martedì 27 maggio 2014

IL MISTERO DI VALENSOLE - ASTRONAVE E ALIENI IN UN CAMPO DI LAVANDA




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Maurice Masse, nel suo campo, teatro dell'incontro ravvicinato
 

Giovedi, 1 luglio 1965. Maurice Masse,  un contadino di 41 anni,  lasciata la sua casa verso le cinque per recarsi nel suo campo di lavanda, a due chilometri dal villaggio dove voleva zappare le sue piante  nel fresco mattino;  sta per  di avviare il suo trattore quando  accendendosi una sigaretta all'improvviso ode un fischio  risuonare nell'aria piuttosto forte. Perplesso,  crede trattarsi  della manovra di un elicottero, come spesso se ne vedono nella regione. Costeggia dunque un mucchio di pietre che nasconde alla  vista il luogo dove pensa sia avvenuto l'atterraggio e a circa 90 metri, Maurice Masse nota un grande veicolo che non assomiglia per niente ad un elicottero.


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La Dauphine, alla quale l'UFO assomigliava



Nota subito che la  forma del velivolo ricorda vagamente quella di un auto Dauphine, sormontata da una piccola cupola trasparente, posata su sei bracci articolati e un perno centrale. Sembrava proprio un ragno mostruoso...
Il contadino si avvicina in maniera circospetta fino ad una distanza di dieci metri e vede stupito, che due piccoli esseri si alzano davanti a lui! Allertato dalla sua presenza, uno di loro punta nella sua direzione un tubo tratto da un fodero appeso al suo fianco.
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Maurice Masse si sente paralizzato, ma è pienamente cosciente. I due esseri risalgono nel loro mezzo, la cui porta scorrevole si chiude istantaneamente.  Maurice, li osserva mentre i due extraterrestri sono impegnati  a fare qualcosa dietro la cupola trasparente, poi sente un colpo sordo e  il disco prende il volo mentre il perno centrale inizia a girare e le sei braccia si ritraggono nel velivolo. Il mezzo s’innalza in verticale e scompare all'orizzonte più velocemente di un aviogetto. Maurice Masse rimane paralizzato per altri quindici minuti prima di poter ricominciare a muoversi. 
Nel punto in cui il mezzo atterra, il terreno ha la consistenza del un fango quasi liquido. Tuttavia, non piove da settimane. Appena si riprende Maurice cerca di riprendere il suo lavoro ma il suo cuore non ce la fa. Ritorna subito in paese e va al Café des Sports, dove i suoi amici, che lo conoscono bene, lo vedono molto agitato. 
- Se sapeste cosa mi è successo questa mattina ... - dice Maurice  - Hai visto il diavolo o qualcosa del genere? - dice uno dei suoi amici  - No, peggio ...



Maurice racconta la sua disavventura, ma non insiste troppo sugli "esseri" o sul "tubo paralizzante", per paura di essere preso per un folle. Rapidamente, la storia fa il giro del paese e raggiunge le orecchie del comandante della gendarmeria di Valendole, Capo Oliva, il quale raccoglie la testimonianza di Maurice in giornata. Data la gravità dei fatti, egli avvisa subito i suoi superiori e non sospetta cosa gli sarebbe successo da lì a poco. Presto viene preso di mira da telefonate dalla Francia e dal mondo.  I giornalisti arrivano numerosi sulla scena dell'avvistamento, a cominciare dall'inviato speciale del Provençal, Victor Nathan. Il 2 luglio, prova ad intervistare Maurice Masse, ma lui è riluttante a rilasciare qualsiasi dichiarazione . Ha paura di avere noie. Il giornalista va anche nel campo di lavanda con la polizia e trova, dove indicato, l'esistenza di un solco impresso sul terreno. Nel suo centro vede un foro cilindrico dalle pareti lisce, di 18 cm di diametro e 40 cm di profondità. In fondo, trova altri tre fori a gomito di 6 cm di diametro, scavati sul terreno. Lungo l'asse d’involo dell'oggetto, un centinaio di metri, le piante di lavanda sono completamente essiccate. Infine, tutt’attorno al foro, il terreno diventa duro come il cemento, mentre in altri punti si sbriciola. In questo punto, la lavanda non crescerà per dieci anni. Il Venerdì 3 luglio, verso le 23 ore, arriva sulla scena il capitano Valnet, comandante di compagnia della gendarmeria di Digne. Maurice Masse viene sottoposto di nuovo  ad un nuovo interrogatorio per quasi tutta la  notte. Il giorno dopo, l'amministrazione prefettizia viene allertata, e i vigili conducono una ricerca esaustiva sul terreno in cui si era posato l'oggetto non identificato.

