giovedì 19 aprile 2018

Oscar Santa María, il pilota peruviano che combatté un Ufo in volo sul Perù

Siamo soli nell’Universo? E’ la domanda che milioni di persone hanno fatto per secoli, e i peruviani non sono una eccezione. 

 Presso la prestigiosa Fuerza Aérea del Perù (FAP) esiste un dipartimento, creato nel dicembre del 2001, che si occupa dell’investigazione dei fenomeni aerospaziali anomali (per non chiamarli UFO), fenomeni come quello vissuto dal comandante Oscar Santa Maria Huertas, il quale ebbe un incontro con un’astronave infuocata, l’11 aprile 1980, quando era di stanza presso la base aerea di La Loya, Arequipa.
Altri 1.800 uomini che si trovavano nella base furono testimoni di un oggetto che sembrava rompere tutte le leggi della fisica, un oggetto che non aveva ali, non aveva porte, nè motori, nessun bullone, niente di conosciuto dall’uomo.
 Di seguito pubblichiamo l’intervento del pilota Oscar Santa Maria Huertas tenutosi durante la Conferenza UFO al Club Nazionale della Stampa di Washington, il 12 Novembre 2007




Buongiorno signore e signori,
il mio nome è Oscar Santa Maria Huertas, e sono Ufficiale Pilota dell’Aeronautica del Perù, attualmente in pensione.
L’11 di aprile del 1980 alle 7 e 15, 1.800 persone si trovavano in formazione alla base aerea di La Hoya, ad Arequipa. Tutti ebbero modo di osservare un oggetto stazionario nel cielo di forma circolare, che somigliava ad un pallone, alla distanza di circa 5 km ed alla quota di circa 600 metri. Era luminoso perché rifletteva la luce del sole.
Il Comandante della mia Unità m’impartì il comando di decollare ai comandi del mio aereo Sukhoi 22 per abbattere l’oggetto sferico, dato che si trovava senza permesso in uno spazio aereo proibito e temevamo un’azione di spionaggio.
Io mi avvicinai all’oggetto ed esplosi 64 colpi da 30 mm; alcuni di tali colpi ricaddero a terra, ma altri lo centrarono in pieno, ma senza alcun effetto.
I colpi non rimbalzarono, ma furono probabilmente assorbiti dall’oggetto. La cortina di colpi che esplosi, in forma di cono, avrebbe normalmente distrutto qualsiasi oggetto che si trovasse sul suo percorso.
L’oggetto allora cominciò ad allontanarsi dalla base salendo in verticale. Arrivato alla quota di 30 mila piedi si arrestò bruscamente, obbligandomi a passargli di lato, dato che mi trovavo a soli 500 metri di distanza da lui.
Feci allora un tentativo di attaccarlo dall’alto, ma proprio nel momento in cui lo avevo inquadrato nel mirino ed ero pronto a sparare, l’oggetto salì bruscamente in verticale, evadendo l’attacco. Per altre due volte riuscii ad inquadrarlo nel mirino quando si era fermato, ma in entrambi i casi schizzò via all’ultimo istante prima che sparassi.
Decisi allora di salire a piena potenza per arrivare molto al di sopra dell’oggetto, ma anch’esso cominciò a salire, quasi in parallelo con il mio aereo. Quando superai i 19 mila metri, l’oggetto si fermò. Fu allora che riuscii ad avvicinarmi a circa 100 metri da esso.
Aveva un diametro d’una decina di metri, la superficie presentava un aspetto smaltato, con una cupola di colore crema su una base metallica ampia e circolare. Non aveva motori, impennaggi, finestre, antenne; era sprovvisto di tutti i tipici componenti degli aerei, e senza alcun sistema di propulsione visibile.
Fu allora che mi resi conto che non si trattava di un dispositivo per lo spionaggio, ma che era un UFO, qualcosa di completamente sconosciuto.
Non avevo quasi più combustibile, quindi non potevo attaccare ne’ manovrare il mio aereo, né tantomeno fuggire ad alta velocità ed ebbi paura. Pensai che quella poteva essere la mia fine. Riuscii comunque a calmarmi e chiesi alla base che inviassero un altro aereo; mi risposero di no, perché era troppo alto, e che dovevo semplicemente rientrare.
Dovetti scendere planando a causa del poco combustibile rimasto, seguendo una traiettoria a zig-zag per evitare di essere attaccato, e controllando continuamente gli specchietti retrovisori per assicurarmi che l’oggetto non mi seguisse, ma non successe nulla.
Trascorsi 22 minuti manovrando contro l’oggetto; una volta atterrato, questo rimase stazionario sulla base per altre due ore, e fu osservato da tutti coloro che si trovavano nella base.
Un documento del Ministero della Difesa degli Stati Uniti intitolato “UFO avvistato in Perù” descrisse l’evento, affermando che l’origine dell’oggetto era sconosciuta.
Comunque, ancora oggi quando ci penso mi vengono i brividi.

Fonte 

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