, or they had already
left the Solar system.”
The fleet of UFOs have since been filmed on the moon. The Ships were
photographed by the Lunar Reconnaissance Orbital Camera. The images were
posted on Google Moon accidentally before being taken down. The images
prove that the fleet has landed on the moon. The fleet landed in a
crater the size of Chicago, so it is much larger than it had been
thought to be.
NASA sent up 3 Terrier-Orion rockets in a “Top Secret” mission, and the
information has been withheld from the public. Dr. Norton said “When it
comes to revealing information to the public, I have to be careful in
order to protect myself”. Well, now the information has been released.
Nove escursionisti morirono per cause ignote Tra le ipotesi anche un attacco di extraterrestri
Jurij Efimovic Judin ha ottantun anni e
nella vita sa di avere avuto almeno una grande fortuna: ammalarsi
d'improvviso il 28 gennaio 1959, quando aveva ventun anni e con nove
amici stava avviandosi alla conquista dell'Otorten, una montagna degli
Urali settentrionali, nell'oblast' di Sverdlovsk, in quella che allora
era l'Unione Sovietica.
Nessuno di loro tornò mai. E Judin fu destinato a una vita da eterno sopravvissuto. Quello
che sessant'anni fa più qualche giorno, il 2 febbraio 1959, cancellò
l'intera spedizione di escursionisti è noto come incidente del Passo di Djatlov, come è stato ribattezzato quel luogo inospitale sul versante
orientale del Cholatchachl', che in lingua mansi significa «montagna dei
morti», visto che a capo del gruppo c'era il ventitreenne Igor
Alekseevi Djatlov. La vicenda è avvolta tutt'ora nel mistero.
Un'inchiesta aperta dopo l'incidente fu chiusa frettolosamente (per
qualcuno troppo) qualche mese dopo per «assenza di colpevoli». Ma ora la
Procura generale russa ha annunciato che riaprirà l'indagine e invierà
appena il freddo sarà meno violento un nuovo gruppo di specialisti per
il passo. Più o meno quello che nel film horror Devil's Pass, uscito nel
2013, si immagina faccia un gruppo di cinque studenti americani per
girare un documentario. Non finisce bene per loro, proprio no - c'è da
precisarlo? Il massacro del Passo di Djatlov del resto è un plot
perfetto, che in sei decenni ha alimentato teorie le più disparate,
dalle più orribili alle fantapolitiche. Ad alimentarle l'assenza di
testimoni, e alcune circostanze appurate dalle indagini avviate con
parecchio ritardo, quando il mancato ritorno della spedizione e lo
svanire progressivo di ogni possibile giustificazione al ritardo aveva
fatto scattare l'allarme tra i familiari dei giovani. Soltanto il 26
febbraio l'accampamento fu avvistato ed esplorato. E si vide subito che
le tende nelle quali i nove escursionisti - tutti esperti, va detto -
dormivano quella notte furono squarciate dall'interno, come se qualcosa
di spaventoso fosse improvvisamente successo. I corpi dei nove giovani
furono trovati alla spicciolata: i primi due, quelli di Jurii
Krivonienko e Jurij Doroenko, sul limitare di una foresta, entrambi
scalzi e vestiti solo della biancheria intima; altri tre, quelli dello
stesso Djatlov e di Zina Kolmogorova e Rustem Slobodin, tra la tenda e
un albero di cedro. Gli ultimi quattro, Nikolaj Thibeaux-Brignolles,
Ljudmila Dubinina, Aleksandr Kolevatov e Aleksandr Zolotarev, furono
trovati solo a maggio e riportavano i segni di gravi traumi interni,
come se i loro corpi fossero stati sottoposti a una violentissima
pressione. Alla Dubinina mancava perfino la lingua. Che cosa aveva
spinto i nove a fuggire in tutta fretta nella notte, alcuni seminudi a
meno trenta gradi? Che cosa aveva colpito con tale furia alcuni di loro?
Tante le ipotesi fatte: che il gruppo fosse stato attaccato dalla
ostile tribù indigena dei Mansi. Che fosse stato massacrato dagli
extraterrestri, visto che i membri di una spedizione che in quelle
stesse ore si trovava non lontano raccontarono poi di aver visto quella
notte nel cielo strane sfere arancioni e che un ragazzo che partecipò ai
funerali di cinque vittime trovo tutte stranamente abbronzate; i più
complottisti assicurano che i nove furono vittime di test militari
segreti condotti dal governo sovietico; qualcun altro parla di tempesta
perfetta o di panico da valanga. Per tre anni quell'area restò
interdetta a escursionisti e curiosi. Che cosa si potrà trovare oggi?
Si vedono prima dell’alba e dopo il tramonto. Sono
di vari colori e volteggiano nell’aria. Forse sono soltanto i fari delle
macchine che corrono sulla vicina autostrada. O forse un enigma che
tiene viva l’ispirazione.
