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Wednesday, June 29, 2011

VENERDI 1 LUGLIO 2011 - Cade il muro di segretezza- Convegno del Centro Ufologico Siciliano presso Ostello della Gioventù

VENERDI 1 LUGLIO - OSTELLO RIPOSTO CT

Carissimi amici lettori de "I TEMPI SONO MATURI", il 1 Luglio 2011, alle ore 18.00 ci potremo incontrare presso la sala congressi Ostello della Gioventù situata sul lungomare Riposto ( CT). L'ingresso è libero, intervenite numerosi.


progetto ufo italia

Proseguono a ritmo incessante gli sforzi di Roberto La Paglia perrendere operativo, con la collaborazione di altre realtà UFO in Italia, il Progetto UFOSigns. Inizia a calare il velo sulle numerose iniziative in cantiere. E’ notizia delle ultime ore che, tra i suoi variegati aspetti, UFOSigns sarà anche una rivista telematica. Signs sarà una rivista digitale di informazione ufologica, esopolitica e scienze di frontiera, che lavorerà in sinergia con i ricercatori e i gruppi ufologici indipendenti e che si aprirà all’ estero con la partecipazione mensile di importanti firme e contributi. Una rivista ad ampio respiro, di taglio apertamente divulgativo e costantemente aperta alle nuove frontiera della ricerca ufologica. In una nota ufficiale sono illustrati i dettagli:

Riceviamo e pubblichiamo:

“Il numero 0 di Signs, la nuova rivista telematica che nasce dal progetto divulgativo UfoSigns, è già pronto e verrà presentato giorno 1 Luglio durante il congresso che si terrà a Riposto (CT) che vedrà la presenza di Roberto La Paglia e Salvatore Giusa insieme ad Oliviero Mannucci e Nuccio Lisi.

Da settembre Signs sarà mensilmente online, in abbonamento oppure direttamente scaricabile al costo di 3 euro.

Cosa è Signs?

Ospiteremo i nomi di maggior rilievo, osserveremo da vicino quanto accade nel presente, con uno sguardo sempre attento al futuro, ma senza per questo tralasciare il passato, nel quale spesso è possibile rintracciare molti più spunti di ricerca che nonnelle copiose, a volte inutili, esternazioni di documenti governativi.

Signs è uno spazio libero nel quale tutti possono confrontarsi, in continua e costante crescita; presto alla rivista si affiancherà un blog e molte altre iniziative su tutto il territorio italiano, e non soltanto.

Una rivista ad ampio respiro, che intende muoversi in maniera globale, così come globalmente dovrebbe ormai intendersi la questione Ufo e le sue innumerevoli connessioni. Dal continente Americano all’Inghilterra, dalla Francia all’America Latina, molti sono i nomi che hanno aderito a Signs, e molti altri si aggiungeranno dall’Italia, oltre ai già presenti quali il Centro Ufologico di Taranto, il Centro Studi di Frontiera, il C.A.U e il Centro Ufologico Siciliano.

Importanti collaborazioni per tentare di rilanciare il discorso interrotto dalle recenti “perdite” nel mondo dell’editoria, un segnale che ci auguriamo venga recepito da molti, perché il sano confronto e la divulgazione delle idee sono e rimarranno sempre la linfa vitale della ricerca”. (Foto: UFOSigns)

Fonte: http://notiziefresche.info

Quei rottami spaziali che minacciano la ISS

Un detrito arriva a 240 metri dalla Stazione Spaziale. Gli astronauti si riparano nelle capsule Soyuz.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 29-06-2011]

ISS detriti spaziali minaccia capsule Soyuz

Che la gran quantità di rottami spaziali in orbita intorno al nostro pianeta abbia ormai raggiunto dimensioni preoccupanti non è un mistero, ed è possibile rendersene conto anche semplicemente usando Google Earth.

I pericoli derivanti dalla presenza di questi detriti sono particolarmente seri per quegli astronauti che in orbita ci lavorano, all'interno della Stazione Spaziale Internazionale, e che devono essere pronti a evitarli qualora si avvicinino troppo.

Ieri uno di questi "incontri ravvicinati" tra un detrito spaziale e la ISS si è verificato: il rottame è passato a soli 240 metri dalla stazione e si è mostrato con un preavviso così breve che non è stato possibile mettere in atto le manovre evasive previste per questi casi, già utilizzate in passato.

