giovedì 25 giugno 2015

Fukushima, "la Tepco sapeva che la centrale non avrebbe retto allo tsunami"

Duro attacco dei legali di 40 azionisti della Tepco che hanno portato in aula un documento segreto: "Fin dal 2008 l'azienda sapeva che le difese della centrale nucleare erano insufficienti"

 


GIAPPONE - La compagnia elettrica giapponese Tepco "era consapevole già dal 2008 che le difese anti-tsunami della sua centrale nucleare di Fukushima erano insufficienti". Lo sostengono gli avvocati delle parti lese nel processo contro il gruppo proprietario dell'impianto in cui s'è verificato nel 2011 il peggiore incidente atomico dai tempi di Cernobyl.
L'ACCUSA - Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Kyodo, il legale Yuichi Kaido ha mostrato in aula un documento interno della Tepco del 2008 che dimostrerebbe come l'azienda sapesse del rischio: "La Tepco aveva pienamente riconosciuto già tre anni prima che fosse necessario assumere misure contro gli tsunami, contraddicendo così le spiegazioni fornite finora dalla compagnia". Sarebbe così smentita la difesa dell'azienda, secondo la quale "uno tsunami di quella portata era imprevedibile".
IL PROCESSO - Il processo in corso è stato intentato da quaranta azionisti di Tepco che chiedono agli ex dirigenti della compagnia di pagare un maxi-risarcimento alla compagnia per non essere riusciti a gestire la crisi. Il documento interno del 2008 sosteneva che misure contro il rischio tsunami erano necessarie "dal momento che non possiamo che aspettarci uno tsunami più grande di quelli finora ipotizzati".
L'AZIENDA - La Tepco oggi è impegnata in una massiccia operazione di "decommissionamento" della centrale, che durerà anni. In particolare, in questa fase i tecnici della compagnia stanno effettuando pericolose operazioni per la rimozione dei materiali "fissili" da reattori e vasche di raffreddamento dell'impianto, che è considerato ancora instabile.

Fonte

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.