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giovedì 30 novembre 2017

Eppur si muove: l'EmDrive, il motore impossibile

La NASA ha pubblicato i risultati di un test che confermerebbe la controversa propulsione elettromagnetica, che potrebbe farci arrivare su Marte in 70 giorni e senza carburante, sfidando però i principi dela fisica

di Nadia Drake e Michael Greshko
tecnologia,spazio,fisica,esplorazioni
Il prototipo dell'EmDrive utilizzato nel test della NASA. Fotografia per gentile concessione AIAA

 Dopo anni di speculazioni, un team di ricercatori sperimentali del Johnson Space Center della NASA è giunto a un traguardo che molti ritenevano impossibile: testare la possibilità di costruire un sistema a propulsione elettromagnetica che consenta a una navicella spaziale di viaggiare nel vuoto senza usare alcun tipo di propellente.

Secondo il team che ha pubblicato lo studio su Aerospace Research Central, il motore a propulsione elettromagnetica, o EmDrive, converte l'elettricità in propulsione semplicemente facendo rimbalzare microonde in uno spazio chiuso. In teoria, un motore così leggero potrebbe un giorno inviare una navicella su Marte in soli 70 giorni.

Il problema è che l'Em Drive sembra sfidare le leggi della fisica classica: gli stessi ricercatori che dicono che potrebbe funzionare non sanno perché lo faccia. Altri studi su questo tipo di motori sono stati accolti con enorme scetticismo, e molti fisici relegano l'EmDrive al mondo delle pseudo-scienze.

La differenza è che lo studio più recente è passato attraverso un livello di scrutinio da parte di studiosi indipendenti che suggerisce la possibilità
che l'EmDrive funzioni davvero. Siamo all'inizio di una rivoluzione nei viaggi spaziali o alla nuova "falsa partenza" di un motore spaziale "impossibile"? Andiamo per ordine.

Cos'è un EmDrive?
Proposto per la prima volta quasi vent'anni fa dallo studioso britannico Roger Shawyer, l'attuale modello di EmDrive è stato sviluppato e testato dai tecnici dell'Advanced Propulsion Physics Research Laboratory della NASA, o più familiarmente Eagleworks.

In poche parole, l'EmDrive dell'Eagleworks genera spinta facendo rimbalzare energia elettromagnetica (nella fattispecie, fotoni nello spettro di frequenza delle microonde) in una camera chiusa a forma di cono. Adando a sbattere contro le pareti della camera, i fotoni in qualche modo spingono il dispositivo in avanti, nonostante il fatto che nulla fuoriesca dalla camera; è il contrario di ciò che avviene ad esempio con alcuni motori a ioni in uso attualmente presso la NASA, che creano spinta ionizzando un propellente (perlpiù gas xenon) e rilasciando fasci di atomi carichi.

Ciò significherebbe - posto che l'EmDrive superi ulteriori esami - che in futuro un veicolo potrebbe sfrecciare nello spazio senza bisogno di trasportare tonnellate di carburante. Nei viaggi spaziali, la possibilità di viaggiare leggeri è cruciale per coprire velocemente e a costi contenuti lunghe distanze.

Perché questo motore va contro le leggi della fisica?
Nel lontano 1687, Sir Isaac Newton pubblicò le tre leggi della dinamica che costituiscono la base della meccanica classica. Nel tre secoli successivi alla loro formulazione, queste leggi sono state verificate innumerevoli volte.

Il problema è che l'EmDrive viola la terza legge di Newton, quella che stabilisce che a ogni azione corrisponde un'uguale e opposta reazione. È il principio che spiega ad esempio perchè una canoa avanza quando remiamo: la forza applicata nel muovere il remo all'indietro nell'acqua spinge la canoa nella direzione opposta; lo stesso principio vale per i motori a getto che fanno volare gli aeroplani.

Stranamente però l'EmDrive non espelle nulla, e questo non concorda né con la legge di Newton né con un altro caposaldo della meccanica classica, ovvero la legge di conservazione della quantità di moto. Per fare un paragone, è come se qualcuno sostenesse che una macchina può muoversi in avanti se il guidatore batte ripetutamente le mani sul volante.

È stato mai testato prima?
Nel 2014, i ricercatori dell'Eagleworks suscitarono grande scalpore annunciando che i primi test effettuati su motori EM suggerivano che potessero effettivamente funzionare. Da allora, il team ha testato l'EmDrive in condizioni sempre più ardue, fino all'ultimo esperimento descritto nello studio.

Altri gruppi di ricercatori stanno conducendo test su forme diverse di propulsione elettromagnetica. Oltre agli studi condotti da istituti di ricerca in Europa, Stati Uniti e Cina, esiste anche una vasta comunità di inventori fai-da-te impegnata a costruirsi il proprio motore impossibile. Nessuno però finora è riuscito a dimostrare in maniera inequivocabile che questo tipo di propulsione esista. (Diciamo la verità: ai fisici non piacciono queste invenzioni apparentemente "miracolose").

Cos'è cambiato ora?
La novità è che i ricercatori della NASA impegnati nell'EmDrive hanno pubblicato i risultati dello studio in una cosidetta rivista peer-reviewed, dove cioè quello che viene pubblicato viene sottoposto al vaglio di altri studiosi indipendenti. Questo non garantisce la validità di una scoperta, ma almeno assicura che altri ricercatori hanno analizzato gli esperimenti condotti trovando validi sia il metodo utilizzato che i risultati ottenuti.

Nello studio i ricercatori spiegano di aver testato l'EmDrive in un vuoto quasi assoluto simile a quello che incontrerebbe nello spazio. Gli studiosi hanno messo il motore su un pendolo di torsione, lo hanno acceso e determinato la spinta prodotta in base a quanto si è mosso. Ne è emerso, secondo le stime dei ricercatori, che l'EmDrive sarebbe in grado di produrre 1,2 millinewton per kilowatt di energia.

Non è granché paragonato alla spinta di motori più tradizionali, ma è tutt'altro che insignificante considerando la totale assenza di carburante. Tanto per fare un paragone, le vele o altre tecnologie simili generano solo una frazione di quella spinta, tra i 3,33 e i 6,67 micronewton per kilowatt.

Prima d'ora, una delle contestazioni principali rivolte all'EmDrive era che, poiché si riscaldava quando veniva attivato, era l'aria calda che lo circondava a produrre la spinta. Testare il dispositivo nel vuoto ha costretto almeno in parte ad accantonare questae obiezione, anche se i dubbi da sciogliere restano ancora tanti.

Com'è possibile?
Per prima cosa, non è ancora chiaro se l'EmDrive produca effettivamente spinta, un'affermazione che necessita ulteriori verifiche. Ma c'è già chi formula ipotesi sul possibile funzionamento del motore.

