venerdì 31 agosto 2012

Troppe armi e poche risorse per la pace

BAN KI-MOON*
Lo scorso mese, opposti interessi in gioco hanno impedito l’accordo su un trattato di cui si sente invece bisogno e che avrebbe potuto ridurre lo spaventoso costo umano del commercio internazionale di armi, ancora scarsamente regolamentato.

Nel frattempo, gli sforzi per raggiungere il disarmo nucleare restano in fase di stallo, malgrado il forte e crescente sentimento popolare globale a sostegno di questa causa.

Il fallimento di questi negoziati e gli anniversari, questo mese, dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki rappresentano un’ottima occasione per esaminare cosa non sia andato per il verso giusto, perché disarmo e controllo degli armamenti si siano dimostrati così ardui da raggiungere, e in che modo la comunità internazionale possa riavviarsi sulla giusta strada per conseguire obiettivi tanto vitali.

Fonte: http://www.lastampa.it

Molti istituti di difesa ora riconoscono che sicurezza significa molto più che semplice tutela dei confini. Gravi problemi di sicurezza possono sorgere a causa di tendenze demografiche, povertà cronica, disuguaglianza economica, degrado ambientale, pandemie, crimine organizzato, repressione e altri processi che nessuno Stato può controllare da solo. Le armi non sono in grado di risolvere tali problemi.

Eppure c’è stato un ritardo preoccupante tra il momento in cui si è maturata la consapevolezza di queste nuove sfide sulla sicurezza e il lancio di nuove politiche per affrontarle. Le priorità in termini di bilanci nazionali tendono ancora a riflettere i vecchi paradigmi. Enormi spese militari e nuovi investimenti per la modernizzazione delle armi nucleari hanno lasciato il mondo armato in eccesso e al tempo stesso la pace non finanziata a sufficienza.

Lo scorso anno, la spesa militare globale ha superato 1.700 miliardi di dollari, cioè più di 4,6 miliardi di dollari al giorno, somma che, da sola, è quasi il doppio del bilancio delle Nazioni Unite per un anno intero. Questa ingente somma include miliardi di dollari destinati alla modernizzazione degli arsenali nucleari nei prossimi decenni.

E’ difficile trovare una spiegazione a un tale livello di spesa militare in un mondo post-guerra fredda e in un contesto di crisi finanziaria globale. Gli economisti lo definirebbero un «costo opportunità». Io preferisco chiamarlo opportunità umane perse. Gli stanziamenti per gli armamenti nucleari sono maturi per sopportare tagli profondi.

Tali armi sono tra l’altro inutili contro le minacce odierne alla pace e alla sicurezza internazionali. La loro stessa esistenza è destabilizzante: più sono pubblicizzate come indispensabili, maggiori sono gli incentivi alla loro proliferazione. Rischi aggiuntivi derivano dagli incidenti e dagli effetti ambientali e sulla salute connessi al mantenimento e allo sviluppo di questo tipo di armi.

È giunto il momento di riaffermare gli impegni sul disarmo nucleare e garantire che questo obiettivo comune si rifletta nei bilanci, nei programmi e nelle istituzioni nazionali.

Quattro anni fa, ho delineato una proposta in cinque punti sul disarmo evidenziando la necessità di una convenzione sulle armi nucleari o un quadro di strumenti per conseguire l’obiettivo.

Tuttavia lo stallo continua. La soluzione è chiaramente da ricercarsi in un maggiore sforzo da parte degli Stati per armonizzarne le azioni e raggiungere finalità comuni. Di seguito indico alcune azioni specifiche che tutti gli Stati e la società civile dovrebbero perseguire per uscire da questo vicolo cieco.

Sostenere gli sforzi negoziali della Federazione Russa e degli Stati Uniti riguardanti tagli effettivi e verificati agli arsenali nucleari, sia quelli già dispiegati e in uso sia quelli non utilizzati.

Ottenere l’impegno ad aderire al processo di disarmo da parte di altri soggetti in possesso di tali armi.

Stabilire una moratoria su sviluppo o produzione di armi nucleari o di nuovi sistemi di approvvigionamento di tali armi.

Negoziare un trattato multilaterale che dichiari illegali i materiali fissili utilizzabili per la costruzione di armi nucleari.

Porre fine alle esplosioni nucleari e far entrare in vigore il Trattato sul divieto di test nucleari (Cntb).

Interrompere il dispiegamento di armi nucleari su suolo straniero, e ritirare gli armamenti già installati.

Garantire che gli Stati dotati di armi nucleari informino le Nazioni Unite, includendo dettagli su dimensioni degli arsenali, materiale fissile, sistemi di approvvigionamento, e progressi nel raggiungimento degli obiettivi di disarmo.

Istituire una zona in Medio Oriente che sia libera da armi nucleari e da altre armi di distruzione di massa.

Assicurare la partecipazione universale a trattati che dichiarano illegali armi chimiche e biologiche.

Condurre sforzi paralleli sul controllo degli armamenti convenzionali, che comprendano un trattato sul commercio delle armi, controlli rafforzati sul commercio illegale di armi di piccolo calibro e di armi leggere, l’adesione universale alle Convenzioni sul divieto di mine, bombe a grappolo e armi disumane, e, infine, una partecipazione estesa al Rapporto delle Nazioni Unite sulle spese militari e al Registro delle Nazioni Unite sulle armi convenzionali.

Intraprendere iniziative diplomatiche e militari per mantenere la pace e la sicurezza internazionali in un mondo privo di armi nucleari, tra cui sforzi rinnovati per risolvere le controversie regionali.

E forse, soprattutto, dobbiamo occuparci dei bisogni umani fondamentali e conseguire gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. La povertà cronica intacca la sicurezza. Tagliamo drasticamente le spese per le armi nucleari, e investiamo piuttosto nello sviluppo sociale ed economico, che serva gli interessi di tutti favorendo l’espansione dei mercati, riducendo le motivazioni alla base dei conflitti armati, e conferendo ai cittadini voce in capitolo sul loro comune futuro. Come il disarmo nucleare e la non proliferazione, si tratta di obiettivi altrettanto essenziali per garantire la sicurezza umana e un mondo di pace per le generazioni future.

Senza sviluppo non c’è pace. Senza disarmo, non c’è sicurezza. Eppure, quando entrambi progrediscono, anche il mondo avanza verso una maggiore sicurezza e prosperità per tutti. Sono obiettivi comuni che meritano il sostegno di tutte le nazioni.

*Segretario generale dell’Onu

Terminata la “passeggiata” nello spazio degli astronauti della ISS

31.08.2012, 13:42
Stampare l’articolo Dirlo ad un amico Aggiungere al blog
20.05.2011 космос мкс

Фото: EPA

Gli astronauti Sunita Williams e Akihiko Hoshide sono ritornati alla Stazione Spaziale Internazionale dopo una passeggiata nello spazio da record sebbene non siano riusciti ad eseguire il compito principale, ovvero quello di sostituire il blocco guasto del sistema di alimentazione, rimandando la sostituzione alla prossima volta.

La Williams e il suo collega giapponese sono stati nello spazio per 8 ore 17 minuti. E' stata la terza passeggiata spaziale più lunga della storia. Il record assoluto è di 8 ore 56 minuti segnato nell'agosto del 2001 dagli astronauti della NASA Susan Helms e James Voss.

Fonte: http://italian.ruvr.ru

Patrimonio astronomico: l'Unesco lancia il sito web

Scritto da Francesa Mancuso

stonehenge-mwss-cropped

Anche il cielo è diventato Patrimonio dell'Unesco. Le bellezze ed il patrimonio astronomico che si sono accumulati dall'antichità ad oggi adesso saranno conservati nel Portal to the Heritage of Astronomy, dove sono raccolte le immagini delle creazioni che l'uomo di volta in volta ha realizzato per stabilire un contatto tra la Terra e il cielo, dagli Assiro-Babilonesi agli Egiziani.

Creato dall’Unesco e dall’International Astronomical Union, col patrocinio del World Heritage Center, il portale consente di viaggiare tra i continenti per guardare da vicino gli spettacolari monumenti che l'uomo ha costruito in base alle conoscenze astronomiche acquisite nelle varie epoche.

Dalle piramidi d'Egitto che rispecchierebbero lo schema della cintura di Orione al complesso di Stonehenge (le cui pietre hanno un particolare allineamento con un significato connesso ai punti di solstizio ed equinozio, al punto da essere considerate un antico osservatorio astronomico) fino al Pantheon di Roma, con il suo occhio che fa entrare i raggi solari funzionando da meridiana.

Questo e molto altro sarà conservato sul Portal to the Heritage of Astronomy, suddiviso in quattro categorie: Monumenti e siti, Strumenti e artefatti, Conoscenze e idee, Paesaggi e cieli.

Ma cosa si intende per patrimonio astronomico? Si tratta di tutte le prove che testimoniano la pratica dell'astronomia, i suoi usi sociali le rappresentazioni. Come sappiamo, esiste sotto forma di resti tangibili come monumenti, siti archeologici e paesaggi che hanno un collegamento diretto al cielo. Può coinvolgere anche gli oggetti mobili come strumenti e archivi immateriale della conoscenza, tra cui le conoscenze indigene ancora conservate nel mondo di oggi.

Un altro esempio? Il centro metallurgico pre-colombiano di Viña del Cerro in Cile, che fornisce un eccellente esempio di astronomia in un più ampio contesto, integrato allo sfruttamento delle risorse, ai luoghi sacri, al calendario e al paesaggio.

Particolare attenzione va rivolta anche ai siti che presentano un importante insieme di attributi di valore, di cui l'astronomia è semplicemente una componente tra le altre. Un ottimo esempio in questo senso è la Torre Einstein a Potsdam, in Germania, costruita nel 1920, che combina eccellenti qualità scientifiche e architettoniche.

Una categoria importante del patrimonio astronomico riguarda l'applicazione di tecniche astronomiche e tecnologie ad altre scienze. Ne è un esempio l'arco geodetico di Struve.

Fonte: http://www.nextme.it

Manipolazione del clima: la super bomba del futuro

Estati torride di terra secca e assetata, primavere scosse da nubifragi e alluvioni. Che il clima stia cambiando sotto ai nostri occhi è ormai accettato da tutti. E’ solo frutto del nostro stile di vita o dipende anche da altri fattori, che non siamo in grado di controllare? Ovvero: quanto influiscono sul meteo i sempre più numerosi esperimenti di manipolazione climatica? E a che scopo vengono effettuati? Per combattere il surriscaldamento globale oppure per accelerarlo? L’allarme è rilanciato dagli ambientalisti, concentrati sulla riduzione delle emissioni nocive, ma anche dai “complottisti”, convinti dell’esistenza di un vero e proprio “crimine climatico”, una manipolazione planetaria per colpire a comando la popolazione e l’economia di svariate aree del pianeta: molti esperimenti studiano come modificare artificiosamente il clima, causare pioggia o siccità, innescare tornado e nubifragi.


Tempo fa, racconta Andrea Degl’Innocenti sul “Cambiamento”, è stato lo stesso “Guardian” a pubblicare una mappa mondiale della geoingegneria prodotta dall’Etc Group, un’organizzazione internazionale che si batte per la sostenibilità e i diritti umani. Geoingegneria: tecniche artificiali di intervento umano sull’ambiente fisico, dall’atmosfera agli oceani, dalle acque alle rocce. Sempre il quotidiano inglese mostra anche un elenco di istituzioni, enti e multinazionali coinvolte negli esperimenti sul clima. Secondo il dossier, i primi test risalgono addirittura agli anni ’40, quando la United Fruit Company, oggi Chiquita, tentò di condizionare il clima dell’Honduras. In tutto 115 pagine piene di dati certificati, che attestano un proliferare di esperimenti su come modificare il clima terrestre, per vari scopi. I più frequenti sono quelli riguardanti l’aumento o la diminuzione delle piogge; solo l’Italia ne conta ben 7, dagli anni Settanta fino ai giorni nostri. Gli ultimi sono quelli del progetto “Climagri”, con test per la riduzione della pioggia.

«Il documento – scrive “Il Cambiamento” – dimostra in maniera inequivocabile che sono in corso, da ormai più di sessant’anni, studi ed esperimenti su come manipolare il clima terrestre, condotti dai governi di tutto il mondo con il contributo di imprese private, istituti, multinazionali». Ma fin dove si può spingere la manipolazione climatica, e per quali obiettivi? Qui non ci sono ancora certezze vere e proprie, ammette Degl’Innocenti, per una serie di motivi: «Mancanza di documentazioni, reticenza da parte dei media e della classe politica ad affrontare apertamente queste tematiche, oscurantismo e tentativi di nascondere i veri scopi delle operazioni in questione». Restano solo le ipotesi, suffragate dalle più disparate teorie. Per la scienza ufficiale, la capacità umana di influire sul clima è minima. Esperimenti a porte chiusi protetti dai servizi di intelligence? «Alcuni dati –

Khalifa bin Zayed Al Nahyan


sostiene “Il Cambiamento” – sembrano dimostrare che la capacità di manipolazione climatica va molto oltre la posizione ufficiale della comunità scientifica».

Un recente articolo del “Daily Mail” svela il lavoro di un’équipe di scienziati assoldati segretamente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan. Missione compiuta: quei ricercatori sono stati in grado di generare 50 potenti temporali ad Abu Dhabi. Poi la Cina: già nel 2007, il governo di Pechino ha annunciato di aver provocato la prima nevicata artificiale sulla città di Nagqu. Inoltre, «è dimostrato che si possono generare artificialmente tornado anche di grandi dimensioni, di cui si sta persino provando a trarre energia pulita». Spettacolari le dimostrazioni di un pioniere italiano, il professor Pierluigi Ighina, esibitosi anche davanti alle (esterrefatte) telecamere di “Report”: già allievo di Guglielmo Marconi, Ighina mostrava come addensare o disperdere le nuvole tramite uno strumento da lui realizzato, un’elica coperta di polvere di alluminio che – a seconda del senso di rotazione – si caricava positivamente o negativamente, con effetti opposti sulle nubi: le poteva attirarle fino scatenare un temporale o, al contrario,

Pierluigi Ighina

disperderle al punto da far tornare il sereno.

Ighina, le cui teorie non sono mai state riconosciute dalla comunità scientifica, sosteneva anche di aver inventato un macchinario capace evitare i terremoti: una sorta di grande valvola attraverso la quale trova sfogo l’energia racchiusa nel sottosuolo. «In fatto di condizionamento atmosferico – continua “Il Cambiamento” – Ighina non è certo l’unico esempio di scienziato fuori dal coro: ancor prima di lui furono in molti a studiare i comportamenti dell’energia e della sua trasmissione». Nikola Tesla, nell’ultimo periodo della sua vita, stava lavorando ad un metodo di trasmissione dell’energia senza fili detto “teleforce”, ribattezzato dai media statunitensi “raggio della pace” o “raggio della morte” per via delle sue potenzialità distruttrici. Scomparso Tesla, molti dei suoi documenti furono sequestrati dalle autorità governative statunitensi e bollate come “top secret”.

Riprendendo gli studi di Tesla, negli anni Ottanta il fisico texano Bernard Eastlund, del Mit di Boston, registrò una serie di brevetti, di cui il primo chiamato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”. Anche i suoi brevetti furono “secretati” e infine utilizzati per lo sviluppo del progetto Haarp, “High Frequency Active Auroral Research Program”. Scopo dichiarato di Haarp: studiare l’effetto delle onde elettromagnetiche sulle comunicazioni. Molti però i sospetti: Haarp potrebbe servire per testare interventi di manipolazione climatica. Non lo affermano solo i “complottisti” ma anche la Duma, il Parlamento russo: «Sotto il programma Haarp, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza». Secondo Mosca, «il

Haarp

significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari».

E’ verosimile che lo sviluppo della tecnica sia giunto al punto di poter condizionare in maniera sensibile il clima, fino a poter provocare catastrofi a comando? Le notizie ufficiali restano frammentarie. Nel gennaio 2002, Roma e Washington firmarono un accordo chiamato “Cooperazione Italia-Usa su scienza e tecnologia dei cambiamenti climatici”. Obiettivo dichiarato: sviluppare tecnologie per le energie rinnovabili. Ma già all’interno del rapporto, rileva Andrea Degli’Innocenti, si leggeva che fra gli scopi vi era la “esecuzione di attività di ricerca eco-fisiologica su diversi siti sperimentali italiani dove vengono modificate artificialmente le condizioni ambientali a cui è esposta la vegetazione”. Tra gli obiettivi della cooperazione italo-americana, anche la “progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2”.

Più di recente, due ingegneri dell’università di Harvard hanno annunciato l’intenzione di immettere solfati nell’atmosfera attraverso palloni aerostatici: una sorta di spray, che sarebbe in grado di riflettere parte dei raggi solari, diminuendo così la temperatura del pianeta. «L’esperimento si svolgerebbe per adesso soltanto su aree ristrette, ma i due non negano l’ipotesi di un futuro uso più esteso del metodo», precisa “Il Cambiamento”. D’altronde c’è chi sostiene che sostanze in grado di modificare il clima vengano già comunemente immesse nell’atmosfera: «Secondo una teoria molto diffusa in rete, miliardi di nanoparticelle verrebbero quotidianamente scie chimiche

diffuse attraverso le cosiddette “scie chimiche”, scie di pulviscoli bianche e persistenti rilasciate in cielo da aerei non segnalati». Una recente scoperta, proveniente ancora da Harvard, sembrerebbe confermare alcune intuizioni dei teorici delle “chemtrails”.

Secondo il “Daily Mail”, l’atmosfera sarebbe cosparsa in quantità diversa di «particelle atmosferiche della dimensione di una frazione di capello umano», che «potrebbero influire sul cambiamento climatico». E da dove provengono, queste particelle? Gas di scarico delle auto? Inceneritori? «Non si può escludere l’eventualità che siano state rilasciate appositamente nell’atmosfera per manipolare artificialmente il clima». A quale scopo? Fondazioni, multinazionali e governi che investono nella ricerca sulla manipolazione del clima sostengono che l’obiettivo è uno solo: combattere il surriscaldamento globale e studiare i possibili scenari futuri. Ma i test militari sono ormai

Naomi Klein

storia: con l’Operazione Popeye, durante la guerra del Vietnam, è noto che gli Usa tentarono di prolungare la stagione monsonica sul Laos caricando le nuvole di ioduro d’argento.

