martedì 31 maggio 2011

La Terra come Napoli: circondata dalla spazzatura

La spazzatura? Un problema anche "spaziale" che ci riguarda molto da vicino


Una rappresentazione di come la fascia di detriti spaziali circondi la Terra come una rete (non in scala)

Una rappresentazione di come la fascia di detriti spaziali circondi la Terra come una rete (non in scala)

Fra le caratteristiche che sono comuni, nel mondo contemporaneo, a tutti i Paesi, ricchi o meno, è la crescente e quasi incredibile capacità di produrre spazzatura, accompagnata dai problemi e i costi che vediamo anche, purtroppo, nella cronaca quotidiana. Come spesso succede del problema ce ne rendiamo conto quando diventa più che evidente e complicatissimo da risolvere. Insomma quello della spazzatura oggi è anche un problema "spaziale". Attenzione, non stiamo facendo della facile e parecchio discutibile ironia, ma introducendo un fatto piuttosto serio che minaccia ogni minuto l'esistenza e lo sviluppo dei sistemi satellitari, sempre più usati e indispensabili nella nostra vita. Le trasmissioni telefoniche, radio, televisive dipendono oggi infatti sempre più dallo spazio, e così i sistemi di guida di automobili e mezzi aerei e navali basati sui satelliti GPS oggi e sulla costellazione europea Galileo domani, per non parlare dello studio della Terra, il monitor delle risorse di mari e continenti, l'aiuto in caso di terremoti e alluvioni e la lista sarebbe lunghissima.

Ebbene ognuno dei 1000 e più satelliti che orbitano attorno alla Terra è, ad ogni minuto in pericolo per la presenza di relitti cosmici. Vediamo perché.

Lo spazio attorno alla Terra lo pensiamo vasto, profondo, libero, ma purtroppo non lo è affatto e, al contrario, oggi come oggi trovare un orbita sicura per un nuovo satellite o sorvegliare la sicurezza di quelli in funzione è un impresa sempre più complessa e soprattutto costosa. E siamo solo all'inizio perché, se non si trova un rimedio, la situazione è destinata a peggiorare in modo esponenziale.

Questo il messaggio, piuttosto preoccupante, avanzato con forza dal Generale William Shelton, comandante dell'Aviazione USA, nel corso di una lunga relazione tenuta un paio di settimane fa ad un importante Convegno annuale sulle condizioni dello spazio che si tiene in USA.

La responsabilità di questa situazione è della "spazzatura spaziale", composta da pezzi di satelliti che non funzionano più da anni, pezzi di razzo vettore rimasti in orbita e altri, più o meno grandi, di satelliti che si sono scontrati fra loro. Ne conosciamo bene almeno 20.000 in orbita attorno alla Terra, che vengono seguiti costantemente, ma probabilmente sono almeno dieci volte tanto. Circondano la Terra in una sempre più pericolosa rete a maglie strette, un reale pericolo per i satelliti tuttora in funzione. E questi grossi pezzi di spazzatura continuano ad aumentare senza sosta, perché i satelliti hanno una vita operativa limitata e restano spesso in orbita anche quando diventano inattivi. Di conseguenza aumenta il pericolo di uno scontro distruttivo, comunque devastante, anche se avviene fra due pezzi di "spazzatura", dato provoca semplicemente una ancora più pericolosa frantumazione.

Stanno su varie orbite, soprattutto nella zona fra i 700 e 1200 chilometri dal suolo, ma ce ne è una seconda fascia molto più lontano, nelle orbite dei satelliti geostazionari e di telecomunicazione, sui 30.000 chilometri dal suolo.

Come se non bastasse l'incubo provocato dai "pezzi grossi" dobbiamo anche pensare ai milioni di piccolissimi pezzi, diciamo tipicamente della grandezza di un bullone, che si sono creati anni fa nello scontro in orbita fra un satellite della costellazione telefonica Iridium e un vecchio ed inattivo satellite russo Cosmos. Non solo, altrettanti ne ha prodotti l'esperimento cinese, perfettamente riuscito nel 2007 , di distruzione in orbita di un satellite tramite un razzo che lo ha intercettato.

Ma che male potrà fare mai un bullone a un oggetto grande come un campo da calcio, com'è ad esempio la Stazione Spaziale internazionale, ISS ? Giusto chiedercelo, sulla base della nostra esperienza "terrestre", ma nello spazio può farne proprio parecchio, dato che viaggia a migliaia e migliaia di chilometri all'ora, anche sui 30.000, molto più veloce di una pallottola sparata da una pistola.