I ricercatori dell'Eagleworks che hanno testato l'EmDrive ritengono che le microonde di fotoni spingano contro un "plasma virtuale", ovvero coppie particelle-antiparticelle prodotte e riassorbite quasi istantaneamente dal vuoto quantistico. Il problema è che non sappiamo neppure se il "plasma virtuale" esista, dice il fisico Sean Carroll di Caltech.

Nello studio, il team di Eagleworks fa riferimento alla cosiddetta teoria pilot-wave della meccanica quantistica per spiegare come il vuoto quantistco possa generare spinta, pur ricordando che questa interpretazione non è "predominante nella fisica attuale".

Secondo Mike McCulloch, fisico della University of Plymouth, l'EmDrive dimostrerebbe una nuova teoria sull'inerzia relativa alla cosiddetta radiazione di Unruh, una sorta di calore che subirebbero gli oggetti in accelerazione. A suo dire, poiché le estremità ampia e stretta del cono dell'EmDrive permettono diverse lunghezze d'onda della radiazione di Unruh, l'inerzia dei fotoni all'interno della cavità deve necessariamente cambiare mentre rimbalzano avanti e indietro, e questo, in modo da conservare la quantità di moto, produrrebbe la spinta.

Il modello di McCulloch però dà per assunto che la radiazione di Unruh esista (mentre non è stata confermata in via sperimentale); inoltre suggerisce che la velocità della luce all'interno del cono dell'EmDrive sia variabile, il che viola a sua volta la teoria della relatività speciale di Einstein, obietta il fisico Brian Koberlein del Rochester Institute of Technology.

Esiste poi l'ipotesi del fisico Jim Woodward, il quale ritiene che ioni carichi di energia subiscano fluttuazioni transitorie di massa quando vengono accelerati. Questa ipotesi, ancora non confutata a livello teorico, può spiegare come la navicella si muoverebbe nello spazio senza violare il principio della conservazione della quantità di moto.

Potrebbe rivelarsi un'altra bufala?
Assolutamente si. Esiste una lunga serie di scoperte che apparentemente sfidano le leggi della fisica (qualcuno ricorderà la storia dei neutrini più veloci della luce) che alla fine si rivelano frutto di esperimenti fallosi.

Nello studio, gli autori identificano nove possibili fonti di errore nella sperimentazione. Nessuna è da escludere in maniera assoluta, quindi saranno necessari ulteriori test... e chissà che la prossima volta non vengano effettuati nello spazio.
Fonte

Commento di Oliviero Mannucci: a chi saprà indagare con mente aperta la natura rivelerà i suoi segreti.

NASA: Climate Change and Global Warming


Live from space: new HD cameras stream images of Earth from ISS: http://acervodigital.net/imagens-de-s... --------------------------------------------------------------------------------------------- Climate Time Machine This series of visualizations shows how some of Earth's key climate indicators are changing over time. --------------------------------------------------------------------------------------------- Sea Ice This visualization shows the annual Arctic sea ice minimum from 1979 to 2014. At the end of each summer, the sea ice cover reaches its minimum extent, leaving what is called the perennial ice cover. The area of the perennial ice has been steadily decreasing since the satellite record began in 1979. Credit: NASA Scientific Visualization Studio --------------------------------------------------------------------------------------------- Sea Level Recent satellite observations have detected a thinning of parts of the Greenland ice sheet at lower elevations. A partial melting of this ice sheet would cause a 1-meter (3-foot) rise. If melted completely, the Greenland ice sheet contains enough water to raise sea level by 5-7 meters (16-23 feet). This visualization shows the effect on coastal regions for each meter of sea level rise, up to 6 meters (19.7 feet). Land that would be covered in water is shaded red. Credit: Center for Remote Sensing of Ice Sheets --------------------------------------------------------------------------------------------- Carbon Dioxide This time series shows global changes in the concentration and distribution of carbon dioxide from 2002-2014 at an altitude range of 1.9 to 8 miles. The yellow-to-red regions indicate higher concentrations of CO2, while blue-to-green areas indicate lower concentrations, measured in parts per million. Credit: NASA --------------------------------------------------------------------------------------------- Global Temperature This color-coded map shows a progression of changing global surface temperatures from 1884 to 2014. Dark blue indicates areas cooler than average. Dark red indicates areas warmer than average. Credit: NASA Scientific Visualization Studio --------------------------------------------------------------------------------------------- Source: http://climate.nasa.gov/interactives/...

Spazio: nati i primi ‘vermi marziani’, nuovo passo verso la colonizzazione del pianeta

Due 'vermi marziani' sono stati individuati dagli esperti in un ecosistema che riproduce l'ambiente del pianeta rosso.

 Portare la vita su Marte potrebbe essere molto più semplice del previsto. A dimostrarlo è la nascita di alcuni ”vermi marziani’‘ scoperti in un terreno in cui vengono riproposte le stesse condizioni del pianeta rosso. Un habitat del tutto speciale in cui viene sperimentata la coltivazione di vegetali necessari ai futuri coloni marziani. 

 

A rendere noto il curioso evento è stata l’Università di Wageningen, in Olanda. In pratica gli esperti hanno usato un terreno con la stessa composizione chimica del pianeta riprodotta dalla NASA.Il progetto mira a creare un ecosistema chiuso ed utilizzabile dai viaggiatori del futuro per alimentarsi. Il terreno è stato poi posizionato in alcuni vasetti con un concime composto da liquami di maiali che sul pianeta rosso vedrà l’uso delle feci degli astronauti. Successivamente gli esperti hanno aggiunto i vermi che, in questo determinato ambiente, hanno la funzione di digerire le sostanze organiche morte, fornire quelle nutritive alle piante oltre a realizzare dei piccoli cunicoli nel terreno tra cui dovrà scorrere l’acqua. Alla fine della sperimentazione hanno notato come i vermi fossero ancora attivi ed, anzi, fossero aumentati di numero con l’aggiunta di due nuovi esemplari, nati dal terreno marziano.

Angelo Petrone

Fonte 

Ugo Mattei: perché non ti fanno più togliere la batteria dallo smartphone (e molto altro)



Guardate il video e meditate

A proposito di ZOMBIE DIGITALI!

 http://www.paginainizio.com/fotobuffe/foto/tecnologia091.jpg

 La società si sta trasformando. Ci sono sempre più zombie digitali. Camminano tra noi, con lo smart phone davanti alla faccia e quando gli chiedi permesso non ti ascoltano a meno che non li strattoni. Allora ti dicono: Lei è proprio un maleducato!   E loro sono solo da prendere a calci nel culo dico io. Se dovete farvi ciucciare il cervello dallo smart phone, non lo fate mentre camminate su un marciapiede affollato in centro città e soprattutto non lo fate mentre guidate. Trovate un posto dove non date noia a nessuno e non rompete le balle, perchè se vi incontro io, dopo che vi ho chiesto permesso tre volte, se non vi spostate vi prendo a calci nel culo!