Mettere le mani sul clima, conclude “Il Cambiamento”, è di per sé un gioco rischioso e dalle conseguenze imprevedibili. Secondo un team internazionale di scienziati coordinato dalla European Geosciences Union, «una soluzione geoingegneristica ai cambiamenti climatici potrebbe causare una notevole riduzione delle piogge e avere effetti indesiderati per la Terra ed il genere umano». Esperimenti per nuove armi invisibili e sogni di dominio? O anche, più semplicemente, una cinica motivazione economica. Lo spiega Naomi Klein nel suo “Shock Economy”: le multinazionali più potenti del pianeta traggono enormi profitti dai cataclismi e dal surriscaldamento globale. «I futuri disastri – scrive la giornalista canadese – non avranno bisogno di cospirazioni segrete». Secondo la Klein, tutto lascia pensare che i disastri continueranno a succedersi con intensità sempre più feroce. «La generazione dei disastri, dunque, può essere lasciata alla mano invisibile del mercato: questa è un’area in cui il mercato funziona davvero».

http://www.libreidee.org/2012/08/manipolare-il-clima-ecco-la-super-bomba-del-futuro

Intervista al fisico nucleare e ufologo Stanton Friedman: la Terra è sicuramente visitata dagli alieni, ma non tutti gli UFO sono ET

Il fisico nucleare Stanton Friedman: “il pianeta viene visitato da veicoli extraterrestri, ma non significa che gli UFO sono navi spaziali aliene”

Il 28 agosto 2012, l’ufologo Stanton Friedman è stato intervistato dal programma radio Coast to Coast AM, da George Noory. Friedman è un fisico nucleare e studioso pioniere di molti casi di ricerca sugli UFO, tra cui Roswell, Majestic 12 e il caso del rapimento di Betty e Barney Hill. Si è interessato all’argomento UFO e Alieni fin dal 1958.

Quando Noory di Coast to Coast AM ha chiesto a Friedman cosa ne pensasse di cosa stava succedendo nel campo dell’Ufologia, di tutti questi avvistamenti UFO segnalati in questi mesi, Friedman ha detto che aveva quattro aspetti principali di tutta questa situazione:


Che la prova, che il pianeta viene visitato da intelligente e veicoli extraterrestri, è enorme. Questo non significa che tutti gli UFO sono navi spaziali aliene. Abbiamo a che fare qui con un Watergate cosmico … Ci sono pochissime persone al governo che sanno di ciò che sta accadendo. Naturalmente, ci sono alcune persone che pensano che se qualcosa stava succedendo, avrebbero saputo, ma loro non sanno nulla, per cui credo che non ci sia niente. “


“Non c’è nessun buon argomento contro i primi due punti … Per dire che non ci sono prove, non è un buon modo per dire che non c’è niente. Abbiamo a che fare quindi con la più grande storia del millennio.”

Friedman ritiene che molti debunker, quelli scettici, che sostengono che gli UFO o gli extraterrestri non esistono, sono semplicemente pigri e non desiderano effettuare ricerche in merito a questa realtà. E’ più facile per questi scettici esigere la prova definitiva, per poi uscire di scena ed eseguire il processo…

Friedman dice che alla fine della seconda guerra mondiale, tre segnali indicavano che i terrestri sarebbero stati in grado di diventare una minaccia seria per altre razze aliene:

Le armi nucleari

L’uso di missili potenti

Il radar, come indicazione di un dispositivo elettronico in evoluzione

Secondo Friedman, c’era un solo posto al mondo dove si poteva trovare tutti questi tre elementi nel sud-est del New Mexico, Stati Uniti d’America.

E ‘lì che si è verificato l’incidente di Roswell.

Fonte: http://www.examiner.com/

Up to the Minute UFO Sighting | August 29, 2012 | INDIA.



Misterioso l'oggetto che rilasciava piccole sfere di luce avvistato da centinaia di persone in una località nel Nord dell’India. Alcuni testimoni hanno ripreso l’avvistamento e il video sta facendo il giro del mondo. L’oggetto si muove in orizzontale per diversi chilometri, rilasciando sfere luminose che hanno un comportamento intelligente. Questo esclude la possibilità che possa trattarsi di un qualche tipo di evento meteorico.

Oliviero Mannucci



giovedì 30 agosto 2012

Lo spirito immortale di Neil Armstrong e del Programma Apollo della Nasa

di Nicola Facciolini

photo
















"Eagle has landed! That is one small step for (a) man, one giant leap for mankind”(Neil A. Armstrong). Sono le parole pronunciate dall’astronauta americano Neil Armstrong mentre posava il suo piede sulla soffice superficie del suolo lunare. Erano le 21:56 del 20 Luglio 1969 ora di Houston negli Usa, in Italia le ore 4:56 del 21 Luglio. Fu un’impresa storica ma soprattutto un successo politico interamente ascrivibile al Presidente degli Stati Uniti d’America John F. Kennedy, ai limiti delle possibilità tecnologiche umane. Fu deciso politicamente di andare sulla Luna e in meno di dieci anni il sogno di Kennedy divenne realtà grazie all’Agenzia Spaziale Americana NASA fondata nel 1958 ed all’impegno delle principali imprese nazionali che creano centinaia di migliaia di posti di lavoro. Fu sufficiente applicare a dovere la fisica di Galilei e Newton. Arrivederci, ingegner Neil A. Armstrong.

Le calde sonorità interstellari della famosissima “Fly Me to the Moon” di Quincy Jones e Frank Sinatra, rendono onore allo spirito di Neil Armstrong e della libera America, in attesa di un’analoga “rivoluzione” culturale che investa decisamente l’intera classe politica, economica, scientifica, tecnologica e dirigente italiana, oggi in preda al più oscuro panico di massa. Per la totale mancanza (capacità?) di una “visione” positiva per il futuro dell’Italia e degli Italiani. Solo allora potremo parlare di Crescita economica, di Pil alle stelle, di Credito pubblico e privato, di Sogno italiano nello spazio esterno con astronauti (uomini e donne, pubblici e privati) coraggiosi capaci di grandissime imprese e conquiste e non solo di esperimenti in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale a 400 Km di quota. Grazie a imprese spaziali in aperta, libera e legittima concorrenza per la salvezza della Biosfera Terra, per gli affair, per la nostra sopravvivenza. Arrivederci, astronauta Neil Armstrong. Nessun addio all’Eroe dei Due Mondi. Il 25 Agosto di ogni anno sarà una data da segnare sul calendario dell’iPad. Per ricordare una persona umile, ammirevole e coraggiosa che ha contribuito a scrivere una delle pagine più imponenti ed esaltanti della Storia di tutta l’Umanità, non solo degli Usa, come Armstrong, Aldrin e Collins ricordano a tutti sulla famosa targa deposta sul suolo selenico. Accanto ai più grandi scienziati, esploratori, santi, filosofi e teologi della Terra, nel segno della Pace, Neil Armstrong ci ha fatti sentire tutti Fratelli.

Arrivederci Mister Armstrong, cittadino dei liberi Stati Uniti d’America dove i titoli accademici non si vantano in pubblico tanto facilmente. Quel 20 luglio 1969 alle 4 e 57 ora italiana, Armstrong, un civile, per la prima volta, pose il piede sulla Luna a nome dell’Umanità. Era nato a Wapakoneta (Ohio) il 5 agosto 1930. Le sue doti gli permisero di arrivare lassù grazie allo spirito del Presidente John F. Kennedy. Armstrong, alto 180 centimetri, occhi azzurri, pesava 74 kg. Era un cittadino americano modesto, serio, coscienzioso. Amò il volo fin dall’età di 6 anni quando suo padre lo portò lassù in cielo con il suo velivolo. Vorace lettore di riviste di scienza e tecnologia, Neil rimase affascinato dal volo a tal punto da diventare membro dell’American Rocketry Society e da frequentare assiduamente l’aeroporto di Wapakoneta per scambiare quattro chiacchiere con i tecnici ed apprendere i segreti del volo. Pagò le lezioni e conquistò il brevetto ufficiale di volo prima che fosse sufficientemente maturo per guidare un’automobile. Come fecero i futuri astronauti, frequentò la Purdue University e conseguì la laurea in ingegneria aeronautica prima di studiare alla University of Southern California per conseguire il master in ingegneria aerospaziale. Laureato in ingegneria aeronautica, durante il periodo di leva compì, come pilota (1949-52) della Marina, 78 missioni di combattimento in Corea, in operazioni che gli valsero più medaglie al valore. Una volta riuscì a superare il territorio nemico con il suo jet a pezzi, salvando la pelle. Tale “background” lo portò a diventare pilota collaudatore di 200 differenti aerei sperimentali (inclusi razzi, elicotteri, missili) come il famoso X-15 sul quale Armstrong fu uno dei primi uomini a raggiungere i 70 km di quota a 6.000 km all’ora.

Quando lasciò il Dryden Flight Research Center, Armstrong aveva già volato per 2.450 ore con più di 50 aerei sperimentali differenti. La Nasa, visto il curriculum, lo chiamò il 13 settembre 1962 e dopo aver superato gli esami psicoattitudinali, Neil entrò a far parte del “New Nine”, il gruppo dei 9 nuovi astronauti da cui, molto probabilmente, sarebbe stato scelto l’uomo che per primo avrebbe calcato il suolo della Luna. Il suo amico Collins dell’Apollo 11 descriverà Neil, nel suo libro “Carrying the Fire”, come un uomo che “assapora” le decisioni difficili “rimescolandole sapientemente sulla sua lingua come si fa con il buon vino per poi deglutirle proprio all’ultimo istante. Neil è un ragazzo di classe, e non posso pensare a una scelta migliore come primo uomo sulla Luna”. La sua freddezza divenne presto rinomata. Sotto pressione il comandante Armstrong fu il migliore durante il volo della Gemini 8 nel 1966 quando la Nasa mise alla prova la sua proverbiale calma. Neil e l’astronauta David Scott sperimentarono il primo “attracco” orbitale di un velivolo spaziale, con Armstrong ai comandi della capsula Gemini sul razzo bersaglio Agena. La missione doveva essere tra le più complesse realizzate fino a quel momento. Prevedeva un “docking”, ossia un aggancio nello spazio con un’altra navicella, un’attività extraveicolare e doveva durare 75 ore per un totale di 55 orbite attorno alla Terra.

Ma un errore dettato da una non corretta procedura quando la Gemini era agganciata alla navicella Agena, creò una forte instabilità alla Gemini stessa quando si staccò da quest’ultima. La navicella iniziò a ruotare vertiginosamente su se stessa e in molti pensarono ad una tragica fine. Con una velocità di rotazione di un giro al secondo, al limite della perdita dei sensi, Armstrong riuscì a fare quanto era stabilito di compiere in una simile situazione e riconquistò il controllo della navicella. Per un’errata manovra con i piccoli razzi di guida della navicella, il disastro fu evitato per un soffio grazie al sangue freddo di Armstrong e Scott. I due astronauti effettuarono una spettacolare discesa di emergenza nell’Oceano Pacifico con relativo “splashdown”. Nulla in confronto a ciò che accadde con un prototipo del Lem, nel 1968, quando Armstrong vide la morte in faccia “estraendo” preziose informazioni su questi mezzi che avrebbero fatto allunare l’uomo su un altro mondo. Durante una prova di allunaggio con un velivolo simile al modulo lunare, il velivolo iniziò a precipitare senza controllo da alcune centinaia di metri d’altezza. A 4 secondi dall’impatto al suolo, Armstrong spinse il tasto dell’espulsione e venne catapultato fuori. Il paracadute lo depose incolume sul prato circostante. Neil si spinse ben oltre i limiti noti perfezionando le tecniche di volo con il suo entusiasmo. La dedizione, il coraggio e l’improvvisazione dimostrati in numerosi voli ed incidenti, gli permise sempre di uscirne indenne e gli valsero la selezione della Nasa per diventare il primo uomo sulla Luna. La natura drammatica della spedizione lunare dell’Apollo 11 fu immortalata dagli intesi dialoghi tra Houston e i due astronauti Armstrong e Aldrin alla guida del Lem “Eagle”. Attimi totalmente eclissati in Italia, durante la famosa diretta Rai di 25 ore, dalla famosa “questione” tra Tito Stagno e Ruggero Orlando sull’istante dell’allunaggio.

Gli Italiani non potettero capire subito che il carburante del modulo lunare consentiva poca autonomia e, questioni di secondi, la Luna sarebbe stata conquistata felicemente o tragicamente. Quando mancavano 30 secondi di autonomia al Lem, dal modulo di discesa si udirono distintamente le parole:“Forward. Drifting right...contact light! OK, engine stop. ACA out of detent. Modes control both auto, descent engine command override off. Engine arm off”. Con l’Ok di Houston:“We copy you down, Eagle”. A quel punto Armstrong annunciò:“Houston, Tranquillity base here. The Eagle has landed”. E Houston:“Roger, Tranquillity, we copy you on the ground. You've got a bunch of guys about to turn blue. We're breathing again. Thanks a lot”. Pochi minuti dopo l’allunaggio, Armstrong spiegò la situazione:“Houston, that may have seemed like a very long final phase. The auto targeting was taking us right into a football-field sized crater, with a large number of big boulders and rocks...and it required flying manually over the rock field to find a reasonably good landing area”. Armstrong fu il primo uomo sulla Luna a prendere i comandi manuali, aggirando le informazioni fornite dal piccolo computer di bordo del Lem che li avrebbe fatti precipitare in un cratere, per effettuare la manovra finale di avvicinamento al suolo selenico. Neil, come comandante della missione, fu il primo a scendere dal Lem. Sarebbe stata sua l’iniziativa, come scriverà Collins. Come dire che nulla avrebbe impedito ad Aldrin di farlo. È vero che i piani iniziali prevedevano Aldrin come pilota del modulo lunare, ma poi le decisioni furono cambiate. Da chi? Nel suo libro “Men From Earth” Aldrin scriverà:“Avevamo entrambi visto i piani iniziali della missione che prevedeva prima lo sbarco del pilota del modulo lunare Lem, ma avevamo anche visto le più recenti procedure che lasciavano la questione aperta”.

Alla fine, secondo Aldrin, la decisione fu presa da Donald “Deke” Slayton, a capo dell’Ufficio astronauti della Nasa: Armstrong sarebbe stato il primo uomo a scendere sulla Luna. Ma alla conferenza per il 25° Anniversario dallo sbarco, Armstrong dichiarò apertamente che la decisione non fu mai presa da alcuno, né sulla Luna né sulla Terra. “Bene, entrambi i gentlemen hanno scritto sulla questione, io non l’ho fatto – spiegò Neil Armstrong – e dirò solo che, sebbene ne fossero stati a conoscenza all’epoca, io non ho avuto input di alcun genere per la decisione”. Diplomatica, autorevole e gentile risposta che, però, dal 20 Luglio 1969 non risolve la questione. In ogni caso Aldrin e Armstrong, mentre in Italia si discuteva sulla faccenda del presunto “scontro lunare” accanto a quella di chi, tra Tito Stagno e Ruggero Orlando avesse annunciato l’esatto secondo dell’allunaggio, trascorsero due ore e mezza sulla Luna. Nel 1979 in un’intervista Armstrong cercò di descrivere le sue sensazioni, estremamente difficili da materializzare, quando insieme ad Aldrin piantò la bandiera americana sul suolo lunare. “Ricordo la scena molto bene – disse Armstrong – noi non avevamo un forte sentimento nazionalistico a quel tempo. Penso che il nostro sentimento fosse rivolto all’umanità intera che aveva compiuto l’impresa grazie alla nostra nazione della quale siamo parte e felicemente grati”. Sentimenti peraltro espressi al Presidente Nixon durante la storica telefonata interplanetaria. Armstrong disse che l’avventura lunare non aveva cambiato il suo carattere. Semmai aveva cambiato il modo di osservare il satellite naturale della Terra. “Ho sempre visto la Luna come un disco piatto nel cielo – dichiarò Armstrong – ed ora osservo quei luoghi che avevo visto così vividamente e posso capire ciò che guardo”. Sul significato della missione Apollo 11, Armstrong lasciò ogni giudizio agli storici.

“Appartiene alla natura umana adattarsi molto rapidamente alle nuove situazioni – confessò Armstrong poco prima del 20° anniversario dallo sbarco – siamo meravigliati, affascinati, poi annoiati dalle cose nuove e le dimentichiamo normalmente entro una rivoluzione della Terra attorno al Sole. È la natura umana. È quindi per me una grande sorpresa constatare quanta attenzione e interesse susciti in così tante persone qualcosa che è accaduto 20 anni fa”. Quel 20 Luglio 1969, l’uomo pose il suo primo piede sulla Luna per iniziare una nuova Era di pace. I privati e i governi della Terra non risposero all’appello. Strano a dirsi, si continua a ripetere il solito mantra del fatto che fu “la competizione militare tra le due superpotenze di allora, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, ad aprire la gara per la conquista della frontiera spaziale: un lungo cammino verso l’eccellenza scientifica e tecnologica, la cui fine è decisamente lontana”. I termometri infrarossi sono figli delle missioni Apollo. È anche vero che l’esplorazione spaziale non si è rivolta solo all’infinitamente grande, alle stelle, ai pianeti ed al Cosmo oscuro e affascinante pieno zeppo di Materia e di Energia ignote. La Scienza ha rivolto la sua attenzione anche all’infinitamente piccolo, ai neutrini, ai quark, ai bosoni, sfidando l’immaginario del visibile con l’Universo dell’invisibile, in un’unica grande impresa umanistica, filosofica, scientifica e tecnologica. Per la pace. Non per inventare bombe a fusione sempre più piccole e devastanti. La voce di Neil Armstrong, memorizzata nei chip dei modellini “Apollo 11” e “Lem Aquila”, ci ricorda che il suo cuore si è spezzato (http://www.neilarmstronginfo.com) il 25 Agosto 2012 dopo aver tanto amato la sua famiglia come marito, padre, nonno, fratello e amico.