Nasce nel 1880 come centro per rifornirsi d’acqua, conosce un piccolo
boom della popolazione durante la Seconda Guerra Mondiale ma poi, con
la fine del XX secolo, torna a restringersi. Il piccolo centro di Marfa,
in Texas, ha cercato di rinnovarsi come capitale dell’arte minimale (ad
esempio la Fondazione Chinati e il Building 98) ma, soprattutto, come
centro dove si possono vedere delle luci misteriose che volteggiano
nell’aria.
Tutte le analisi (che altro non sono state delle sessioni di
osservazione dal punto più gettonato) hanno portato a questa
conclusione: erano avvistate in prossimità della US 67, andavano in
linea retta (come il percorso fatto dalle automobili) e in un caso, in
occasione di un sorpasso, si è vista una luce di Marfa passare davanti a
un’altra.
Ma come si spiegherebbero, allora, gli avvistamenti del XIX secolo? E
quelli di inizio secolo, quando questi veicoli non erano così diffusi?
La risposta è: non si spiegano. E per questo c’è e, come si può
immaginare, ci sarà sempre qualcuno che continuerà a considerarlo un
mistero.
Un enigma della natura, per ricordarsi sempre quanto poco si
conosce il mondo, e quanto spazio ancora resti per lo stupore e la
meraviglia.
L'astronomo di Harvard Avi
Loeb è convinto che Oumuamua sia un relitto extraterrestre, ma un
ricercatore della NASA replica che è polvere cosmica.
Le parole dell'astronomo Avi Loeb avevano acceso già polemiche e interesse nelle scorse settimane. La sua posizione era netta: Oumuamua, lo strano oggetto entrato nel sistema solare, sarebbe un resto di origine aliena che vaga nel cosmo. In questi giorni il professore di Harvard ha ribadito la propria posizione, dichiarando che alcuni dati gli sembrano sostenere la sua tesi in modo evidente.
Al tempo stesso, però, un altro esperto della Nasa, Zdenek Sekanina, replica che l'oggetto misterioso ha invece tutte le caratteristiche per essere una semplice nube di polvere interstellare. La diatriba, al momento, non sembra facilmente risolvibile.
'Oumuamua è un resto extraterrestre': la tesi di Avi Loeb
Martedì, il professore dell'Università di Harvard, Avi Loeb, si è rifiutato di rinunciare alle sue affermazioni.
La sua posizione è stata ribadita quindi forte e chiara: secondo lui Oumuamua è un frammento di tecnologia extraterrestre alla deriva che in questo momento sta transitando nell'orbita di Giove.
Zdenek Sekanina
Adesso però, ad aggiungersi alla diatriba, è apparso un nuovo articolo che propone una visione molto diversa della questione. Zdenek Sekanina, un famoso ricercatore del Jet Propulsion Laboratory della NASA, teorizza invece che Oumuamua sia nient'altro che "un enorme cumulo di soffice polvere" creatosi dai resti di una cometa distrutta. In parole semplici, una massiccia nube composta di granelli.
In un'intervista rilasciata al Washington Post ha spiegato che l'oggetto misterioso è molto lungo, ma potrebbe avere non più di un millimetro di spessore. Inoltre sembrerebbe così leggero al punto tale che la luce solare riesce a spostarlo verso l'esterno del sistema solare. Per queste ragioni, insieme anche al ricercatore Shmuel Bialy, Loeb ha scritto un articolo sul Astrophysical Journal Letters in cui teorizza che Oumuamua sia un "lightsail", una vela solare, quindi un frammento di tecnologia aliena che galleggia nello spazio.Loeb ha quindi dichiarato: "In molti si
aspettavano che quando si sarebbero diffuse le mie idee, avrei fatto
marcia indietro spaventato, ma si sbagliano. Se però qualcuno mi
mostrasse delle incontrovertibili prove contrarie alla mia tesi, tornerò
immediatamente sui miei passi".
'Una nube di polvere' secondo Sekanina
Sekanina, a sostegno della propria idea,
fa notare che le comete si disintegrano iniziando con "un'esplosione, e
che i detriti conseguenti creano una massiccia nuvola di granelli di polvere che sopravvive per un periodo di tempo limitato"
mentre si avvicinano al sole. Oumuamua potrebbe rientrare bene in
questa descrizione, per quanto sia estremamente difficile dimostrare
definitivamente quanto la tesi di Sekanina corrisponda a realtà.
In ogni caso, la tesi del "semplice asteroide" ormai è stata quasi
definitivamente accantonata. Questo perché a novembre la NASA ha
pubblicato uno studio sull'Astronomical Journal e ha rivelato che quando ha guardato l'oggetto interstellare con il telescopio spaziale Spitzer, non è stato visto nulla. Per questa ragione difficilmente Oumuamua può essere una roccia spaziale, poiché altrimenti sarebbe stato ben visibile al telescopio.
