Il
mondo dell’eolico il 15 giugno in tutta Europa festeggia il ‘Wind day’,
la Giornata del vento promossa dall’Ewea (Associazione europea
dell’energia eolica) e dal Gwec (Global wind energy council). Come tutti
gli anni, l’Anev (Associazione nazionale energia del vento) organizza
in Italia attivita’ ed eventi per celebrare la Giornata. Tema di
quest’anno e’ l’eolico e le sue potenzialita’ ”per combattere la crisi
climatica e contribuire a raggiungere gli obiettivi europei di
produzione di energia da fonti rinnovabili decisi per il 2020”. Secondo
una stima di Legambiente, in uno scenario ”realmente sostenibile”,
l’eolico potrebbe arrivare a garantire il 10% dei fabbisogni elettrici
italiani complessivi. Il quadro attuale parla di 8.383 MW (Megawatt)
installati in Italia che nel 2012 hanno consentito di soddisfare i
fabbisogni di oltre 5,2 milioni di famiglie, con 13,2 TWh (Terawattora)
prodotti. A maggio di quest’anno, in base ai dati di Terna, l’eolico ha
garantito il 5,9% della produzione elettrica italiana, facendo
registrare un incremento di oltre il 44% rispetto allo stesso mese del
2012. A livello europeo i primi cinque Paesi per potenza installata
sono: Germania (31.308 MW), Spagna (22.796 MW), Regno Unito (8.445 MW),
Italia (8.383 MW), Francia (7.564 MW). In rapporto al numero di
abitanti, pero’, al primo posto c’e’ la Danimarca; seguono Spagna,
Irlanda, Portogallo, Svezia e Germania. In base all’estensione del
territorio, e’ sempre la Danimarca a piazzarsi prima, seguita da
Germania, Olanda, Portogallo, Spagna e Belgio. Per il presidente di
Anev, Simone Togni, ”il punto fondamentale da cui il settore
dell’energia deve ripartire e’ l’ottimizzazione e la razionalizzazione
degli incentivi, privilegiando le fonti piu’ virtuose”. Ma Legambiente
lancia l’allarme sul blocco dello sviluppo delle fonti pulite,
nonostante – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente –
”l’Italia abbia tutto da guadagnare nel puntare sull’eolico: i fattori
principali sono essenzialmente rintracciabili nella ”burocrazia e un
incredibile caos normativo”, oltre che nella mancanza di ”linee guida” e
della ”pressione delle lobby delle fonti fossili”. I benefici
ambientali ed energetici dell’eolico, spiega un grafico dell’Anev, sono
calcolabili per il futuro in quasi 30 milioni di barili risparmiati al
2020; a oggi ci si ferma a sotto i 20 milioni. Le emissioni in atmosfera
evitata superano i 9 milioni di tonnellate di CO2; al 2020 potrebbero
sfiorare i 15 milioni. Sul fronte dell’occupazione il settore eolico
offre lavoro a circa 40.000 addetti, con una crescita media di 5.000
posti all’anno. Il contributo potrebbe raggiungere 66.000 posti di
lavoro con il raggiungimento dei target al 2020 di 16.200 MW, cosa che
porterebbe il vento a coprire il fabbisogno elettrico di 12 milioni di
famiglie e a un miglioramento della qualita’ dell’aria con il taglio di
23,4 milioni di tonnellate di CO2.

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