domenica 30 settembre 2012

Come mai Pitagora, Ippocrate e Socrate erano vegani?


Molti eroi, filosofi, grandi uomini del passato continuano ad essere studiati nelle scuole, eppure nessuno si sofferma su come vivevano e cosa mangiavano?
Vi sembra un dettaglio irrilevante che gente come Pitagora, Ippocrate, Aristotele, Platone, Galeno, Seneca e tanti altri mangiavano soltanto vegetali?

Addirittura alcuni solo frutta! Proprio lui, lo stesso Ippocrate, padre della medicina e oggi vivo ancora nelle nostre teste per il famoso giuramento, mangiava solo vegetali.
Soffermiamoci, solo per un attimo, su una delle frasi, che, forse, dovrebbero essere appese alla porta di ogni casa.
La frase è del medico greco Ippocrate:
“La natura è Sovrana Medicatrice dei mali. Primo non nuocere. L’aria pura è il primo alimento e il primo medicamento. Nessun veleno serva mai a curare un malato!”

E qui sul  "non nuocere" e "nessun veleno" si potrebbe aprire un deliziosa e forse, scomoda, per alcuni, discussione.
Ma non solo i greci seguivano la natura dell’uomo, la stessa naturale abitudine avevano anche altre popolazioni come gli spartani e gli stessi romani che addirittura, secondo diverse fonti fra cui Marco Porcio, testimonia nei suoi scritti che i romani sono stati sani, quando il medico era vietato ai cittadini, per la bellezza di 600 anni con un’alimentazione prevalentemente di vegetali come le rape e il cavolo.

Ma allora perché continuiamo a tradurre i versi di questi signori e a non approfondire chi erano veramente? Poi ci sono altri personaggi nella storia che avevano capito chi era l’uomo e hanno cercato di diffondere delle verità spesso oscurate o ritenute di scarsa importanza...

Pitagora
“Amici miei, evitate di corrompere il vostro corpo con cibi impuri; ci sono campi di frumento, mele così abbondanti da piegare gli alberi dei rami, uva che riempie le vigne, erbe gustose e verdure da cuocere. La terra offre una grande quantità di ricchezze, di alimenti puri, che non provocano spargimento di sangue né morte.”
“Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili. ”
“Qualsiasi cosa un uomo faccia agli animali, gli verrà ripagata con la stessa moneta.”

Leonardo Da vinci
“Colui che non rispetta la vita non la merita. Moltissimi cuccioli di questi animali verranno portati via, squarciati e massacrati barbaramente.”

Lev Tolstoj
“Uccidendo, l’uomo sopprime anche in se stesso le più alte capacità spirituali, l’amore e la compassione per le altre creature viventi e, sopprimendo questi sentimenti, diventa crudele.”

Einstein
“La scelta di vita vegetariana, anche solo per i suoi effetti fisici sul temperamento umano, avrebbe un’influenza estremamente benefica sulla maggior parte dell’umanità”.
San Giovanni Crisostomo
“Ci comportiamo come lupi, come leopardi, anzi peggio di loro, perché la natura ha previsto che essi si nutrano in quel modo, ma noi, ai quali Dio ha dato la parola e il senso della giustizia, siamo diventati peggio delle belve feroci.”

Henry David Thoreau
“È vergognoso che l’uomo sia carnivoro. È vero: egli può vivere e vive sfruttando gli altri animali, ma questo è un bel misero modo di vivere, come sanno coloro che mettono in trappola un coniglio o uccidono agnelli, e colui che insegnerà all’uomo a convertirsi a una dieta sana e non violenta sarà considerato un benefattore per l’umanità.

Gandhi
“Bisogna correggere la falsa credenza che la dieta vegetariana ci renda deboli, passivi e abulici. Io davvero non credo che la carne sia assolutamente indispensabile per nessun motivo. Sento che il nostro progresso spirituale ci porterà inevitabilmente a smettere di uccidere gli animali per soddisfare esigenze materiali.”

George Bernard Shaw
“La domenica noi preghiamo che la luce illumini il nostro cammino! Siamo stanchi di guerre, non vogliamo combattere, e tuttavia ci nutriamo di morte. Io dimostro la mia età, sono gli altri che sembrano più vecchi? D’altra parte, che cosa vi aspettate da gente che si nutre di cadaveri? “

E allora?
Perché continuare a nascondere queste verità? Perché non diffonderle? Perché osannare Pitagora solo per il teorema o quello che ci conviene? Questi signori del passato basavano la loro cultura e conoscenza sulla natura. Seguivano solo l’alimentazione che la natura ha previsto per l’uomo.
 
Commento di Oliviero Mannucci: Io sono vegetariano dal 1985, ne carne, ne uova e ne pesce. Formaggi pochi, e senza caglio animale. Niente fumo, di nessun tipo, ne alcol ne sostanze eccitanti. Vivo meglio, spendo meno per mangiare e dal dottore, inoltre evito di fare violenza a chi non la merita, i nostri fratelli animali, che come diceva S.Franceso sono fratelli minori, e quindi vanno protetti e non mangiati. Fatelo anche voi, non è difficile !

Sta arrivando!

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Responsabilità civile per danni nucleari: la Commissione Ue propone ratifica del protocollo

Eleonora Santucci


 
 
La Commissione europea propone che il Consiglio autorizzi gli Stati membri che sono parti contraenti della convenzione di Vienna sulla responsabilità civile in materia di danni nucleari - vale a dire Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lituania, Polonia (ex post) e Slovacchia - a concludere o a ratificare il protocollo sulla modifica della stessa convenzione.
Il regime internazionale della responsabilità in materia nucleare è attualmente disciplinato da due strumenti principali: la "convenzione di Vienna" (modificata dal protocollo del 1997) e la "convenzione di Parigi" del 1960 sulla responsabilità civile nel settore dell'energia nucleare (modificata da vari protocolli e integrata dalla convenzione di Bruxelles del 31 gennaio 1963). Di fatto, alcuni Stati membri dell'Ue sono parti contraenti della convenzione di Parigi e altri della convenzione di Vienna.
Tuttavia l'Unione mantiene competenza esclusiva per quanto concerne alcune disposizioni enunciate dal protocollo del 1997. Il protocollo del 1997 (articoli da 12 a 14) include disposizioni sulla competenza giurisdizionale e sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni relative all'applicazione della convenzione di Vienna. Dunque avendo l'Unione competenza esclusiva per le disposizioni enunciate dal protocollo del 1997, gli Stati membri non possono diventare parti contraenti del protocollo del 1997 con riferimento a tali disposizioni.
Ma le disposizioni del protocollo hanno ripercussioni sulle norme del diritto dell'Unione europea.
In Europa non esiste una legislazione che disciplini la responsabilità civile nucleare. C'è il regolamento sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali (864/2007) che esclude la responsabilità nucleare dal suo campo di applicazione. C'è il regolamento (44/2001) sulla competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale. Tale regolamento si applica ai convenuti domiciliati in uno Stato membro vincolato dallo stesso regolamento; il convenuto non domiciliato nel territorio di uno Stato membro può essere convocato dinnanzi al giudice di ciascuno Stato membro, conformemente alle norme nazionali in materia di competenza di tale Stato, fatta salva l'applicazione della competenza esclusiva e le clausole attributive di competenza.
L'Unione europea ha competenza esclusiva sulle disposizioni in materia di competenza giudiziaria, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni che figurano nel protocollo del 1997 poiché, come stabilito dalla giurisprudenza della Corte, esse incidono sulle corrispondenti norme del regolamento del 2001 del Consiglio. Gli Stati membri non hanno quindi più facoltà di derogare bilateralmente a queste norme, né di contrarre con i paesi terzi obblighi che incidano su queste norme.
Tuttavia, il protocollo 1997 contiene disposizioni che incidono sul regolamento del 2001. Infatti, contrariamente ai fori alternativi di competenza previsti dal regolamento, il protocollo prevede, di massima, la competenza esclusiva dello Stato parte nel cui territorio si è verificato l'incidente nucleare. In particolare, attribuisce competenza esclusiva per le azioni di risarcimento danni al giudice dello Stato contraente nel cui territorio si è verificato l'incidente nucleare. Quando un tale evento si è verificato al di fuori del territorio delle parti contraenti o quando il luogo dell'evento non può essere determinato con certezza, il giudice competente è quello dello Stato nel cui territorio è situato l'impianto nucleare di cui l'esercente è responsabile.
Il protocollo del 1997 prevede, in aggiunta, la competenza esclusiva del giudice della parte contraente costiera per gli eventi incidentali nucleari verificatisi nella sua zona economica esclusiva. Tale competenza è riconosciuta a condizione che il depositario della convenzione abbia ricevuto notifica della zona prima dell'incidente nucleare.
Le modifiche della convenzione di Vienna comportano aspetti favorevoli alle potenziali vittime di un incidente nucleare, vale a dire un aumento degli importi della responsabilità e una definizione più ampia di danno nucleare. Pertanto - in linea con le conclusioni di uno studio pubblicato nel 2009 e di un seminario organizzato nel giugno 2010 sulla responsabilità nucleare -e dopo aver consultato i soggetti interessati - viene riconosciuto che qualsiasi iniziativa in questo settore non deve ostacolare l'adesione degli Stati membri alle convenzioni internazionali che migliorano la situazione delle vittime potenziali nell'Unione europea. In questo senso l'adesione al protocollo del 1997 può dimostrarsi utile.