Oumuamua al momento sta viaggiando a una velocità di circa 70.000 miglia orarie, verso la parte esterna del sistema solare. Tra circa quattro anni sorvolerà l'orbita di Nettuno,
per poi proseguire il suo viaggio nello spazio interstellare, troppo
lontano per poter essere studiato. Se non ci saranno nuove rivoluzioni
tecnologiche nell'arco di pochi anni che ci permetteranno di scoprire la
sua natura, Oumuamua porterà i suoi segreti con sé nel buio del cosmo e noi non sapremo mai cos'era.
Ricostruito il movimento del vortice polare che sta portando il gelo sul
Nord America, con temperature precipitate fino a -40 gradi, le più
basse dal 1994. Grazie ai dati dei satelliti Aqua e Terra, entrambi
della Nasa e all'aiuto dei supercomputer, è stato possibile realizzare
delle animazioni del fenomeno.
Rappresentazione
grafica del vortice polare sulla base delle immagini nell'infrarosso
rilevate dai satelliti (fonte: NASA/JPL-Caltech AIRS Project)
Le immagini mostrano una
lingua d’aria gelida che, tra il 20 e il 29 gennaio, dal Polo Nord si è
spinta verso il Canada e gli Stati Uniti centrali, avvolgendo in un
manto gelato la regione dei Grandi Laghi, nel Midwest. Il movimento
della massa d’aria artica è stato monitorato, in particolare, dagli
strumenti Airs (Atmospheric Infrared Sounder), a bordo del satellite
Aqua, e Modis (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer), sul
satellite Terra. Le regioni in blu e in viola sono quelle in cui le
temperature sono più rigide.
Il grafico mostra il vortice polare, una grande area di bassa
pressione e aria fredda che dall'Artico scende verso Canada e Usa
(fonte: NOAA)
“Il vortice polare è una grande area di bassa pressione e
aria fredda che circonda i poli”, hanno spiegato gli esperti del
National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) nordamericano.
L’ondata di gelo dovrebbe attenuarsi nei prossimi giorni, quando,
secondo le previsioni dei meteorologi, dovrebbe verificarsi un
cosiddetto rimbalzo delle temperature, un’inversione che porterà la
colonnina di mercurio a risalire oltre lo zero.
Un oggetto spaziale non ancora identificato ha colpito la calotta glaciale meridionale di Marte nell’estate del 2018. L’impatto, causato da un meteoroide, un asteroide o una cometa, ha lasciato una traccia simile a quella di un’esplosione, immortalata dalla potentissima fotocamera HiRISE equipaggiata sulla sonda MRO della NASA.
Tra luglio e settembre dello scorso anno il Polo Sud di Marte è stato centrato in pieno da un grosso oggetto spaziale, che ha lasciato un cratere di un chilometro di diametro e gli spettacolari segni dell'impatto sulla superficie. La fotografia che potete osservare in testa all'articolo è stata scattata dalla fotocamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) equipaggiata a bordo della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO).
Oggetto misterioso. Gli scienziati non hanno ancora identificato l'oggetto celeste responsabile del cratere; potrebbe trattarsi di un meteoroide, ovvero un frammento roccioso/metallico dalle dimensioni di un masso, oppure di un asteroide, decisamente più grande del primo. L'alternativa più suggestiva è quella della cometa, un oggetto relativamente piccolo, molto simile a un asteroide ma composto principalmente da ghiaccio.
Impatto spettacolare. L'impatto, come indicato, ha generato un cratere di circa un chilometro nella calotta glaciale del Polo Sud. Quando l'oggetto celeste ha colpito la superficie del Pianeta Rosso ha distrutto e sciolto il sottile strato di ghiaccio, penetrando nel terreno e sollevando la ‘sabbia' scura che si trova più in profondità. La traccia dell'esplosione mostra chiaramente una tonalità più scura nei pressi dell'impatto – proprio legata al materiale sollevato – e una più chiara che si irradia per chilometri, disegnata dall'onda d'urto. Su Marte si stima ci siano oltre 43mila crateri da impatto con un diametro superiore ai 5 chilometri, mentre sulla Terra ne sono stati trovati solo 120. La ragione risiede nella tettonica a zolle del nostro pianeta, che modifica costantemente la superficie.
Missione MRO. La sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) che ha fotografato il cratere è stata realizzata per scattare fotografie ad altissima risoluzione del Pianeta Rosso, necessarie non solo per “mappare” la superficie ma anche per trovare un potenziale luogo d'atterraggio per le future missioni umane. Il “merito” è dell'eccezionale fotocamera HiRISE, uno strumento pesante ben 65 chilogrammi e costato 40 milioni di dollari.
Che bella questa fotografia di un cratere marziano pieno di acqua ghiacciata!