Così per una buona mezz'ora gli astronauti della ISS si sono dovuti rifugiare nelle capsule Soyuz agganciate alla stazione, pronti - nel caso di un impatto in grado di danneggiare la ISS - a un rientro di emergenza sulla Terra. La Stazione Spaziale Internazionale è attrezzata per resistere agli impatti con oggetti che abbiano un diametro di un centimetro al massimo; se le misure sono superiori la sicurezza degli astronauti prevede che essi si mettano al sicuro nelle capsule, pronti a rientrare. In ogni caso anche questa volta non ci sono stati pericoli: il detrito ha seguito la propria traiettoria senza minacciare la ISS, e gli astronauti hanno potuto tornare al lavoro.

Fonte: http://www.zewsnews.it

SPAZIO: ACCORDO THALES ALENIA-ESA PER SISTEMA RIENTRO ATMOSFERICO

(AGI) - Parigi, 21 giu. - L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Thales Alenia Space hanno siglato, oggi, l'accordo per la produzione del dimostratore di rientro atmosferico IXV (Intermediate eXperimental Vehicle) e del segmento di terra, con la firma del contratto prevista entro fine giugno. Il progetto IXV ha l'obiettivo di sviluppare un sistema Europeo di rientro atmosferico autonomo, caratterizzato da un'elevata aerodinamicita', grazie alla sua particolare forma " portante" e da un sistema di controllo ad alte prestazioni basato su propulsione e superfici aerodinamiche, nonche' da un sistema per la protezione termica durante il rientro in atmosfera. Nel mese di Maggio il progetto IXV ha superato la System Critical Design Review ed ora, in seguito alla firma dell'accordo, si e' pronti per la fase di sviluppo finale e di integrazione. Thales Alenia Space e' responsabile del progetto, dello sviluppo e dell'integrazione del veicolo IXV ed e' a capo di un consorzio formato dalle principali industrie europee, al quale contribuiscono anche centri di ricerca e universita'. La consegna del veicolo all' Agenzia Spaziale Europea e' prevista per il 2013 e il lancio avverra' con il razzo Europeo VEGA.
"Questo importante progetto affidato dall'ESA a Thales Alenia Space - ha osservato Luigi Maria Quaglino, Senior Vice President per le Infrastrutture Spaziali e Sistemi di Trasporto di Thales Alenia Space - e' stato fortemente supportato dall'Agenzia Spaziale Italiana, e permette all' Europa di avere un ruolo di primo piano nella sperimentazione della tecnologia di rientro atmosferico. IXV rappresenta un precursore importante per le future applicazioni del trasporto spaziale e per l'esplorazione del Sistema Solare. Thales Alenia Space, insieme ai suoi partners, e' pronta ad affrontare questa ambiziosa sfida a cui guardare con grande entusiasmo e forte motivazione". (AGI) .

‘Go’ della Nasa all’ultimo volo dello shuttle, partirà l’8 luglio

Il lancio dell’Atlantis chiudera’ la lunga storia della navetta


Lo shuttle Atlantis sulla rampa di lancio al Kennedy Space Center (fonte: NASA/Dimitri Gerondidakis)
Lo shuttle Atlantis sulla rampa di lancio al Kennedy Space Center (fonte: NASA/Dimitri Gerondidakis)

L’ultimo shuttle sarà lanciato il prossimo 8 luglio dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida). Sarà la navetta Atlantis, con la missione Sts 135, a segnare l’uscita di scena definitiva delle storiche navette americane, dopo 30 anni di missioni. La data è stata annunciata ufficialmente dalla Nasa e il lancio è previsto alle 11:26 (le 17:26 in Italia).
A bordo dell’ultima missione dello shuttle, ch durerà 12 giorni, ci sarà anche un po’ di Italia perche’ l’Atlantis porterà sulla Stazione Spaziale Raffaello, uno dei moduli logistici realizzati dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) per la Nasa e costruiti in Italia, dalla Tales Alenia Space (Thales-Finmeccanica). Raffaello porterà sulla stazione orbitale rifornimenti e viveri per gli astronauti.
L’Atlantis partirà con un equipaggio di tre uomini e una donna, tutti americani: il comandante Chris Ferguson, il pilota Doug Hurley e gli specialisti di missione Sandy Magnus e Rex Walheim.
Si concluderà così la lunga storia dei voli dello Space Shuttle, che hanno permesso di completare la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Dopo questa missione, infatti, l’Atlantis finirà in un museo. Le altre due navette della Nasa, la Discovery e l’Endeavour hanno già concluso le loro missioni e si stanno preparando a finire in un museo.


