Statistiche

sabato 30 marzo 2019

Sopravvissuti all’esterno della Stazione spaziale

Dal 2014 al 2016 centinaia di campioni di organismi sono stati esposti alle condizioni che si possono incontrare su Marte, o in generale nello spazio, mentre erano a bordo della Stazione spaziale internazionale. I risultati del progetto vengono presentati oggi a Berlino
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Il pallino che infervora le menti degli astrobiologi è sempre quello: è esistita, esiste o esisterà vita extraterrestre? Se su passato e presente abbiamo dubbi ancora insuperati, sul futuro esistono promettenti possibilità, sia di osservazione di vita aliena che di esportazione di quella terrestre su altri pianeti.
Per capire se possa esistere vita, così come noi la conosciamo, nelle nostre (possibili) future colonie occorrerà sperimentare a lungo, sottoponendola a condizioni estreme, esattamente come ha fatto BioMex  – acronimo di “Biology and Mars Experiment” – ambizioso progetto nato dalla collaborazione tra Esa e Roscosmos (l’agenzia spaziale russa) e coordinato dalla Dlr (Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt, che di fatto è l’agenzia spaziale tedesca). Progetto i cui risultati vengono presentati a partire da oggi, mercoledì 27 marzo, in una conferenza conclusiva a Berlino. Intanto la scienza prodotta è stata notevole: ben 42 studi pubblicati su riviste scientifiche.
Dal 2014 al 2016 BioMex ha utilizzato la Stazione spaziale internazionale (Iss) per sottoporre batteri, alghe, licheni e funghi (ma anche membrane cellulari e pigmenti) a tre diverse condizioni: il vuoto, le intense radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole e, infine, le variazioni estreme di temperatura all’esterno della stazione stessa. Grande lavoro, dunque per gli astronauti con continue passeggiate fuori dalla stazione? Niente affatto: hanno semplicemente preso i campioni e li hanno messi fuori dalla porta per la bellezza di 533 giorni.
La resistenza osservata su queste forme di vita ha stupito non poco gli stessi coordinatori della ricerca, come l’astrobiologo Jean-Pierre Paul de Vera del Dlr Institute of Planetary Research di Berlino. «Alcuni degli organismi e delle biomolecole», dice lo scienziato, «hanno mostrato un’enorme resistenza alle radiazioni nello spazio e sono effettivamente tornati sulla Terra come dei “sopravvissuti”. Tra le altre cose, abbiamo studiato gli archei, che sono microrganismi unicellulari esistiti sulla Terra per oltre tre miliardi e mezzo di anni, vivendo in acqua salata. Questi microrganismi unicellulari potrebbero essere candidati a forme di vita che potrebbero essere trovate su Marte».
«Ovviamente, questo non significa che la vita esista davvero su Marte», precisa De Vera. Quelle che finora sono state trovate sono solamente precondizioni che fanno ben sperare, ma nulla più: una debole atmosfera, la presenza di carbonio, ossigeno, azoto, zolfo e fosforo – oltre alla presenza di acqua ghiacciata, un tempo quasi certamente liquida. Ma di vita e processi metabolici, al momento, nemmeno l’ombra.
I campioni sottoposti all’esperimento a bordo della Iss, dopo la lunga esposizione in orbita a 400 km di altezza, sono stati riportati a terra il 18 giugno 2016 a bordo di un veicolo spaziale Soyuz. Da quel momento ben 30 istituti di ricerca in 12 paesi di tre continenti li hanno esaminati sotto ogni aspetto per oltre due anni, e ne presentano i risultati in modo unitario, come abbiamo detto, da oggi a venerdì nella capitale tedesca.
Un altro obbiettivo raggiunto da BioMex consiste nell’aver messo a punto una serie di sensori in grado di riconoscere i processi metabolici della vita come la spettroscopia Raman, con la quale «possiamo esaminare i campioni sulla superficie di Marte da un rover, in modo non distruttivo e senza dover entrare in contatto con essi», spiega Ute Böttger del Dlr Institute of Optical Sensor Systems. «I raggi laser fanno vibrare le molecole, i cui diversi modelli vibrazionali possono essere utilizzati come impronte digitali distintive per identificarle».
BioMex promette notevoli avanzamenti tecnologici e scientifici in vista delle prossime missioni come Exomars 2020 dell’Esa, in quanto potrà consentire di ampliare il database dei “biomarcatori” finora individuati dalle precedenti missioni.

Paolo Soletta 

Fonte 

Commento di Oliviero Mannucci: La vita su Marte è nel sottosuolo, nei vari bacini idrici riscaldati dall'attività geofisica del pianeta al riparo dai raggi cosmici. Svegliatevi ciccini belli!
 

Marte: trovata “la prima evidenza geologica di un sistema planetario di laghi sotterranei”

C’è acqua nel passato di Marte, ma anche nel suo presente
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C’è acqua nel passato di Marte, ma anche nel suo presente. Ormai gli astronomi ne sono convinti, e tutte le recenti missioni hanno confermato la presenza di antichi fiumilaghi e oceani marziani. Un tempo il mondo rosso era probabilmente ricchissimo d’acqua, mentre oggi il prezioso liquido che potrebbe indicare la presenza di microrganismi si trova intrappolato nei meandri del suolo marziano. Ne abbiamo avuto la prima conferma certa lo scorso lugliospiega Global Science – grazie al radar italiano Marsis a bordo della sonda europea Mars Express, che ha individuato un lago salmastro a circa 1,5 chilometri di profondità sotto il ghiaccio.
Ora una nuova ricerca pubblicata su Journal of Geophysical Research – Planets fornisce un quadro ancora più completo della presenza liquida su Marte, come uno zoom che si allarga da un particolare mostrando un disegno sempre più complesso. Non solo esiste un deposito d’acqua nel sottosuolo marziano, ma c’è un intero sistema interconnesso di laghi sotterranei, alcuni dei quali sembrerebbero contenere gli ingredienti giusti per ospitare forme di vita. La scoperta arriva ancora una volta da Mars Express, che da oltre 15 anni orbita attorno al mondo rosso inviandoci preziosissimi dati.
Le ultime informazioni, analizzate da un team di scienziati provenienti da OlandaGermania e Italia, mostrano 24 crateri marziani molto profondi, all’interno dei quali si snodano particolari strutture geologiche che per formarsi hanno richiesto la presenza di acqua liquida.  “In passato Marte era un mondo acquoso – commenta Francesco Salese dell’Università di Utrecht e leader dello studio – ma quando il suo clima è cambiato l’acqua si è ritirata progressivamente sotto la sua superficie, per formare bacini e falde sotterranee. Noi abbiamo cercato le tracce di quest’acqua, e abbiamo trovato la prima evidenza geologica di un sistema planetario di laghi sotterranei.”
Il pavimento dei 24 crateri analizzati si trova a circa 4.000 metri sotto il “livello del mare” marziano – una soglia che su Marte è arbitrariamente definita in base all’altitudine e alla pressione atmosferica del pianeta. Questa rete di laghi sotterranei, affermano i ricercatori, risalirebbe a circa 3.5 miliardi di anni fa. Non è da escludersi dunque che ci sia un nesso tra l’attuale deposito d’acqua nel sottosuolo e l’oceano marziano che gli scienziati ipotizzano esistesse tra 3 e 4 miliardi di anni fa. Una teoria che sarà vigliata dalle future missioni sul pianeta rosso, che perforeranno il suolo marziano alla ricerca di eventuali forme di vita che potrebbero essere nate proprio grazie all’acqua conservata per tutti questi anni sotto la superficie di Marte.

Fonte

Commento di Oliviero Mannucci: Chi si ricorda di queste immagini che pubblicai sul mio blog oramai diversi anni fa?

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Pozzanghera marziana

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Altra pozzanghera marziana



 Vedi notizia pubblicata sul mio blog alcuni anni fa, alla faccia dei pseudo sbufalatori ( CICAP, BUTAC, ATTIVISSIMO ) che non c'anno abbastanza neuroni nel cervello neanche per trovare  quello che dovrebbero avere nelle loro mutande. E ora aspetto l'annuncio ufficiale delle forme di vita acquatiche nel sottosuolo marziano, che alla NASA conoscono benissimo da tempo!