Il fatto è che questa spazzatura non è un fenomeno naturale, magari reversibile, ma lo abbiamo creato noi, per disinteresse, e ora che sono circa 50 i Paesi con satelliti in orbita è anche molto difficile mettersi d'accordo per chi e come debba cercare di risolvere il problema. Soluzioni ne sono state proposte anche di fantasiose o veramente incredibili, come raccogliere i detriti spaziali con coppie di satelliti che stendano una rete a strascico in orbita o disintegrarli con cannoni laser, arpionarli con satelliti appositamente costruiti, quasi come fossero baleniere. Insomma la creatività va anche bene, ma pare poco serio come approccio.

Il problema cresce ogni giorno al crescere dei rifiuti spaziali, e, soprattutto, non riguarda solo i satelliti "civili" ma anche quelli militari.

E infatti il DARPA, Defense Advanced Research Projects Agency, ha preso in mano la cosa e stilato un rapporto sulle possibili soluzione ed I costi. Impossibile risolvere il problema, si può alleggerire la situazione e soprattutto accordarsi per non peggiorarla, questo il verdetto sanamente realista dell'imponente rapporto.

Una prima iniziativa per alleviare il problema dovrebbe potrebbe essere quella di tentare il recupero dei pezzi di grandi dimensioni tramite satelliti attrezzati a questo scopo. Si inizierebbe da quelli che stanno su orbite particolarmente pericolose. Insomma, si va verso la raccolta differenziata anche nello spazio. Risolverà il problema? Fra pochi mesi i primi tentativi.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com

Commento di Oliviero Mannucci: La mia rititolazione dell'articolo non vuole offendere nessuno. Ho abitato a Napoli per un breve periodo, ho visitato la Campania e ho sempre un vivido ricordo della simpatia e del calore della gente campana che non merita quello che sta passando. Spero che la classe politica tiri fuori le palle( se ce l'ha?) e si decida a "ripulire" la regione da tutta "l'immondizia" che impedisce una vita serena a milioni di persone. Ci siamo capiti vero?

Giappone, superato il limite di radiazioni nelle città di Iitate e Namie

Fukushima: la Tepco sotto accusa per i "liquidatori" contaminati

Sta diventando un bel problema il caso dei due lavoratori della Tokyo Electric Power Company (Tepco) esposti nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi ad alti livelli di radiazioni che hanno superato il già elevato limite di sicurezza stabilito dal governo giapponese.

Secondo la Tepco nella tiroide dei due uomini sono stati trovati rispettivamente 9.760 becquerel e 7.690 becquerel di iodio-131, il che significa che probabilmente sono affetti da esposizione a radiazioni interne, dopo aver inalato sostanze radioattive. Si tratta di dati superiori più di 10 volte rispetto a quelli riscontrati negli altri lavoratori di Fukushima.

L'azienda nucleare come sempre cerca di scaricare la sua inefficienza sui lavoratori: oggi ha detto che i due lavoratori contaminati, che lavoravano nelle sale di controllo dei reattori 3 e 4, «Hanno preso compresse di iodio solo una volta, due giorni dopo il terremoto».
Ma è chiaro che la distribuzione e l'assunzione delle pillole di iodio doveva essere controllata dall'azienda, tanto che gli esperti di radiologia che hanno esaminato i lavoratori si sono chiesti se la tempistica e il livello di dosaggio di iodio siano adeguati. Solo oggi la Tepco ha detto che sta «Controllando quanto spesso gli altri lavoratori abbiano preso le compresse».

La Nuclear safety commission del Giappone si è detta preoccupata per l'esposizione dei lavoratori di Fukushima Daiichi. Uno dei commissari, Shizuyo Kusumi, ha detto in una conferenza stampa che la commissione «ha dei dubbi sul fatto che le maschere di protezione possano pienamente proteggere i lavoratori dall'esposizione interna. La Commissione studierà i due casi sulla base di dati che devono essere inviati dalla Nuclear and industrial safety agency».

Un altro membro della Nuclear safety commission, Osamu Oyamada, ha pesantemente criticato la Tepco dicendo che è necessaria «Un management completo dell'ambiente di lavoro. Un ambiente migliore dovrebbe essere attuato prima dell'estate. Occorre tenere in considerazione agli effetti del caldo estivo sulla salute dei lavoratori', pur mantenendo l'esposizione alle radiazioni al minimo».

Quella che è sempre più evidente è la lentezza della Tepco ad affrontare il problema della possibile contaminazione interna dei suoi lavoratori/liquidatori di Fukushima Daiichi: ora viene fuori che l'utilty ha iniziato il check-up interno il 22 marzo, 11 giorni dopo il terremoto/tunami e l'inizio del disastro nucleare.