UFO filmato vicino Seattle



Avvistamenti UFO 2011 - Questa Domenica, il 26 giugno 2011, un luminoso oggetto volante non identificato è stato visto e registrato vicino Seattle.



Autore (762nfinite @ youtube)



Il testimone riferisce di essersi fermato a nord di Mathews, nei pressi di Seattle per fumare una sigaretta, in quel momento avrebbe alzato gli occhi al cielo e allora avrebbe visto un UFO , afferrata la sua S6000 Nikon Coolpix ha iniziato a riprendere l'oggetto misterioso che volava molto velocemente. La luce arancione che si vede alla fine del filmato, dice il testimone, è la sua sigaretta.

Link per vedere il video: http://www.ultimiavvistamentiufo.it/

LO STRAORDINARIO CROP CIRCLE DI RIVA PRESSO CHIERI/POIRINO


Foto aerea del pittogramma

Questa splendida mattina del 28 Giugno 2011 sono andata a Riva presso Chieri (TO) per poter ammirare il bellissimo Crop Circle eptagramma apparso la notte tra il 19 e il 20 Giugno 2011 in un campo di grano nella campagna tra Riva e Poirino che fiancheggia l'autostrada Torino-Piacenza, precisamente sul tratto Asti-Moncalieri. Non è esattamente a Poirino come si è detto in altre sedi. E' un percorso facile da raggiungere e per chi volesse andarci deve prendere la Via Tamagnone dalla rotonda di Via Roma di Riva. Ultima in fondo a questa via c'è la cascina che ci interessa, chiamata "Tetti Bay" nella quale cui i proprietari hanno messo all'entrata della loro proprietà un cartello segnaletico per i visitatori dalla scritta "Crop Circle".
Come entriamo, io e mia madre, parcheggiamo l'auto nel cortile dell'azienda agricola. Qui troviamo le due proprietarie molto gentili, che al mio interpellamento ci indicano il percorso per raggiungere il Crop. Basta seguire il cartello e il nastro di recinzione che hanno provveduto a mettere a mò di "via" per i visitatori che entrano nel campo proprio per non rovinare ulteriormente il raccolto.
Entriamo nel campo, avanziamo sul percorso della tramlines, il terreno si solleva in una leggera altura: dall'altra parte, nella discesa ci deve essere il pittogramma, infatti è così: spettacolo mozzafiato; e come sto per avvicinarmi a pochi metri dal pittogramma mi viene da piangere per l'emozione.. "Acc.. c'è gente.." mi dico tra me e me vedendo che all'interno del pittogramma vi erano due visitatrici; ricaccio quindi indietro le lacrime. Un altro gruppo invece se n'era andato da poco.
Il pittogramma - che ha un diametro di circa 100 metri - è ancora ben conservato nonostante le moltitudini di visitatori che ci sono passati in questi giorni. Guardo le spighe a terra della formazione un pò dappertutto e come immaginavo, sono tutte piegate alla base: non sono affatto spezzate, ma piegate dolcemente. Non ci sono nemmeno segni di pali nel terreno che avrebbero dovuto essere (nel caso fosse un'opera man made, ovvero fatta dall'uomo) il "telaio" e i tiranti dei fili per realizzare il disegno con gli assi di legno e altra roba. Mia madre, che non se ne intende affatto dei Crop Circle ha subito capito vedendolo lei stessa senza che io profferissi parola che una cosa del genere, perfetta e simmetrica non avrebbe potuta farla l'uomo. Anche tutte le persone che abbiamo incontrato compresi i proprietari del campo sono tutti convinti che non è opera umana ma che viene da fuori... Rimaniamo all'interno del Crop per circa una mezz'ora. Verso le torride ore 11.00 mentre ci apprestiamo a uscire dal campo di grano vediamo un tizio che viene dall'autostrada e che ha parcheggiato il suo camion sulla banchina precipitarsi a tutta forza verso di noi. Ha notato per la prima volta il Crop Circle dall'autostrada e tutto emozionato voleva andare a vederlo. Scambiando due chiacchiere ci dice che il pittogramma apparso la scorsa estate (ancora più grande, con un diametro di 160 metri, di egual bellezza e miniziosa simmetrica cesellatura, in foto sotto) nelle vicine campagne Poirinesi è stato oggetto di restrizione da parte dei Carabinieri i quali intimarono ai proprietari di chiudere l'area ai visitatori e mietere subito il campo del pittogramma.