Ligio al dovere, ha sempre rifiutato il titolo di Eroe. Lasciò il corpo astronauti poco tempo dopo l’Apollo 11 e servì come “Deputy Associate Administrator for Aeronautics” al quartier generale della Nasa di Washington per coordinare la ricerca scientifica e tecnologica aeronautica. Lasciata la Nasa, fu professore di ingegneria aerospaziale all’Università di Cincinnati dal 1971 al 1979 e poi servì come segretario la “Computing Technologies for Aviation Inc.” a Charlottesville (Va.) tra il 1982 e il 1992. Nel 1986 Armstrong fu vice segretario della Commissione presidenziale che investigò sul disastro dello Space Shuttle “Challenger” del 1986, un ruolo che avrebbe ricoperto anche nel 2003 come membro della sezione investigativa sul secondo disastro degli Shuttle, la perdita del Columbia. Armstrong fu “Fellow” della “Society of Experimental Test Pilots and the Royal Aeronautical Society” e “Honorary Fellow” della “American Institute of Aeronautics and Astronautics”. Le sue decorazioni includono: la Presidential Medal of Freedom, la Congressional Space Medal of Honor, la Explorers Club Medal, il Robert H. Goddard Memorial Trophy, la NASA Distinguished Service Medal e l’Harmon International Aviation Trophy. Ma fu anche insignito della prestigiosa Federation Aeronautique Internationale’s Gold Space Medal, dell’American Astronautical Society Flight Achievement Award e del Robert J. Collier Trophy.

Nel suo Stato, l’Ohio, dopo l’avventura selenica, Armstrong ha preferito vestire i panni di “business-man” e di professore accademico, amato dalla sua comunità di Cincinnati, ma sempre lontano dal mondo della politica. L’Aquila è atterrata! “Eagle has landed” – furono le prime parole dell’uomo sulla Luna. Le altre 11/12 parole di Armstrong pronunziate saltando dal modulo lunare Aquila (Lem) furono il trionfo del Programma Apollo della Nasa e una vittoria dell’America nella corsa verso lo spazio che avrebbe dovuto coinvolgere direttamente i privati per continuare dopo l’impegno pubblico del Governo Usa. Furono creati centinaia di migliaia di posti di lavoro che ben presto, quando l’audience dei media sulle missioni Apollo crollò, sfumarono via come il ghiaccio cometario. Fu il trionfo della scienza libera sull’Unione Sovietica dopo le prime vittorie russe nello spazio. Che cosa impedì di restare sulla Luna? Fu solo colpa dei media e dello sfarfallio delle immagini seleniche in bianco e nero dei televisori? Chi non seppe conservare e diffondere lo spirito del Programma Apollo? I detrattori si scatenarono inventando favole, sulla falsa riga del film “Capricorne One”, solo dopo la cancellazione del Programma Apollo. Quelle 238mila miglia tra la Terra e la Luna, in nome delle guerre pubbliche e private da combattere sul pianeta azzurro, scatenarono in miliardi di persone la disillusione per la facile avventura spaziale di Armstrong, Aldrin, Collins e compagni. Ora sempre più poetica e meno tecnologica, sull’onda del Sessantottismo mondiale che, finanziato da oscuri signori, avrebbe finito per inghiottire tutto e tutti. E fu decisamente la fine di un sogno inaugurato dalle missioni Apollo 8 e Apollo 10 sull’onda del capolavoro assoluto di Kubrik “2001 Odissea nello spazio”. Il controllo missione di Houston, tuttavia, quel 20 Luglio 1969 conquistò una platea mondiale di telespettatori di tutto rispetto. Più di un miliardo di persone parteciparono sulla Terra all’impresa selenica di Armstrong, Aldrin e dell’italiano Collins. La signora Viola, la mamma di Armstrong, fu decisiva nella scelta del numero esatto di parole da pronunciare sulla Luna. Poche ma eterne. Provate a pretenderle dai politicanti italiani per salvare l’Italia e conoscerete la qualità di chi avrete dinanzi. Neil Armstrong e Edwin “Buzz” Aldrin (il secondo uomo sulla Luna) trascorsero due ore e mezza sulla superficie selenica scattando foto, piazzando la bandiera americana a stelle e strisce, il riflettore laser e collezionando rocce lunari che provano agli “increduli” la loro prima storica impresa.

Accanto alle recenti foto ad altissima risoluzione di ciò che resta del Lem “Eagle”, della bandiera Usa e degli esperimenti sul suolo lunare, scattate dalle sonde Nasa. Sul modulo di comando in orbita lunare, l’italiano di origini romane Michael Collins divenne il primo uomo solo nel Cosmo. Al rientro sulla Terra, dopo tre giorni di navigazione, Armstrong fu celebrato e decorato da 17 Nazioni, tra cui l’Italia. Ai nipotini del Presidente Saragat, come ci ricorda il giornalista scientifico Tito Stagno, fece dono del modellino originale Nasa dell’Apollo 11 e del Lem Aquila. Dozzine di medaglie, premi, riconoscimenti e onorificenze non scalfirono l’umiltà diamantifera di Neil Armstrong (e la sua scarsa loquacità fortemente criticata dalla nostra Oriana Fallaci) che, a soli 38 anni, era entrato nella Storia dell’Umanità. Semplicemente. Armstrong pensava fosse del tutto normale andare sulla Luna. Finite le guerre e le spese pubbliche per i massacri, lo sarebbe anche oggi! “Sorriso mite, schivo ma determinato e carismatico – così il dott. Umberto Guidoni ricorda il Neil Armstrong che venne a parlare delle missioni Apollo agli aspiranti astronauti della classe del 1996, al centro della Nasa di Houston – non un professore, ma un collega che ci raccontava la sua esperienza indimenticabile senza enfasi, senza retorica ma con la stringata precisione di chi ha toccato con mano i rischi e le incognite di essersi spinto oltre le frontiere conosciute. Quell’uomo mite, antitetico a quello dell’eroe tradizionale, se n’è andato senza clamore come aveva vissuto tutta la sua vita, lontano dalle luci dei riflettori e dei media. Eppure per un giorno era stato al centro dell’attenzione dell’intero pianeta, quando aveva pronunciato quella frase memorabile.

Subito dopo aveva mosso i primi passi sulla superficie della Luna, per primo aveva visto la “magnifica desolazione” del panorama lunare ed il chiarore azzurra del nostro pianeta che sorge dietro l’orizzonte. Riposa in pace, come in pace hai portato l’umanità sulla Luna. Le orme che hai lasciato sul suolo lunare saranno il monumento eterno al coraggio e al desiderio di scoperta dell’uomo che ci ha aperto la strada delle stelle. Brecht diceva che non abbiamo bisogno di eroi ma, forse, di eroi come Neil ne sentiremo la mancanza”. Quando si scopre dalla Luna che basta un pollice per far sparire la Terra dallo spazio, ci si accorge della preziosa ricchezza su cui poggiamo i nostri piedi ogni santo giorno per grazia di Dio. I tre astronauti dell’Apollo 11 e di tutte le altre missioni lunari, non furono in realtà mai lasciati soli. Neppure un istante. Quel piccolo passo di Armstrong ha cambiato davvero il mondo intero per sempre. Oggi tutti sui principali social network chiedono di tutelare i siti di allunaggio delle missioni Apollo come si conviene. Con altre missioni umane! Quell’impronta di Neil Armstrong non deve essere dimenticata e non deve andare perduta. Neppure tra migliaia di anni. È un patrimonio dell’Umanità. I direttori e responsabili di volo dell’Apollo 11, Gene Kranz e Rocco Petrone, approverebbero perché sarebbe il modo migliore per onorare il gentiluomo Armstrong al di là delle parole più genuine e sincere. Collins ha dichiarato che “Neil era il migliore e che ci mancherà terribilmente”.

Ma ogni astronauta che supererà il campo gravitazionale terrestre e le Fasce di Van Allen, volando sulla Luna, su Marte ed altrove, eguaglierà lo spirito e le gesta di Armstrong. Che, a differenza di Cincinnato, non volle mai fare politica ma che, come Cincinnato, rifiutò le lusinghe del potere (della pubblicità, della televisione) per dedicarsi totalmente alla famiglia ed ai suoi valori, tutelando la propria privacy. Un esempio per tutti i giovani del mondo che, grazie al duro lavoro, esplorano e realizzano i propri sogni più arditi, fino ad arrivare là dove nessuno è mai giunto prima. Sono questi i nuovi Neil Armstrong che conquisteranno il Cosmo anche senza obbedire a qualche specifico comando. Semplicemente attuando la propria iniziativa privata, con modestia, rigore, onore e libertà. Il coraggio di Armstrong e compagni può essere facilmente dimostrato. La carta stagnola del modulo lunare e lo stesso Saturno 5 che li lanciarono sulla Luna non erano mezzi così affidabili come si sarebbe potuto pensare. Il computer di bordo della capsula Apollo non era in grado di gestire completamente tutti i dati del missile e nel caso di un incidente nelle prime fasi dopo la partenza difficilmente la torretta di salvataggio sarebbe entrata in azione. Gli astronauti ne erano consapevoli. Anche se non ne parlavano né con i tecnici, né tra loro. Gli astronauti Nasa avevano scelto di partecipare a quella missione per portarla a termine a qualunque costo e rischio. Il computer che serviva a guidare il modulo lunare ricoperto di stagnola, era almeno 100mila volte meno potente di un qualunque iPod Touch Apple dei nostri giorni.

Spesso un eccesso di dati lo mandava in tilt. Ed è quello che successe anche durante la discesa del modulo Aquila. Un altro astronauta, forse, avrebbe dato ascolto al computer quando si accese la luce rossa di pericolo che ordinava di accendere immediatamente il motore per tornare alla capsula orbitale Apollo. Armstrong seguì il suo istinto, la sua esperienza che gli diceva che tutto era in ordine e andò avanti, fino a far posare il modulo lunare sulla Luna. Armstrong e Aldrin non immaginavano neppure che fosse già stato scritto il discorso alternativo del Presidente Nixon. Letto al mondo intero in caso di morte sulla Luna (Il destino ha ordinato agli uomini che sono andati sulla Luna per esplorarla in pace, di rimanerci altrettanto in pace. Questi uomini coraggiosi, Neil Armstrong e Edwin Aldrin, sanno che non c’è speranza per il loro recupero. Ma sanno anche, che c’è speranza per l’umanità nel loro sacrificio…). Ma l’eroismo di Armstrong “esplose” quando chiese a Houston, una volta allunati, di poter scendere subito sulla Luna e di non seguire la tabella della missione che imponeva agli astronauti (lui e Aldrin) di trascorrere otto ore di riposo nel Lem. Gli venne concesso di scendere subito sulla Luna, perché ad un eroe si possono concedere questi “strappi” alle regole. Il suo cuore batteva come quello di nessun altro uomo quando alzò gli occhi alla Luna, ma rimase semplice e umile. Avrebbe potuto sfruttare al massimo la sua popolarità, come molti astronauti sulla Terra avrebbero poi effettivamente fatto. Ed invece Neil era schivo, concedeva interviste quando la Nasa lo obbligava. Lo si vedeva in televisione negli anniversari. Un piccolo cratere sulla Luna vicino al sito dell’allunaggio del Lem dell’Apollo 11 porta il suo nome e l’asteroide 1982 PC è stato chiamato in suo onore “6469 Armstrong”. Dei 12 uomini che hanno calcato il suolo lunare, quattro ci hanno già lasciato. Degli altri, i più giovani hanno 77 anni. Nel film “On the Shadow of the Moon” dove tutti gli astronauti delle missioni Apollo raccontano la loro visione dell’avventura lunare, Armstrong è il grande assente.

Aveva fatto un altro “strappo” alla sua regola solo in occasione dell’invito del Presidente Obama per il festeggiamento del quarantesimo anniversario dallo sbarco sulla Luna. Alla Casa Bianca si era ritrovato con i compagni di allora Buzz Aldrin e Michael Collins. Aveva autorizzato James Hansen, lo storico della Nasa, a scrivere “First Man”, una dettagliata biografia dalla quale emerge la figura di un uomo dalla disarmante semplicità. Lontano dall’eccentricità e dagli eccessi dei colleghi. Certamente la scelta di Armstrong di uscire per primo dal modulo lunare non venne apprezzata da Buzz Aldrin, che da allora, secondo i media, venne “relegato” alla posizione di secondo uomo sulla Luna. Non è affatto vero che Aldrin evitò accuratamente di fare foto di Armstrong durante la loro passeggiata lunare. Lo dimostra l’immagine di Neil sulla Luna accanto al Lem. Per anni si è speculato sulla sola immagine di Armstrong riflessa nella visiera di Aldrin. I fasci di luce laser che dall’Italia spariamo sulla Luna per misurare accuratamente la distanza Terra-Luna e gli effetti dei terremoti, sono possibili grazie a Armstrong e compagni. Al momento di partire dalla Luna, i due, pieni di polvere lunare, si accorgono che la levetta che deve accendere il motore del Lem è rotta. Aldrin usa la sua penna per fare contatto e tutto va come previsto. Nel momento del decollo, per un istante, Armstrong notò gli effetti del razzo propulsore sulla bandiera americana che cominciò a sventolare freneticamente. “Chissà se avrà resistito, forse l’avremmo dovuta fissare meglio”. Armstrong e Aldrin si ricongiunsero con Collins che li aveva pazientemente attesi in orbita lunare e tornarono a casa con uno “splashdown” nel Pacifico, ripescati dalla portaerei USS Hornet dove li attendeva il presidente Nixon. Tutto filò liscio come l’olio, nel migliore dei modi possibili e, dopo il periodo di quarantena, gli astronauti divennero il simbolo dell’America democratica che vinse per l’Umanità la corsa alla Luna battendo il colosso sovietico. I russi rinunciarono solo all’allunaggio umano.

Neil Armstrong resterà una delle figure più significative del secondo millennio cristiano. Al suo nome è legata la conquista della Luna, una delle più belle avventure dell’Umanità. Quando Armstrong impresse la sua orma sul suolo selenico, che resterà lassù per chissà quante decine di migliaia di anni, a sua memoria, forse avrà pensato alla mamma, ai suoi discendenti, a quello spirito pionieristico di Cristoforo Colombo che le Missioni Apollo hanno incarnato 500 anni dopo la scoperta dell’America. Chissà, forse avrà pensato all’Umanità intera nel calpestare il suolo lunare. Impresa un tempo celebrata ogni anno in Abruzzo da Monsignor Ettore Di Filippo (Civitella del Tronto), grande cultore delle scienze spaziali. I tre astronauti, ci ricorda Aldrin, avrebbero voluto festeggiare insieme il 50° anniversario nel 2019. Non sarà più possibile. Ma lo spirito di Neil soffia ancora verso la Luna, Marte e Giove. Chi avrà il coraggio, l’onore e la forza di intercettare questo nuovo vento pioneristico?

Fonte: http://www.piazzagrande.info

UNA CHICCA PER I FAN DI AMSTRONG, LE SUE IMPRONTE ALLO SPACE VIEW MEMORIAL DI TITUSVILLE, FOTOGRAFATE DAL SOTTOSCRITTO 5 MESI FA

CAri lettori cinque mesi, come oramai saprete, ero in Florida, dove ho avuto modo di visitare il Kennedy Space Center e non solo . Una mattina di Domenica, l'ultimo giorno di mia permanenza in USA prima del mio rientro in l'Italia, la mattina presto sono andato a fare una passeggiata per Titusville, e come guidato da una forza superiore, mi sono ritrovato nello Space View Memorial, non sapendo minimamente che esistesse. Vi sono diverse targhe, con l'immagine dei vari astronauti che hanno partecipato alle varie missioni e le impronte delle loro mani, un pò come a Hollywood. Ho personalmente provato a mettere le mani in molte di queste impronte, con quelle di Armstrong non calzavano perfettamente anche se di poco, con quelle di Aldrin e di Sheppard invece corrispondevano alla perfezione. Questo Space View Memorial è stata una piacevole e inaspettata sorpresa, segno di quanto la gente di Titusville ci tenga a ricordare tutti gli astronauti e anche i tecnici che hanno realizzato le varie missioni spaziali. Se andate a Titusville non dimenticate di visitare questo fantastico posto!

UFO Taped By Mars Curiosity Rover




Oggetto luminoso avvistato da Curiosity, la NASA non sa cosa sia

L'UFO si muove nel cielo marziano, per poi fermarsi brevemente, aumentare di luminosità e riprendere il volo, sparendo dietro una collina

di Elena Arrisico


Un oggetto volante non identificato è stato ripreso da Curiosity, il rover che dal 6 agosto si trova sul suolo di Marte in cerca di tracce di vita passata sul pianeta rosso. L’UFOUnidentified Flying Object, per l’appunto – è sferico, luminoso ed attraversa l’orizzonte marziano, fermandosi brevemente ed aumentando di luminosità, per poi ripartire fino a scomparire pochi istanti dopo dietro una collina.

L’intera scena è stata ripresa dal robot Curiosity e la NASA non sa spiegare il fenomeno che viene, così, classificato come inspiegabile. Il video era stato caricato sul sito ufficiale, ma è stato poi rimosso, probabilmente per la mancanza di risposte; fortunatamente, però, alcune persone lo hanno catturato e caricato su YouTube. Si potrebbe pensare ad un meteorite che entra nell’atmosfera di Marte, ma così non si spiegherebbe il silenzio della NASA ed il fatto che l’oggetto si fermi in aria per un po’, aumentando di luminosità, per poi riprendere il suo tragitto.


Fonte: http://attualissimo.it

Commento di Oliviero Mannucci: sono stato uno dei primi blogger in Italia a segnalare la presenza di UFO in quel video della NASA. La NASA non dice nulla, come dice il detto: chi tace acconsente!


Trovate molecole di zucchero vicino ad una giovane stella

La realtà attorno a noi non finisce di stupirci mai. E’ di un team di astronomi che utilizza l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) la scoperta che ha individuato molecole di zucchero nel gas che circonda una giovane stella simile al Sole. La scoperta, prima nel suo genere, dimostra che i mattoni della vita sono nel posto giusto, al momento giusto, per finire nei pianeti che via via si formano attorno alle nuove stelle.

La forma semplice di zucchero chiamata glicolaldeide si trova attorno alla stella IRAS 16293-2422.
La scoperta conferma che alcune sostanze utili per la vita esistevano già prima della formazione dei pianeti. In realtà non è la prima volta che questa sostanza viene osservata nello spazio, ma è il primo caso in cui viene trovata tanto vicina ad un pianeta.

“Nel disco di gas e polvere che circonda questa stella di recente formazione, abbiamo trovato la glicolaldeide, che è una semplice forma di zucchero, non molto diverso dallo zucchero che abbiamo messo nel caffè stamattina”, spiega Jes Jørgensen del Niels Bohr Institute, in Danimarca, autore principale della ricerca. “Questa molecola è uno degli ingredienti nella formazione di RNA, che – come il DNA, a cui è correlata – è uno dei mattoni della vita”.

“Quello che è veramente eccitante nei nostri risultati è che le osservazioni di ALMA rivelano che le molecole di zucchero si stanno spostando verso una delle stelle del sistema”, dice il membro del team Cecile Favre (Università di Aarhus, Danimarca). “Le molecole di zucchero non solo sono nel posto giusto per finire verso un pianeta, ma stanno anche andando nella giusta direzione.”