Tritone è abitabile? La Nasa propone una missione esplorativa

Il progetto low-cost presentato dal Jet Propulsion Laboratory si chiama Trident: punta a indagare la possibilità che la luna di Nettuno sia un mondo abitabile, nonostante la distanza dal Sole  
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Tritone, la luna più grande del pianeta Nettuno


La Luna e Marte non bastano più: secondo la Nasa, la prossima frontiera dell’esplorazione spaziale potrebbe essere Tritone, la luna più grande di Nettuno che potrebbe ospitare un oceano ma, soprattutto, delle forme di vita. Non si tratta di un fantasioso progetto di difficile realizzazione, visto che l’agenzia spaziale statunitense ha già pensato il nome per la relativa missione: Trident. A spiegarlo è il New York Times, riferendosi a quando discusso dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory nella conferenza delle Scienze Lunari e Planetarie tenuta recentemente in Texas.

Perché è il momento per esplorare Tritone

Trident è dunque la missione che vedrebbe la Nasa impegnata a raggiungere Tritone. Ad affascinare gli scienziati dell’agenzia statunitense è la prospettiva che la luna più grande di Nettuno possa contenere un oceano e, a dispetto della grande distanza dal Sole, presenti le condizioni per ospitare la vita. Louise Prockter, a capo del gruppo che ha proposto il progetto, non ha usato giri di parole, affermando che “il momento per realizzare questa missione è adesso”, con lo scopo di “capire se sia un mondo abitabile, il che è di grande importanza”. Secondo Amanda Hendrix del Planetary Science Institute di Tucson Tritone prometterebbe “di essere attivo e di ospitare un oceano”. Se si considera inoltre la vicinanza a Nettuno e il fatto che il satellite si trovi all’interno della cintura di Kuiper, la missione Trident offrirebbe la grande opportunità di osservare “tre obiettivi in uno”.

Trident, la missione low-cost verso Tritone

A convincere gli scienziati riguardo alla fattibilità della missione, che sarà presentata formalmente alla Nasa a breve, ci sarebbe oltretutto la possibilità di raggiungere Tritone a costi decisamente contenuti. Secondo il New York Times, il gruppo dietro alla proposta di Trident vorrebbe rientrare all’interno del Discovery Program, pensato per quelle missioni con un budget inferiore ai 500 milioni di dollari. Proprio per questo, la prospettiva di una spedizione verso la luna di Nettuno appare molto allettante: senza enormi spese, sarebbe infatti possibile ottenere preziosi informazioni sulla nascita e l’evoluzione dei cosiddetti mondi oceanici, capendo ad esempio come sia possibile la presenza di acqua liquida a dispetto di temperature rigide. Inoltre, l’eventuale conferma di un oceano potrebbe suggerire che anche altri corpi celesti lontanissimi dal Sole siano teoricamente in grado di ospitare la vita.

Fonte

Come sarebbe vivere su Tritone


Se doveste vivere su Tritone non apprezzereste comunque i cambiamenti stagionali perché con la temperatura media di -235 gradi Celsius questa luna è l'oggetto conosciuto più freddo del nostro Sistema Solare.
È interessante notare che Tritone non si è formato insieme a Nettuno, ma probabilmente è stato un corpo celeste catturato dal pianeta. Almeno questa è la spiegazione più attendibile per alcune caratteristiche del sistema nettuniano, fra cui per esempio il fatto che Tritone sia l'unica luna del Sistema Solare che orbita in direzione opposta rispetto alla rotazione del suo pianeta.
Se vi capitasse di soggiornare su una parte della luna in cui si alternano notte e giorno (un giorno su Tritone è pari a poco meno di sei giorni terrestri), dovreste vedere il Sole sorgere a ovest e tramontare a est, come un piccolo puntino nel cielo.
Inoltre è bene sapere che l'orbita di Tritone intorno al suo pianeta è inclinata, quindi se vi trovate sul lato della luna sempre rivolto verso Nettuno avreste una vista non solo sulla regione equatoriale di Nettuno, ma anche su quelle polari settentrionale e meridionale. "È diverso da qualsiasi altra luna nel Sistema Solare" aggiunge Masters. Inoltre Nettuno vi apparirebbe 10 volte più grande della nostra Luna, tanto che sareste in grado di vedere chiaramente le sue caratteristiche fisiche.

Non è chiaro se Tritone abbia particolarità geologiche di particolare interesse per un'escursione, ma vi possiamo dire che se voleste fare una passeggiata intorno alla luna spostandovi in linea retta vi ci vorrebbero 70 giorni terrestri per completarla. Abbastanza per abituarvi a camminare con la bassa gravità di Tritone, che è circa l'8 percento di quella terrestre, o la metà di quella della Luna.
In ultimo, non aspettatevi di poter impiegare questo tempo parlando al telefono con qualcuno sulla Terra: i segnali radio impiegano quattro ore per viaggiare da Tritone alla Terra, "sarebbe una conversazione molto lenta".

Fonte

Nettuno:  specialmente quando è estate c'è tanta vita



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E' più calda di Tritone, si trova non lontanissimo da Roma, alla quale è collegata anche dal treno. Si dice che sia popolata stabilmente da circa 44 000 individui, ma d'estate viene presa d'assalto anche da molti turisti.

Commento di Oliviero Mannucci: scusate il piccolo scherzo, ma la notizia su Tritone della NASA, mi ha fatto venire in mente un piccolo aneddoto accadutomi alcune decine di anni fa, quando ancora vivevo in famiglia con i mie genitori e mio fratello. 
Squilla il telefono, vado a rispondere, una voce mi dice - Sono ... ( nome che non ricordo) sono un amico di tuo fratello, di Nettuno, che  me lo passi -  - Sbrigati, vieni a rispondere - dissi a mio fratello - c'è un extraterrestre tuo amico che sta facendo una chiamata interplanetaria da Nettuno che gli costerà un botto!





US Air Force pilots struggle to explain mystery UF






The footage, filmed in Anchorage, Alaska, appears to show a mysterious object plunging to the ground with a trail of thick smoke behind it. Source:https://www.mirror.co.uk​ Read here:https://helenastales.weebly.com/blogu... Follow us on facebook:https://www.facebook.com/ufo.maniaII/

Selfie with UFO and beatiful girl





Date: March 24, 2019

Location: Rio Rancho, Mexico, USA

Source: MUFON 99416





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Rio Rancho (Spanish: Río Rancho) is the largest city and economic hub of Sandoval County in the U.S. state of New Mexico. A small portion of the city extends into northern Bernalillo County. It is the third-largest and also one of the fastest expanding cities in New Mexico. As of the 2010 census, Rio Rancho had a population of 93,820.[4]

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HISTORY: The great majority of Rio Rancho was originally part of the Town of Alameda Grant, which was founded by Spanish settlers in 1710. By the early 20th century, much of the land grant had been sold to land investment companies. Amrep Corporation purchased 55,000 acres (22,000 ha) in 1961 and turned the land into a housing development called "Rio Rancho Estates", with the first families moving in the early 1960s. Amrep contracted with Ezio Valentini, one of the original developers of Cape Coral Florida, to design and implement a unique marketing plan to conduct land-sales, dinner-party program in northern states to open offices in 14 states. The population grew ten-fold between 1970 and 1980 and the City of Rio Rancho was incorporated in 1981. The opening of a large Intel Corporation plant in 1981 had a major economic impact on the city.
Since the 1990s, Rio Rancho has taken steps to become more independent from neighboring Albuquerque, including the establishment of separate school and library systems and attempts to attract businesses to the area. The city's latest project is the Downtown City Centre development that includes a new city hall building, a new University of New Mexico West and Central New Mexico Community College campus, as well as the Santa Ana Star Center. The arena opened in October 2006. City Hall opened in September 2007.