Ritornando alla cascina, cerco di approfondire. Domando alle due proprietarie se abbiano visto o sentito qualcosa la notte tra il 19 e 20 Giugno, mi rispondono di no. E aggiungono che la sera del 19 erano andati tutti quanti alla festa di Riva di Chieri per poi rientrare a casa verso la mezzanotte. Il resto della nottata è trascorsa tranquilla. Domando se gli animali della loro azienda abbiamo avuto un comportamento anomalo quella notte. Niente di niente, nessun segno di nervosismo e versi dai bovini della loro azienda, nessun abbiare e comportamento strano nei loro cani. Se fosse stata opera umana bhè, certamente è più che ovvio che qualcuno inclusi gli automobilisti dell'autostrada avrebbe visto eccome qualcosa e avrebbero parlato certamente, poichè per fare un tale lavoro di notte ci vogliono ore e illuminazione artificiale.. con il risultato che di certo non sarebbe stato eccellente e perfetto nella sua riuscita come invece lo è nel complesso questo Crop Circle con le sue spighe piegate ad arte, come i segni su una stoffa di velluto.
Quindi... Crop Circle autentico. Alien made.
Chi può se lo vada a vedere di persona, ha trasmesso una energia pazzesca... almeno per me.

Annalisa Cisi

Alcuni dei miei scatti migliori (clicca sulle foto per ingrandire all'originale):


Il centro del pittogramma



Particolare dei cerchi che bordano i 7 petali (o punte) esterni del pittogramma


All'interno di un "petalo"



Approfondimenti e maggiori foto aeree del Crop Circle sono sul sito di Margherita Campagnolo:
http://www.margheritacampaniolo.it/crop_circles_2011/poirino2011.htm

Articolo a cura di Noiegliextraterrestri

Tuesday, June 28, 2011

Atomo, incubo ricorrente dal Giappone agli States


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Diego Carmignani

NUCLEARE. A Fukushima famiglie in piazza contro il governo e alti livelli di contaminazione nelle urine degli abitanti a 40 km dall’impianto. In Nebraska, no fly zone sui siti sommersi dalle piogge.

Una buona notizia da Fukushima: la Tepco ha cominciato a raffreddare i reattori con l’acqua decontaminata grazie al sistema di trattamento di nuova installazione. «Un passo fondamentale per uscire dalla crisi», ha commentato Goshi Hosono, consigliere speciale del premier, ma anche l’unica goccia in un oceano di guai. Dall’avvio del sistema di decontaminazione, sono appena 1.850 le tonnellate di acqua ripulite, a fronte di circa 110.000 stimate attualmente all’interno della centrale. Mentre da fuori vengono altre notizie che sanno di disastro lento e inesorabile: una quantità superiore a 3 millisievert di radiazioni è stata rinvenuta nei campioni di urina dei residenti del villaggio di Iitate e della città di Kawamata, a 30 e 40 chilometri dall’impianto.

Emergenza silenziosa che, nonostante il governo abbia affermato le intenzioni di procedere con l’energia nucleare, sta trovando spazio crescente nell’opinione pubblica nipponica. Domenica c’è stata una nuova protesta di piazza, a Fukushima, in cui centinaia di famiglie hanno chiesto maggiore protezione per i loro figli, visti gli alti livelli di radiazioni nell’aria a tre mesi dall’incidente e i clamorosi ritardi del governo, colpevole di non aver ancora rimosso lo strato più superficiale di terra contaminata e di non aver contribuito alla decontaminazione delle scuole. Ieri, il dissenso locale si è confermato nazionale a mezzo stampa, con un sondaggio, pubblicato dal quotidiano economico Nikkei, secondo il quale il 70 per cento dei giapponesi è contrario alla riapertura dei reattori nucleari chiusi dopo lo tsunami, mentre la metà degli intervistati vorrebbe tagliare il numero di impianti.

Atteggiamenti, va sottolineato, che tengono conto anche di un eventuale prolungato fermo energetico che causerebbe l’aumento certo delle bollette di elettricità. Prima della crisi, il nucleare copriva circa il 30 per cento del fabbisogno energetico giapponese, passato al 20 lo scorso mese. La perdita di capacità produttiva per la chiusura di Fukushima e altri impianti - a cui va sommato il rifiuto di molte amministrazioni locali di riaprire reattori chiusi per manutenzione ordinaria - rende concreto il rischio di blackout energetico in estate, quando la domanda raggiungerà il suo picco.