Per ottenere i risultati di un check-up ci vuole una settimana e i "liquidatori" per farlo devono andare all'altra centrale nucleare della Tepco, quella di Fukushima Daini, o al suo Onahama Coal Center ad Iwaki City, nella prefettura di Fukushima. Ad oggi, meno del 40% dei circa 3.700 lavoratori di Fukushima Daiichi sono statio sottoposti ad un check-up interno per l'esposizione alle radiazioni.

La Tepco dice che i due "liquidatori" contaminati sarebbero stati esposti ad oltre 250 milisieverts di radiazioni, il nuovo limite messo dal governo giapponese dopo il disastro nucleare, ma i due uomini erano nella centrale di Fukushima Daiichi già al momento del terremoto/tsunami dell'11 marzo, ma il primo check-up lo hanno fatto solo a metà aprile, più di un mese dopo. La Tepco oggi ammette che «30 operai sono stati esposti esternamente a più di 100 millisievert di radiazioni».

Due tra questi sono quelli esposti il 24 marzo mentre lavoravano con i piedi immersi nell' acqua radioattiva nel seminterrato dell'edificio turbina del reattore numero 3, subendo ferite da radiazioni negli arti inferiori. Uno è stato esposto a 240,8 millisieverts e l'altro a 226,6, i più alti livelli riscontrati fino ad ora sui "liquidatori" esaminati. La Tepco attualmente utilizza 4 dispositivi per misurare l'esposizione alle radiazioni interne, ne dovrebbe introdurre altri 5 a luglio.

Intanto arrivano cattive notizie anche da Iitate e Namie: il ministero della scienza del Giappone ha annunciato che «Il livello di esposizione cumulativa alle radiazioni ha superato il limite del governo per l'evacuazione in due punti a più di 20 chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi». Secondo il ministero l'esposizione cumulativa ha raggiunto i 20 millisievert in un quartiere del villaggio montano di Iitate, nella prefettura di Fukushima. a circa 33 chilometri a nord-ovest dell'impianto nucleare. Domenica scorsa, il ministero aveva detto che l'esposizione totale alle radiazioni aveva superato il 35 millisievert in un sito di Namie Town, 31 chilometri a nordovest della centrale nucleare.

Sia Iitate che Namie ricadono all'interno della zona di evacuazione ampliata, dove i residenti sono stati invitati ad abbandonare le loro case a causa delle preoccupazioni per i pericolosi livelli di radiazioni. Alcune persone sono già state evacuiate dall'area, al resto dei residenti è stato chiesto di lasciare la zona di 30 km entro la fine di maggio.

Fonte: http://www.greenreport.it

In California la Nasa è pronta a inaugurare la sua sede ecosostenibile

Costato 20 milioni di dollari, l’edificio di circa 50.000 metri quadrati è pensato per accogliere i 220 dipendenti dell’ente spaziale e comprende una serie di tecnologie che lo rendono in grado di generare più elettricità di quanta ne consumi. Al suo interno sono previste molte idee innovative in fatto di efficienza energetica e non solo.
La nuova sede della Nasa
Invece di inviare i propri dipendenti nello spazio, la Nasa gli sta costruendo un ufficio del futuro più vicino a casa. Il sinuoso edificio spaziale in corso di costruzione presso il Nasa Ames Research Center nella Silicon Valley, in California, incorpora una parte di tecnologia utilizzata dagli astronauti per le missioni spaziali e sarà una delle poche strutture in stato in grado di generare più elettricità di quanta ne consumi. Per la costruzione, che sarà completata a metà luglio, sono stati stanziati 20 milioni di dollari e ospiterà 220 dipendenti Nasa.