Fonte:  http://www.greenreport.it

INCOMING SOLAR STORM CLOUD

Magnetic fields around sunspot 1577 erupted on Sept. 28th, hurling a coronal mass ejection (CME) almost directly toward Earth. The Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) recorded the cloud as it raced away from the sun faster than 2.2 million mph:

NOAA forecasters estimate a 50% chance of strong geomagnetic storms around the poles on Sept 30th when the cloud reaches Earth. High-latitude sky watchers should be alert for auroras, which might be intense enough to see in spite of the full moonlight.

Source:  http://www.spaceweather.com

Traduzione in italiano della notizia:

Attesa un onda d'urto di plasma solare per le prossime ore!

Il campo magnetico intorno alla regione solare Sunspot 1577 ha provocato un eruzione solare proiettata verso la Terra.


La sonda Nasa Soho ha ripreso la nube di plasma in espansione dalla superficie solare e che secondo le stime dovrebbe impattare con la magnetosfera terrestre nella giornata di  oggi 30 settembre 2012.
Le previsioni del NOAA stimano una probabilita' del 50 % che si possano verificare forti tempeste geomagnetiche per le prossime ore intorno alle regioni polari. Si potrà assistere così, nelle regioni polari, a bellissime aurore. 

Oliviero Mannucci: A chi volesse assistere alle bellissime aurore polari pur non trovandosi sul posto, consiglio di utilizzare le webcam dei paesi nordici o addirittura quelle che riprendono le stazioni di ricerca in Antartide.

Tutta la verità sugli alieni

http://www.icarcevia.gov.it/smpalazzi/giornalino/tamtam2/images/ufo.gif
 Dottore non si preoccupi, non la stanno rapendo, come ha sempre detto lei - Gli alieni non esistono! -



Ancora avvistamenti UFO in South Carolina. L'ultimo risalirebbe a giovedì 13 settembre a Myrtle Beach, ma sono state tante, dall’inizio dell’anno ad oggi, le testimonianze di apparizioni di misteriosi oggetti luminosi che sorvolano il cielo. Proprio in questi giorni, sulla questione aliena, una promessa che ha destato l’attenzione di tutto il mondo: la verità verrà finalmente svelata. Questo quanto dichiarato dagli autori di una conferenza stampa che si sarebbe svolta a Las Vegas nel weekend, presso il Museo Nazionale degli esperimenti atomici, affiliato al Smithsonian Institution.

"Abbiamo cercato di portare personalità di spicco che potessero parlare di extraterrestri e Ufo con cognizione di causa- ha spiegato il direttore del museo, Allan Palmer - così ci siamo concentrati soprattutto su gente che avesse delle storie personali e che potesse spiegarci cosa sono gli Ufo dal punto di vista dei militari, perché riteniamo che in questo modo la questione è più credibile".

Durante l’incontro Pope pare abbia parlato di come il governo inglese e quello americano abbiano seguito una condotta simile in merito alla questione aliena e perché entrambi si siano apparentemente disinteressati al problema. "Il trucco sta nel diffondere ai media le notizie più assurde, così l'argomento diventa uno scherzo, un gioco. Poi si stacca la spina e si torna a studiare di nascosto il fenomeno. Non dico che è proprio quello che sta accadendo ora, però davvero ci beviamo la storia che un qualsiasi governo non sarebbe interessato se un pilota vedesse sul suo radar un oggetto misterioso?". E promette "alcuni dei segreti ancora non divulgati del Progetto Ufo del Regno Unito".

Mentre si attendono queste rivelazioni, un’altra notizia che sconvolge: riguarda Ronald Reagan, il 40esimo presidente nella storia degli Stati Uniti d'America. A otto anni dalla sua morte la famosa attrice Shirley MacLaine ha rivelato come questo lasciò la carriera di attore per gettarsi nella politica in seguito ad un incontro ravvicinato con un entità aliena. Dopotutto nel corso degli anni ci sono state ripetute voci su suoi ipotetici incontri con extraterrestri.

La conferma di tale “ossessione” arriva anche dall'ex presidente russo Gorbaciov: nel 1985, al termine di un confronto durato 5 ore, Reagan gli disse: "Pensi quanto sarebbero più semplici questi nostri meeting, se all'improvviso scoprissimo che una specie proveniente da un altro pianeta dell'universo minacciasse il nostro mondo. Dimenticheremmo subito le piccole differenze che esistono tra le nostre Nazioni." Illazioni o verità? Quante informazioni ci sono state finora nascoste? Gli ufo esistono davvero? Forse il momento della verità è giunto… 


Fonte:  http://viaggi.libero.it

Commento di Oliviero Mannucci: Si è vero "I TEMPI SONO MATURI" !!!

UFO Captured on Google Street View 2012



Pubblicato in data 28/set/2012 da
A strange thing appears when you search for Jacksonville, Texas on Google Maps. If you select street view and pan around you'll see an unusual floating object with a familiar shape.

It was pointed out to us in an email from Andrea Dove. She lives near Houston and was getting directions to visit her aunt in Jacksonville when she stumbled on the image.

You don't even have to put in a street; just Jacksonville, TX., and go to street view, then pan around, and there it is: a thing that I don't know what it is. It looks like something from a low-budget 1950s flick.

"And this, this is the bridge where Google Maps captured an image no one can explain. Not even the people of Jacksonville," I said, pointing at the overpass.

The object was shot right by the Landmark building at the 69 and 79 intersection, Home of Sadler's Restaurant. And across the street there's a Taco Bell. Maybe something was smelling lunch.

Most people who live in Jacksonville just said wow a lot when they saw the image..

I'm just not sure why an unknown object over Jacksonville would be red.

I looked up a dozen different cities and didn't find any similar anomalies. That must make Jacksonville special.

"Do you see anything?" I asked a couple residents.

"Not yet," they replied.

No one I spoke with had seen anything strange over Jacksonville, and although it could be a lens flare or an unexplainable reflection of some nearby object, I saw no indication of anything which fell under that umbrella.

We have contacted Google to see if they are aware of the object, and we have not heard back from them.

FAIR USE NOTICE: This video may contain copyrighted material. Such material is made available for educational purposes only. This constitutes a 'fair use' of any such copyrighted material as provided for in Title 17 U.S.C. section 106A-117 of the U.S. Copyright Law.

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Giant UFO Mothership in ISS Live Stream ? 11.Sept. 2012 - They are here !!!



Pubblicato in data 11/set/2012 da
11.September 2012
I was recording the ISS Live Stream as this picture appeared.
Only for a few seconds - looking to the backside of the ISS -in broad day light - then NASA switched very fast to earth view and did not return to this view.
It looks like a very big Object - far away behind ISS and you can see 4 holes looking like engines. I do not know what it is ...
Maybe anyone has an Idea ... but it is no reflection from the ISS because the cam is outside ...
also the ISS has not such a lot of lights in one row !