Source: Wikipedia



It Just Happened Again! Three LAPD Helicopters Engage UFO Over LA! [2019-2020]


Source video: Thirdphaseofmoon

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There's Something Happening In Our Skies! 2019-2020


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NASA Can't Explain What They Found On Mars! 2019-2020



Source video: Thirdphaseofmoon 


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Unknown BALL OF LIGHT Appears in Mojave Desert


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UFO & Alien Investigators. Our mission is to document evidence of the UFO phenomenon or alien visitation through work in the field. UFO Seekers is headquartered in Bakersfield, CA. Established in 2016. No actors. No crew. Real field work. Show your support by subscribing today! Help our UFO Research by becoming a UFO Seekers YouTube Member: https://bit.ly/2CGd3B2

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UFO Sightings in California



Source video: Seeker UFO

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Don Paul: New Jersey, UFOs and what I believe about aliens



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That, my friends, is my version of click bait. I definitely believe there have been thousands, maybe tens of thousands, of sightings of unidentified flying objects.
What led to this essay was a goofy discussion I saw on a Facebook page for my hometown, North Bergen, N.J., just north of Jersey City. Someone had posted newspaper articles about repeated UFO sightings in North Hudson Park there in the '70s, '80s, and even the '90s. North Hudson Park lies directly across the Hudson from Manhattan. I guess it’s possible aliens were trying to decipher sounds made by earthlings who all sounded like Tony Soprano.
Most sightings can be explained. Even so, many sightings have not been explained and remain unidentified.
The logical leap from “that UFO can’t be explained by me or anyone I know, so it MUST be an alien spacecraft!” is not exactly an exercise in logic. It’s not mathematically impossible, but it is emphatically unlikely.
Let’s begin with scales of time and space. This amazing American Museum of Natural History video is definitely worth your time:





The known universe includes the most distant objects we have observed, quasars, viewing them as they appeared 13.8 billion years ago. Light from these quasars took that long to reach our telescopes. If one of them exploded and disappeared 10 billion years ago, we won’t know it for another 3.8 billion years. Beyond that, most galaxies are moving away from one another. The universe is expanding.
When astronomer Carl Sagan was alive, he thought there were hundreds of billions of galaxies. More recent evidence gathered from superior observation technologies now suggest there may be 10 times more galaxies than that. In 2016, deep field images from the Hubble Telescope suggested there may be 2 trillion galaxies. Going with some smoothed data estimates, Cornell astronomer David Kornreich published very approximate numbers cited by Space.com: “Kornreich used a very rough estimate of 10 trillion galaxies in the universe. Multiplying that by the Milky Way's estimated 100 billion stars results in a large number indeed: 1,000,000,000,000,000,000,000,000 stars, or a "1" with 24 zeros after it (1 septillion in the American numbering system; 1 quadrillion in the European system). Kornreich emphasized that number is likely a gross underestimation, as more detailed looks at the universe will show even more galaxies.”
Even assuming the number of stars with planets which might support life would be a much smaller minority, that number must still be very large.
Having looked briefly at scales of time and space, we’ll move to probabilities of extraterrestrial visits to our planet. If the universe is teeming with life, we can look to our closest neighboring galaxy, Andromeda. It’s 2 million light years away, and Andromeda is a larger galaxy with substantially more than the Milky Way’s 100 billion stars. Assuming advanced life is not uncommon in our closest galaxy, why would a civilization in Andromeda travel 2 million light years when other lifeforms would be closer in Andromeda? (All this also assumes interstellar travel at the speed of light is feasible.) We’ll stick with our Milky Way.
Astrophysicist Frank Drake is one of the founders of SETI, the Search for Extraterrestrial Life. He developed what is called the Drake Equation estimating the odds of finding intelligent life in the universe.
Drake is very much an optimist on extraterrestrial life, as was Sagan. However, in a complex screening for what are the minimal requirements for such advanced civilizations to evolve, his most optimistic estimate is the possibility of 50,000 advanced civilizations in the Milky Way. If these civilizations were nicely equidistant from each other, they would be 2,000 light years apart.
How would any extraterrestrials know we are here? Well, they might detect our planet as having an atmosphere and composition which would support life, as we are beginning to do with exoplanets orbiting other stars. But planet Earth would be one of so many other exoplanets to examine; the odds that one had already made such a trip are startlingly low. When you jump ahead to how would extraterrestrials know humans are here, things get really, really tough. City lights almost certainly cannot be observed through interstellar dust. Even if aliens had such observational technology, electric lights didn’t get going until late in the 19th century. A much more likely route for the transmission of evidence of our existence is broadcasting. Broadcast transmissions travel at the speed of light, and our earliest transmissions are now about 100 light years out into space. So those early signals from KDKA radio statistically have another 1,900 years to go to reach such a civilized target.
Suppose the 2,000 light year hypothesis is wrong in our case. Tossing that hypothesis aside, our broadcasts have reached about 15,000 stars. The Planetary Society shows the blue dot in the lower right is the distance covered compared to the Milky Way. At those distances, our broadcast signals become very weak. One physicist postulated listening for such a transmission above the noise of background radiation would be like trying to detect the ripples of a pebble dropped in California waters with a detector in Japan.
What are the odds among this small number of stars there are planets with advanced life? What are the odds any advanced life has the means to hear our weak signals? And, what are the odds that a civilization existing among this small group has mastered interstellar travel?
Next, you have to ask why would such a civilization expend the vast amounts of energy to visit Earth? Why would they never land and show themselves?
Human hubris makes us think we are really something special, but biology, physics and math make it far more likely we are not so special as we think. Further, the idea we’ve been visited many, many times when such voyages are massive undertakings is ludicrous. Remember, in the past such sightings were occurring almost on a daily basis when flying saucers were all the hysterical rage.
Between nearly all possible civilizations having no clue we exist, and the incredible odds against interstellar travel emanating from a nearby star system, I’m confident aliens have not visited North Bergen. That proportion of UFOs which remain unidentified are just that: unidentified. On the other hand, if alien visits were realistically possible, I might have bought into the swamps out in the Jersey Meadowlands….

By Don Paul – Don Paul worked as a broadcast meteorologist for 34 years at all three Buffalo television stations, serving as chief meteorologist at WIVB for 29 years and chief at WGRZ for three years.




Timing is everything for UFO observations

As a UFO researcher and journalist, folks frequently ask me about when people observe UFOs. I usually smile and reply, “That’s not an easy answer.”
After Linda Miller Costa and I built the UFO sightings database which we used to create our 2017 book, UFO Sighting Desk Reference, we began a process of analyzing the raw data on a relatively superficial level. In 2017 we could tell you that UFO sighting reports were generally driven by three principal factors: population, temperate weather and leisure time.


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Since 2018, we’ve had the opportunity to dig deeper into the data, which now totals 146,800 sighting reports. By utilizing some creative algorithms, we’ve been able to refine our understanding of the UFO sighting phenomena. And there are more factors: population, regional seasonal weather, daily/seasonal activity, and time of day.

Population

Whenever I publish a listing of the top states for UFO sightings, I get a flood of social media responses that inform me that the reason California is No. 1 because of its population. In-depth examination of the data reveals that California is a unique situation. California crosses nine lines of latitude, which makes the state a complex model.
As an experiment I constructed a pseudo-California, using East Coast states, with the same lines of latitude and similar land mass. California’s population in 2018 was 39.56 million. By comparison, our pseudo-California represented 52 million people. Guess what?: The East Coast model had far less UFO sighting reports.


The kneejerk opinion that a state’s population is the sole driver for the volume of UFO sighting reports also doesn’t hold up. In the other top 10 states we find vast contrasts. Florida has 21.3 million people, and Texas has 28.7 million. However, Florida has 13 percent more UFO reports than Texas.
In another example, Washington has about half the population of Pennsylvania, but the states have nearly equal UFO sighting numbers. New York has more population than Washington and Pennsylvania combined. However, New York has UFO sighting volumes similar to both of these other states. So population isn’t the sole driver.

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Regional Seasonal Weather

Linda discovered when she was laying out the 2017 book that monthly UFO sighting numbers were significantly different between northern states, middle states and the Deep South states. In the northern states, the peak months for UFO sighting reports were July, August and September. The remainder of the year seemed to have a sustained minimal baseline of UFO sighting reports, which has been attributed to day-in, day-out observers such as smokers and dog walkers.
Many MUFON (Mutual UFO Network) investigators frequently search the monthly CMS database for the keywords “smoke” or “dog.” Many investigators consider these people reliable observers because they are outside every day, precipitation or sunshine, year-round. These folks are familiar with their local environment and know when something is unusual.
As we move further south to the middle latitude states, coast to coast, we observe that the peak sightings in July, August and September start to flatten toward the sustained minimal baseline of UFO sighting reports.
As we move into the southern states that summertime peak pretty much disappears into a unique baseline for that state. For the most part, monthly UFO sighting numbers are statistically flat. The odd thing that some have noted is that for some southern states, summer numbers might be slightly depressed because of the excessively hot weather. but I must say it’s not a hard and fast rule.

Daily/Seasonal Activity

We have observed variations of UFO sighting reports in some states that suggest seasonal influxes of people who might be sun seekers and snowbirds. States like Hawaii and Florida hint evidence of this type of activity. Likewise, monthly UFO reports in many New England states seem to reflect the annual fall leaf-watchers tourist season. This is a loose correlation, but our mantra is “Correlation doesn’t necessarily equal causation.”
We did note, however, that February seems to be the universally lowest month of UFO sightings. We haven’t a clue why beyond the conventional wisdom that February is a month of crappy weather for everybody in the United States. Remember, it’s not about the UFOs; it’s about the observers.


