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Thursday, June 23, 2011

"Egitto, esplosione in una centrale nucleare. Probabile la fuga di acqua radioattiva." TUTTO VERO!!!!!

QUASI TUTTI I MEDIA ITALIANI HANNO TACIUTO LA NOTIZIA

È a partire dai primi di Giugno che circolava la notizia comparsa dapprima tramite la segnalazione di un "I-Reporter" sugli spazi pubblici della CNN. Immediatamente dopo compariva sul quotidiano "Il Messaggero" (che certamente NON è un ciclostilato complottista "dal Ba$$o".... ) e quasi contemporaneamente veniva diffusa la nota di ADNKRONOS:

"Egitto, esplosione in una centrale nucleare. Probabile la fuga di acqua radioattiva."

Questi i primi titoli da fonti che non sono certo "blog" o i soliti spazi "personali", solo in base a questo RNA ha richiamato l'attenzione sul FATTO. Come abbiano diffuso la notizia altri spazi NON ci interessa, ma di fatto la notizia ha iniziato a girare. Puntuale la Reazione dei negazionisti: "una trovata dei referendari", "una bufala"... "È una bufala perché l'Egitto non ha il nucleare"... "È una bufala perché quella centrale non esiste: in Egitto non esistono centrali " ecc.

Peccato che nessuno di questi forumisti a tempo pieno, sempre pronti a riversare mattonazzi saccenti di tecnicismi della domenica non siano neppure capaci di fare una banalissima ricerca oppure, e la cosa è ancora piu' grave, la sanno fare ma si son guardati bene dal citare fonti come quelle di cui sopra.

Successivamente è arrivata anche la diffusione del TG1 (anche questi cadono nelle bufale?). In questo servizio, invece, riproporremo l'indagine pubblicata, da subito, da RNA International ma prima ancora non possiamo fare a meno della fonte piu' aggiornata e recente: FRANCE2 - La TV di Stato Francese:

Incidente nucleare in un sito sperimentale

AFP


Si è verificata una fuga di acqua radioattiva nella centrale sperimentale di Anshas, vicino al Cairo,

Il sito della CNN ha spiegato, in data 4 giugno, che l'esplosione di una pompa di un reattore nucleare di questa piccola centrale nucleare sperimentale è all'origine della perdita di dieci metri cubi di acqua radioattiva.

È la seconda volta in un anno che un tale incidente succede in quel sito.

Una fonte del dipartimento dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica ha indicato che il disastro è considerato di terzo livello. La centrale è localizzata a nord del Cairo nel delta del Nilo.

Il direttore del dipartimento di ricerca nucleare egiziano Samer Meikheimar ha precisato che l'incidente è successo a causa del non rispetto delle misure di sicurezza al sistema idraulico della centrale. Ha aggiunto che l'Agenzia dell'Energia Nucleare aveva obbligato il personale a tenere segreto l'incidente con minaccia di essere licenziati.

Secondo lui, "Il fatto che il reattore era per fortuna disattivato all'indomani dell'incidente ha salvato il territorio da un disastro ambientale", ha aggiunto. "Tutti i ministeri sono cambiati dopo la rivoluzione, tranne il ministero dell'elettricità e dell'energia", ha aggiunto.

Contemporaneamente, certe fonti dell'Autorità di Sicurezza Nucleare hanno annunciato di non avere accesso al reattore per ispezionarlo. Il direttore dell'Agenzia all'Energia Nucleare, Mohamed al-Kolaly ha precisato invece che il livello di radiazioni dentro al reattore è normale e che l'Agenzia Internazionale all'Energia Atomica (AEIA) ha approvato il mantenimento dell'attività del reattore.

Presto un primo progetto di centrale nucleare
L'Egitto sta preparando gli studi tecnici che riguardano il suo progetto di prima centrale nucleare in vista di una gara di appalti, ha dichiarato a fine maggio il ministro dell'elettricità Hassan Younès, citato dall'agenzia ufficiale Mena.

