lunedì 13 aprile 2015

Captato uno strano segnale alieno!

Alcuni lampi radio veloci sono arrivati sulla Terra seguendo una precisa ripetizione matematica, Un messaggio da civiltà extraterrestri? Probabilmente no

di Nadia Drake
astronomia,fisica,spazio
 Illustrazione del Parkes Radio Telescope che scruta il disco della Via Lattea. Immagine per gentile concessione CSIRO/Harvard/Swinburne Astronomy Productions

Una strana ripetizione matematica è stata rivelata nelle raffiche di esplosioni di onde radio provenienti dallo spazio profondo. Potrebbe essere la prova dell’esistenza di civiltà aliene, ma potrebbe anche non significare nulla. E purtroppo per chi spera nel messaggio di una intelligenza extraterrestre, è probabile che già dalle prossime osservazioni questa ipotesi cada del tutto.

Queste esplosioni di onde radio sono note come lampi radio veloci e sono implusi cosmici estremamente energetici, super-veloci, che sembrano essere originati a miliardi di anni luce di distanza. Gli scienziati hanno registrato il primo scoppio di questo tipo nel 2007 e hanno rivelato altre 10 osservazioni da allora.

Nessuno sa che cosa provochi queste veloci raffiche radio. Le teorie che provano a descrivere la loro origine vanno dall’evaporazione di buchi neri primordiali alla collisione tra stelle e comete. La spiegazione più intrigante, certo, è quella che questi segnali provengano da civiltà extraterrestri, che possano essere in pratica SMS di qualche alieno. Questa è una possibilità che non è stata mai presa seriamente in considerazione finora, ma che non è stata neanche mai esclusa.

In realtà non sapremo cosa sono davvero questi segnali finché non conosceremo l’esatta distanza della loro fonte. I ricercatori stimano le distanze astronomiche facendo una misura della dispersione*, andando cioè a calcolare quanto materiale interstellare ha attraversato il segnale prima di giungere a noi: esplosioni più lontane creano segnali che arrivano ai nostri telescopi dopo aver viaggiato attraverso molti più residui interstellari rispetto a quelli più vicini.

FM 187.5?

Quando Michael Hippke del tedesco Institute for Data Analysis, ha tracciato le misure di dispersione delle 11 esplosioni conosciute, ha scoperto qualcosa di sorprendente: tutte le misure di dispersione sono multipli interi dello stesso numero, 187,5. In altre parole, forse la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto non è 42, è 187,5.

Rappresentati graficamente i dati sembrano piuttosto convincenti (vedi Figura 1 a pagina 2 del paper). Il team ha calcolato che ci sono solo 5 possibilità su 10.000 che questa ricorrenza di numeri possa essere una coincidenza. Inoltre, sempre secondo il team, nessun sistema astrofisico che conosciamo è in grado di produrre una distribuzione così graduale delle misure di dispersione.

Allora cosa sta succedendo? Se il modello è corretto vuol dire che le esplosioni di lampi radio non provengono da tutto l’universo, secondo l'astronomo Scott Ransom dello U.S. National Radio Astronomy Observatory. "Perché in quel caso dovrebbero essere uniformemente distribuiti", spiega. L’alternativa è allora che i segnali provengano da sorgenti vicine alla Terra. "La ripetizione matematica con cui vengono registrati i segnali potrebbe indicare una qualche strana specie di interferenza radio, suppongo", dice Ransom.

Come si legge in un articolo pubblicato da New Scientist, una possibile spiegazione per la misteriosa ripetizione di 187,5 è che le pulsar, che potrebbero essere la sorgente di questi segnali, si comportano secondo leggi fisiche di cui non siamo ancora a conoscenza. Un’altra spiegazione è che il segnale provenga da un satellite spia non mappato, mascherato da segnale del lontano universo. O, forse ancora, 187,5 è davvero una freccia che punta in direzione di ET.

Collegando i punti cosmici

Si tratta di una possibilità interessante. Il problema è che il pattern matematico individuato nello studio non sopravviverà a lungo, per una semplice ragione: le osservazioni più recenti, non incluse nello studio e non riportate da New Scientist, non si adattano al modello matematico della ricerca.

Hippke e colleghi hanno esaminato le misure di dispersione degli undici lampi radio veloci per i quali sono disponibili pubblicamente i dati. Ma ci sono altri lampi in attesa dietro le quinte. "Ci sono cinque rivelazioni di lampi veloci che saranno pubblicate", afferma Michael Kramer dell'Istituto Max Planck per la radioastronomia. "E non si adattano al modello". Kramer fa parte del team di analisi dei dati raccolti dal Parkes Observatory in Australia, dove tutti i lampi radio veloci, tranne uno, sono stati registrati finora. "Il paper è prossimo alla pubblicazione", racconta.

Invece che da alieni, da astrofisica sconosciuta, o da interferenza terrestre, il misterioso modello matematico dello studio appena pubblicato proviene probabilmente dall’esigua dimensione del campione preso in esame, dice Ransom. Quando si lavora con una quantità limitata di dati - come è una popolazione di solo 11 eventi -  è fin troppo facile disegnare le linee che collegano i punti. Spesso, tuttavia, le linee scompaiono quando si aggiungono più punti.

"La mia previsione è che questo modello sarà smentito abbastanza rapidamente una volta che registreremo nuovi lampi", dice Duncan Lorimer, della West Virginia University, che ha rivelato il primo evento nel 2007. "'È un buon esempio di come si possano trovare risultati apparentemente significativi in set di dati sparsi".

Le teorie di probabilità su cui si basano i test statistici sono molto più affidabili quando vengono applicate a set di dati più grandi. Ecco perché gli scienziati si sforzano di includere il maggior numero di dati possibili, sia che stiano studiando pianeti extrasolari, tumori, topi in un labirinto, o segnali astrofisici di origine sconosciuta.

"È possibile che sia solo un artefatto", conferma Hippke, riferendosi alla ripetizione matematica rintracciata nei segnali. "So che sono stati trovati diversi nuovi lampi radio veolci, ancora non pubblicati. Suggerirei allora a questi ricercatori di rendere note le misure di dispersione di questi segnali il prima possibile, magari sotto forma di nota breve". A quanto pare, insomma, le prove di una possibile comunicazione con civiltà extraterrestri sta sparendo con la stessa velocità con cui è emersa.



* Maggiori informazioni sulle misure di dispersione. Dal momento che i lampi radio veloci coprono una gamma di frequenze diverse, contengono un mix di diverse lunghezze d'onda radio. Le onde radio di frequenza più elevata sono più brevi e possono viaggiare più facilmente attraverso il cosmo. Le onde di frequenza più bassa sono più lunghe e tendono a venire deviate o rallentate passando attraverso le nuvole di elettroni. Se un lampo proviene da sufficientemente lontano, ci sarà un ritardo misurabile tra l’arrivo dei suoi ingredienti di alta e bassa frequenza. Tale ritardo, che corrisponde alla quantità di materiale interstellare attraversato dal segnale, è chiamata misura di dispersione.
 

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