martedì 14 luglio 2015

Scoperto il modo per poter toccare e interagire con gli ologrammi: tecnologia di Star Trek più vicina

Uno scienziato della Bristol University ha messo a punto un sistema che permette di percepire in maniera tattile gli oggetti prodotti da ologrammi tridimensionali. Oltre alle innumerevoli possibilità immaginate dall'industria dell'intrattenimento, il sistema potrebbe avere applicazioni pratiche anche in campo medico, consentendo ai chirurgi di esplorare una TAC e interagire con la malattia.


Come ben sanno i fans, nell’universo di Star Trek esiste una tecnologia d’intrattenimento d’avvero straordinaria: il Ponte Ologrammi.
Grazie a questa apparecchiatura, i membri dell’equipaggio dell’Enterprise possono immergersi in veri e propri mondi olografici generati dal computer, interagendo con l’ambiente e i personaggi della simulazione come nella vita reale.

 http://www.ussnautilus.it/nauticon/2012/IMG_1682.jpg
Ebbene, questa possibilità tecnologica potrebbe non essere così remota come sembra. Uno scienziato della Bristol University, il dottor Ben Long, ha inventato un sistema che permette di toccare gli ologrammi tridimensionali a mani nude e di percepirne la forma.
Gli “Ologrammi Tattili” messi a punto da Long utilizzano le vibrazioni delle onde sonore, un sistema di ultrasuoni focalizzati che consente di “sentire” e “toccare” ciò che si sta vedendo nel dispositivo: i disturbi dell’aria prodotti dai modelli complessi di ultrasuoni generano l’illusione tattile.


Come spiega l’articolo comparso su New Scientist, il ricercatore ha creato il dispositivo migliorando una versione precedente della tecnologia, la quale proiettava contorni 2D su di uno schermo. Grazie all’aggiunta di un sensore Leap Motion, finalizzato a tracciare la posizione delle mani dell’utente, il dispositivo è stato in grado di generare forme tridimensionali complete.
Praticamente, lo strumento proietta l’ologramma al momento giusto, in modo che la vista e il tatto dell’utente provino l’illusione dell’interazione con l’oggetto generato dal computer.
“Gli ologrammi tattili consentiranno un’immersione più completa nella realtà virtuale, consentendo controlli tangibili nello spazio virtuale”, ha spiegato il dottor Long illustrando le possibili applicazioni del dispositivo. “In futuro sarà possibile sentire anche la sensazione prodotta da diversi materiali”.
Tuttavia, oltre all’intrattenimento, il sistema potrà essere usato anche in campo medico, consentendo ai medici chirurgi, per esempio, di analizzare una TAC e di “sentire” la malattia, in modo da pianificare con precisione l’intervento chirurgico.
Finora, i ricercatori hanno testato diverse forme tra sfere e piramidi. Esse sembrano vibrare dolcemente nello spazio. Il livello di dettaglio di questi oggetti è per il momento limitato, ma le forme non hanno bisogno di essere perfette per evocare un’esperienza coinvolgente: “anche se ci sono discrepanze, il cervello adatta quello che vede a quello che sente, armonizzando il quadro generale”, spiega Long.
Secondo fondi dell’università di Bristol, alcune aziende sarebbero già interessate allo sviluppo della tecnologia per applicazioni commerciali. Il lavoro è stato presentato in occasione della conferenza sulla tecnologia interattiva SIGGRAPH tenutasi il 3 dicembre a Shenshen, Cina.

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