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Thursday, October 24, 2019

Buone notizie per l’agricoltura extraterrestre: sulla Luna e su Marte i suoli sono coltivabili e fertili. Spinaci a parte…

Non sarà poi così difficile avere prodotti a “chilometro zero” sia sulla Luna che su Marte se quanto hanno stabilito ricercatori della Wgeninger University & Research dei Paesi Bassi potrà essere trasformato in realtà, ossia che non è assolutamente difficile coltivare i suoli marziani e lunari.


 Risultati immagini per agricoltura su marte



 Lo studio è stato realizzato in un laboratorio messo a punto dalla NASA dove sono stati ricostruiti i suoli dei due corpi celesti in base alle conoscenze che abbiamo. La Luna è caratterizzata soprattutto da un suolo chiamato “regolite”, risultato dell’alterazione delle rocce ad opera di bombardamenti di raggi cosmici, vento solare e piogge di meteoriti di varie dimensioni. Tuttavia la base di partenza delle rocce è di tipo vulcanico e come si sa sono solitamente ricche in elementi utili in agricoltura. Rocce vulcaniche caratterizzano anche i suoli marziani, anche se hanno avuto una storia diversa rispetto a quelli lunari, perché hanno avuto modo di reagire con l’acqua anche per tempi molto lunghi. Wieger Wamelink e i suoi colleghi hanno coltivato ben dieci colture diverse: crescione, rucola, pomodoro, ravanello, segale, quinoa, spinaci, erba cipollina, piselli e porri. Per verificare la bontà dei suoli extraterrestri gli stessi prodotti sono stati coltivati anche in un suolo terrestre sottoposto alle medesime condizioni dei primi due.
Nove delle dieci colture seminate hanno dato ottimi risultati e da esse sono state raccolte parti commestibili. A fare eccezione sono stati gli spinaci, i quali, già in altre ricerche simili, avevano dimostrato di non essere colture adatte per i suoli marziani. La produzione totale di biomassa per zolla ha visto primeggiare i suoli terrestri, seguiti di poco da quelli marziani, mentre una significativa differenza lo hanno mostrato i suoli lunari. Tuttavia la ricerca sostiene che è possibile coltivarli in serre adatte al fine di ottenere buoni raccolti. Fa piacere che i suoli marziani siano molto efficienti perché è davvero impossibile immaginare di trasportare a decine di milioni di chilometri cibo per una colonia di persone e dunque l’agricoltura marziana se mai Marte sarà colonizzato dovrà essere certamente sviluppata.
Tra l’altro i semi che si sono ottenuti dalle prime piante coltivate di tre specie diverse (ravanello, segale e crescione da giardino) sono stati accuratamente studiati e hanno dimostrato di essere ottimali per la germinazione, ossia per essere ripiantati. Insomma sarà possibile avere vere e proprie piantagioni marziane e lunari.

Luigi Bignami

Fonte

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