giovedì 26 aprile 2018

Tecnologia Nasa per aiutare i bambini autistici, lo studio del salernitano Salvatore Iannuzzi

SALERNO. Buone notizie per i bambini affetti da autismo. L’hanno ribattezzata la “macchina della verità” ma in realtà è una sofistica attrezzatura in grado di aiutare i bambini che soffrono di sindrome autistica. 

I risultati di questo dispositivo denominato “neurobiofeedback” sono stati presentati a Salerno dal neuroscienziato Salvatore Iannuzzi, esperto di neuropsicofisiologia, nel corso del convegno “Autismo e Autismi” all’hotel Mediterranea.

Tecnologia Nasa per aiutare i bambini autistici, lo studio del salernitano Salvatore Iannuzzi
Il dottor Iannuzzi


“Si tratta di attrezzature sofisticate – ha spiegato Iannuzzi - nate negli anni ottanta per migliorare le performance degli astronauti della Nasa, che oggi grazie al potenziamento dei microprocessori dei pc, sono entrate con successo nella pratica clinica”. Il “neurobiofeedback” funziona a prescindere dall'età e dal disturbo dello spettro autistico ma il target prioritario sono i bambini che soffrono di sindrome autistica in età scolastica.

“Da circa dieci anni – ha spiegato Iannuzzi - uso il neurobiofeedback in soggetti sani per migliorare le performance sportive di tanti atleti. Negli ultimi tempi abbiamo iniziato programmi neurotraning in favore di pazienti affetti da disturbi d’ansia, da disturbo di deficit dell’attenzione ed iperattività e da disturbi dello spettro autistico. E nei bambini con disturbo dello spettro autistico abbiamo osservato, in particolare, un miglioramento delle capacità di attenzione con significativi riverberi sull’ apprendimento”. Insomma un importante passo in avanti. “Il risultato – ha aggiunto Iannuzzi - può essere correlato ad una riduzione di un “eccesso”di ritmi delta,verosimilmente colpevole delle difficoltà di attenzione e della tendenza all’ isolamento di questi bimbi che rappresentano la causa di molti dei sintomi tipicamente associati alla malattia, che costringe a combattere continuamente contro un "rumore di fondo" che invade la mente. La macchina, consente, infatti di aumentare alcuni ritmi cerebrali deficitari e di ridurne altri in eccesso”. “Le onde cerebrali Delta, presenti in tutte le persone – ha chiarito l’esperto - sono associate al sonno e agli occhi chiusi. I soggetti con autismo hanno dei picchi di queste anche durante il giorno, ed è proprio a causa loro che si alienano”.

L’idea di fondo è insomma non troppo diversa dal modo di cancellazione del rumore delle cuffie da lavoro. La macchina consente di allenare il cervello, come in una palestra. “Il paziente esegue esercizi che irrobustiscono alcuni ritmi e ne deprimono altri. Da tanto ne consegue un miglioramento clinico. I bambini, ad esempio, vengono posti di fronte ad uno schermo che mette in “visione” il cartone animato del cuore unicamente quando il piccolo paziente produce pensieri funzionali,vale a dire pensieri che modificano positivamente l’attività elettrica del cervello”. In altri termini il bambino, attraverso un gioco, in maniera inconsapevole e automatico, impara ad autoregolare la propria mente. Il trattamento con il neurobiofeedback è una terapia non invasiva, naturale, “gravata da enormi potenzialità terapeutiche” che, se confermata dagli studi in corso, entrerà sempre di più nell’ armamentario terapeutico anche in Italia dove questa pratica non è ancora molto diffusa. “Non esistono molti laboratori – ha spiegato Iannuzzi - ma tende a diffondersi soprattutto mediante l’impiego di apparecchiature portatili”.


Vincenzo Urbano 

Fonte 

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