La stella IRAS 16293-2422 si trova a circa 400 anni luce di distanza, relativamente vicina alla Terra, il che la rende un ottimo obiettivo per gli astronomi che studiano le molecole e la chimica attorno a stelle giovani.

“La grande domanda è: quanto complesse possono diventare queste molecole prima di finire in nuovi pianeti? Sapere questo potrebbe dirci qualcosa su come la vita possa sorgere altrove, e le osservazioni ALMA saranno di vitale importanza per svelare questo mistero”, conclude Jes Jørgensen.

Il lavoro sarà pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal Letters journal.

Fonte: http://gaianews.it

Siamo vegetariani, non alieni: a Gorizia un festival tutto in verde

In Friuli, dal 31 agosto al 2 settembre, la terza rassegna dedicata al mondo "veg". Un evento (aperto a tutti) non solo gastronomico ma culturale e con dei padrini d'eccezione. Lo racconta il suo ideatore, Massimo Santinelli

vegetariano

Tremate, le streghe son tornate! Dal 31 agosto al 2 settembre, vegetariani e vegani d’Italia si ritrovano alla terza edizione del Festival Vegetariano di Gorizia. «Non siamo alieni» avverte il video promozionale della kermesse che porta in terra di luganighe un esercito di “non mangio carne” (sono attese 30mila persone) che ai pranzi di famiglia rifiutano lo spezzatino tra lo sgomento generale. Approfittiamo della tre giorni goriziana per fare la nostra prima incursione nel mondo senza costicine e salsicce con Massimo Santinelli, ideatore della manifestazione in cui si parlerà di alimentazione veg, ma anche di ambiente e stili di vita sostenibili.

Com’è nata l’idea del Festival?
È stata innanzitutto un’esigenza imprenditoriale. Nel 1991 ho aperto Biolab, un’azienda attiva nella trasformazione di alimenti biologici di origine vegetale; allora avevo 27 anni ed ero mosso da un ideale: fare qualcosa che potesse portare beneficio alla collettività. Ma a un certo punto fare business non mi bastava più. Volevo creare un’attività culturale accanto a quella economica. Così l’idea, tre anni fa, di un evento nazionale di riferimento su questi temi, che in Italia mancava.

Chi ci mette i soldi?
È un’iniziativa totalmente privata, praticamente senza contributi pubblici, tranne una piccola collaborazione con il Comune. Si alimenta con quello che riesce a incassare: il nostro bancomat è la “Veg bag”, una borsa in cotone biologico che contiene 16 prodotti offerti dalle aziende sponsor certificate bio e che costa 15 euro a fronte di un valore reale merce di 32 euro. È la nostra forma di autofinanziamento, sul sito abbiamo già 400 prenotazioni; l’obiettivo è di venderne tremila pezzi.

Come’è stata accolta questa “invasione” di seitan e tofu?
Il primo anno siamo partiti quasi in sordina, allestendo la manifestazione nella zona artigianale, in un terreno fuori dall’azienda: sono arrivate oltre 5mila persone in un solo giorno. L’interesse c’era. Poi l’anno scorso ci siamo organizzati meglio e abbiamo puntato su un programma culturale con Mario Tozzi e abbiamo raddoppiato le presenze. Quella è stata la nostra consacrazione: abbiamo capito che potevamo spiccare il volo.

Anche quest’anno oltre all’alimentazione c’è un vasto programma culturale.
Sì, la domenica è interamente dedicata al mare, con gli apneisti Enzo e Patrizia Maiorca e con il capitano di Sea Shepard. Poi si parlerà ad esempio di spreco con Massimo Cirri e Andrea Segrè, di decrescita con Paolo Ermani e di stili di vita sostenibili con Denis Bonanni di Pecoranera. Insomma non solo cibo, ma molto altro. Perché non si è vegetariani solo a tavola.

In che senso?
Cioè non è solo questione di alimentazione, ma anche di cultura, di attenzione all’ambiente e di salute. Non basta rinunciare alle proteine animali, serve consapevolezza. Ad esempio, è importante sapere che per un chilo di carne servono 15mila litri di acqua. Io personalmente ho fatto una serie di scelte precise: mi muovo in bicicletta, in casa uso l’energia di un impianto fotovoltaico, a tavola opto per il prodotto biologico e in azienda ho introdotto dei sistemi di sostenibilità. Se poi una volta mi devo mangiare un piatto di spaghetti col pesce non vedo il problema.

Non dirci che non sei un vegetariano duro e puro?
Le etichette non mi piacciono. Non mi interessano le diatribe tra vegani, vegetariani, ecc. Non è questo lo scopo. Quello che ci interessa con questo Festival non è fare differenze, ma cultura. Siamo arrivati a un tempo in cui è urgente chiedersi che mondo troveranno le generazioni future. E non serve che diventiamo tutti vegetariani, è più importante fare scelte consapevoli e a 360 gradi. Chi ha diminuito il consumo di carne e ha preso coscienza non ha nulla da invidiare a chi è vegetariano.

Il festival è quindi aperto anche a chi mangia carne?
È assolutamente aperto a tutti. Ci sono anche diversi ospiti che non sono vegetariani, o di cui io non lo sappia, non l’ho nemmeno chiesto! L’intenzione non è di ghettizzare e nemmeno di fare proselitismi, per carità. L’importante è avere la possibilità di conoscere e di dire anche alle persone comuni che c’è un’alternativa alla dieta carnivora.

Sei nel posto giusto: Gorizia è terra di ottime carni.
Certo qui il consumo di carne è importante, però anche quello di vino. Almeno quello è vegetariano! Scherzi a parte, è proprio qui che bisogna osare: nei terreni dove c’è possibilità di confronto. Molti consumatori abituali di carne si sono avvicinati, curiosi.

Non ti chiedono: «Ma cosa mi resta da mangiare se tolgo la carne»?
È la domanda più comune che ci fanno. Proprio per questo abbiamo preparato il Ricettario vegetariano 2012, che sarà “battezzato” dall’astrofisica Margherita Hack, vegetariana dalla nascita, che propone 21 ricette che possono fare da riferimento per una cucina senza proteine animali, anche per i neofiti. Ecco, il Festival serve anche a questo: a dirti con che cosa sostituire la grigliata di ferragosto.

Qualche specialità veg che non ci aspetteremo di trovare al Festival?
Lo spezzatino, ad esempio: niente manzo ma seitan. Oppure il seitan in saor: al posto delle sarde, un carpaccio di seitan con cipolle, uvetta e pinoli: squisito! E poi il frico, specialità friulana a base di formaggio, in versione vegetariana, prodotto con caglio microbico che non contiene enzimi animali. La tradizione in chiave veg.

Nel video promozionale dite: «Non siamo alieni… siamo vegetariani». Vi vedono ancora così?
Il video spiega quello che ci troviamo ad affrontare nei pranzi di famiglia o con gli amici quando diciamo che non mangiamo carne. A me personalmente, che peso 91 chili e che – lo assicuro – ho una bella stazza, dicono ancora: «Ma te sta mal? Te g’ha problemi?». Lo scopo è anche questo: fare capire che stiamo benissimo e che non siamo nemmeno così strani.

di Natascia Gargano

www.puntarellarossa.it

Commento di Oliviero Mannucci: Io sono vegetariano dal 1985, duro e puro, come esistono carnivori duri e puri che quando si è a tavola in maniera molto maleducata iniaziano a fare le solite battutine del cazzo di chi non in pace con la propria coscienza cerca di giustificare il proprio comportamento cercando di prevaricare gli altri con le proprie idee spesso sbaglite - la verdura è tutta acqua, non sai che ti perdi, la carne ci vuole e via dicendo. Io a tavola specialmente cerco di evitare questo argomento, per educazione. Come io voglio esser rispettato per la mia scelta, faccio altrettanto verso chi questa scelta ancora non l'ha fatta, anche perchè se volessi essere veramente cattivo potrei fare anche io tante battutine interessanti tipo: la carne ha il 90% di acqua il resto sono quasi tutte porcherie, so cosa "mi perdo" cadaveri con ustioni di quarto grado, peso quasi 100 chili non sono così deperito, evidentemente la carne non ci vuole e tante altre belle cose. Si sa che questo modo di pensare fa parte oramai di un vecchio retaggio. Basta informarsi un pò in rete, e viene fuori che l'uomo non è onnivoro, ma vegetariano. Viene fuori che per far sviluppare un chilo di carne ad un animale ci vogliono mediamente 60 chili di cereali e 2000 litri d'acqua ( se pensate a quanta gente soffre la fame e la sete nel mondo....!) , viene fuori che una delle maggiori fonti d'inquinamento è quelle prodotta dalle aziende zootecniche e che gli astronauti che andranno su Marte adotteranno una dieta vegetariana per tutto il viaggio, anzi addirittura vegana, perchè la dieta carnea è considerata troppo dispendiosa. Inoltre il tumori al colon e alla mammella sono provocati nell'83% dei casi dal consumo di carne. Inoltre mettetteci il dolore che viene inflitto agli animali, al momento della macellazione, ma soprattutto durante l'allevamento che spesso avviene in veri e propri lager e il quadro è completo. Informatevi e ne scoprirete delle belle... (come le tre ragazze in fotografia nell'articolo sopra pubblicato)!


Flotta di UFO avvistata dalla Stazione Spaziale Internazionale



Sono oramai innumerevoli le sagnalazioni di avvistamenti UFO da ogni parte del globo, ma non mancano certamente le segnalazioni UFO dallo spazio. Attraverso il canale televisivo Ustream NASA, in diretta dalla ISS – Stazione Spaziale Internazionale - è possibile vedere quanti possano essere gli oggetti misteriosi che ogni tanto finiscono nelle inquadrature della telecamera di bordo dells ISS. C'è chi sostiene che si possa trattare di particelle di ghiaccio, oppure di resti di vecchi satelliti, ma tutto si può ragionevolmente escludee osservando meglio le immagini. Nel video che avete appena visto si palesano oggetti sferici multipli che appaiono e scompaiono, proprio come le famose "Flottillas" che molto spesso vengono avvistate in Messico e in altri paesi de sud america.


Oliviero Mannucci

CICAP: E DA QUANDO IN QUA L'ARROGANZA E L'IGNORANZA SONO DI RIFERIMENTO NEL MONDO SCIENTIFICO?

Ospito questo articolo e controbatto punto per punto tutte le affermazioni fatte dal suo autore, Marco Cappadonia Mastrolorenzi su http://www.lucidamente.com

UFO ( e IFO) a ufo nel cielo...

L’esistenza degli extraterrestri non è scientificamente dimostrabile, almeno per il momento. Tuttavia, programmi tv, riviste e siti ufologici ne parlano a vanvera

E meno male che i telegiornali e la carta stampata fanno poco uso di notizie riguardanti presunti misteri o enigmi da sempre ritenuti irrisolti. A questo pensano alcuni programmi televisivi, alcune riviste settoriali e partigiane, e il mare magnum dei siti internet nelle cui acque si può trovare (quasi) di tutto.


Studiare un fenomeno o un evento con un approccio, per così dire, “cicapiano”[1], cioè scientifico, non è soltanto l’unico modo per capire realmente come stanno le cose, ma è anche il sistema corretto per evitare confusioni generate da un certo tipo di informazione (?) e di giornalismo. Pochissimi giorni fa, alcuni siti ufologici hanno messo in rete immagini di presunti avvistamenti di alieni che vengono da ogni parte del mondo. Solo per il mese di agosto 2012, si sarebbero avvistati non sappiamo quanti extraterrestri a passeggio per i cieli del nostro pianeta: ogni volta trattasi di modelli diversi di astronavi, dischi volanti, capsule spaziali e quant’altro la fantasia e la vanagloria umana possano partorire.

Facciamo alcuni esempi. Il 5 agosto due notizie: un avvistamento di strane luci in Messico (nella città di Taxco) e un ritrovamento (addirittura) in Cina di resti fossili che testimonierebbero la presenza sulla Terra di una razza umana creata (attenzione!) dagli alieni o frutto di accoppiamenti misti (come nel caso dell’Uomo di Neanderthal e dell’Homo Sapiens Sapiens, anche se i geni del secondo hanno finito, come si sa, per prevalere su quelli del primo). Il 6 agosto è il governo australiano a rilasciare documenti tratti dagli archivi segreti sugli Ufo e lo stesso giorno (forse contemporaneamente) viene avvistato un disco volante in Colombia tra lo stupore dei soli cittadini della città di Palmira (gli alieni hanno scelto e selezionato proprio quella città). Il giorno successivo (7 agosto) è addirittura la Nasa a confermare un’invasione aliena e, contemporaneamente, “compare” (verbo usato per l’articolo sul sito ufologico) all’improvviso un pittogramma in un campo di frumento nell’Hampshire (Inghilterra) composto da sette misteriosi triangoli (che sarebbero segni di comunicazione aliena). Dulcis in fundo, l’8 agosto una spedizione russa si attrezza di tecnologie costosissime per riprendere degli Ufo che volteggiano sopra un bellissimo lago azzurro[2]. Non c’è che dire! Un campionario ben nutrito!


Vediamo intanto di intenderci sul significato delle sigle e delle parole. Il concetto di Ufo è una categoria recente (possiamo affermare che è un’invenzione della modernità). Si può dire che sia nato nell’immediato dopoguerra negli Stati Uniti[3] e precisamente ai primordi della Guerra fredda tra le due superpotenze vincitrici nella Seconda guerra mondiale (anzi, possiamo dire che fu parte della Guerra fredda). Placati gli animi bellicosi dei Paesi guerreggianti, le due potenze cominciarono a investire danaro nelle ricerche spaziali e a fare una partita a scacchi per la conquista del sistema solare. Dopo aver rivaleggiato nel mondo, si fronteggiarono tra di loro per dominare anche fuori di esso (e qui si inserisce il fenomeno Ufo). Iniziano, così, i lanci dei satelliti e dei primi razzi fino ad arrivare (come è noto) alla conquista statunitense della Luna.

La sigla Ufo sta per “Unidentified Flying Objects(Oggetti volanti non identificati). Qualsiasi cosa non sia identificata è (perciò) un Ufo, anche un pallone sonda (in passato se ne è fatto largo uso) o un aereo o disco volante da modellismo (ve ne sono, radiocomandati, anche di proporzioni notevoli) che per qualche ragione non si riconoscono o vengono confusi. Dal momento in cui l’oggetto volante viene identificato passiamo alla categoria Ifo, ovvero Identified Flying Objetcs (Oggetti volanti identificati). E a quel punto si ha un quadro nitido di cosa si tratti e di quale entità sia l’oggetto. Gli “avvistamenti” degni di interesse sono sempre stati Ufo, ossia oggetti “strani”, non compresi, non decifrati o volutamente mistificati e manipolati. Qualsiasi cosa non sia decodificata desta interesse e crea fantasie, misteri, mostritipico della mente umana), interpretazioni affrettate e interpolazioni più o meno volontarie (qui entra in gioco anche l’inconscio).


Detto questo, è bene ricordare che le distanze nell’universo sono enormi e che, per trovare un pianeta ove si sia possibilmente sviluppata una qualche forma primordiale di vita (quindi un battère), bisogna percorrere miliardi di chilometri a una velocità prossima a quella della luce, ossia a quasi trecentomila km al secondo. Si pensi soltanto che in astronomia un anno luce significa la distanza che un fotone percorre nello spazio vuoto, in assenza di campo gravitazionale, in un anno giuliano (365,25 giorni) e corrisponde a 9.461 miliardi di km, ovvero 63.241 volte la distanza tra la Terra e il Sole. E si pensi ancora che il pianeta più vicino alla terra, scoperto nel 2010, si trova in un sistema stellare lontano venti anni luce: si chiama Gliese 58/d e gravita intorno a una “nana rossa”[4]. Il pianeta più “abitabile”, simile alla Terra (Kepler – 22/B), si trova addirittura a 600 anni luce[5]. Bisognerà, poi, appurare se in quei luoghi remoti vi sia veramente una qualche forma di vita e a quale livello evolutivo si trovi.

Insomma, calcolate da soli le probabilità che una civiltà extraterrestre possa conoscere le tecnologie necessarie per costruire un’astronave in grado di colmare distanze del genere e arrivare da noi soltanto per volteggiare nei nostri cieli, farsi vedere e farci “marameo” dall’alto. È semplicemente ridicolo! In definitiva, per fenomeni meravigliosamente straordinari, occorrono prove altrettanto straordinarie e convincenti. Spesso la leggerezza dell’essere è davvero insostenibile[6]. Potrà anche esistere una civiltà supertecnologica e molto più avanzata della nostra, chissà quanto lontana e quanto sviluppata (ma il calcolo delle probabilità non induce certo a essere ottimisti), ma per ora rimaniamo nel campo del fantastico e dell’ipotetico. Amici ufologi, provate le vostre tesi o… tacete!

Note
[1] Il termine deriva dal Cicap (Comitato italiano controllo affermazioni paranormali).
[2] Ogni giorno sui siti ufologici vengono pubblicate notizie del genere. Siamo praticamente affollati da possibili extraterrestri che intasano i cieli della Terra in modo più massiccio del nostro traffico aereo. Le notizie da me riportate sono state prese dai siti del settore, ma si possono consultare anche le riviste cartacee, comunemente in vendita nelle edicole e librerie. Abbiamo fatto solo alcuni esempi, ma l’elenco è fin troppo nutrito e potrebbe continuare a lungo.
[3] Per un discorso più dettagliato sulla storia dell’ufologia, cfr. Massimiliano Teso (a cura di), Incontri ravvicinati? Realtà e miti dell’ufologia, Avverbi Edizioni, 2000.
[4] Scoperta effettuata dagli astrofisici e astronomi dell’Università della California. La notizia è riportata nel seguente articolo: Eleonora Presani, Scoperto il primo pianeta abitabile fuori dal sistema solare, in www.appuntidigitali.it.
[5] Numerosi gli articolion line che hanno riportato la notizia. In particolare, cfr. Scoperto il pianeta abitabile più simile alla Terra, in http://www.tg1.rai.it/.

[6] Il riferimento al romanzo di Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere (Adelphi), riguarda solo il titolo.

Le immagini: elaborazione al computer di un’astronave aliena, un ufo giocattolo e foto del pianeta Kepler.

