lunedì 6 ottobre 2014

Teaser per lo Stato di Polizia

Taser o la repressione che verrà. Pistola elettrica alla Polizia, primo Ok

 


di Italo Romano

La repressione dello “stato”, man mano che le disparità sociali vanno ampliandosi, si fa sempre più violenta. Ci aspetterà un autunno caldo, fatto di protesta e conseguente coercizione dell’apparato a difesa dei poteri dominanti.

Oggi, le commissioni “Giustizia” e “affari costituzionali” della Camera hanno approvato l’utilizzo in via sperimentale da parte della Polizia alla pistola elettrica Taser.

E’ quanto prevede un emendamento di Gregorio Fontana (Fi), sotto riformulazione del viceministro dell’Interno Filippo Bubbico (Pd). Questa prevede che la sperimentazione della pistola Taser debba avvenire “con le necessarie cautele per la salute e l’incolumità pubblica e secondo principi di precauzione e previa intesa con il Ministro della salute”.

L’unico parere contrario è stato espresso da Daniele Farina (Sel), mentre Emanuele Cozzolino (M5s) ha ritenuto opportuno solo dire che questo emendamento non si sarebbe dovuto discutere in questo decreto. Alla faccia della rivoluzione pentastellata!


E’ grande la soddisfazione da parte del già citato Fontana, promotore dell’emendamento:

“E’ stato fatto un primo passo vero l’introduzione del Taser come strumento in dotazione alle Forze dell’Ordine. C’è da augurarsi che la condizione posta dalla riformulazione dell’emendamento non si trasformi in una manovra ostativa, verso un’operazione di ammodernamento tecnologico, di estrema utilità per gli operatori della sicurezza e per tutti i cittadini. La pistola elettrica Taser, come è noto, è un’arma di dissuasione non letale: essa produce una scarica elettrica che rende la persona colpita inoffensiva per alcuni secondi, sufficienti alle forze dell’ordine per arrestarla. Il suo utilizzo, pertanto, contribuisce sia a ridurre i rischi per l’incolumità personale degli agenti sia a ridimensionare drasticamente il numero delle vittime nelle operazioni di pubblica sicurezza, come dimostra l’esperienza di molti Paesi avanzati, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera”.




E’ un coro unanime quello che spinge verso l’inasprirsi della repressione. Si prepara la strada in vista dei tumulti del settimo anni di crisi strutturale. Lo si fa in maniera subdola e vigliacca, inserendo l’emendamento nel decreto legge sugli Stati. Ancora una volta la distrazione di massa (calcio) è usata come scorciatoia per limitare i diritti e fare un balzo nel passato, o meglio nel futuro orwelliano oramai alle porte.

Peccato che quanto va affermando Fontana sia stato già sbugiardato dal Comitato contro la Tortura dell’ONU:

“L’uso di queste armi causa dolore acuto, e costituisce una forma di tortura. In taluni casi, possono persino causare la morte, com’è stato mostrato da studi affidabili e recenti eventi nella vita reale”.


Ecco come negli USA " Patria della democrazia", viene trattato con il TEASER uno studente dell'Università della Florida per aver posto domande scomode a Jhon Kerry ( Segretario di Stato USA)
 

E’ chiaro, i Taser sono una forma di tortura. I fatti di cronaca che attestano l’uso e abuso delle pistole elettriche prodotte dall’omonima società statunitense, sono innumerevoli. Risulta essere l’arma prediletta dei poliziotti dalle maniere spicce e causa conclamata di numerosi decessi, nonostante le si pubblicizzi come “non letali”.

A porre il veto sul taser ci sono casi come quello clamoroso di Robert Dziekanski, l’uomo polacco che non conosceva l’inglese, “taserato” a morte all’aeroporto di Vancouver mentre attendeva di ricongiungersi con la madre, o anche i tre ventenni deceduti negli Stati Uniti o i tre morti da taser in Canada registrati nel corso degli anni passati. Negli USA in particolare, le stime parlano di 275 morti complessive ascrivibili alle pistole elettriche.

Anche Amnesty International da tempo ha chiesto di sospendere l’uso di quelle che definisce “armi a elettro-shock” e ha denunciato 17 morti in Canada e oltre 280 negli Stati Uniti.

C’è anche uno studio commissionato dalla Canadian Broadcasting Corporation nel quale si è determinato come il 10% dei 41 taser esaminati sprigionava più corrente di quella dichiarata dal produttore, mettendo quindi in luce la necessità di altre verifiche e test indipendenti su queste armi.

Il funzionamento di quest’arma è molto semplice. Quando viene azionato, il taser proietta due piccoli dardi con traiettorie non parellele in modo da aumentare la distanza tra i due (l’efficacia aumenta quanto più i dardi sono distanti tra loro). Questi dardi sono collegati tramite dei fili elettrici al resto del dispositivo il quale produce una scarica ad alta tensione e bassa intensità di corrente, che viene rilasciata in brevissimi impulsi.

E’ incredibile quello che sta avvenendo tra l’indifferenza totale della maggior parte della popolazione.

Dopo i lacrimogeni al Sarin, in dotazione alle forze dell’ordine (?!), vietati dalle Convenzioni di Ginevra, arriva un nuovo e pericolosissimo alleato per i fantocci mercenari.

Ci aspettano tempi duri.

E non mi venite a ciarlare di sicurezza o quant’altro, perchè chi rinuncia a parte della propria libertà (dei propri diritti) per avere maggiori “sicurezze”, non merita ne l’una ne l’altra.

Ci vediamo per le strade e nelle piazze di questo delirante paese, sempre più nelle grinfie del potere liberlcapitalista mondialista. 


Commento di Oliviero Mannucci: Avete capito o no cari lettori in quale direzione l'Europa sta andando: microchip sottopelle, per il controllo sociale; droni e teaser. In USA questo processo è in uno stato ancora più avanzato, provate ad informarvi da soli su quanto sta accadendo. E vi accorgerete in quale direzione stiamo andando. Non fate come gli struzzi.Il leone arriva e lui  mette la testa sotto la sabbia per non vedere. Alla fine il leone  lo struzzo se lo mangia lo stesso.

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