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giovedì 30 maggio 2019

Marte: antichi strati di ghiaccio sepolti sotto la calotta polare

Il Mars Reconnaissance Orbiter individua nel sottosuolo del Pianeta Rosso i residui di passate glaciazioni, protetti da strati di sabbia.

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Nascosti sotto la calotta del polo nord di Marte, a circa un chilometro e mezzo di profondità, vi sono antichi depositi di ghiaccio stratificati che potrebbero raccontare molto sulle condizioni climatiche del passato del Pianeta Rosso.

Individuati dai radar del Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, nell'orbita di Marte dal 2006, questi residui di passati periodi glaciali costituiscono una delle più importanti riserve d'acqua marziane, la terza dopo quelle del polo sud: se disciolti, gli strati appena scoperti ricoprirebbero il Pianeta Rosso di un involucro d'acqua uniforme di 1,5 metri di profondità. Lo studio è stato pubblicato su Geophysical Research Letters.
Sguardo penetrante. Il gruppo di scienziati guidato da Stefano Nerozzi, ricercatore italiano ora all'Istituto di Geofisica dell'Università del Texas, ha analizzato i dati dello  Shallow Radar (SHARAD), uno strumento di MRO in grado di sondare i primi 1.500 metri del sottosuolo marziano.

Depositi sovrapposti. Sotto alla calotta di ghiaccio del polo nord, SHARAD ha rilevato strati alternati di antico ghiaccio e sabbia, sovrapposti come i piani di una torta. Gli scienziati pensano siano i residui di passate glaciazioni dovute a variazioni dell'orbita di Marte e nella sua inclinazione: nei periodi di aumento della temperatura, ciò che rimaneva delle calotte ghiacciate veniva ricoperto da sabbie che proteggevano i ghiacci dalla dissipazione in atmosfera.

Questo processo si sarebbe ripetuto più volte nel passato di Marte, ogni 50 mila anni circa. Quando l'inclinazione dell'asse marziano rivolge l'equatore direttamente verso il Sole, le calotte polari si espandono; quando l'asse torna a inclinarsi, le calotte polari si ritirano. Finora si pensava che i resti di questi "tira e molla" glaciali fossero svaniti, ma il nuovo studio (suffragato da una seconda ricerca sulla misura del campo gravitazionale marziano, pubblicata sulla stessa rivista e di cui Nerozzi è coautore) dimostra che esistono ancora nel sottosuolo.
Ghiacci che raccontano. Le antiche stratificazioni sono preziose per lo studio del passato di Marte come lo sono, per la Terra, gli anelli degli alberi. Dall'analisi della loro geometria e composizione si potrà forse capire se, in passato, il Pianeta Rosso avesse le condizioni adatte a ospitare la vita, o se vi siano stati scambi d'acqua tra i poli e le medie latitudini, dove SHARAD ha trovato diffusi ghiacciai sepolti delle stessa età di quelli polari appena scoperti.

«Capire quanta acqua fosse disponibile complessivamente e quanta invece fosse intrappolata ai poli è importante», ha commentato Nerozzi. «Si possono avere tutte le condizioni adatte alla vita, ma se la maggior parte dell'acqua è intrappolata ai poli, allora diventa difficile averne in quantità sufficienti vicino all'equatore», dove è al lavoro Curiosity e dove opereranno i prossimi rover marziani.

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C’è un “pianeta proibito” nel deserto nettuniano


 Il deserto nettuniano è una regione prossima a una stella dove si ritiene che non si possano trovare pianeti con dimensioni pari a quelle di Nettuno. In questo caso, però, l’esopianeta Ngts-4b (simile a Nettuno, più grande della Terra e decisamente più caldo di Mercurio) si è fatto strada arrivando proprio lì dove non dovrebbe stare, conservando intatta la sua atmosfera gassosa.


 Risultati immagini per pianeta transnettuniano



Tre volte più grande e 20 volte più massiccio della Terra; un raggio inferiore del 20 per cento rispetto a Nettuno e una temperatura decisamente più alta di Mercurio, con i suoi 1000 gradi Celsius. Ecco a voi l’esopianeta nettuniano Ngts-4b, soprannominato “il pianeta proibito” perché trovato – da un gruppo di ricercatori guidati dell’Università di Warwick con i telescopi dell’Eso Next-Generation Transit Survey (Ngts) – in quello che dovrebbe essere un “deserto nettuniano”.
Questo oggetto sarebbe dotato di una rispettabilissima atmosfera gassosa e completa un’orbita attorno alla sua stella madre in soli 1,3 giorni (l’orbita terrestre attorno al Sole è di 365 giorni). Ed è proprio per questi due motivi che la scoperta ha dell’incredibile: un pianeta di tipo nettuniano non potrebbe trovarsi così vicino alla sua stella madre, poiché a distanze così brevi i pianeti perdono quasi del tutto l’atmosfera, che evapora lasciando solo il nucleo roccioso. Con l’espressione “deserto nettuniano” s’intende, infatti, proprio quella regione prossima a una stella dove si ritiene che non si possano trovare pianeti con dimensioni pari a quelle di Nettuno.
L’ipotesi dei ricercatori è che Ngts-4b possa essersi fatto strada verso il deserto nettuniano della sua stella solo di recente, cioè nell’ultimo milione di anni. «Questo pianeta deve essere “tosto”, è proprio nella zona in cui ci aspettavamo che i pianeti delle dimensioni di Nettuno non potessero sopravvivere», dice il primo autore dello studio, Richard West, dell’Università di Warwick.
Il pianeta è stato avvistato con il metodo del transito: gli esperti osservano una stella e la sua luce in cerca di un calo della luminosità provocato dal passaggio di un pianeta. I sistemi a terra attualmente disponibili di solito possono individuare cali di luminosità almeno dell’1%, ma i telescopi Ngts riescono a registrare cali di luminosità dello 0,2%.


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What Just Happened Over Washington? Major Media Totally Clueless! 2019-2020

UFO Seekers - Just Another Night in the Field...

Tracey and I head out to the Kern River Canyon in the southern Sierra Nevada Mountains, just east of our HQ, to sky-watch for UFO activity. Nothing serious this time. This was just a regular night out for us together, I guess you could say our date nights. We enjoy following celestial events, planetary alignments, and other sky activity on a regular basis. Sometimes we share those trips, sometimes we don't. The airspace above this area is military MOA and is very close to the 1986 Stealth Fighter crash site we have covered before in a video. It is also in the same general area where we captured a strange object in pictures. On this night we only used regular optical equipment and no night vision. In this video, we also take a quick look at a U.S. Forest Service UFO picture and files, from The Black Vault. The Black Vault U.S. Forest Service UFO Pictures/Files: https://www.theblackvault.com/documen...

UFO Seekers - F-35 Lightning ll and F-22 Raptor in Action (Philippine Sea, Langley AFB, Alaska Pacific Range)