Il progetto punta al rating massimo di casa sostenibile e per questo prevede soluzioni davvero innovative: circa il 92% dei rifiuti prodotti durante la costruzione è stato riciclato o smaltito in modo ecologico e tenuto fuori delle discariche. Acciaio e altri materiali sono stati acquistati da fornitori locali per ridurre le emissioni. All'esterno del palazzo, una cella a combustibile crea energia elettrica da gas naturale. I pannelli solari fotovoltaici coprono il tetto e il patio. L'erba sul prato sarà irrigata con l'acqua da un impianto di trattamento delle acque sotterranee contaminate, invece di usare acqua potabile. Sarà prevista la stessa tecnologia utilizzata dagli astronauti per catturare l'acqua usata in docce e lavandini e riutilizzarla ai servizi igienici. Così l'edificio consumerà il 90% in meno di acqua potabile rispetto agli edifici tradizionali di dimensioni analoghe. C’è di più: invece di rumorose prese d'aria condizionata, il raffreddamento dell'edificio si baserà su un elaborato sistema di 5.000 sensori di misurazione del CO2 che stabiliranno anche se l'edificio è troppo caldo: se sì, si attiverà un sistema sotterraneo legato a un pozzo geotermico che pompa acqua attraverso tubi di rame snodandosi attraverso il soffitto e raffreddando così l'aria circostante. L'edificio utilizza vetro, pavimenti e mobili riciclati. Gli ampi lucernari e le pareti bianche consentono una riduzione dell’uso della luce ai minimi termini tanto che si prevede che le plafoniere saranno accese solo per 40 giorni feriali l'anno, ha detto la Nasa. Infine la struttura è stata progettata per essere delle più sicure in caso di terremoto. (a.b.)

Fonte: http://www.zeroemission.tv

Evla: il radiotelescopio che ascolterà l'universo anche a grandi distanze


vla

C’era una volta il Very Large Array, un gigantesco radiotelescopio situato nel deserto del New Mexico (Usa). Per più di trent’anni ha servito astronomi e astrofisici con onore, consentendo loro di osservare l’Universo e di ascoltarne la voce, ma ora va in pensione, lasciando spazio al giovane Expanded Very Large Array (Evla). Stesso posto, stesso aspetto, ma con una sensibilità dieci volte superiore. L’apparecchiatura, costata quasi 100 milioni di dollari, entrerà in funzione a regime il prossimo anno.

Come il predecessore, il potente radio telescopio è dotato di 27 antenne, con 25 metri di diametro e peso pari a 230 tonnellate l’una. Ma il sistema è ora stato potenziato con componenti elettroniche, hardware e software, di ultima generazione, il tutto comandato da un computer centrale ultra veloce. Questo consentirà un deciso incremento delle prestazioni, che arriveranno a triplicare le onde radio captate. Se ci fosse qualcuno con un cellulare su Giove, Evla sarebbe in grado di recepirlo: fin qui si spinge la potenza della nuova sofisticatissima apparecchiatura.

Altri gruppi di ricerca hanno potuto testare l’apparecchiatura, da chi ha ricostruito gli ultimi 800 anni di storia di una stella gigante (Mark Claussen del National Radio Astronomy Observatory negli Usa) a chi ha studiato una galassia nana, la Ic10, trovandovi una superbolla magnetica (Volker Heesen e collaboratori dell’Università di Hertfordshire, in Gran Bretagna).

Questi risultati sperimentali, presentati in occasione del congresso dell’American Astronomical Society di Boston (Usa), saranno riassunti in un numero speciale di Astrophysical Journal Letter.

Roberta De Carolis

Fonte: http://www.nextme.it

Archeologia misteriosa, UFO ed alieni: l’ultima frontiera

progetto ufo italiaIn un momento di notevole trasformazione del panorama UFO in Italia, con la ufologi indipendenti e centri di ricerca che subiscono una repentina trasformazione, desta non poca curiosità il Progetto UFOSigns, promosso dal saggista Roberto La Paglia. Un’ idea che vuole essere soprattutto aggregativa per le numerose realtà ufologiche presenti sul territorio nazionale. Dopo l’annuncio della nascita, Roberto La Paglia illustra ulteriori particolari dell’ambiziosa iniziativa a tema UFO ma non solo. La piena operatività dovrebbe raggiungersi nell’estate 2011.

Proviamo ad entrare maggiormente nei dettagli di questo progetto UFO?

“UfoSigns, il portale web che lo accompagna, e la rivista che ne sarà il naturale completamento, sono tre idee in stretta sinergia tra loro, che nascono dal bisogno di favorire la divulgazione senza costrizioni ideologiche e strategie di gruppo. E’ un progetto rivolto ai gruppi e ai ricercatori indipendenti, ma anche una finestra aperta su quanto accade nel mondo dell’ufologia non soltanto italiana, senza perdere d’occhio il mondo dei Misteri, dell’Archeologia Misteriosa e delle Scienze di Confine”.

Perché UfoSigns?

“UfoSigns nasce dall’accostamento di due immagini, due concetti che sono stati fin dall’inizio il motore trainante di tutto il progetto: Ufologia, intesa come ricerca costante, appassionata e scrupolosa, che non vuole sopravvivere sfornando continue statistiche e bollettini di avvistamento, ma che si apre ad un nuovo modo di recepire la questione extraterrestre, partendo dal presupposto che la presenza aliena è ormai una realtà da indagare più su questa terra che non nei cieli.