Oliviero Mannucci

Il più Vecchio Metodo di Auto Guarigione nel Mondo: ci vogliono solo 10 minuti al giorno!



Ecco 6 tecniche di auto guarigione dall’Ayurveda che richiedono non più di 10 minuti al giorno. Metterle in pratica con continuità e perseveranza serve a ritrovare una migliore salute fisica, mentale e spirituale.

Secondo questo antico metodo di guarigione, al fine di mantenere ottimale la propria salute è necessario raggiungere una completa armonia tra corpo, anima e mente. L’Ayurveda è il più antico sistema di guarigione olistica che viene utilizzato, ancora oggi. In India, soprattutto, le persone preferiscono il trattamento ayurvedico rispetto alla medicina convenzionale e l’ayurveda viene studiata nelle scuole e nelle università.
Inoltre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel suo congresso di Alma Ati nel 1977, ha ufficialmente riconosciuto l’ayurveda e ne ha raccomandato la sua pratica e la divulgazione.
Tutto nell’universo è energia e tutto è interconnesso afferma l’ayurveda. I tre dosha (una sorta di bioregolatori) che mantengono vivo e in funzione il corpo, sono ‘pitta’, ‘kapha’ e ‘vata’. Vata regola la respirazione, kapha mantiene la forza e pitta controlla il metabolismo. Se sono allineate tra loro, il nostro sistema è sano. Quindi, una corretta alimentazione, massaggi, yoga e meditazione, insieme a semplici pratiche, qui di seguito elencate, migliorano le nostre capacità di autoguarigione.
Al Mattino (5-6 minuti)
– Pulizia della lingua (30 secondi). Dopo esserti lavato i denti, rimuovi ogni placca residua dalla lingua, usando una spazzola, lo stesso spazzolino, o un pulitore della lingua. Fegato, cistifellea e reni sono gli organi che aiutano il nostro corpo a liberarsi di sostanze nocive. A causa di svariati processi metabolici, sedimenti e tossine vanno a raggrupparsi sulla lingua. Se non vengono rimossi nel tempo iniziano a bloccare il flusso di energia (QI) nel corpo.
– Usa l’olio di sesamo (2 minuti). Dopo esserti lavato i denti e la lingua, sciacqua la bocca per due minuti con un cucchiaio di olio di sesamo, espelli e risciacqua con acqua calda. L’Olio di sesamo impedisce la creazione di carie e la formazione di gengiviti, è ricco di acido linoleico e agisce contro funghi, batteri e virus.
– Auto-massaggio (3 minuti). Per il massaggio hai bisogno di un paio di guanti di seta grezza o di una spazzola morbida. Massaggia ogni parte del tuo corpo per 10-20 volte, con movimenti circolari in questo ordine: collo, schiena (fino a che riesci), spalle, mani e dita, parte superiore del torace (con movimento orizzontale), stomaco (massaggiare da cima a fondo, e da sinistra a destra), cosce (prima esterno e dall’alto verso il basso poi interno dal basso verso l’alto), ginocchia (movimento circolare), piedi (movimento circolare).
Il massaggio migliora la circolazione e restituisce energia. Ogni segmento della pelle è associato ad un organo interno e tutti loro lavorano molto meglio con l’aumento del flusso sanguigno favorito dal massaggio.
Durante il Giorno (2-3 minuti)
– Bevi acqua calda o una tisana (30 secondi). Fai bollire mezzo litro di acqua per 10-15 minuti, versarlo in un thermos e bevine un bicchiere ogni mezz’ora per 3 volte. Grazie alle sue caratteristiche energetiche speciali, l’acqua bollita stimola la digestione e aiuta a espellere le tossine dal corpo.
– Pratica la respirazione rilassante (2 minuti). Fai un respiro profondo attraverso il naso, mantieni l’aria per alcuni secondi poi espira attraverso la bocca. Concentrati SOLO sul respiro, se la mente vaga riporta l’attenzione al respiro. La meditazione stimola il tuo cervello a produrre endorfine (ormoni della felicità), che ti rendono felice. Tuttavia, questo esercizio richiederà un po’ di pratica. Persevera!
La sera (2 minuti)
– Stimola la digestione e migliora la qualità del sonno (2 minuti). Scalda un po’ di olio di sesamo. Massaggia il tuo stomaco con poche gocce, utilizzando il palmo della mano continua a massaggiare lo stomaco con delicati movimenti circolari in senso orario. Immergi poi un asciugamano in acqua calda e tienilo sullo stomaco fino a quando diventa freddo. Questo delicato massaggio aiuta la digestione, stimola la contrazione dell’intestino, risolvendo il problema dell’insonnia che si verifica a causa di una cattiva digestione.
Questo antico metodo di autoguarigione nonostante sia così semplice è davvero molto potente. Perché allora non iniziare già domani?
 

L'uomo che ha predetto la vittoria di Trump e la Brexit parla del 2018


"Sarà un anno tormentato da disordini politici, potenti terremoti eruzioni vulcaniche e un clima feroce"

Guardate il video


Batteri ‘alieni’ scoperto sulla Stazione Spaziale Internazionale: è mistero

Alcuni batteri sono stati scoperti dagli astronauti lungo la parete esterna dell'ISS. Ignota l'origine. 

 http://www.segnidalcielo.it/wp-content/uploads/2017/11/ISS_ALIEN-BACTERIA1-640x360.jpg

 

Alcuni batteri sono stati scoperti dagli astronauti russi lungo la parete esterna della Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta di una scoperta davvero inaspettata e che ha spinto i cosmonauti ad inviare un campione dei microrganismi sulla Terra dove verranno analizzati dagli esperti. Gli stessi astronauti hanno confermato come sia inspiegabile come i batteri inesistenti in fase di lancio, siano strato scoperti ora durante il viaggio del veicolo nello spazio.

http://www.space-boosters.co.uk/ekmps/shops/spaceboosters/images/russian-cosmonaut-anton-shkaplerov-8-x10-full-colour-portrait-2259-p.jpg

Anton Shkaplerov

 

 A rendere nota la notizia è stato il cosmonauta russo Anton Shkaplerov che ha anche aggiunto come i batteri spaziali scoperti non rappresentino un pericolo per l’equipaggio dell’ISS.La scoperta è avvenuta in una delle uscite degli astronauti al di fuori della Stazione Spaziale quando gli astronauti hanno deciso di raccogliere, attraverso dei batuffoli di cotone, delle tracce di scarti di carburante sul veicolo. Non è chiaro come questi batteri siano giunti lungo la parte esteriore del veicolo e, tra le tante ipotesi, non è esclusa la provenienza ”aliena”. In realtà la scoperta di batteri a bordo dell’ISS non rappresenta una novità. Più volte gli esperti hanno rilevato dei microrganismi infiltrati in alcuni dispositivi e sopravvissuti alle incredibili oscillazioni di temperature, comprese tra i 150 gradi sotto zero ai +150.