It's Memorial Day. Thank you to the brave men and women who serve this nation, and those who've fallen in battle. We will never forget your the sacrifice. While we post this video, those of you still serving are out there, fighting for freedom. Today we at UFO Seekers remember, Tracey's father who served in the Army (now deceased), Tim's uncle served in the Army in Vietnam (died weeks after returning), and Tim's Great Uncle who served as a Rear Admiral in the Navy (now deceased). Let's take a look at the F-35 Lightning ll and the F-22 Raptor in action. The F-35 is most interesting, as the aircraft is capable of hovering in mid-air. The F-35 utilizes a virtual reality type heads-up display. Makes one wonder if they can hover at high altitude and conduct surveillance?Both jet fighters are considered by some to be the future of American military dominance in the sky, while others say the aircraft are too expensive and require too much maintenance. The Military Zone is where we share current and future Department of Defense technology. Our mission with The Military Zone is to increase awareness of U.S. military capabilities within the UFO Community and to help the general public better identify objects seen in the sky or on the ground. This increased awareness should help increase the quality of UFO Sighting Reports while decreasing false reports. "The appearance of U.S. Department of Defense (DoD) visual information does not imply or constitute DoD endorsement." U.S. Marines and Sailors conduct flight operations in international airspace aboard the multipurpose amphibious assault ship USS Wasp (LHD 1), March 27, 2019 in the Philippine Sea. The U.S. is proud to participate in the Philippines-led exercise in order to conduct capabilities development training that enhances our forces' tactics, techniques and procedures across a wide range of military operations. (U.S. Marine Corps video by Cpl. Richard Limone) Air Force Base Langley F-22 Raptors. Video by Airman 1st Class Kelsea Jade Caballero Airmen from the 6th and 9th Air Refueling Squadrons, Travis Air Force Base, Calif., use a U.S. Air Force KC-10 Extender to refuel U.S Air Force F-22 Raptors, as part of exercise Northern Edge, May 14, 2019, at Joint Base Elmendorf-Richardson, Alaska. Units participating in Northern Edge have access to the Joint Pacific Alaska Range Complex, which is one of the largest training ranges in the world, with approximately 65,000 square miles of available airspace; 2,500 square miles of land and 42,000 square nautical miles of surface, subsurfaces and overlying airspace. (U.S. Air Force video by Staff Sgt. Bethany La Ville) #F35 #F22 #USA

UFOs reported by Navy pilots raise new questions about the potential for alien invasion




On Monday, the New York Times reported that military pilots reported frequent sightings of unidentified flying objects over the east coast. The UFOs reported by navy pilots to government officials had surprisingly consistent descriptions: aircrafts reportedly able to reach hypersonic speeds, and heights of 30,000 feet, for 12 hours at a time, leaving behind no detectable exhaust. They are inexhaustible zooming spinning tops in the sky, according to pilots who reported seeing multiple UFOs during missions between 2014 and 2015.
And what are UFOs most commonly associated with? Aliens! And while it is of course a bit of a stretch to declare that there is an alien invasion on the horizon, there haven't really been any other suggestions as to what these zooming skycraft could be.
As Navy Pilot Lt. Ryan Graves told Congress and the Pentagon, the aircraft he observed was performing feats that aren't known to be possible with our current technology:
“Keeping an aircraft in the air requires a significant amount of energy. With the speeds we observed, 12 hours in the air is 11 hours longer than we’d expect.”
The Times reports that there is an entire unit of the U.S. military dedicated to UFOs — The Defense Department’s Advanced Aerospace Threat Identification Program sole purpose is to catalogue the UFOs that military pilots encounter — and they haven't provided any answers. According to the Times, the unofficial newspaper for people who strongly believe that life exists beyond earth, the sightings have occurred frequently enough that the Navy even sent out special guidances to pilots in the event that they encounter these objects.
“We don’t know who’s doing this, we don’t have enough data to track this," Joseph Gradisher, a Navy spokesman, said to the New York Times. "So the intent of the message to the fleet is to provide updated guidance on reporting procedures for suspected intrusions into our airspace.”
And yes, of course, some experts are saying that the objects are not extraterrestrial life. Senior astrophysicist at the Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, Leon Golub, told the Times that the possibility that the objects are aliens “is so unlikely that it competes with many other low-probability but more mundane explanations.”
Unlikely — not impossible. As Avi Loeb, the head of Harvard's astronomy department, told the New Yorker in January, there is a possibility that life exists in other parts of the Universe.
The pilots who reported the sightings of these mystery craft do nothing to mitigate the suspicion that some smarter, more advanced life form may be among us. They refuse to speculate on what the craft could be, but the information they provide does little to ease the mind. One pilot described it as a sphere encasing a cube, and multiple pilots observed the object making stops from such high speeds that would make it impossible for a human to be operating the devices.
If the aircrafts are not being operated by extraterrestrials, the alternative is maybe even more terrifying. Aliens might just be sending speedy sky drones to gather information and figure out if democracy is something they should try to pursue. If it's humans operating these devices, someone is developing a nearly undetectable, hypersonic sky machine that can render experienced Navy pilots completely shocked. Given thousands of years of history, it seems doubtful human beings would use this technology benevolently.

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So You’ve Decided You Care About Aliens

Photo: Historia/REX/Shutterstock

As you may have read in the freaking New York Times this past Memorial Day weekend, or in the freaking New York Times in December 2017 (!!!), UFOs — defined as unidentified flying objects — are definitely real, and the United States government definitely knows it. This doesn’t mean for sure that UFOs are aliens (many think what’s being seen are super-secretive military crafts and/or drones), but that is my personal belief. So, as a long, long-time, self-described ufologist and alien enthusiast, I, for one, am vindicated. I am also annoyed. I told you this already, and nobody took me seriously. Being endorsed by the paper of record is actually the worst possible alien-related outcome (except an invasion, lol), because everyone has to believe, and nobody cares anyway. Before, when nobody cared and nobody believed, those of us who did could consider ourselves better informed and therefore superior. Now we’re just sad.
On the one hand, I don’t want to reward anyone who is only getting into aliens now that they’ve received mainstream credibility. But on the other hand, the UFO community is literally dying. (The Greatest Generation is also the Roswell Generation, and without living memory of that era, I worry we’re losing touch!!!) I need all the allies I can get. So if you read one or both Times UFO stories and came away wanting to know more, I have a reading list for you. The truth is out there. Welcome.

UFOs by Leslie Kean
Leslie Kean is legit. She co-authored the Times’s UFO stories, and she’s a well-respected investigative journalist who, before getting into aliens, wrote a book about the Burmese liberation struggle (among other things). UFOs was originally published in 2010, and became a national best seller, probably because it rules. I read this book in a day, wide-eyed and screaming. The sources (including many government officials and pilots) cited seem so credible, and the details are so specific, that it’s impossible to come away from this one not thinking something is up.

Area 51, by Annie Jacobsen
Annie Jacobsen is another good introductory ufologist author because she’s the real deal: she’s a journalist, author, and Pulitzer Prize finalist for her book The Pentagon’s Brain. As you may have guessed by its title, this book focuses on Area 51, the shadowy (but REAL!) military base in Nevada with rumored ties to extraterrestrial research and development. (Please note here that Roswell and Area 51 are not the same place, nor are they in the same state. People say that to me a lot and I get mad. Roswell is a town in New Mexico, where some believe a UFO crash landed. Area 51 is a government site in Nevada.) This book is rather thick, and it focuses much more on the government secrecy side of things than the others on this list, but it is still SHOCKING and worth your time.
Communion, by Whitley Strieber
Alongside Barney and Betty Hill’s, Whitley Strieber’s is the definitive alien abduction story, though he refrains from labeling it as such — detailing his abduction from an upstate New York cabin in 1985, Strieber calls his captors “the visitors,” a show of restraint that (to my mind) makes him all the more credible. I don’t really get into abduction stories much (one has to draw the line somewhere), but Communion is a classic and it’s embarrassing to be a UFO enthusiast who hasn’t read it.

Encounter in Rendlesham Forest, by Nick Pope
For the uninitiated, Nick Pope is THE British UFO guy. (In England they take UFOs a lot more seriously than we do here, which I find inexplicable and hilarious when juxtaposed with, like, the Royal Family.) He worked at the British Government’s Ministry of Defence, where it was his literal job to investigate reports of UFO sightings. And this book is about the very best British UFO sighting there is, if you ask me — known as the “Rendlesham Forest Incident,” it involves numerous military eyewitnesses, elevated radiation readings, and honestly what sounds like a truly gorgeous spaceship. I love this one.