Dal Giappone, il pericolo nucleare, come abbiamo già scritto su queste colonne, è migrato pure negli Stati Uniti, dove è sempre più oscura la situazione nelle centrali atomiche di Fort Calhoun e Cooper, situate nel Nebraska e colpite dalle devastanti inondazioni che stanno mettendo in ginocchio lo Stato americano. Alle accuse rivolte al presidente Barack Obama di insabbiamento della vicenda si aggiunge la scelta di istituire la no fly zone in tutta l’area, mentre nei dintorni si registra un crescente aumento di forze armate impiegate, con tutta probabilità, per creare barriere e azionare pompe idrauliche che aspirino l’acqua. Il grande dubbio, rafforzato dai comprovati bassi standard di sicurezza degli impianti, è che liquidi contaminati possano mescolarsi con le acque del Missouri straripato.

Oltretutto, la barriera di gomma piazzata intorno al sito di Fort Calhoun - da aprile ferma e ora semi-allegata - ha ceduto domenica scorsa e le precipitazioni continuano ad essere copiose. Sarà forse per una “psicosi Fukushima”, ma ombre inquietanti si succedono velocemente, per essere velocemente rimosse: secondo un rapporto di Associated press e della Nuclear regulatory commission, lo stato di salute degli impianti americani è da brividi. In 48 su 65 c’è una perdita di trizio radioattivo dovuta alla corrosione delle tubature, mentre si registra un alto rischio legato alle calamità naturali.

Ancora, da più di un mese, fughe i gas radioattivo, allarmi di evacuazione e possibile contaminazione di alcuni lavoratori stanno interessando nella centrale nucleare di Paluel, in Alta Normandia, di proprietà della francese Edf, quella che dei famosi mini-reattori di nuovissima generazione. Secondo testimonianze e siti di controinformazione, la situazione sarebbe precipitata a metà giugno, quando il reattore numero 3 sarebbe stato addirittura bloccato per via delle fughe di gas.

I responsabili Edf avrebbero però minimizzato, spiegando che il gas radioattivo (Xenon) fuoriuscito dal reattore non sarebbe dannoso per la salute e che altre micro-fughe sarebbero poi seguite, tutte non allarmanti. Altra rivelazione è che, tra il 2001 e il 2008, sarebbero state almeno trenta le fughe di gas non dichiarate nelle centrali francesi. Informazione che non ha avuto però la stessa risonanza dell’annuncio di ieri: Sarkozy promette un investimento da un miliardo di euro per le centrali del futuro, vale a dire quelle di quarta generazione.

Fonte: http://www.terranews.it

Fukushima: rinvenute radiazioni nell'urina dei residenti vicini

Roma - Del dramma nucleare di Fukushima, provocato dal disastro dello tsunami che ha devastato il Giappone lo scorso 11 marzo, non se ne parla più molto. Ma questo non vuole dire che le cose siano migliorate. Tutt'altro: nuovi segnali fanno pensare al peggio, soprattutto per la salute dei giapponesi che vivono vicino al centro nucleare.

Il Japan Times ha riportato infatti che una quantità superiore a 3 millisievert di radiazioni è stata rinvenuta nei campioni di urina appartenenti a 15 residenti del villaggio di Iitate e nella città di Kawamata, siti che distano tra i 30 e i 40 chilometri dall'impianto numero uno del centro nucleare di Fukushima.

Dopo più di tre mesi dalla tragedia, e nonostante le rassicurazioni del governo giapponese, persistono forti preoccupazioni sulle reali conseguenze sulla salute dell'uomo causate dalle radiazioni che continuano a fuoriuscire dall'impianto, a partire dalla settimana dell'11 marzo.

"Non ci saranno problemi (se la gente del posto) non ingerirà prodotti vegetali o altri beni alimentari che sono stati contaminati - ha detto al Japan Times Nanao Kamada, professore emerito di biologia radioattiva presso la Hiroshima University - Ma sarà difficile per queste persone continuare a vivere nelle stesse zone".

Sta di fatto che, intanto, alcune persone hanno già elementi radioattivi nel loro organismo. Sei persone, in particolare, hanno accumulato un'esposizione pari a 3,2 millisievert nel primo round di test condotti tra gli inizi e la fine di maggio.