Picture credit: NASA Live ISS Stream

Watch:
http://www.youtube.com/watch?v=rzHfTByxy7Q
and
http://www.youtube.com/watch?v=AVkMpke2Vlo

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sabato 29 settembre 2012

Nuove accuse agli USA per il segreto UFO


 Alla conferenza di Las Vegas parlano i testimoni militari


Il colonnello Charles Halt denuncia il cover-up di Washington sugli atterraggi nella base di Bentwaters 
 
 
 
 
Sarebbe indice di eccessiva severità e miopia incalzante dire che quella del 22 Settembre a Las Vegas sia stata solo una riunione di ufologi in pensione, sfuggiti agli sfavillanti alberghi/casinò della città dei divertimenti nel deserto del Nevada. Quello che si è visto nell’austero National Atomic Testing Museum – in collaborazione con la Smithsonian Institution - davanti a una platea di 200 persone – è stato un altro piccolo passo verso la verità.
Rientra in un perfetto copione all’americana, in primis, la scelta di una location quale Las Vegas. Quasi uno schiaffo in faccia alla realtà e su una falsariga che, con un po’ di fantasia, si sarebbe potuta presentare come segue. Signori, oggi andremo oltre il Top Secret sugli UFO! E lo faremo proprio nel mezzo di questi aridi territori, dove sono stati condotti nel massimo segreto gli studi e i test sugli ordigni nucleari, dove sorgono i poligoni missilistici per proteggerci da qualunque nemico, dove le ricerche campo aeronautico e aerospaziale ci hanno assicurato la supremazia mondiale e dove c’è l’Area 51!
Questi, i presupposti di un invito al quale hanno risposto in duecento, attratti da un volantino che annunciava: ’Conferenza straordinaria - Gli UFO Files Militari: I Segreti Rivelati’ e il tutto alla non astronomica cifra di 35 dollari per un posto a sedere. Sala piena, in attesa del chairman, Allan Palmer, direttore esecutivo del Museo e cinque esponenti di apparati militari e governativi con credenziali impeccabili. Se doveva essere un evento-provocazione, peraltro voluto non si sa esattamente da chi, il risultato non sembra aver coinciso con il programma proposto sulla carta, anzi lo ha ribaltato del tutto.
È vero, i relatori hanno confermato il loro coinvolgimento in vicende sulle quali non è mai stata fatta luce piena, ma le loro dichiarazioni si sono trasformate nei capi di accusa di un processo che vede il governo degli Stati Uniti alla sbarra per reticenza, falsa testimonianza e occultamento delle prove. Un dibattimento che neppure la gelida presenza fra i relatori del colonnello John Alexander ha impedito di accendersi per mano del colonnello Halt.
Nel ’panel’ di esperti spiccava l’inappuntabile ex 007 britannico Nick Pope, ormai americano di adozione dopo il suo recente trasferimento a Tucson, Arizona, dove si è stabilito con la moglie, l’antropologa Elizabeth Weiss. Nel 2006 Pope lasciava il suo incarico per il MoD (Ministero della Difesa) di Londra preferendo gli agi e la fama di una carriera come scrittore, conferenziere e consulente aerospaziale d’industria. Dichiarò allora candidamente di essere stato il responsabile dell’Ufficio Studi sugli UFO di Sua Maestà Britannica nei primi anni Novanta. Un ufficio del quale nessuno aveva mai saputo l’esistenza. Per le sue mani, quindi, erano passate centinaia di rapporti di avvistamento UFO e di incontri ravvicinati, classificati e mai divulgati.
Negli anni successivi, un Pope abilissimo e sgusciante come un’anguilla nel pantano dell’ufologia continentale europea e mondiale come maggior esponente di quella britannica, riusciva a mantenere un atteggiamento ’neutrale’ rispetto a una questione “sulla quale al meglio delle mie conoscenze – questo ha ribadito in decine di interviste - non esiste alcun cover-up e alcuna cospirazione”. Prova ne sia che durante il congresso ’UFO verso la veritàtenutosi a Roma il 22 Aprile 2006, seppur incalzato da un pubblico attento e competente, descrisse l’incidente UFO avvenuto tra il 26 e il 27 Dicembre 1980 nel perimetro della base militare USA-GB di Bentwaters, nella Foresta di Rendlesham come un atterraggio anomalo del quale si erano avute prove concrete, ma irrilevante dal punto di vista della difesa del suo Paese.
Stavolta, però, Pope si è trovato sullo stesso palco con il colonnello Charles Halt, dell’USAF, l’Aeronautica militare degli Stati Uniti e, forse, non si attendeva tanta veemenza da parte dell’alto ufficiale americano che all’epoca dei fatti era vicecomandante della base congiunta anglo-americana. Nelle convulse ore notturne in cui si verificarono gli avvistamenti che richiesero ripetuti interventi da parte degli uomini ai suoi ordini, Halt fu testimone diretto dell’incidente ed è assolutamente convinto che all’origine dell’incidente ci fu l’intrusione di un oggetto volante non identificato di matrice non terrestre.
La sua testimonianza, però, similmente a quella dei suoi uomini, non può trovare alcun riscontro nei cosiddetti X Files britannici resi noti negli anni scorsi dal Dipartimento della Difesa Britannico. “Tonnellate di scartoffie - ha detto Halt - registrate accuratamente, ma dalle quali mancano solamente i fascicoli inerenti il periodo dell’incidente di Bentwaters. Da qui e dalla certezza che l’insabbiamento delle prove sia stato orchestrato da una o più agenzie governative che lo hanno imposto ai cugini inglesi, Halt ha rivolto il suo ’j’accuse’ ai vertici del Pentagono e alle strutture di sicurezza e di intelligence militari americane che ritiene responsabili. Dati gli alti incarichi da lui ricoperti in passato e soprattutto in ragione dell’esistenza di numerose copie audio registrate delle sue dichiarazioni, ben custodite in luoghi sicuri, Halt si è detto tranquillo rispetto a possibili ritorsioni nei suoi confronti, mai palesatesi in passato e se ne è data una ragione: Suonerò un po’ paranoico, ma credo di aver fatto benissimo a perdere tanto tempo nel fare quelle copie ha detto a Las Vegas.
Quella sul palco del Museo di Esperimenti Nucleari non era dunque la rappresentanza di una ’quinta colonna’ che, seppure sui generis, restasse non identificabile come cellula clandestina nel cuore del problema UFO/Difesa per gli Stati Uniti. Formata da ex militari statunitensi, patrioti nel midollo e veterani collegati alle strutture di intelligence di varie forze, costituiva invece una pattuglia d’assalto, che oltre ad Halt comprendeva due colonnelli USAF il cui nome è strettamente connesso al famoso Progetto Blue Book: William Coleman, che fu portavoce ufficiale del progetto dal 1961 al 1963 e Robert Friend, che ne fu direttore dal 1958 al 1963.
Oggi sappiamo che il Blue Book fu essenzialmente un’operazione di controinformazione e depistaggio. Costretta dalla necessità ineludibile di dare risposte al popolo americano in merito alle centinaia di avvistamenti UFO nel Paese, l’Aeronautica americana istituì un ufficio che si occupasse della raccolta dati, li scremasse e decidesse quali rendere noti o meno. Dopo quasi 20 anni di attività, nel 1969, la conclusione del Blue Book fu che il fenomeno, con poche centinaia di casi rimasti inspiegati su oltre 12.000 catalogati, non rappresentava alcunché di significativamente avanzato rispetto al livello di conoscenze scientifiche dell’epoca.
Tale negazione di evidenza, plausibile alla luce del clima da guerra fredda, fu solo un paravento per coprire altri studi condotti da diverse strutture dell’intelligence militare USA. Coleman e Friend si sono limitati a ricordare alcuni fatti eclatanti della loro vita militare, avvistamenti personali e a consigliare alla gente comune di farsi avanti e non avere timore di testimoniare le proprie esperienze.
A ben vedere, però, alcuni dei componenti di questo gruppo qualcosa sono ancora propensi o costretti a nasconderlo. Di Nick Pope abbiamo detto. Del colonnello John Alexander potremmo invece dire che il suo personaggio, che incarna perfettamente anche come “physique du role”, sembra tratto da un film di fantascienza di serie B, in cui a causa di un’invasione di soverchianti dischi volanti extraterrestri, alcuni consiglieri del Presidente USA sottovoce ammettano: Ehhhh noi lo sapevamo, ma non potevamo dirlo per evitarle una brutta figura, signor Presidente e così abbiamo sempre negato l’evidenza o sviato l’attenzione su altre questioni”. Mentre Halt ha espresso a chiare lettere che il governo USA nasconde la verità sugli UFO da sempre e che è giunta l’ora che questo abbia fine, Alexander ha dichiarato: “Gli UFO sono reali, è un fenomeno globale. Non solo qualcosa che accade negli Stati Uniti. Dobbiamo rendere possibili per gli scienziati la discussione e la ricerca su questi argomenti. Uno ’statement’ degno di un’autentica eminenza grigia, la cui sola presenza pone qualunque interlocutore in soggezione (con la sola eccezione dello storico Richard Dolan): del colonnello Alexander è nota l’indubbia preparazione in questo e altri campi, soprattutto quello parapsicologico, che lo ha reso famoso come ispiratore del personaggio interpretato da George Clooney nel film ’L’uomo che fissa le capre’.
Fra i relatori di Las Vegas, Alexander è quello che ha mantenuto il profilo più basso. Qualcosa che Halt non accetta, di fronte alla propria coscienza.

Fonte: http://www.lindro.it

C’è vita sugli esopianeti conosciuti come Super-Terre?

