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Saturday, January 19, 2013

Rompighiaccio nucleari russi nelle acque norvegesi. L’allarme di Bellona

Il Rossiya verso il Golfo di Finlandia prima di essere demolito. Il rompicapo nucleare della Lepse

 

Il rompighiaccio nucleare russo Rossiya il 16 gennaio ha lasciato il porto di Murmansk, la base dei rompighiaccio di Atomflot, per far rotta verso San Pietroburgo, per quella che sarà probabilmente l'ultima missione del più vecchio rompighiaccio russo ancora in servizio. Infatti il  Rossiya, quando fu varato nel 1985 in epoca sovietica, era il quarto rompighiaccio nucleare del mondo, e sarà probabilmente messo fuori servizio ad aprile perché ha superato la sua durata di vita utile prevista.
Secondo la Kystverket, la  Norwegian coastal administration (Nca), il 17 gennaio il  Rossiya era a 200 Km a sud-est della città settentrionale norvegese di Bodø e navigava a 17 nodi diretto a sud, la cosa preoccupa molto gli ambientalisti ed in particolare l'Ong norvegese/russa Bellona il cui direttore, il fisico nucleare Nils Böhmer, ha sottolineato che l'ultimo viaggio della Rossiya comporta una rotta di 5.000 Km,  in gran parte lungo le coste della Norvegia, e poi 100 mila chilometri di navigazione per svolgere il lavoro nel Golfo di Finlandia, dove fino ad aprile aprirà la strada fra i ghiacci alle navi commerciali e passeggeri. La rotta del vecchio rompighiaccio dal nord della Russia seguirà la costa occidentale della Norvegia, attraverserà lo Stretto Øresund tra Svezia e Danimarca e raggiungerà il Golfo di Finlandia.
Böhmer, ha evidenziato «Il rischio di incidenti a bordo della nave, dato che incendi o problemi al reattore sono aumentati a causa della sua età. Ai funzionari della Nca è stato notificato a Natale che la Rossiya avrebbe fatto rotta lungo la costa ma, come è avvenuto in passato con dispiacere delle autorità norvegesi, I funzionari russi non hanno dato date specifiche per il viaggio».
Il capitano del Rossiya ha risposto indirettamente a Bellona in un'intervista rilasciata ad Arctic TV e ripresa dal Barents Observer. «Questo potrebbe essere l'ultimo viaggio fatto, dato che ha superato il suo ciclo di vita. Certo è triste. La nave è ancora "viva", tutte le attrezzature tecniche funzionano ancora e la manutenzione e le riparazioni sono state gestite nei tempi previsti».
La Rossiya aveva già fatto questo lungo viaggio dalla costa artica della Russia al Golfo di Finlandia nel 2011, quando arrivò nel Baltico per aiutare navigazione commerciale durante un inverno insolitamente freddo. «Durante questo periodo, scrive il Barents Observer - ha aiutato gratuitamente 58 navi che erano rimaste bloccate nel ghiaccio».
Anche se è stata la prima nave a portare turisti al Polo Nord nel 1990, la Rossiya non è nuova ad incidenti nucleari e a problemi tecnici. Böhmer spiega che «L'età di questa nave, l'usura sui reattori e gli esempi di altri incidenti a bordo della flotta delle navi rompighiaccio nucleari russe sono un motivo di preoccupazione per l'opinione pubblica norvegese ed anche per  la popolazione di quei Paesi dove deve passare la Rossiya».
L'episodio più recente conosciuto è quello del rompighiaccio Vaygach, sul quale nel 2011 si sviluppo un incendio a bordo che uccise due marinai. Il Vaygach, varato nel 1990, era partito da Dudinka, a 2.800 a nord-est di Mosca per aprire la strada alla nave Kapitan Danilkin lungo il fiume Yenisei, che attraversa la Siberia, quando è scoppiato un  incendio che fortunatamente non ha danneggiato il reattore nucleare ma che ha bruciato per tre ore alla foce del Yenisei e nel Mare di Kara. La Atomflot lo ha riparato velocemente e il Vaygach continua a navigare.
Nel maggio del 2011 il rompighiaccio nucleare russo Taimyr, che come il Vaygach stava lavorando nel Golfo dello Yenisei, fu costretto a rientrare in porto  in seguito all'aperture di crepe nel primo circuito di raffreddamento del reattore nucleare, poi venne scoperta la  fuoriuscita di grandi quantità di acqua di raffreddamento. Dato che il blocco dei sistemi di raffreddamento è stata la causa principale del disastro nucleare di  Fukushima Daiichi, l'incidente sul Taimyr è stato preso molto sul serio dai russi che, insolitamente, hanno resi noti molti dati e dettagli delle operazioni di soccorso.
La perdita di refrigerante aveva provocato un aumento dei livelli di radiazione nella camera del reattore del  Taimyr  ed un controllo aveva rivelato un foro, che perdeva circa 20 a 30 litri di acqua di raffreddamento al giorno da una saldatura. Secondo Atomflot la causa sarebbe da ricercare nell'affaticamento del metallo, nella saldatura difettosa o in entrambe. A scortare il Taimyr in porto a Murmansk furono proprio la Rossiya  ed un altro vecchio rompighiaccio nucleare, il Yamal.
Ma le cose non vanno meglio per i rompighiaccio nucleari più moderni: nel 2005, il 50 Let Pobedy  (50 anni dalla vittoria) prese fuoco nel cantiere Baltiisky mentre ancora in costruzione. Non ci furono emissioni radioattive solo perché il carburante nucleare non era stato ancora caricato. Il 50 Let Pobedy  aveva già preso fuoco nel 2004. La costruzione di questo "nuovo" rompighiaccio fu avviata dai sovietici addirittura nel 1989 ed era proseguita fino al 1993, poi la mancanza di finanziamenti costrinse i russi a sospendere i lavori.
Ora il il 50 Let Pobedy  è l'ammiraglia della flotta russa di rompighiaccio nucleari e ricorda la vittoria di Stalin sui nazifascisti. Nel gennaio 2012 la Russia inviò per due mesi il suo più grande rompighiaccio a propulsione nucleare nel Golfo di Finlandia, poi venne sostituito proprio dal Rossiya", che ha continuato a lavorare nella zona fino alla fine di aprile.
Ma il caso più eclatante del nucleare "marino" russo è quello della "Lepse"  una carretta dei mari sulla quale sono stoccate le barre di combustibile nucleare esaurito dei rompighiaccio e che Atomflot tiene a banchina nel porto di Murmansk, con qualche cartello di pericolo nucleare ad allontanare i "curiosi". La Lapse rappresenta una delle più grosse grane nucleari del mondo. È ormai così zeppa di scorie da essere diventata essa stessa un enorme contenitore di combustibile altamente radioattivo. La radioattività che emana è ben oltre i limiti consentiti e i russi stanno appena sviluppando un progetto di dismissione che sembra un vero e proprio costosissimo e pericolosissimo rompicapo che non si può risolvere come si faceva ai tempi dell'Urss: affondando tutto nel Mar Glaciale Artico.

Fonte:  http://www.greenreport.it

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