sabato 3 maggio 2014

Progetto Persefone: viaggio di sola andara a bordo dell'Arca di Noe' interstellare


arca spaziale 

Un team britannico sta lavorando ad un progetto davvero sui generis: lo sviluppo di una navicella spaziale gigante, in grado di vagare nello spazio per cercare un nuovo pianeta abitabile. Un'arca di Noè, insomma. Solamente, spaziale. Un progetto realisticamente utile o una fantasia, al contrario, inutile?
Un'astronave “vivente”, una sorta di arca di Noè interstellare che potrebbe essere lanciata nello spazio e navigare per un arco di tempo molto lungo, anche 100 anni. E progettata per trasportare l'uomo lontano da una Terra considerata, oggi, morente.
I ricercatori dell'organizzazione britannica privata Icarus Interstellar stanno lavorando al Progetto Persefone (Project Persephone), ovvero un veicolo spaziale realizzato in parte da biotecnologie che utilizzano la materia organica come le alghe e il suolo. Questo veicolo consentirebbe a poche migliaia di persone di intraprendere un viaggio di sola andata finalizzato alla ricerca di un nuovo pianeta abitabile.
L'esigenza deriva dal fatto che le risorse della Terra sono in fase di esaurimento. Ciò sarebbe dovuto ai cambiamenti climatici e allo sfruttamento massiccio delle risorse da parte dell'uomo. Preservare la civiltà umana, dunque. E l'idea del team britannico non sarebbe la prima a prendere in considerazione la possibilità di trasferire altrove l'umanità nel caso di un disastro catastrofico, un po' come nel film Avatar.
Lo scienziato inglese Stephen Hawking aveva avvertito, già nel 2006, che gli esseri umani devono colonizzare i pianeti in altri sistemi solari o saranno costretti ad affrontare la propria estinzione. E molti scienziati concordano sul fatto che approfondire la conoscenza dell'atmosfera terrestre sarà fondamentale per la comprensione della sopravvivenza nello spazio. Questo aspetto sarebbe determinante per la possibilità di colonizzare Marte ed affrontarne la superficie e l'habitat ostili.

arca interstellare 

Nel 2003, lo Space Shuttle Columbia rientrava sulla Terra dopo 16 giorni di successi legati agli esperimenti effettuati in orbita. Sfortunatamente, la tragedia era imminente. L'ala sinistra della navicella, infatti, venne danneggiata da un piccolo foro delle dimensioni di un piatto. Non appena il Columbia penetrò l'atmosfera terrestre, si disintegrò sopra i cieli del Texas e della Louisiana, uccidendo i sette membri dell'equipaggio presenti a bordo. Sulla scia del disastro, l'attività della Nasa si è fermata ad un punto morto, mentre un nervoso e preoccupato governo degli Stati Uniti ha ridotto i finanziamenti delle future esplorazioni spaziali, mettendo in discussione le missioni costose e rischiose. Il resto è storia dei nostri giorni. Lo Space Shuttle è ora in pensione e l'agenzia spaziale si interroga se avviare nuove missioni alla volta di altre mete, come asteroidi o Marte o, in alternativa, optare per una più nota missione sulla Luna.
Ma è anche vero che, da allora, gli scenari sono cambiati. Sono diversi, infatti, i piani che vorrebbero esplorare lo spazio non solo da parte della Nasa, ma anche di numerose imprese private. Lo spazio è da molti considerato come l'ultima frontiera ancora fiorente, supportata sia dai governi di alcuni paesi che dalle agenzie private.
Project Persephone sembrerebbe uno sforzo impossibile e irrealistico. Anche se si considera la possibilità di poter salvare un piccolo numero di abitanti terrestri. Opinioni contrastanti, come quelle che al contrario vedono una chiara limitazione delle risorse della Terra ed una sua esposizione inevitabile ad una serie di minacce, quali collisioni con asteroidi o i disastri nucleari. Un progetto, dunque, estremamente importante.
Ma il punto rimane: chi sarebbero i prescelti a salire sull'Arca di Noè interstellare?

 Federica Vitale


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