venerdì 29 novembre 2013

Il nucleare è più di un pericolo

L'opinione pubblica sottovaluta da sempre il pericolo delle armi nucleari. Si sente dire che avrebbero impedito la guerra fra Usa e Unione Sovietica e che il loro potere distruttivo sarebbe la garanzia che non verranno impiegate.

Il libro di Eric Schlosser, Command and Control è un antidoto alle illusioni. Basato su documenti declassificati o ottenuti grazie al Freedom of Information Act, il libro è privo di sensazionalismo, ma, leggendolo, si sente un brivido correre nella schiena e si capisce perché personaggi americani quali Kissinger, Schultz, Perry e Nunn, che non sono delle colombe, sollecitino lo smantellamento degli arsenali e la messa al bando di tali armi.
Che comportano tre rischi: un conflitto che ne faccia uso; un'esplosione accidentale; il terrorismo. Rischi concreti e realistici che aumentano al crescere dei Paesi nucleari e dei loro arsenali.
Primo, non è vero che la capacità distruttiva degli arsenali americani e sovietici abbia avuto un effetto stabilizzante. Il mondo è andato più volte vicino a una guerra nucleare, sia nei momenti di tensione fra Usa e Urss, sia in circostanze del tutto casuali, per effetto di falsi allarmi. Schlosser riferisce di una riunione fra Kennedy e i suoi consiglieri militari durante la crisi di Berlino nella quale fu seriamente considerata l'opzione di lanciare un attacco nucleare preventivo (p. 277). Nella crisi di Cuba si è andati vicini a uno scontro nucleare fra le due superpotenze. Mentre chiedevano a Kruschev di non introdurre armi nucleari a Cuba, gli americani ignoravano che un certo numero di esse erano sull'isola e che i comandanti russi erano autorizzati ad usarle in caso di tentativo di invasione militare Usa. Se gli americani avessero invaso Cuba, la guerra sarebbe scoppiata. La catastrofe fu evitata per i contatti diretti e segreti fra Robert Kennedy e i sovietici con l'ambasciatore Dobrynin.
Vi è stato il rischio di una guerra per errore. Nel 1960 i radar indicarono che era partito un attacco nucleare contro gli Usa. Scattò la massima allerta. Partirono aerei e solo a pochi minuti dal punto di non ritorno, ci si rese conto che era stato male interpretato da parte dei computer il sorgere della luna (pp. 253-254). Nel 1979, i radar segnalarono l'arrivo di decine di missili sovietici, salvo scoprire che era stato inserito per sbaglio nei pc il programma di un'esercitazione(p. 366). In Russia, nel '95, i comandi militari informarono Yeltsin che gli Usa avevano lanciato un attacco. Anche in questo caso, si scoprì in tempo che si trattava del lancio di un satellite metereologico norvegese preannunciato da settimane alla Russia(p. 478).
Non meno drammatica è la storia degli incidenti. Ve ne sono stati centinaia, nascosti ai cittadini e alle forze armate. Scrive Schlosser: "Attraverso il Freedom of Information Act ho ottenuto un documento che elenca gli 'Accidenti e incidenti che hanno coinvolto armi nucleari fra l'estate del '57 e la primavera del '67'. È un documento di 245 pagine. L'ho mostrato a due funzionari del governo Usa che avevano lavorato nella sicurezza delle armi nucleari in quegli anni che non avevano mai visto il rapporto e che rimasero sconvolti dopo averlo letto" (p. 465).
Il mondo ha saputo di alcuni incidenti, di altri no. Il 17 gennaio 1966, vicino a Palomares in Spagna, si schiantò al suolo un B52 con quattro ordigni nucleari. Una delle bombe, caduta in mare, non è stata più ritrovata. Tre caddero a terra, non esplosero, ma due di esse rilasciarono una notevole quantità di materiali radioattivi. Pur negando ogni pericolo, nella bonifica venne incenerito l'equivalente di 4mila camion di prodotti vegetali e furono trasferiti negli Usa circa mille metri cubici di terreno (pp. 315-319). Un altro incidente avvenne in Groenlandia il 21 gennaio 1968. Un B52 con quattro bombe cadde vicino alla base di Thule. Le bombe non scoppiarono, ma la terra contaminata riempì 147 carri merci (pp. 320-323). Un terzo incidente avvenne il 19 settembre 1980 in Arkansas, in un silos che ospitava un missile Titan armato di una testata nucleare. La descrizione dell'incidente è fra le più drammatiche. Anche in questo caso, non vi fu un'esplosione, ma la dispersione di radioattività fu significativa. Quanto alla Russia si sa pochissimo. Si sa, però, di un incidente a Chelyabinsk-65 nel 1957 dove un'esplosione "diede luogo a una contaminazione radioattiva per centinaia di miglia quadrate" (p. 467).
Infine, vi è il rischio del terrorismo. Una Commissione senatoriale Usa negli anni 60 constatò che in alcune basi aeree vi erano aerei dotati di testate nucleari pronti al decollo affidati alla sorveglianza di un unico militare americano. In un'altra circostanza fu constatata la violazione della regola della doppia chiave che doveva garantire l'impossibilità di un uso non autorizzato delle armi.
L'aumento dei Paesi nucleari non aumenta solo il rischio che queste armi vengano usate, cresce il pericolo del terrorismo. Il Pakistan ha collocato le proprie armi nucleari nella parte del Paese più lontana dall'India e le ha disperse sul territorio. Ma nell'area scelta dominano i gruppi terroristici radicali che potrebbero facilmente impadronirsi di uno di questi siti.
Questo è il quadro che emerge dal libro di Schlosser. Nel 2009, a Praga, Obama ha fatto proprio l'appello di Kissinger ed altri alla eliminazione delle armi nucleari. Noi siamo convinti che l'Europa debba impegnarsi seriamente in questa direzione, cominciando dal rimuovere le armi nucleari presenti in cinque Paesi europei (fra cui l'Italia) e incoraggiando un dialogo con la Russia che ha ancora centinaia di testate nucleari a corto raggio. Se i Paesi che hanno i maggiori arsenali nucleari non compiono atti concreti e rilevanti volti alla riduzione dei loro arsenali, sarà molto difficile evitare una catastrofe annunciata.

Fonte

La Nasa alla ricerca dell'idrogeno perduto su Venere




транзит венера солнце венера

Foto: EPA

Il 26 novembre, una settimana dopo il lancio della sonda di Marte “MAVEN”, è stato spedito in orbita uno strumento per studiare l'atmosfera di Venere, il “VeSpR” (NASA). Quest'ultimo ha spiccato il volo ed è tornato quasi immediatamente: il lancio è stato condotto da un razzo geofisico, e lo strumento è rimasto in volo meno di dieci minuti, osservando Venere solo per 4 minuti e 10 secondi. Tuttavia, come sperano suoi creatori, il “VeSpR” potrebbe aiutare a capire cosa è successo all'acqua di Venere.

Attualmente, Venere svolge il ruolo del “parente povero” nella famiglia dei “grandi” pianeti del gruppo terrestre; l’attenzione del pubblico è infatti stata attirata da Marte, e alla “Dea dell'Amore” è toccato in sorte un solo un progetto spaziale: il sistema “Venere Express” dell’Unità Europea. Tuttavia, la scienza fondamentale riguardo a Venere non è stata del tutto dimenticata, e il progetto VeSpR (abbreviazione di “Venus Spectral Rocket”), ne è un esempio.
L’esperimento è condotto dall’Università di Boston. Il “VeSpR”, è un telescopio ultravioletto su un razzo geofisico, finalizzato a misurare un solo indicatore della linea di emissione dell’idrogeno, chiamato “Lyman– alfa”. Attraverso di esso gli scienziati sperano di determinare quanto idrogeno c’è nell’atmosfera superficiale di Venere, e quanto del più pesante isotopo deuterio (nel nucleo di un atomo di deuterio, oltre al protone, c'è anche un neutrone). Questi dati rappresentano la chiave per capire quanta acqua ci fosse su Venere nei primi periodi della sua storia, e quanto velocemente questa sia scomparsa dal pianeta.
Oggi Venere, come anche Marte, è un pianeta molto asciutto. Se si condensa tutta l'acqua che c’è su Venere, questa coprirebbe il pianeta con uno strato di soli 3 cm, equivalenti a circa 3 km sulla terra. Ma non è stato sempre così. Gli studiosi suggeriscono che i tre pianeti terrestri si siano formati con circa la stessa quantità di acqua, che poi però sarebbe scomparsa da Venere e Marte. In realtà, questo processo è ancora in corso: anche se sulla superficie del pianeta non c'è acqua, nell'atmosfera ci sono le sue molecole. Sotto l'influenza della luce solare queste decadono in ossigeno e idrogeno (o deuterio), che si innalzano poi gradualmente nell'atmosfera superiore, dove vengono già portate via dal vento solare. Gli atomi di idrogeno più leggeri vengono portati via più velocemente, mentre quelli di deuterio con una velocità leggermente minore. Se misuriamo il rapporto tra deuterio e idrogeno a seconda dell'altezza, si può intuire quanta acqua ci fosse su Venere, e quanta il pianeta ne sta perdendo oggi.
Tali esperimenti sono stati organizzati su diversi veicoli spaziali, a partire dal “Venus Pioneer” (USA), per finire con il “Venere Express”. Secondo i dati di quest’ultimo, per esempio, il rapporto deuterio- idrogeno supera quello terrestre di 200- 300 volte, variando a seconda dell’altezza. Il “VeSpR” dovrebbe misurare questo parametro per la parte alta dell’atmosfera.
Poiché la radiazione ultravioletta viene ben assorbita dall’aria della Terra, osservare l'atmosfera di Venere della Terra è impossibile. La quota di volo del “VeSpR” è di circa 110 km. Anche se i quattro più minuti che la macchina ha passato nello spazio sembrano trascurabili, gli scienziati del Centro per la Fisica Spaziale dell’Università di Boston che hanno condotto l’esperimento, sono orgogliosi del fatto che si tratti di un’osservazione scientifica paragonabile a quattro ore di osservazione con il telescopio spaziale “Hubble”. Inoltre, il telescopio “VeSpR” dopo il volo può essere riutilizzato.
È interessante notare che, quasi contemporaneamente, l' “Agenzia giapponese per l’Esplorazione Aerospaziale” (JAXA) ha annunciato l'inizio dell’utilizzo del telescopio spaziale “SPRINT- A”, appositamente finalizzato allo studio delle atmosfere di Venere e Marte (e dei processi che si verificano su Giove). Lanciato nel settembre di quest'anno, lo “SPRINT- A” (abbreviazione di Spectroscopic Planet Observatory for Recognition of Interaction of Atmosphere, cioè Osservatorio spettroscopico di pianeti per il riconoscimento dell’interazione dell’atmosfera, e “Hisaki” in giapponese) ha a bordo anche uno spettrometro UV per studiare come i nostri pianeti “sorelle” Venere e Marte perdono le atmosfere per l’azione del vento solare. Il satellite è in orbita a un'altitudine di 950- 1150 km, e dovrà lavorarvi per un anno.