Questo tipo di indagine, che include ovviamente anche la questione esopolitica, ci porta a inseguire, classificare e decodificare dei segnali, le tracce di una presenza aliena che già da tempo interagisce con il nostro pianeta. Dall’accostamento di questi due concetti nasce UfoSigns”.

Quando sarà possibile leggere la rivista che farà da motore trainante ad UfoSigns?

“La rivista sta per superare le varie fasi burocratiche; abbiamo preferito dilungarci nel tempo per essere in grado di fornire alla fine un vero e proprio prodotto editoriale. Mi sto impegnando al massimo per riuscire a presentare in visione il numero pilota durante il convegno ufologico che si terrà la prima settimana di Luglio in Sicilia, in collaborazione con il Centro Ufologico Siciliano e il suo Presidente Salvatore Giusa, entrambi partner estremamente importanti per UfoSigns. Colgo l’occasione per ricordare che il progetto informatico del Portale è curato da Daniele Dellerba, membro dell’ANSU, anche questi due fondamentali pilastri dell’idea che stiamo portando avanti.

La rivista sarà distribuita in digitale, quindi scaricabile dalla rete, e almeno inizialmente, questa sarà la sua forma editoriale. Valuteremo in seguito l’idea di una distribuzione cartacea nelle edicole”.(Foto:UfoSigns)

Fonte: http://notiziefresche.info

De Magistris chiamato ad affrontare anche i misteri degli UFO a Napoli

ufo a napoli

Non è una provocazione ma una proposta meditata e fatta con l’intento di raggiungere risultati concreti. E’ quella che il Centro Ufologico di Benevento avanza al nuovo sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, affinchè dopo il suo insediamento, ovviamente dopo aver affrontato i problemi più urgenti della città partenopea, istituisca una Commissione d’inchiesta municipale sul fenomeno UFO a Napoli. In virtù, come sottolinea il Centro Ufologico di Benevento, dell’enorme quantità di avvistamenti che si sono registrati negli ultimi anni in Campania ed in particolare nel suo capoluogo. In una nota il CUB pone in risalto i termine della questione.

Riceviamo e pubblichiamo

Il CUB, preso atto dell’elezione del nuovo sindaco di Napoli Luigi De Magistris, si fa promotore di una proposta. E’ risaputo che Napoli, una bellissima città, piena di monumenti, bellezze naturali ed ospitalità, negli ultimi anni è andata via via decadendo in un precipizio inarrestabile. Ora però tira aria di nuovo, con una rinnovata direzione politica che sembra intenzionata a voltare radicalmente pagina, rilanciando la città. In tutto il mondo vi sono dei cambiamenti epocali e Napoli deve sfruttare questa scia per imporsi come una città risorta ed all’avanguardia che vuole lasciarsi alle spalle anni ed anni di medioevo. In questo clima nuovo, il CUB fa la seguente proposta al sindaco : istituire una Commissione di inchiesta sugli UFO a Napoli e più in generale in Campania, dove da anni si susseguono a ritmo incalzante gli avvistamenti di ovni (acronimo di oggetti volanti non identificati). Vi potrebbero far parte ufologi, fisici, militari e scienziati di varie branche del sapere.

Fonte: http://notiziefresche.info

Commento di Oliviero Mannucci: Il presidente del CUB è unico. Più che gli UFO a lui interessa essere sempre al centro dell'attenzione, non c'è giorno che non sia presente sul web. Se gli avvistamenti UFO non ci sono se li inventa, e va a ritrovare vecchi avvistamenti purchè si parli di lui e del CUB. Inoltre è anche di bocca molto buona, la casistica insegna che solo il 5 % di quello che viene avvistato non ha una spiegazione razionale condivisa, e quindi il restante 95% ha una spiegazione. Per Carannate e il CUB invece è l'esatto opposto, il 95% sono UFO e il 5% sono cose spiegabili. Ora però Carannate ha passato il segno, va bene la passione per gli UFO, va bene la voglia di protagonismo, ma voler proporre al nuovo sindaco di Napoli l'istituzione di una commissione per studiare gli UFO? Ma con tutta la MONNEZZA che riempe le strade che non sanno dove mettela mo se mettono a pensa agli UFO? A Carannate che te possino!!!!


Oliviero Mannucci: Come volevasi dimostrare! Ecco l'articolo uscito oggi che parla della assurda proposta del presidente del Centro Ufologico di Benevento, che sembra faccia proprio di tutto per attirare l'attenzione su di se, anche se poi spesso i commenti non sono proprio lusinghieri.

