martedì 3 febbraio 2015

Droni della Nasa contro le fuoriuscite di metano

  • L’agenzia spaziale sta lavorando a un progetto “terrestre”: utilizzerà i suoi sensori spaziali montati su droni per scoprire le perdite di metano
droni della Nasa contro le fuoriuscite di metano

(Rinnovabili.it) – Non contenta dello spazio, la Nasa punta adesso al sottosuolo scommettendo sui droni. L’agenzia sta infatti lavorando all’adattamento dei suoi sensori spaziali per rilevare fughe di metano qui sulla Terra.
I sensori in questione sono stati originariamente sviluppati per aiutare gli scienziati nella ricerca della vita su Marte. Infatti, il metano sembra essere un buon indicatore della presenza di forme di vita su altri pianeti.
Ma è anche il secondo gas serra più emesso negli Stati Uniti (ma molto più climalterante della CO2), e qualsiasi tecnologia che renda più facile trovare ed eliminare le perdite potrebbe rivelarsi estremamente benefica per la Terra.

http://www.poliziapenitenziaria.it/dblog/resize.aspx?img=/public/foto_articoli_blog/Divieto_di_scoreggiare.jpg&opx=250
Scureggioni di tutto il mondo siete avvisati, se vi lascerete andare  il drone vi perseguiterà!


I rivelatori Martian – ufficialmente noti come spettrometri laser sintonizzabili – sono dispositivi portatili, lunghi una trentina di centimetri, che aiuteranno i lavoratori delle aziende a scovare le perdite lungo gasdotti.
Il Jet Propulsion Laboratory della Nasa sta collaborando con Pacific Gas & Electric, una utility con sede in California, per installare i sensori di metano su droni. La nuova tecnologia, in fase di sperimentazione, sarebbe già oggi molto più funzionale rispetto ai metodi di rilevazione impiegati dalle aziende di servizi pubblici. Il prodotto finito inoltre, secondo l’agenzia, sarà più conveniente e più facile da usare.
Nasa e PGE stanno testando la tecnologia su un set cinematografico in stile hollywoodiano che assomiglia a una città di periferia, con case e piccoli garage. Lì gli scienziati rintracciano fughe di metano utilizzando sensori palmari.

Non è il primo progetto che la Nasa condivide con le aziende “terrestri”. La ricerca spaziale ha già fatto strada in diversi prodotti di consumo, dalla crema per la pelle ai materassi in memory foam. Ma perché impegnare i loro illustri cervelli in applicazioni così “semplici”? Perché, in realtà, la Nasa ha un guadagno nel rilasciare brevetti a terzi ed entrando in partnership con organizzazioni esterne.
In questo caso, tuttavia, lo scopo potrebbe essere socialmente utile, se è vero come giura l’agenzia che grazie ai droni sarà possibile ridurre le perdite di gas.


Commento di Oliviero Mannucci: Ho un mio amico che sicuramente verrà individuato da questo tipo di droni. Quando camminiamo per strada, altro che met'ano, lo usa proprio tutto, e inserisce per così dire il ... turbo! Anzi il dis-turbo, visto i decibel che produce e relativa nube tossica. E il bello è che non si vergongna neanche un poco. Sicuramente verrà richiamato all'ordine, e dovrà firmare anche lui il protocollo di Kyoto.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.