Cometa Ison, sorvegliata speciale in forse per Natale

Intanto "brilla" una seconda cometa, Lovejoy

- Da grande promessa nel cielo di Natale, la cometa Ison è diventata un sorvegliato speciale dal destino decisamente incerto. A brillare senza problemi è arrivata in questi giorni una seconda cometa, Lovejoy, visibile con un piccolo telescopio e perfino con un binocolo. Purtroppo, però, si affaccia soltanto nella seconda parte della notte, poche ore prima dell'alba.

Se il biglietto da visita di Ison prometteva inizialmente uno spettacolo straordinario, tanto da lasciare immaginare una cometa così grande e luminosa da fare concorrenza alla Luna, adesso tutto si è molto ridimensionato. Non è servito nemmeno il "risveglio" che Ison ha avuto nella prima metà di novembre, con bellissime immagini che mostravano la cometa in ottima forma e decisamente brillante.

"Negli ultimi giorni la cometa Ison era molto bella, ma nell'avvicinamento al Sole si cominciava a vedere una riduzione nello splendore", osserva l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma.

Fonte

Commento di Oliviero Mannucci : Nel frattempo i Re Magi si sono persi e non sanno più dove andare.Ma non manca l'umorismo.
vignetta di federico distefano

I buchi neri sarebbero protetti da un “firewall spazio-temporale”!

Secondo una teoria recente, l'orizzonte di un buco nero sarebbe protetto da un firewall, un "muro di energia" contro il quale ogni oggetto si disintegrerebbe nei suoi componenti fondamentali. Questa ipotesi sta costringendo la comunità dei fisici a rivedere alcuni progressi che sembravano acquisiti nel tentativo di conciliare relatività generale e meccanica quantistica.
firewall-buco-nero
[Le Scienze] – Una volta Isaac Asimov disse che la frase più emozionante che si può sentire nella comunità scientifica, quella che annuncia nuove scoperte, non è “Eureka!”, ma “E’ divertente”.
Bene, in questi giorni nel campo della fisica teorica accade qualcosa di veramente divertente. Un enigma recente sui buchi neri minaccia di rovesciare alcuni dei principi più elementari della fisica, e molti scienziati sono in fibrillazione.
“Personalmente la ritengo la cosa migliore accaduta da un po’ di tempo a questa parte”, sostiene Raphael Bousso, dell’Università della California a Berkeley, a proposito del cosiddetto “paradosso del firewall di un buco nero”, che riguarda quello che avviene al confine di un buco nero. “È come un terremoto di nono grado sulla scala Richter, di gran lunga la cosa più scioccante e sorprendente che mi sia capitata durante la mia carriera”.
Tutta questa eccitazione è alimentata da un’ipotesi avanzata per la prima volta a luglio 2012 e sviluppata in uno studio pubblicato il 21 ottobre scorso su Physical Review Letters. I fisici ipotizzano da tempo che lo spazio è liscio all’orizzonte di un buco nero, il punto di non ritorno da cui nulla può sfuggire.
Tuttavia una persona che attraversasse quel confine non dovrebbe notare nulla di strano nell’immediato, e nemmeno un osservatore distante che guardasse quella persona. Ma i fisici hanno anche ipotizzato che l’informazione non può mai essere distrutta. Il nuovo lavoro dice che queste due idee sono mutualmente incompatibili.
Joseph Polchinski del Kavli Institute for Theoretical Physics e Università della California a Santa Barbara, e colleghi, non hanno solo concluso che lo spazio non è liscio all’orizzonte di un buco nero: a quel punto, le leggi della fisica non hanno più valore. Invece di un confine impercettibile, secondo i ricercatori deve esserci una netta discontinuità, che chiamano firewall. “Il firewall è una specie di muro di energia, che potrebbe essere la fine dello stesso spazio-tempo”, spiega Polchinski, uno dei principali artefici dell’idea. “Qualsiasi oggetto lo colpisca di fatto dovrebbe dissolversi nei suoi costituenti fondamentali”.
Inizialmente, molti fisici hanno contestato con forza l’idea bizzarra dei firewall. “Ho cercato in ogni modo di liberarmene, ma è improbabile che ci riesca”, aggiunge Bousso. “Ho deciso che la via più promettente è ipotizzare che esistono per capire perché si formano”. Neppure i principali fautori dell’idea sono del tutto persuasi. “Alcune persone, tra cui io la metà della volte, pensano che qualche nostra sottile ipotesi in realtà non sia valida”, dice Polchinski. Eppure lui e tutti gli altri ammettono di non aver ancora individuato una falla nella teoria.
Il primo ragionamento per sostenere i firewall, formulato da Polchinski e dai suoi colleghi dell’Università della California a Santa Barbara Ahmed Almheiri, Donald Marolf e James Sully, si basava sul complesso concetto di entanglement descritto dalla meccanica quantistica, in virtù del quale due particelle, anche se separate da una grande distanza, possono mantenere tra loro un collegamento profondo. Il nuovo lavoro rafforza e semplifica la tesi a favore dei firewall, aggirando la questione dell’entanglement, spiega Marolf. “Questo dimostra in modo chiaro che alcune cose che potrebbero preoccupare si rivelano false piste e non rilevanti per il ragionamento”.
Il nuovo articolo, di cui ne riporta notizia Scientific American, tuttavia è ben lungi dall’essere l’ultima parola sull’argomento. Nell’anno trascorso da quando è stata proposta l’idea del firewall, il tema è stato affrontato da più di 100 pubblicazioni, ed è stato oggetto di tre conferenze e workshop. “L’anno scorso siamo stati testimoni di uno dei risultati per i quali viviamo”, aggiunge Brian Greene, della Columbia University.
La rivelazione dei firewall è un passo in avanti, ma ha anche svelato un problema che nessuno finora aveva considerato, costringendo gli scienziati a ripensare alcuni progressi che sembravano acquisiti nel tentativo di risolvere un conflitto fondamentale della fisica, ovvero l’incompatibilità tra la relatività generale, che descrive l’universo su grande scala, e la meccanica quantistica, che si applica al mondo subatomico. Per descrivere il comportamento di buchi neri di piccole dimensioni ma massicci sono necessarie entrambe le teorie, ma attualmente non c’è modo di farle funzionare insieme.
Nel 1997, Juan Maldacena dell’Institute for Advanced Study di Princeton, aveva trovato un modo per conciliare alcuni aspetti delle due teorie in conflitto tra loro, grazie a una versione della gravità quantistica in grado di descrivere anche i buchi neri. Il suo lavoro è stato un enorme progresso, ma la teoria del firewall dimostra che ha lasciato irrisolti più problemi di quanti si pensasse. “Cullati dall’idea che certi problemi dei buchi neri avessero trovato soluzione, alcuni addetti ai lavori si sono, per così dire, addormentati”, spiega Peter Woit fisico e matematico della Columbia.
“Le ultime novità li hanno svegliati dal loro sonno dogmatico, costringendoli ad ammettere che alcuni aspetti non sono stati realmente compresi”. Marolf è d’accordo: “Questa nuova teoria ci costringe a riconsiderare problemi che pensavamo fossero risolti”, spiega. “È sconcertante rendersi conto di quanta strada abbiamo ancora da percorrere”.
Ma ancora non è chiaro come si possa andare avanti. “Penso che sia giusto affermare che la gravità quantistica è ferma, bloccata”, dice Matt Strassler, fisico alla Harvard University. Non c’è da preoccuparsi, però, perché non c’è niente che fisici amino più di una sfida. “Penso che dal punto di vista concettuale la strada da percorrere sia ancora molto lunga”, ha detto all’inizio di ottobre Leonard Susskind, fisico della Stanford University. “Ritengo che vi sia una grande lacuna nella nostra conoscenza, ma la colmeremo; state certi che ce la faremo”.