Scoperte su Marte le tracce di 24 laghi antichissimi: risalgono a 3,5 miliadi di anni fa, quando il pianeta era ricco di acqua, e almeno 5 di essi hanno una composizione di minerali tale da poter ospitare forme di vita.
Dopo tante ipotesi, a raccogliere la prima prova diretta dei laghi di
Marte è la ricerca coordinata dall'italiano Francesco Salese, ora
nell'università olandese di Utrecht. Pubblicata sul Journal of
Geophysical Research-Planets, la ricerca è stata condotta in
collaborazione con il gruppo di Gian Gabriele Ori, dell'Università
'Gabriele D'Annunzio' di Pescara.
Dopo la scoperta del lago salato sotterraneo vicino al Polo Sud di Marte, nell'estate 2018,i nuovi dati indicano che anche l'emisfero Nord
del pianeta è stato ricco di acqua. "Finora più modelli avevano
ipotizzato la presenza di acqua nascosta nel sottosuolo marziano, ma
adesso ne abbiamo la prima evidenza geologica", ha detto Salese
all'ANSA. I dati arrivano dai satelliti Mars Express dell'Agenzia
Spaziale Europea (Esa) e Mars Reconnaissance Orbiter (Mro) della Nasa.
I 24 laghi del passato di Marte erano tutti molto profondi, almeno 4.000 metri,
e costituiscono un'ulteriore prova di come su Marte ci fosse davvero
moltissima acqua, ha osservato Salese, vincitore di una borsa europea di
post-dottorato 'Marie Curie'. Forse, ha aggiunto, il grande oceano che
si ritiene sia esistito sul pianeta era contemporaneo di questo grande
sistema di laghi.
"La presenza di acqua per un lungo periodo è una condizione
necessaria per l'esistenza di un'eventuale vita passata, ma da sola non
sufficiente", ha osservato ancora Salese. Altre possibili spie sono i minerali,
come quelli scoperti in uno dei bacini analizzati, il cratere
McLaughlin: i sedimenti sul fondo di questo antichissimo lago sono
ricchi di minerali compatibili con l'ipotesi della vita, come "smectiti ricche di magnesio, serpentino e minerali di ferro-idrato", ha detto il ricercatore.
"Per gli astrobiologi - ha aggiunto - questo significa un sito ad
alta priorità". Sono infatti minerali legati a reazioni che potrebbero
avere a che fare con processo all'origine della vita. Altri 14 degli antichi laghi marziani conservano le tracce di delta di fiumi, molto ben conservate. Questi depositi - ha rilevato Salese - permettono di individuare i siti ad alta priorità per la ricerca della vita, dove prodotti organici potrebbero avere avuto una alta probabilità di conservarsi".
Commento di Oliviero Mannucci: A quando la rivelazione che Marte è popolata da forme di vita acquatiche presenti nei bacini d'acqua sotterranei? Sto aspettando con pazienza. Chi segue questo blog sa quante volte ho detto questa cosa. La Nasa lo sa da tempo, ma è ancora restia a dire tutta la verità.
Laghi, acqua e possibili tracce organiche: Marte potrebbe davvero essere la nostra nuova casa?
Il Pianeta Rosso si sta rivelando un luogo ricco di sorprese. E
sembra proprio che le agenzie pioniere dell’esplorazione spaziale siano
mirate a spingersi sempre più oltre ogni limite per rivelare ogni
mistero nascosto su Marte. Non molti mesi fa abbiamo assistito con grande entusiasmo all’ammartaggio della sonda InSight, e ancor prima le scoperte di Curiosity ci hanno mozzato letteralmente il fiato.
Tutto ciò che abbiamo visto, letto, ascoltato, attraverso
ogni genere di media non è stato altro che un punto di partenza per i
nostri scienziati: fisici, geofisici, geologi, astronomi, tutti
accomunati dalla medesima sete di conoscenza e di capire cosa c’è “oltre
ciò che si vede”.
E su Marte acqua fu!
Una delle più belle scoperte marziane è tutta italiana: ASI (Agenzia
Spaziale Italiana), INAF (Istituto Nazionale di AstroFisica), CNR
(Consiglio Nazionale delle Ricerche) e le Università Roma Tre, La
Sapienza e Gabriele D’Annunzio ci avevano già stupito con la scoperta
fatta grazie a MARSIS, un radar ideato ad hoc per l’analisi dei componenti del sottosuolo di Marte, da cui il nome Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding.
Montato a bordo della sonda spaziale di una missione di ESA (ESA Mars
Express), lo strumento era stato in grado di rilevare la presenza di un
lago ghiacciato nel Polo Sud del Pianeta Rosso già nel
lontano 2005. La scoperta è stata poi confermata l’estate scorsa grazie
ad ulteriori osservazioni e approfondimenti pubblicati su Science Magazine. In particolare, sotto le calotte polari, è stata confermata la presenza di acqua allo stato liquido.