Fonte 

EXCLUSIVE – Ultra Top Secret: Assessment of Situation / Statement on Position on UFOs

EXCLUSIVE BREAKING NEWS

Heather Wade received documents last night from a trusted source. She immediately had Stanton Friedman take a look at these documents who said, “I have never seen anything like this, this is new MJ12 information.” Stanton Friedman is going to continue examining these documents for authenticity, but at this time we can find no evidence of forgery. Midnight In The Desert is posting these documents for all to see, and should you refer to these pages publicly IN ANY WAY, you must credit Heather Wade and Midnight In The Desert as the original source.

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Media Reports and Analysis

Alien PROOF: Expert reveals ‘ultra secret’ Roswell documents
Roswell conspiracy theory ‘expert’ claims UFO crash did happen and government document proves it
‘ROSWELL HAPPENED’ – alleged US leak confirms ‘UFO crash, dead aliens and cover-up’
NAMED: Secret US team of scientists and military who ‘experimented on aliens and UFOs’
Part 1: Leaked “ULTRA TOP SECRET “READ-AND-DESTROY
Assessment of the Situation On Unidentified Flying Objects”
,
Part 2: Leaked “ULTRA TOP SECRET “READ-AND-DESTROY
Assessment of the Situation On Unidentified Flying Objects”

Roswell conspiracy theory ‘expert’ claims UFO crash DID happen… and says a leaked US government document she’s seen proves it
Roswell UFO Proof At Last? Alleged DIA Document Leak ‘Confirms’ Crashed Alien Spacecraft, Dead Aliens
HEATHER WADE ROCKS MIDNIGHT: Ultra Top Secret: Assessment of Situation / Statement on Position on UFOs
 Source 

È in arrivo una serie TV sugli UFO, ispirata a fatti veri

Sony Pictures porterà su grande schermo una serie televisiva ispirata all'incidente della foresta di Rendlesham, celebre avvistamento alieno del 1980 

Mettendo fra parentesi il ritorno di 'X-Files', gli UFO hanno da tempo smesso di essere un argomento interessante per le serie TV. Sony Pictures ha però deciso di rimediare e ha affidato a uno dei registi di 'Doctor Who' (Joe Ahearne) il compito di portare su piccolo schermo la storia vera dell'incidente della foresta di Rendlesham, quando militari statunitensi ritennero di aver avvistato un'astronave aliena.

GLI UFO DELLA FORESTA DI RENDLESHAM 

https://misterorisolto.files.wordpress.com/2014/04/ufotrail.jpg
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 L'avvistamento in questione avvenne nelle notti tra il 26 e il 28 dicembre 1980 in Gran Bretagna, e per la precisione nei boschi appena al di fuori della base militare di Woodbridge, in quel momento utilizzata dall'aeronautica statunitense. 

 https://gaetaniumberto.files.wordpress.com/2015/02/1425033734_full.jpeg

 La tesi fatta propria dagli ufologi è che effettivamente i soldati assistettero all'atterraggio e al decollo di mezzi alieni. Gli scettici sostengono invece che si trattò di uno scherzo perpetrato dall'ex agente della polizia militare Kevin Conde. Come sempre, in questi casi, si parla di complotti e insabbiamenti.

LA SERIE TV SU RENDLESHAM
Sony Pictures Television si è associata con l'inglese Eleventh Hour Films per finanziare la serie TV 'Rendlesham'. Lo sviluppo dello show è stato affidato a Joe Ahearne, che ha diretto alcuni episodi di 'Doctor Who', ha scritto e diretto episodi di 'Ultraviolet' e ha creato, scritto e diretto la miniserie 'The Replacement' (che l'ha visto anche nei panni del produttore esecutivo). Con tutti questi titoli in curriculum, Joe Ahearne ha adesso l'onere di riportare in televisione gli UFO: è già al lavoro, ma al momento mancano dettagli sulle date di inizio riprese e sulla distribuzione nel mondo.

COSA DOBBIAMO ASPETTARCI?
In questo momento è impossibile fare ipotesi sensate su 'Rendlesham', ma una dichiarazione di Wayne Garvie, presidente di Sony Pictures Television, può aiutare a capire in quale direzione stiamo andando. Annunciando il progetto, Garvie ha detto: “La guerra fredda, i missili Cruise, gli UFO: Joe sta mettendo sul piatto storie straordinarie e sta inserendo dei colpi di scena ancora più avvincenti. Non vedo l'ora di vederlo portare su piccolo schermo la sua visione”. A naso, dunque, ci troviamo di fronte a un thriller fantascientifico che proverà a giocare sul mistero e sul senso di indeterminatezza. 

Source 


Ateneo avvia corso sugli UFO: “Gli alieni saranno qui tra 15 anni”

Un corso di "Ufologia": lo ha introdotto un centro di ricerca per approfondire le conoscenze sugli alieni in caso di possibile futuro contatto

Un corso di “Ufologia“: lo ha introdotto un centro di ricerca dell’ateneo del Mediterraneo di Antalya, nel sud della Turchia, con lo scopo di approfondire le conoscenze sugli extraterrestri in caso di possibile futuro contatto con gli esseri umani.

 https://pbs.twimg.com/media/DPkeUKrW0AEsHAB.jpg

Erhan Kolbasi, tutor del corso e vicepresidente del centro ufologico turco Sirius, citato da Hurriyet, ha dichiarato che “entro 10 o 15 anni” gli alieni si metteranno in contatto con il pianeta Terra.
Il nome del corso sarà “Ufologia e Esopolitica” e si incentrerà anche sulla presunta presenza extraterrestre, sulle implicazioni sulla società umana, e sulla preparazione per un’eventuale “diplomazia galattica”.

Filomena Fotia


Commento di Oliviero Mannucci: a quando l'insegnamento dell'ufologia nelle università italiane?

Has a UFO visited your hometown? Find out using this interactive alien sightings map

Have aliens visited your home? Find out in our map of UFO sighting hotspots

Have you ever seen a strange light appear in the sky and wondered if it was an alien craft?
Now you can work out if someone else saw the same thing – or if the bizarre sighting was the product of your fevered imagination.
A website called UFO Stalker has collected together all the weird observations reported to the Mutual UFO Network (MUFON), an American organisation that investigates strange sightings in the sky.
Its figures reveal that a total of 83,715 sightings have been reported this year alone across the world, a 12 per cent increase on the number of sightings in 2016.
Last month in the UK, there were a total of seven UFO observations.

