mercoledì 30 aprile 2014

Secondo uno studio della Princeton University l’America non è più una democrazia!

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I politicanti nostrani, quando vogliono avvalorare una propria tesi politica, spesso prendono ad esempio gli Stati Uniti, il faro luminoso della democrazia occidentale.
Ogni riforma costituzionale, ogni provvedimento economico e ogni prospettiva sociale, se vigente negli Stati Uniti, allora è lecita ed esportabile in ogni parte del mondo.
Tuttavia, questa prospettiva potrebbe essere diventata più miope di quanto non si creda, sopratutto dopo la recente pubblicazione di uno studio prodotto dalla prestigiosa Università di Princeton.
Nella loro riflessione, i professori Martin Gilens e Benjamin I. Page spiegano che gli Stati Uniti sono ben lungi dall’essere una democrazia, come la maggior parte degli americani e della popolazione terrestre credono. In realtà, la federazione di stati nordamericani è ormai più vicina ad un’oligarchia aziendale!
I ricercatori hanno preso in esame i dati provenienti da circa 1800 provvedimenti politici che coprono 20 anni di attività governativa statunitensi. Ebbene, i dati hanno rivelato una decisa svolta verso gli interessi elitari di una piccola classe dominante, composta da membri potenti che esercitano il controllo totale sull’intera popolazione: il governo degli Stati Uniti rappresenta, dunque il cittadino ricco e potente, non più il cittadino medio.
Sebbene queste “rivelazioni” possono sembrare “ovvie” a chi è uso a frequentare teorie del complottismo secondo le quali è una ristretta élite a governare il mondo sotto le false vesti della democrazia, lo studio contribuisce a illustrare quanto sta succedendo realmente negli Stati Uniti e a porre lo scenario nel quale ci troviamo al di fuori di qualsiasi complottismo o propaganda populista.
Le politiche messe in atto tra il 1981 e il 2002 mostrano lo spiccato atteggiamento della classe politica americana a favorire i grandi agglomerati patrimoniali a scapito del cittadino medio, con lo scopo di tutelare gli interessi degli individui ricchi e a mantenere le cose come sono.
“Il punto centrale che emerge nella nostra ricerca è che le élite economiche e i gruppi organizzati che rappresentano gli interessi commerciali hanno un impatto sostanziale sulla politica del governo degli Stati Uniti, mentre i gruppi di interesse di massa e dei cittadini medi hanno poca o nessuna influenza”, spiegano i ricercatori.
Non è una novità, direte voi. “Gli americani godono di molte funzioni per la governance democratica, come regolari elezioni, libertà di parole e di associazione. Ma noi crediamo che se la politica è dominata da potenti organizzazioni imprenditoriali e da un piccolo numero di ricchi, le pretese americane di essere una società democratica sono gravemente minacciate”. Chapeau!

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