Fonte

Un messaggio alieno è nascosto nel nostro DNA? Lo ipotizza un astrofisico del Kazakistan

La risposta alla domanda se siamo soli nell’universo, piuttosto che dalla ricerca nel cosmo, potrebbe essere proprio sotto il nostro naso, più letteralmente, all’interno di ogni cellula del nostro corpo.
dna-alienoSecondo l’astrofisico Vladimir I. Shcherbak, della Al-Farabi Kazakh National University del Kazakistan, e Maxim A. Makukov dell’Istituto Astrofisico Fesenkov, i nostri geni potrebbero contenere nel loro design una sorta di marchio di fabbrica al loro interno, scritta eoni fa in un altro posto della nostra galassia.
Questo specie di griffe sarebbe il timbro indelebile di una civiltà extraterrestre che ci ha preceduto di molti milioni o miliardi di anni. L’impronta biologica nel nostro genoma, sarebbe l’eredità lasciata da questa remota civiltà alla Via Lattea.
I due astrofisici ipotizzano che il messaggio intelligente lasciato nel nostro DNA è scritto con una semantica e una matematica che non possono essere spiegate con la teoria classica dell’evoluzione darwiniana.
Come riporta l’articolo di Discovery News, Shcherbak e Makukov lo chiamano SETI biologico, affermando che questo sistema di comunicazione è molto più duraturo ed efficace rispetto alla possibilità di rilevare gli alieni attraverso la ricezione di un una trasmissione radiofonica extraterrestre. Così scrivono sulla rivista Icarus:
“Una volta fissato, il codice rimane immutato attraverso i tempi cosmologici, infatti si tratta del sistema più durevole conosciuto. Quindi rappresenta una memoria eccezionalmente affidabile per una firma intelligente.
Una volta che il genoma è opportunamente riscritto, il nuovo codice con il marchio di fabbrica rimarrà congelato nella trasmissione del DNA alle successive generazioni, venendo tramandato attraverso lo spazio e il tempo”.
Per sostenere tale ipotesi, i modelli di codice genetico devono essere statisticamente molto significativi e intelligenti, cioè devono essere in possesso di caratteristiche che sono incompatibili con qualsiasi processo naturale, spiegano gli autori.
Secondo l’analisi dettagliata dei due ricercatori, il genoma umano mostra un’approfondita precisione nell’ordine di mappatura tra i nucleotidi del DNA e gli aminoacidi.
“Alcuni semplici accorgimenti nel codice rivelano un insieme di modelli aritmetici e ideografici che fanno pensare ad un linguaggio simbolico”, continuano i due. “Accurati e sistematici, questi modelli appaiono come il prodotto di una precisione logica e informatica non banale”.
L’interpretazione del dati porta i due ricercatori ad una conclusione straordinaria:
“Il nostro codice genetico sembra essere stato inventato al di fuori del Sistema Solare già diversi miliardi di anni fa”.
La conclusione di Shcherbak e Makukov, in effetti, sembra appoggiare la teoria della panspermia, l’ipotesi secondo cui la vita sulla Terra sarebbe stata seminata dallo spazio. Ma ci sono altri indizi che possano sostenere le conclusioni dei due astrofisici?

Materiale “strano” nel nostro DNA

Una ricerca pubblicata su Nature nel 2012, condotta da Robert Gifford, paleo virologo presso Aaron Diamond AIDS Research Center, e John Coffin, virologo alla Tufts University School of Medicine di Boston, rivela che tutti noi potremmo essere meno umani di quanto pensiamo.
Lo studio spiega che il genoma umano è in parte un virus, per la precisione il Bornavirus, portatore di morte per cavalli e pecore. Sembra che 2 milioni di anni fa, questo virus abbia inserito parte del suo materiale genetico nel nostro DNA.
La scoperta dimostra come questi virus di tipo RNA possono comportarsi come i retrovirus (ad esempio HIV) ed integrarsi stabilmente come ospiti dei nostri geni. Questo lavoro di ricerca potrebbe consentire di capirne molto di più sulla nostra evoluzione, rivelando come il mondo attuale sia anche il frutto del lavoro di un virus contenuto in ognuno di noi.
“La conoscenza di noi stessi come specie è stata leggermente mal interpretata” afferma Robert Gifford. Insomma non abbiamo tento conto che il DNA umano si evoluto anche grazie al contributo di batteri ed altri microrganismi e che le nostre difese immunitarie hanno fatto ricorso a quel materiale genetico per difendersi dalle infezioni. Sembra che fino all’8% del nostro genoma potrebbe ospitare materiale genetico dei virus.
In uno studio parallelo, alcuni ricercatori Giapponesi hanno trovato copie di un gene del Bornavirus inserite in almeno quattro zone diverse del nostro genoma. Ricerche condotte su altri mammiferi hanno rivelato la sua presenza in una vasta quantità di specie per milioni di anni.
“Hanno fornito le prove di un reperto fossile con tracce del Bornavirus”, afferma John Coffin, virologo alla Tufts University School of Medicine di Boston e coautore dello studio “Questo ci dice anche che l’evoluzione dei virus non è andata come pensavamo”.
Gli scienziati sostengono che il questa “infezione preistorica” potrebbe essere una fonte di mutazione umana, specialmente nei nostri neuroni. E se invece di una “infezione” si trattasse del “marchio di fabbrica” ipotizzato da Shcherbak e Makukov?

Umano e Alieni potrebbero avere lo stesso DNA
Misteriose strutture aliene nella tundra siberiana

Gli alieni potrebbero somigliarci più di quanto pensiamo

In un episodio di Star Trek The Next GenerationIl segreto della vita – si ipotizza che tutte le razze aliene, umani compresi, discendano da unica specie antica che per prima ha abitato l’universo, condividendo buona parte del codice genetico e facendo di tutte le specie senzienti un’unica grande famiglia cosmica.
L’idea è perfetta per un episodio di fantascienza in puro stile “ecumenico” startrekkiano, ma per il direttore dell’Istituto sulle Origini della McMaster University, Ralph Pudritz, l’idea che gli alieni possano essere simili a noi non è così fantasiosa.
Abbiamo sempre immaginato la vita senziente extraterrestre come qualcosa di completamente “aliena” rispetto alla vita umana. Eppure, secondo lo studio dello scienziato americano, esiste una struttura di “Dna universale”, che accomuna gli esseri umani e gli extraterresti.
La teoria si basa sulla ricerca, attualmente in corso, sugli amminoacidi che sono le 20 sostanze chimiche standard che compongono il DNA, molecola dalla quale dipende la vita umana. Di questi 20 amminoacidi, ne esistono 10 che, secondo i ricrcatori, si sarebbero formati milioni di anni fa nello spazio profondo.
Secondo Pudritz, siccome queste 10 sostanze chimiche hanno bisogno di meno calore e di una pressione inferiore rispetto a quella richiesta dagli altri aminoacidi più complessi, la loro capacità di sopravvivenza in ambienti ostili è notevolmente superiore, tale da poter esistere anche sulla superficie di un meterorite.
Infatti, secondo alcune teorie, la vita sul pianeta Terra, come anche su altri possibili pianeti abitabili, sarebbe giunta grazie alla caduta di antichi meteoriti sui quali erano presenti i componenti fondamentali della vita, appunto gli amminoacidi. “Questi 10 agenti chimici potrebbero essere adatti a rendere più efficienti i codici genetici, a seconda dell’ambiente di sviluppo”, continuato Pudritz.
Anche se nessuna prova empirica è stata ancora presentata a sostegno della teoria di Pudritz, non c’è dubbio che la questione pone interessanti quesiti sull’origine della specie umana. Ma secondo il ricercatore americano, sarebbe sbagliato immaginare degli alieni perfettamente uguali a noi: “Credo che non possiamo fare alcun tipo di previsione sull’aspetto degli extraterrestri. Ci sarebbero comunque delle differenze generate dall’ambiente specifico di sviluppo della specie”.
Questa affascinante teoria, se venisse confermata, avvalorerebbe anche la tesi dei Teorici degli Antichi Astronauti, secondo la quale, in antichità, alcuni extraterrestri in visita sul pianeta Terra, contribuirono all’evoluzione e allo sviluppo di una civiltà umana sul nostro pianeta.
Se così fosse, l’umanità non solo non si ritroverebbe più ad essere l’unica specie ad abitare l’Universo, ma farebbe parte di una vera e propria famiglia cosmica di dimensioni… universali!

Conclusioni

Gli approcci di queste ricerche rappresentano un approccio nuovo e coraggioso per comprendere le nostre origini e, soprattutto, il nostro destino come umanità.
Sappiamo così poco circa l’origine della vita sulla Terra tanto che rasenta la presunzione il voler dare un comprendere una struttura genetica che presumibilmente sfida ogni spiegazione naturale.
Tuttavia, bisogna considerare anche l’effetto sconcertante che tali rivelazioni causano alla nostra sensibilità, in quanto distruggono tutte le nostre convinzioni sulla nostra origine, sul concetto di umanità e, in fine, sulla stessa idea di Dio.
Anche se il nostro codice genetico dovesse essere l’impronta di un bioingenegnere extraterrestre, allora, in ultima analisi, chi ha progettato il progettista?

Fonte

SCIE CHIMICHE E TERREMOTI INDOTTI DALLE FORZE ARMATE USA NELLA COLONIA ITALIA



di Gianni Lannes

Gli esperimenti bellici del padrone "alleato" di Washington proseguono alacremente e prima o poi ci sarà un'altra strage. Questi fenomeni non hanno nulla di naturale. Infatti, nei Monti Reatini hanno appena mandato in onda un sisma con ipocentro di appena 0,6 chilometri, ha attestato l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Avete letto bene: 600 metri di profondità. Una cosa mai vista in Italia. 

Di che si tratta? Di una tragedia disarmante e senza apparente fine, se non per qualche giorno al prossimo disastro che mieterà vittime umane e danni. Ormai quotidianamente i velivoli sotto l'egida della Nato irrorano il cielo a bassa quota nebulizzando alluminio, bario e polimeri artificiali che rendono l'aria elettroconduttiva in modo da consentire all'energia elettromagnetica sprigionata a terra dai riscaldatori ionosferici (brevetto Eastlund del 1987) di irradiare la ionosfera, e quindi colpire le faglie sismiche dentro la crosta terrestre.

Hanno scelto l'Italia perché un territorio a rischio sismico è un formidabile paravento per ogni crimine su vasta scala, grazie anche alla tacità connivenza delle autorità, in primis lo Stato Maggiore dell'Aeronautica militare tricolore. Mentre alla gente, all'ignara popolazione fanno credere che sia tutta opera di madre Natura.



                   http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7230860970/event.html

Tragedia Sardegna. Fernando Rossi, ex senatore: ” Le scie chimiche hanno provocato l’alluvione”

Secondo l’ex senatore Fernando Rossi, in carica fino al 2008, la tragedia che ha colpito la Sardegna potrebbe aver a che fare con le scie chimiche.
 