The Day After Roswell, by William J. Birnes and Colonel Philip J. Corso
I love a book that describes itself as a “landmark exposé,” which this one does, and you know what: true! Colonel Philip J. Corso was an Army intelligence officer and member of President Eisenhower’s National Security Council at the time of the alleged crash landing of a spacecraft in Roswell, New Mexico (which, I’m sure you know, was 1947), which means he was there. According to Corso, U.S. military officials took pieces of spaceship and reverse engineered them, paving the way for many of today’s technologies! What! Why would he make that up???
Witness to Roswell, by Thomas J. Carey and Donald R. Schmitt
Okay, to be honest, this is the craziest freaking book I’ve ever read in my entire life. Of the books on this list, this one is definitely the, ah, most fanciful. (Think, like, full-on deathbed confessions from people who were supposedly on-site when alien bodies were recovered from the Roswell crash landing, details about how they were buried in children’s caskets … it’s nuts.) The authors aren’t academics so much as long-time researchers and fans, and their websites look like this and this. If even 5 percent of the events described by this book actually happened, it would be Earth-shattering. Either way, I had the time of my LIFE reading this one, and you will too.

Meteorite raro si schianta al suolo: ci sono dei danni – Diretta di quanto accaduto in Costa Rica

Meteorite raro si schianta al suolo. I ricercatori stanno studiando quello che è successo.

Meteorite raro si schianta al suolo: ci sono dei danni

Rocky stava dormendo in una cuccia in Costa Rica il 23 aprile quando un piccolo meteorite ha bucato il tetto. Il cane è rimasto illeso. Si trattava però soltanto di un frammento di un meteorite ricco di argilla che si è schiantato sulla Terra sopra la città di Aguas Zarcas in Costa Rica. I meteoriti ricchi di argilla sono scientificamente affascinanti, perché preservano minerali ricchi di acqua. Ma sono anche fragili: la pioggia può causare la caduta di questo tipo di meteorite, come riportano Space.com e Sputniknews.com

Meteorite grande come una lavatrice

Da qui l’entusiasmo degli scienziati sul campione di Rocky e su altri frammenti del meteorite, che stimavano fosse delle dimensioni di una lavatrice quando entrò nell’atmosfera terrestre. “Si è formato in un ambiente privo di vita, quindi è stato preservato nel freddo e nel vuoto dello spazio per 4,56 miliardi di anni, e poi è caduto in Costa Rica la scorsa settimana“, ha detto Laurence Garvie, curatrice del Centro per studi meteorologici dell’Arizona State University. in una dichiarazione. “La natura ha detto ‘eccoti qui’, e ora dobbiamo essere abbastanza intelligenti da separare i singoli componenti e capire cosa ci stanno dicendo“.

Ricercatori al lavoro

Garvie ei suoi colleghi stanno ora lavorando per fare proprio questo, analizzando i frammenti raccolti nei cinque giorni dopo che il meteorite Aguas Zarcas è caduto il mese scorso. (Quei giorni erano tutti secchi, impedendo alla pioggia di sciogliere i meteoriti). Oltre ad analizzarli, il team ha anche bisogno di proteggerli, cosa che i ricercatori fanno posizionando le rocce negli armadi di azoto che li preservano. “Se lasciassi questa condrite carbonacea nell’aria, perderebbe alcune delle sue affinità extraterrestri“, ha detto Garvie.

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Usa, i piloti della Marina avvistano gli Ufo: trottole e sfere a velocità supersonica

Lo riporta il New York Times a un mese e mezzo dalla nuova politica della Marina americana sugli oggetti volanti non identificati che autorizza i piloti a comunicare episodi inusuali

Usa, i piloti della Marina avvistano gli Ufo: trottole e sfere a velocità supersonica


 WASHINGTON. "Wow, cos'è quello? Guarda come vola", esclamò un pilota di caccia a inizi 2015 quando vide uno strano oggetto sfrecciare a pelo sulle onde dell'Atlantico. Questa è solo una delle tante testimonianze, riportate dal New York Times, dei piloti della Marina militare americana sugli strani fenomeni degli Unidentified Flying Object o Ufo.

Secondo il rapporto del Times, gli avvistamenti sarebbero iniziati nell'estate del 2014 fino al 2015, quando i piloti dei caccia iniziarono a riferire sempre più frequentemente di aver avvistato gli oggetti a quasi 30mila piedi nel cielo, 9,140 km, mentre stavano eseguendo delle manovre di addestramento tra la Virginia e la Florida. A volte, hanno raccontato, raggiungevano velocità apparentemente supersoniche.

Gli oggetti erano strani. Nell'arco di questi due anni si avvistavano tutti i giorni sui cieli della costa orientale americana. Uno di loro era come una trottola che si muoveva velocemente contro vento. L'altro, una "sfera con un cubo dentro",  ricorda uno dei piloti che ci entrò quasi in collisione alla fine del 2014, durante una missione nei pressi di Virginia Beach.

 "Queste cose potrebbero stare lì fuori tutto il giorno", ha detto il tenente Ryan Graves, un pilota di Super Hornet F/A-18, che ha servito la Marina per 10 anni e ha riportato i suoi avvistamenti al Pentagono e al Congresso.

Il tenente Graves (nella foto) non si riesce ancora a spiegare quello che ha visto. Nell'estate del 2014, lui e il collega Danny Accoin, lavoravano a bordo della Naval Air Station Oceana, che stava ultimando le esercitazioni prima di salpare per il Golfo Persico. I due piloti hanno iniziato a intercettare gli strani oggetti. "La nostra è una missione molto complessa: ci alziamo a 30mila piedi per poi scendere in picchiata. Trovare qualcuno là sopra non è divertente", racconta Graves che ricorda come l'oggetto fosse ovunque: a 30mila piedi, a 20mila, fino al livello del mare. "Potevano fare quello che volevano: accelerare, frenare e superare la velocità supersonica".

I piloti hanno raccontato al Times che quello che gli risultava più strano era il fatto che questi Ufo accelerassero a velocità supersonica, frenassero all'improvviso e repentinamente cambiassero direzione: "Qualcosa che va al di là dei limiti fisici di un equipaggio".

Ad oggi non esiste alcuna spiegazione ufficiale per gli avvistamenti. Nessuno, né i piloti intervistati dal Times né i funzionari del Dipartimento della Difesa, specula sulla possibilità che tali avvistamenti possano avere a che fare con esseri extraterrestri. Nessuno ha voglia di sembrare pazzo. Droni senza licenza forse, si è ipotizzato. Fatto sta che gli incontri  sono diventati talmente frequenti da costringere la Marina americana a emanare nuove linee guida su come denunciare "fenomeni aerei inspiegabili".



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lunedì 27 maggio 2019

Un giacimento minerario di Marte sembra essere stato creato da esplosioni vulcaniche

Un recente studio ha scoperto che uno strano deposito minerario è stato causato, molto probabilmente, da diverse attività vulcaniche. Questa ricerca, pubblicata sulla rivista Geology, potrebbe aiutare gli scienziati ad assemblare una linea temporale dell'attività vulcanica e delle condizioni ambientali di Marte.
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Questa è una delle prove più tangibili del vulcanismo marziano, e comprendere l'importanza di questo fenomeno è "importante per capire il bilancio idrico nel magma di Marte, nell'abbondanza delle falde acquifere e nello spessore dell'atmosfera" afferma Christopher Kremer, della Brown University.
Le esplosioni vulcaniche si verificano quando dei gas, come il vapore acqueo, viene dissolto nel magma sotterraneo. Quando la pressione del gas è superiore alla resistenza della roccia, esplode, rilasciando in aria una nube di fuoco e cenere.
Questo tipo di eruzioni, pensano gli scienziati, potrebbero essersi verificate all'inizio della storia marziana, quando c'era l'acqua. Mentre l'acqua si estingueva, anche le esplosioni vulcaniche si sono fatte più rare, lasciando spazio ad un vulcanismo più effusivo (un rilascio di lava superficiale).
Questo nuovo studio ha esaminato un deposito situato in una regione chiamata Nili Fossae. Il deposito sembra essere composto da olivina minerale (un materiale piuttosto comune nel sistema solare), e come sia arrivato in superficie resta un mistero.
I ricercatori quindi, usando i dati del Mars Reconnaissance Orbiter, hanno scoperto che il vulcanismo esplosivo è la causa più probabile. Il deposito si estende uniformemente sulla superficie in lunghi strati continui che si depositano uniformemente su colline, valli, crateri e altre caratteristiche.
La squadra non dovrà fare affidamento solo sui dati orbitali, il rover Mars 2020 della NASA infatti, toglierà ogni dubbio sull'origine di questa olivina. Qualsiasi risultato trovi il rover, è comunque importante per comprendere l'evoluzione del pianeta.
Marte continua a far parlare di se, recentemente infatti, alcuni scienziati hanno trovato una grande quantità di acqua ghiacciata sul pianeta.