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Una foto del luogo preciso dell'atterraggio




Il 4 luglio  esce un nuovo articolo su Le Provençal che titola: "Il mistero permane sul disco volante di Valensole. Victor Nathan racconta l'emozione intensa che attanagliò gli abitanti di questa città delle Basse Alpi. Giornalisti, giornalisti televisivi, gli abitanti del dipartimento... tutti vogliono arrivare laddove si è verificato questo strano fenomeno; misurarlo, fotografarlo, filmarlo e perfino toccarlo. Una voce secondo cui "la terra è radioattiva" fa tuttavia spaventare quelli che, forse incautamente, vorrebbero preciptarsi sulla scena. Sembra infatti che  debba arrivare  un ingegnere atomico di Marcoule e di rappresentanti dell’aviazione. Su nuova richiesta dell’inviato speciale, Maurice Masse ripete "non è una burla" e "non ho sognato": "Quello che ho visto nel mio campo, l’ho ben visto". Gli viene dato credito, perché non è uno strambo o un burlone. Ben noto nel paese, non vi è dubbio che un mezzo misterioso è sbarcato nel quartiere di Olivola, vicino alla strada dell’Oraison. Inoltre, l'articolo evoca la testimonianza di un marinaio di Port St. Louis du Rhone. Roger Cattoia, 32 anni,  sostiene di aver visto Giovedì, circa alle 03:00, mentre navigava sul Rodano, un bagliore verde di una rara intensità illuminare l'intero cielo per circa dieci minuti. L'UFO da lui avvistato si dirigeva verso nord-est, verso la valle della Durance.  Il suo compagno di squadra, Christian Vognin, l’ha visto pure lui e conferma la testimonianza. Al Provençal, il contadino dice anche che la sua prima reazione è stata di arare il campo per rimuovere le tracce lasciate dal mezzo. "Avrei dovuto obbedire il mio primo impulso, dice. Il mio campo è attualmente in uno stato indescrivibile ed è stato letteralmente devastato dai giornalisti e curiosi, per non parlare  poi degli interrogatori formali. Ho raccontato così tante volte la storia di ciò che è successo, che sono stanco". Ma come accade spesso, per i casi ufologici più veraci tutto viene insabbiato per ordini dall'alto e successivamente viene inviato sulla scena, un giornalista dell’AFP, che offre un ritratto molto diverso di Maurice Masse, come dimostra l'articolo del Méridional pubblicato il 4 luglio 1965: "I lineamenti incisi dal sole, il collo e le spalle larghe, ha l'aspetto classico del contadino. Buon cacciatore, buon pescatore, ha anche ereditato l'eloquenza del sud, che canta la gioia di vivere, il sole e la natura." L'articolo prosegue dicendo che è "conosciuto in paese per il suo spirito semplice e colorato" e che spesso arriva a raccontare di "exploit immaginari", come per esempio pescare come trote "così", sottolineando la portata del suo braccio. "Infine, passa per un buon narratore". Il quotidiano documento rivela anche il motivo della sua scomparsa: "Maurice Masse è partito per accompagnare sua figlia nella penisola di Giens, dove trascorrerà le sue vacanze." Per quanto riguarda il famoso "disco volante", il reporter ha suggerito che in realtà fosse un elicottero militare in manovra. "L'esercitazione chiamata Provenza 65 è ora terminata, e i velivoli coinvolti hanno lasciato il territorio di Saint Auban. La stessa spiegazione su Le Monde, datata 4 luglio 1965, stabilisce che "il disco volante era probabilmente un elicottero." Ma Le Provençal contrattacca il 5 luglio, dicendo che il mezzo sconosciuto "non era un elicottero". Di nuovo interrogato dopo Giens, Maurice Masse è categorico: "Il mezzo non era equipaggiato ne con pale, ne con rotore. Ho sempre la pretesa di essere in grado di riconoscere un elicottero. Non lo era. Sono formale! La fusoliera aveva una forma ovale, ma non ho mai detto