La concentrazione del Cesio 137 nei cinghiali della Valsesia non
è una contaminazione dovuta agli ex siti nucleari non lontani di Trino e
Saluggia, ma é verosimilmente è da attribuire all'esplosione del
reattore della centrale di Chernobyl, nell'86.
E' quanto risulta dai controlli
svolti dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) del
Piemonte che effettuerà "uno specifico monitoraggio radiologico
dell'area della Valsesia per approfondire le problematiche di
contaminazione radioattiva dei cinghiali".
CINGHIALI RADIOATTIVI: IL CASO
Dalle indagini che l'Arpa svolge "nell'ambito delle reti di monitoraggio radiologico regionale risulta che il Cs137 è un isotopo radioattivo ancora presente in ambiente a seguito del rilascio durante l'evento di Chernobyl e che tale isotopo, pur essendo presente in tracce, può concentrarsi in alcune specie vegetali e animali, quali funghi e selvaggina". "Non può essere altro che la ricaduta delle emissioni della centrale di Chernobyl". L'aveva già detto ieri Gian Piero Godio, di Legambiente Piemonte e Val d'Aosta, esperto in questioni nucleari. "Altre spiegazioni - sostiene - non potrebbero esserci: il comprensorio della Valsesia non presenta alcuna sorgente radioattiva. La causa più probabile del contagio sono le sostanze emesse in seguito all'incidente nucleare dell'86. Anche se i livelli di Cesio 137 riscontrati negli animali abbattuti mi sembrano quasi inverosimili".
Fonte
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