Le Super-Terre hanno un habitat adatto ad ospitare la vita? È' questo l’interrogativo principale che anima le ricerche di alcuni astrofisici, veri e propri “cacciatori” di questo tipo di esopianeti

  Scritto da "Annalisa Arci" il 29.09.2012

Le Super-Terre hanno un habitat adatto ad ospitare la vita? È’ questo l’interrogativo principale che anima le ricerche di alcuni astrofisici, veri e propri “cacciatori” di questo tipo di esopianeti. Si tratta di stelle che orbitano solitarie nella Via Lattea e che devono il loro nome all’enorme massa che le caratterizza, stimata fino a dieci volte quella della Terra. Cosa significa avere un habitat adatto alla vita? Quali tipi di “scoperte” ci attendiamo per confermare l’ipotesi di forme viventi su queste stelle massicce?
 L’analogia con le condizioni in cui viviamo sono sempre il punto di partenza. Come lo è tutto ciò che conosciamo sulla formazione della Terra e dei pianeti del nostro Sistema Solare. Un recente studio, presentato il 26 settembre dal Dottor Vlado Stamenkovic al Planetary Science Congress, ha focalizzato l’attenzione sull’evoluzione termica degli esopianeti chiamati Super-Terre, cercando di coglierne i tratti essenziali. Le prime evidenze non sembrano deporre a favore della possibilità di imbattersi in un habitat simile a quello terrestre.
 “Stiamo scoprendo pianeti orbitanti molto lontani che, pur essendo simili alla Terra sul piano della composizione, sono di dimensioni notevolmente maggiori. Le osservazioni effettuate sollevano un quesito: si tratta di versioni della Terra ‘in scala’, oppure le differenze tra questi corpi sono radicali? In particolare, vogliamo sapere se queste Super-Terre hanno atmosfera, clima, attività vulcanica, campi magnetici simili a quelli cui siamo abituati”, afferma Vlado Stamenkovic, ricercatore del MIT. Si tratta, come è evidente, di punti cruciali per stabilire, in modo sensato, un range di possibilità per la presenza di forme viventi.
 Sulla Terra l’attività vulcanica e la costituzione stratificata della crosta terrestre garantiscono la regolazione del clima ed il riciclo dei nutrienti necessari al mantenimento del ciclo vitale tra le varie specie. Inoltre, il campo magnetico, governato dall’attività del nucleo incandescente di metalli liquidi ricrea incessantemente le condizioni atmosferiche adatte per “filtrare” i raggi solari e mantenere la temperatura abbastanza stabile, evitandoci di essere bombardati da rifiuti cosmici e particelle solari.
 Il team guidato da Vlado Stamenkovic ha però evidenziato un dato interessante: sappiamo che la temperatura e la viscosità del mantello terrestre sono fortemente influenzate dalla pressione del nucleo. Rispetto a quella terrestre, nelle Super-Terre la pressione interna è dieci volte maggiore: di conseguenza, si ha una più intensa viscosità ed un livello più elevato di temperatura. L’ambiente non sembra particolarmente ospitale.
La Terra, Nettuno e una Super-Terra
E non si tratta di una mera ipotesi: mentre nella struttura terrestre è possibile suddividere il mantello roccioso dal nucleo metallico, ciò non sarebbe possibile in queste stelle massicce. Vlado Stamenkovic chiarisce meglio il punto: “sappiamo che i pianeti del nostro sistema solare si sono formati rapidamente. La scala temporale adottata per calcolare la formazione del nucleo dipende dalla viscosità. Le alte temperature di fusione e la viscosità che abbiamo calcolato per le Super-Terre suggeriscono che i loro nuclei si sono formati molto più lentamente di quello del nostro pianeta. E questo genera qualche dubbio sulla possibilità stessa di generare un campo magnetico attorno ad esopianeti di questo tipo”.
 I risultati più evidenti dello studio del gruppo di ricerca coordinato da Vlado Stamenkovic  sembrano confermare l’esistenza di differenze e discontinuità tra la formazione e l’evoluzione di questa specie di esopianeti e la Terra. Benché sia riscontrabile una certa affinità strutturale, l’inesistenza di un campo magnetico pare configurarsi come “conditio sine qua non” per tutta quella serie di caratteristiche (temperatura, atmosfera, attività vulcanica) che definiscono una habitat adatto alla comparsa di forme viventi. Alcune ipotesi sono state confermate.
 Ma la conferma di un’ipotesi non è una “scoperta” scientifica. Sostenere che l’evoluzione termica di un pianeta – aggiungerei, qualunque esso sia – è di fondamentale importanza per comprenderne le caratteristiche e per spingerci a valutazioni (teoretiche) sulle condizioni di possibilità della vita non significa affatto dimostrare che anche in condizioni estreme la vita non possa esistere. Se l’intenzione è quella di arrivare ad una “teoria”, di capire cosa è adatto e cosa non lo è per forme di vita simili alla nostra, siamo solo agli inizi di un lungo viaggio.
 Riferimenti: ‘The influence of pressure-dependent viscosity on the thermal evolution of super-Earths’, V. Stamenkovic, L. Noak, D. Breuer & T. Spohn, in The Astrophysical Journal, 748:41,  2012.
‘Thermal and transport properties of mantle rock at high pressure: Applications to super-Earths’, V. Stamenkovic, D. Breuer, T. Spohn, in Icarus 216, 572-596, 2011.

Fonte:  http://gaianews.it

UFO moving away from ISS - 28 Sept. 2012.



Pubblicato in data 28/set/2012 da

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UFO Sighting in Italy, Santa Cesarea on Sept 19, 2010, One over water, one in sky.




Caricato da in data 20/set/2010
UFO Sighting Location: Santa Cesarea, Italy
Date of UFO Sighting: September 20, 2010

When watching the live cam at Santa Cesarea, Italy I noticed a diamond shape that sat above the water. This object can be only seen when the color camera switched to ir or infrared cam. As I was watching the cam looking at this odd light where no boat or ship was, I saw another UFO fly over it at a very slow rate. This object seemed to be checking on the one over the water. Note the one over the water is only about twenty meters from shore and oddly, is there almost every night. Look at the video footage of the Italy live cam and decide for yourself. Its photos renews itself every 10-15 seconds. Live cam at http://www.webcams.travel/webcam/1240265957-Weather-Santa-Cesarea-Terme-Santa...


Sonda della Nasa Curiosity scopre tracce di antico fiume su Marte




Trovati ghiaia e altri sedimenti trasportati dall'acqua. Accertata ipotesi che su Pianeta Rosso in passato c'erano oceani

TMNews
Washington, 28 set. (TMNews) - La sonda della Nasa "Curiosity", arrivata su Marte il 6 agosto scorso, ha scoperto della ghiaia e altri sedimenti proveniente dal letto di un antico fiume, confermando in tal modo le ipotesi secondo le quali il Pianeta Rosso sarebbe stato in passato ricco di acqua.

La forma arrotondata dei sassolini dimostra che non sono stati trasportati dal vento ma dalla corrente: è la prima volta che vengono osservate direttamente delle tracce che permettono inoltre di stimare la velocità della corrente del corso d'acqua (0,91 metri al secondo) e al sua profondità (un metro).

Secondo gli esperti "Curiosity", la cui missione principale è quella di trovare tracce fossili di vita microscopica, potrebbe trovarsi attualmente in una zona (anticamente) fluviale ai piedi del monte Sharp, a Nord del cratere di Gale dove è avvenuto l'atterraggio della sonda.

Le missioni fin qui lanciate verso Marte hanno finalmente accertato che l'ipotesi dei geologi, ovvero che il Pianeta Rosso abbia in passato ospitato degli oceani, è corretta: rimane appunto da vedere se tale situazione sia durata abbastanza a lungo da permettere lo sviluppo di forme di vita unicellulari, che potrebbero avere lasciato delle tracce fossili.

La massa del pianeta è infatti troppo esigua e il campo magnetico troppo debole per trattenere un'atmosfera significativa, e temperatura e pressione atmosferica sono dunque in generale troppo basse per permettere la formazione di H2O in forma liquida alla superficie (il ghiaccio è possibile, ma sublima direttamente in vapore di ghiaccio, rilevato dalle sonde orbitanti).

E' tuttavia possibile che sotto la superficie, dove pressione e temperatura sono maggiori, possano essere rimaste delle sacche di acqua in grado di aver conservato anche forme di vita elementari.

Int6 

Fonte:  http://www.tmnews.it

Commento di Oliviero Mannucci: Chissà che diranno alla NASA quando scopriranno che nel sottosuolo scorre acqua calda popolata da una miriade di frome di vita, compresi una specie di pesci molto particolar!?

