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Monday, June 3, 2019

La mappa a raggi X del cielo diffusa dalla NASA: ecco cosa ci racconta

Dalla NASA arriva un’immagine che ci racconta come sia il cielo a raggi X, la mappa rilasciata è stata realizzata in 22 medi di attività di NICER, Neutron star Interior Composition Explorer, il cui obiettivo è comprendere la composizione interna delle stelle di neutroni. Capiamo insieme cosa stiamo guardando. 

Credits: NASA/NICER
Credits: NASA/NICER









Archi luminosi che si intrecciano tra loro come fossero luci di auto in coda in una rete stradale, la nuova immagine rilasciata dalla NASA racconta in realtà il nostro cielo a raggi x. Vediamo insieme cosa significa e cosa c’è da sapere su questa spettacolare fotografia.

Cosa stiamo vedendo. Quella che stiamo vedendo è la mappa dell’intero cielo a raggi X realizzata dal NICER (Neutron star Interior Composition Explorer) della NASA, un payload sulla Stazione Spaziale Internazionale che come compito principale ha quello di individuare e tracciare le fonti cosmiche durante l’orbita della stazione ogni 93 minuti. In 22 mesi di attività, il NICER ci ha permesso di osservare la luce emessa dalla particelle energetiche quando si contrano tra loro. Gli archi che vediamo si formano perché il NICER spesso segue lo stesso percorso tra i suoi ‘bersagli’, possiamo dunque vedere gli archi che convergono in punti luminosi che rappresentano le più importanti sorgenti a raggi X che il payload monitora.

Il ciclo di Cigno. NICER ci mostra con queste immagini il ciclo di Cigno, un residuo di supernova a circa 90 anni luce da noi e di circa 5.000-8.000 anni. “Stiamo gradualmente costruendo una nuova immagine a raggi X dell'intero cielo, ed è possibile che la raccolta notturna di NICER scoprirà fonti precedentemente sconosciute” , spiega Keith Gendreau del Goddard Space Flight Center della NASA.


Credits: NASA/NICER
Credits: NASA/NICER


 
Le stelle morte di NICER. La missione principale di NICER è quella di determinare la grandezza dei resti densi delle stelle morte, chiamate stelle di neutroni, alcune delle quali le vediamo come pulsar, con una precisione del 5%, e queste misurazioni consentiranno finalmente ai fisici di comprendere quali forme di materia esistano nei loro nuclei incredibilmente compressi. Le pulsar, le stelle di neutroni che ruotano rapidamente e che sembrano "pulsare" di luce intensa, sono ideali per questo tipo di ricerca.
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