Day-of-the-Week enters into this issue. The late John Keel wrote about the trend as “The Wednesday Phenomenon.” After analyzing perhaps about 800 UFO sighting reports from 1966 to 1968, Keel made the determination that the “greatest number of UFO sightings are reported on Wednesday, and then they slowly taper off through the rest of the week.”
Fifty-five years ago the only people to apply statistical analysis to UFO sighting was the U.S. Air Force and John Keel. Unfortunately, Keel’s data was limited in size and perhaps regionally skewed.
Using 21st-century data with 146,801 UFO sighting reports, we’ve determined that Saturday is the peak sighting day for 39 states, or 76.4 percent of the country. But for 11 other states the peak UFO sighting day is not Saturday: two states are on Friday (3.9 percent), four states on Wednesday (7.8 percent), two states on Sunday (5.8 percent), one state on Thursday (1.9 percent) and two states on Tuesday (3.9 percent). And no states had Monday as its peak UFO sighting day.
It has been suggested that most of these states are from middle America or the Deep South, so the alternate UFO sighting day might be correlated with nights of Bible study. At first, we were amused at the notion, but there’s some science to suggest that this notion might hold water.

Time of Day

In the United States, 72.6 percent of UFO sighting reports generally occurs in the hours between 4 p.m. and midnight, with a peak between 9 to 10 p.m.; in essence, bedtime or that last smoke outside or walking the dog. The hours between midnight and 4 p.m. represent 27 percent of the typical day’s UFO sightings. We’ve noted that after about 5 a.m. the daily UFO sighting volume is relatively flat at about 12.5 percent of peak hours.
In most states the daily sighting curve is pretty much as stated, but there are some regional variations. For some states the evening sighting window is slightly narrower, between 6 p.m. and midnight, but the ratios between day and night shift barely 5 percent to 8 percent.


Before 2018, Las Vegas was the No. 1 city for UFO sightings in the United States. We did a spot time study of hours of the day for Las Vegas. Typically in the hours after midnight, there is steep falloff in UFO sightings to the low daytime numbers. But in Las Vegas, there is a sighting bump between 3 and 5 a.m., and there are other bumps at 8 a.m., 10 a.m. and 4 p.m. Who knows what day-to-day activities drive these bumps.
Finally, when people see UFOs in Alaska, the peak months are in the dark winter months and in the months with measures of light and dark days. But in May, June and July, the UFO sighting reports are rock bottom. Those summer months are mostly all daylight all the time, or “white nights” as they are sometimes called.
Linda and I, “The Mothers of UFO Statistics,” hope you have enjoyed this exploration into the deeper numerical patterns of America’s UFO sighting data covering the first 18 years of the 21st century.

Cheryl Costa 

Source news 

Extraña Esfera de Luz Persigue un Automóvil / Strange Sphere of Light chases a car


Fuente video: Maussan Tv

www.tercermilenio.tv
 El 9 de Diciembre del 2014, en Capilla del Monte Argentina, una mujer de nombre Cele que se encontraba de vacaciones cerca de un sitio llamado los terrones a 9 km de capilla del monte argentina, capto con su celular a una esfera de luz siguiendo el automóvil en la parte de atrás.

Former Polish President Pontificates About a Possible Alien Invasion



Source video: UFOmania - The truth is out here

The former president of Poland surprised his audience at a recent speaking engagement when he began pontificating about UFOs and how an alien invasion might unfold. Source: ​https://www.coasttocoastam.com Read here:https://helenastales.weebly.com/blogu... Follow us on facebook:https://www.facebook.com/ufo.maniaII/

Un pezzetto di una navicella spaziale extraterrestre di 250mila anni.


 



(Giuseppe Pace, già prof. di Scienze naturali, Chimica e Geografia al Colegiul Tehnic “Transilvania” di Deva/Hunedoara. Anche tra gli attuali Sanniti (Pentri, Irpini, Caudini, Frentani, Caraceni) più di qualcuno afferma di aver visto dischi volanti luminosi nel cielo sopra Agnone, Alife, Ariano Irpino, Bojano, Cusano
Mutri, Larino, ecc.
 
 
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Gli Ufo (oggetti volanti non identificati studiati dall’Ufologia) sono tati visti in varie epoche storiche. Il padovano Tito Livio nella colossale opera “Ab Urbe Condita Libri”, registra un numero di fenomeni tra cui navium speciem de caelo adfulsisse («una sorta di navi che hanno brillato nel cielo»). Cristoforo Colombo raccontò di aver visto un "ramo infuocato" scendere dal cielo nella notte del 15 settembre 1492. Scrisse inoltre nei suoi diari di aver assistito a misteriosi e insoliti fenomeni astronomici e di un passaggio di scie di fuoco nel cielo. Nel 1941 un UFO si schiantò a Cape Girardeau, in Missouri. Il pastore del luogo fu chiamato per assistere i corpi degli occupanti il velivolo, tutti deceduti. Alcuni agenti del governo però avrebbero indotto i vari testimoni al silenzio. Nel 1947, nel deserto del Nuovo Messico, il primo comunicato stampa pubblicato dalla base aerea di Roswell fu diramato con la inequivocabile dicitura "disco volante". La teoria della caduta di un’astronave aliena è divenuta popolare tra gli ufologi, per i quali sarebbero accaduti dei fenomeni di carattere ufologico culminati con lo schianto nel deserto di un velivolo spaziale di provenienza aliena e con conduttori carbonizzati dallo schianto. In risposta al "caso Roswell", e dopo indagini del Congresso degli Stati Uniti il General Accounting Office ha avviato un'inchiesta e imposto all'Ufficio del Segretario dell'Air Force statunitense di condurre un'indagine interna. Il risultato è stato riassunto in due relazioni che non soddisfano affatto gli ufologi.
 