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giovedì 23 novembre 2017

C'è una riserva di ghiaccio su Marte. "Acqua accessibile per futuri insediamenti"

Il bacino è più grande come superficie dell'intera Italia e conterrebbe 246 volte il volume del lago di Garda. È stato scoperto grazie allo strumento italiano Sharad montato sul Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa. Si trova nella Utopia planitia sotto uno strato di suolo spesso da uno a dieci metri. Potrebbe essere utilizzato in futuro dagli astronauti come fonte di approvvigionamento

 I PRIMI astronauti che esploreranno Marte potrebbero avere a disposizione chilometri cubi di acqua sul posto. Per averla "basterà" scavare e farla sciogliere. Se infatti di acqua su Marte è piuttosto difficile trovare traccia e la poca liquida si presenta, nella migliore delle ipotesi, sotto forma di rivoli stagionali di brodaglia salmastra, di ghiaccio c'è, e in abbondanza. Ma non sarà necessario arrivare fino al Polo. La scoperta, pubblicata sul Geophysical research letters, arriva grazie ai dati raccolti da uno strumento italiano, montato sul Mars reconnaissance orbiter della Nasa, che da dieci anni studia la superficie del pianeta rosso.

Sharad è un radar che usa basse frequenze. Ha individuato una distesa di ghiaccio d'acqua pochi metri sotto la superficie della Utopia planitia, una vasta regione pianeggiante alle medie latitudini nell'emisfero boreale. Una posizione interessante per le missioni umane. Secondo i ricercatori si tratta di un bacino più esteso dell'Italia intera, spesso da 80 a oltre 500 metri e con una capacità pari al lago Superiore, quasi 250 volte il lago di Garda. Composto dal 50 all'85 per cento di ghiaccio d'acqua, mischiato con polveri e roccia.




"Sono stime ancora non precisissime ma i dati sono molto confortanti - spiega Roberto Seu, dell'università La Sapienza e responsabile scientifico di Sharad - ed era quello che speravamo perché gli unici grandi bacini di ghiaccio d'acqua conosciuti erano quelli dei Poli, dunque in zone piuttosto inospitali, dove è complicato pensare a una base per l'esplorazione umana". Potrebbe essere una risorsa accessibile sia per la posizione a latitudini basse che per le caratteristiche della regione, piatta e adatta all'atterraggio di un veicolo spaziale. Non lontano da qui, nel 1972, fece il suo "ammartaggio" il lander della missione americana Viking 2.

Il radar italiano. Sharad ha trovato questa gigantesca riserva d'acqua analizzando dall'orbita le onde di rimbalzo a bassa frequenza. È il contributo italiano alla missione Mro ed è stato ideato, sviluppato e costruito nel nostro Paese grazie alla collaborazione tra l'Agenzia spaziale italiana, Thales Alenia space e La Sapienza. Roberto Seu è il team leader scelto dall'Asi : "Il suo funzionamento è simile a un radar di superficie, di quelli che si usano per individuare tubature nel sottosuolo, utilizzando le stesse onde dei radioamatori. Quando le onde elettromagnetiche arrivano sulla superficie, vengono riflesse solo in parte, il resto penetra in profondità fino anche a due chilometri".
La eco di queste onde è diversa in base al tipo di terreno che incontra: a seconda che si tratti di roccia basaltica (tipica di un suolo vulcanico) o, per esempio, di ghiaccio: "La stima della potenza del segnale ricevuto da Sharad e del tempo di ritardo ci dà indicazioni sulla profondità e sulla caratteristica di quello che c'è sotto".

C'è una riserva di ghiaccio su Marte. "Acqua accessibile per futuri insediamenti"
Brina su Marte

 
Secondo gli scienziati della Nasa, a queste latitudini il ghiaccio d'acqua esposto all'atmosfera diventerebbe istantaneamente vapore, sublimando e disperdendosi in atmosfera. La coperta di suolo che lo nasconde è spessa da uno a dieci metri ed è quindi una protezione indispensabile. La superficie mostra inoltre caratteristiche simili ad alcune regioni artiche, in Canada, che nascondono proprio uno strato sotterraneo di ghiaccio.

Questa scoperta getta nuove conferme anche sulle ipotesi che riguardano il passato del pianeta rosso. La presenza della riserva di ghiaccio d'acqua in questa posizione, infatti, sarebbe dovuto allo spostamento dell'asse del pianeta, che un tempo era più inclinato rispetto a oggi: "Questa ipotesi è stata fatta una alcuni anni fa grazie proprio ai dati raccolti da Sharad - continua Seu - la stratigrafia del suolo ai poli ha mostrato variazioni climatiche dovute alla diversa esposizione ai raggi solari". L'asse di Marte varia la sua inclinazione fino al doppio di quella attuale (25 gradi) con cicli di 120mila anni. In un periodo recente della storia marziana, dunque, qui deve essere stato molto più freddo.

Ed è ancora grazie alla tecnologia italiana che forse sarà possibile scavare qui il pozzo per estrarne ghiaccio: "Ne porterà un esempio Exomars nella missione 2020, il rover sarà infatti dotato di un trapano che può perforare fino a due metri di profondità - conclude Seu - se invece dovesse trovarsi più in basso sarà un'altra delle numerose sfide da affrontare per poter progettare l'esplorazione di Marte". Sfida alla quale si aggiunge il tema delicato della contaminazione. I protocolli dell'esplorazione spaziale, infatti, prevedono rigidi standard per poter accedere a luoghi e risorse, come l'acqua, che potrebbero ospitare forme di vita.






 

Per la NASA umanità a rischio per l'asteroide Apophis

Gli esperti della NASA hanno predetto la fine del mondo. L'agenzia spaziale americana ritiene che la scomparsa dell'umanità sarà causata dall'asteroide Apophis, che cadrà sul pianeta nel 2029 o 2036.


Lo segnala il giornale online International Business Time.
Secondo gli esperti, Apophis raggiungerà la Terra nel 2029 o nel 2036. L'asteroide del peso di circa 18 milioni di tonnellate è costituito interamente da ghiaccio e polveri.

 http://enzoozneguide.altervista.org/wp-content/uploads/2016/07/99942-Apophis-Asteroida-Apophis.jpg
Se il corpo celeste si scontrerà sulla superficie del nostro pianeta, l'impatto avrà una potenza di 880 megatoni. La caduta di Apophis, che probabilmente distruggerà tutta la vita sulla Terra, provocherà un enorme tsunami e distruzioni di proporzioni catastrofiche.

http://www.infonewsworld.altervista.org/images/apophis-asteroid-terra.jpg

Attualmente gli astrofisici sono impegnati nell'analisi approfondita dei dati e contemporaneamente studiano gli oggetti spaziali potenzialmente pericolosi per il pianeta.