Marco Cappadonia Mastrolorenzi

(LucidaMente, anno VII, n. 81, settembre 2012)

UFO - Cicap, idiozie ad ufo sulla Terra

Cicap: L’esistenza degli extraterrestri non è scientificamente dimostrabile, almeno per il momento. Tuttavia, programmi tv, riviste e siti ufologici ne parlano a vanvera

1) L'esistenza degli extraterrestri è scientificamente dimostrabile, lo dice un eminente astrofisico, caso mai chi ne parla spesso più che a vanvera è proprio il CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale. Che c'entrano gli UFO, con il paranormale me lo devono proprio spiegare!? Già da qui si capisce la poca competenza di chi vorrebbe controllare le affermazioni degli altri, ma che farebbe bene a controllare prima le proprie!

Eamonn%20Ansbro



Secondo una dichiarazione del prof. Eamonn Ansbro ( due lauree, un PhD in astronomia- specializzazione sul sistema solare- direttore del Kingsland Observatory, membro della Royal Astronomical Society, da molti anni a capo di un progetto che ha denominato SETV, dove la V sta per "visitation", intendedo proprio visite e non vita intelligente) gli extraterrestri ci osserverebbero.
Afferma infatti: "Abbiamo scoperto che gli Ufo compiono delle orbite determinate attorno alla Terra. Possiamo dimostrare che ciò avviene veramente, indicando in quale luogo preciso, in quale momento preciso, con un margine d'errore di 20 minuti. Sono anni che ci lavoriamo."

"Sfortunamente gli scienziati non hanno mai indagato adeguatamente in questo campo. Dopo 20 anni di ricerche, invece, io posso dire di aver scoperto un aspetto degli Ufo che mostra un evidente contenuto intelligente". Vedi il video qui sotto:



Inoltre c'è un enorme numero di documenti desecretati che trovate anche su questo blog, dove i servizi segreti di tutto il mondo indicano gli UFO come il prodotto di intelligenze aliene.

Cercate gli Alieni? Iscrivetevi all’Università di Edimburgo…



L'università di Edimburgo lancia corsi online a tema extraterrestre

L’Università di Edimburgo è in procint0 di lanciare una serie di corsi online di astrobiologia e tematica extraterrestre, per imparare ad affrontare al meglio la questione aliena, come si farebbe con un dottorato. Lo riporta il The Telegraph e altri media britannici. Il prestigioso ateneo scozzese entra a far parte del consorzio promosso dalla Stanford University della California, per offrire lezioni gratuite su internet a chi ne faccia richiesta, e tra questi argomenti c'è l'astrobiologia collegata alla ricerca di vita aliena: strumenti e metodi. Il corso verrà coordinato dal professor Charles Cockell, direttore del Centro per l’Astrobiologia del Regno Unito, durerà 5 settimane e richiederà per gli studenti un impegno di circa 4 ore a settimana. Ecco altri curiosi dettagli a seguire.

Il corso affronterà tutte le tematiche preponderanti dei temi astrobiologici classici. Dalla possibilità della vita su Marte e in ambienti ostili, alle basi della vita basate sul carbonio e le possibili varianti, alle caratteristiche psichiche e attitudinali di eventuali intelligenze aliene. Un corso intensivo affascinante.

Duemila anni fa, gli antichi Greci si domandavano se potessero esserci altri mondi abitati. Nei prossimi anni, la questione potrebbe essere provata sperimentalmente”, ha dichiarato il docente che ha aggiunto: “Il nostro corso è una sorta di introduzione all’astrobiologia, campo di studi che affronta interrogativi di ampio interesse del tipo: come si è sviluppata la vita sul nostro pianeta? è stato un processo inevitabile? la vita è comune in tutto l’universo?”

E ancora...

Glamorgan (Galles) – Fantascienza? Assolutamente no. Il 3 ottobre scorso, l'Università di Glamorgan ha inaugurato un corso di laurea della durata di tre anni, che permetterà ai 100 alunni iscritti di ottenere un dottorato al limite della fantascienza: una laurea in Astrobiologia. Il responsabile del progetto è il prof. Mark Brake, curatore della mostra londinese «La scienza degli alieni» inaugurata il 14 ottobre scorso.
Immagine:

10,43 KB
L’obbiettivo del professore sarebbe quello di formare una nuova figura professionale preparata su nozioni di astronomia, astrofisica, biologia, zoologia, con abilità nell’utilizzo dei più potenti e moderni telescopi. Il Dott. Astrobiologo si occuperà di esaminare i risultati inviati dalle sonde spaziali alla ricerca di possibili segnali provenienti da altre forme di vita. Gli studenti verranno formati per avere anche una cultura su tutti i film, la letteratura, la mitologia fiorita attorno agli extraterrestri, per smontare all'occorrenza credenze, miti, luoghi comuni e false testimonianze di avvistamenti Ufo.


Fonte : Ufologia.net



CICAP : Studiare un fenomeno o un evento con un approccio, per così dire, “cicapiano”

E da quando in qua il CICAP, un associazione privata è un punto di riferimento nel mondo scientifico? Conosco degli ex Cicap, che hanno constatato una sola cosa. Il CICAP non ha alcun interesse a stabilire quale sia la verità. Al CICAP interessa solo negare tutto ciò che non rientra nei schemi mentali ( molto limitati) di chi ne fa parte. Inoltre il CICAP è stato spesso ripreso dai scienziati stessi per i madornali errori compiuti durante le loro indagini, famoso il caso della Sindone

Cicap, tutti gli errori del comitato sul Paranormale

Partiamo dal caso più clamoroso, l'affermazione che la Sindone si può riprodurre. Una delle tecniche preferite dai seguaci del comitato è annunciare di essere in grado di replicare una copia perfetta di qualcosa ritenuto "incredibile". Hanno tentato anche con i cerchi nel grano, e i risultati sono stati ridicoli. Nessun dubbio infatti che i cerchi si possano riprodurre, lo hanno fatto i ciclemakers con risultati notevoli, ma non ci sono riusciti certo gli italianissimi investigatori dell'occulto.

Ma torniamo alla Sindone. In occasione del XI° Congresso del CICAP tenuto ad Abano Terme il 9, 10 e 11 ottobre il dott. Luigi Garlaschelli, chimico dell’Università di Pavia, ha tenuto una relazione dal titolo “La Sindone si può riprodurre: in cui ha presentato la sua ricerca che gli ha consentito di ottenere per la prima volta una riproduzione della Sindone in grandezza naturale (4,40 x 1,10 metri).

Secondo il Cicap infatti nonostante molti ritengano il lenzuolo che avvolse il corpo di Cristo presenti caratteristiche inspiegabili e irriproducibili con mezzi umani, Garlaschelli era riuscito a fare il "miracolo". L'annuncio ha provocato un eco internazionale, servizi Tv, e via di seguito. Ma com'è andata a finire? Tutto falso. (Il Cicap aveva sbagliato tutto!)

Naturalmente gli studiosi veri della sindone insorsero. Proprio gli scienziati (quelli veri) di cui il Cicap tante volte prende le difese, etichettarono l'annuncio sulla Sindone un raggiro, stupendosi per le affermazioni prive di rigore scientifico che si erano sentite nel convegno. Le motivazioni che confutavano la realtà che la Sindone potesse essere riprodotta erano cristalline. È infatti possibile riprodurre alcune fattezze macroscopiche della Sindone, ma è assai più difficile riprodurre le caratteristiche microscopiche dell’immagine corporea ivi impressa. Nessuno, nemmeno con lo stato dell’arte delle tecnologie attuali, è stato sinora capace di riprodurre tutte insieme tali caratteristiche estremamente particolari. Anche un articolo a nome di 24 studiosi pubblicato su Internet (www.shroud.com/pdfs/doclist.pdf ) riporta l’impossibilità attuale di riprodurre tutte le fattezze della Reliquia più importante della Cristianità.

A tal proposito un articolo illuminante lo potete leggere qui riportato dal blog Insolitanotizia.

Leggiamone un estratto:

Nessuno al mondo è ad oggi riuscito a replicare l'incredibile tridimensionalità dell'immagine sindonica, nè tantomeno a risovere l'enigma dele fibre insanguinate, sotto alle quali non ci sono tracce dell'immagine, che quindi risultano essere precedenti all'"impressione" della figura del corpo. Insomma chiunque avesse "riprodotto" con qualche stratagemma le membra del suppliziato, lo ha fatto senza intaccare in nessun modo la fisiologicità della sostanza ematica: nè con bruciature, nè con acidi, nè tantomeno con pitture varie. Nella versione fallace di Garlaschelli, il quale sostiene che la pittura è scomparsa anche grazie all'invecchiamento del tempo, ma sostanzialmente "lavata" via con procedimenti chimici, non si capisce com mai il sangue sia rimasto integro nonostante questa pulizia chimica. Senza dilungarci sulle inesattezze e sugli altri particolari tralasciati dal drappo di Garlaschelli, (nonostante da bravo scolaro abbia avuto la brillante idea di copiare il compitino a tal punto, da tralasciare sì importantissime caratteristiche, ma facendo quattro bellissime bruciature per riprodurre realisticamente i danni dell'incendio del XVI secolo) come l'approssimazione del suo tentativo di tridimensionalità, e il silenzio tombale sul modo in cui poter risparmiare il sangue dalla contaminazione dell'immagine, sappiate solo che l'aggettivo più gettonato dagli esperti è stato "infantile". Ridicolo sarebbe altrettanto corretto, se non fosse che taluni giornali e una manciata di servizi televisivi degli amici del CICAP, abbiano battuto il ferro fino a farlo diventare caldo, tanto che chissà quante menti impreparate e un po' ignoranti si saranno davvero convinte che quel formidabile scienziato di Garlaschelli, abbia davvero svelato l'arcano della Sindone! Capite l'arguzia e la bassezza di tali buffonate? capite il volume dell'acqua tirata al proprio mulino da questi balbuzienti della scienza, e i vantaggi economici e pubblicitari che ne derivano? Riuscite a comprendere il losco e ingannevole percorso di questi burattinai del sapere, il cui unico senso e scopo è accaparrarsi consenso verso il proprio schieramento?

Ad ogni modo nonostale anche la BBC abbia sbugiardato la tesi del CICAP, lo scopo dell'associazione era raggiunto, i media italiani sempre molto servizievoli avevano lanciato lo scoop che il CICAP aveva scoperto che la Sindone era un Falso Medioevale, senza ritornare sul pezzo dando l'epilogo finale: il CICAP aveva non solo mentito, ma alterato volutamente dei risultati scientifici mistificando la realtà.

Fonte: http://www.ufoonline.it


Se non vi basta questo esempio, digitate su Google errori del Cicap quanti errori ha fatto questo comitato che si definisce un punto di riferimento scientifico in Italia.

Inoltre vi invito a leggere questo documento del dipartimento di fisica della US Air Force dove agli aspiranti piloti da caccia viene spiegata molto chiaramente l'origine aliena degli UFO e vengono invitati ad avere un approccio alla materia serio e con mente aperta, tutto l'opposto di quello che fanno i seguaci del Cicap.


Un documento ufficiale declassificato USAF dell' 8 ottobre 1970, che parla esplicitamente di UFO ed alieni. Si tratta del capitolo 33 del testo “Introductory Space Science, Volume II, Department of Physics, USAF” editato dal Maggiore Donald G. Carpenter e dal Co-editore Luogotenente Colonnello Edwared R. Therkel. Il documento afferma che United States Air Force afferma che gli UFO esistono fin dall'antichità, parla anche di origine extraterrestre degli UFO, ma sopratutto si afferma che sia gli USA che i Sovietici hanno tentato di abbattere gli UFO, che nel caso americano aveva la classica forma di disco volante (p462-463).

Il documento può essere visionato nel suo formato originario qui (ovviamente è in inglese): Clicca qui

Mentre qui potete trovare la trascrizione delle parti principali (in inglese) con una introduzione fatta dal prestigioso CUFON: http://www.cufon.org/cufon/afu.htm

E la sua traduzione la trovate qui di seguito, compresa l'introduzione del CUFON

CORSO INTRODUTTIVO DI SCIENZA SPAZIALE

CAP. XXXIII

OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI

DIPARTIMENTO DI FISICA –USAF

UNITED STATES AIR FORCE ACADEMY

E’ ormai noto da qualche tempo che durante la fine degli anni ’60 primi ’70 l’accademia della forza aerea di Colorado Springs includeva del materiale riguardante gli UFO nel suo curriculum. Il capitolo del manuale “corso introduttivo di scienza spaziale” per la classe di fisica 370 è stato pubblicato su CUFONsm per un bel po’ di tempo. Questo file contiene un esteso servizio che include un articolo giornalistico da “Lemoore Advance, Una lettera di risposta dall’Accademia A.F. che riportava copie delle due versione del Cap. 33, quale era in uso dal 1968 e la versione rivisitata posta in uso per il trimestre autunnale, 1970 (pubblicato 14 maggio 1992) – Jim Klotz, CUFONSsm SYSOP.

Da Lemoore, CA Advance, 8 Ottobre 1970

MANUALE DELL’ACCADEMIA AEREA RICHIEDE MAGGIORE STUDIO DEGLI AVVISTAMENTI UFO di Ted Hubbard

Gli studenti dell’Accademia di forza aerea americana a Colorado Springs sono stati istruiti a non lasciarsi andare a derisioni alla menzione di UFO o dischi volanti e di mantenere invece una mente aperta riguardo all’argomento.

Questo è stato reso chiaro lo scorso Giovedì durante un’intervista data dal maggiore Stewart Kilpatrick, vice direttore della pubblica informazione dell’Accademia della forza aerea di Colorado Springs, alla Lemoore Advance. Si è trattato di una lunga ed esclusiva intervista telefonica.

Il National Enquirer, rivista di diffusione nazionale, che “reputa di avere la più ampia circolazione di ogni altro settimanale in America”, ha titolato la seguente affermazione “ manuale della accademia di forza aerea avvisa i cadetti che gli UFO possono essere aerovelivoli guidati da Alieni provenienti da altri mondi nel suo numero 11 di Ottobre. “ Poiché tanti nostri lettori sono personalmente interessati nei mezzi aerei, L’Advance ha cercato di verificare quello che appariva essere un’affermazione esagerata e piuttosto incredibile. Questo nonostante gli avvistamenti riportati da diversi testimoni alcune settimane fa di alcuni strani velivoli su Lemoore.

Il Maggiore Kilpatrick, come ufficiale di secondo grado negli affari pubblici all’Accademia aerea è nella posizione di parlare in maniera autorevole per la forza aerea. Egli ha ammesso immediatamente che gli allievi di primo anno vengono istruiti tramite un testo dal titolo di “corso di introduzione alla scienza spaziale Vol. II” e che l’intero capitolo 33 riguarda interamente considerazioni sugli UFO. Ha citato da pagina 455, che di fatto 50.000 persone affidabili hanno riportato avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

“Questo ci porta a ritenere la spiacevole possibilità di visitatori aliene nel nostro pianeta” pag. 14 e il capitolo continua “ o almeno di UFO controllati da alieni”.

In accordo con il manuale: Se tali esseri stanno visitando la terra, 2 domande sorgono spontanee: 1- Perché non hanno cercato di contattarci ufficialmente, e 2 Perché non ci sono stati incidenti che rivelassero la loro presenza?

“Perché nessun contatto? Questa domanda trova una risposta molto facile in diversi modi: 1) potremmo essere l’oggetto di un intenso studio psicologico e sociologico. In tali studi si evita di solito di disturbare l’ambiente dei soggetti al test. 2) Non ci si mette in contatto con una colonia di formiche, e gli umani possono apparire in tal modo agli alieni (variazione: è divertente visitare uno zoo, non per questo ci si mette in contatto con le lucertole). 3) Tale contatto può aver avuto già luogo su un differente piano di consapevolezza e noi non siamo ancora sensibili alle comunicazioni su questo piano.”

Nel rilasciare questa intervista nel Lemoore Advance siamo ben consapevoli che molti lettori certamente “alzeranno un sopraciglio o due”. Ma il Maggiore Kilpatrick ha insistito che il capitolo di cui sopra non è una favoletta. Alla fine è apparso in accordo con le raccomandazioni del manuale di fisica che consiglia agli ufficiali dell’Air Force come segue: “La cosa migliora da fare è mantenere una mente aperta e scettica e non prendere una posizione estrema da una parte o dall’altra del problema.

“Corso di introduzione alla scienza spaziale” chiude il capitolo con il desiderio espresso che reiterate e estese investigazioni vengano concesse alla possibilità degli UFO. Questo richiederà la spesa di una considerevole somma dei fondi governativi e in presenza dell’attuale atteggiamento di derisione da parte del pubblico ogni qualvolta siano menzionati gli UFO, tale possibilità sembra quasi senza speranza, finisce con il lamentare il capitolo.

Come molti sanno il Dr. Eugene U. Condon vide chiudere la sua investigazione da parte del Pentagono e nessun investigazione scientifica ufficiale risulta attualmente operativa in questo campo. Nel 1966 abbiamo parlato con 6 diversi piloti air force alla base di Travis, che sostenevano di aver visto degli UFO ma che affermavano di non averne fatto rapporto per timore di estremo ridicolo. Almeno nel 1970 questo atteggiamento sembra essere cambiato come indicato dal maggiore Kilpatrick nella sua intervista.

Il rappresentante di Lemoore all’accademia di Colorado Springs è Steve (Luna) Mullens, ex stella del basket del Tiger Team e ex-studente di Lemoore High. Gli stiamo chiedendo la sua opinione riguardo al testo che presenta i cosiddetti UFO.

DIPARTIMENTO DI FORZA AEREA – QUARTIER GENERALE ACCADEMIA AEREA DEGLI STATI UNITI – USAF ACCADEMIA, COLORADO 80840

RISPOSTA ALL’ATTENZIONE DI: OI 4 NOV. 1970

Con riferimento alla vostra recente richiesta all’accademia di forza aerea riguardo gli UFO, presentiamo i seguenti fatti per vostra informazione:

Il soggetto degli UFO è esaminato brevemente alla fine di un corso all’Accademia, Fisica 370, che di solito attrae circa 20 studenti per semestre. L’argomento UFO cade nell’obbiettivo di corso di discutere tutti i fenomeni osservabili e riportati di fenomeni fisici che avvengono dalla superficie del sole a quella dei pianeti. Quando l’argomento Ufo fu incluso nel corso, serviva, da un punto di vista accademico, ad illustrare che quando dati contradditori sono disponibili, la miglior cosa è tenere una mente aperta e cercare altri dati. L’argomento rimane un eccellente veicolo di discussione delle implicazioni e applicazioni di molte leggi base della fisica nei confronti dei fenomeni osservati.

