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domenica 14 agosto 2011

Robot badante: dal Giappone arriva l’automa per l’assistenza anziani

Dal Giappone arriva Riba 2, seconda edizione del robot badante, nuova frontiera dell'assitenza per anziani, che si prefigge lo scopo di sostutuire l'uomo nello svolgimento di uno dei lavori più diffusi e ricerati.

Dal Giappone arriva il robot badante Riba 2

In Giappone se le inventano proprio tutte, da qualche giorno circola il primo prototipo di robot versione badante per anziani, l’automa sarà presto capace di sostituire una persona in carne ed ossa nello svolgere le funzioni che il ruolo di badante conviene. Potrebbe quindi finire presto il business che gira intorno all’assistenza degli aniziani, questo avrà sicuramente dei lati positivi ma molti altri negativi. Il tutto sembra quasi una provocazione, fatta da alcuni ingegneri asiatici finanziati dal governo nazionale, i quali costruendo questo robot dimostrano che presto non ci sarà bisogno di uomini che lavorano in determinati settori.

L’esperimento è un vero t0ccasana per l’ingegneria robotica poichè, i passi avanti fatti in questo campo ultimamente, possono dare ottimi spunti per altri impieghi in settori magari meno impegnativi sul lato umano e più coinvolgenti sul lato professionale. Dicevamo che questo progetto è una provocazione poichè accudire una persona anziana non riguarda solo lo svolgimento di una serie di operazioni prestabilite a comando, ma implica la ricezione delle esigenze altrui, le quali portano a sviluppare di conseguenza delle conclusioni logiche tramutate poi in azioni. Una indagine svolta proprio in Giappone dimostra che la nuova frontiera dell’assistenza per gli anziani non è molto apprezzata, dai risultati si evince che i vecchietti giapponesi preferiscono ancora una persona in carne ed ossa, piuttosto che un robot di ultima generazione per soddisfare le loro esigenze.

La soluzione migliore è ovviamente un compromesso, infatti all’interno di ospedali e centri assistenza il robot badante RIBA-II potrebbe essere molto utile se affiancato da personale qualificato. Il robot è infatti capace di sollevare sino a 80 kg, questo rende molte delle operazioni svolte dagli infermieri e dai badanti meno faticose e complesse, ovviamente lo scopo del progetto era di sostituire completamente l’uomo ma per un passo così grande dovremo aspettare per lo meno altri 3-400 anni, ossia il tempo necessario a rendere questi automi più completi e performanti.

L’attuale livello di assistenza fornita da questi robot badante è limitata a sollevamenti e operazioni riguardanti il moto, difficilmente vedremo altri generi di attività svolte da questa versione del robot, magari nella terza edizione potremo assistere ad un miglioramento sostanziale che nel passaggio dalla prima alla seconda versione non c’è stato, poichè la novità più evidente è il limite di carico sopportato dagli arti del robot, passato da 60 a 80 kg.

Fonte: http://www.techpoint.it

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