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Tracce di materia organica 'aliena’'nei monti del Sudafrica

Arrivata con i meteoriti più di 3 miliardi di anni fa

 

Materia organica di origine extraterrestre è stata scoperta nelle rocce sedimentarie dei monti Makhonjwa, in Sudafrica, tra i più antichi della Terra. 

È stata trovata nei frammenti di meteoriti ricchi di carbonio piovuti sul nostro pianeta più di 3 miliardi di anni fa e rimasti incastonati nelle rocce di queste montagne. La scoperta è pubblicata sulla rivista Geochimica et Cosmochimica Acta dal gruppo del Centro Nazionale della Ricerca Scientifica francese (Cnrs), coordinato da Frances Westall.


I monti Makhonjwa, in Sudafrica, nelle cui rocce sono state trovate tracce di materia organica di origine extraterrestre (fonte: Fyre Mael/Flickr/CC BY 2.0)

I frammenti di meteoriti, del diametro di appena un paio di millimetri, sono stati scovati grazie a sofisticate tecniche di spettroscopia all’interno di un deposito vulcanico delle antiche montagne sudafricane. “Si tratta di una delle prime prove della presenza di carbonio extraterrestre nelle rocce del nostro Pianeta”, ha sottolineato Westall.
Probabilmente i frammenti di meteoriti sono rimasti intrappolati in ceneri vulcaniche presenti in atmosfera. Secondo la ricercatrice, però, “è difficile che queste impronte di materia organica siano il risultato di un singolo bombardamento cosmico. Questo rinvenimento - ha concluso Westall - rafforza, quindi, l’ipotesi in base alla quale i mattoni di base della vita siano piovuti sulla Terra letteralmente dallo spazio, portati da meteoriti”.

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What The Secret Space Force Really Looks Like May Surprise You!


Source video: thirdphaseofmoon

Cosmic Disclosure- Technologies of the SSP More from Jason Rice as he helps to give us a better understanding of the technologies and weapons, he used during his combat deployments. http://bit.ly/SSP_Insiders_TellAll From the simplest to the strangest, we cannot begin to image just how advanced the technology is within the secret space programs. He explains the different types of shuttle crafts and drones used, as each mission required a craft ideally suited for the mission parameters. Even the suits they wore into combat and the computers which guided them, gave troopers superhuman capabilities.

 Learn more about advanced aerial tactics and intergalactic battle strategy, watch the series: http://bit.ly/SSP_Insiders_TellAll

UFO SEEKERS - The Milky Way was INSANE!


Source News: Seekers UFO

Our Lead Investigator, Tim, takes you night sky-watching for UFO activity at Red Mountain in California's Mojave Desert. Using infrared night vision and other equipment Tim will watch the sky in hopes of spotting anomalies. On this night, the Milky Way was ablaze and shooting stars were everywhere. The Milky Way was INSANE! Uploaded in HD 1080p. #MilkyWay #Skywatch #Seekers

UFO SEEKERS- Who was the FIRST to Predict Element 115?

Source video: Seekers UFO

Join our host Tim as he discusses the highly debated topic of who REALLY predicted Element 115? Topics covered include a 1976 newspaper article about traces of Element 113, 114, or 115, in the Allende Meteorite found in Mexico in 1969. Second is a 1974 research paper specifically about Element 115. Third is a 1970 newspaper article showing a theory that Elements 114-168 would be discovered.

AVVISTAMENTI UFO NEL 1600?

Il Docu-video. I misteri della storia: gli avvistamenti di Ufo nel 1600 raccontati da un celebre uomo di religione

Docu-video. I misteri della storia: gli avvistamenti di Ufo nel 1600 raccontati da un celebre uomo di religione


 Nel 1657, il celebre uomo di chiesa Matthew Poole, decide di raccontare nel Mirabilis Annus una serie di eventi fuori dal comune avvenuti in quell’anno.
  • 146 eventi celesti anomali
  • 75 su terra
  • 26 in contesti marini
  • 91 riguardano avvistamenti anche di soggetti di vario tipo, come soldati fantasma
5 Novembre 1660: due uomini che stavano andando da Londra a Ilford, nell’Essex, videro una nuvola brillante sopra l’orizzonte, che poi scomparve per lasciare il posto a due “stelle grandi quasi quanto la Luna”.
Aprile 1661, nel Somerset venne avvistata una oscura nube sottile, diversa dalle solite: la nube si apre e da essa emersero a una a una tre stelle luminose che si disposero una sopra l’altra prima di assumere una formazione a linea retta e mettersi in moto oltre  l’orizzonte con una scia luminosa attaccata dietro.
Giugno 1661, un’ora prima del tramonto, il sole divenne stranamente oscurato da un incredibile numero di palle di colori differenti, simili a palle di cannone, mentre strani oggetti di fogge varie sembravano fuoriuscire dal disco solare stesso, spostandosi verso est.
11 maggio 1662 in Cornovaglia, numerosi testimoni affidabili verso mezzanotte videro una grande stella in avvicinamento in cielo, dalla quale parevano dipartire delle gambe rosso sangue in parte oscurate da un quadrato nero.

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Luci in fila nel cielo, Ufo sul Legnanese e Saronnese?

Sono state osservate da due persone a Cerro Maggiore; si cercano testimoni

Luci in fila avvistate a Cerro Maggiore: procedevano in formazione in direzione di Saronno. Se qualcuno le avesse viste può scrivere alla nostra redazione.

Luci in fila osservate nel cielo

Due testimoni le hanno osservate mentre si trovavano a Cerro Maggiore, in via Volta. Mancavano pochi minuti alla una di questa notte. I due amici, come ci hanno raccontato, stavano chiacchierando quando l’attenzione di uno di loro è stata catturata (per caso) da una fila di luci che si trovavano in cielo. Sono state descritte come una in fila all’altra, con le ultime che sembravano staccarsi. Uno dei due ha intravisto come una sagoma nera dietro quelle fonti luminose. Procedevano in formazione, in assetto, dirigendosi verso Saronno (nella foto un oggetto luminoso avvistato in America – foto Ovniactuales1) . 
Non è chiaro di cosa potesse trattarsi. Lanterne cinesi legate una con l’altra? Strano, ma dovrebbe essere stato qualcosa comunque di una grandezza decisamente non indifferente. Un meteorite? Difficile, visto che sembrava davvero qualcosa che procedeva con una sua propulsione.

Si cercano testimoni

I due testimoni dell’avvistamento cercano possibili altri testimoni così da poter capire cosa sia passato sopra le loro teste. Nel caso qualcuno avesse visto qualcosa di strano in cielo può scrivere all’indirizzo mail: alessandro.lue@netweek.it

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Usa, il Pentagono ammette: "Stiamo ancora indagando sugli Ufo"

Christopher Sherwood, portavoce del dipartimento della Difesa, ha riconosciuto che unʼiniziativa governativa segreta sta cercando di fare luce sui presunti avvistamenti di astronavi aliene

Risultati immagini per ufo e pentagono 

 

"Il Pentagono sta ancora indagando sugli Ufo". Lo rivela Christopher Sherwood, portavoce del dipartimento della Difesa Usa, parlando di un'iniziativa governativa segreta, l'Advanced Aerospace Threat Identification Program, che tuttora "conduce ricerche su fenomeni aerei non identificati". Sherwood ha quindi riconosciuto che il dipartimento sta cercando di fare luce sui presunti avvistamenti di astronavi aliene.Nel 2012 il Pentagono aveva affermato di aver chiuso per sempre il programma Aatip. Per Sherwood, però, le indagini sugli Ufo non sono state chiuse: "La Difesa è preoccupata di identificare tutti gli aeromobili nel nostro ambito operativo, nonché di identificare qualsiasi funzionalità straniera che possa rappresentare una minaccia per la patria", precisa.