Oggi Fernando Rossi è fondatore della lista Per il Bene Comune, che vanta tra i suoi sostenitori Giulietto Chiesa,
Rossi grida al  complotto e ci mette dentro tutti: da questa sinistra inaffidabile e menefreghista agli Stati Uniti ed alle, loro basi Nato, di stanza proprio in Sardegna.
E si domanda : “Se i politici fossero in buona fede, dovrebbero anche dirci e /o richiedere ad aereonautica italiana, basi NATO e basi USA, Monsanto e Israele quante “inseminazioni” (scie chimiche) hanno fatto sulla Sardegna e sul resto d’Italia i loro aerei, e quante centinaia di tonnellate di metalli pesanti, sostanze tossiche e prodotti chimici “non meglio specificati” sono stati rilasciati in atmosfera, sotto il paravento del “controllo climatico Se non lo fanno è perché sanno benissimo che sono quelle che hanno causato le straordinarie precipitazioni. Forse qualcuno in alto ha dato ordini ben precisi perché non se ne parlasse? C’è un’attività criminale da parte di chi  è in grado, attraverso le scie chimiche di, gestire l’inquinamento  di acque, campi, animali e persone”.

Redazione

Fonte 

Ancora un allarme: Vesuvio in procinto di esplodere

Vesuvio
L’ipotesi è terrificante, ma il segreto è di Pulcinella. Ormai gli studi sul rischio Vesuvio si moltiplicano ma nessuno riesce a dare un vero allarme, con date e previsioni accurate. E’ quanto si evince da uno studio Made in USA che vuole il Vesuvio esplodere ed in 15 minuti portare alla completa devastazione di tutto il golfo di Napoli, inghiottendo qualsiasi cosa si possa trovare avanti la sua violenza eruttiva. Nell’articolo de Ilfattovesuviano.it si parla dello studio dell’ingegnere Dobran che minuziosamente approfondisce le conseguenze di quella che potrebbe essere una delle peggiori eruzione della storia del vulcano campano.
Di tutti gli allarmi lanciati negli ultimi anni sul rischio Vesuvio, quello più terrificante giunge da Flavio Dobran, esperto di vulcani e docente della New York University. “Il Vesuvio che “dorme” dal 1944 esploderà con una potenza mai vista ed in appena quattro minuti inghiottirà già 5 o 6 Comuni della zona rossa”. È quanto afferma l’ingegnere fluidodinamico nella sua ultima relazione che ricalca, e rende ancora più tremenda, rispetto a quella dello scorso anno in cui gli orizzonti per gli abitanti del Vesuviano non erano già affatto buoni. “Una colonna di gas, cenere e lapilli si innalzerà per duemila metri sopra il cratere – dice l’esperto – Valanghe di fuoco rotoleranno sui fianchi del vulcano alla velocità di 100 metri al secondo con una temperatura di 1.000 gradi centigradi, distruggendo l’intero paesaggio in un raggio di sette chilometri, spazzando via strade e case, bruciando alberi, asfissiando animali, uccidendo forse un milione di esseri umani in appena 15 minuti”.
Si tratta di un’ipotesi documentata, frutto di studi approfonditi con la sola incognita della data in cui tutto ciò si verificherà: “Questo purtroppo non possiamo prevederlo - precisa il professor Dobran - Certo non sarà tra due settimane, però sappiamo con certezza che il momento del grande botto arriverà. La conferma viene dalla storia: le eruzioni su larga scala arrivano una volta ogni millennio. Quelle su media scala una volta ogni 4-5 secoli. Quelle su piccola scala ogni 30 anni. Ebbene, l’ultima gigantesca eruzione su larga scala è quella descritta da Plinio il Vecchio: quella che il 24 agosto del 79 dopo Cristo distrusse Ercolano e Pompei uccidendo più di duemila persone”.

zona rossa Vesuvio
Dobran ha progettato un simulatore vulcanico globale: si tratta di un modello informatico in grado di ricostruire le passate eruzioni dei vari vulcani, e quindi anche del Vesuvio, per descrivere quelle future. “Il simulatore vulcanico globale – continua il vulcanologo – dopo aver analizzato i dati, ha disegnato uno scenario infernale: appena 20 secondi dopo l’esplosione il fungo di gas e ceneri incandescenti ha già raggiunto i 3mila metri di altezza, da dove collassa lungo i fianchi del cono. Un minuto dopo, la valanga ardente si trova già a due chilometri dal cratere. In tre minuti ha già raggiunto Ottaviano, Somma Vesuviana e Boscoreale. In quattro minuti sono spacciate Torre del Greco ed Ercolano. Sessanta secondi dopo è la volta di Torre Annunziata“.

Fonte

UFO Sightings: UFO Photo in North Devon Journal Made Witnesses Share Their UFO Sighting Reports

 by Jenalyn Villamarin

The North Devon Journal published a strange photo that photographer Rob Tibbles captured on their November 24 story titled "Is this a UFO spotted in the skies above North Devon?" Afterwards, witnesses across the English region contacted the journal to share their strange UFO sighting reports in the North Devon skies.


Rob Tibbles took photos from the Fullabrook wind farm. The photographer was having a look at his pictures when he noticed the strange object hovering on one of the turbines. According to the Open Minds report, the North Devon Journal described the unidentified flying object as "grey in colour, quite large and of an oval shape."
Additionally, the journal decided to contact Chivenor's 22 Squadron search-and-rescue crew to investigate on the sighting. However, no reports on UFO sightings were filed that day in the area.
The witnesses that shared their UFO sightings either claimed they saw the same strange object found on Mr Tibbles' photo or a similar one. A woman named Erica Whiteley contacted the North Devon Journal to share that her husband spotted a strange object above Fullabrook.
Ms Whiteley recounted: "He spotted a strange bright object in the sky on Friday evening at about 5pm. Looking from Swimbridge across to Barnstaple in the direction of the wind turbines. He said it was unusually bright and of similar shape to that in your picture and he was joking around saying he had seen a UFO... When I saw your photo, I couldn't believe it, I thought he was just over exaggerating."
Witness Matt Naughton revealed to the journal that he was driving to Torrington on Thursday night when he saw the strange bright lights up above and further described the experience as very creepy. Another witness, Jacqueline Leighton Boyce, made contact with the North Devon Journal for her UFO sighting report on a strange, very large and bright object in the sky.
"I too saw a strange very large bright thing in the sky on Saturday November 23 about dusk time," Jacqueline shared after seeing the Journal's feature story. The witness even filmed the strange and bright thing that she saw with the help of a friend slowing down the video in order to track the light's movement.


Credit: YouTube.com/Adam Bird
 

25 November 2013 - Death Valley UFO Sightings, Giant Skeletons And Moving Through Time




weer ufo's? popo video 25 11 2013



Weer allerlei activiteit te zien rond de vulkaan.

UFO Planet - Ep 78 - UFOs over Serbia, USA, Germany & Hungary



Take a journey into the unknown with Darin Crapo and examine UFO Sightings recorded in Edgewater, NJ, USA; Belgrade, Serbia; Hologram on the Moon; Miami, Florida, USA; Michigan, USA; Bronx, NY, USA; Hungary and Germany. News from Space: Maven launch, ISS turns 15.

UFO Near Guernsey (UK) - Pilot Interview



On the Richard and Judy show, 25th June 2007 (UK)

Espectacular avistamiento de ovnis en Michoacán, México, 17 de noviembre del 2013



Un espectacular avistamiento de Ovnis en el Estado de Michoacán, México, 17-11-2013. Este video es gracias a Ernesto Franco por su audacia y su capacidad de poder captar objetos en el cielo, mientras estábamos descansando, después de un rico desayuno en el pueblo de Queréndaro, Municipio de Zinapécuaro, Michoacán. México.

Rare N D Ice Disk Found



North Dakota retired engineer George Loegering has found a rare spinning disk of ice in the Sheyenne River, a weather phenomenon experts say likely was caused by cold, dense air, and an eddy in the river.

Ovni Tubular con esferas luminosas



Entrevista a Pedro Àvila R. Para el programa de Tv. Tercermilenio por Gala Tv. Canal 9 Mèxico Domingo 24 de Noviembre 2013

lunedì 25 novembre 2013

24 November 2013 - Extraterrestrials, UFO Crashes, Abductions And Sightings


Ufo morphing and multiple Ufos Fresno!!



Ufo morphing and multiple Ufos Fresno!! kingufokid UfosAreRealFresno Robert Thorson
clear day. slight breez. camera sony trv-103 with 3x zoom lens abut 30x zoom. white object was moving east. other objects moving around main craft. more than 1 witness

UFO SIGHTING OVER PORTO, NORTH OF PORTUGAL ON 12/11/2013 - It went from southwest to northeast




Your UFO reports: 16th November - 23th November 2013




Fresno, California - 24-Nov-2013 @ 6:45
A large meteor in the south skies. Falling like a star but for twenty minutes brighter and bigger than anyother star. What could it had been has anyone else seen this in fresno Ca nov 24 6:45
Micheal
- - - - - - - - - -

Columbus, Ohio - 11-22-2013 8:45 pm
I was driving home and noticed my rpms were going down ad my car stopped. I managed to push to the side of the road. I sat there for a minute and started the car right up. I proceeded to the house and parked on the street in front of the house. I went to lock the car and everything was suddenly lit up like there was a spotlight on the car. Like a police helicopter--but there was no sound or anything. and I looked up, and said "what the Hell?" and it just swooshed disappeared to the west. No sound--weird--it was quiet and it was just that light. did anyone else see anything?
Carlin
- - - - - - - - - -

Belfast, Ireland - 21/11/2013
A strange disc shaped metalic object was moving about the skies of West Belfast, Recorded by a woman on her way to the shop she described the object as circular with something that reflected light like glass that moved forwards and back in a controlled manner, The object vannished soon afterwards.