La fonte di recenti storie narrate dai media riguardo lo studio degli UFO all’accademia era un capitolo non aggiornato nel testo del corso intitolato “corso introduttivo alla scienza spaziale”, un’opera in due volumi di 470 pagine stampata e rilegata a spirale dall’Accademia per gli usi di classe. L’ultimo cap. nel secondo volume era di 14 pagine, intitolato “Oggetti volanti non identificati”

Quando questo cap. fu scritto e stampato nel 1968 con la conclusione generale che nulla è venuto dallo studio degli UFO nelle ultime due decadi che abbia aggiunto conoscenza scientifica e che ulteriori studi probabilmente non possono essere giustificati nell’aspettativa che la scienza faccia dei passi avanti.

“IL VOLO DELL’UOMO NELLA VITA è SOSTENUTO DAL POTERE DELLA CONOSCENZA”

Basandosi sulle conclusioni del rapporto Condon e sull’esperienza ventennale degli UFO, la forza aerea terminò il Project Blue Book nel Dicembre 1969 con questa frase finale:” Come risultato dell’investigazione sugli UFO dal 1948, le conclusioni del Project Blue Book sono 1) nessun UFO riportato, investigato e valutato dalla forza aerea ha mai dato alcuna indicazione di minaccia alla sicurezza nazionale; 2) nessuna prova è stata sottoposta o scoperta dalla forza aerea che gli avvistamenti categorizzati come “non identificati” rappresentino sviluppi tecnologici o principi oltre la gamma della conoscenza scientifica attuale; 3) non c’è stata prova che indicasse che gli avvistamenti categorizzati come non identificati fossero veicoli extraterrestri.”

Alla luce di questi sviluppi, il contenuto del corso fu cambiato in una presentazione orale delle conclusioni del Rapporto Condon e delle ragioni per cui il Project Blue Book fosse stato cancellato.Fu ritenuto antieconomico ristampare l’intero secondo volume per un numero limitato di studenti fino all’autunno del 1970.

Con l’inizio del semestre autunnale 1970, un capitolo aggiornato e rivisto intitolato “fenomeni aerei non identificati” fu sostituito al vecchio capitolo cosicché il testo segue ora la presentazione orale richiesta in classe sull’argomento.

Per informazione alleghiamo copia del vecchio cap. 33 non più in uso e copia del nuovo ora utilizzato dagli studenti di Fisica 370 a partire dall’autunno 1970.

Spero che questa lettera sia di chiarimento alle domande sullo studio degli UFO presso l’accademia.

Distinti saluti

CORSO DI SCIENZA SPAZIALE – VOL. II – DIPARTIMENTO DI FISICA – USAF

Cap. XXXIII

OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI

Che cos’è un oggetto volante non identificato (UFO ) ?

Bene, secondo il regolamento 80-17 della forza aerea USA, un UFO è “qualsiasi fenomeno aereo o oggetto che sia sconosciuto o appaia essere fuori dall’ordinario all’osservatore”. E’ una definizione molto ampia che si applica ugualmente al singolo individuo che vede la sua prima nuvola lucente al tramonto o ad un altro individuo che vede il suo primo elicottero. Tuttavia, attualmente molti considerano il termine UFO con il significato di oggetto che si comporta in maniera strana e irregolare mentre si muove attraverso l’atmosfera terrestre. Lo strano fenomeno ha evocato forti emozioni e grande curiosità tra un largo segmento della popolazione. La persona comune è interessata per amore del mistero, il militare è coinvolto per la possibilità di minaccia alla sicurezza nazionale, alcuni scienziati per una curiosità di base che li ha portati ad essere ricercatori.

La letteratura sugli UFO è così vasta, e le storie così tante e diverse, che possiamo solo presentare un abbozzo generale dell’argomento in questo capitolo. Questo abbozzo include descrizioni, classificazioni, campi operativi, alcune teorie sulla natura del fenomeno, reazioni umane, tentativi di approcciare il problema scientificamente, e alcune tentate conclusioni. Per approfondire l’argomento le referenze sono un punto di partenza eccellente.

33.1 DESCRITTORI

Uno dei più grandi problemi che si incontrano nel tentativo di catalogare gli avvistamenti UFO è la selezione di un sistema per catalogarli. Finora non si è trovato alcun sistema efficace, nonostante i numerosi proposti. Il risultato è che quasi tutto i dati UFO sono trattati o nella forma di casi individuali o nelle forme di inadeguati sistemi di classificazione. Tuttavia, questi sistemi tendono ad avere fattori comuni e una collezione di questi fattori è quanto segue:

Dimensione, forma, luminosità, colore, numero di UFO,

Comportamento: collocazione (altitudine e direzione..) modelli di direzione (linea retta, salita, zig-zag)

Caratteristiche di volo ( fluttuante, oscillante)

Periodicità degli avvistamenti

Durata temporale

Curiosità

Esitamenti

Ostilità

Effetti associati:

elettromagnetici (bussola, radio)

radiazioni (bruciature, radioattività)

disturbi sul terreno ( polvere sollevata, foglie mosse)

suono (nessuno, fischio, tuono,)

vibrazione (debole, forte, veloce, lenta)

odore (ozono o altro)

fiamma (quanto, quando, colore)

fumo o nuvola (quantità colore persistenza)

detriti (tipo, colore, persistenza)

inibizione dei movimenti volontari degli osservatori

avvistamento di creature o esseri

altri effetti:

aree o animali bruciati

aree depresse o appiattite

animali morti o scomparsi

persone mentalmente disturbate

oggetti mancanti

Non facciamo un tentativo qui di presentare i dati disponibili in termini di descrittori menzionati.

33.2 CAMPI OPERAZIONALI – TEMPORALI E SPAZIALI

Qui presenteremo prove che gli UFO sono un fenomeno globale che è stato presente in migliaia di anni. Durante questa discussione, ricordatevi che più antichi sono i rapporti meno sofisticati appaiono gli osservatori. Agli antichi osservatori non solo mancava la terminologia necessaria a descrivere meccanismi complessi (come gli elicotteri di oggi) ma mancavano loro anche i concetti per capire la vera natura di tali cose come televisione, navi spaziali, razzi, armi nucleari, radiazioni etc. Per alcuni il concetto più avanzato era un carro da guerra con lame alle ruote. Allo stesso modo, la mancanza di accurate terminologia e descrizioni lascia i rapporti più antichi aperti a fraintendimenti e può essere che le valutazioni presenti dei rapporti individuali siano completamente sbagliate.

Tuttavia partiamo con una intrigante storia in una delle più antiche cronache dell’India…Il libro di Dzyan.

Il libro raccoglie una serie di leggende raccontate che furono poi raccolte in un manoscritto quando l’uomo imparò a scrivere. Una delle storie narra di un piccolo gruppo di esseri che si suppone siano venuti sulla terra migliaia di anni fa con un veicolo metallico che orbitò intorno alla terra diverse volte prima di atterrare. Come detto ne libro “ questi essere vivevano da sé e erano riveriti dagli umani tra i quali si erano stabiliti. Ma poi sorsero delle divergenze tra loro e divisero il loro numero, alcuni di loro si stabilirono in un’altra città, dove furono posti come governanti dalle popolazioni intimorite.

“ La separazione non portò la pace a queste genti e alla fine la loro ira raggiunse tal punto che il governante della città originale prese con sé un piccolo numero dei suoi guerrieri e salirono nell’aria in un enorme contenitore metallico lucente. Quando furono a molte leghe dalla città dei loro nemici, lanciarono una grande lancia che cavalcava un raggio di luce. Scoppiò in mezzo alla città dei nemici con una grande palla di fuoco che rintronò fino al cielo e le stelle. Tutti quelli che erano nella città furono orribilmente bruciati e anche quelli che erano fuori nelle vicinanze. Chi guardò la lancia e la palla di fuoco fu accecato per sempre. Chi entrava nella città a piedi si ammalava e moriva. Anche la polvere era avvelenata come i fiumi vicini. Nessuno osava andarvi vicino e gradualmente divenne polvere e fu dimenticata dagli uomini.

“Quando il leader vide quello che aveva fatto al suo popolo si ritirò nel suo palazzo e rifiutò di vedere chiunque. Poi riunì i suoi guerrieri, le loro mogli e figli e entrarono tutti nel contenitore e si sollevarono tutti nel cielo, volando via. E più non ritornarono.

La leggenda di cui sopra potrebbe essere un racconto di colonizzazione extraterrestre, completa di missili guidati, guerra nucleare e effetti radioattivi? Difficile valutare la validità di questa spiegazione, come è difficile spiegare perché Greci, Romani e la mitologia Nordica, discutano tutti di guerre e contatti tra i loro Dei (anche la bibbia registra conflitti tra le legioni di Dio e Satana) Potrebbe essere che ogni gruppo abbia registrato la sua versione parrocchiale di quello che era in realtà un conflitto tra alieni coloni o visitatori? O forse l’uomo ha sempre condotto una esistenza violenta tale da supporne anche la tendenza tra i propri dei?

Prova di un possibile contatto precedente fu scoperta da Tschi Pen Lao dell’Università di Pechino. Egli scoprì straordinarie incisioni nel granito di una montagna nella provincia di Hunan e sull’isola nel lago Tungting. Queste incisioni sono state valutate antiche di 47.000 anni e mostrano persone con grandi proboscidi (per la respirazione?…o teste di elefanti in corpi umani? Ricordate che gli Egizi rappresentavano spesso i loro dei con testa di animale e corpo umano)

Solo 8000 anni fa, le rocce furono scolpite nel plateau Tassili del Sahara, a rappresentazione di quelli che apparivano esseri umani ma con strane teste rotonde (elmetti?) e anche più recentemente nella bibbia, Genesi 6:4 si dice che gli angeli dal cielo si accoppiavano con donne della terra, che davano loro dei figli. Genesi 19:3 racconta anche una storia piuttosto inusuale di Ezechiele che testimoniò quello che è stato interpretato da alcuni come l’atterraggio di una nave spaziale vicino il fiume Che bar in Caldea (593 a. C.)

Anche gli irlandesi hanno registrato strane visite. Nello Speculum Regali in Konungs Skuggs ( e altre cronache delle era intorno al 956 d. C.) ci sono numerose storie di demoni nei cieli. In un caso una corda da una navicella rimane agganciato alla parte di una chiesa. Un uomo dalla navicella scende lungo la corda per disincagliarla ma viene catturato dalla gente della città. Fatto rilasciare dal vescovo questi risalì alla navicella dove lo aspettava l’equipaggio che tagliata la corda partì volando via. In tutte le sue azioni l’uomo appare come se stesse nuotando nell’acqua. Storie come questa ci fanno domandare se le leggende del piccolo popolo di Irlanda fossero basate solo sull’immaginazione.

Nello stesso tempo a Lione (Francia) tre uomini e una donna ritenuti venire da una veicolo aereo sono catturati dalla folla. Questi stranieri ammettono di essere maghi e vengono uccisi. (Non vengono menzionati i metodi per sollecitare la loro ammissione). Molti avvistamenti documentati avvennero nel medioevo incluso uno straordinario avvistamento di Ufo su Londra il 16 dicembre 1742. Tuttavia non avendo spazio qui per altri avvistamenti del medioevo, includiamo qui due più recenti avvistamenti che ci avvicinano ai tempi moderni.

In una dichiarazione giurata del 21 aprile 1897, un prospero e prominente fattore dal nome di Alexander Hamilton (Le Roy, Kansas, USA) riportò un attacco alla sua mandria alle 10,30 serali nel del precedente lunedì. Lui, suo figlio e un affittuario presero delle asce e corsero i 700 piedi di distanza dalla stalla dove una navicella a forma di sigaro di circa 300 piedi galleggiava a 30 piedi sopra la mandria. Aveva una postazione che era illuminata internamente (dirigibile e gondola?) e con numerose finestre. All’interno sei strani esseri che parlavano in una strana lingua. Questi esseri si resero conto di Hamilton e degli altri e immediatamente indirizzarono una luce sul fattore, inoltre accesero un certa energia che fece partire una turbina (30 piedi di diametro) posta sotto il veicolo. La nave si alzò portando con sé un vitello di due anni legato ad una corda di materiale rosso. Il giorno successivo un vicino, Link Thomas, trovò la pelle dell’animale, le gambe e la testa nel suo campo. Si trovò sconcertato da come questi si trovassero lì visto che non c’erano tracce nel soffice suolo. La dichiarazione di Alexander Hamilton fu accompagnata da un affidavit riguardo la sua veridicità, firmato da altri 10 importanti cittadini locali.

Una sera del 4 novembre 1957 a Fort Itaipu, Brasile, due guardie notarono una “nuova stella” in cielo. La “stella” cresceva in proporzioni ogni secondo e si fermò sul fortino. Si abbassò leggermente, era un grande veicolo aereo circondato da un forte alone arancione. Un distinto rumore fu udito e poi un forte calore. Una delle sentinelle svenì quasi immediatamente, l’altra cercò rifugio sotto i pesanti cannoni dove i suoi gridi svegliarono la guarnigione. Mentre le truppe prendevano posto, ci fu un completo black-out elettrico. Ci fu panico fino al ritorno della luce ma molti riuscirono ancora a vedere il bagliore arancione che lasciava l’area ad alta velocità. Entrambe le sentinelle furono trovate con brutte bruciature e sofferenti per il profondo shock.

Così gli avvistamenti UFO non solo risalgono a 47.000 anni fa indietro nel tempo ma anche sono di natura globale. Si ha la sensazione che questo fenomeno meriti qualche tipo di valida investigazione scientifica anche se a basso livello di sforzo.

33.3 ALCUNE TEORIE RIGUARDO ALLA NATURA DEL FENOMENO UFO.

Ci sono alcune teorie coesive riguardo alla natura degli UFO. Queste teorie si raggruppano in 5 punti.

Misticismo

Scherzi e farneticazioni dovute a personalità instabili

Arme segrete

Fenomeni naturali

Visitatori alieni

Misticismo

Si crede in alcuni culti che la missione degli UFO e dei loro equipaggi sia spirituale e che tutti gli sforzi materialistici per determinare la natura degli UFO siano destinati a fallire.

Scherzi e farneticazioni dovute a personalità instabili

Alcuni hanno suggerito che tutti i rapporti sugli UFO siano il risultato di scherzi oppure che fossero inventati da gente instabile. Questo atteggiamento era particolarmente prevalente durante il periodo in cui l’investigazione della forza aerea era condotta sotto il nome in codice di Project Grudge. Alcune linee aeree arrivarono anche al punto di mettere a terra ogni pilota che riportasse avvistamenti. L’unico modo per il pilota di riottenere lo stato di volo era di passare un esame psichiatrico. Ci fu un notevole calo nei rapporti dei piloti durante questo periodo, e alcuni hanno interpretato questo calo come prova che gli UFO erano derivati da scherzi o da personalità instabili. E’ interessante che il NICAP (comitato nazionale di investigazione dei fenomeni aerei) a tutt’oggi ancora riceve rapporti da piloti commerciali che trascurano di darne notifica alla Air Force o alla loro linea aerea.

Ci sono un numero di casi che indicano che non tutti i rapporti cadono nella categoria degli scherzi. Esamineremo uno di questi casi. E’ l’avvistamento fatto dal poliziotto sergente Lonnie Zamora a Socorro nel New Mexico. Il sergente Zamora stava pattugliando le vie di Socorro il 24 di Aprile 1964 quando vide un oggetto brillante che si muoveva sopra un’area di scarico al confine della città. Sentì anche un forte rombo che risuonò come se fosse una vecchia capanna piena e carica di dinamite. Immediatamente comunicò via radio con la centrale di polizia e si mosse in macchina verso quella zona. Zamora fu costretto a fermarsi a 150 yard da un tombino profondo in cui c’era una macchina rovesciata. Comunicò via radio che stava investigando un possibile incidente e e si mosse con la macchina verso l’estrema parte della discarica. Parcheggiato camminò per alcuni passi e fu sorpreso di vederre che non era una macchina ma invece ino strano oggetto a forma di uovo di 15 piedi di lunghezza circa, bianco e sostenuto da gambe metalliche. Accanto non consapevole della sua presenza una coppia di umanoidi vestiti in tute argentate. Sembrava lavorassero sulla parte che stava sotto l’oggetto. Zamora era ancora lì sorpreso quando lo notarono e sparirono intorno all’oggetto. Zamora girò dall’altra parte andando verso la macchina e guardò indietro all’oggetto che emetteva una fiamma blu luminosa dal fondo. In pochi secondi l’oggetto a forma di uovo si alzò dallo scarico con un rombo assordante. L’oggetto sparì dietro le montagne rapidamente e il Sergente Zamora si muoveva nella direzione opposta fino a incontrare il Sergente Sam Chavez che rispondeva alle sue precedenti chiamate radio. Insieme investigarono la discarica e trovarono the cespugli bruciati e ancora pieni di fumo dove la fiamma blu era apparsa. Nella zona bruciacchiata c’erano 4 profondi segni corrispondenti al punto in cui erano le gambe metalliche. Ogni traccia era profonda 3 pollici e mezzo e di forma circolare. La sabbia nella discarica era molto pressata tanto che non c’erano tracce delle impronte degli umanoidi. Una investigazione ufficiale cominciò lo stesso giorno e tutti i dati ottenuti erano di supporto alle storie di Zamora e Chavez. Difficile catalogare questo episodio come scherzo ed è difficile pensare che Chavez e Zamora condividessero parti di una stessa allucinazione.

Armi segrete

Alcuni individui hanno proposto che gli UFO siano in realtà degli avanzati sistemi di armamento e che la loro natura non debba essere rivelata. In pochi accettano questa ipotesi come credibile.