L'Egitto aveva ufficializzato la scelta del sito di Al-Dabaa, sulla costa mediterranea, per la costruzione della sua prima centrale nucleare, un progetto destinato a rispondere ai bisogni energetici dettati da una forte crescita economica e demografica.

Il lancio di una gara di appalti, previsto all'inizio dell'anno, è stato rimandato a causa delle agitazioni politiche che si sono concluse con la partenza del presidente Hosni Moubarak l' 11 febbraio, ed a causa della severa crisi economica che che ne è conseguita.

Il progetto annunciato l'anno scorso riguardava una centrale di 1.000 megawatt destinata ad entrare in produzione in 2019.
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Fonte France2.fr - Accident nucléaire sur un site expérimental - Traduzione per RNA: Fabienne Melmi

Quindi NON solo l'impianto nucleare esiste (da quasi mezzo secolo... ed è pure di tecnologia sovietica...) ma fonti piu' che autorevoli si rincorrono sull'incidente. Ed ora andiamo a vedere di che si tratta:

Visto l'imperversare di Negazionisti che urlavano alla "bufala" RNA International ha diffuso subito una serie di riferimenti inconfutabili, anche alla luce del FATTO che lo stesso impianto, poco tempo prima dell'incidente venuto agli onori della cronaca, era già al centro di polemiche sull'"assoluta mancanza di rispetto di qualsiasi normativa di sicurezza"...

EGYPT: Inshas Nuclear Plant EXISTS AND IT'S NOT A "FAKE"

Nella Documentazione diffusa da RNA international, oltre alle immagini, vi sono molti riferimenti anche alla Storia di questo impianto il cui senso e ruolo viene ANCHE evidenziato in una citazione dell'ex Presidente Hosni Moubarak:

October 1998, Mubarak said: "We do not think now of entering the nuclear club because we do not want war… We are not in a hurry. We have a nuclear reactor at Inshas, and we have very capable experts. If the time comes when we need nuclear weapons, we will not hesitate".

Noi adesso non pensiamo ad un ingresso nel club nucleare perché non vogliamo guerra… Non abbiamo fretta. Noi abbiamo un reattore nucleare ad Inshas, ed abbiamo esperti molto capaci.
Se arriverà il momento in cui avremo bisogno di
armi nucleari, non esiteremo
."

Sempre in riferimento polemico a chi parlava di "bufala", RNA international è andata a cercare anche i riferimenti della BBC: "Egypt already has an experimental nuclear facility at Inshas - SOURCE: BBC" - http://news.bbc.co.uk/2/hi/7067378.stm

Altre informazioni relative alle componenti strutturali, hexa-fluoruro di uranio, l'arricchimento, la conversione in U3O8 attraverso trattamento con ammoniaca ed altri dati sono riportate da RNA International qui.

Quindi un impianto di importanza storica e strategica al centro del programma nucleare dell'Egitto e che ha cominciato ad operare nel 1961, un reattore da 2-megawatt, a tecnologia Sovietica, basato su combustibile di uranio dieci-percento-arricchito. Il reattore fu chiuso per "rinnovamento" durante gli anni ottanta, ma riprese ad operare nel 1990. Nel 1992, l'Egitto aveva anche firmato un contratto con l'Invap, Argentina, per la costruzione di un altro reattore da 22-megawatt, sempre ad Inshas. Secondo asserzioni di un ufficiale all'ambasciata dell'Argentina a Washington DC, la costruzione di questo nuovo reattore ebbe inizio nel marzo 1993.

E vista sempre l'importanza storica e strategica dell'ATTIVITA' NUCLEARE dell'Egitto.... non poteva mancare anche la documentazione wikileaks... :

Whistleblower site. WikiLeaks has released documents, published for the first time by Al-Masry Al-Youm, which reveal that an American diplomat recommended that the US use information on the presence of radioactive material in Egypt as a means of applying diplomatic pressure on the country.

A voler approfondire si può partire da qui: http://www.almasryalyoum.com/en/node/460603




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