Altro che munnezza: De Magistris dovrà affrontare gli Ufo

1 giugno 2011

A poche ore dalla sua proclamazione a Sindaco ha già ricevuto la prima assurda richiesta, dal Centro Ufologico di Benevento Mars Group Campano

Rifiuti, criminalità, disoccupazione, degrado urbanistico, turismo in calo. I problemi di Napoli, si sa, sono tanti, troppi. Ma forse quando ha deciso di candidarsi, Luigi de Magistris non sapeva di doverne affrontare anche un altro, dalle proporzioni spaziali, forse fantascientifiche. Di sicuro, dall’indubbio fascino e che pure coinvolge la gente. Quello degli Ufo.

I NUMEROSI AVVISTAMENTI, O PRESUNTI TALI – Già, perché negli ultimi anni numerose e quasi quotidiane sono state le segnalazioni ricevute dal Centro Ufologico di Benevento in merito all’avvistamento di Ufo (scientificamente definiti Ovni, acronimo di oggetti volanti non identificati) a Napoli e in Campania. Tra i casi più clamorosi e recenti si ricordano quelli di Crispano e Monte di Procida nel napoletano, San Nicola Manfredi nel beneventano ed Alvignanello nel casertano. Di questi avvistamenti, o presunti tali, se ne occupò anche Striscia la notizia, che dimostrò con uno dei suoi soliti servizi-inchiesta, come fosse facile creare finti Ufo solo attraverso dei palloni aerostatici illuminati, che una volta in cielo, hanno davvero la parvenza di essere dischi volanti.

LA RICHIESTA DI UNA COMMISSIONE – Ma c’è chi vuole andarci affondo, istituendo un’apposita commissione scientifica. Il Centro Ufologico di Benevento Mars Group Campano (CUBMGC), preso atto dell’elezione del nuovo sindaco di Napoli Luigi De Magistris, si fa promotore di un’interessante proposta: istituire una commissione di inchiesta sugli ufo a Napoli. Vi potrebbero far parte ufologi, fisici, militari e scienziati di varie branche del sapere. L’iniziativa potrebbe partire tramite il patrocinio di alcuni sponsor interessati, organizzando una grandissima conferenza internazionale sugli oggetti volanti non identificati, con la presenza dei più famosi ufologi del mondo e perché no, di qualche esponente dell’aeronautica militare italiana che di tanti casi ha avuto notizia.

E SE GLI ALIENI CI AIUTASSERO? – Cosà deciderà Dottor Spock De Magistris? Dopo aver sconfitto alieni della politica italiana come Mastella, Cosentino e Berlusconi, deciderà di affrontare anche quelli provenienti da altri Pianeti? Chissà. Magari potrebbero essere proprio gli alieni a risolvere il problema dei rifiuti a Napoli, caricandoli sulla propria navicella, visto che le altre Regioni e gli altri Paesi non li vogliono, causa la mancata differenziazione. Magari potrebbero farla bruciare su Marte. Di sicuro lì, dato l’altissimo calore della combustione, non nuocerebbero come invece farebbero bruciando nell’inceneritore di Acerra. Tra l’altro pure mal funzionante.

Fonte: http://www.giornalettismo.com

Vecchi spezzoni nelle sere d’estate

Complice l’estate, complice il rinnovato amore per l’amarcord, ecco tornare un programma di ricordi e «frattaglie» molto seguito e amato l’estate scorsa. Sequenze ininterrotte di immagini (dalla tv, dal cinema, dalle canzoni filmate) che ogni sera raccontano un tema diverso. Stasera si parte con la superstizione. Immagini di Marcello Mastroianni e del film Dramma della gelosia. Poi Lucia Alberti che nel ’75 prevede che Mia Martini diventerà una grande stella. Rita Pavone racconta di aver visto un Ufo. Bobby Solo canta «Zingara».
Da da da
Raiuno, ore 20.30


31 maggio 2011

Fonte: http://cinema-tv.corriere.it

Avvistato un UFO a luci intermittenti in Australia: le immagini del video

ufo avvistamento australia

Il video di un nuovo avvistamento UFO sta facendo il giro del web raccogliendo, come capita di fronte a testimonianze apparentemente credibili in immagini, visualizzazioni da record. L’avvistamento del presunto UFO sarebbe avvenuto nel Queenseland, Australia. Precisamente nella città di Mayfield. Ovviamente, prima di lasciarsi andare ad entusiasmi di sorta, video del genere vanno sempre presi con il beneficio d’inventario. Spesso e volentieri ci si trova di fronte a fenomeni convenzionali o velivoli classici che, in determinate circostanze, non sono riconosciuti come tali. Qualche volta ci si può imbattere, specie sul web, in video montati ad arte. In ogni caso, salvo analisi che provino il contrario, ad una prima visione il video sembrerebbe genuino. Saranno gli esperti a valutarlo in tal senso. La testimonianza merita di essere segnalata non fosse altro che per il clamore che sta suscitando su scala internazionale. Diciassettemila visualizzazioni su YouTube, in un sol giorno, sono numeri notevoli.