Sta arrivando!

http://www.aquinaszanesville.org/youth/wp-content/uploads/2009/02/xlt-logo-black.png

UFO blue orb SARATOV 27.09.2012 21:21


UFO over Edinburgh, Scotland.



Pubblicato in data 20/set/2012 da
Link -
http://screencast.com/t/tWj0gf2RNx
Just discovered this when looking at collection from that day. Facebook page - http://www.facebook.com/pages/Streetcap1/235282436499538

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OVNI UFO Like Humanoid or EBANI Transform 27/09/2012 Mexico City tijuana



Pubblicato in data 28/set/2012 da
Este Objeto muy raro de colores ,que al tomarlo casi muy enfocado y estavilizado , se ve como hace unos movimientos como de extremidades o Manos , Lo compare y lo examine con otros videos de Globos que e tomado y para nada logre ver que fueran globos , destaco que tiene un colo Rojo por completo en el cuerpo y despues acelera su velocidad , Un saludo a todos y Gracias por aportar sus comentarios

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MASSIVE UFO SIGHTING | September 26, 2012 | Rumania.



Pubblicato in data 27/set/2012 da
UFOs spotted over Rumania on September 26, 2012.

Courtesy of: pisosmadera
Source: http://www.youtube.com/watch?v=84fqG4GISL0
CHANNEL: http://www.youtube.com/user/pisosmadera

UFOs are making themselves known to populations all over the globe by posing themselves over practically every major city in the world. It's been going on for the past 3 months. There is more UFO activity going on in these past three months than all of history put together. All you have to do is look up at the sky. We have a firm conviction that 2012 is all about UFOs.

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Las Vegas : fenomeno Ufo non è uno scherzo

Chi si aspettava frammenti di astronavi, DNA rivelatori o testimonianze scioccanti, forse è rimasto deluso. Ma per gli esperti e gli appassionati di ufologia, l’appuntamento che si svolto lo scorso 22 settembre al Museo del Test atomico di Las Vegas si è rivelato particolarmente interessante

 

I RELATORI AL CONVEGNO UFOLOGICO CHE SI È SVOLTO A LAS VEGAS

È vero, il titolo dell’incontro prometteva la rivelazione di segreti -cosa che non è avvenuta- ma i relatori, quasi tutti ex ufficiali dell’Esercito e dell’Aviazione, hanno concordemente sostenuto che il fenomeno Ufo non è uno scherzo. Anzi, è un argomento che merita molta attenzione e che già ne ha ricevuta molta, a nostra insaputa, ai massimi livelli. Il più esplicito è stato l’ex colonnello dell’Air Force Charles Halt, che ha apertamente parlato di cover-up ed insabbiamento della verità.

“Spesso sento dire che sarebbe ora che il governo predisponga
una struttura per investigare su questi argomenti“, ha detto all’auditorio, proseguendo: “Gente, questa struttura esiste già! Ed è a compartimenti stagni,  sta investigando da decenni e sta giocando un ruolo molto attivo all’interno dei nostri servizi segreti, che probabilmente conoscono molto poco di quello che succede una volta che hanno raccolto le informazioni e che
le hanno inoltrate. Fa un po’ paura, vero?”

Charles Halt è stato protagonista di un caso mai del tutto
chiarito, passato alla storia come “l’incidente di Rendlesham Forest” o anche “la Roswell britannica”.  Era il dicembre del 1980. Durante le festività natalizie, l’allora comandante della base Raf di Bentwaters, insieme ad altri militari, fu testimone di una serie di avvistamenti eccezionali e ravvicinati proprio all’interno del bosco.

IL LUOGO NEL QUALE SAREBBE ATTERRATO UN UFO, A RENDLESHAM FOREST

Ma l’ex colonnello, invece, ha sempre sostenuto di essere certo di
quello che aveva visto: un’astronave proveniente da un altro pianeta o forse da un’altra dimensione. “Negli ultimi anni il governo britannico ha diffuso tonnellate di informazioni, ma qualcuno ha sentito o visto le loro conclusioni ufficiali riguardo i fatti di Bentwaters? Quando i documenti sono stati divulgati, la parte relativa al mio personale coinvolgimento è scomparsa. È andata persa… “

Halt ha riconosciuto di non aver mai subito pressioni per tacere o
smentire le sue clamorose rivelazioni. Ma si è dato anche la spiegazione. “Probabilmente per due buone ragioni: principalmente, per il mio alto grado e per il ruolo da me ricoperto, ma soprattutto perché fin da subito ho registrato tutto quello che sapevo su questa storia su una cassetta, ne ho fatte molte copie e le sparpagliate in giro. Forse penserete che sono paranoico, ma credo che il tempo impiegato a registrare quei nastri sia stato ben speso”, ha concluso.

Dichiarazioni pesanti, che non hanno sicuramente annoiato il
pubblico in sala. E neppure gli altri oratori si sono risparmiati. Neanche il colonnello ormai in pensione Bill Coleman, portavoce tra il 1961 e il 1963 del famigerato e controverso “Blue Book Project” che nel 1969 arrivò a questa conclusione: gli Ufo non risultano prodotti di una tecnologia avanzata o comunque superiore alle conoscenze scientifiche in nostro possesso. Di fatto, insomma, questo studio ufficiale negava che gli oggetti volanti non identificati potessero essere astronavi extraterrestri.

Da portavoce, Coleman doveva allinearsi a queste affermazioni. Ma adesso, ormai anziano, ha potuto raccontare di quando, nel 1955, giovane pilota di un bombardiere B-25, mentre volava a pieno regime, si imbattè in un intruso che oggi descrive senza alcuna remora come “un classico disco volante“. Nonostante manovre azzardate e motori spinti al massimo, l’inseguimento tra il velivolo umano e quello che probabilmente non lo era si concluse come sempre avviene in questi casi: l’Ufo scomparve all’improvviso, lasciando incredulo il pilota.

UNA FOTO STILE ANNI ’50 DI UN CLASSICO DISCO VOLANTE

Non solo. Coleman ha espresso anche la sua personale idea sul motivo che trattiene una potenziale razza aliena dal manifestarsi apertamente sulla Terra:” Un nostro raffreddore potrebbe uccidere un extraterrestre. E una banale malattia aliena potrebbe sterminare tutta l’umanità. Se sono così avanzati da compiere viaggi interstellari, non possono non capire che un eventuale contatto potrebbe essere fatale, per entrambi i popoli.”

Dunque, Ufo e alieni non sono argomenti risibili, buoni per quattro chiacchiere durante una cena d’estate, ma sono serie, serissime materie di discussione da affrontare ai livelli più alti. “Sono convinto che si tratti di fenomeni reali, è il momento che i Governi incomincino ad affrontarli in chiave scientifica”, ha ad esempio detto Bob Friend, anch’egli ex colonnello dell’esercito americano, che ha invitato i testimoni di strani avvistamenti a farsi avanti senza timore- militari inclusi.

Dall’unico a non aver mai indossato una divisa, ovvero Nick Pope- l’ufologo utilizzato come consulente dal Ministero della Difesa inglese- è arrivata poi una riflessione degna di nota e condivisibile. “Questo campo è pieno di ciarlatani ed esaltati. Ma nonostante le sciocchezze e le assurdità che a volte si sentono, non dobbiamo mai perdere di vista il fatto centrale: basterebbe che una sola delle centinaia di migliaia di segnalazioni che vengono fatte si rivelasse vera e tutto cambierebbe per sempre”.

SABRINA PIERAGOSTINI

Fonte:  http://www.extremamente.it

giovedì 27 settembre 2012

La NASA vuole creare un pit stop spaziale per la conquista di Marte

I tecnici della Nasa stanno pensando di utilizzare il 'Lagrange Point', tra la Terra e la Luna per creare una piazzola di sosta in vista della conquista di Marte e anche per l'esplorazione della faccia nascosta della Luna

 

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La Nasa sfida Washington e punta a Marte con un 'pit stop' oltre la Luna: quarant'anni dopo aver messo per l'ultima volta piede sulla superficie lunare l'ente spaziale americano ha presentato una proposta per costruire una 'piazzola di sosta' a Lagrange Point 2 (LP2), uno dei punti di equilibrio dove i campi gravitazionali di Terra e Luna si cancellano l'un l'altro garantendo un punto di approdo stabile nello spazio profondo.