Il Pentagono "continuerà a indagare attraverso le normali procedure le segnalazioni di aeromobili non identificati rilevati dall'aviazione militare americana al fine di garantire la difesa della patria e la protezione contro il fattore sorpresa da parte dei nostri avversari", aggiunge il portavoce.

Secondo il giornalista Nick Pope, che ha investigato segretamente gli Ufo per il governo britannico negli anni Novanta, le nuove rivelazioni sul Pentagono sono una "rivelazione bomba".

 

Fonte 

 

Commento di Oliviero Mannucci: GIORNALIST SVEGLIA!!!!!! LA NOTIZIA ERA GIA' USCITA NELL'AGOSTO 2018, QUANDO ERAVATE IN VACANZA!!!!!

The Pentagon secretly studied ‘exotic and sophisticated’ UFO technologies, bombshell letter reveals

 

The Pentagon’s secret UFO research programme carried out investigations into a range of ‘exotic’ futuristic technologies, a letter between a US Senator and the Deputy Secretary of Defence has revealed.
Documents relating to a highly sensitive investigation government project called the Advanced Aerospace Threat Identification Program (AATIP) confirm that the US has studied a range of futuristic technologies which would allow it to exercise global military dominance for decades to come.
This programme is dedicated to exploring ‘ unexplained aerial phenomena’ and is believed to have written a 490-page report which collects together UFO sightings from around the world.
The world first heard about AATIP last year, when footage of an encounter between an F/A-18 Super Hornet fighter jet and an oval-shaped UFO travelling at astonishing speed was released.

A photograph of a fast-moving UFO spotted over the Atlantic by two US Navy pilots
Now a letter sent from Senate Majority Leader Harry Reid to William Lynn III, Deputy Secretary of Defense, has revealed tantalising new details of the US government’s exploration of ‘distruptive aerospace technologies’.
Although the correspondence does not mention aliens or UFOs, it appears to confirm the US Senate ordered an assessment of ‘far term foreign aerospace threats’. It is not known whether these threats were alien in origin – or came from some rival military power.
It said these include ‘extremely sophisticated concepts within the world of quantum mechanics, nuclear science, electromagnetic theory, gravitics [anti-gravity], and thermodynamics’.
These technologies ‘have the potential to be used with catastrophic effects by adversaries’ Senator Reid warned in his letter, which was obtained by Las Vegas Now.
The letter also said ‘much progress has been made with the identification of several highly sensitive, unconventional aerospace-related findings’.
‘Ultimately, the results of AATIP will not only benefit the US Government but I believe will directly benefit the Department of Defense in ways not imagined,’ he wrote.
‘The technological insight and capability gained will provide the US with a distinct advantage over any foreign threats and allow the US to maintain its preeminence as a world leader.’
Nick Pope, a former UFO investigator for the British Ministry of Defence, said the ‘bombshell’ document ‘reveals much more about the AATIP project than was previously known’.
‘These staggering revelations show just how seriously the US government took the issue. Irrespective of what they believed about the true nature of the UFO phenomenon, this letter gives a telling insight into the reasons why the Pentagon was interested, and what they thought the threats and opportunities might be,’ he told The Metro

Source News

Traduzione automatica di Google:

Il Pentagono ha studiato segretamente le tecnologie UFO "esotiche e sofisticate", rivela una lettera bomba

 Il programma segreto di ricerca sugli UFO del Pentagono ha condotto indagini su una serie di tecnologie futuristiche "esotiche", ha rivelato una lettera tra un senatore degli Stati Uniti e il vice segretario alla Difesa

 Ora una lettera inviata dal leader della maggioranza al Senato Harry Reid a William Lynn III, vice segretario alla Difesa, ha rivelato allettanti nuovi dettagli dell'esplorazione del governo americano delle "tecnologie aerospaziali distruttive".

Sebbene la corrispondenza non menzioni gli alieni o gli UFO, sembra confermare che il Senato degli Stati Uniti ha ordinato una valutazione delle "minacce aerospaziali straniere a lungo termine". Non è noto se queste minacce fossero di origine aliena o provenissero da una qualche potenza militare rivale.

Ha detto che questi includono "concetti estremamente sofisticati nel mondo della meccanica quantistica, della scienza nucleare, della teoria elettromagnetica, della gravità [antigravità] e della termodinamica".

Queste tecnologie "hanno il potenziale per essere usate con effetti catastrofici dagli avversari", ha ammonito il senatore Reid nella sua lettera, che è stata ottenuta da Las Vegas Now.

La lettera ha anche detto che "sono stati compiuti molti progressi nell'individuazione di numerosi risultati aerospaziali altamente sensibili e non convenzionali".

"In definitiva, i risultati di AATIP non andranno a beneficio solo del governo degli Stati Uniti, ma credo che potranno beneficiare direttamente il Dipartimento della Difesa in modi non immaginati", ha scritto.

"L'intuizione tecnologica e le capacità acquisite forniranno agli Stati Uniti un netto vantaggio rispetto a qualsiasi minaccia straniera e consentiranno agli Stati Uniti di mantenere la sua preminenza come leader mondiale".

Nick Pope, un ex investigatore UFO per il Ministero della Difesa britannico, ha dichiarato che il documento "bomba" rivela molto di più sul progetto AATIP di quanto non fosse noto in precedenza ".

'Queste rivelazioni sconcertanti mostrano quanto seriamente il governo degli Stati Uniti abbia preso la questione. Indipendentemente da ciò in cui hanno creduto sulla vera natura del fenomeno UFO, questa lettera offre una visione significativa dei motivi per cui il Pentagono era interessato e di quello che pensavano che le minacce e le opportunità potessero essere ", ha detto a The Metro



 

giovedì 23 maggio 2019

Marte, trovate enormi quantità di ghiaccio sotto la sabbia: così il Pianeta ha protetto l’acqua ( Ma va?!)

Gli scienziati hanno scoperto che Marte ha protetto il suo ghiaccio con strati di sabbia per non farlo ‘sciogliere’ al sole. Le enormi quantità trovate potrebbero essere i resti di antiche calotte polari grazie alla quali potremmo capire se e come ci sia stata vita sul Pianeta Rosso. Vediamo insieme i dettagli di questa ricerca.


Credit: NASA/JPL/University of Arizona

Sotto la superficie di Marte sono sepolti strati di ghiaccio che sono i resti di antiche calotte polari che potrebbero essere stati uno dei più brandi bacini di acqua del Pianeta, grazie ai quali potremmo capire come sia stata la vita in passato. Questo è quanto fanno sapere gli scienziati che, attraverso il loro studio, ci svelano qualche dettaglio in più sull’affascinante Pianeta Rosso, nuova meta dei prossimi viaggi spaziali.

Ghiaccio su Marte. Gli esperti hanno sfruttato i dati raccolti da SHARAD, Shallow Radar, il radar montato sulla sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter della NASA che, con le onde che emette, riesce a penetrare fino a 2,5 chilometri sotto la superficie del Pianeta Rosso. Grazie a queste analisi, gli scienziati sono riusciti a scoprire la presenza di strati di ghiaccio sepolti che potrebbero essere i resti delle calotte polari antiche, questi strati sono coperti dalla sabbia e, nel 90% dei casi, il ghiaccio si trovava sotto forma di acqua. “Non ci aspettavamo di trovare così tanto ghiaccio qui” ha dichiarato l’autore Stefano Nerozzi, “si tratta della terza riserva più grande trovata su Marte dopo le calotte polari”.