Il contributo è stato anche recensito Latest-Ufo-Sightings, uno dei siti internazionali specializzati in avvistamenti di presunti UFO in video. A questo punto le indagini e gli approfondimenti degli ufologi che vorranno occuparsi del caso si concentreranno, presumibilmente, sulla reale oriInserisci linkgine e natura di questo strano oggetto volante.

Si notano le luci intermittenti e sembra sospeso nell’aria. Un video che, per certi versi, ricorda un caso di avvistamento OVNI a Lima nel 2011. Un episodio che Bibiana Bryson, nota ufologa argentina, con una arguta analisi riuscì a spiegare. In quel caso si trattava di un edificio posto su di una collina, le luci intermittenti nell’oscurità erano dovute ad una festa in corso. L’analisi della Bryson ebbe molto clamore in Italia, sia tra gli appassionati che tra gli esperti. Resta una delle migliori indagini UFO del 2011. Resta da vedere se quel caso potrà essere sovrapposto a questo. (Foto e video @TheExaminerOnline YouTube)

Clikka su questo link per vedere il video: http://notiziefresche.info/avvistato-un-ufo-a-luci-intermittenti-in-australia-le-immagini-del-video_post-103916/

Commento di Oliviero Mannucci: Ci risiamo! Anche queste sono sicuramente luci poste su qualche altura, sono troppo fisse e inoltre illuminano anche un pò la superficie sulla quale poggiano. Comunque attenderò l'analisi della brava Bibiana Bryson, che penso confermerà la mia analisi.

UFO, realtà nascosta o pura fantasia?

Di Luigi Jorio, swissinfo.ch


Unico nel suo genere a livello nazionale, il Centro Ufologico della Svizzera italiana (CUSI) raccoglie e analizza le testimonianze di avvistamenti atipici. Secondo la sua direttrice, Candida Mammoliti, sussistono sufficienti prove per dimostrare che la vita extraterrestre non è soltanto fantascienza.

La notizia è stata ripresa da diversi quotidiani svizzeri: durante una sera d’autunno del 2008, un’oggetto volante estremamente luminoso è stato avvistato al di sopra di Claro, nei pressi di Bellinzona in Ticino.

Tra i numerosi testimoni anche il politico locale Pierre Rusconi, secondo il quale “la cosa” si spostava a una velocità tre volte superiore a quella di un aereo. In un secondo tempo è stato però comunicato che, proprio quel giorno, la stazione spaziale ISS era transitata sopra la regione. Per alcuni l’oggetto misterioso poteva invece essere un meteorite.

Se l’avvistamento in questione può essere spiegato in modo razionale, ci sono diversi altri casi in cui ci si trova di fronte a fenomeni palesemente anomali, spiega a swissinfo.ch Candida Mammoliti, direttrice del CUSI. «Se un oggetto fluttua, cambia forma o si muove a velocità esorbitanti valutabili tra i 30 e i 40'000 km/h, possiamo ritenere a giusta ragione che si tratta di movimenti inspiegabili».

«Qualsiasi pilota di linea o militare può affermare che è impossibile realizzare una virata di 90 gradi. Eppure nei documenti che abbiamo raccolto vediamo che queste cose succedono».

Avvistamenti in aumento

Creato nel 1995, il centro privato CUSI ha finora catalogato 400 casi di UFO. «Lavoriamo in modo scientifico: per ogni avvistamento riempiamo una scheda tecnica, sulla quale procediamo poi a una valutazione», afferma Mammoliti.

La maggior parte delle segnalazioni, puntualizza, sono facilmente spiegabili con fenomeni atmosferici o astronomici. Oppure la persona ha confuso un aereo con un qualcosa di sconosciuto. «In altri casi siamo però manifestamente di fronte a un UFO, ovvero a un oggetto volante non identificato. A questo punto appuriamo se si tratta di una matrice non terrestre».

Per la valutazione tecnica di fotografie e immagini video, il CUSI si avvale della consulenza di informatici, piloti e dei collaboratori del Centro ufologico nazionale italiano.