Fenomeni naturali

E’ stato anche suggerito che almeno alcuni e forse tutti gli UFO fossero solo manifestazioni male interpretate di fenomeni naturali. Senza dubbio questa ipotesi ha qualche merito. Alcuni hanno dato testimonianza come UFO di oggetti che alla fine si è dimostrato fossero palloni (meteo), il pianeta Venere, satelliti artificiali fatti dall’uomo, normali velivoli aerei, insolite formazioni di nuvole e luci provenienti da equipaggiamenti che proiettano raggi contro le nuvole per determinare l’altezza del tetto di visuale degli aerei. Si è inoltre sospettato che la gente riportasse miraggi, illusioni ottiche, formazioni gassose delle paludi o alcuni tipi di fulmini sferici (una scarica elettrica di energia elettrica in forma ellissoidale o sferoidale, alcune cariche durano anche 15 minuti ma la sfera non è più grande di un arancio). Ma è difficile dire a chi abita vicino alle paludi che lo strano fenomeno di luce che ha visto nel cielo era una formazione gassosa della palude oppure dire al contadino che un luminoso UFO nel cielo è la stessa sfera-fulmine che ha visto rotolare lungo il suo recinto quando l’aria era secca. Così false identificazioni accidentali di quello che potrebbe essere un fenomeno naturale alimentano la sfiducia e l’incredulità. Ciò conduce a conclusioni affrettate e la verità non viene detta deliberatamente. Un’altra ipotesi interessante è che gli UFO siano plasmodi dalla spazio, grumi concentrati di vento solare che ha raggiunto la superficie terrestre. Quest’ultima ipotesi non sembra molto plausibile, forse perché ignora concetti come la penetrazione del campo magnetico terrestre.

Visitatori Alieni

La teoria più stimolante per noi è che gli UFO siano oggetti materiali che sono direttamente o remotamente controllati da esseri che sono alieni a questo pianeta. Ci sono prove che supportano questo punto di vista. In aggiunta all’esperienza del Sergente di polizia Lonnie Zamora, consideriamo il caso di Barney e Betty Hill. In viaggio attraverso il New England persero due ore nella notte del 19 settembre 1961 senza rendersene conto. Tuttavia dopo quella notte sia Barney che Betty cominciarono a sviluppare problemi psicologici che diventarono sempre più seri tanto da richiedere esame psichiatrico e trattamenti. Durante il trattamento di ipnoterapia che fu applicato si rivelarono delle storie particolarmente dettagliate e simili elicitate da Barney e Betty. Essenzialmente erano stati rapiti ipnoticamente, portati a bordo di un UFO, sottoposti a due ore di trattamenti fisici e rilasciati con suggestioni post-ipnotiche per dimenticare l’intero accaduto. La prova piuttosto forte è che questo è quello che gli Hills, anche nel loro subconscio, credono sia successo. Ed è particolarmente importante che dopo il blocco post-ipnotico fu rimosso, ambedue cessarono di avere i problemi psicologici che lamentavano.

La descrizione degli alieni fatta da Hill era simile a quelle fornite in altri casi ma questo particolare tipo di alieno sembra essere in minoranza. L’alieno più comunemente descritto è alto circa 1 piede e mezzo, ha una testa rotonda (elmetto?), braccia che arrivano sotto le ginocchia e indossa una tuta spaziale argentea. Altri alieni appaiono essenzialmente come terrestri, mentre altri ancora hanno occhi particolarmente grandi e bocche con labbra molto sottili. Poi c’è un gruppo più raro che si reputa alto 4 piedi, con 35 libbre di peso e coperto con una peluria o pelliccia spessa (abiti?). I membri di quest’ultimo gruppo sono descritti come esseri estremamente forti. Se tali esseri fossero in visita sulla terra, ci sarebbero due domande a cui rispondere: 1) perché non ci sono stati casi che ne hanno rivelato la presenza e 2) perché non ci hanno contattato ufficialmente? La risposta alla prima domanda la possiamo trovare parzialmente nell’esperienza del Sergente Lonnie Zamora, e può esistere parzialmente nella meteora di Tunguska di cui abbiamo parlato nel cap. XXIX. In quel capitolo era stato suggerito che la meteora di Tunguska fosse in realtà una cometa esplosa nell’atmosfera, i ghiacci si sciolsero e la polvere si diffuse intorno. Quindi niente resti! Tuttavia, è stato suggerito anche che la meteora Tunguska fosse una nave spaziale aliena entrata troppo rapidamente nell’atmosfera e che a causa di un guasto meccanico perse la riserva di energia e/o le armi in una esplosione nucleare. Mentre tale ipotesi può sembrare esagerata, campioni degli anelli degli alberi da tutto il mondo rivelano che immediatamente dopo l’esplosione della meteora Tunguska il livelli di radioattività nel mondo ebbe un’impennata per un breve periodo. E’ difficile trovare una spiegazione per questo aumento di radioattività, anche se è stato supposto che parte della energia cinetica della meteora fu convertita in calore (per via della frizione atmosferica) in quantità tale da creare una reazione di fusione. Questo ci lascia ancora senza una risposta alla seconda domanda: perché nessun contatto? A questa domanda è facile rispondere in diversi modi: 1) potremmo essere l’oggetto di un intenso studio sociologico e psicologico. In tali studi si evita di disturbare l’ambiente dei soggetti al test. 2) Non si contatta una colonia di formiche e gli esseri umani potrebbero apparire in questo modo a qualsiasi alieno (variazione: è divertente visitare uno zoo, ma non ci si mette in contatto con le lucertole); 3) un contatto potrebbe esserci già stato segretamente, 4) un contatto potrebbe essere avvenuto su un altro livello di comunicazione o consapevolezza al quale non siamo ancora sensibili. Queste sono solo alcune delle ragioni. Potete aggiungere alla lista le vostre.

33.4 PAURA UMANA E OSTILITA’

Oltre alle precedenti ragioni, entrare in contatto con gli umani è pericoloso. Pensateci un momento! A livello microscopico i nostri corpi rigettano e combattono (tramite anticorpi) ogni materiale alieno, questo processo ci aiuta a combattere le malattie ma a volte risulta anche in reazioni allergiche verso materiali innocui. A livello macroscopico (psicologico e sociale) siamo antagonisti verso esseri che sono “diversi”. A prova di ciò, guardate come un bambino diverso è trattato dagli altri bambini, o come un gruppo minoritario sia socialmente emarginato, o come gli Arabi pensano degli Israeliani (Cinesi e Giapponesi, Turchi e Greci etc.) In caso esitiate ad estendere questo concetto al trattamento di esseri alieni permettetemi di evidenziare che in tempi molto antichi, possibili extraterrestri possono essere stati trattati come Dei ma negli ultimi duemila anni la prova è che ogni possibile alieno sia stato fatto a pezzi dalla folla, che gli si sia sparato, che lo si sia assalito fisicamente e in generale trattato con timore ed aggressione. In Irlanda intorno al 1000 D. C. navi volanti furono trattate come “navi demoniache”. A Lione, Francia, confessi viaggiatori dello spazio furono uccisi. Più recentemente, il 24 luglio 1957 batterie antiaeree russe sulle isole Kouril aprirono il fuoco su un UFO. Anche se tutte le batterie antiaeree sovietiche sulle isole erano in azione, nessun colpo andò a segno. Gli Ufo erano luminosi e si muovevano rapidamente. Anche noi abbiamo aperto il fuoco su degli UFO. Circa alle 10 di una mattina, una postazione radar vicino a una base militare segnalò un UFO a 700 miglia orarie. L’UFO rallentò fino a 100 migli orarie e due F86 stavano cercando di intercettarlo. Alla fine un F86 aveva nel mirino l’UFO a 3000 piedi di altitudine. L’UFO cominciò ad accelerare ma il pilota ancora gli stette a 500 yard per un breve periodo. Aveva una forma piatta a disco. Appena il pilota spinse l’F86 a tutta velocità, l’Ufo si allontanò. A circa 1000 yard il pilota aprì il fuoco nel tentativo di prendere il disco ma lo mancò e l’UFO sparì rapidamente. Questa stessa situazione può essere capitata a livello più personale. La domenica sera del 21 Agosto 1955, otto adulti e tre bambini erano alla fattoria Sutton (mezzo miglio da Kelly nel Kentucky) quando, secondo loro, uno dei bambini vide un luminoso ed abbagliante UFO scendere dietro il fienile e lontano dalla sua posizione visuale. Altri testimoni nelle fattorie vicine videro l’oggetto. Tuttavia i Suttons lo giustificarono come una stella cadente e non investigarono ulteriormente. Circa 30 minuti più tardi (alle 8 della sera) i cani della famiglia cominciarono ad abbaiare e due degli uomini uscirono dal retro per vedere cosa succedeva. A circa 50 piedi di distanza una creatura veniva loro incontro indossando una tuta argentea. Alta circa 3 piedi e mezzo con una grande testa rotonda e braccia molto lunghe. Aveva grandi mani palmate equipaggiate di artigli. I due Suttons imbracciarono un fucile e una calibro 22 e spararono a breve distanza. Potevano sentire i proiettili rimbalzare sul metallo. La creatura fu messa a terra ma si risollevò e fuggì via. I Suttons ritiratisi in casa spensero le luci e accesero solo la luce del porticato. Allora una delle donne che spiava dalla finestra della sala da pranzo vide che la creatura con una sorta di elmetto e larghi occhi la osservava a sua volta. Leì lanciò un grido e gli uomini si affrettarono sparando. La creatura fu di nuovo abbattuta ma di nuovo scampò via senza ferite. Altri spari seguirono nei 20 minuti successivi e le creature finalmente se ne andarono (forse perché non si sentivano benvenute?). Dopo un’ora di attesa (per sicurezza) anche i Suttons partirono. Quando la polizia giunse sul luogo, gli alieni erano andati via ma i Suttons non volevano tornare alla fattoria. La vendettero e andarono altrove. Questo incidente illustra come gli umani sono pericolosi. Mai nella storia i cosiddetti alieni hanno risposto al fuoco, sebbene si rimanga con l’impressione che le creature descritte si divertivano a spaventare gli umani.

33.5 TENTATIVI DI APPROCCI SCIENTIFICI

In ogni sforzo scientifico, il primo passo è acquisire i dati, il secondo classificare i dati e il terzo formare ipotesi. Le ipotesi sono testate ripetendo l’intero processo e ad ogni ciclo si spera corrisponda una accresciuta comprensione (si spera). Il fenomeno degli Ufo non si presta prontamente a questo approccio perché i dati rilevati finora dimostrano sia una eccessiva varietà che vaghezza. La vaghezza è causata n parte dalla mancanza di preparazione dell’osservatore….pochi lasciano la loro casa sapendo che stanno per vedere un UFO nel corso della serata. Fotografie sono sovraesposte o sottoesposte e raramente a colori. Difficilmente qualcuno ha con sé un misuratore di radiazioni o un magnetometro. In aggiunta a ciò c’è un alto livello di rumore di fondo nei dati. Il rumore consiste di errati rapporti di fenomeni naturali conosciuti, scherzi, rapporti di persone instabili e rimozione di dati per errore riguardo fenomeni innaturali o sconosciuti ( da parte di persone zelanti che cercano di eliminare tutti i dati dovuti a fenomeni naturali).

In aggiunta, quei dati che appaiono validi dimostrano un eccesso di varietà relativa ai campioni statistici disponibili. Questo ha portato a sistemi di classificazione goffi che a loro volta producono terreno non fertile per la formulazione di ipotesi.

Una ipotesi che sembrò promettente per un periodo era quella dell’ORTOTENIA (avvistamenti UFO che avvengono su mappe “grande cerchio”). Inizialmente i disegni degli avvistamenti sembrava verificare il concetto ma il recente uso di computers ha rivelato che anche numeri casuali danno un trama a “grande cerchio” quanto gli avvistamenti UFO.

Una proposta valida è stata tuttavia avanzata. Jacques e Janine Vallee hanno preso un particolare tipo di UFO, quelli che sono più bassi del livello degli alberi quando sono avvistati e tracciato il diametro stimato dell’UFO rispetto alla distanza stimata dall’osservatore. Il risultato dà una media di 5 metri con una diminuzione caratteristica per gli avvistamenti a breve distanza e crescita per le lunghe distanze. Questo comportamento agli estremi della curva è ben noto agli astronomi e agli psicologi come “illusione luna”. Questa illusione avviene quando l’oggetto avvistato è un oggetto reale e fisico. Questo implica che gli osservatori hanno avvistato un oggetto reale e ci permette di accettare anche la loro affermazione che questi particolari UFA avevano una asse rotazionale di simmetria.

Un’altra, meno solida, ipotesi fatta da Vallee riguardava la tracciabilità del numero totale di avvistamenti per settimana rispetto alla data. Fecero queste rilevazioni per il periodo di tempo dal 1947 al 1962 e poi cercarono di far combaciare i picchi della curva (ogni 2 anni 2 mesi) ai periodi della congiunzione Marte-Terra ma anche al primo armonico (circa ogni 13 mesi). Questo solleva la domanda: perché gli UFO dovrebbero visitare la terra solo nei periodi in cui marte è in congiunzione e quando è sul lato opposto al sole? Ovviamente la periodicità della congiunzione di Marte non è la risposta finale. Come succede c’è un’interessante possibilità da considerare. Supponiamo che si siano usate le congiunzioni di Giove, ogni 13,1 mesi. Questo soddisferebbe bene i periodi osservati tranne per ogni dato pari di picco che è di diversa magnitudine da ogni dato dispari del picco. Forse una combinazione di congiunzioni di Marte, Giove, Saturno e altri pianeti per combaciare con la traccia di frequenza se può combaciare. Ulteriori correlazioni di dati sono difficili. Ci sono un ampio numero di diverse forme dei dischi ma questo significa poco. Per esempio basta dare un’occhiata al numero di diversi aerei che sono in uso solo nella forza aerea americana.

E’ ovvio che un inteso studio scientifico è necessario in quest’area e non è ancora stato intrapreso ai necessari livelli di intensità e di supporto. Una cosa di cui bisogna stare in guardia in questo tipo di studi è la trappola di assumere implicitamente che la nostra conoscenza di Fisica o altra scienza sia completa. Esempio di tale trappola è quello di selezionare un gruppo di leggi fisiche che noi accettiamo ora come valide e assumere che non saranno mai invalidate.

5 leggi di questo tipo potrebbero essere:

1) ogni azione deve avere una reazione uguale o opposta.

2) Ogni particella nell’universo attrae ogni altra particella con una forza proporzionale al prodotto delle masse inversamente al quadrato della distanza.

3) Energia, massa e momento sono conservati.

4) Nessun corpo materiale può avere una velocità uguale a c, la velocità della luce nello spazio libero.

5) L’energia massima E che si può ottenere da un corpo a risposo è E=mc2, dove m è il resto della massa del corpo.

Le leggi 1 e 3 sembrano abbastanza sicure, ma proviamo ad avere qualche dubbio e diamo un’altra occhiata. In effetti, la legge numero 3 è valida ora solo da un punto di vista relativistico e per questo motivo anche la 4 e 5. Ma la relatività ha completamente rivisto questi concetti fisici dopo il 1915, prima regnava suprema la meccanica Newtoniana. Dovremmo anche notare che la relatività generale non è ancora stata verificata. Così noi abbiamo la particolare situazione di 5 leggi che appaiono negare la possibilità di un intelligente controllo alieno degli UFO, eppure tre di queste leggi sono di recente concetto e potrebbero persino non essere valide. Inoltre, la legge numero 2 non è stata ancora testa in condizioni di grandi velocità relative o accelerazioni. Non dovremmo negare la possibilità di controllo alieno degli UFO sulla base di nozioni preconcette non stabilite come correlate o rilevanti agli UFO.

33.6 CONCLUSIONE

Dalle informazioni disponibili, il fenomeno degli UFO appare avere natura globale da quasi 50.000 anni. La maggioranza dei testimoni conosciuti erano persone affidabili che hanno visto fenomeni naturali facilmente spiegati, e non sembra esserci alcuna correlazione generale positiva con la densità di popolazione. L’intero fenomeno potrebbe essere di natura psicologica ma è abbastanza improbabile. Tuttavia, fattori psicologici probabilmente rientrano nel quadro dei dati come rumore di fondo. Il fenomeno potrebbe essere anche interamente dovuto a fenomeni conosciuti o sconosciuti (con del rumore psicologico in aggiunta) ma anche questo è discutibile a fronte di alcuni dati disponibili.

Questo ci lascia con la spiacevole possibilità di visitatori alieni del nostro pianeta o almeno di UFO controllati da alieni. Tuttavia i dati non sono ben correlati e i dati discutibili disponibili suggeriscono l’esistenza di almeno tre e forse quattro diversi gruppi di alieni (forse a diversi stadi di sviluppo). Anche questo è difficile da accettare. Implica l’esistenza di vita intelligente sulla maggior parte dei pianeti nel nostro sistema solare o sorprendentemente un forte interesse nella Terra da parte di membri di altri sistemi solari.

Una soluzione al problema degli UFO si potrebbe ottenere attraverso il lungo e diligente sforzo di un ampio gruppo di scienziati competenti e ben finanziati. Sfortunatamente non c’è prova che suggerisca che tale sforzo verrà intrapreso.

Tuttavia, anche se venisse fatto uno sforzo, non ci sono garanzie di successo perché la natura degli episodi è isolata e sporadica. Inoltre potrebbe non esserci nulla da scoprire e questo significherebbe una lunga ricerca senza prove alla fine. La miglior cosa è tenere una mente aperta e scettica e non prendere una posizione estrema sull’argomento.

CAP.33 DA CORSO INTRODUTTIVO DI SCIENZA SPAZIALE –FISICA 370

TRIMESTRE AUTUNNALE 1970

33.1 INTRODUZIONE

In questo testo è stato fatto un tentativo di discutere tutti i fenomeni osservabili dalla superficie del sole a quella dei pianeti e in particolare della Terra. Bisogna ammettere tuttavia, che alcuni fenomeni sono stati trascurati e che altri non sono al momento spiegabili. In questa ultima categoria rientrano i “fenomeni aerei non identificati”

Questo argomento è molto ampio e comprensivo dal momento che ciò che è “non identificato” dipende dall’esperienza ed educazione dell’osservatore. Ad un aborigeno, un aeroplano può sembrare non identificato mentre a un meteorologista anche tali rari fenomeni quali le nuvole nottilucenti e i fulmini-sfera risultano identificabili. Quindi, gli avvistamenti di fenomeni aerei non identificati devono essere riportati completamente e investigati attentamente per determinare se sono davvero non identificabili. Ci sono stati migliaia di rapporti di fenomeni aerei non identificati nello scorso quarto di secolo e un numero di questi rapporti è ancora riportato come non identificabile. Questo può essere dovuto a un cattivo rapporto, ad una investigazione incompleta o a mancanze di comprensione di quello che avviene nell’atmosfera e nell’universo. La possibilità che la nostra conoscenza scientifica possa accrescere dallo studio di questi fenomeni ha portato diverse organizzazioni ad esplorare ulteriormente questo argomento.