 
Nel 1966 alle 11 circa i ragazzi di una classe della Westall High School (ora Westall Secondary College) si trovavano nel cortile della scuola, dove stavano completando la lezione di ginnastica insieme al loro professore. All'improvviso videro in cielo un oggetto di forma discoidale e con una cupola sporgente nella parte superiore, di colore grigio-argenteo, lungo apparentemente circa il doppio di un'automobile familiare. Secondo il racconto dei testimoni, l'oggetto scese di quota e sorvolò la scuola in direzione sud-est prima di sparire dalla vista e scendere nella zona chiamat The Grange
(ora una riserva naturale) in un'area erbosa circondata da alberi di pino, di fronte alla Westall Primary School. I ragazzi chiamarono i compagni e professori di altre classi. Dopo circa 20 minuti, l'oggetto sconosciuto si sollevò a velocità e si diresse in direzione nord-est. Alcuni testimoni, tra cui
il professore di scienze Andrew Greenwood, hanno riferito che quando l'oggetto ha raggiunto una certa altitudine hanno visto che era inseguito e circondato da 5 velivoli non identificati. Fu stimato che tra studenti e professori delle due scuole, i testimoni dell'avvistamento furono circa 200 . Il giorno successivo, il 7 aprile, la storia fu raccontata in un articolo pubblicato sul quotidiano The Age. Nella scuola, l’8 aprile, arrivò un gruppo di ufologi della Victorian Flying Saucer Research Society (VFSRS), che interrogò studenti e professori ed eseguì un esame nel prato. Il 9 aprile si presentò l'ufologo Brian Boyle, investigatore di un'altra associazione ufologica, la Phenomena Research Australia (PRA); Boyle intervistò i testimoni e prese campioni del terreno dove sarebbe avvenuto l'atterraggio. Lo stesso giorno si presentarono due investigatori delle Forze Armate, uno dei quali in divisa. Il giornale The Dandenong Journal pubblicò sull'avvistamento due articoli, uno il 14 aprile e l'altro il 21 aprile; il 5 maggio pubblicò un'intervista a Frank Samblebe, preside dell'istituto, il quale disse di avere vietato altre interviste a scuola per non distogliere i ragazzi dalle
attività scolastiche. Io, invece, sono rimasto incuriosito e cercherò di approfondire la conoscenza di un reperto metallico, di 250mila anni fa di una navicella extraterrestre, abbandonato 46 anni fa ad Aiud in Transilvania. Non è scientificamente da sottovalutare dunque la scoperta, del singolare reperto metallico trovato a 10 metri di profondità, e rimasto per 20 anni abbandonato nello scantinato. Poi nel 1993 sia in Transilvania, a Cluj Napoca, che in Svizzera, a Losanna, il reperto fu analizzato chimicamente e i risultati fecero dedurre la seguente composizione chimica del reperto di Alluminio (Al) all’88,1%, più altri 12 elementi chimici. La datazione del reperto è stata svolta dal laboratorio CEN di Losanna in Svizzera è l’età è di ben 250 mila anni. Oltre l’Al, il reperto, era
costituito da: rame 6,2%; silicio 2,8; zinco 1,8%; piombo 0,4; stagno 0,3%; zirconio 0,2%; cadmio 0,1%; nichel 0,002%; cobalto 0,002%; bismuto 0,0003%; argento 0,0002% e gallio in tracce.
Alcuni operai mentre scavavano sabbia, a 10 metri di profondità, sul fiume Mures presso della cittàdi Aiud in Romania, si trovarono avanti un blocchetto di apparente roccia, che pulito risultò metallico ed ossidato in superficie. L’oggetto ricoperto da uno strato di ossido di Al, rinvenuto a 10
metri di profondità insieme ad alcuni fossili di mastodonti pleistocenici, pesa 5kg, è spesso 7 cm, ha una larghezza di 12,7 cm e una lunghezza di 20,2 cm. Presenta una depressione circolare al centro dal diametro di 4 cm con un altro piccolo foro perpendicolare del diametro di 1,7 cm. Infine i due
lembi sporgenti sembrano aver ospitato una specie di cardine. In sostanza, il manufatto è un blocco di alluminio simile ad una testa di martello. Il suo scopritore fu tale Boczor Iosif, un collaboratore
di riviste ungheresi. Uno dei buchi del reperto non risulta assolutamente ossidato. L'Al ha un punto di fusione di 660,32 gradi Celsius e uno di ebollizione di 2.518,85. Esso è l’elemento chimico tra i più diffusi (8,3%) nella litosfera terrestre dopo ossigeno e silicio e seguito dal fero (6,2% e dal calcio (4,6%). L’Al è presente nel minerale bauxite: roccia sedimentaria dal colore rosso bruno o
giallo. La bauxite contiene circa il 45-60% di alluminio ed è il minerale maggiormente utilizzato per la sua produzione. L’Homo sapiens, sul pianeta Terra, è presente da solo 36.000 anni, nella sottospecie attuale Homo sapiens sapiens proveniente dall’uomo di Cro Magnon. Prima c’era l’uomo di Neanderthal, meno evoluto anche intellettivamente. L’età dei metalli e delle leghe del rame sono più recenti e sono conseguenti dell’uomo stanziale del neolitico: circa 13 mila anni fa. La vita sulla Terra esiste da 3,6 miliardi di anni e i primati, simili all’uomo, solo da pochi milioni di anni (nonna Lucy o Australopitecus afarensis di 3,2 milioni di anni, rinvenuto in Etiopia) ma certamente non in grado di forgiare metalli e leghe. Dunque il reperto metallico rinvenuto lungo le
rive del Mures, di 250 mila anni, è una rarità eccezionale da considerare con più attenzione non solo in siti di ufologia o di alieni. Forse il dubbio, tipico dello scienziato, ha preso il sopravvento sull’entusiasmo derivante dal pezzo di Al abbandonato da una navicella aliena in Transilvania? In Romania ho imparato che il pessimista è un ottimista ben informato. Ma resto sempre un
ammiratore di Albert Einstein che sosteneva l’entusiasmo della scoperta come fa il bambino vicino al mare. Il manufatto di 250.000 anni rinvenuto in Romania sarebbe costituito da una lega metallica inesistente sulla Terra. Vi è una teoria minoritaria che l’uomo e la vita stessa sia potuta provenire da altri sistemi stellari, il nostro è quello solare dove solo il terzo pianeta, in ordine di distanza dalla stella Sole, ospita la vita che si è andata adattando alla natura come C. Darwin ci ha ampiamente descritto nel 1800 e permesso ai posteri approfondimenti anche di bioingegneria. In molte parti del
pianeta Terra sono stati avvistati extraterrestri e loro mezzi di trasporto, spesso a disco. Nel laboratorio di Losanna, in Svizzera, è stato analizzato il manufatto rinvenuto ad Aiud nel 1973. I risultati sono stati sbalorditivi: il composto metallico è per il 90% di alluminio. Non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse per il fatto che l’alluminio è un metallo usato dall’uomo solo da poco più di
200 anni fa. Il reperto romeno in esame ha fatto dedurre che:”Le analisi di laboratorio hanno confermato che si tratta dei resti di un Ufo e costituito da sostanze che non possono essere prodotte con la tecnologia disponibile sulla Terra”, ha affermato il vicepresidente dell’associazione rumena
di ufologi Gheorghe Cohal. Lo storico locale Mihai Wittenbergerm ha dichiarato invece che il frammento metallico potrebbe essere appartenuto ad un aeroplano tedesco della seconda guerra mondiale, ma questo non spiega però l’età del reperto. L’oggetto attualmente si trova nel Museo di Storia di Cluj-Napoca, con l’impattante dicitura 'oggetto di origine sconosciuta'. Al momento della
scoperta, si trovava insieme ad ossa di un mammifero di circa 80.000 anni di antichità, e si trattava chiaramente di qualcosa di artificiale. Platone, come i pitagorici, fondava la sua dottrina sulla razionalità della matematica, e vedeva nelle forme geometriche una sorta di modello delle idee. Ma poi, da grandissimo poeta quale in fondo fu, sapeva fare uso del mito. Non sfugge lo studio anche
del reperto metallico di Aiud, dove c’è qualcosa di platonico. L’Al viene usato in molte industrie per la fabbricazione di milioni di prodotti diversi ed è molto importante per l'economia mondiale. Componenti strutturali fatti in Al sono vitali per l'industria aerospaziale e in altri campi dei trasporti
e delle costruzioni nei quali leggerezza, durata e resistenza sono necessarie. La sua storia chimica risale al 1761 quando G. de Morveau propose di chiamarlo con il nome d’allumina. Il metallo fu identificato per la prima volta da Humphry Davy, nell'allume KAl (SO 4 ) 2 ·12H 2 O, però non riuscì ad isolarlo, propose pertanto il nome latino in aluminium. Il primo scienziato ad isolare, in forma
impura, il metallo fu H. C. Orsted sfruttando la reazione tra l'amalgama di potassio ed AlCl3. Ma bisogna aspettare Friedrich Wohler nel 1825 per vedere l’Al isolato in forma massiva. Fu H. Sainte-Claire Deville che introdusse il metodo di riduzione diretta del metallo, per via elettrolitica a partire
da NaAlCl 4 fuso. Solo nel 1886 l’elettrolisi di allumina disciolta in criolite (Na 3 AlF 6 ) rese economica l'estrazione dell'alluminio dai minerali, ed è comunemente in uso in tutto il mondo. Per calcolare l’età del reperto di Aiud si è usato il tempo di dimezzamento radioattivo. Tutti gli atomi di
una data sostanza radioattiva hanno la stessa probabilità di disintegrarsi fino alla forma stabile. Il tempo del decadimento è espresso in termini di emivita e cioè come il tempo richiesto per la disintegrazione di metà degli atomi inizialmente presenti. Questo tempo è costante per ogni isotopo.
L'Al ha 9 isotopi, la cui massa atomica varia da 23 a 30. Solo l’isotopo radioattivo di alluminio di massa 27 ha l’emivita= 7,2×10 5 anni Al viene prodotto dall'argon nell’atmosfera terrestre, dallaspallazione causata dai protoni dei raggi cosmici. Gli isotopi di alluminio hanno trovato un'applicazione pratica nella datazione dei sedimenti marini, dei noduli di manganese, dei dei
ghiacci nei ghiacciai, del quarzo nelle rocce e nelle meteoriti. Il rapporto tra 26 Al e berillio 10 ( 10 Be)è stato usato per studiare il ruolo di trasporto, deposizione, sedimentazione ed erosione sulla scala
temporale che va da 10 5 a 10 6 anni. L’alluminio venne usato per la prima volta negli studi sulla Luna e i meteoriti. I frammenti di meteoriti che si staccano dal corpo principale, sono esposti a un intenso bombardamento di raggi cosmici durante il loro viaggio nello spazio, che causa una sostanziale produzione di 26 Al. Dopo essere caduti sulla Terra, lo scudo dell'atmosfera protegge i
frammenti dall'ulteriore produzione di 26 Al, e il suo decadimento può essere usato per determinare la durata della loro presenza sulla Terra. La ricerca sui meteoriti ha anche mostrato che 26 Al era relativamente abbondante all'epoca della formazione del nostro sistema planetario. È possibile che
l'energia rilasciata dal decadimento di 26 Al sia responsabile della rifusione e differenziazione di alcuni asteroidi dopo la loro formazione 4,6 miliardi di anni fa. L'Al è un metallo leggero ma resistente, la sua densità è di 2,71 g/cm³, a cui corrisponde un peso specifico di circa un terzo
dell’acciaio e del rame. Altre proprietà salienti dell'alluminio sono: eccellente resistenza alla corrosione e durata; il suo aspetto grigio argento è dovuto ad un sottile strato di ossidazione che si forma rapidamente quando è esposto all'aria e che previene la corrosione bloccando il passaggio
dell’ossigeno verso l'alluminio sottostante;alta conducibilità termica ed elettrica; paramagnetico; eccellente malleabilità e duttilità, grazie alle quali può essere lavorato facilmente; è il secondo metallo per malleabilità e sesto per duttilità; elevata plasticità; basso potere radiante; non genera scintille per sfregamento; saldabilità: molte leghe di alluminio sono saldabili. La produzione
industriale dell'alluminio risale a poco più di 200 anni fa. La letteratura sugli avvistamenti alieni è vasta, ma pur scartandone molti, restano pur sempre non pochissimi da farci stupire. Aiud è una città romena di 27 mila abitanti della Judet Alba, che confina con la Judet Hunedoara, dove ho insegnato Scienze naturali, chimica ed anche geografia astronomica. I miei studenti saranno
orgogliosi di leggere queste note scientifiche su di un reperto fossile extraterrestre della Romania. Il municipio di Aiud e il museo storico locale dovrebbe richiedere il reperto spaziale, da me illustrato in più dettagli, ora al museo storico di Cluj Napoca per incrementare anche il turismo insieme al
festival del vino.
 