Cosa c’è da sapere. Questi strati si pensa si siano formati quando il ghiaccio si è accumulato ai poli durante le passare ere glaciali che hanno colpito Marte. In pratica, sostengono gli scienziati, ogni volta che il pianeta si riscaldava, un residuo delle calotte di ghiaccio veniva ricoperto da sabbia, questo permetteva al ghiaccio stesso di essere protetto dalle radiazioni solari e di non disperdersi nell’atmosfera.

Le ere glaciali di Marte. Le ere glaciali di Marte sono note agli esperti secondo i quali sono la conseguenza dell’inclinazione del pianeta che comporta una maggiore o minore esposizione al sole. Quando Marte ruota verticalmente, il suo equatore si trova di fronte al sole e le calotte polari crescono, quando invece è inclinato, le calotte si ritirano.

A cosa serve lo studio. Lo studio della geometria e della composizione di questi strati potrebbe dire agli scienziati se le condizioni climatiche fossero in precedenza favorevoli alla vita su Marte. Comprendere la quantità di acqua disponibile a livello globale rispetto a quella intrappolata nei poli è importante per capire quale fosse la disponibilità di acqua liquida sul Pianeta, questo perché per avere le condizioni ideali perché si sviluppi la vita, è necessaria una sufficiente quantità di acqua liquida vicino all’equatore.

Lo studio, intitolato "Buried ice and sand caps at the north pole of Mars: revealing a record of climate change in the cavi unit with SHARAD”, è stato pubblicato su Geophysical Research Letters.



Fonte

Commento di Oliviero Mannucci: Ma va? Ma Pensa! Sono anni che dico che su Marte è pieno d'acqua, e adesso alcuni scienziati ne trovano tanta! Se andate in profondità c'è anche l'acqua calda e molte forme di vita. Datevi una mossa a dire la verità alla gente!

Nasa, riparte la campagna ‘Manda il tuo nome su Marte’

Si rinnova l'iniziativa già proposta nel 2018 con il viaggio di InSight: iscrivendosi, il proprio nome sarà iscritto su un chip e spedito sul Pianeta Rosso nella missione che partirà nel 2020 

 Risultati immagini per proprio nome su marte


In attesa delle prime spedizioni umane su Marte, le persone che lo vorranno potranno raggiungere virtualmente il Pianeta Rosso a bordo di un rover della Nasa che partirà nel 2020, che porterà con sé, scritti su un chip, i nomi di chi parteciperà all’iniziativa. Non si tratta di una novità assoluta per l’agenzia spaziale, che già nel 2018 diede la possibilità di spedire il proprio nome su Marte con la missione InSight. La Nasa prevede persino l’assegnazione di punti, ovvero le "miglia", che permetteranno di guadagnare lo status di "assidui viaggiatori”. In questo modo, l’organizzazione statunitense spera di mantenere alto l’interesse del pubblico nei confronti delle prossime spedizioni marziane, cruciali sia per nuove scoperte che per preparare il terreno in vista dello sbarco dell’uomo.

Dalla Nasa un biglietto virtuale per Marte

Secondo le nuove tempistiche concordate con il governo degli Stati Uniti, la Nasa lavorerà per completare il ritorno sulla Luna entro il 2024 e raggiungere in seguito Marte al massimo nel 2033. Nonostante il Pianeta Rosso sia quindi un traguardo ancora piuttosto lontano, l’agenzia spaziale chiama a raccolta coloro che fremono all’idea di poter raggiungere in anticipo, seppur virtualmente, il suolo marziano, invitandoli a scrivere i propri nomi che, incisi su un chip, faranno parte della missione che partirà nel 2020. Il rover che decollerà nel luglio del prossimo anno “cercherà tracce di vita passata, definirà il clima e la geologia del pianeta e raccoglierà campioni da analizzare al ritorno sulla Terra”, spiega la Nasa, che desidera che anche la gente comune possa “condividere con noi questo viaggio di esplorazione”.

Marte, la Nasa premia gli assidui viaggiatori

La missione del 2020, cruciale per spianare la strada in vista dell’esplorazione futura dell’uomo su Marte, è l’occasione ideale per la Nasa per proseguire la campagna già iniziata nel 2018 con il viaggio della sonda InSight, che portò sul Pianeta Rosso oltre 2 milioni di nomi. L’agenzia spaziale ha inoltre pensato alcuni premi simbolici per chi parteciperà all’iniziativa iscrivendosi sul sito ‘Manda il tuo nome su Marte’: oltre a ottenere la copia del biglietto virtuale con il proprio nominativo, la campagna prevede l’assegnazione di punti per diventare un "assiduo viaggiatore", che daranno il diritto a scaricare, a seconda della soglia raggiunta, delle placche digitali corrispondenti alle missioni, da conservare in attesa del primo vero viaggio umano su Marte.

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La NASA invierà organismi viventi verso il Sole per studiare gli effetti delle radiazioni

All’interno del satellite BioSentinel, che verrà lanciato verso il Sole a metà del 2020, gli scienziati della NASA inseriranno due tipologie di lieviti (funghi) per studiare gli effetti delle radiazioni sui meccanismi di riparazione del DNA, che nel Saccharomyces cerevisiae sono simili a quelli dell’uomo. I risultati aiuteranno la NASA a progettare la missione Artemis verso la Luna e la conquista di Marte. 

 

A metà del prossimo anno la NASA invierà organismi viventi in orbita attorno al Sole. Nello specifico, si tratterà due varietà del fungo Saccharomyces cerevisiae, il più importante lievito per l'alimentazione umana e organismo modello per la ricerca scientifica. L'obiettivo degli scienziati è quello di studiare gli effetti delle radiazioni sulle cellule viventi, in vista dei rinvigoriti programmi di esplorazione spaziale che a breve riporteranno l'uomo sulla Luna e tra una decina di anni su Marte.

Missione Artemis. La missione, chiamata Artemis 1, è strettamente legata al programma Artemis che punta a far tornare l'uomo sulla Luna entro il 2024. Si basa sul lancio di 13 satelliti a forma di cubo con vari scopi. Uno di essi, BioSentinel, ospiterà le cellule del lievito da inviare verso il Sole. L'ultima volta che la NASA inviò organismi viventi oltre l'orbita bassa terrestre fu nel 1972, quasi 50 anni fa gli astronauti Eugene Cernan, Harrison Schmitt Ron e Evans partirono alla volta della Luna in seno alla missione Apollo 17 (soltanto i primi due calpestarono il suolo lunare). Recentemente è stata la Cina a inviare piantine di cotone sulla faccia nascosta della Luna, dove sono morte congelate dopo alcuni giorni di sopravvivenza.

A metà del prossimo anno la NASA invierà organismi viventi in orbita attorno al Sole. Nello specifico, si tratterà due varietà del fungo Saccharomyces cerevisiae, il più importante lievito per l'alimentazione umana e organismo modello per la ricerca scientifica. L'obiettivo degli scienziati è quello di studiare gli effetti delle radiazioni sulle cellule viventi, in vista dei rinvigoriti programmi di esplorazione spaziale che a breve riporteranno l'uomo sulla Luna e tra una decina di anni su Marte.

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NASA chiede "l'aiuto del pubblico" per mappare l'asteroide Bennu

Verso la fine dello scorso anno, la sonda OSIRIS-REx è entrata in orbita attorno all'asteroide Bennu, un'operazione complessa che è stata, però, solamente l'inizio di una missione ancora più ostica. La sonda è arrivata a destinazione lo scorso 3 dicembre, operando sin da subito le prime analisi. Successivamente si è cercato di trovare il giusto equilibrio per porsi in orbita attorno all'asteroide, operazione molto complicata se pensiamo che Bennu misura circa 600 mt di diametro, ha una forza di gravità minima e le stesse radiazioni solari rischiavano di influire sul risultato.
L'obiettivo è stato centrato lo scorso 31 dicembre 2018: una precisa scarica del propulsore della durata di 8 secondi ha consentito la storica manovra. OSIRIS-REx procederà restando in orbita fino al 2020 circa, successivamente si tenterà di recuperare un campione di terreno per riportarlo a Terra entro il 2023. Ora il problema maggiore risulta trovare un sito adeguato per la raccolta del materiale, a quanto pare la NASA si troverebbe in seria difficoltà, tanto da chiedere l'aiuto di gruppi esterni di scienziati per mappare l'impervia superficie dell'asteroide.

