lunedì 29 giugno 2015

Addio al nucleare: la Germania fà sul serio

Procede il piano di Berlino per abbandonare la produzione di energia atomica entro il 2022: alla mezzanotte di sabato scorso è stata scollegata dalla rete elettrica tedesca la centrale nucleare Grafenrheinfeld, il primo dei 17 impianti ancora attivi ad andare offline.

 

 La centrale nucleare di Grafenrheinfeld, in Germania

 


SODDISFAVA 1,6% FABBISOGNO ELETTRICITA' - La centrale che si trova in Baviera era l'impianto atomico più vecchio del Paese. Entrata in servizio nel 1981, grazie al suo reattore da 1,345MW gestito dalla E.On soddisfava l'1,6 per cento del fabbisogno energetico tedesco nel 2014. Come anticipato, le autorità di Berlino hanno deciso nel 2011, a seguito dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima in Giappone, di abbandonare l'energia atomica e dismettere gli otto reattori più vecchi. I prossimi ad andare in pensione entro il 2017 saranno i due da 1,344MW dell'impianto di Gundremmingen, sempre in Bavaria. I lavori per lo smantellamento della centrale di Grafenrheinfeld partiranno nel 2017 e dovrebbero concludersi nel 2030.
OBIETTIVO 80% RINNOVABILI ENTRO 2050 - La ministra dell'Ambiente tedesca, Barbara Hendricks, parlando della chiusura dell'impianto di Grafenrheinfeld, ha detto che «il percorso dell'uscita dal nucleare sta procedendo e questo ne è un segnale visibile». Hendricks ha aggiunto che per ogni centrale atomica che viene scollegata «si riduce il cosiddetto rischio residuale, che è collegato all'uso di impianti nucleari e ci fa fare un passo in più nella riorganizzazione della nostra fornitura di energia»; il Paese si è posto come obiettivo quello di generare l'80 per cento della sua elettricità da fonti rinnovabili entro il 2050. Se da una parte la notizia è stata accolta con esultanza da Greenpeace, che ha salutato l'evento con «gioia» e ricordando «l'eredità mortale» di questa industria, dall'altra l'amministratore delegato della divisione nucleare di E.on, Erwin Fischer, ha bollato l'iniziativa come insensata. «Naturalmente, noi accettiamo la decisione politica della Germania di eliminare gradualmente l'energia nucleare, anche se io non la capisco come ingegnere».

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