Commento di Oliviero Mannucci: C'è acqua su Marte?! Ma và! Ve le ricordate queste immagini pubblicate su questo blog alcuni anni fa. Come godo! Dove sono tutti quegli astronomi o astrofili con i quali ho discusso di questo citando le mie fonti, che ridevano a crepa pelle, compreso l'astrobiologo dell'università di Siena dott.Bianciardi. Adesso rido io. Capre! Capre! Capre!
Altra immagine pubblicata su questo blog alcuni anni fa, che ritrae una pozzanghera marziana.
I nuovi laghi di Marte
Oggi l’orgoglio resta ancora italiano, perché esattamente nell’emisfero opposto sono stati identificati ben 24 laghi antichissimi, risalenti a circa 3 miliardi e mezzo di anni fa. Lo studio è stato condotto dall’italiano Francesco Salese e pubblicato sul Journal of Geophisical Research-Planet, menzionando l’ausilio dei satelliti Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea e Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA.
Dei 24 bacini individuati, profondi più di 4000 metri, addirittura 5
sono stati candidati a possibili ospiti di forme di vita in un’era ormai
remota, data la presenza di minerali quali smectiti ricche di magnesio,
serpentino e altri minerali di ferro-idratato. Non meno importante è
l’ipotesi di passata esistenza di fiumi.
In poco più di una dozzina dei suddetti laghi sono stati individuati
accumuli di sedimenti, altrimenti definiti delta fluviali, costituenti,
agli occhi degli scienziati, siti preferenziali per la conservazione di tracce organiche.
Dunque, il Pianeta Rosso suggerisce ad astrobiologi, astrochimici e
geofisici di poter essere un “terreno fertile” per la ricerca di tracce
di vita passata, e perché no, per lo studio di condizioni ottimali per
l’adattamento di una vita futura.
Source: FAO and Nuevo Diario Web (Santiago del Estero, Argentina)
Date: 01.21.2019
Argentina: Musician from Los Alfiles Allegedly Photographed UFO at La Banda
*From the backyard of his house.This occurred minutes before the storm on January 9*
Francisco "Pancho" Zamudio, a member of the tropical music group Los Alfiles, claimed having photographed a UFO in La Banda.
"It was on January 9th of this year. I was drinking mate at home,
went out to see the clouds that were taking shape and took some random
photos. I wasn't aware of anything at the time. Just this past Saturday,
looking through the images, I noticed a black dot. I sent them to a
friend who works on radio and he downloaded them to his computer. Upon
zooming in, he discovered this thing, and we were truly startled."
[Translation (c) 2019 S. Corrales with thanks to Luis Burgos, FAO/ICOU. Photo credits Francisco Zamudio and Nuevo Diario Web]
The Facts:In 1962
Gordon MacDonald, a NASA scientist, published a paper stating it's more
likely that the moon is hollow than not. Columbia's Sean C. Solomon
furthered this statement citing knowledge of the moon's gravitation
field as evidence.
Reflect On:What do we truly know about
the moon? Why is it that there is always such a great deal of evidence
that challenges the mainstream truths about various things? Are we truly
aware of the truth of the world around us?
It is not out of the question
that artifacts of these visits still exist, or even that some kind of
base is maintained (possibly automatically) within the solar system to
provide continuity for successive expeditions. Because of weathering and
the possibility of detection and interference by the inhabitants of the
Earth, it would be preferable not to erect such a base on the Earth’s
surface. The Moon seems one reasonable alternative. Forthcoming high
resolution photographic reconnaissance of the Moon from space vehicles –
particularly of the back side – might bear these possibilities in mind.
– Carl Sagan
Controversy has surrounded the Moon for a
very long time, we have leaks, research, and information from some very
credible sources who have, over a span of decades, been relaying to the
public that our Moon is not what we think it is, and that there’s also
some type of extraterrestrial presence on the Moon.
One example would be the testimony of
Colonel Ross Dedrickson, who was responsible for maintaining the
inventory of the nuclear weapon stockpile for the United States, he had a
long stint with the US Atomic Energy Commission, you can view his
obituary here.
Shortly before his passing, Dedrickson told the world
that the US tried to detonate atomic weapons on the Moon for scientific
purposes, measurements, and whatnot and that this project was halted by
extraterrestrials, who would not allow us to detonate any nuclear
weapons in space. These were some interesting comments because he is one
of the hundreds of high ranking military people who have alluded to
such things, and we also have a declassified report by
the Air Force Nuclear Weapons Center from June 1959 that shows how
seriously they were considering the plan, the report is called Project
A119.
We know for a fact that the US wanted to
investigate the capability of weapons in space, and if they did, we
also know that we would never be told, similar to the testing that goes
on here on planet Earth.