Youtube video link:
https://www.youtube.com/watch?v=iWX_SS2DKvQ
UFODI
- - - - - - - - - -

Dublin, Ireland - 0/11/2013
Are these UFO's or Ball Lighting? No sound of lightning.

https://www.youtube.com/watch?v=Hpp1OP4zKKE
UFODI
- - - - - - - - - -

Cleveland, TN - 11,20,13 11:00pm-11:20 pm
I went outside to check on my livestock before turning end for the night.the moon was visable through broken clouds, several planes were visable in the sky.looking north i saw what I thought was a group of milatary planes traveling
Almost due south, but then I noticed that there were mutible objects at different hieghts all going the same direction .these were bright white lights of different sizes spread out across the sky.l counted 31 objects before the clouds closed in and blocked my view.these were much higher than any of the visible airliners and appeared to be traveling slightly faster.i tried to video with my phone but these objects were to high to capture.
George
- - - - - - - - - -

Antwerp, Belgium - november 20th 2013
This Orb was flying not so far away from me, i managed to open my window, grab my camera and still film it while it disspaeared behind a couple of trees a few seconds later.

https://www.youtube.com/watch?v=Ymdp2Yzr1oE
Peter
- - - - - - - - - -

33 59'44.79" S 18 27'16.70" E (Cape Town, South Africa) - 2013/11/20
I took a photo of the city lights.
when the photo was taken I saw a UFO
witch was invisible to the eye
Jin Jin
- - - - - - - - - -

Taylors Hill, Victoria, Australia - 18th & 19th November 2013
5 sightings (one is a re-edit by demand) over the 18th and 19th of November 2013.

1) clearer edit - 100+ ORB Armada over Taylors Hill 18th November 2013 PART 1 - link: http://www.youtube.com/watch?v=YEbSuMWwrb4

2) Orb over Taylors Hill, Australia November 18th 2013 (IR 950nm) - link: http://www.youtube.com/watch?v=krT0jFg4fA0

3) 100+ ORB Armada over Taylors Hill 18th November 2013 PART 2 - link: http://www.youtube.com/watch?v=hzfrG4KgZSY

4) Orb sighting #1 over Taylors Hill, Australia 19th November 2013 -
link: http://www.youtube.com/watch?v=V7g3sohxoT4

5) Orb sighting #2 over Taylors Hill, Australia 19th November 2013 - link: http://www.youtube.com/watch?v=MTl33QzkeBg
David
- - - - - - - - - -

Hollister, California - 11-18-13 11:15?
My daughter just came home from a night college class and both my girls were pretty excited about what they seen in sky. They said it was making quick jerky movements zig zagging across the sky at high rates of speed with strange light that they had never seen on any aircraft. Their father flew for over twenty years so they have been around many air crafts but this was unbelievable. Did anyone else see it?
Vicky
- - - - - - - - - -

Stoke On Trent U.K - 17/11/2013
Strange objects lined up across the skies of Stoke On Trent UK.

Link: https://www.youtube.com/watch?v=qWCiBjb58as
UFODI
- - - - - - - - - -

Massey Church Road Smyrna, DE - 11/15/13. 6:00 pm
Me and my fiancé stopped to take a picture of the moon, which was partially obscured by chemtrails. I took a series of 3 pics and it wasn't until a week later that I noticed a green orb moving back and forth and a triangular shaped craft to the left of and underneath the moon when flipping through the pics to see which was the clearest. The pictures I'm sending are zoomed in to the objects and are in sequence.
Brian



- - - - - - - - - -

Epsom, Surrey, UK - 13.11.13 -7.30pm
Read about UFO triangles and seen many vids on this site and other's. Finally saw my own sighting ,but somehow knew I would see something that evening.
3 white star's in a triangular formation. Watching, I saw them move together, although they never kept an equalateral shape, and watched for a few minutes,called my 2 son's to see,ran to get night vision scope and binoculars but they had mingled with other star's and could not tell which were the UFO star's. As a guess they looked v.high altitude. Has underlined my beliefs in UFOs !
Pete
- - - - - - - - - -

Antwerp, Belgium - november 10th 2013
Triangle UFO sighting in Antwerp, Belgium.
This one was difficult to film cause it was blinking it's lights on and off.
Filmed on november 10th in Antwerp, Belgium

https://www.youtube.com/watch?v=LAbyDjxkXFg
Peter
- - - - - - - - - -

Antwerp, Belgium - Past 6 months
Hi, i wanna thank all of my 1000 subscribers for subscribing and supporting my channel.
Here is a compilation of some of the best sightings i've filmed these last past 6 months.
I hope you enjoy it and keep watching.

http://www.youtube.com/watch?v=lLqXs22rGzA
Peter
- - - - - - - - - -

Winnipeg, Canada - Sept 7th, 2013 approx 2pm
Just a video for consideration of some RODS & a couple Disks.There are some slow moving Rods in here that I call "slingshot" rods due to their shape. They look like the handle of a slingshot. Imagine a horse shoe with a spike in the center of the U part facing the opposite way . They alternate this configeration as they move around the sky . Usually very, very fast objects . Please watch In 720P with a full screen . Thanks !

https://www.youtube.com/watch?v=gWhTG8M48dA
Jim
- - - - - - - - - -

Stafford, Staffordshire, England - 7 september 2013/1.30am
I was haveing a ciggerate outside my backdoor and i was looking up at the night sky at the star's.It was a realy clear night sky and you coulde see all the star's in there glory.I was just looking at the star's thinking what a beautiful night sky it was when i noticed a tiny dot moving across the night sky. It was really high up in the night sky and i thouht it was a satellite moveing across the sky. when it did something weird it lit up really bright like someone had just switched on
a light switch inside the object.It lit up for about a second and switched off and that's when i noticed a secound object moving not far behide the first object and that object did the same as the first object
it lit up for about a second and switched off and then to my amazment a thired object did the same as the other 2 object's travaling not far
behide it lit up really bright for about a second and switched off.so i just stood there looking up in to speace tracking these 3 tiny dots moveing across space with my eye's.I COULDE NOT BELIVE WHAT I HAD JUST
WITNESSED.I know these object's where in space because i coulde see an
aroeplane in the sky with it's light's flashing red,white,bule and the
three object's i was follwing with my eye.s where way higher up in night sky than the aroeplane and these object's never had flashing light's on like the aroeplane did. They were just three tiny dot.s MOVEING IN THE SAME DIRECTION AS EACHOTHER ONE BEHIDE THE OTHER THEY LOOKED LIKE THEY WERE IN FORMATION.ABOSULTLEY AMAZING I AM NOW A BELIVER.SORRY I NEVER HAD A VIDEOCAMREA OR SOMETHING BUT I AM SURE SOMEONE ELSE MUST HAVE WITNESSED IT BECAUSE IT WAS SUCH CLEAR NIGHT SKY.
Ian
- - - - - - - - - -

Southridge Dr. Olive Branch, Ms. - June, 2013 - present
I moved to my mother's home in June,2013. I have had trouble sleeping at night so I would go out back on the patio to think. I noticed a yard of house behind us lit-up brightly soon after I moved in. I didn't think too much at first, but night after night the yard is brightly lit with solar lights pointed toward the sky. Today, November 18, 2013, I was outside and noticed this house and yard and the tremendous difference in appearance from nightlight to day light. As I looked at it the yard appeared small, slightly treed, and the entire back side of the house visable from our porch. I went out again after dark tonight and the yard appeared as I remembered. Large, hardly no trees, and no house visable. In fact the only house visable is the one across the street! I find it very strange! Very freaky!!

Also, toward the end of August I saw a metallic, olval shaped craft fall from the sky into the yard. It was approximately 2-3 ft. in diameter. I didn't say anything earlier because I thought someone would say I was crazy!! But, after seeing the differences in the appearences of the backyard today, I thought I'd say something. The house is on the east side of Southridge Dr. Olive Branch, Ms. FREAKY!
Patricia
- - - - - - - - - -

Manchester, England - Tuesday 29th November @ 09:05
Not sure what I saw to be honest but as I was heading home from the school run I noticed what appeared to be a pulsating ball of light, gold in colour. At first I thought it was a star but as it was 9am and a very clear crisp morning so I doubt it was. It seemed to be high but not as high as a plane would fly, there were birds flying around that appeared to be not to much below it. From where I was sat in traffic I'm guessing it was hovering over the Salford area. As the trafic moved a building blocked my view for about three seconds and when I tried to find it again it had disappeared. I really wish I was able to take a picture but couldn't as I was driving and on my own.
Lynsey 
 

The Truth Behind UFOs - National Geographic Documentary



- Science Documentary published by National Geographic broadcasted as part of NG The Truth Behind series in 2011 - English narration

- Information :

The Truth Behind UFOs :

Myth or reality? Fact or fiction? The Truth Behind takes a forensic look at the world's most popular and enduring mysteries, from the "lost" city of Atlantis to the Loch Ness monster,and UFOs . Using the latest scientific technology, expert opinions, and ground-breaking experiments, this series explores the most fascinating and perplexing of unexplained phenomena, delving deep into the science behind the legends.They say the truth is out there - but can mankind's biggest mysteries ever be solved? In The Truth Behind meet the men and women determined to separate the fact from the fiction as they delve deep into the realms of the unexplained.
The Truth Behind: UFOs
With thousands of UFOs sightings worldwide every year, can our alien experiences really all be put down to imagination? Alex Podovich of Las Vegas UFO Hunters travels to the Extra-terrestrial Highway in Nevada and Peter Merlin visits a supposed crash site in search of evidence of what happened.

UFO, elliptic/pill shape object, very reflective, amazing capture 11/07/13 9:13am EST



Best viewed in HD. Miami, FL

First part is from the spotter LG cam, then the following footage was taken from a 114mm Meade, 1000mm focal length. This is an amazing capture of a round pill shape/very reflective object and its movement against the wind.

Part#1(this): http://www.youtube.com/watch?v=WJaIl1...
Part#2: http://www.youtube.com/watch?v=loaWVi...
Part#3: http://www.youtube.com/watch?v=kf1CMi...


Using a modified security camera LG LCB5100 (internal cut-off IR filter removed), and computar motorized zoom lens 16-160mm. A 850nm IR filter is in front of this camera CCD. This LG camera is being used as "finderscope/spotter" for a second PC165DNR camera with 1000mm focal length Meade 114mm reflector scope and 950nm pass IR filter, centering an object of interest in the LG cam FOV will make that object visible on the Celestron FOV that have a lot more magnification, this way is easier to get video closeups of some very rare objects. Both cameras are on top of a PTZ base remotely controlled. Watch an explanation of that setup here: http://www.youtube.com/watch?v=TEMZcp...