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com

NASA, trovato il ladro di polvere lunare

Terry Slezak è «un ladro di polvere lunare». Non si tratta del titolo di un film di fantascienza ma di quello che è successo alla NASA. Forse del fotografo Slezak non ne avete mai sentito parlare, ma è la persona che per prima toccò a mani nude il suolo della Luna.

Nel 1969, mentre scattava foto a Neil Armstrong e Buzz Aldrin, i due astronauti della missione Apollo 11, si trovò le mani sporche di polvere lunare, all'epoca ritenuta potenzialmente patogena, e a quel punto fu messo in quarantena. Ma Slezak, che sin dall’inizio ha capito le potenzialità economiche di quella polvere, usando del nastro adesivo ne raccolse un po’, attaccò il nastro a un poster che fece firmare agli astronauti dell’Apollo 11 e si portò il souvenir a casa. «Ho venduto il poster con la polvere di Luna nel 2001, a un signore tedesco, ma la NASA non mi ha mai contattato», ha detto Slezak al New York Times. Ma all’inizio del giugno 2011 il nastro adesivo con la polvere di Luna è stato rimesso in all’asta a St. Luis. Questa volta il governo federale è venuto a sapere della vendita e l’ha definita «un furto di beni di proprietà governativa». Così sono intervenuti i funzionari USA che, alla fine, quella polvere l’hanno riportata a casa: alla NASA.

Fonte: http://www.vanityfair.it

Oggi dovrebbe essere confermata data di lancio space shuttle Atlantis

Cape Canaveral, Usa - Durante Flight Readiness Review finale

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(WAPA) - La Nasa ha annunciato che ha preso ieri il via il processo di chiusura della parte posteriore dello space shuttle Atlantis, della durata di una settimana, presso il Kennedy Space Center di Cape Canaveral. Oggi dovrebbe invece avere luogo il Flight Readiness Review (revisione della prontezza del volo) finale, nel corso del quale dovrebbe essere confermata la data di partenza per l'ultima missione dello shuttle, attualmente fissata per l'8 luglio.

Nei giorni scorsi è stato inoltre compiuto un nuovo test sulla valvola principale del carburante collocata sul motore numero tre. Gli astronauti che partiranno a bordo della missione STS-135 -il comandante Chris Ferguson, il pilota Douglas Hurley e i due specialisti di missione Sandra Magnus e Rex Walheim- continuano intanto ad addestrarsi per l'imminente missione ed eseguiranno a breve una simulazione dell'ingresso nello shuttle.

(Avionews)
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Fonte: http://www.avionews.it

Curiosity: sbarcato a Cape Canaveral il rover che andrà su Marte



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Continuano i preparativi per il lancio di Curiosity, il rover della Nasa che partirà il prossimo mese di novembre per il pianeta Marte. La missione, denominata Mars Science Laboratory, prosegue dunque senza intoppi. Il dispositivo è già stato portato al Kennedy Space Center della Nasa, lo scorso 22 giugno, a bordo di un Air Force C-17.

Giunto al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena all'interno di un enorme scatola, Curiosity sarà sottoposto ad una serie di test. Ma diamo alcune informazioni tecniche. Curiosity è circa due volte più lungo e più di cinque volte più pesante di qualsiasi precedente rover marziano. Tra i suoi 10 strumenti scientifici, due riguardano l'ingestione e l'analisi dei campioni di roccia e di polvere catturate dal braccio robotico del rover. Inoltre, durante una delle principali missioni, lunga un anno marziano - quasi due anni terrestri – i ricercatori utilizzeranno gli strumenti di Curiosity per studiare se la regione dove sarà avvenuto l'atterraggio avrà le condizioni ambientali favorevoli per sostenere la vita microbica, alla ricerca di prove riguardanti la presenza di forme di vita su Marte.

Intanto l'Aeroshell del rover, ossia la copertura di protezione che lo accompagnerà nel corso dell'impervio viaggio verso il Pianeta Rosso è già arrivata al Kennedy il mese scorso.

L'appuntamento è a Cape Canaveral, all'Air Force Station, dove tra il 25 novembre e 18 dicembre del 2011 Curiosity salperà alla volta del cielo marziano, dove approderà nell'agosto dell'anno successivo 2012. Giunto su Marte, il rover verrà accompagnato da un razzo a propulsione nella fase di discesa, nel corso dnegli ultimi momenti prima dell'atterraggio.