Then, we have remote viewers from the STARGATE program who have ‘seen’ strange structures and humanoid creatures on the Moon, like Ingo Swann (from his book, titled Penetration), for example. He wasn’t the only one from the program who did, I have personally had conversations with Dr. Paul Smith,
a retired army veteran who spent a decade in that program, he also
relayed to me that something strange is happening on the Moon. Many from
within that program have been very outspoken about an extraterrestrial
presence.
We’ve published numerous articles about it and you can read more about the remote viewing program here.
Multiple whistleblowers have also spoken
of strange structures on the Moon, and it’s become so obvious that some
academicians are trying to do what they can to bring attention to it.
For example, a recently published paper in the Journal of Space Exploration about
certain features on the far side of the Moon that appear in the crater
Paracelsus C. Titled “Image Analysis of Unusual Structures on the Far
Side of the Moon in the Crater Paracelsus C,” argues that these features might be artificial in origin, meaning someone other than a human being built them and put them there.
It’s not just the Moon, a physicist from the University of Tennessee Space Institute, Dr. Horace Crater, recently published a paper in The Journal of Space Exploration that, along with the NASA Viking images, hints “strongly at artificial surface interventions.”
The list is long, and the idea that
somebody else is on the moon is nothing new, even the Deputy Manager for
the Clementine Mission to the moon in 1995 said it was really a photo
reconnaissance mission to check out structures on the far side of the
Moon that wasn’t put there by humans.
But this article is not about what’s on the moon, it’s about what exactly the Moon is.
It’s also noteworthy to mention that the
United States has been criticized by Russia for concealing artifacts
they collected from the Moon.
I thought it was important to provide
that brief overview before we get into it, so if you’d like to go more
in depth you can check out the articles below:
Perhaps strangest of all the anomalies are the many
indications that the moon may be hollow. Studies of moon rocks indicate
that the moon’s interior differs from the Earth’s mantle in ways
suggesting a very small core or none at all. A 1962 study found the
interior of the moon to be less dense that the exterior. – Jim Marrs,
from his, Our Occulted History
Is the moon hollow? Many intellectual
minds seem to think so, but despite what’s really being talked about,
these theories are still considered unconventional by the mainstream,
who like to push their own theories and teach them as fact.
Perhaps the reason why the US has not
disclosed their artefacts from the moon, including all of the rocks, is
because from what we do have, studies of moon rocks have shown that the
Moon’s interior is far different from the Earth’s mantle which suggests a
very small core, or, no core at all.
In 1962 Gordon MacDonald, a NASA
scientist, published a study that stated, “Indeed, it would seem that
the Moon is more like a hollow than a homogeneous sphere.”
According to Sean C. Solomon, “The Lunar
Orbiter experiments vastly improved our knowledge of the Moon’s
gravitational field… indicating the frightening possibility that the
Moon might be hollow.” (Our Occulted History)
Solomon is the director of
the Lamont-Doherty Earth Observatory of Columbia University. He is
also principal investigator on the NASA MESSENGER mission to Mercury.
Here
is a paper by Solomon on the topic published in 2014 discussing how,
after decades of data, they still have no idea about the moons inner
core and what it’s comprised of. There are multiple theories out there
that’ve developed from this supposed uncertainty, including a fluid
core.
Marrs elaborates in his book:
“The most startling evidence that the
moon could be hollow came on November 20, 1969, when the Apollo 12 crew,
after returning to their command ship, sent the lunar module (LM)
ascent stage crashing back onto the moon, creating an artificial moon
quake. The LM struck the surface about forty miles from the Apollo 12
landing site, where super sensitive seismic equipment recorded something
both unexpected and astounding – the moon reverberated like a bell for
more than an hour. Frank Press of MIT stated, “…none of us have seen
anything like this on Earth. In all our experience, it is quite an
extraordinary event. That this rather small impact… produced a signal
which lasted 30 minutes is quite beyond the range of our experience.”
How Did The Moon Get To Where It Is?
Conventional wisdom tells us that yes,
the Moon may have originated elsewhere and at some point came to orbit
our planet. It tells us that it was formed from debris after a space
object smashed into Earth, while another theory states that Earth
captured the Moon via its gravitational pull when it was wandering
through the solar system.
Despite that, our current theories are
accepted as fact, there is absolutely no evidence for the conventional
hypothesis. According to Isaac Asimov, an American writer and professor
of biochemistry at Boston University,
It’s too big to have been captured by the Earth. The
chances of such a capture having been effected and the Moon then having
taken up nearly circular orbit around our Earth are too small to make
such an eventuality credible.
Asimov also emphasized that,
We cannot help but come to the conclusion that the Moon,
by rights, ought not to be there. The fact that it is, is one of those
strokes of luck almost too good to accept.
Other members of the Soviet Academy of
Sciences (Vasin and Scherbakov, 1970), run by the Russian Government,
published an article titled, “Is the Moon the Creation of Alien
Intelligence?” This article offered another explanation for how the Moon
may have been created. This seems to be a better hypothesis because
there is actually a considerable amount of evidence that points towards
something suspicious happening on the Moon.