 





L'impressionante foto che vedete poco sopra è stata scattata dalla Polycam montata su OSIRIS-REX lo scorso 28 marzo, la distanza dalla superficie nel momento dello scatto era di di 3,4 km, mentre il campo visivo mostrato nel ritaglio è di 49,6 metri. Per avere un'idea delle dimensioni, la NASA afferma che il masso bianco visibile a destra della parte superiore dell'immagine è alto circa 4,8 metri.
La sonda ha ormai mappato tutta la superficie dell'asteroide, scoprendo come la conformazione rocciosa renda complessa la ricerca di un sito di prelievo dei campioni. Per accelerare il processo di selezione, la NASA sta chiedendo ai volontari cittadini scienziati di sviluppare una mappa dei rischi, effettuando una vera e propria conta dei massi: l'obiettivo è la catalogazione completa delle rocce pericolose vicine ai potenziali siti di raccolta.
Per questo la NASA ha dato il via ad una collaborazione con CosmoQuest, un progetto che sostiene iniziative di scienziati cittadini, che si prenderanno l'onere di effettuare la conta. L'agenzia spaziale renderà disponibili le immagini raccolte e la campagna di mappatura durerà fino al prossimo 10 luglio. Una volta che saranno individuati i siti primari e secondari, OSIRIS-REx effettuerà una ricognizione ravvicinata per carpire maggiori dettagli.
La manovra di raccolta dei campioni, chiamata Touch-and-Go (TAG), è prevista per luglio del 2020 e il ritorno a Terra nel settembre del 2023. Naturalmente se tutto andrà a buon fine.

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Il cielo oltre la luce: ad Arcetri nasce l'astronomia per ciechi e ipovedenti

Speciali percorsi permetteranno di superare le barriere

 Risultati immagini per planetario per ciechi

Firenze, 22 maggio 2019

Il 25 maggio si inaugura all’Inaf-Osservatorio di Arcetri il percorso di astronomia per ciechi e ipovedenti.

L’astronomia è uno dei campi del sapere che più affascina ed attrae tutte le persone: chiunque può interrogarsi su come si è formato l’universo, o cosa accadrà quando si spengerà il Sole, o se esiste vita su altri pianeti. E tutti dovrebbero avere l’opportunità di conoscere le risposte a queste domande, almeno per quanto gli scienziati hanno scoperto finora. L’Inaf-Osservatorio di Arcetri ha deciso di creare un percorso per includere in particolare ciechi e ipovedenti, che mostri con opportuni exhibit, soprattutto di tipo tattile, alcuni degli oggetti osservabili nel cielo.
Il percorso, nato in collaborazione con Associazione Cascinese Astrofili, sarà inaugurato sabato 25 maggio a partire dalle 18,30 (evento su prenotazione); collaboreranno all’iniziativa anche l’Associazione Astronomica Amici di Arcetri, l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti e l’European Gravitational Observatory.
Il percorso sarà formato da diverse postazioni: globi tattili della Luna e di Marte, studiati appositamente (nell’ambito del progetto A Touch of the Universe dell’Osservatorio di Valencia e dell’Unione Astronomica Internazionale) per riprodurre al tatto l’impressione che si ha osservandoli al telescopio; modelli per illustrare la scala delle dimensioni dei pianeti del sistema solare e quella delle loro distanze: riproduzioni tattili per spiegare la forma delle galassie; stampe 3D in scala dei più moderni telescopi e anche del telescopio storico dell’Osservatorio (l’Amici); parte del percorso sarà dedicata all’evoluzione delle stelle, spiegata attraverso una nuova tavola a rilievo – fatta stampare appositamente dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi – del diagramma H-R, il grafico che mette in relazione la luminosità delle stelle con la loro temperatura e colore.
Una grossa novità è il planetario tattile, una cupola di 120 cm di diametro sviluppata e realizzata ad Arcetri, all’interno della quale è possibile toccare le stelle, esplorando le costellazioni, proprio come le vediamo a Firenze in una limpida notte di primavera(???): un’esperienza immersiva, un cielo davvero a portata di mano, per sentire le costellazioni più famose. Le stelle sono riprodotte usando sfere più o meno sporgenti a seconda della luminosità apparente. Il “planetario tattile”, frutto di una collaborazione di Arcetri con l’Inaf-Istituto di Radioastronomia di Bologna, resterà fisso nella sede di Arcetri, a disposizione di tutti i visitatori, anche se si sta studiando un modo per renderlo trasportabile; gli altri display creati per questo percorso sono invece pensati per essere itineranti, per consentire attività didattiche nelle scuole o dimostrazioni nell’ambito di manifestazioni culturali.

Fonte

Commento di Oliviero Mannucci: Bella iniziativa! Ma che a Firenze in una limpida notte di primavera si vedano le stelle, mi sembra una affermazione a dir poco ottimistica visto l'inquinamento luminoso ( ma non disperate, rimane sempre una soluzione un po' estrema, ma sicuramente efficace. Provate  a  prendervi  forte a martellate sui piedi, le stelle sono assicurate, e forse ne scoprireste anche delle nuove).  Ho collaborato con l'osservatorio di Arcetri per alcuni anni e ho fatto anche delle serate astronomiche con il telescopio Amici, e a parte i pianeti e la Luna e qualche oggetto nebulare un po' più luminoso tipo M13 e M31, non è che si veda un gran che. Fra qualche anno se continua così, nei grandi agglomerati urbani, anche i vedenti, per vedere come sono fatte le costellazioni dovranno utilizzare il planetario tattile per non vedenti, ahimè!!!!

What Happened In California? You Won't Believe How Close They Get! 2019-2020


Source video: thirdphaseofmoon

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We are not Alone! Quote from Crazy Cody's Creatures May 20, 2019

At around 9:17pm while driving on highway 62 we saw a long strip of light in the sky. We were able to drive up to it and get under it. It appeared to be about 6 feet long and did not seem to make any noise. We witness it for over 30 minutes and multiple other cars stopped and came over to watch. At times it was very still even though it was windy and would climb straight up in the sky. I am not sure if this was a light bar on a kite or a drone. There are power lines around where it was in the sky so if it was a kite it would seem dangerous to fly it at night in that area. It started to move away from us and climb quickly so we tried to get a better shot of it from another street and it appeared to come straight down in the middle of open desert and turn off. Other people that stopped to look and myself went out into the desert to try and find it but were unsuccessful. Any information or guesses would be greatly appreciated as I would like to know what we saw in the sky tonight.

Source Link https://www.youtube.com/watch?v=7OAVD...

How Dead Aliens Could Help Save Humanity

It might take a dramatic extinction example to put us on the right path.

 

Those who don't learn the lessons of an extinct alien civilization's fall may be doomed to repeat it.
Humanity appears to be going down a dangerous path. We've developed weapons powerful enough to off ourselves many times over, for example, and we've been altering Earth's climate for decades without much regard for the serious consequences.
Similar behavior may have led to the demise of advanced alien races around the galaxy, said Avi Loeb, the chair of Harvard's astronomy department. Indeed, this might help explain, at least in part, why we have yet to make contact with ET despite the profusion of habitable real estate in the Milky Way (a puzzle known as the Fermi paradox).
Related: 13 Ways to Hunt Intelligent Aliens
"One possibility is that these civilizations, based on the way we behave, are short-lived," Loeb said last week during a talk at The Humans to Mars Summit in Washington, D.C. "They think short term, and they produce self-inflicted wounds that eventually kill them."
So, the hunt for ET should be wide-ranging enough to spy artifacts left behind by vanished civilizations, he added — evidence such as burned-up planetary surfaces and products of nuclear war swirling in an alien world's air.
Such a find would perhaps be the greatest scientific discovery of all time, and it might have the added benefit of putting our troubled species on a better path.
"The idea is we may learn something in the process," Loeb said. "We may learn to better behave with each other, not to initiate a nuclear war, or to monitor our planet and make sure that it's habitable for as long as we can make it habitable."