I added some speed control to the PTZ base using an Arduino board, a solid state switch and a variable resistor.

As I have said it before: there is nothing especial about my location, or any location in particular, I believe that it will be the same in ANY other place, this channel was started with that hypothesis in mind, sightings like this one are confirming that hypothesis. It is up to you to see it with your own eyes and/or your camera.

This channel is starting a how-to series about daylight systematic observations, to make crystal clear how to make these observations, we think that the more people doing it, the more new things will be revealed, we will basically be writing/using "folklore" knowledge. These are the links for parts #1, #2 and #3:
http://www.youtube.com/watch?v=vxVo7j...
http://www.youtube.com/watch?v=YXcHOI...
http://www.youtube.com/watch?v=24OSBm...

All footage is time stamped in real time, PC synchronized using Dimension 4, so you can assume that the time shown is VERY accurate.

Using iSpy(http://www.ispyconnect.com/) for viewing/recording multiple video signals simultaneously and to overlay on the footage in real time the current date/time of recording.




Raw video files will be available upon request here:

http://ufoflicks.com/captures/miami/1...

Disclaimer: Be aware of the meaning of UFO: Unidentified Flying Object, and that is exactly what we are claiming here, nothing more, for us that is the meaning. To make any other claim a more comprehensive study is needed. I am using the label UFO as a reflection of my inability to identify some objects, that may change with further analysis or with more information as has happened before.

We try to be as precise as we can when we make some claims: When we use the label UFO is because we have been unable to identify the object of interest, we always try to look for the standard objects in the sky: man made airplanes/drones, birds, balloons, astronomical objects like the Moon, Venus that are usually the only ones visible in daylight and sometimes satellites like the ISS, but these are very hard to spot in daylight. The more difficult of the standard objects to identify are the balloons because they come in very, very different shapes and materials: but looking to its movement relative to the wind and/or its configuration and movement with high zooming lens you can almost always get an identification. You can always check this channel section: "Visual References" to get and idea of how standard objects look like with the used setup.


I would have preferred not to write the following but it is a fact of life:

"This footage and any footage in the raw video archive is copyrighted for this channel, you can use it, without asking for permission if you use proper credits, and a link back to this post or channel is provided."

domenica 24 novembre 2013

Fukushima, silenzio dei media. Ma le fuoriuscite radioattive proseguono

L'emergenza non è archiviata. Una petizione chiede al Giappone di trattare con maggiore trasparenza la situazione. Intanto, nessuno sa dove siano finiti i "noccioli" di tre reattori e a Fukushima Daiichi, centrale in funzione da oltre 40 anni, ci sono circa undicimila barre di combustibile “spento”, un micidiale mix di uranio e plutonio

 
 Tepco Giappone
 
Ormai nessuno ne parla più. E non solo sui media italiani, notoriamente poco propensi a seguire con continuità eventi stranieri, aldilà dell’emergenza. Eppure a Fukushima l’emergenza è tutt’altro che archiviata. E se mantra, scongiuri e menzogne del governo sono riusciti a convincere il Cio ad affidare le Olimpiadi del 2020 a Tokyo, la realtà è quella che è e va, di tanto in tanto, ricordata. La situazione di Fukushima – dove proprio in questi giorni è iniziata una delle operazioni più delicate e pericolose (il trasferimento di migliaia di barre di uranio altamente radioattive dalla cosiddetta “piscina” del reattore n.4, l’unico a non avere subito il meltdown perché all’epoca era spento) non ha precedenti per quanto è successo, quanto sta succedendo e quanto potrebbe ancora succedere.
Un incubo che coinvolge non solo i poveracci che ci lavorano dentro e la popolazione locale, ma l’intero Giappone e l’intera comunità internazionale, come giustamente continuano a denunciare Greenpeace e altre organizzazioni internazionali composte non solo solo da attivisti antinucleari, ma da fior fiore di scienziati come Arnie Gundersen e Harvey Wasserman. Date un’occhiata a Fairewinds.org e all’appassionata denuncia della situazione, con annessa petizione da firmare on line. La petizione è già sul tavolo di Ban Ki Mon, segretario generale dell’Onu e davvero non si capisce perchè l’Onu, a questo punto, non imponga al Giappone di trattare e gestire la questione con maggiore senso di responsabilità e trasparenza. In sintesi, possiamo dire che a Fukushima, a quasi tre anni dalla catastrofe, sussistono tre grandi problemi.
1 – Non si sa dove siano finiti i “noccioli” di tre reattori. Davvero. Non si sa.
2 – Continuano, senza sosta, le fuoriuscite, anche ingenti, di acqua contaminata. L’intera centrale, è un vero e proprio colabrodo. Non fanno a tempo a tappare (spesso in modo assolutamente precario) una perdita che se ne scoprono di nuove.
3 – A Fukushima Daiichi, centrale in funzione da oltre 40 anni, ci sono circa undicimila barre di combustibile “spento”, un micidiale mix di uranio e plutonio che qualcuno ha definito, giustamente, la cosa più pericolosa mai prodotta dall’uomo. Essendo Fukushima in piena emergenza, sono tutte a rischio. Circa 1500 (quelle che la Tepco ha cominciato a trasferire) sono ad altissimo rischio. Ciascuna di esse, se “maltrattata”, potrebbe provocare una nuova, tragica emergenza nucleare. Eppure, nonostante i ripetuti appelli della comunità internazionale e persino del governo giapponese, la Tepco ha deciso di procedere da sola, senza l’assistenza di “tecnici” stranieri. Questo non è eroismo, né orgoglio nazionale: è arroganza e profondo senso di irresponsabilità (qui potete vedere foto e video ufficiali).
Ciascuno dei problemi elencati è di per sé un’emergenza che dovrebbe essere gestita sotto i riflettori del mondo e non, come avviene a Fukushima, con visite guidate, comunicati stampa e dati inverificabili. Già il fatto che ci sia stato (e negato per oltre tre mesi) un triplo meltdown è un evento senza precedenti. Ma che nessuno sia ancora in grado di capire dove siano finiti i “noccioli” ha dell’inverosimile. La Tepco, che continua ogni tanto ad innaffiare i reattori, sostiene che sono ancora all’interno, che non hanno “bucato” la cosiddetta camicia esterna, in acciaio e cemento armato. Ma nessuno lo sa con certezza. Nessun essere umano ha potuto sinora avvicinarsi ai tre reattori per verificarlo: nemmeno i supersofisticati “robot”. Appena entrano nel reattore, “friggono”, a causa delle radiazioni. C’è la concreta possibilità che almeno una parte dei “noccioli”, sotto forma di lava incandescente, abbia perforato il cemento e sia penetrata nelle falde acquifere. E’ una plausibile giustificazione dei numerosi “hot spots” che pullulano attorno alla centrale, anche oltre la cosiddetta “zona di sicurezza” di 20 km. Senza precedenti è anche la quantità di acqua contaminata che Tepco e governo giapponese – dopo averlo per lungo tempo negato – hanno ammesso di riversare quotidianamente in mare. E’ vero che l’Oms, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, ha affermato che non si tratta di quantitativi “pericolosi per l’uomo”. Ma c’è da fidarsi? Molti esperti dicono di no, che non c’è da fidarsi, che solo tra qualche anno ci renderemo conto delle reali dimensioni di questa catastrofe e dell’impatto ambientale che ha provocato.
Le stesse Nazioni Unite stanno preparando un dettagliato rapporto che – secondo alcune indiscrezioni – è destinato a contraddire quanto sostenuto dall’Oms. Il rilascio in mare non è certo l’unico problema delle acque contaminate. C’è, ed è forse più grave, quello dei serbatoi (in superfice ed interrati) che la Tepco continua a costruire per conservare l’acqua contaminata di “risulta”, dopo cioè che è stata usata per raffreddare i reattori. I serbatoi in superficie sono oramai più di un migliaio, più un imprecisato numero di interrati. Molti denunciano perdite, che vengono tamponate in modo francamente artigianale: abbiamo visto con I nostri occhi degli operai siliconare e posizionare sacchetti di sabbia intorno ai serbatoi. Ogni giorno, i dati sono della Tepco, 400 tonnellate di acqua vengono usate per raffreddare i reattori: nonostante gli enormi costi sostenuti sinora, il sofisticato sistema di decontaminazione gestito assieme alla società francese Areva non ha mai funzionato perfettamente.
Il risultato è che circa la metà dell’acqua deve essere immagazzinata nei serbatoi. Attualmente pare ce ne siano circa 400 mila, nel giro di due anni, a questi ritmi, saranno il doppio, 800 mila. I serbatoi sono stati costruiti in fretta e furia e come già detto hanno perdite dappertutto. Ma cosa succederebbe in caso di un terremoto serio? Se tutto va bene, e francamente ce lo auguriamo, per decommissionare definitivamente i reattori di Fukushima ci vorranno 30, forse 40 anni. Nel frattempo, fra sette anni, ci saranno le Olimpiadi. Forse la comunità internazionale dovrebbe puntare i piedi e far capire al Giappone che non può continuare a nascondere una realtà che può – letteralmente – esplodere in qualsiasi momento. Nel frattempo, sarebbe dovere dei media di tutto il mondo, visto che quelli nazionali sono ricattati dall’ancora potente lobby nucleare, mantenere gli occhi, anzi, i riflettori, aperti.