It’s easier to explain the non-existence for the Moon, than it’s existence – NASA scientist Robin Brett
The best explanation for the Moon is observational error – the Moon doesn’t exist – Irwin Shapiro, Harvard Astrophysicist
Think about it… the Moon is in a nearly
perfect circle, when it comes to its origin, all the while being
synchronized with its period of revolution, so one side always faces the
Earth.
As Marrs points out,
This circular orbit is especially odd, considering that
the moon’s center of mass lies more than a mile closer to the Earth than
its geometric center. This fact alone should produce an unstable,
wobbly orbit, much as a ball with its mass off-center will not roll in a
straight line.
Were The Sumerians On To Something?
Many within this field are really into
ancient Greek and ancient Sumerian lore. Take Apollo 12 astronaut, Al
Worden, for example, who made some very interesting comments about the
Sumerians as well as extraterrestrial life in a live interview you can
watch here.
In the late 1960’s, a senior scientist
from the Planetary Science Institute, William Kenneth Harmann, stated he
believes that the Moon results from a collision between Earth and
another body at least the size of Mars. This became known as the Big
Whack theory, and it correlated to the story told in ancient Sumerian
tablets.
According to several interpretations of
Sumerian tablets, most notably from Zacharia Sitchin, more than 4
billion years ago, a large watery world called Tiamat was in orbit
between Mars and Jupiter. Nibiru, a planet that supposedly enters into
our solar system once every 3,600 years, caused Tiamat to crack under
gravitational stress. Tiamat was cracked in half when one of Nibiru’s
moon’s knocked into it, which also knocked a large portion of Mars.
This is very interesting because
recently scientists have confirmed that Mars used to be a very watery
world, an Earth-like planet. There is even large amounts of evidence for
ancient life on Mars before what appears to be a dramatic climate
shift. Scientists hypothesize that the climate shift was a result of a
large collision, the larger chunk of Tiamat became planet Earth.
So, it’s interesting to make that connection.
Back to the Moon!
“It’s important to remember that
something had to put the moon at or near its present circular pattern
around the Earth. Just as an Apollo space-craft circling the Earth
every 90 minutes while 100 miles high has to have a velocity of roughly
18,000 mies per hour to stay in orbit, so something had to give the moon
the precisely required velocity for its weight and altitude…The point –
and it is one seldom noted in considering the origin of the moon – is
that it is extremely unlikely that any object would just stumble into
the right combination of factors required to stay in orbit. ‘Something’
had to put the moon at its altitude, on its course and at its speed. The
question is: what was that ‘something?” – Marrs
It’s hard to believe that the precise and stationary orbit of the moon is simply a coincidence…
“Is it also a coincidence that the moon is at just the
right distance from Earth to completely cover the sun during an eclipse?
While the diameter of the moon is a mere 2,160, miles against the sun’s
gigantic 864,000 miles, it is nevertheless in just the proper position
to block out all but the sun’s flaming corona when it moves between the
sun and Earth. -Marrs
According to Asimov,
“There is no astronomical reason why the Moon and the sun
should fit so well. It is the sheerest of coincidences, and only the
Earth among all the planets is blessed in this fashion.”
With all of the evidence that has
surfaced showing an extraterrestrial presence on the Moon, to me, the
spaceship theory proposed by Michael Vasin and Alexander Scherbakov
(mentioned above) makes the most sense.
According to Marrs,
The spaceship-moon theory may come
closer than any other in reconciling the contradictions inherent in the
origin and amazing orbit of the moon. However, such a consideration is
supposed to be outside the discussion of educated and rational people.
The circular logic of conventional science regarding the origins of the
moon runs something like this: We know that extraterrestrials don’t
exist, but we do know that the moon exists and has been mentioned
throughout human history. We humans did not create it nor place it in
orbit around Earth, it must have been done by extraterrestrials. But
because we know they don’t exists, we will simply call it an anomaly and
will not publicly say any more about.
Dare la caccia a possibili tracce di vita osservando l'atmosfera di
un migliaio di pianeti esterni al Sistema Solare: è questo l'obiettivo
ambizioso della missione europea Ariel, in programma nel 2028 e guidata
dall'italiana Giovanna Tinetti, che dal 2007 lavora nell'University
College di Londra e che coordina la missione dell'Agenzia Spaziale
Europea (Esa).
Il risultato di una ricerca simile potrà essere una "seconda
rivoluzione copernicana", ha detto all'ANSA la stessa Tinetti, a margine
del ciclo di 15 lezioni sulla fisica degli esopianeti della cattedra
'Enrico Fermi' organizzato dall'Università Sapienza di Roma.