Fonte

Commento di Oliviero Mannucci: Come volevasi dimostrare! Quanti astrofisici sapientoni ho sentito in televisione che parlando della possibilità che un asteroide possa colpire la Terra hanno sempre minimizzato il problema dicendo che le probabilità che un tale evento possa avvenire è molto remoto. Le chiacchiere ora stanno a zero. Il pericolo è reale e concreto. Aphosis potrebbe colpire la Terra, visto che passerà a poche decine di migliaia di chilometri dalla Terra. Sveglia sapientoni! Quante volte ho scritto su questo blog che il pericolo degli asteroidi che intersecano l'orbita terrestre non è assolutamente da sottovalutare!?

Le Iene: "Abruzzo in pericolo per un esperimento nucleare tenuto nascosto" | I ricercatori a Tgcom24: "Nulla di segreto, tutto in regola"

Nel servizio si segnala che sotto il Gran Sasso, nei laboratori di fisica nucleare, si utilizzerà il Cerio 144, ma lʼInfn assicura che tutto avverrà nel rispetto di ambiente e salute: "Sarebbe un suicidio per noi"

 Fa discutere e allarmare il servizio de Le Iene, secondo il quale in Abruzzo sarebbe in corso un esperimento nucleare segreto capace di mettere a rischio l'intero territorio. Dando voce a movimenti ambientalisti e comitati locali per la salute dell'ambiente e dell'acqua, il programma televisivo ha parlato del Sox, acronimo di un esperimento dei laboratori nazionali del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare. Chiamati in causa i ricercatori a Tgcom24 smentiscono ogni rischio. "Non c'è niente di segreto - precisano - tant'è che sul nostro sito è tutto spiegato da tempo: caratteristiche dell'operazione e messa in sicurezza. Sarebbe un suicidio per i ricercatori stessi non operare secondo legge e nel rispetto della sicurezza personale e ambientale".

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L'accusa de Le Iene - Nelle viscere del Gran Sasso, dove nel 1982 è stato costruito l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il più grande laboratorio sotterraneo del mondo, potrebbe arrivare la minaccia nucleare. L'inviata de Le Iene Nadia Toffa spiega come la cima più alta dell'Appennino ospiti anche una delle sorgenti d'acqua più pure d'Europa, che offre da bere a mezzo Abruzzo, ed è proprio in queste acque si trovano i laboratori dove molto spesso si fanno esperimenti utilizzando sostanze nocive. L'ultimo in programma, e secondo i comitati locali tenuto nascosto per la sua pericolosità, è il Sox.

Guarda il video su TG COM 24 

La posizione dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare"Il progetto Sox è in programma per il 2018, seguendo tutti i procedimenti per la sua corretta realizzazione in totale sicurezza", precisano a Tgcom24 fonti dell'Infn. "Non si tratta di esperimenti segreti - aggiungono, - siamo un Ente Pubblico di Ricerca e in quanto tale siamo tenuti alla trasparenza. In particolare, la sorgente radioattiva per la generazione di antineutrini è assolutamente isolata dall'esterno per preservare l'ambiente e la salute di tutta la popolazione del territorio, e anche delle persone che lavorano nei laboratori, molte delle quali sono abruzzesi, vivono nel territorio e bevono quell'acqua".

"Compromettere tutte le attività non lavorando nel rispetto della legge - conclude l'Istituto - vorrebbe dire contaminare lo stesso ambiente nel quale si fanno gli esperimenti, il cuore del Gran Sasso e il nostro Laboratorio, che è puro. E non da ultimo andrebbero in fumo investimenti nazionali e internazionali di grandi proporzioni. Sarebbe un suicidio".