Il piano della Nasa, consegnato nei giorni scorsi alla Casa Bianca, prevede che la base sia costruita usando materiale riciclato dalla Stazione Spaziale Internazionale.
L'obiettivo sarebbe di farne il banco di prova per ulteriori missioni dell'ente spaziale americano: un viaggio umano su un asteroide o una odissea su Marte entro il 2030.
Ma i rischi sono enormi, e "significativamente" piu' alti di quelli relativi alle missioni dello Shuttle, nelle quali 14 astronauti hanno perso la vita.
Volare fino a LP2 e rimanerci alzerebbe le sfide fisiche logistiche a livelli mai affrontati dall'umanita'.
Gli astronauti potrebbero essere esposti a livelli di radiazioni spaziali molto elevati una volta usciti dallo scudo di protezione del campo magnetico della Terra.
Altri ostacoli vengono dai costi in tempi di crisi economica: gli Stati Uniti stanno gia' spendendo 18 miliardi di dollari nella costruzione della capsula spaziale Orion e un razzo di accompagnamento per portare astronauti oltre l'orbita terrestre.
Lo Space Launch System sarebbe il primo vettore di esplorazione spaziale dai tempi del Saturno V, il razzo che porto' l'uomo sulla Luna.
Ci sono anche vantaggi: la 'piazzola di sosta' potrebbe servire come trampolino di lancio per missioni sulla faccia nascosta della Luna, un'area finora sostanzialmente inesplorata potenzialmente ricca di minerali.
fonte ANSA
Se le prime foto di quella parte di superficie lunare sono state merito dell'Unione Sovietica, e' stato grazie agli Stati Uniti con l'Apollo 8 e il suo equipaggio composto dagli astronauti Frank Borman, William Anders e Jim Lovell, che uomini riuscirono ad osservare direttamente la faccia nascosta il 24 dicembre 1968.
"La Luna e' il nostro libro di storia. Sta solo aspettando che ne sfogliamo le pagine", ha detto Jack Burns, astrofisico dell'universita' di Boulder, in Colorado, e direttore del Lunar Center (Lunar University Network for Astrophysics Research), uno dei partner della Nasa nell'operazione pit-stop.
fonte ANSA

Spazio: l'uomo in missione su Marte prima del 2030

http://www.pianeta-marte.it/l%27uomo_su_marte/uomo/ig126_12_marsbase_02.jpg




(AGI) - Washington, 27 set. - In futuro anche gli astronauti potrebbero essere impiegati in missioni marziane. Secondo quanto annunciato dalla Nasa, infatti, degli astronauti potrebbero svolgere il lavoro di "messaggeri", raccogliendo in un punto intermedio fra Marte e Terra dei campioni di roccia prelevati dai rover inviati sul Pianeta rosso e recapitandoli sulla Terra. La relazione dell'agenzia spaziale statunitense serve a pianificare le future missioni, anche se nessuna decisione in proposito e' prevista prima dell'anno prossimo. Finora, la Nasa ha esplorato Marte con orbiter e robot come il rover Curiosity, allo scopo di prelevare campioni di rocce marziane e la prima missione umana e' prevista intorno al 2030.
  La nuova proposta della Nasa e' quella di "anticipare" il coinvolgimento umano in missioni marziane: grazie a un nuovo razzo spaziale e a un sistema di navigazione che dovrebbe essere pronto entro i prossimi dieci anni, un equipaggio potrebbe raggiungere un qualche punto fra Marte e la Terra e prendere in consegna i campioni rocciosi raccolti dalle sonde gia' inviate, in modo da proteggerli dalla contaminazione con organismi terrestri e, viceversa, in modo da proteggere il nostro pianeta da germi alieni. Prima di tutto cio', comunque, la Nasa deve ancora decidere la tipologia di missione da inviare su Marte nel 2018, se un orbiter o un robot: si tratta di un anno particolare in cui Terra e Marte saranno molto vicini e che permettera' alla Nasa di risparmiare carburante.
  Secondo alcuni calcoli, l'Agenzia avrebbe messo a bilancio 'solo' 800 milioni di dollari per questa voce, che basterebbe a garantire una quantita' di carburante non sufficiente per un grande rover.

ROMA: Osservatorio di Monte Mario, un tesoro nascosto

 http://www.oa-roma.inaf.it/img/vedutaroma.jpg

Il Museo Astronomico e Copernicano, la Torre Solare, il Telescopio: un patrimonio inestimabile racchiuso a Villa Mellini. Un gioiello di grande valore storico, culturale e scientifico. Questo è l’Osservatorio Astronomico di Roma a Monte Mario, oggi sede della presidenza e dell’amministrazione centrale dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, fondato nel 1938 nell’antica ed affascinante Villa Mellini dagli affreschi e dalle sale misteriose.
La struttura dell’Osservatorio Astronomico di Roma comprende il Museo Astronomico e Copernicano - che contiene una importante raccolta storica di strumenti astronomici come cannocchiali e telescopi, sestanti per la misura della separazione angolare tra gli astri, astrolabi e quadranti notturni, oltre a una ricca collezione di sfere armillari e di globi celesti e terrestri, tra i quali quelli di Mercatore e di Cassini - e la Torre Solare, inaugurata nel 1951 da un giovane Aldo Moro ed entrata in funzione nel 1958.
Immerso nel verde di Monte Mario, l’Osservatorio Astronomico di Roma domina l’intera città. Al di sopra l’immensità del cielo, con i suoi astri, al di sotto l’eternità della Capitale.

I cambiamenti dal 2000

L’Osservatorio di Monte Mario è stato operativo fino al 2000, dopodiché l’attività di osservazione è stata spostata a Monte Porzio Catone. Un peccato se si considera che proprio da Monte Mario sono possibili eccezionali osservazioni. La sede possiede molte peculiarità, da qui passa anche il primo meridiano.
Ma non solo. Fino al 2000 erano possibili visite diurne e notturne, venivano organizzate conferenze e visite al museo. Poi è arrivato l’Inaf e l’Osservatorio è passato sotto il suo controllo, prima di allora era un ente di ricerca autonomo gestito dal Ministero della Ricerca Scientifica.
La collocazione degli uffici dell’Inaf all’interno di Villa Mellini ha cambiato molte cose. Il museo, ad esempio, non è più visitabile. E non può neppure essere trasferito. Esiste, infatti, un accordo italo-polacco.
Bisogna poi ricordare che la sede dell’Osservatorio Astronomico di Roma è una villa del ‘400, altamente tutelata, sottoposta a vincoli strettissimi che rendono impossibile realizzare scale o strutture del genere. È proprio per motivi di sicurezza che l’Inaf ha deciso di non riaprire al pubblico.

La visita

Noi di Vignaclarablog.it abbiamo avuto il grande piacere di visitare questa incredibile struttura in compagnia di Marinella Calisi, ricercatore Inaf dell’Osservatorio astronomico di Roma e responsabile scientifica del Museo Astronomico e Copernicano, e Francesco D’Alessio, ricercatore Inaf dell’Osservatorio astronomico di Roma.
Oltre a mostrarci le peculiarità, le ricchezze e le potenzialità di questa meravigliosa struttura, ci hanno raccontato qualcosa di più sull’Osservatorio di Monte Mario, dandoci l’opportunità di conoscere una realtà meravigliosa ed affascinante che, ad oggi, è in parte celata ai cittadini.