"Ci aspettiamo grandi sorprese da Ariel (Atmospheric Remote-Sensing
Infrared Exoplanet Large-survey), sia dal punto di vista chimico che
fisico, che potrebbero smentire le nostre attuali conoscenze teoriche",
ha osservato Tinetti. "La ricerca sui mondi esterni al Sistema Solare è
un campo entusiasmante - ha aggiunto - proprio perché c'è ancora un po'
tutto da scoprire". Da quando, negli anni '90, i planetologi hanno
iniziato a scoprire nuovi mondi al di fuori del Sistema Solare, sono
circa 4.000 i pianeti scovati.
Per la studiosa,"in media, ogni stella della nostra galassia potrebbe
ospitarne almeno uno". Tinetti e colleghi sono, in particolare,
interessati alle superTerre. "Sono pianeti con massa intermedia tra la
Terra e Nettuno, che orbitano spesso vicino a stelle più piccole e
fredde, ma più longeve e brillanti del nostro Sole", ha spiegato la
planetologa.
"Mondi come le superTerre non sono presenti nel Sistema Solare e
hanno una grande diversità: alcuni di essi potrebbero essere buoni
candidati a ospitare la vita. La sfida astrofisica dei prossimi anni -
ha concluso - è capire le ragioni della loro estrema variabilità. È un
po' come una seconda rivoluzione copernicana, in cui il Sistema Solare
non è più un paradigma di come si dovrebbe presentare un sistema
planetario".
Commento di Oliviero Mannucci: A seguito di questo articolo, invito i cosidetti "scienziati" a cercare altre forme di vita in altre dimensioni. L'FBI ha spiegato molto bene che alcune di queste civiltà provengono da dimensioni parallele. Mi raccomando aprite la mente, e non fermatevi solo a quello che i sensi tradizionali ( assai limitati ) vi fanno vedere e sentire. La realtà illusoria in cui viviamo attualmente, è assai più variegata di quanto si possa immaginare. Ogni pianeta, secondo le antiche conoscenze comuni a molte grandi civiltà del passato, concordano nel dire, che vi sono almeno sei dimensioni oltre alla nostra, quindi sette in tutto. Quindi su un pianeta che all'apparenza sembra essere disabitato, su altri piani vi possono essere miliardi di esseri viventi. Sveglia!
Dopo la raffica di
segnalazioni degli ultimi mesi verificatesi nella zona di Cremona,
adesso i Carabinieri hanno segnalato i fatti alla Prefettura.
Nell'ultimo mese nella zona di Cremona, e in particolare a Soncino, si sono avuti moltissimi avvistamenti di luci e strani oggetti volanti. Le segnalazioni si sono spostate poi in tutto il nord, ma nella sola Soncino ne sono state riportate ben tre.
La frequenza dei fenomeni ha assunto una tale dimensione che adesso i Carabinieri hanno informato anche la Prefettura della situazione. Coinvolta anche l'Aeronautica militare che, già in passato, trovò la soluzione di eventi simili.
Avvistamenti UFO a Soncino
Tutto è cominciato appena prima di Natale a Soncino. Alle ore 21:20 del 20 dicembre un padre passeggia tranquillamente con i figli, quando avvista nel cielo uno strano oggetto a forma di rombo lampeggiante, circondato di luci bianche e rosse.
Il misterioso velivolo dopo poco si muove e sparisce.
Ma trascorrono solo pochi minuti quando si verifica un nuovo
avvistamento in un'altra zona del paese. In questa occasione però
l'oggetto sembra dirigersi verso nord.
Gli eventi sono stati riferiti al Centro ufologico cremonese che sta portando avanti ricerche,
per quanto possibile. Ma la questione si è resa ancor più complessa
quando gli avvistamenti sono cominciati a crescere in tutto il nord.
Numerose segnalazioni si sono avute in Lombardia, Liguria, per poi spostarsi sino alla Sicilia.
Carabinieri e Aeronautica al lavoro per risolvere il mistero
Soncino e il cremonese però, per qualche oscura ragione, rimangono una zona privilegiata per questi fenomeni. Nell'ultimo mese si sono avuti ben tre avvistamenti, e questo ha portato gli eventi sino al tavolo delle autorità.
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I Carabinieri hanno quindi segnalato tutta la vicenda alla Prefettura,
costringendo le istituzioni a interessarsi degli strani eventi. Uno dei
testimoni poi ha preso autonomamente anche la decisione di inviare
tutto il materiale a sua disposizione all'Aeronautica militare.
In realtà non è la prima volta che si verificano fatti simili. Già nel 2016 si ebbe una catena di avvistamenti molto somigliante che portò sino alla messa in allerta dell'aviazione da parte della popolazione. Si scoprì poi che si trattava soltanto di un'esercitazione programmata da parte degli aerei militari di Ghedi.
In questo caso però non sono ancora pervenute simili notizie o
dichiarazioni. Non resta che aspettare per capire se le autorità
potranno fornire spiegazioni "normali" per questi misteriosi eventi.