Fonte


Cosa accade in Antartide? Il caso di Base Concordia





Un continente tenuto in quarantena che ospita migliaia di ricercatori. Cosa stiano ricercando risulta un mistero. Gli eventi della base Concordia. Il continente conserva le antiche vestigia della prima terra abitata dagli uomini?
di Giancarlo Barbadoro
Il continente antartico tra omissioni storiche e conquiste militari
La storia del continente antartico affonda nel mistero. Già le prime carte geografiche medievali mostravano la sua esistenza e il suo profilo tratteggiato in maniera abbastanza precisa, anche se alcun esploratore del tempo vi era mai giunto.
In altre occasioni, planisferi dipinti in dimore rinascimentali, come quello del Castello della Manta in Piemonte, lo rappresentavano in un colore verde che può ricordare campi sterminati di vegetazione e non certamente il biancore dei ghiacci che siamo abituati a vedere nelle moderne immagini.
Durante la Seconda Guerra Mondiale in molti ambienti del nazismo tedesco si favoleggiava di una perduta civiltà che sarebbe esistita all'epoca dell'Eden biblico e che avrebbe lasciato resti di edifici e tecnologia sconosciuta al tempo.
Ma per il nazismo sembrò non essere solamente una leggenda. Il nazismo giunse a rivendicare vasti territori dell’Antartide che vennero battezzati con il nome di “Nuova Svevia”, la “Neuschwabenland” che poi al termine della II Guerra mondiale venne ribattezzata come “Terra della Regina Maud”.
Un tronco fossile di Glossopteris rinvenuto sul continente antartico.
I ricercatori hanno potuto osservare gruppi di tronchi pietrificati,
che potevano arrivare a circa 25 metri di altezza, che milioni di anni fa
ricoprivano gran parte dell'Antartide. Un vero Eden
Secondo varie testimonianze raccolte nel dopoguerra il nazismo organizzò nel '39 una spedizione militare composta da navi e sottomarini per poter giungere alle coste del continente antartico ed esplorarlo, ritenendo che esistessero nel sottosuolo una serie di caverne in cui potere realizzare la "Base 211", definita poi per la tecnologia impiegata dal Terzo Reich come la "Neu Berlin". Una grande base militare celata sotto i ghiacci per dare appoggio agli U-Boot che imperversavano nei mari contro i convogli alleati.
Terminata la Seconda Guerra Mondiale con la sconfitta del nazismo da parte degli Alleati e con la liberazione delle Nazioni occupate, il Pentagono prese sul serio la possibilità che reparti dell'esercito nazista avessero potuto sopravvivere tra i ghiacci dell'Antartico per prepararsi ad una inaspettata controffensiva oppure dedicarsi a sanguinosi atti di pirateria a danno delle navi delle grandi potenze vincitrici.
Per questo motivo il Pentagono, nel 1946, organizzò una colossale spedizione aeronavale chiamata in gergo "High Jump Operation" guidata dall’Ammiraglio Richard Byrd. La spedizione aveva lo scopo di esplorare militarmente il continente antartico e comprendeva una vera Task force di decine di navi e di circa cinquemila marines equipaggiati di tutto punto. La missione doveva approdare al continente antartico e rimanervi per condurre accurate esplorazioni per almeno diciotto mesi. Ma stranamente l'apparato aereonavale fece ritorno dopo appena una settimana.
L’affresco esistente nella sala delle feste del Castello della Manta, nei pressi di Cuneo in Piemonte. Il planisfero, realizzato nel 1560, riporta la raffigurazione del continente antartico, stranamente verdeggiante, trecento anni prima della sua scoperta ufficiale avvenuta nel 1773. Le società iniziatiche medievali ben conoscevano la sua ubicazione
E’ un mistero il fatto di essere stata organizzata una flotta così imponente per poi fare retromarcia così repentinamente. Avevano incontrato resistenza da parte di truppe naziste arroccate tra i ghiacci e di conseguenza gli americani si erano ritirati? Non c'è motivo di crederlo. Con la potenza di fuoco che possedevano avrebbero raso al suolo ogni forma di resistenza. E comunque avrebbero avuto più tempo per eliminare tutti i focolai di fanatica resistenza.
L'Antartide, un "patrimonio culturale da mettere in comune con tutta la specie umana"
E allora? Magari i militari USA, giunti sul posto, si erano resi conto che il continente era ancora abitato dai discendenti dei progenitori dell'umanità e se ne erano ritornati scusandosi dell'intrusione?
Ipotesi fantascientifica ma che potrebbe comunque stare in piedi basandosi sulle narrazioni di molte culture native che hanno da sempre asserito che l'umanità veniva dal perduto continente antartico e che vi era rimasta una rappresentanza del genere umano assieme ai suoi antichi tutori. A questo proposito la Bibbia potrebbe ricordarci lo strano serpente messo nell'Eden che di rettile aveva ben poco poiché aveva braccia a e gambe con cui poteva camminare.
Del resto, ad infittire il mistero, l’ammiraglio Byrd al suo ritorno dall’Antartico con la missione militare “High Jump” rilasciò una dichiarazione in cui ammoniva che gli Stati Uniti avrebbero dovuto rimanere “in uno stato di allerta continua” paventando una minaccia che poteva provenire da entrambi i poli. Ma se non era una minaccia nazista a chi si riferiva?
La Base Concordia, gestita dall'Italia, realizzata su un altopiano antartico
al finire degli anni '90 sul sito "Dome C" che sembra
nascondere misteriosi segreti
Altro fatto strano e inspiegabile è che gli USA, con la presenza delle loro prime basi organizzate sul continente antartico, avrebbero potuto reclamare la loro sovranità totale e annetterlo come un ulteriore “cinquantunesimo Stato” alla loro Repubblica Federale, ma stranamente non lo fecero. Gli USA uscivano vincitori dal conflitto della Seconda Guerra Mondiale e potevano, con l’appoggio della Società delle Nazioni, ridistribuire e ridisegnare la sovranità delle terre del pianeta secondo i loro interessi e nessuna altra Nazione avrebbe contestato la loro decisione.
Rimane ancora oggi un mistero il perché gli USA non abbiano reclamato la loro sovranità sul continente ricco di risorse minerali. Avendo vinto la guerra tra le Nazioni più contributive alla cessazione del conflitto e avendo teoricamente preso possesso dell'Antartide con i suoi primi isolati esploratori e con la presenza dell'armata aereonavale della Missione Hig Jump potevano trasformarlo in una stella da mettere sulla loro bandiera.
Considerando oltretutto la posizione strategica che l’Antartide poteva avere per gli USA e il fatto che nessun’altra Nazione avrebbe contestato la loro decisione poiché questo continente, fino agli anni ’50, non suscitava alcun interesse non mostrando altro che desolazione e infinite distese di ghiacci inospitali.
E invece, inspiegabilmente, gli USA non lo fecero. In occasione dell'Anno Geofisico Internazionale del 1957-58 gli USA in accordo con le Nazioni Unite stipularono il "Trattato Antartico" con cui veniva aperto l'accesso dell'Antartide alle Nazioni del pianeta e veniva regolamentato che il continente non avrebbe mai ospitato eserciti e armamenti, interdicendo assolutamente attività di tipo militare o di altro scopo bellico che implicasse esplosioni nucleari o depositi di materiale radioattivo.
La mappa che mostra l'ubicazione strategica della Base Concordia
tra altri due misteri antartici, quello dei "tunnel" e del Lago Vostok
Un continente da preservare, come dichiararono gli USA nel Trattato Antartico, quale "Patrimonio culturale da mettere in comune con tutta la specie umana".
Ipoteticamente parlando, un simile atteggiamento da parte degli USA sarebbe giustificabile solamente se, come asseriscono le varie antiche tradizioni precristiane compresa quella dell'antico druidismo europeo, il continente poteva rappresentare effettivamente l'antico Eden, il "santuario dell'umanità" voluto dalla specie che l'aveva preceduta.
Una zona del pianeta in cui anche Dante Alighieri, esoterista rinascimentale, avrebbe collocato l'antico Eden che nella "Divina Commedia" declama come il luogo da cui "sortirono i primi uomini a rimirare le stelle".
Il mistero della base italiana Concordia
Ad oggi sul continente antartico ci sono circa trenta basi permanenti con costi elevati di realizzazione e di manutenzione logistica, che ospitano almeno trentamila ricercatori di tutti i Paesi della Terra.
Ma che cosa stiano ricercando, al di là di quanto dichiarato che riguarda la presenza delle polveri nell'atmosfera e della velocità dei venti, di preciso non si sa.
E soprattutto non si può sapere.
La rivista Shan Newspaper tentò qualche anno fa di stabilire un contatto con alcuni volontari della Base italiana Concordia. Ma il rapporto venne inspiegabilmente interrotto dai vertici della base antartica. Che cosa avevano da nascondere? Avevano paura che qualche volontario si lasciasse scappare informazioni imbarazzanti sulla loro precaria logistica o troppo riservate?
I due tunnel misteriosi esistenti presso la Base Concordia. Hanno dimensioni considerevoli con una apertura di almeno 90 metri. Sono questi il reale oggetto della ricerca della base?
Si riuscì a capire che la base era dedita alla ricerca astronomica… con un telescopietto amatoriale come si poté evincere dalle foto pubblicate su Facebook. Una base che non aveva neppure all'epoca un collegamento satellitare?
Si poté poi ancora giungere a conoscenza, prima della censura, che la base era stata costruita inspiegabilmente su un freddissimo altopiano antartico, poco adatto ad una base antartica, sul sito dove era esistita una base provvisoria statunitense che aveva operato per un tempo ristretto lavorando al recupero di un aereo militare che aveva effettuato un atterraggio di fortuna.
Per quanto riguarda i misteri dell'Antartide va citato il fatto che vicino alla base italiana di Concordia, posta curiosamente a relativa distanza dal famoso lago Vostok dove sembrerebbe che persino la NSA americana abbia fatto atto di presenza, sono state rilevate dai satelliti due misteriose grandi "bocche" che si aprono nel sottosuolo roccioso nei pressi del Mare Antartico e che sembrano essere l’ingresso di grandi gallerie che portano sotto la superficie del continente.
La particolare struttura di queste bocche, simile per entrambe, porta a ritenere che siano di natura artificiale. Le misure di ciascuna delle due "bocche" risultano considerevoli con un’apertura calcolata di almeno 90 metri di larghezza e 30 in altezza.
Inseguendo il mito del Graal. Un documento rilasciato dalla Base di McMurdo porta a riconsiderare il mito di Fetonte in una chiave storica. Nell'immagine una figura, sauroide e antropomorfa, raffigurata in dipinto medievale mentre dona nell'Eden la conoscenza ai progenitori dell'umanità
Che siano questi gli obiettivi non dichiarati, e mantenuti ermeticamente secretati, della presenza di Base Concordia sull'inospitale altipiano antartico?