Paolo Mesolella
 

lunedì 25 marzo 2019

Ufo, l’incredibile storia che viene dalla Florida


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Kissimmee è un comune degli Stati Uniti d'America, capoluogo della Contea di Osceola. Nello Stato della Florida.



 All’inizio apparve come un ologramma, poi più solido. Improvvisamente più chiaramente, ai margini della foresta dietro la casa di Trish Bishop, a Kissimmee. Stiamo parlando della testimonianza di una apparizione di un Ufo.
Kissimmee è un comune degli Stati Uniti d’America, capoluogo della Contea di Osceola. Nello Stato della Florida.
Era un giovedì di marzo 2013, il bagliore del sole che piano piano scendeva dietro gli alberi. Era alto almeno 6 piedi, pesava forse 220 chili e sicuramente muscoloso. Con un’uniforme color marrone, stivali e guanti.


ufo





 Questa è la descrizione che ne fa Mrs Bishop.
Si attardò accanto all’albero di mirto in mezzo al cortile. Quando si voltò, fu la sua faccia, ricorda, che la impressionò. Con gli occhi sporgenti così lontani dalle orbite, Bishop si chiese se poteva chiuderli. Pelle bianca come gesso. E una mascella così grande, dissipava ogni idea che l’operaio governativo avesse del visitatore umano.
Se paragonassi una mascella umana alla sua, saremmo un Chihuahua e un pitbull” racconta la signora Bishop. Paralizzata dalla paura, guardò come quello che lei credeva essere un alieno, salire gradini invisibili. Fermandosi spesso per lanciarle occhiate da dove si sedeva sulla veranda.

UFO, il racconto a 6 anni dall’accaduto

Aveva lo smartphone in mano, con il suo dito premuto su il numero “9” per chiamare aiuto. Quando fu a circa 10 piedi da terra, voltò le spalle a lei e si tirò su. “In un UFO?” – pensò – e se ne andò. Bishop sedette stordita.
“Ho un alieno fuori di testa nel mio cortile” pensò. Ci sarebbero voluti quattro anni prima che raccontasse a qualcuno la sua storia. Prima che scoprisse la Mutual Unidentified Flying Objects Network, un’organizzazione nazionale esistente da 50 anni. E la archiviasse sotto il numero di caso 84886, con il capitolo locale della Florida.
Ma lei si preoccupava: chi le avrebbe creduto? In questi giorni, più persone di quanto si pensi. E a quanto pare, anche qualche uomo di scienza.


Luca Scialò

Source 


giovedì 21 marzo 2019

Acqua liquida presente sulla superficie lunare: la dichiarazione della NASA

Sulla Luna, sul nostro amato satellite che sembra più una roccia sterile, è presente dell'acqua e questo fatto è sorprendente.

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L'acqua sulla Luna è presente a macchie di leopardo

C’è ghiaccio su Marte? Si. C’è acqua nel sottosuolo? Si. C’è ghiaccio sulla Luna? Per chi non lo sapesse, si. C’è acqua nel sottosuolo? Ancora una volta si. C’è acqua sulla superficie? Apparentemente, secondo alcune nuovi immagini anche questo è un si, ma andiamo con ordine, almeno per quanto riguarda il nostro satellite. Anche se ai più potrebbe essere sfuggito, anche ai poli della roccia che ci accompagna è presente dell’acqua sotto forma di ghiaccio mentre sotto la superficie è presente all’interno della regolite.

Come detto invece la scoperta di acqua allo stato liquido sullo strato esterno del satellite è una notizia recente e lo sappiamo grazie ad alcuni dati forniti dal Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA; è stato in grado di rilevare delle molecole d’acqua e anche i cambiamenti dell’umidità durante un giorno lunare ( che lo ricordo, dura 27 giorni terrestri).

La Luna, l’uomo e l’acqua

Ecco la dichiarazione ufficiale della NASA in merito a tutto questo: “Le molecole d’acqua rimangono strettamente legate alla regolite fino a che le temperature superficiali raggiungono il picco vicino a mezzogiorno lunare. Quindi, le molecole si desorbono termicamente e possono rimbalzare in un luogo vicino che è abbastanza freddo perché la molecola possa attaccare o popolare l’atmosfera estremamente esile della Luna o esosfera, fino a quando le temperature calano e le molecole ritornano in superficie.
Questa scoperta cambia tutte le prospettive in merito a riportare l’uomo sul satellite e più nello specifico nello creare delle basi, delle colonie in quanto potrebbe esistere la possibilità di sfruttarla; inutile sottolineare come l’acqua sia uno degli elementi più importanti per la vita.

Giacomo Ampollini 

Fonte 



 

Open Minds UFO Radio: Dr. John Alexander – UFO Research and the U.S. Government


Open Minds UFO Radio: Rich Hoffman – The Scientific Coalition for Ufology


Open Minds UFO Radio: Nick Pope – Recently Released Government Documents


Aircraft Carrier Sized UFO Caught In Earths Orbit?


Source video: Paranormal Crucible

I found this object while browsing the NASA archives and its very interesting, object is huge in scale, around 300 meters long, which is about the same size as an aircraft carrier. When I enhanced the object it appears to have quite a few sphere like objects attached to it. I will be doing a full report on this discovery and will post on my website later today. Don't forget to subscribe and please click the bell icon to get notified about any new uploads. Visit My Website: https://www.paranormalcrucible.com/ Please Subscribe Here: http://www.youtube.com/channel/UC4-QO... Find Me On Facebook:: https://www.facebook.com/paranormalcr...

 Comment by Oliviero Mannucci: The object taken from the ISS is one of the spaceships of the Solar Warden Earth fleet. It is not the first time that they have seen and filmed such things from the ISS.It has become normal for astronauts to see these things flying near them.

I nove rapimenti alieni più famosi della storia

Strani bagliori? Minuti o ore mancanti nella vostra memoria? Se vi è mai capitato qualcosa di simile e avete il sospetto abbia a che fare con gli extraterrestri, ecco una lista dei principali rapimenti alieni della storia che può aiutarvi a scoprirlo.

Vi è mai capitato di guardare l'orologio e stupirvi di come gli ultimi minuti siano passati troppo in fretta? Tanto in fretta da non ricordare assolutamente cosa avete fatto in quelle fitte manciate di secondi? Oppure vi siete mai trovati in una buia strada di campagna vittime di uno strano malfuzionamento della vostra automobile? Se la risposta dovesse essere sì, allora il 20 marzo è proprio la vostra giornata: buon Alien Abduction Day!
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I rapimenti alieni affondando le radici nelle profondità del nostro passato e sono da sempre un tema molto dibattuto: si tratta di allucinazioni? Di sofisticate coincidenze che approfittano di una particolare predisposizione mentale mescolata ad altrettanto uniche condizioni ambientali? Oppure ci sono davvero fredde entità spaziali che cercano di carpire i nostri segreti come fossimo cavie di laboratorio?
Quale che sia la vostra opinione, e dopo avervi raccontato i più famosi avvistamenti di UFO, ecco di seguito i casi più famosi di rapimento alieno: a voi l'ardua sentenza.