Piccola "curiosità". A bordo del rover sarà presenta anche una copia del 'Codice del volo' di Leonardo, accompagnata dalla copia di un suo autoritratto.

Francesca Mancuso

Fonte: http://www.nextme.it

“Tra vent’anni incontreremo gli alieni”



28 giugno 2011

Lo promettono alcuni scienziati russi

C’è vita nello spazio. Scienziati di diverse nazionalità ce lo dicono da decenni, sperando di arrivarci prima dei loro colleghi di altri Paesi. L’ultima promessa arriva dalla Russia, con tanto di scadenza: vent’anni.

IL 10 PER CENTO DEI PIANETI E’ COME LA TERRA – “La genesi della vita è tanto inevitabile quanto la formazione di atomi (…) La vita esiste anche su altri pianeti e la troveremo entro i prossimi 20 anni”. Lo promette Andrei Finkelstein, direttore dell’Accademia russa delle Scienze astronomiche applicate, parlando ad un forum internazionale dedicato alla ricerca di vita extraterrestre. Ne è convinto perché “il 10 per cento dei pianeti conosciuti situati nella galassia hanno molte somiglianze con la Terra”.

DOVE C’E’ ACQUA C’E’ VITA – “Dato che in questi pianeti c’è acqua, allora forme di vita si possono trovare anche lì”; aggiungendo che gli alieni somigliano molto probabilmente agli esseri umani, con due braccia, due gambe e una testa. “Possono avere la pelle di colore diverso, ma anche no”, dice Mr Finkelstein. Il suo istituto gestisce un programma lanciato nel 1960, al culmine della corsa allo spazio tipica della Guerra Fredda. D’altronde lo dicevano anche i Bluvertigo “è praticamente ovvio che esistano altre forme di vita”. Basta solo scovarle. Publy

Fonte: http://www.giornalettismo.com

Il caso dell’UFO Kinder

Quando l’attendibilità di un testimone non è una garanzia

Il caso di cui parliamo oggi è piuttosto datato, in quanto risale al 2006 ed è stato

ampiamente dibattuto tre anni dopo, tuttavia esso costituisce un esempio molto significativo delle dinamiche e degli aspetti che interessano determinate tipologie di notizie. I fatti. Nel 2009 fu diffusa la notizia ripresa in vari articoli del Corriere della Sera che un pilota civile, il comandante Vincenzo Garofalo, aveva visto e fotografato un’astronave aliena sul cielo della sua villa nei dintorni di Palermo, nel 2006. Le foto mostravano un oggetto di forma conica con un foro alla base e un certo numero di protuberanze sui bordi. Secondo le fonti dell’epoca, l’avvistamento era stato preso sul serio e studiato attentamente anche da enti civili e militari ed era finito nel ristretto gruppetto degli avvistamenti per i quali non è possibile fornire una spiegazione plausibile. Il pezzo forte della notizia era proprio l’attendibilità del testimone: un pilota di linea esperto, che non aveva dubbi sulla genuinità dell’avvistamento e sul fatto che l’oggetto fotografato non aveva alcuna spiegazione “terrestre”. Garofalo partecipò a programmi televisivi diventò subito un vero e proprio “oggetto di culto” per tutte le associazioni che ruotano intorno al tema ufologico. STORIA – La scoperta. Ben presto, però, arrivò la doccia fredda: qualcuno scoprì che l’UFO fotografato da Garofalo presentava notevoli somiglianze con un veicolo alieno che compariva nel cartone animato Chicken Little della Disney e di lì a poco appassionati e studiosi rivelarono che la navicella aliena di Garofalo altro non era se non un banalissimo gadget sorpresa delle famose uova Kinder di cioccolato. Il raffronto tra l’UFO di Garofalo e l’UFO della Kinder non lasciava dubbi: quello fotografato dal pilota era soltanto un banalissimo gadget di plastica per bambini. Il comandante Garofalo e gli ufologi che lo sostenevano cercarono in tutti i modi di difendere la genuinità dell’avvistamento e tentarono di metterlo in relazione con il disegno di un ipotetico UFO avvistato in Cina nel 1946, ma la frittata era fatta e la bufala era stata svelata senza alcuna possibilità di recupero. Non è mai stato veramente chiarito se Garofalo abbia agito in mala fede o piuttosto se sia stato egli stesso vittima di qualche buontempone, ma il punto che qui interessa è un altro. Infatti Garofalo era considerato un testimone attendibile e qualificato, che certamente avrebbe riconosciuto una bufala o uno scherzo, e proprio questa circostanza ha consentito alla notizie e alle fotografie di essere subito “accreditate” dai media e da vari studiosi e commentatori. In realtà, come abbiamo visto, Garofalo si è rivelato testimone molto meno attendibile di tanti altri e ciò evidenzia che la qualità di un testimone non basta, da sola, a garantire la veridicità di un evento. Esiste, quindi, un sistema sicuro o un criterio affidabile per stabilire quando è il caso di credere a un testimone? OCCHI – Un vecchio detto afferma che eventi straordinari richiedono prove straordinarie. La testimonianza è un elemento di prova ma non è una prova straordinaria, anzi è piuttosto ordinaria. Un certo numero di testimonianze concordanti rappresenta già una prova molto più significativa, specialmente quando i vari testimoni non hanno avuto contatti tra loro, ma il fatto che qualcuno abbia visto qualcosa non basta a stabilire la natura del qualcosa. Infatti decine di persone possono scambiare un fenomeno del tutto normale per un intrigante oggetto volante extraterrestre. Il nocciolo della questione è che la presenza di un’astronave aliena sulla Terra è un evento altamente improbabile, così improbabile che potremmo definirlo impossibile. Se si tiene conto dell’immensità dell’Universo, della probabilità di sviluppare una forma di vita intelligente, dei limiti fisici alle velocità raggiungibili da un’astronave, è evidente che è quasi impossibile che una civiltà aliena giunga fino a noi. Non si capisce poi il motivo per cui questa (o queste) civiltà debbano venire a visitarci senza mai svelare ufficialmente la propria presenza, ma lasciandosi avvistare e fotografare dai passanti. Insomma: è estremamente più probabile che il testimone (o i testimoni) sbagli, menta o sia stato vittima di un raggiro, piuttosto che l’avvistamento sia autentico.