Un segreto sotto gli occhi di tutti
Ma Base Concordia non sembra essere la sola base a trattenere informazioni che non devono essere divulgate.
Sui segreti custoditi dalle basi antartiche posso citare quanto ebbi modo di leggere in un articolo pubblicato sul bollettino ufficiale della base statunitense di McMurdo Station in Antartide. Una base che è a tutti gli effetti una vera e propria città pressoché autonoma, in cui trovano ospitalità circa 1.250 ricercatori e tecnici di ogni disciplina.
L'articolo era stato scritto da un ufficiale di stanza alla base:
Una panoramica della base americana di McMurdo Station in Antartide.
 Costituisce una vera e propria città pressoché autonoma,
in cui trovano ospitalità circa 1250 ricercatori e tecnici di ogni disciplina
"In tutte le ricerche che si svolgono in questo grande continente, vi è una sospetta mancanza di attenzione a certe teorie, assolutamente straordinarie, che meritano un esame approfondito. Stiamo vivendo sulla superficie di una terra in gran parte inesplorata, ed è da tempo che abbiamo preso in considerazione solo semplici rocce, ghiacciai e pinguini.
Sto parlando dell’evidenza che è stata sollevata a più riprese, che rivela che non siamo i primi esseri viventi ad abitare questo luogo, e che la ricerca scientifica non è l'unica attività che viene svolta qui. Quando riconosceremo che ci possono essere molte più cose oltre le apparenze che abbiamo sotto gli occhi?
Come tutti sanno, il continente è pressoché completamente ricoperto dai ghiacci. Cosa si nasconda sotto quel ghiaccio, a chilometri di profondità in molti luoghi del continente, è un fattore ancora sconosciuto. La verità viene fuori, tuttavia, da poche anime coraggiose che cercano delle risposte ad alcune domande inquietanti. Esiste nel loro lavoro una forte evidenza che rivela che l'Antartide è stata abitata molto tempo fa da creature sconosciute, quando la temperatura di questo continente era molto più calda”.
I misteri dell'Antartide.
Un oggetto impattato al suolo guardato a vista da quattro blindati?

5 Avvistamenti Ufo in Italia


Share This Before It's Shut Down! News Helicopter Films Something Strange Over New Mexico! 11/18/17



What Just Happened Over New Mexico Bewilders News Helicopter Crew! 11/18/17 Source Link https://www.youtube.com/watch?v=XA2sp... #1 Most Viewed UFO Youtube Channel Thirdphaseofmoon Shares Your Incredible UFO Videos To the World! Upload your UFO Video To Youtube, Then Copy Paste The Link To My Email! cousinsbrothersproductions@gmail.com Keep Your Eyes on the Skies! We are not Alone! Support Thirdphaseofmoon New Documentaries https://www.patreon.com/Thirdphaseofmoon The Strangest Things: http://itunes.apple.com/album/id12053... Alien Nation: http://itunes.apple.com/album/id10841... Soundtrack: http://itunes.apple.com/album/id83836... Title Graphics By https://videohive.net/user/wynio/port... Subscribe Thirdphaseofmoon http://www.youtube.com/user/thirdphas... Follow On Twitter: https://twitter.com/Thirphaseofmoon

24 Ottobre 2017 - UFO nei cieli di Roma



Astronaut Captures a Massive UFO Falling to Earth From the ISS in Rare Event




Astronaut Paolo Nespoli caught this amazing footage showing a bright meteor falling to the earth over the Atlantic Ocean. The huge space rock was reportedly flying around 40 km/s, much faster than a typical meteor.

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giovedì 16 novembre 2017

Marte come l’Antartide? Il caso del lago Don Juan

Se presente, l’acqua su Marte potrebbe avere proprietà simili a quelle di un piccolo lago ai piedi dei Monti Transantartici

Il lago ipersalino Don Juan. Credit:Pierre Roudier/Flickr

Il lago ipersalino Don Juan. Credit:Pierre Roudier/Flickr



C’è uno  stagno dalle caratteristiche insolite ai piedi dei Monti Transantartici, in Antartide. Stiamo parlando del piccolo lago Don Juan, uno dei più salati del pianeta, ricco di cloruro di calcio che consente alle sue acque di rimanere allo stadio liquido anche alle temperature proibitive dell’area. La fonte di alimentazione idrica dello stagno è un mistero e un recente studio dell’Università di Washington ha cercato di risolvere il mistero e ha ipotizzato  che l’acqua, con caratteristiche simili a quelle del Don Juan, potrebbe  trovarsi su Marte.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Earth and Planetary Science Letters ha analizzato le peculiarità chimiche del lago per individuare la provenienza dell’acqua. Il Don Juan, si legge nella ricerca, è alimentato da un sistema di acque sotterranee più o meno profonde e non dall’umidità che cola dalle pendici delle vicine Valli di McMurdo come precedentemente riportato da altri studi. Il laghetto, grande più o meno come un campo da calcio, ha una profondità media di dieci centimetri e i sali delle sue acque ne abbassano il punto di congelamento. I ricercatori ritengono fondamentale studiare l’idrologia dello stagno per il fatto che l’Antartide è uno dei luoghi della Terra che più si avvicina a Marte un pianeta estremamente freddo e secco.

Per risolvere il mistero della formazione del lago, gli studiosi si sono serviti di un modello per verificare in che modo l’acqua salata cambia durante l’evaporazione e il congelamento. All’interno della valli Mc Murdo l’evaporazione dell’acqua provoca la concentrazione dei sali nello stagno, causando la cristallizzazione di alcuni di essi. Questo processo contribuisce al cambiamento delle caratteristiche dell’acqua all’interno del lago. «Se c’è acqua su Marte - commenta Jonathan Toner dell’Università di Washington – probabilmente avrà caratteristiche vicine a quelle di questo laghetto. Sapere di più sul suo processo di formazione può aiutarci nella ricerca di ambienti simili su Marte».