Fonte

Satelliti dell'Esa per studiare il campo magnetico terrestre. C'è tanta Italia

Dal cosmodromo di Plesetsk, in russia, l'Ente spaziale europeo manda in orbita dei nuovi satelliti destinati a un progetto dove è forte il contributo italiano 

di JACOPO PASOTTI

SONO TRE e sono pronti per essere lanciati dal cosmodromo, di Plesetsk, in Russia. I satelliti Swarm sono gli ultimi nati della Agenzia Spaziale Europea (ESA). Serviranno ad migliorare le conoscenze sul funzionamento del sistema Terra. Studieranno il campo magnetico terrestre, quello insomma che fa muovere l'ago della bussola, ma anche quello scudo naturale che ci ripara dalle radiazioni cosmiche e dal "vento solare": particelle cariche che, dopo aver coperto la distanza che ci separa dal Sole, investono il nostro pianeta e sarebbero dannose per la vita sulla Terra (ma che sono anche all'origine delle spettacolari Aurore Boreali e Australi). Daranno origine allo studio più accurato del campo magnetico terrestre che sia mai stato compiuto. Il lancio è previsto per venerdì a mezzogiorno.

I satelliti pesano 470 chili e sono lunghi 9 metri. Orbiteranno intorno alla Terra tra i 460 e i 530 chilometri di altitudine compiendo un giro del pianeta in soli 94 minuti.  I dati raccolti verranno poi archiviati presso l'Esrin in Italia. I loro sensori misureranno con precisione il segnale del campo magnetico generato nel nucleo terrestre. Un campo che cambia nel tempo, in intensità, ma anche nel suo assetto. I poli nord e sud del campo magnetico si muovono intorno ai poli nord e sud geografici (quelli a cui è ancorato il mappamondo) in un vagabondare che non ha fine. È un campo enigmatico quello magnetico, che con una ciclicità di centinaia di migliaia di anni (circa) si ribalta, costringendo ribaltare a loro volta gli aghi della bussola.

I tre satelliti raccoglieranno informazioni sia sullo spazio che circonda il Pianeta, sia sul suo interno. I dati catturati dai satelliti Swarm consentiranno quindi nuovi studi sulla struttura interna della Terra, soprattutto del mantello e del nucleo esterno, dove una alta concentrazione di ferro fuso a temperature elevate originano questo scudo naturale che ci „isola" dallo spazio. I satelliti realizzeranno anche la più accurata mappa del campo magnetico terrestre finora mai disegnata. I dati raccolti saranno anche utili nella prevenzione dei rischi legati alle radiazioni cosmiche e al vento solare. Inoltre, i dati serviranno a migliorare l'accuratezza dei sistemi di navigazione e a migliorare i modelli per la riduzione del rischio sismico.


Fonte 

NASA releases new mosaic of Earthlings waving at Saturn




Though there's at least one person flashing the Vulcan "Live Long and Prosper" hand signal, if you look closely at this image of Saturn, the creatures you'll see waving are not extra-terrestrials but Earthlings. That's because when the Cassini orbiter positioned itself to take a picture of the Earth, thousands of people heeded NASA's call to wave back. The image is a collage of about 1,600 photographs submitted by members of the public as part of NASA's "Wave at Saturn" campaign. On July 19, Cassini maneuvered into a location to take a picture of the Saturn system backlit by the sun. Blocking out the sun's rays also allowed Cassini the rare opportunity to take a picture of Earth, which would normally require looking almost directly at the sun and risk damaging the cameras' sensitive detectors. In the backlit picture of Saturn used as the base for this mosaic, released earlier this month, the Earth is visible as a tiny speck when viewed at full-resolution.

NASA / JPL via AP
A detail view of the collage.
NASA / JPL via AP
NASA released the collage of the Earth, above, in August. Read more about it here:
Thousands of Earthlings waving at Saturn
See the original image used as the base for the Saturn mosaic:
Planets galore! Saturn probe's big pic finally unveiled

Source 

Stavanger: Statoil e la Nasa firmano accordo di collaborazione per nuove tecnologie

Ascolta con webReader
statoil-nasa Stavanger,23 novembre 2013 – Il produttore di energia norvegese Statoil e la US National Aeronautical and Space Administration ( NASA) hanno costituito una partnership per esplorare come le tecnologie e le conoscenze delle industrie spaziali e del petrolio e del gas possono essere rilevanti l’uno per l’altro .
Statoil e la NASA hanno formato un accordo per esplorare una vasta gamma di tecnologie per aiutare Statoil nella ricerca di esplorazione e produzione di petrolio e gas, che sono sempre in movimento nelle regioni di frontiera.
Il contratto con la NASA viene effettuata presso il Jet Propulsion Laboratory ( JPL ) di Pasadena , in California , che è gestito dal California Institute of Technology ( Caltech ) .
Statoil ha un solido record per essere una società di energia innovativa ed è sempre alla ricerca di soluzioni , più convenienti,più intelligenti e più sicure.Collaborare con le istituzioni leader a livello mondiale e di lavoro attraverso scambi di informazioni che hanno portato ad una serie di soluzioni innovative dell’azienda.
“La ricerca di risorse di petrolio e del gas è diventato così avanzato tecnicamente negli ultimi dieci anni che sono necessarie nuove soluzioni e idee. Per Statoil questa è una significativa opportunità di prendere tecnologie sviluppate dalla NASA e JPL per gli ambienti gravosi e impegnativi di spazio e di applicarli agli ambienti altrettanto esigenti di produzione di petrolio e gas ” , ha detto Lars Hoier,vice presidente senior della ricerca , sviluppo e innovazione della Statoil.
“Siamo entusiasti di lavorare con la NASA , una delle principali organizzazioni di ricerca a livello globale , per valutare lo sviluppo e l’ applicazione di tecnologie che hanno più in comune con l’esplorazione dello spazio esterno di quanto si pensasse.”
“Questo accordo è l’ultimo esempio di come le tecnologie della NASA e del JPL ci possono beneficiare qui sulla Terra . E ‘ anche un esempio di come le collaborazioni con altri settori può essere utile per l’esplorazione dello spazio “, ha detto il direttore del JPL Charles Elachi .
Statoil è tra i principali produttori di energia la maggior parte di alta intensità tecnologica , e ogni anno spende 550 milioni di dollari in ricerca , sviluppo e innovazione . L’accordo con la NASA è complementare al lavoro Statoil cheha già in corso .
Il contratto tra Statoil e la NASA dovrebbe coprire il periodo 2013-2018 ( con l’opzione di prolungamento del contratto ) , e si concentrerà sulle seguenti aree di ricerca: supercomputing , materiali , robotica , lo sviluppo di nuovi strumenti , e la comunicazione.

Fonte

ISON: come vedere la cometa del secolo - le risorse sul web

La cometa ISON, scoperta lo scorso anno generando grandi aspettative si sta avvicinando sempre di più all'atmosfera solare e il prossimo 28 novembre raggiungerà il perielio la distanza minima dal Sole

Il primo avvistamento risale al settembre del 2012 ed è opera degli astronomi Vitali Nevki e Artyom Novichonok dell'International Scientific Optical Network (ISON). Si tratta di una cometa radente (al perielio disterà solo poche migliaia di chilometri dalla superficie solare) e non periodica. Dovrebbe essere, se la situazione non subirà ulteriori sviluppi, la cometa più luminosa a solcare i nostri cieli dal 1997 ad oggi.




La lunga coda

Negli ultimi giorni, tutti gli astronomi che hanno gli occhi puntati sulla cometa hanno notato una curiosa evoluzione. La cometa ISON ha improvvisamente iniziato ad emettere una maggiore quantità di gas e detriti, rendendola così più luminosa e visibile ad occhio nudo anche in questi giorni. Un altro effetto “collaterale” di questa emissione inaspettata è stato l'allungamento della coda della cometa, ora lunga 16 milioni di chilometri (o 7 gradi nella volta celeste). Se si pensa che il diametro del Sole è di poco inferiore ad 1,4 milioni di chilometri, si capisce immediatamente che si parla di qualcosa di immenso.

Il più grande problema per la cometa – e per tutti gli appassionati, naturalmente – è ora rappresentato dal perielio. L'avvicinamento al Sole provocherà un veloce scioglimento dello strato di ghiaccio che circonda il nucleo della cometa: il rischio è che le radiazioni e la gravità della nostra stella finiscano per distruggerla. Se la cometa INOS passerà indenne il “giro di boa” attorno al Sole, sarà visibile a occhio nudo per tutto il mese di dicembre.

Nel caso in cui le nuvole coprano l'arco celeste si potrà sempre fare affidamento al web, come sempre ricco di risorse video (sia sotto forma di video sia di foto). [fonte]

Solar System Scope

La risorsa più interessante per seguire il cammino della cometa è offerta dal sito Solar System Scope. Gli esperti astronomi che ne curano la pubblicazione hanno realizzato una simulazione tridimensionale e interattiva del viaggio della cometa ISON. Si può osservarla assumendo sia un punto di vista “esterno” (come se si fosse su una navicella spaziale in viaggio nel Sistema Solare), sia da un punto di vista soggettivo impostando le coordinate geografiche della propria città.

Il percorso del corpo celeste potrà essere seguito in tempo reale, oppure accelerando lo scorrere del tempo a proprio piacimento. Si potrà navigare tra le sei fasi in cui è stato suddiviso il viaggio di avvicinamento di ISON al Sole e molto altro ancora.

NASA ISON Campaign

L'Ente spaziale statunitense segue con molto interesse l'epopea della cometa ISON. Tanto da aver dedicato un sito web agli studi che sta compiendo sul corpo celeste nella sua marcia d'avvicinamento al Sole. NASA CIOC – acronimo di Comet ISON Observing Campaign – raccoglie tutte le risorse raccolte sinora dagli studiosi e dagli scienziati dell'Ente spaziale statunitense, compreso il programma del workshop di due giorni dedicato alle osservazioni fatte sinora sulla cometa ISON.

Hubble

Anche il telescopio spaziale più famoso al mondo offre una ricchissima pagina informativa sulla cometa ISON. Tra le varie immagini e le varie informazioni presenti nella pagina, si trova una vera e propria chicca: una foto scattata lo scorso 2 novembre direttamente dal telescopio Hubble: un primo piano che permette di ammirare da vicino la magnificenza della cometa. Presenti anche molte immagini “storiche”, che permettono di ripercorrere gran parte del percorso di avvicinamento di ISON prima alla Terra e poi al Sole.