Museo Astronomico e Copernicano

Di grande fascino è il Museo Astronomico e Copernicano. Le sue origini affondano nel lontano 1873 quando, in occasione delle celebrazioni del IV centenario della nascita del grande astronomo Nicola Copernico, il professor Domenico Berti e il rettore Filippo Serafini decisero di fondare all’università “La Sapienza” di Roma un museo proprio in onore del celebre astronomo.
Un’idea che venne appoggiata dall’allora ministro dell’Istruzione pubblica Antonio Scialoia, il quale commissionò allo scultore Wiktor Brodzki di eseguire un busto di Copernico in marmo. Alla fondazione del Museo Copernicano a Roma, dove Copernico aveva vissuto dal 1499 al 1500, collaborò anche il popolo polacco donando all’Università diversi importanti oggetti. Tanti altri meravigliosi cimeli vennero offerti dallo storico Arturo Wolynski.
Fu così che piano piano il museo cominciò ad arricchirsi di incredibili oggetti che non solo si riferivano a Copernico, ma all’intera astronomia italiana. Il museo ben presto si trovò ad accogliere una ricca collezione storica relativa allo sviluppo dell’astronomia osservativa.
Prima di approdare a Villa Mellini, il museo cambiò diverse sedi, ma poi trovò la sua collocazione definitiva proprio su Monte Mario. Un luogo estremamente suggestivo, dal quale si gode una vista spettacolare.
A raccontarci qualcosa in più Marinella Calisi: «Nel 1873, in occasione del quarto centenario della nascita di Copernico, lo Stato italiano pensò di creare un Museo Copernicano nella città di Roma, dove nel 1500 Copernico aveva studiato. Per creare questo museo venne chiamato lo storico polacco Arturo Wolynski che viveva a Firenze. Wolynski si mise in contatto con i polacchi e sollecitò doni e sottoscrizioni. I polacchi risposero con entusiasmo a questo tipo di iniziativa. Il primo dono fu uno dei busti che ancora oggi si trovano all’ingresso della Villa. Ed il busto fu il primo elemento della collezione Copernicana».
La responsabile scientifica del Museo Astronomico e Copernicano ha poi spiegato: «Wolynski fu bravissimo a raccogliere le donazioni. In circa quattro anni riuscì a mettere insieme moltissimo materiale. A “La Sapienza” non c’era molto spazio, per cui si pensò di mettere gli oggetti raccolti dallo storico polacco nell’Osservatorio, dove si cominciarono a schedare tutti i reperti».
Calisi ha poi aggiunto: «Negli anni l’Osservatorio ha subito vari spostamenti: dal Collegio Romano al Campidoglio, per poi stabilirsi nel 1935 a Monte Mario. All’epoca però non c’era un criterio museale. Anni dopo, nel 1973, in occasione del V centenario della nascita di Copernico, Massimo Cimino ha pensato di ristrutturare il museo e di restaurare i reperti che ne avevano bisogno. Dal ‘73 non ci sono stati altri cambiamenti. Ma con l’arrivo dell’Inaf alcune stanze sono state adibite a sale riunioni e il museo è stato chiuso al pubblico».
Spostare il museo però non è possibile. A ribadirlo anche una Conferenza dei servizi di qualche anno fa in cui è stato detto che il museo deve rimanere a Roma e non si deve spostare da Villa Mellini. Quello che sorge in cima a Monte Mario è uno spazio unico, nel quale sono raccolti oggetti incredibili.
Come spiegato dalla stessa Calisi, il Museo Astronomico e Copernicano sviluppa settori relativi alla storia dell’astronomia: l’osservazione a occhio nudo e la concezione dell’universo nell’antichità; dalla lente allo specchio; la fotografia astronomica; l’orientamento e navigazione; la misura del tempo e del tempo meteorologico; la cosmologia e cartografia; Copernico e la rivoluzione copernicana.
Ed è in tali settori che sono distribuiti, in funzione della tematica che si intende illustrare, gli oggetti, distinguibili in tre specie, necessari alle osservazioni astronomiche: «alcuni servono ad aumentare la capacità visiva per osservare gli astri in condizioni più favorevoli; altri sono destinati alla misura degli angoli, la cui conoscenza è necessaria per determinare la posizione di ciascun astro nel cielo; altri, infine, sono necessari per misurare il tempo, infatti gli astri appaiono in movimento e quindi, oltre a determinare la posizione di ciascuno di essi, è anche necessario conoscere quanto tempo impiega un corpo celeste per passare da una posizione all’altra».
Strumenti unici, come i cannocchiali o i globi celesti e terrestri, che lasciano senza fiato. Un vero e proprio tesoro.

Telescopio e Torre solare

Ma l’Osservatorio di Monte Mario è molto altro ancora. Al suo interno, infatti, ospita l’imponente telescopio posto sulla cupola, che è stato operativo fino al 2000 e che veniva utilizzato per la ricerca solare.
«Questo telescopio - spiega Calisi a VignaClaraBlog.it  - sarebbe ancora operativo se avesse la lente, che invece è andata persa. Nel 2000, quando nella sede di Monte Mario è arrivato l’Inaf (che allora si chiamava Cna), tutto quello che c’era nella cupola per l’osservazione solare è stato portato via».
Da allora non si fanno più osservazioni dalla cupola. In precedenza se ne facevano di giorno, per la ricerca sul sole, e di notte, per i visitatori. A tal proposito Calisi ha raccontato: «Facevamo visite notturne durante le quali si faceva vedere il museo, si faceva una conferenza e poi si andava sulla cupola a gruppetti di quindici persone per osservare i pianeti del sistema solare. Era molto interessante per i visitatori che partecipavano. Queste osservazioni si svolgevano soprattutto nel mese di febbraio, quando il cielo è molto terso.
Subentrato l’Inaf le cose sono cambiate. L’Istituto, infatti, ha richiesto spazi sempre maggiori e così piano piano i ricercatori si sono trasferiti. Purtroppo da allora le cupole dalle quali si potrebbero fare osservazioni, se non più scientifiche almeno di tipo didattico, sono rimaste inutilizzate».

Saliamo sulla torre

Un altro gioiello immerso nel verde di Villa Mellini è la Torre Solare, che ha funzionato fino al 2000. «Poi è finita in abbandono - ha spiegato Calisi -. Intorno al 2006/2007 è stata risistemata ed è stata riaperta al pubblico per visite che si svolgono solo il venerdì, quando ci sono le richieste. All’interno della Torre Solare è possibile vedere l’immagine del Sole e lo spettro».
La Torre Solare, alta 30 metri, funziona come un telescopio verticale. Al suo interno è possibile ammirare l’immagine del disco solare, con le sue caratteristiche macchie, e «lo spettro multicolore della luce proveniente dalla nostra stella», mentre dalla sua sommità è possibile godere di un vero e proprio spettacolo. Uno di quelli che lasciano con il fiato sospeso. E non solo per l’altezza che la caratterizza. I suoi 177 fitti gradini conducono alle porte del cielo. E, inevitabilmente, si finisce per sentirsi un po’ tutti piccoli “Re di Roma”.
La Torre svetta alta e domina l’intera città, che si distende tutt’intorno ai suoi piedi. La Torre Solare è insieme un incredibile strumento di indagine scientifica (permette, infatti, di osservare il Sole) e un luogo capace di regalare emozioni indelebili. Ragione ed emozione, qui, si uniscono indissolubilmente regalando al fortunato visitatore esperienze uniche.
Ad occuparsi della divulgazione e delle visite alla Torre Solare è Francesco D’Alessio, che arriva da Monte Porzio e fa le spiegazioni sia alla Torre Solare sia alla Torretta del primo meridiano.

Un patrimonio di grande valore

Non c’è alcun dubbio. L’Osservatorio Astronomico di Roma a Monte Mario è un patrimonio di grande valore per il territorio. Un bene prezioso, probabilmente ad oggi sottostimato, di cui i cittadini potrebbero e dovrebbero tornare a godere.
In questi ultimi anni c’è chi ha cercato di darsi da fare affinché tale spazio potesse tornare in piena attività, come l’Associazione Amici di Monte Mario che si è impegnata in un’azione mirata a riaprire al pubblico il Museo Astronomico e Copernicano istituendo nel 2003 un Comitato per la salvaguardia del museo. Ma ad oggi, visitando l’Osservatorio, vi è una sola certezza: l’esclusivo adempimento di pratiche amministrative non è il modo migliore per rendere giustizia a questo gioiello di Monte Mario.

Stefania Giudice

Fonte: http://www.vignaclarablog.it

Mitico osservatorio, quanti ricordi

di Oliviero Mannucci

ROMA - Correva l'anno di grazia 1977 d.C, erano gli anni di Happy Days e la Febbre del Sabato Sera e Goldrake. Si parla di 35 anni fa soltanto, ma sembra di parlare di un altra era. 



































