giovedì 3 maggio 2018

NASA, in studio un telescopio spaziale autoassemblante

I progetti della NASA inerenti i telescopi spaziali di nuova generazione sono in parte pianificati se pensiamo ad esempio al lancio del James Webb Telescope nel 2020, ma nonostante questo si lavora già a progetti avanzati che potrebbero vedere la luce in un futuro nemmeno troppo lontano. 

Tra le proposte più promettenti emerse dal sondaggio decennale del 2020 per l'astrofisica, è emersa la possibilità di realizzare un vero e proprio telescopio spaziale modulare, in grado di assemblarsi autonomamente. Il progetto ambizioso è stato quindi selezionato per essere portato alla fase 1 di sviluppo nell'ambito del programma NIAC 2018 della NASA.
Il telescopio spaziale modulare è stato pensato da un team di 15 scienziati della Cornell University, guidati dall'assistente professore di ingegneria meccanica e aerospaziale Dmitri Savransky. L'idea di base è semplice, l'obiettivo è riuscire ad ottenere un super telescopio con ottica adattiva di circa 30 mt, formato da una serie di moduli in grado di unirsi autonomamente.
L'intera struttura del telescopio, compresi gli specchi primari e secondari, la struttura di supporto secondaria e il parasole piano saranno costruiti da un singolo modulo di veicoli spaziali prodotto in serie. Ogni modulo sarà composto da un veicolo spaziale esagonale di circa 1 m di diametro sormontato da un gruppo di specchi attivi da bordo a bordo.
Immagine concept del telescopio spaziale LUVOIR

Secondo il progetto, questi moduli verranno lanciati nello spazio in modo indipendente verso il punto L2 Sun-Earth usando vele solari schierabili. Le vele diventeranno successivamente il parasole del telescopio planare una volta che i moduli si uniranno e si assembleranno da soli, senza la necessità di assistenza umana o robotizzata. Un progetto sicuramente avanzato del quale non vengono svelati dettagli precisi e la cui fattibilità sarà presa in considerazione nei prossimi mesi.
A questo proposito, il team ha ricevuto un incentivo di 125.000 euro per lo sviluppo e 9 mesi di tempo per completare la prima fase, in caso di esito positivo degli studi preliminari sarà possibile richiedere un ulteriore incentivo per dare così inizio alla seconda fase di sviluppo.
La missione che potrebbe avvalersi dell'ausilio di questo innovativo telescopio è la Large Ultraviolet / Optical / Infrared Surveyor (LUVOIR), che nei progetti richiederebbe l'utilizzo di un modello dotato di uno specchio primario segmentato da almeno 15 mt di diametro (Hubble ha uno specchio di 2,4 mt, Il James Webb salirà a 6,5 mt). Gli obiettivi di LUVOIR consisteranno nel conoscere meglio l'origine delle galassie, scoprire pianeti abitabili, la presenza di vita nel cosmo e la formazione delle stelle, in sostanza rispondere a domande attualmente impossibili da soddisfare per alcuni evidenti limiti tecnologici di cui le attrezzature a disposizione soffrono.


Il 5 e 6 giugno, la NASA condurrà anche un incontro di orientamento sul progetto NIAC a Washington DC, dove tutti i vincitori della Fase I avranno la possibilità di incontrarsi e discutere le loro idee. Tra le altre proposte che hanno ricevuto il premio in denaro per lo sviluppo della fase 1, troviamo un robot mutaforme per l'esplorazione di Titano, sensori atmosferici ultraleggeri ad alta resistenza pensati per resistere all'atmosfera di Venere, robot droni Marsbee per esplorare Marte ed ottenere informazioni sulla presenza di gas metano, una nuova forma di propulsione per le missioni interstellari del futuro ed altri avveniristici progetti.
Per maggiori dettagli sui progetti che hanno superato la fase 1, vi rimandiamo alla lista completa al seguente link, dove potrete ottenere informazioni specifiche e conoscere i candidati alla fase 2 già selezionati.

Fonte 

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