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Saturday, September 8, 2012

“Nei prossimi 40 anni troveremo gli extraterrestri”

Lo promette un famoso astronomo britannico, sicuro che la scoperta di pianeti fuori dal sistema solare sarà feconda di novità. Ma la ricerca di forme aliene ha davvero la possibilità di avverare il suo pronostico?

"Nei prossimi 40 anni troveremo gli extraterrestri"
[ALEXANDER JOE AFP]

Entro una generazione sapremo se esiste la vita extraterrestre, promette al cospetto di Stephen Hawking Martin Rees, ex presidente della Royal Society. L’occasione è il lancio del nuovo programma su Discovery Channel dell’astrofisico più celebre del mondo, cicerone dell’ultima cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi. Secondo Rees entro il 2025 saremo in grado di avere immagini di distanti pianeti al di fuori del sistema solare, acquisendo nuove informazioni che potrebbero permetterci di scoprire forme di vita su di essi. “L’origine della vita, i luoghi in cui non esiste più, prove dell’esistenza degli alieni” costituiscono il sapere a cui l’uomo avrà accesso a breve secondo l’astronomo. Basta aprire bene gli occhi: “Il problema è che cerchiamo qualcosa che ci assomigli, dando per scontato che abbia sviluppato la tecnologia e la matematica come noi, ma sospetto che là fuori ci possano essere vita e intelligenza in forme che non siamo in grado di concepire”.

Purtroppo per le sue belle speranze ci sono problemi ben più terreni che rischiano di minacciare alla base la ricerca di forme di vita aliene: i soldi. A giugno gli astronomi che passano al setaccio l’Universo alla ricerca di segni hanno dovuto affrontare un grave crollo nei finanziamenti, che rischia di mandare in stallo 52 anni di speranzosa indagine. L’istituto in prima linea in questo campo, il californiano SETI, dovrà infatti a breve tagliare le sue operazioni radio-telescopiche se non riuscirà a coprire un buco finanziario multimilionario. Già l’anno scorso aveva dovuto sospendere temporaneamente le attività del suo arsenale di telescopi. La salvezza potrebbe arrivare dal crowdfunding: una start up che si occupa di coinvolgere il grande pubblico nella curiosità verso lo spazio, Uwingu, ha lanciato su IndieGOGO una raccolta fondi per sostenere progetti scientifici ed educativi. Rivolgendosi a “chi è stanco di vedere il settore falciato da tagli del governo” Uwingu ha tra le sue priorità quella di non lasciare andare il SETI in rovina, e spera nella società civile per risollevare il mito della ricerca spaziale.


Fonte: http://magazine.liquida.it


Commento di Oliviero Mannucci: Ah certo! Se la scienza "ufficiale" continua la ricerca degli ET con questo approccio, altro che 40 anni, ci vorranno 40 secoli. Gli alieni sono tra noi, è il cervello di certi scienziati che ancora non è pronto!

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