Twitter

La cometa ISON, come ogni star del panorama internazionale, ha una folta schiera di seguaci anche su Twitter. Sono vari gli account che si occupano di seguire il corpo celeste nel suo girovagare nei cieli della Terra. Tra i più interessanti c'è l'account Comet ISON news, che raccoglie e ritwitta foto e notizie riguardanti la cometa. Stesso lavoro fatto attraverso l'account Comet ISON 2013, che aggiorna costantemente i suoi follower con notizie e foto trovate sulla Rete.

Space Weather

Chi è alla ricerca di immagini sempre diverse sulla cometa ISON può fare affidamento sulla galleria realizzata dal sito web Space Weather. Grazie alla collaborazione di astronomi e fotografi amatoriali, infatti, è possibile trovare e ammirare decine e decine di scatti realizzati da ogni angolo del Mondo. Dalle foto scattate dagli appassionati italiani a quelle realizzate in Cile, negli Stati Uniti, nelle Filippine e in Cina, sarà possibile osservare la Cometa ISON e la sua lunghissima coda da tutte le angolazioni possibili. Sul sito web, invece, sarà possibile leggere aggiornamenti quotidiani sul “cammino” della cometa. I curatori di Space Weather, infatti, stanno seguendo con costanza e dedizione la cometa ISON, descrivendone dettagliatamente l'evoluzione.




Diretta streaming

Se proprio non si vogliono passare le ore notturne all'addiaccio – il freddo effettivamente inizia ad essere piuttosto pungente – ci si può sempre affidare alla diretta streaming realizzata dal sito Live stream. Come accade spesso in queste occasioni, il servizio di streaming gratuito ha creato un canale ad hoc per la cometa, dal quale gli appassionati possono seguire la marcia della cometa verso il Sole.





Debbie West, Contributor

Waking Times

 
Evidence Found Across the Globe of Highly Evolved Human Species from before the Ice Age, Demand Scientific Recognition of our Past that Depicts Societies of Advanced Technology and Culture

 Flickr-Bosnian Pyramids-Cabiria8

Houston anthropologist, Dr. Semir Osmanagich, founder of the Bosnian Archaeology Park, the most active archaeology site in the world, declares that irrefutable scientific evidence exists of ancient civilizations with advanced technology that leaves us no choice but to change our recorded history.  An examination of the age of structures across the earth reveals conclusively that they were built by advanced civilizations from over 29,000 years ago.
“Acknowledging that we are witness to fundamental proof of advanced civilizations dating back over 29,000 years and an examination of their societal structures forces the World to reconsider its understanding of the development of civilization and history,” explains Dr. Semir Osmanagich. “Conclusive data at the Bosnian Pyramid site revealed in 2008 and confirmed this year by several independent labs who conducted radio carbon testing dates the site at 29,400 +/-400 years minimum.”
The radiocarbon dating tests of 29,200 years +/- 400 years was done by Radiocarbon Lab from Kiew, Ukraine, on organic material found at the Bosnian Pyramid site. Physicist Dr. Anna Pazdur of Poland’s Silesian University first announced the news at a Press Conference in Sarajevo in August of 2008. Professor of Classical Archaeology from the University of Alexandria Dr. Mona Haggag called this discovery “writing new pages in European and World history.” The C14 date of 29,000 years at the Bosnian Archaeological Park was obtained from a piece of organic material retrieved from a clay layer inside the outer casing to the pyramid. It follows a sample date obtained during the 2012 dig season on material located above the concrete at 24,800 years, meaning this structure has a construction profile stretching back almost 30,000 years.

 
“The ancient people who built these pyramids knew the secrets of frequency and energy. They used these natural resources to develop technologies and undertake construction on scales we have never witnessed on earth,said Dr. Osmanagich. Evidence clearly shows that the pyramids were built as ancient energy machines aligned with the earth’s energy grid, providing energy for healing as well as power.
Ancient historians in the US have news just as astonishing as anything found in the far corners of the globe. For instance, the Rockwall discovery outside of Dallas, Texas, is only one example of how we are now re-examining ancient mysteries to reveal more about our past, right in the United States. H2 (History 2) popular series Unearthing Ancient America recently filmed an episode about the Rockwall that will air later this year. The Texas site is a complex and massive wall ten miles in diameter built over 20,000 years ago and covered by soil seven stories below the ground. The question is by whom was this structure built and for what purpose and, most importantly, how can knowledge left by these past civilizations help shape our future?
Newly-revealed or rediscovered traces of ancient civilizations have ignited an innate curiosity about human origins as reflected by recent coverage in mainstream media and TV. The November 2013 issue of National Geographic: 100 Greatest Mysteries Revealed-Ancient Civilizations Unearthed says,
“Sometimes cultures leave behind mysteries that baffle those who come after them, from standing stones to coded manuscripts, indications that ancient people indeed had a profound purpose.”
Forward-thinking scientists continue to pursue knowledge from our past that is useful to determine a better future. Renowned author Michal Cremo in his book Forbidden Archeology theorizes that knowledge of advanced Homo-sapiens has been suppressed or ignored by the scientific establishment because it contradicts the current views of human origins that don’t agree with the dominant paradigm. Cremo’s body of work has been described as “a useful teaching resource, raising a wide range of issues covering aspects of knowledge transfer, sure to be provocative in the classroom.” It has been reviewed with widespread appraisal by hundreds of academic journals.


Gobekli Tepe in Eastern Turkey

Results clearly indicate that similar advanced civilizations of humans were present all across the globe at that time in history. For example, Gobekli Tepe located in Eastern Turkey, is a vast complex of enormous megalithic stone circles with a radius of between 10 and 20 meters, much larger than the well-known Stonehenge in Great Britain. Excavations at Gobekli Tepe that began there in 1995 revealed radio carbon dating at least 11,600 years. German archaeologist Dr. Klaus Schmidt from the German Archaeological Institute, Berlin, Germany, with the support of ArchaeoNova Institute from Heidelberg, Germany, has led the excavation of these recently-discovered pre-historic megalithic circles at the Turkey location.

 
“Gobekli Tepe is one of the most fascinating Neolithic locations in the world,” Dr. Klaus Schmidt claims. But as he explains in a recent report, to understand the new finds, archaeologists need to work closely with specialists in comparative religion, architectural and art theory, cognitive and evolutionary psychology, sociologists using social network theory, and others.
“It is the complex story of the earliest, large settled communities, their extensive networking, and their communal understanding of their world, perhaps even the first organized religions and their symbolic representations of the cosmos,” as reported by Klaus Schmidt.

 
In addition to the megalithic structures, figures and carvings have been discovered, depicting animals of pre historic nature such as dinosaurs and other wild life. Since excavations started in 1995, four of the circles have been partially cleaned, but it is thought that there are a total of up to 50 circles hidden underground. These vast monoliths, soaring seven meters in height and 25 tons in mass at Gobekli Tepe, are situated right in the heart of what we perceive as the origin of civilization. This find offers new guidance to the true history of earth and our ancient civilizations.
“Our archaeological research goal is not to simply uncover all of the megalithic circles but to try to figure out their purpose,” adds Schmidt.

Bosnian Pyramid Now in Eighth Year: Proof of Advanced Civilizations from over 30,000 years ago

The Bosnian Valley of the Pyramids now in the eighth year of excavation spans six square kilometers in the Visoko River Basin 40km northwest of Sarajevo. Comprised of four ancient pyramids almost three times the size of Giza and an extensive subterranean pyramid tunnel complex, new discoveries each year continue to reveal proof of a much different history of mankind on earth. The central pyramid of the Sun rises a colossal 420 meters in to the air and has a mass of millions of tons. By comparison the Great pyramid of Cheops (Khufu) in the Giza plateau is 146 meters high, making the Bosnian Pyramids the largest and oldest known pyramids on the planet. Since research began at the Bosnian site, Dr. Osmanagich has amazed the scientific and archaeological community by gathering a team of interdisciplinary engineers, physicists and researchers from around the world to conduct open and transparent investigation of the site to try and discover the true nature and purpose of this pyramidal complex.

 
“This is an unknown culture presenting highly-advanced arts and sciences, technology capable of forming truly massive structures and we believe in that process demonstrating an ability to harness pure energy resources,” comments Tim Moon, who has recently joined Osmanagich as lead archeologist at the Bosnian site.
The archaeological project delivered another significant finding this year in the pyramid tunnel complex known as Ravine. Tunneling deep into a ridge line leading toward the Pyramid of the Sun the team has unearthed several megalith stones. In August an enormous stone estimated at 25,000 kgs was uncovered approximately 400 meters into the labyrinth. This is a hugely significant find,” comments Moon. Here we have a massive stone, possibly a constructed ceramic, buried under hundreds of thousands of tons of material. We are locating foundation walls around its perimeter and cut stone blocks.” Large quantities of artifacts have been recovered from the associated tunnels leading to the site, including effigies painted on stone, art objects and a series of hieroglyphics or ancient texts carved into the tunnel walls.
Dr. Osmangich stresses that it is time for open sharing of knowledge so we can understand and learn from our past.
“It is time for us to open our minds to the true nature of our origin and destruction of each other as a civilization on this planet. Our mission here is to realign science with spirituality in order to progress as a species, and this demands a clear path of shared knowledge.”
Visitors are welcome to the Bosnian Valley of the Pyramids and its Foundation offers a volunteer program each dig season, running June to September.
To hear Dr. Sam’s interview on Lost Knowledge go to: http://theilluminatinetwork.com/2013/09/lost-knowledge-3773/
For more on the Bosnian Pyramids go to www.icbp.ba.
About the Author
Deborah West worked in corporate public relations and media for over 20 years and is currently a freelancer, reporting on a wide variety of topics including disclosure, ancient and multidimensional civilizations, the the shift in humanity’s consciousness and brings truthful reporting to topics ranging from healthcare to energy. She writes a column called Lost Knowledge at The New Era Times and has a weekly radio show called Lost Knowledge on Tuesdays 3-5pm CST. To see her articles go to:  http://www.tnetimes.com/contributor/deborah_west/92/

Source