Progettato per cercare l'acqua negli strati più superficiali del sottosiolo marziano, Sharad è stato realizzato per l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) dalla Thales Alenia Space sotto la guida scientifica di Giovanni Picardi, dell'università Sapienza di Roma, e del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa.
Il sistema di canali, lungo un migliaio di chilometri e noto come Marte Vallis, è sepolto al di sotto della più giovane regione vulcanica di Marte, chiamata Elysium Planitia, che si trova in prossimità dell'equatore. Grazie all''occhio' italiano Sharad, è stato possibile scoprire che i canali ricoperti dalla lava si trovano a una profondità doppia rispetto a quanto ipotizzato finora e che quella serie di fenditure note come Cerberus Fossae hanno probabilmente rappresentato la fonte da cui e' arrivata quell'antica inondazione, che potrebbe aver innescato addirittura dei cambiamenti climatici sul pianeta.
''Questo ci suggerisce che l'acqua è probabilmente sgorgata da una falda freatica, e che e' stata liberata dall'attività tettonica o vulcanica locale'', afferma il coordinatore dello studio Gareth A. Morgan, geologo presso lo Smithsonian Institution di Washington. ''Questo studio - conclude - dimostra quanto sia importante scandagliare con l'ausilio di un radar orbitante per comprendere come l'acqua abbia modellato la superficie di Marte''.
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