sabato 4 ottobre 2014

Molecole organiche ramificate nelle nubi interstellari

All'interno di una nube di gas interstellari è stata individuata per la prima volta una molecola organica con una struttura ramificata. Poiché questa struttura è una caratteristica fondamentale degli amminoacidi - i "mattoni" della vita, già osservati nelle meteoriti - la scoperta che nella regione osservata le molecole con strutture ramificate sono molto abbondanti fa sperare di rilevare nel mezzo interstellare anche la presenza di amminoacidi

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Una molecola organica ramificata è stata identificata per la prima volta in una nube di gas dello spazio interstellare.
La scoperta, realizza da astronomi del Max Planck Institut per la radioastronomia a Bonn e descritta in un articolo su Science, è particolarmente importante perché “la rilevazione di questa molecola ci dice che nel mezzo interstellare potrebbero esserci amminoacidi: la struttura rappresentata dalla catena laterale è una caratteristica fondamentale di queste molecole”, ha detto dice Karl M. Menten, che ha diretto la ricerca.
L’individuazione di amminoacidi – i “mattoni” della vita – nelle meteoriti aveva già fatto ipotizzare che essi o i loro precursori si potessero formare nel mezzo interstellare, ma finora le molecole organiche scoperte nelle nubi di gas erano composte da uno scheletro di atomi di carbonio disposti in un’unica catena lineare più o meno lunga, ma senza alcuna ramificazione.
La scoperta è avvenuta quando i ricercatori, ispezionando con il radiotelescopio IRAM di Grenoble una ragione di intensa formazione stellare – la nube gigante di gas prossima al centro della Via Lattea chiamata Sagittarius B2 – hanno rilevato la presenza di butirronitrile (n-C3H7CN), la più grande molecola organica a catena lineare già identificata nelle nubi interstellari.
La successiva osservazione della stessa regione con il radiotelescopio più sensibile dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), in Cile, ha permesso di rilevare anche le righe spettrali tipiche dell’isopropile di cianuro (i-C3H7CN), la cui formula bruta è identica a quella del butirronitrile, ma che ha una struttura ramificata.
Con grande sorpresa degli astronomi, è anche risultato che l’isopropile di cianuro era quattro volte più abbondante della sua controparte lineare. “L’enorme abbondanza di isopropile di cianuro suggerisce che le molecole ramificate possano essere la regola, e non l’eccezione, nel mezzo interstellare”, ha detto Robin Garrod, coautore dello studio.
Grazie al recente potenziamento della sensibilità di ALMA, i ricercatori intendono ora condurre un sondaggio spettrale sistematico di Sgr B2 per cercare le “impronte digitali” di nuove, ancor più complesse molecole interstellari.

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