domenica 20 aprile 2014

Nucleare? No,grazie! - Francia: rapporto su sicurezza nucleare, troppi incidenti

Globalmente abbastanza soddisfacente”, vi basta come definizione per descrivere “lo state della sicurezza nucleare e della radioprotezione in Francia nel 2013“? Queste è la conclusione del rapporto stilato dall’Ufficio parlamentare specializzato nel settore delle scelte scientifiche e tecnologiche francese.

 
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Secondo Pierre-Franck Chevet, presidente dell‘Autorità della sicurezza nucleare queste parole sono identiche a quelle del bilancio 2012, e ciò descrive una situazione che non va migliorando.
Si parla infatti del “persistere di incidenti” e di “alcune buone situazioni” ma anche di “situazioni chiaramente insoddisfacenti”.
Nel corso dell’anno concluso, infatti, all’interno delle attività nucleari, 127 episodi sono stati classificati, in una scala internazionale di gravità, con un rischio 1, in una scala che arriva a 7, ovvero semplici “anomalie”, e tre di livello 2 “incidenti”. Tra i siti messi peggio Areva, de La Hague che ha un lavoro insoddisfacente “sui rifiuti antichi archiviati” nonostante continui richiami.
Male anche per la società FBFC, filiale di Areva a Romans-sur-Isère criticata per “non rispettare le regole di esportazione” e per “mancanza di rigore”.
Il testo parla di 58 reattori del parco elettronucleare analizzati. Tre “giovani” centrali, Bugey (Ain), Chinon (Indre-et-Loire) e Civaux sono “indietro nell’ambito della sicurezza nucleare”, altre tre, Belleville-sur-Loire, Chinon (Indre-et-Loire), e Chooz invece vengono criticate per “l’impatto sull’ambiente” e un ultima, Cattenom in materia di radioprotezione.
l’Autorità della sicurezza nucleare spiega che “la presa in considerazione dello stop di alcuni reattori deve diventare una priorità” ed è necessario una maggior cura nel loro “mantenimento“, senza il quale si può arrivare ad una “deficienza”.
E’ necessario inoltre tener conto del “fattore umano” per la dose di radioattività ricevuta dal personale che aumenta del 18 %, una crescita imputabile al prolungarsi dello stop di alcuni reattori, più lungo del previsto.
Altra questione molto calda nella Francia nucleare, quella dell’allungamento della durata della vita delle centrali oltre 40 anni. I casi vanno studiati uno ad uno, “reattore per reattore” spiega l’Autorità, ad esempio, il reattore 1 di Tricastin (Drôme), presenta “danni noti” e quelli di Belleville-sur-Loire, ha “perdite importanti” e non potranno vivere oltre i 40 anni, spiega Chevet.

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