La letteratura popolare sua il più ristretto termine di “Oggetti volanti non identificati” invece di quello generale “Fenomeni aerei non identificati”. Sebbene ci siano prove insufficienti che i fenomeni siano oggetti fisici reali o che davvero siano volanti, adotteremo la terminologia popolare per evitare confusione. Di conseguenza definiremo un Oggetto volante non identificato (UFO) come qualsiasi altro fenomeno o oggetto aereo che viene riportato e che risulti sconosciuto o appaia fuori dal consueto all’occhio dell’osservatore.

Mentre ci sono rapporti di UFO che risalgono anche all’antichità, l’argomento UFO appare alla ribalta del pubblico americano subito dopo la seconda guerra mondiale quando Kenneth Arnold il 24 giugno 1947 riportò di aver visto nove oggetti “tipo disco” vicino a Monte Rainier. Questa fu il primo di una serie di rapporti di UFO che poi sono continuati fino ad oggi. La forza aerea statunitense nuovamente organizzata ricevette l’incarico di determinare se gli UFO rappresentassero una minaccia alla sicurezza nazionale. La ricerca fu condotta sotto il nome di Project Sign, poi Project Grudge e infine Project Blue Book che terminò il 17 dicembre 1969.

A causa di una impennata di rapporti Ufo nel 1952 e per il timore che i canali di comunicazione militare potessero bloccarsi a causa di rapporti UFO istigati dal nemico, uno speciale gruppo scientifico guidato dal Dr. H. P. Robertson fu incaricato di studiare il fenomeno UFO nel gennaio 1953 con la sponsorizzazione del governo. Il gruppo concludeva che non c’erano prove nei dati disponibili che gli UFO fossero una minaccia per la sicurezza nazionale. Questi scienziati raccomandarono che si conducesse una campagna per informare il pubblico della situazione e per dissipare l’aura di mistero riguardo l’argomento. Questo obiettivo non è stato ancora completamente raggiunto.

SEMESTRE AUTUNNALE 1970

Dopo di ciò il Project Blue Book continuò a ricevere e valutare rapporti UFO, ma le conclusioni raggiunte non erano sempre accettate dagli “UFO-logi” e dal pubblico. La forza aerea fu spesso accusata di cercare di nascondere il problema UFO e di trattenere informazioni che indicavano gli UFO come extraterrestri. Di conseguenza un gruppo diretto dal Dr. Brian O’Brien ricevette l’incarico di rivedere Project Blue Book nel 1966. Nonostante questa commissione riaffermò che non c’erano apparenti minacce alla sicurezza provenienti dall’esistenza di inspiegabili rapporti UFO, suggerì che uno studio dettagliato di alcuni rapporti potesse produrre qualcosa di valore scientifico. La commissione raccomandò che alcune università selezionate fossero coinvolte nel fornire gruppi scientifici per una ricerca di determinati avvistamenti UFO. Di conseguenza, nel 1966, la forza aerea americana sponsorizzò con 500.000 dollari l’investigazione condotta dal Dr. Edwar U. Condon dell’Università del Colorado per svolgere una ricerca scientifica degli UFO, non necessariamente per identificare gli UFO ma solo per determinare se ci fosse un merito scientifico nello studio di questi.

33.2 IPOTESI PER SPIEGARE GLI UFO

In ogni ricerca scientifica stabiliamo una ipotesi o più ipotesi, raccogliamo dati, analizziamo i dati alla luce delle ipotesi e confutiamo o confermiamo le nostre ipotesi oppure concludiamo che non siamo in possesso di dati sufficienti.

Circa il 6% dei rapporti Ufo raccolti dal Project Blue Book sono ufficialmente registrati come “non spiegati”. Se proponiamo di spiegare questi restanti casi dobbiamo prima creare una lista di possibili spiegazioni. C’è sempre il rischio in questa procedura che la vera spiegazione per un evento particolare non sia contenuta nelle date ipotesi. Con questa avvertenza adottiamo una serie di ipotesi proposti dal Dott. James McDonald dell’università dell’Arizona.

1. Scherzi, invenzioni, frodi,

2. Allucinazioni, isteria di massa,

3. Tecnologie terrestri avanzate

4. Interpretazioni profane di ben noti fenomeni fisici

5. Fenomeni fisici scarsamente compresi

6. Fenomeni psicologici scarsamente compresi

7. Visite extraterrestri

8. messaggeri di salvezza e verità occulte

Esaminiamo ciascuno di questi punti alla luce dei dati raccolti negli ultimi 20 anni.

1. Scherzi, invenzioni, frodi. Non c’è dubbio che alcuni rapporti UFO siano scherzi, invenzioni e frodi perpetrate da persone che giocano scherzi con candele in sacchetti di plastica, persone che contraffanno fotografie o che cercano notorietà o di fare burle. La letteratura UFO è piena di esempi di questo tipo. Tuttavia gli scherzi confermati sono solo una piccola percentuale del totale numero dei rapporti UFO. La maggior parte sono affidabili testimoni e non danno prova di frode o invenzione.

2. Allucinazioni, isteria di massa. Ci sono prove che i rapporti avvengano ad ondate e che l’impennata di avvistamenti in una determinata area può essere dovuta alla accresciuta sensibilità del pubblico dopo il primo rapporto iniziale. Alcuni rapporti sono ispirati dall’attenzione diffusa e non da reali avvistamenti. Tuttavia l’ampio numero di osservatori e i rapporti del personale militare, piloti di linee aeree, poliziotti, scienziati e altri testimoni qualificati rende improbabile che molti rapporti siano allucinazioni o isteria di massa. Gli psicologi e i sociologi non riescono a stimare quale percentuale dei rapporti UFO possa essere dovuta a tali cause ma l’analisi delle credenziali dei testimoni indicherebbe che il numero sia piuttosto piccolo.

3. Avanzate tecnologie terrestri (veicoli test, satelliti, armi segrete) Lo scienziato spaziale Arthur C. Clarke ha osservato che qualsiasi tecnologia sufficientemente avanzata non è distinguibile dalla magia. Quindi le tecnologie terrestri sono certamente causa di alcuni rapporti. Le caratteristiche degli Ufo nei rapporti non sembrano essere mutate negli anni mentre l’uomo ha fatto grandi progressi tecnologici. Quindi mentre alcuni rapporti UFO possano essere attribuibili a veicoli spaziali di rientro o a satelliti lanciati, i rapporti negli anni ’40 e ’50 non possono essere attribuiti a queste cause. In modo simile i sistemi avanzati di armamento in sviluppo o fase di test (armi segrete) darebbero ora significato a un diverso tipo di Ufo da quelli delle ere precedenti. La varietà e distribuzione mondiale dei rapporti Ufo rendi poco probabile che i rapporti siano dovuti ad avvistamenti o prodotti di avanzata tecnologia terrestre.

4. False interpretazioni di ben noti fenomeni fisici (meteorologici, astronomici, ottici) Dalla nostra definizione di UFO è ovvio che un gran numero di rapporti rientri in questa categoria. La falsa identificazione di velivoli in atterraggio, luci e bagliori durante i rifornimenti aerei, palloni meteo, meteore, movimenti dei pianeti Venere e Giove, riflessi di luci di ricerca e lenti fotografiche sono alcune possibilità. Il lettore ne potrà suggerire altre e trovarne ancora nella letteratura ufo. Nel suo articolo “la fisica e metafisica degli oggetti volanti non identificati” il Dott. William Markowitz discute il problema UFO alla luce delle leggi di fisica attualmente accettate. In particolare considera le seguenti 5 leggi:

Ogni azione deve avere una reazione uguale o opposta.

Ogni particella nell’universo attrae ogni altra particella con una forza proporzionale al prodotto delle masse inversamente al quadrato della distanza.

Energia, massa e momento sono conservati.

Nessun corpo materiale può avere una velocità uguale a c, la velocità della luce nello spazio libero.

L’energia massima E che si può ottenere da un corpo a risposo è E=mc2, dove m è il resto della massa del corpo.

Ad oggi queste leggi hanno permesso ai fisici di predire e controllare molti fenomeni per scopi pratici. Sono anche valide per analizzare i rapporti UFO. I dettagli in molti rapporti non causano conflitti con queste leggi e ci portano a concludere che gli UFO possono essere solo ordinari fenomeni . Tuttavia alcuni rapporti sembrano variare da una o più di queste leggi portandoci a dubitare o dei rapporti o delle leggi fisiche. Poiché le nostre leggi fisiche sono salde in teoria ed sperimentazione, la validità della legge fisica è solitamente più accettabile per lo scienziato. Tuttavia dobbiamo comprendere che ogni legge fisica può essere soggetta a cambiamento con la scoperta di nuove prove.

5. Fenomeni fisici scarsamente compresi ( effetti elettrici atmosferici, fenomeni riguardanti le nuvole) Cercare di spiegare i rapporti UFO per mezzo di fenomeni scarsamente compresi è rischioso e probabilmente è impossibile fino a che il fenomeno non venga compreso meglio. Le nuvole lenticolare come spiegazione di certi rapporti UFO può avere fondamento, ma i tentativi di spiegarli in termini di miraggi, fulmini sfera, anomale propagazioni di segnali radar etc. sono meno solidi argomenti. Alcuni rapporti si possono spiegare con questi fenomeni ma è impossibile fare identificazioni positive basate sul nostro attuale limitato sapere del fenomeno. Tutte queste spiegazioni sono quindi solo dei tentativi. Ci possono essere ancora altri fenomeni atmosferici che sono osservati così raramente che restano non investigati e innominati.

6. Fenomeni psicologici scarsamente compresi. Gli psicologi sono i primi ad ammettere che ci sono molti aspetti dei fenomeni psichici che non sono stati adeguatamente esplorati. Pochi dati sono disponibili per determinare come questi fenomeni possano relazionarsi al problema UFO, ma dobbiamo almeno permettere la possibilità che ci possano essere tali effetti

7. Visite extraterrestri. Il Dr. Condon afferma nel sommario dello studio scientifico degli oggetti volanti non identificati che prove convincenti e inequivocabili di visite extraterrestri sarebbe la più grande singola scoperta scientifica nella storia dell’umanità. Anche se potrebbe essere leggermente esagerato, questo indica almeno perché questa ipotesi aggiunge tanta eccitazione e controversia al problema UFO. Nonostante numerosi rapporti riguardo a veicoli spaziali e visitatori alieni, restano i dubbi sulla veridicità di questi rapporti. Eppure questi contengono un numero di strani elementi che sono verificabili. Si preferirebbe prove concrete nella forma di una pinna, di una unità di propulsione, un UFO schiantatosi, diverse buone fotografie etc. Queste prove fisiche non sembrano esistere nonostante storie del contrario. Diversi scienziati hanno concluso che la probabilità di visite extraterrestri appare molto bassa in termini di presente conoscenza scientifica. Sebbene non ci siano prove conclusive sulla validità di questa ipotesi, un gruppo della Accademia nazionale delle Scienze ha concluso che sulla base delle attuali conoscenze, la spiegazione meno probabile degli UFO è l’ipotesi di visite extraterrestri da parte di esseri intelligenti.

8. Messaggeri di salvezza e verità occulte. Alcuni culti hanno adottato il credo che la missione UFO sia spirituale e che tutti gli sforzi fisici per determinare la natura degli UFO debba necessariamente fallire. Sebbene questo possa essere un caso, mancano prove a supporto di ciò. Ulteriori discussioni su questa ipotesi esulano dall’obiettivo di questo testo.

33.3 Conclusione

Dopo aver presentato gli argomenti per ogni ipotesi, si possono trarre possibili conclusioni. Nessuna singola ipotesi può spiegare i rapporti UFO.

Le ipotesi 1,2,3,4 sono ovviamente valide e come gruppo spiegano un ampio numero di rapporti UFO. Tuttavia le prove sono insufficienti per concludere che tutti i rapporti UFO possano essere attribuiti a queste cause. L’ipotesi 8 è improbabile possa dare alcuna forma di analisi scientifica e la eliminiamo da ulteriori considerazioni. Le ipotesi 5 e 6 e 7 sono scientificamente le più interessanti poiché offrono la possibilità di una nuova conoscenza di noi stessi e del nostro ambiente. Come indicato sopra le ipotesi 5 e 6 richiedono altre ricerche su fenomeni scarsamente compresi prima di trarre conclusioni riguardo al problema UFO. Attualmente ci sono prove insufficienti per confermare o confutare l’ipotesi 7.

Una avvertenza aggiuntiva va fatta a questo punto. Nella maggior parte di questo capitolo abbiamo discusso principalmente le implicazioni scientifiche della questione UFO. Tuttavia i Lorenzens affermano che gli UFO sono principalmente un problema emotivo, secondariamente politico e sono incidentalmente un problema scientifico. C’è la sensazione che una volta che i problemi emotivi e politici saranno risolti, l’intero problema UFO darà spazio all’investigazione scientifica.

E’ probabile che una tale investigazione scientifica venga condotta? Almeno uno studio scientifico è stato fatto. Il Dr. Condon e il suo Progetto dell’università del Colorado hanno terminato il loro studio scientifico degli oggetti volanti non identificati alla fine del 1968 con la conclusione generale che niente è risultato dallo studio degli UFO nei due passati decenni che abbia aggiunto qualcosa al sapere scientifico e che ulteriori studi non potranno essere giustificati nell’aspettativa che la scienza migliori. Questa conclusione e l’intero rapporto hanno ricevuto l’appoggio da un selezionato gruppo della Accademia Nazionale delle Scienze.

Basandosi su queste conclusioni del rapporto Condon e la propria ventennale esperienza di UFO l’Air Force ha concluso il Project blue Book nel Dicembre 1969 con questa frase finale: “come risultato dell’investigazione dei rapporti UFO dal 1948, le conclusioni del Project Blue Book sono 1) nessun UFO è stato riportato, investigato e valutato dalla AIR Force ha mai dato indicazione alcuna di minaccia alla sicurezza nazionale. 2) Non vi è stata prova alcuna proposta o scoperta dall’Air Force che gli avvistamenti catalogati come “non identificati” rappresentino sviluppi tecnologici o principi al di là della gamma del sapere scientifico attuale. 3) Non c’è stata alcuna prova che gli avvistamenti catalogati come “non identificati” siano veicoli extraterrestri.

Di conseguenza al momento non vi è alcuna agenzia ufficiale e governativa che investighi i rapporti UFO. Il Dr. McDonald e diverse agenzie private di ricerca hanno criticato le inadeguatezze del rapporto Condon e del Project Blue Book e richiedono che l’intero argomento sia di nuovo investigato. In maniere specifica il Project Blue Book è stato criticato durante la sua esistenza per la superficiale investigazione dei rapporti, il basso livello di competenza scientifica tra il personale e le spiegazioni irragionevoli riguardo specifici rapporti UFO. Le critiche del rapporto Condon includono la disputa che le conclusioni raggiunte non sono supportate dal grosso delle prove nel rapporto stesso e che il licenziamento di due membri dello staff per incompetenza prima della conclusione del rapporto finale solleva domande riguardo l’obiettività e la completezza degli studi compiuti. Mentre parte delle critiche può anche essere giustificata, è improbabile che un nuovo studio scientifico sia in vista, soprattutto perché le conclusioni del rapporto Condon sono state così largamente accettate.

Il problema degli UFO deve ora competere con tutti gli altri problemi scientifici che l’umanità sta affrontando. Per ricevere l’attenzione degli scienziati e il necessario supporto economico, è necessario evidenziare il potenziale ritorno della ricerca sugli UFO commisurandolo con le risorse spese. Sebbene la commissione Condon abbia avvisato che niente di meritevole sarebbe derivato da tale ricerca, ha suggerito che tutte le agenzie del governo federale e delle fondazioni private dovrebbero considerare le proposte di ricerca sugli UFO insieme alle altre che sono state loro sottoposte sulla base di una apertura mentale senza pregiudizi.


Fonte: http://www.ceifan.org/scienza_spaziale.htm


Chi conosce l'inglese può leggerlo in lingua originale a questo altro indirizzo: http://www.cufon.org/cufon/afu.htm




CICAP: Detto questo, è bene ricordare che le distanze nell’universo sono enormi....


E allora...anche prima della scoperta dell'America, le distanze terrestri erano considerate enormi, e addirittura si credeva che la Terra fosse piatta e che oltrepassando le colonne d'Ercole si sarebbe caduti nel vuoto, ma un certo Cristoforo Colombo, dimostro il contrario e inolte oggi, in aereo, in poche ore si possono raggiungere tutti i luoghi del mondo. Quelle che a noi sembrano grandi distanze stellari, per civiltà più evolute della nostra non sono assolutamente un problema, perchè hanno trovato il modo di annullarle, grazie al viaggio spaziale a curvatura o altri sistemi. Tutto previsto tra l'altro dalla fisica Eistaniana. Quindi cari Cicappini, di cosa stiamo parlando? Quando è che smetterete di ragionare in maniera antropocentrica?



CICAP: Insomma, calcolate da soli le probabilità che una civiltà extraterrestre possa conoscere le tecnologie necessarie per costruire un’astronave in grado di colmare distanze del genere e arrivare da noi soltanto per volteggiare nei nostri cieli, farsi vedere e farci “marameo” dall’alto...


Che significa questa frase, chi è che viaggerebbe per anni luce per venirci a fare marameo dall'alto, che castonerie dite. Come noi terrestri abbiamo mandato uomini sulla Luna e sonde automatiche nello spazio e sui pianeti del sistema solare a scopo esplorativo, lo fanno anche altre civiltà, sopratutto quelle più avanzate di noi, che non solo lo fanno a scopo esplorativo e di studio, ma anche a scopo turistico. Tra l'altro anche noi terrestri tra qualche hanno avremo le nostre compagnie spaziali private che faranno provare l'ebbrezza del volo spaziale a chi lo vuole fare anche solo per diletto.


CICAP: Amici ufologi, provate le vostre tesi o… tacete!


Un altra frase senza senso. Statisticamente parlando è sicuramente molto più logico che l'Universo sia abitato da milioni di civiltà più o meno avanzate della nostra che il suo contrario. Quindi cari amici del CICAP, siete voi che andate contro la logica e contro la statistica ( che è una scienza matematica) , e siete sempre voi che dovete dimostrare che altre civiltà non esistono e che l'uomo è l'unico essere vivente intelligente di un universo composto da milioni di galassie, miliardi di stelle e innumerevoli pianeti, se non siete in grado di fare questo....tacete per sempre, perchè quando parlate o scrivete qualcosa, raramente si può rilevare un così alto tasso di fregnacce messe tutte insieme!


Oliviero Mannucci



PS: guardate questo video...


Michio Kaku - Importante scienziato parla di UFO e Alieni