 Illustration for article titled Aliens From Close Encounters Plot Come-Back


There are other practical justifications for the search for extraterrestrial intelligence (SETI) as well, Loeb said. For example, making contact could lead to huge technological breakthroughs — if the aliens were kind enough to share their knowledge.
"Our technology is only a century old, but if another civilization had a billion years to develop space travel, they may teach us how to do it," Loeb said.
This possibility is another reason to continue pushing for interstellar-flight technology, he added. Loeb is involved in this field; he chairs the advisory board for Breakthrough Starshot, a $100 million project to develop tiny laser-sailing probes that could zoom toward exoplanetary systems at 20% the speed of light.
Breakthrough Starshot aims to have such a system up and running in 30 years or so. If this effort, or something like it, is successful, intelligent aliens may regard us in a new light — as relative peers worthy of attention and respect, Loeb said.
"My hope is that finding dead civilizations will inspire us to behave better and get our act together," he said. "And another hope that I have is that, once we exit from the solar system, we will receive a message back: 'Welcome to the interstellar club.' And we will figure out that there's a lot of traffic out there that we were not aware of."


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We may have already gotten a glimpse of this traffic, Loeb said. He co-authored a paper recently suggesting that 'Oumuamua, the first confirmed interstellar object ever spotted in our solar system, might be an alien spacecraft.
The consensus view is that 'Oumuamua is a cometary body. But it's important not to dismiss the spacecraft idea out of hand, Loeb stressed.
"We should keep an open mind and not presume we know the answer in advance," he said. "You don’t need to pretend that you know something."

Mike Wall 

Source News 

Are UFOs a Threat to National Security? This Ex-U.S. Official Thinks They Warrant Investigation

Chris Mellon believes the government should more aggressively gather intel on military UFO sightings, some of which were captured on video.

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Throughout his distinguished government career, Chris Mellon has been keenly focused on the prospect of unconventional national threats. Now he works with a civilian group called To the Stars Academy of Arts & Science, trying to prod the U.S. defense and intelligence communities to investigate reports of unidentified aerial phenomena (UAPs—also known as UFOs) that maneuver in ways that have no known precedent.
He’s inspired, he says, by the growing number of such sightings in sensitive military contexts—reported by highly trained, highly credible witnesses and corroborated by some of the world’s most sophisticated technology, including several infrared videos shot from fighter jets. He doesn’t claim to know what these unusual crafts might be, nor does he assume they bring “aliens” from afar. To him, they signal a potential high-level strategic threat of unknown origin—one the nation would be foolish to ignore.
Chris Mellon (left) and Luis Elizondo of To the Stars Academy of Arts & Science.
Chris Mellon (left) and Luis Elizondo of To the Stars Academy of Arts & Science.
Mellon is uniquely qualified to assess such threats. Having served as Deputy Assistant Secretary of Defense for Intelligence during the Clinton and George W. Bush administrations, and later as Minority Staff Director of the Senate Intelligence Committee, he was heavily responsible for reviewing agencies and budgets involved in top-secret “black programs” related to things such as special operations and nuclear weapons. Mellon is now an integral part of the investigative team featured on HISTORY's “Unidentified: Inside America’s UFO Investigation.” We talked to him about what’s happening—and what he thinks should be done.
Why raise the alarm now about UFOs/AAVs?
What is really motivating me right now, what really has accelerated and solidified my interest, is the [2004] USS Nimitz case—when I learned of that and began to talk to the military personnel involved. We had multiple naval aviators [reporting] what they saw [wingless UFOs, with extraordinary capabilities] in broad daylight, over an extended period of time. It was corroborated by the most sophisticated air-defense sensor systems on earth, and on multiple platforms operated by multiple independent individuals. So when you start talking about that level of evidence, I think any reasonable person would have to say—this is real, and we should proceed accordingly.



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Intervista al Sergente Maggiore Robert O' Dean

Questa intervista, tradotta in italiano, mi è stata segnalata cortesemente da un mio amico che è anche un follower di questo blog e io volentieri la pubblico a beneficio di tutti. Prima di vedere il tutto vi ricordo, per chi ancora non lo conoscesse, chi era il sergente maggiore Robert O'Dean. Grazie a Nicola e Sabrina.

Da Wikipedia:

Biografia

Dean è stato militare nell'Esercito Statunitense e si è congedato dopo 28 anni di servizio con il grado di sergente maggiore. Dopo il congedo si è stabilito a Tucson in Arizona e si è dedicato all'ufologia. Ha preso parte a numerosi programmi radiofonici e televisivi sugli UFO e ha tenuto numerose conferenze negli USA con particolare riferimento alle tematiche della teoria del complotto sugli UFO.
Dean si considera un ricercatore professionale sugli UFO e afferma che nel periodo in cui era nell'esercito aveva un'autorizzazione speciale per accedere a documenti segreti. Mentre svolgeva servizio in Belgio presso il Quartier Generale Supremo della NATO in Europa (SHAPE), avrebbe letto un documento segreto intitolato The Assessment, che analizzerebbe le attività svolte dagli extraterrestri sulla Terra. Tale studio sarebbe stato redatto a seguito di un'ondata di avvistamenti di UFO avvenuta in Europa nel 1961.
Nel 1992 quando lavorava come coordinatore dei servizi di emergenza della contea di Pima County in Arizona, Dean fece causa al suo datore di lavoro per discriminazione, sostenendo che era trattato ingiustamente a causa delle sue convinzioni sugli UFO. Egli ottenne un risarcimento di 100.000 dollari.

Investigazione sul documento The Assessment

L'ufologo Timothy Good ha condotto un'indagine sulle dichiarazioni di Dean, dopo averlo incontrato ed avere avuto una foto a colori della copertina del documento segreto The Assessment. È risultato che Dean ha lavorato realmente presso il Quartier Generale della NATO in Europa, ma nel Gruppo Linguistico e non nel Gruppo di Intelligence come aveva affermato. Good ha poi contattato il contrammiraglio Michael Moore, vice capo assistente dello staff operativo del Quartier Generale NATO e il dott. Gregory Pedlow, storico in servizio presso lo stesso Quartier Generale. Moore ha negato che il documento esista, mentre Pedlow ha affermato che il codice riportato sulla copertina non corrisponde a quelli usati dalla NATO. Inoltre lo scienziato Fred Hoyle, che secondo Dean è stato consulente scientifico nella redazione del documento, ha negato il suo coinvolgimento. I sostenitori di Dean ritengono che l'ex-militare abbia detto la verità, ma che le persone contattate da Good abbiano buone ragioni per negare l'esistenza del documento[1].

A questo punto, godetevi questa intervista, buona visione!










EL VATICANO ESPERA LA LLEGADA ALIENÍGENA VATICINADO POR CHICO XAVIER



Fuente video: Planeta Skanedos

Según algunas personas pertenecientes al mundo de la conspiración, se ha filtrado que el Vaticano espera la llegada de un nuevo Mesías. Chico Xavier e inclusive Nostradamus, de alguna forma son quienes vaticinaron la llegada de una raza extraterrestre en este tiempo en el que estamos ahora. Planeta Snakedos es una de las fuentes para reportar las nuevas noticias de avistamientos OVNIS, información de encubrimientos del espacio y la extraña actividad que ocurre dentro y fuera de nuestro planeta. Envíame un correo electrónico con su material de archivo y luchemos por la divulgación! ▶ Web: planetasnakedos.net ▶ Web: ufo-spain.com ▶ Crédito: Planeta Snakedos ▶ Música: por J.t. Peterson ▶ Otra Música: Kevin Macleod