I rapimenti alieni nel mondo

- 1957: il rapimento di Antônio Villas-Boas

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16 ottobre 1957. L'agricoltore ventitreenne Antônio Villas-Boas sta arando i campi intorno alla sua fattoria quando compare in cielo una forte luce rossa. La "stella rossa", come la chiamerà poi Villas-Boas, si avvicina, si ingrandisce sempre più e con l'aiuto di tre zampe metalliche atterrà sui campi. L'uomo scappa a bordo del trattore ma il mezzo si ferma quasi subito come prosciugato da ogni energia: Villas-Boas continua a piedi ed è in quel momento che viene intercettato da un umanoide alto un metro e mezzo, con un casco e piccoli occhi blu. Al primo alieno si unisco altri due viaggiatori dello spazio e Villas-Boas viene trascinato e portato a bordo dell'astronave.
Da qui in poi la storia di Villas-Boas si fa ancora più incredibile: una volta a bordo dell'astronave viene spogliato, ricoperto da uno strano gel, esposto a sostanze gassose che lo fanno ammalare, trasportato oltre una porta circolare ornata da curiosi simboli che lui stesso sarà in grado di riprodurre e alla fine sedotto sessualmente da un'aliena particolarmente avvenente. Esaurito il suo ruolo di stallone terrestre e dopo un tour della nave, a Villas-Boas vengono restituiti i vestiti e viene rilasciato: sono passate quattro ore dal momento del rapimento.
Il contadino si rivolse alla stampa e iniziarono alcune indagini per verificarne il racconto. A Villas-Boas fu riconosciuta l'esposizione un'anomala quantità di radiazioni ricevuta da una sorgente non definita e la facilità con la quale ricordava i dettagli del rapimento senza nemmeno ricorrere all'ipnosi era così sorprendente da essere insieme prova a favore e contro la veridicità della sua testimonianza.
Villas-Boas diventerà poi un avvocato, si sposerà e avrà quattro figli.

- 1961: il rapimento di Barney e Betty Hill

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19 settembre 1961: intorno alle 22.30 coniugi Hill stanno rientrando in macchina a Portsmouth, nel New Hampshire, dopo un viaggio in Canada. Arriveranno a casa, certo, ma con un inspiegabile ritardo (tre ore) e sorpresi dall'insolita durata del viaggio. Non solo: nei giorni immediatamente successivi entrambi accuseranno malessere generalizzato, scopriranno di avere lievi ustioni e Betty, in particolare, inizierà a essere flagellata da una lunga serie di incubi terrificanti. Questi sintomi e il vago ricordo di un globo luminoso (forse la luna) spingeranno Barney e Betty a rivolgersi al dottor Benjamin Simon per alcune sedute di ipnosi regressiva. È durante questi incontri che emergerà la verità degli Hill.
Quel 19 settembre, lungo la U.S. Route 3 Betty nota in cielo una strana luce e subito la donna pensa si tratti di una stella cadente ma il movimento anomalo del corpo luminoso e il suo progressivo ingrandimento spingono la coppia a fermarsi in una piazzola di sosta per osservarlo meglio.
Barney e Betty dedicano lunghi minuti all'osservazione. Attraverso il binocolo, marito e moglie si rendono conto che l'oggetto non è un aereo, non è niente di simile a ciò che hanno visto fino a quel momento e, piuttosto sconcertati, salgono in macchina e si rimettono in viaggio. Ma la luce volante sembra molto interessata ai coniugi Hill: durante tutto il percorso Betty e Barney vengono seguiti dall'oggetto fino a quando, nei pressi di Indian Head, questi si piazza un trentina di metri sopra la loro macchina avvolgendola con la sua luce.
Barney scende armato di pistola e binocolo e proprio grazie a quest'ultimo gli sembra di intravedere tra gli otto e gli undici volti affacciarsi dall'oblò di quello che, adesso ne è sicuro, non può essere altro che un oggetto volante non identificato. Da lì inizia un inseguimento serrato che si conclude con la cattura degli Hill da parte degli alieni. Barney e Betty verranno sottoposti a numerosi test fisici e poi riportati alla loro macchina. Durante sedute successive la donna disegnerà una mappa stellare che verrà poi identificata come il sistema di Zeta Reticuli (da qui il rapimento degli Hill verrà ribattezzato come lo Zeta Reticuli Incident).
Gli scettici noteranno somiglianze tra gli alieni descritti da Barney (umanoidi che indossano lucide uniformi nere e berretti neri) con quelli di un episodio di The Outer Limit trasmesso poco prima del rapimento e attribuiranno la mappatura di Zeta Reticuli con quanto visto da Betty in un planetario, tempo prima.uello degli Hill resta il primo caso di rapimento alieno ampiamente documentato negli Stati Uniti d'America.

- 1967: il rapimento di Betty Andreasson Luca

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25 gennaio 1967: Betty Andreasson è nella cucina di casa sua, a South Ashburnham nel Massachusetts. Intorno alle 18.35 prima le luci della casa si spengono per un breve attimo, poi una pulsante luminescenza rosso-aracione filtra attraverso la finestra della cucina. Betty cerca di tranquillizzare i sette figli mentre il padre cerca di capire quale sia la sorgente di quella luce.
Accade l'imprevedibile.

Cinque minute figure umanoidi irrompono in casa e riescono in qualche modo a paralizzare tutti i membri della famiglia, donna esclusa, ed è in quel momento che il leader di questo piccolo gruppo entra in contatto telepatico con Betty. Il contatto tranquillizza la donna e addirittura gli strani visitatori liberano temporaneamente Becky, una delle figlie, per rassicurare Betty che la paralisi non le ha arrecato alcun male.
Betty viene poi portata a bordo di un piccolo mezzo che, dopo il decollo, si riunisce a un velivolo ben più grande e qui Betty incontra altri alieni. La donna verrà riportata a casa quattro ore dopo, alle 22.40, mentre la famiglia è ancora sospesa dal potere dei visitatori. Gli alieni diranno a Betty che le sono state inculcate nel cervello alcune conoscenze il cui senso e scopo le saranno rivelati solo al momento opportuno.
Betty, una donna molto religiosa e completamente ignara del fenomeno degli UFO, interpreterà questo incontro come un messaggio divino, attribuendo una componente angelica agli alieni. La cosa sorprendente di questo episodio è l'inquietante precisione con la quale sia Betty che Becky, sotto ipnosi regressiva, descrivono gli alieni e raccontano l'episodio di quella sera.
Ray Fowler, fondatore e investigatore del Mutual UFO Network (MUFON) e responsabile delle numero sedute ipnotiche di Betty e Becky, commenterà così la sua decennale indagine su questo caso:
O Betty Andreasson è la più abile bugiarda e navigata attrice che il mondo abbia mai visto, oppure è davvero passata attraverso questa incredibile odissea.

- 1975: il rapimento di Travis Walton

 

 

5 novembre 1975: no, questa volta il 5 novembre non ha niente a che fare con la Congiura delle Polveri di V per Vendetta. Il boscaiolo di 22 anni Travis Walton e i suoi colleghi stanno rientrando dopo una giornata di lavoro presso la United States Forest Service. Sono in sette e viaggiano su un furgone attraverso la foresta quando sono costretti a fermarsi a causa di un oggetto volante luminoso a forma di piatto che li blocca. Walton, nonostante gli avvertimenti dei colleghi, scende e cammina verso l'oggetto luminoso ed è in quel momento che un raggio di luce lo colpisce.I colleghi scappano, impauriti, ma quando tornano di Walton non c'è più alcuna traccia. L'uomo riapparirà cinque giorni dopo, il 10 novembre, visibilmente provato, in condizioni fisiche precarie e con una storia incredibile. Walton sostiene che il raggio di luce lo ha trasportato a bordo di un velivolo alieno dove ha incontrato creature extraterrestri, ha lottato contro di loro e che poi lo hanno liberato trasportandolo all'interno della cabina telefonica dalla quale annuncerà di essere tornato.
Il caso fu molto controverso. Walton non superò mai a pieno il test del poligrafo (macchina della verità) e in molti sostennero che si trattava di un modo per raccogliere qualche dollaro (Travis vendette la storia a giornali locali per alcune migliaia di dollari). Un film, Bagliori nel Buio (1993), racconta il rapimento di Walton, ma lo fa prendendo decisamente le parti del giovane rapito.

