giovedì 16 luglio 2015

Curiosity: ecco la crosta continentale di Marte

Lo strumento ChemCam montato sul rover NASA Curiosity, in missione sul Pianeta Rosso, ha individuato tracce di formazioni rocciose primitive appartenenti a una potenziale “crosta continentale” marziana, che presenta punti in comune con formazioni trovate sulla Terra

 
La ChemCam del rover Curiosity in azione. Crediti: NASA / JPL-Caltech.
La ChemCam del rover Curiosity in azione. Crediti: NASA / JPL-Caltech.


Prime tracce di quella che potremmo definire una potenziale crosta continentale marziana: le ha trovate Curiosity presso il cratere Gale. E, sorpresa, presentano caratteristiche del tutto simili alla crosta continentale terrestre.
Sul nostro pianeta, con il termine crosta continentale ci si riferisce a quella parte di crosta terrestre posta al di sotto delle aree continentali e di alcune aree limitate e poco profonde coperte da acque. La crosta continentale si differenzia dalla crosta oceanica e dal mantello sia per proprietà fisiche che per composizione chimica.
Queste distinzioni potrebbero valere anche per Marte e, se confermata, la scoperta di una crosta continentale simile a quella del nostro pianeta potrebbe rivelarsi importantissima dal punto di vista geologico. E non solo.
Com’è andata è presto detto: lo strumento laser ChemCam, a bordo del rover NASA Curiosity, ha individuato alcune rocce di insolito colore chiaro nella regione del cratere Gale. I primi risultati hanno mostrato sorprendenti somiglianze con le rocce granitiche che costituiscono la crosta continentale sulla Terra.
Siamo di fronte alla prima scoperta di una potenziale crosta continentale su Marte. «Lungo il percorso fatto dal rover abbiamo notato delle formazioni rocciose che presentavano evidenti cristalli luminosi», spiega Roger Wiens del Los Alamos National Laboratory e fra i responsabili dello strumento ChemCam. «Si tratta di cristalli di colore chiaro e a bassa densità, abbondanti nelle rocce ignee che costituiscono le placche continentali terrestri».

Un frammento di roccia ignea incastonato in un conglomerato roccioso presso il cratere Gale, su Marte, mostra feldspati di colore chiaro in forma di cristalli allungati. Sarebbero la traccia della crosta continentale marziana. Crediti: NASA / JPL-Caltech / LANL / IRAP / U. Nantes / IAS / MSSS.
Un frammento di roccia ignea incastonato in un conglomerato roccioso presso il cratere Gale, su Marte, mostra feldspati di colore chiaro in forma di cristalli allungati. Sarebbero la traccia della crosta continentale marziana. Crediti: NASA / JPL-Caltech / LANL / IRAP / U. Nantes / IAS / MSSS.


Marte è stato visto fino a oggi come un pianeta quasi interamente basaltico, con rocce scure e dense, simili a quelle che formano la crosta oceanica terrestre. Anche se non mancano le ipotesi alternative. I reperti individuati nel cratere Gale contengono frammenti di rocce ignee risalenti a 4 miliardi di anni fa. Secondo gli scienziati francesi e statunitensi che si sono occupati di analizzare chimicamente 22 di questi frammenti, si tratta di rocce ricche di feldspati, con qualche traccia di quarzo, decisamente simili ai graniti che compongono la crosta continentale terrestre.
I risultati dello studio, appena pubblicati su Nature Geoscience, suggeriscono che il cratere Gale, scavato circa 3,6 miliardi di anni fa sulla superficie marziana, possa essere una finestra sulla crosta primitiva del Pianeta Rosso (vedi MediaINAF).

Davide Coero Borga 

Fonte 

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.