che era un disco volante". E Victor Nathan non ha esitato ad inveire contro questi informatori "che giudicano un fatto da 100km di distanza" o queste "affermazioni di colleghi amareggiati per aver perso l’evento fin dal primo giorno (...) Masse è il contrario di ciò che viene chiamato un gaiente. Infine, contrariamente a quanto riportato dagli altri giornali, è stata fatta una constatazione rigorosa da parte della gendarmeria."Il giorno dopo, il Méridional titolava "Esaurimento nervoso per l'autore della storia." Maurice sembrava esser scoppiato. Soffriva di ipersonnia, dormendo 12-15 ore al giorno, e non voleva più vedere nessuno. I gendarmi lo lasciarono in pace durante l'estate, ma non rinunciarono al caso. Fu convocato il 18 agosto presso la gendarmeria. Interrogato per più di otto ore dal capitano Valnet, descrisse in dettaglio i due esseri che vide, elementi che non aveva osato dare nei primi minuti, per paura del ridicolo. Secondo lui, non erano alti più di un metro, la loro testa sproporzionata era calva, senza collo e avevano un buco al posto della bocca. Aggiunse di aver sentito una specie di gorgoglio dalle loro gole. Gli investigatori erano perplessi, il testimone non aveva detto tutto al primo interrogatorio. Incuriositi da questa storia, gli ufologi della Commissione Ouranos, un gruppo privato interessato agli UFO, condusse delle indagini. Uno di loro, Aime Michel, è irremovibile: "Se il testimone si è inventato la cosa è del tutto coerente con quanto già sappiamo, e soprattutto con una osservazione fatta il 24 aprile 1964 negli Stati Uniti in cui un oggetto dello stesso tipo è stata vista nella zona Soccoro, New Mexico." Per quanto riguarda Jimmy Guieu, capo dell'agenzia di investigazione Ouranos, andò sulla scena e constatò, rompendo il suo coltello, come la terra fosse dura nel punto in cui era atterrato l’oggetto. Magistrato a Lione, anche Chautard s’interessò al caso. Membro del Gruppo per lo Studio dei Fenomeni Aerei (Gepa), pubblicò la sua relazione sulla rivista "Phénomènes spatiaux", con la seguente conclusione: "Siamo personalmente inclini a pensare che il campo di lavanda di Masse è stata oggetto di una visita inusuale, apparentemente extraterrestre". Da parte sua, dopo un'indagine approfondita, la polizia si chiese: da dove provengono le tracce lasciate nel terreno? 
Disegno delle creature
Il caso di Valensole è stato ampiamente discusso nel rapporto Cometa. Così, la paralisi del testimone è spiegata da un "effetto delle microonde pulsanti, probabilmente simili a quelli usati oggi dalle armi a microonde anti-personale". Ma il rapporto conclude che "Nonostante alcuni elementi contraddittori nella storia di Maurice Masse, le prove raccolte dalla gendarmeria confermano la plausibilità dei fatti, in particolare gli effetti sull'ambiente e sul testimone stesso, che per diversi mesi dormiva da dodici a quindici ore a notte a causa della paralisi che aveva subito”. Vi si afferma, inoltre, che dall'esame sulla moralità del testimone non sono emersi "elementi di prova volti a sospettare un particolare comportamento da bugiardo patologico o l'assemblaggio di una bufala.” Valensole è uno dei pochi casi rimasti inspiegati, nonostante la ricchezza dei dati. 
Il Sepra cessò le attività nel 2004, prima di rinascere nel 2005 sotto il nome di GEIPAN, Gruppo di Studi e Informazioni sui Fenomeni Aerospaziali Non-identificati. Per quanto riguarda Maurice Masse, morì il 14 maggio 2004, portando il suo segreto nella tomba. Nel 1972, aveva detto al giornalista René Pacaut, che ha raccolto le testimonianze in un libro - non posso dire tutto quello che ho visto. Nessuno mi crederebbe...


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