- 1976: il rapimento di Allagash

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26 agosto 1976: i fratelli gemelli Jack e Jim Weiner insieme agli amici Charlie Foltz e Chuck Rak sono ad Allagash, nel Maine (stato amato da tutti gli appassionati di Stephen King), per trascorrere alcuni giorni tra escursioni in canoa e altre attività all'aria aperta. Durante le prime ore della notte, sulle rive del lago Eagle, i quattro decidono di iniziare una battuta di pesca. La notte è buia, perciò i ragazzi decidono di accendere un grande fuoco sulla riva del lago prima di salire sulle canoe.
Chuck Rak è il primo ad accorgersi che qualcosa non va per il verso giusto. Si sente osservato, spiato, perciò decide di dare uno sguardo alle immediate vicinanze ed è in quel momento che vede un globo luminoso muoversi in cielo: avverte gli amici. Charlie punta la sua torcia elettrica verso lo strano oggetto, la accende e la spegne imitando un rudimentale alfabeto Morse e il globo sembra reagire. Si avvicina, illumina l'acqua e avvolge le canoe con un raggio di luce. I ragazzi sono confusi, cercano di scappare, in modo convulso raggiungono le rive del lago. Ma come è possibile che ora il fuoco sia ridotto a poco più che un gruppo di tizzoni ardenti? Un attimo prima era allegro e scoppiettante, adesso è spento, come se fossero passate almeno un paio d'ore.
I ragazzi tornano a casa, dimenticano l'incidente ma alcuni di loro negli anni successivi sono soggetti a frequenti mal di testa e incubi ed è solo nel 1989 che viene coinvolto il MUFON e iniziano le sedute di ipnosi regressiva. I quattro, sottoposti a sedute separate, confermeranno la stessa versione: la luce non li ha solo avvolti ma trasportati a bordo del mezzo volante. I ragazzi vengono poi sottoposti a una serie di misteriose analisi prima di essere liberati di nuovo.
Le sedute di ipnosi sui gemelli, Jack e Jim, riveleranno che per i due il 1976 non era stato il primo episodio: nella loro memoria erano nascosti incontri con gli alieni risalenti alla loro infanzia. Vittime predestinate della curiosità degli extraterrestri?

- 1997: il rapimento di Kirsan Ilyumzhinov

 

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Caso piuttosto pittoresco e significativo solo per il peso politico del rapito: Kirsan Ilyumzhinov è infatti un politico russo di un certo rilievo. È il 2010 quando, durante una trasmissione televisiva, Kirsan annuncia che nel 1997 umanoidi vestiti con tutte spaziali gialle e che viaggiano a bordo di un tubo semi trasparente lo hanno portato a bordo della loro astronave.
L'intento degli alieni non era quello di studiare Kirsan ma solo di entrare in contatto con altre entità intelligenti. Nota di colore: secondo Kirsan quegli alieni erano responsabili di aver portato il gioco degli scacchi sulla terra. Il fatto che Ilyumzhinov fosse accanito giocatore nonché presidente (fino al 2018) della FIDE, la più importante federazione scacchistica nazionale, potrebbe essere un importante indizio sul perché gli alieni scacchisti abbiano scelto proprio lui.

I rapimenti alieni in Italia

- 1978 - 1981: il caso di Pier Fortunato Zanfretta

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Nel dicembre del 1978 tra i comuni di Torriglia e Propata (Genova) le forze dell'ordine raccolsero molte segnalazioni su strani fenomeni luminosi che avevano disturbato la notte invernale ligure. Al centro di quelle strane turbolenze un giovane metronotte, Pier Fortunato Zanfretta. L'uomo durante la ronda notturna lancia un messaggio d'aiuto ai colleghi "Mamma mia quanto è brutto! Non sono uomini, non sono uomini!" che lo raggiungono, allarmanti. Troveranno Zanfretta febbricitante e in stato confusionale, certo di aver incontrato una razza aliena. Una notifica di questo episodio viene inoltrata anche al Ministero degli Interni.
Tra il 2 e il 3 dicembre del 1979 Zanfretta è vittima di un altro rapimento che questa volta si consuma mentre è a bordo della sua automobile. Zanfretta descriverà gli alieni come creature verdi, alte quasi tre metri e con occhi gialli. L'uomo verrà sottoposto a ipnosi regressiva è lì rivelerà di essere stato portato a bordo di un'astronave aliena, sottoposto a test e avvisato che presto le forze extraterrestri sarebbero arrivate per conquistare la Terra.
Il caso Zanfretta ha diviso gli esperti tra scettici e convinti sostenitori del rapimento.

- 1982: il caso di Valerio Lonzi

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Estate 1982: Valerio Lonzi a 15 anni e si trova insieme ad alcuni amici all'interno di un campo scout. Una sera, intorno alle 22.00, Lonzi e alcuni suoi amici avvistano una sfera luminosa grande quanto un pallone di calcio. I ragazzi decidono di avvicinarsi alla sfera ma quando la colpiscono con la luce della torcia elettrica questa si dilegua lasciando solo una traccia calda sul terreno ed erba ingiallita.
Più tardi quella sera, intorno alle 23.15, Lonzi esce dalla tenda e vede un amico immobile, come se qualcosa lo avesse bloccato: tre sfere simili a quella che gli amici avevano visto insieme sul prato ruotano intorno all'amico ma subito si concentrano su Lonzi. Il ragazzo ricorda quando successo poco prima e punta la torcia elettrica sulle sfere che, subito, se ne vanno. Ma quando guarda l'orologio scopre con sgomento che è mezzanotte: sono passati 45 minuti. Come è possibile?
Il giorno dopo rientra dal campeggio e la madre scopre tre cicatrici lunghe 15 centimetri sulla schiena del figlio, cicatrici che sembrano l'esito di un intervento chirurgico rimarginato: ma come è possibile? L'evento segnò Lonzi ma è nel 1993, data a cui risale il suo incontro con Corrado Malanga, chimico dell'Universita' di Pisa ed esponente del CUN (Centro Ufologico Nazionale), che Valerio decide di scavare nel suo passato ricorrendo all'ipnosi.
Le sedute con Malanga e con l'ipnologo Mauro Moretti rivelarono altri episodi di incontri ravvicinanti avvenuti nell'infanzia di Lonzi.

- 1984: il rapimento di Franco Chendi

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Dicembre 1984: il ferrarese Franco Chendi è in macchina e mentre viaggia verso Medicina (nel bolognese) un globo di luce appare dal nulla e lo segue per un tratto di strada prima di dileguarsi. Chendi è sconvolto e racconta agli amici cosa ha visto ma è durante il viaggio di ritorno, quella stessa sera, che accadono eventi ancora più misteriosi. La sfera riappare, la macchina si ferma e viene avvolta da una fitta nebbia: poi la macchina si riaccende, la sfera sparisce così come la nebbia. Ma in quei minuti qualcosa è successo.
Chendi è convinto di essere stato portato a bordo dell'astronave e che lì gli alieni gli abbiano fatto qualcosa: sostiene di non essersi mai più ammalato grazie a particolari dispositivi che gli extraterrestri gli avrebbero impiantato. Nessuna risonanza o TAC ha mai rilevato niente del genere. Chendi si sottopone a ipnosi regressiva coinvolgendo anche i media proprio per avvalorare questa sua tesi e negli anni ha sempre affermato di essere un vero e proprio messaggero degli alieni.
Afferma di aver ricevuto visite dagli extraterresti sin da bambino e di essere stato rapito anche di recente, nel 2012. Il regista Daniele Spadoni ha realizzato un documentario biografico dal titolo Gray Tales che racconta l'esperienza di Franco Chendi. Suggestione o realta? Fox Mulder e il suo motto "Io ci voglio credere" ci spingono a credere che lo spazio siderale sia abitato da intelligenze interessate all'uomo, alla sua natura, alla sua biologia, al suo mondo. Ma il mistero dei rapimenti alieni è un segreto che deve ancora essere del rivelato. A questo aggiungiamo che l'ipnosi regressiva, per molti motivi anche dipendenti dalla facilità con la quale si possono suggerire le risposte, non è considerata uno strumento di valutazione infallibile. Voi cosa ne pensate?

Maico Morellini 

Fonte 

Commento di Oliviero Mannucci: A tal proposito consiglio a tutti la lettura di questo bel libro, che io ho da circa vent'anni e al quale, anche se in piccolissima parte, ho contribuito avendo aiutato chi l'ha tradotto in italiano  sull'aspetto astronomico. Buona lettura!

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