giovedì 11 giugno 2015

NASA trova vetro su Marte: un indizio di possibili antiche forme di vita?


Il cratere Hooke su Marte, fotografato dalla sonda Mars Express
L'enorme cratere Hooke su Marte, dotato di un diametro di 138 km e di una profondità massima di 2,4 km. L'immagine è stata scattata dalla High Resolution Stereo Camera (HRSC) del Mars Express, nel corso della sua 13.082esima orbita intorno al Pianeta Rosso. Secondo un nuovo studio, molti dei crateri di Marte contengono depositi di vetro, che a sua volta potrebbe contenere le prove della presenza di antiche forme di vita. ESA/DLR/FU Berlin
Il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) è riuscito ad invididuare depositi di vetro sulla superficie di Marte, fornendo quindi un importante indizio sulla possibile presenza di forme di vita sul Pianeta Rosso in tempi antichi: gli scienziati dell'agenzia spaziale satunitense ritengono che il vetro possa essersi formato in seguito all'impatto di un corpo come un meteorite, e che possa conservare segni di molecole organiche.
Nel 2014, un team di ricerca guidato dal professor Peter Schultz della Brown University di Providence era riuscito ad individuare molecole organiche nel vetro contenuto in un'area di impatto in Argentina, risalente a milioni di anni fa. Kevin Cannon e Jack Mustard, colleghi di Schultz in quel lavoro, hanno provato ad andare oltre i confini del pianeta Terra, estendendo lo spettro della loro ricerca fino a Marte, come descritto in uno studio pubblicato su Geology.
"Il lavoro fatto da Pete e da altri ci ha mostrato come il vetro sia potenzialmente importante per preservare delle biofirme", spiega Cannon. "Sapendo questo, abbiamo voluto cercarlo su Marte, e questo è ciò che abbiamo fatto. Prima di questo studio, nessuno era riuscito a rilevarlo con certezza sulla superficie".
Nuovo studio rivela la presenza di vetro (evidenziato in verde) nei crateri di Marte Nuovo studio rivela la presenza di vetro (evidenziato in verde) nei crateri di Marte  NASA/JPL-Caltech/JHUAPL/Univ. of Arizona
L'elemento di grande interesse nella ricerca è il modo nel quale sia stata rilevata la presenza di vetro, un compito molto facile sulla Terra ma particolarmente complesso quando la superficie da esaminare è distante centinaia di milioni di km. Cannon è riuscito a creare in laboratorio del vetro partendo polveri con una composizione simile a quella delle rocce presenti sul Pianeta Rosso e ha esaminato lo spettro emesso.
I dati sono stati poi passato a Cannon, vice-responsabile del Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars, che ha potuto verificare che i segnali emessi dai materiali presenti in alcuni crateri di Marte coincidevano: ed ecco svelata la presenza del vetro. Si tratta di una scoperta che potrebbe dare il via a nuove strategie per la ricerca della vita sul Pianeta Rosso.
"L'analisi dei ricercatori suggerisce che i depositi di vetro siano caratteristiche di impatto relativamente comuni su Marte", commenta Jim Green, direttore della divisione per la scienza planetaria della NASA. "Queste aree potrebbero essere gli obiettivi di future esplorazioni, con i nostri esploratori robotici che spianano la strada verso il viaggio verso Marte con degli esseri umani negli anni '30".

Alessandro Martorana

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