La sensazione, ci dice Mammoliti, è che negli ultimi anni gli avvistamenti siano in aumento. «Forse la gente è semplicemente più attenta o ci comunica più facilmente le proprie esperienze. Va detto che il testimone di un avvistamento è spesso reticente a parlarne, per timore di essere deriso. Mi dà però fastidio che si reagisca sempre parlando di allucinazioni o interpretazioni fasulle».


Cerchi nel grano a Silbury Hill, in Inghilterra.

Cerchi nel grano a Silbury Hill, in Inghilterra. (CUSI)

Anomalie nel grano

Quello degli UFO, e più precisamente della vita extraterrestre, è senza dubbio uno dei temi che da secoli divide le opinioni. Dai Maya ai giorni nostri, la questione ufologica è stata oggetto di scritti, rappresentazioni grafiche, dibattiti e pubblicazioni.

Per buona parte del mondo scientifico, politico e dell’opinione pubblica tutti i fenomeni finora classificati come “alieni” sono perfettamente spiegabili. Dai cerchi nel grano alle formazioni luminose nel cielo, dall’incidente di Roswell ai misteri del triangolo delle Bermude.

Ma ne siamo davvero certi? Per Candida Mammoliti si tratta di tentativi di celare una realtà «difficilmente afferrabile, ma che però coinvolge tutti». E le prove non mancano. «Ci sono tracce di atterraggi. Oppure le innumerevoli testimonianze di persone accreditate, piloti, astronauti, scienziati, fisici nucleari e politici raccolte dal 1947, anno in cui il pilota americano Arnold Kenneth ha riportato, per la prima volta pubblicamente, un avvistamento di UFO».

«C’è poi il caso del colonnello dell’aeronautica militare americana Philip Corso. Lui definì autentici i rapporti autoptici effettuati su creature recuperate dopo l’incidente del 1947 a Roswell».

E i famosi cerchi nel grano? Per i sostenitori del messaggio extraterrestre, non hanno di certo aiutato le rivelazioni di due pensionati inglesi, che dopo aver creato dei disegni nei campi sono usciti allo scoperto ammettendo la loro burla. «All’origine di molti cerchi - commenta Candida Mammoliti - ci sono in effetti delle persone, è innegabile. Noi ci siamo però recati in Inghilterra per analizzare da vicino queste formazioni. Le scoperte sono state straordinarie».

«Il grano piegato presentava anomalie rispetto a quello rimasto diritto. I chicchi erano come atrofizzati, in alcuni casi deformati. Gli steli erano tutti piegati alla stessa altezza e presentavano nodi ingrossati. Una persona può realizzare un disegno nel grano, ma non può modificarne la struttura».

Nessuna minaccia dallo spazio

A rafforzare la convinzione di chi crede nell’esistenza di esseri alieni ci sono ora dei documenti riservati americani, pubblicati qualche settimana fa sul sito internet dell’FBI.

Secondo una fonte dell’aviazione militare americana citata in un documento del 1950, a Roswell, nel New Mexico, sono stati ritrovati tre dischi volanti occupati da «tre corpi di forma umanoide alti almeno un metro e vestiti con un tessuto metallico».

Candida Mammoliti preferisce tuttavia essere prudente. «Non sappiamo se si tratta di documenti davvero autentici». È però certo, sostiene, che i governi del mondo si sono interessati a fenomeni extraterrestri. Tra questi anche la Svizzera.

«Luc Bürgin è un ufologo di Basilea. In uno dei suoi libri ha pubblicato dei documenti degli anni ’70 dell’aviazione militare svizzera, che fanno riferimento a rapporti dettagliati di avvistamenti. Quindi, perlomeno in passato, all’interno delle strutture militari svizzere si studiavano questi fenomeni».

«Credo che l’aviazione militare sia al corrente di questi fenomeni - conclude Mammoliti - ma non è interessata più di tanto. Per l’esercito è importante la tutela della sicurezza nazionale e gli UFO non sono di certo una minaccia».


Luigi Jorio, swissinfo.ch






Nella foto Candida Mammoliti e il sottoscritto durante il convegno del CUSI del Maggio 2009

Commento di Oliviero Mannucci: Posso testimoniare la serietà e la scientifici dell'attività svolta dal CUSI (Centro Ufologico della Svizzera Italiana), ce ne fossero di centri ufologici così in Italia. Cara Candida, tenete duro lassù in Svizzera, la verità sta venendo lentamente a galla in maniera ineluttabile perchè " I TEMPI SONO MATURI".