Fonte: http://www.giornalettismo.com

Commento di Oliviero Mannucci: Ricordo che il caso fu accreditato come autentico da un certo Roberto Pinotti, allora presidente del Centro Ufologico Nazionale, che mi mostrò la fotografia dell'UFO Kinder, quando ancora era secretata a casa sua per chiedermi un parere. La mia risposta, era presente anche un testimone, fu - E' un falso ! - Pinotti allaora mi disse - No, ma che dici, la foto è stata scattata da un pilota! -

Ufo Nel Cielo Della Russia. Provato L' Intervento Militare

Nel corso degli ultimi sei mesi sono stati numerosi gli avvistamenti di UFO e di presunte entità aliene in Russia; si ritiene che al momento i funzionari del Ministero dell'Interno di Mosca stiano cercando di arginare i danni causati dalla fuga di notizie ma, pare, senza troppo successo.

Il più grosso e goffo tentativo messo in opera dal Ministero moscovita è consistito nel cercare di mettere a tacere le voci che si sono moltiplicate in seguito a quanto accaduto a Irkutsk, nella regione della Siberia, lo scorso primo marzo - avvenimento di cui avevo già scritto a suo tempo qui su Paid2Write - quando un grosso oggetto volante si è schiantato al suolo con un fragore infernale, facendo immediatamente accorrere sul posto gli abitanti della zona.

Altro tentativo, miseramente fallito, è stato quello di far passare sotto silenzio i tentativi di comunicazione da parte di alieni che, secondo i testimoni, parevano esprimersi con "versi da gatto" mentre la loro nave spaziale solcava i cieli alla velocità stimata di seimila miglia all'ora.

E' proprio di questi giorni, poi, l'articolo apparso su All News Web e correlato da un video nel quale si vedrebbe in modo inequivocabile un elicottero dell'esercito russo che trasporta in volo, sotto di sè, un grosso disco all'apparenza metallico. Secondo Michael Cohen, che ha scritto l'articolo, è evidente che si tratta di un disco volante e, pare, alcuni avrebbero anche ipotizzato che quello potrebbe essere proprio l'OVNI che si è schiantato nella regione siberiana a marzo. Qualcuno, nei forum di appassionati di ufologia, ha anche suggerito la possibilità che la Russia, con una mossa a sorpresa, potrebbe essere il primo Paese ad informare il mondo che noi siamo già da tempo visitati da esseri viventi alieni.
Ufo Nel Cielo Della Russia. Provato L' Intervento Militare


Fonte: http://www.paid2write.org