E si cari lettori, io allora avevo solo 12 anni, non c'erano i telefonini, non c'era internet ( era ancora slo una rete militare), tantomeno i tablet, gli MP3, gli I Pod, gli I Pad normali o nani che siano ( gli unici nani erano quelli di Biancaneve). Romano verace nato in via degli Scipioni a due passi dal Vaticano, allora abitavo a 2 km a lina d'aria dal mitico osservatorio astronomico di Monte Mario. Allora avevo appena ricevuto in dono da mio papà e da mia mamma, il mio primo telescopio. Un mitico acromatico Sumit, di costruzione Giapponese, acquistato usato. Allora non c'erano neanche tanti telescopi come adesso. C'era il 60/700 come quello che avevo io  che tutt'ora possiedo e ho usato assiduamente per 17 lunghi anni) , poi se ti andava bene alla maturità ti poteva arrivare  un Newton 114/900, e se poi iniziavi a lavorare potevi aspirare al massimo ad autocostruirti un Newton da 150 o 200 mm. L'astronomia amatoriale a quel tempo era veramente amatoriale, oggi con tutto il ben di Dio che c'è, molti astrofili hanno delle attrezzature che non hanno niente da invidiare agli osservatori professionistici. E infatti c'è una vera e propria orgia di telescopi commerciali nelle configurazioni più disparate, con computer dedicati Go-to, bi bidi bo bidi bu, puntatori laser, CCD da 50000 megapixel e altre diavolerie, che uno che non quando esce di sera per andare a vedere il cielo con tutta l'attrezzatura sembra più che vada a partecipare ad un episodio di Star Wars che a vedere le stelle. Allora gli oggetti del cielo te li dovevi trovare da solo, non c'erano i computer a farlo per te, sarà forse per questo che in tanti anni che osservo il cielo ho collaborato con due Università, anzi con una ancora ci collaboro, e ho scoperto che vi sono astronomi laureati che scambiano Regolo per Saturno. Va be', scusate la divagazione, torniamo all'osservatorio di Monte Mario, che ricordo con affetto, in quanto lì conobbi il mitico astronomo http://www.ilpiave.it/imgart/020209/giorgio%20buonvino.jpg

Giorgio Buonvino, allora sulla cresta dell'onda, in quanto conduceva sul primo canala Rai, all'interno dell'Almanacco del Giorno Dopo ( quello con quella sigla dove facevano vedere le stampe delle varie stagioni musicata dalla mitica Chanson Baladèe)





una rubrica dedicata agli strumenti astronomici presenti nel museo dell'Osservatorio di Monte Mario che ho visto più di una volta. Mi ricordo che la prima sera che andai a visitare l'osservatorio andai con mio padre, e dopo aver scambiato quattro chiacchiere con il mitico Buonvino, dopo siamo andati a vedere il cielo con il telescopio dell'osservatorio, un acromatico da 150mm lungo 2200mm, che a me sembrava il telescopio di Monte Palomar. Ero l'unico ragazzino, il resto erano tutti studenti universitari un pò più grandi di me, ma quella sera a parlare di astronomia fummo solo io e Buonvino, in quanto, anche se era da poco che osservavo il cielo, avevo accumulato più esperienze pratiche dei studenti presenti, e quindi conoscevo alla perfezione tutte le costellazioni, la Luna e il moto dei pianeti, tanto e vero che Buonvino ad un certo punto mi domando: Ma conosci anche il punto Gamma? E naturalmente io conoscevo anche quello, perchè l'avevo studiato sui libri per conto mio. Insomma fu una serata memorabile, passata a vedere Saturno, Castore e Polluce, altre stelle e a parlare della costellazione di Orione e dell'inquinamento luminoso romano. Fu veramente una serata incredibile, di un altra era, appunto! Qualche mese fa sono ritornato all'osservatorio di Monte Mario, ma era tutto chiuso, spero che venga presto riaperto perchè ci sono ancora tante cose da vedere. La torre solare, la meridiana, il museo degli strumenti astronomici antichi e poi andando un poco pù su, c'è il fantastico bar Zodiac, che allora era di proprietà del mitico ufologo Eufemio del Buono ( che conobbi personalmente) che conduceva su Quinta Rete " Noi e gli Extraterrestri" di cui ho visto tutte le puntate. E allora non era poco, perchè le televisioni private si vedevano male, spesso il segnale andava e veniva, una sera vedevi benissimo, un altra sera la ricevevi tutta polverosa, non era come adesso che c'è il digitale terrestre, che non si vede bene lo stesso. Poi se andate un pò più in la, potrete ammirare uno dei più bei panorami di Roma. Fateci un salto una volta!


Sta arrivando!

http://www.aquinaszanesville.org/youth/wp-content/uploads/2009/02/xlt-logo-black.png

Un mega impatto di 12.900 anni fa ha generato una nuova era glaciale?

E' possibile che una un impatto avvenuto 12.900 anni fa con una grossa cometa abbia distrutto le antiche civiltà nordamericane e spinto la Terra in una piccola era glaciale?
Questa domanda è stata causa di accesi dibattiti tra gli scienziati fin dal 2007, quando venne scoperto il controverso sito archeologico di Topper, posto lungo il fiume Savannah, in South Carolina, negli Stati Uniti, famoso per il ritrovamento di artefatti, che in base alla datazione, indicherebbero una presenza umana nel continente americano fin da 50.000 anni fa: ben 37.000 anni prima rispetto alla teoria classica del popolamento delle Americhe (Cultura di Clovis).


Ebbene, un nuovo studio pubblicato il 17 settembre 2012 su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), fornisce alcune ulteriori prove che questa ipotesi non è un'idea tanto campata per aria. L'archeologo Albert Goodyear è uno dei co-autori dello studio che conferma la ricerca pubblicata su PNAS nel 2007 da Richard Firestone, uno scienziato del Dipartimento di Energia presso il Lawrence Berkeley National Laboratory.
Durante le sue indagini, Firestone e il suo staff scoprirono in una dozzina di siti archeologici uno strato di sedimenti risalenti a circa 12.900 anni fa, composto da elevate concentrazioni di sferule microscopiche di metallo e nanodiamanti. La particolare composizione della miscela fece subito pensare che si trattasse del risultato dell'esplosione nell'atmosfera terrestre di un oggetto di origine extraterrestre, come una cometa o un meteorite.
topper-cometa-clovia-02.jpg
Tra i siti esaminati c'era anche quello di Topper, uno dei luoghi più importanti degli Stati Uniti per la ricerca della cultura di Clovis, uno dei popoli più antichi della Terra. "Questo studio indipendente è un ulteriore esempio di come la ricerca interdisciplinare fornisca preziosi risultati per la comprensione degli eventi che hanno caratterizzato il Pleistocene", ha detto Goodyear, studioso del sito di Topper sin dal 1984.
Con l'espressione "Younger Dryas", gli scienziati si riferiscono al periodo di raffreddamento estremo che ha avuto inizio circa 12.900 anni fa e che duro circa 1.300 anni. Questo breve picco di congelamento estremo si è verificato nel corso del progressivo riscaldamento successivo alla Glaciazione Wùrm, in netto contrasto con la deglaciazione globale e le sue cause non sono ancora chiare. Secondo gli scienziati, il raffreddamento è stato così rapido da poter essere paragonato a quello mostrato nel film del 2004 "The Day After Tomorrow".
Il team di Firestone ha ipotizzato che l'impatto di un massiccio corpo celeste con Terra possa essere stato il catalizzatore della glaciazione Younger Dryas. L'abbondanza dei campioni raccolti e l'analisi dettagliata dei sedimenti risalenti a circa 12.900 anni fa sarebbero compatibili con l'ipotesi di un mega impatto che avrebbe causato non solo l'estinzione dei grandi animali del Nord America - mastodonti, mammut e tigri dai denti a sciabola -, ma anche cancellato al Cultura di Clovis.
"La teoria dell'impatto extraterrestre getta una luce sugli eventi misteriosi che hanno dato inizio al periodo Younger Dryas, con un ritorno improvviso e inspiegabile del clima glaciale e la conseguente perdita rapida e simultanea di numerose specie animali del Pleistocene e di quella che gli archeologi chiamano la Cultura di Clovis", spiega Albert Goodyear. "C'è sempre da imparare sul passato del nostro pianeta e il sito di Topper continua a essere un prezioso portale per la comprensione di questi affascinanti misteri".
Goodyear svolge attività di ricerca presso l'Università della Carolina del Sud, presso l'istituto di Antropologia e Archeologia e ha cominciato a studiare la cultura Clovis già nel 1984. Con la speranza di trovare prove di una cultura precedente a quella Clovis, nel 1998, Goodyear cominciò gli scavi sul sito di Topper. I suoi sforzi furono ripagati dal ritrovamento di numerosi artefatti che egli crede appartenere ad una cultura glaciale risalente a ben 16.000 anni fa.
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Sulla base di queste scoperte, l'audace antropologo pensò che se la cultura di Clovis e i popoli successivi avevano utilizzato le cave di selce lungo il fiume Savannah, era probabile che altre popolazioni precedenti avessero fatto lo stesso. Sulla base di questa intuizione, nel 2004 Goodyear scavò ancora più a fondo, trovando degli artefatti appartenenti ad una cultura pre-Clovis. La datazione al radiocarbonio stabilì che si trattava di reperti risalenti a circa 50.000 anni fa, suggerendo una presenza umana nella Carolina del Sud, molto più antica di quanto si pensasse.
Le scoperte di Albert Goodyear non solo hanno catturato l'attenzione dei media internazionali, ma ha suscitato un grande cambiamento di mentalità nella comunità scientifica, contribuenso in maniera decisiva al dibattito sulla possibilità della presenza in Nordamerica di antichissime culture precedenti alla Clovis. [Fonte].

Tratto da:  http://ilnavigatorecurioso.myblog.it