domenica 25 maggio 2014

Come la tecnologia ha cambiato l’astronomia amatoriale

Diverse applicazioni sfruttano gli strumenti tecnici di cui è dotato uno smartphone per renderlo un planetario, una mappa stellare, un simulatore di fenomeni astronomici: lo schermo diventa così una finestra virtuale per scrutare la volta celeste

 http://www.astroperinaldo.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/google-skymap.jpg
Si può visualizzare, per esempio, la mappa della porzione di cielo sotto la quale ci si trova grazie al sistema di posizionamento e navigazione satellitare (GPS, Global Positioning System) dello smartphone, che agisce su un database di migliaia di oggetti celesti catalogati. Il GPS e la bussola consentono inoltre di trasformare lo schermo in un piccolo telescopio: a partire dalla propria posizione geografica, ecco indicata la direzione del cielo per osservare stelle, costellazioni e pianeti cercati.
Bellissime immagini astronomiche si possono scaricare da siti che le mettono gratuitamente a disposizione, come il Jet Propulsion Laboratory della NASA, che offrono anche applicazioni per catalogarle e condividerle in rete con altri. Tra gli oggetti più selezionati, un posto di primo piano è conservato ancora dalla Luna, riproducibile tridimensionalmente e con la possibilità di ingrandire particolari zone della sua superficie. Il Sistema solare può essere esplorato muovendosi tra i pianeti e osservandolo in 3D e in alta definizione, mediante l’uso di appositi occhialini. Otre esso, si possono investigare i pianeti scoperti nella nostra galassia, per conoscere quelli più simili alla Terra. Modelli interattivi della Via Lattea permettono di esplorarne a fondo le caratteristiche. Ancora più lontano, grazie all’uso dell’accelerometro interno dello smartphone o del tablet, possono essere simulati gli eventi catastrofici che si verificano nell’Universo, per esempio le collisioni tra le galassie.
I mezzi oggi a disposizione fanno dell’astronomo amatoriale una figura molto meno distante da quella professionale. Basti pensare alla possibilità di analizzare da casa mediante appositi programmi le immagini astronomiche scaricate dalla rete. Oppure all’opportunità di accedere da remoto attraverso Internet a veri e propri telescopi terrestri per effettuare osservazioni. O, ancora, all’affascinante prospettiva di scoprire qualche segnale intelligente proveniente dal Cosmo analizzando sul proprio computer una parte dell’enorme mole di dati raccolti dai radiotelescopi nell’ambito del progetto SETI (Search for ExtraTerrestrial Intelligence) della NASA, volto alla ricerca di vita intelligente al di fuori della Terra.
Ci sono stati uomini nella storia dell’astronomia che hanno sacrificato la loro vita per catalogare oggetti celesti con estenuanti osservazioni notturne e con faticosi calcoli effettuati a mano, che ai giorni nostri anche un piccolo calcolatore sarebbe in grado di svolgere molto velocemente. Alla luce delle possibilità tecnologiche attuali, la loro attività instancabile ci appare essere stata quasi inutile. È bello invece pensare che un po’ del loro lavoro di tanto tempo fa aiuta il nostro smartphone a individuare facilmente in cielo una costellazione, una nebulosa o una stella.

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