mercoledì 4 aprile 2012

Nel Cosmo Alla Ricerca Della Vita: Pianeti 'abitabili' E Collisioni Di Comete Estremamente 'vitali'

Ci sono un paio di notizie scientifiche di questi giorni sulle possibilità di vita nel cosmo, assai interessanti: la prima riguarda i pianeti abitabili e la seconda il probabile mezzo di trasporto della vita, le comete. Vediamole una per una in dettaglio.

Un team internazionale di astronomi ha effettuato per 6 anni osservazioni con HARPS, lo spettrometro "cacciatore di pianeti" piazzato sul telescopio dell'ESO in Cile, ed ha rivelato la possibile esistenza di miliardi di pianeti identificabili con la Terra per le condizioni di temperature, dimensioni ed orbita, che li rende possibili ospiti per la vita biologica.

Le nane rosse formano circa l'80% di tutte le stelle della Via Lattea, e alcune di loro si trovano solo a 30 anni luce dal nostro Sole per cui risultano facilmente studiabili; ebbene le osservazioni di HARPS ci hanno rivelato che circa il 40% di tutte le nane rosse possiede un pianeta con massa da 1 a 10 volte quella della Terra in un'orbita "abitabile", cioè in condizioni di temperature superficiali tali da ospitare l'acqua allo stato liquido, senza la quale la vita non è possibile.

Le nane rosse sono stelle diffusissime in tutte le galassie, nella Via Lattea ce ne sono circa 160 miliardi, il che significa la presenza di decine di miliardi di pianeti super-Terra nella nostra galassia. In un raggio di 30 anni luce da noi, ci possono essere migliaia di questi pianeti abitabili, per alcuni dei quali il passaggio di fronte alla loro stella dal nostro punto di osservazione ci consentirà di studiarne l' atmosfera e di carpirne eventuali segni di vita.

Nel Cosmo Alla Ricerca Della Vita: Pianeti 'abitabili' E Collisioni Di Comete Estremamente 'vitali'

Le nane rosse però sono stelle più piccole del Sole, e le orbite che consentono temperature necessarie perché l'acqua si trovi allo stato liquido, sono assai inferiori a quelle della Terra. Quindi i pianeti abitabili ruotano molto vicini alla loro stella, e le eruzioni stellari e i brillamenti li investono fortemente, inondandoli di raggi x e di raggi ultravioletti, riducendo la probabilità della presenza di vita. Ma quando parliamo di vita cosa intendiamo? Parliamo di un prodotto biologico con base carbonio composto da polimeri di amminoacidi. E come è nata la vita sui pianeti e sulla Terra, o come c'è arrivata? Eccoci alla seconda notizia scientifica.

E' stata presentata in questi giorni una ricerca, coordinata dal centro AMES della NASA, al 243° meeting della Società Americana di Chimica (ACS), secondo la quale la vita sarebbe giunta sulla Terra dallo spazio trasportata dalle comete; questi corpi, composti da frammenti di acqua e gas ghiacciati, misti a polvere e roccia, orbitano intorno al Sole al di là degli ultimi pianeti del Sistema Solare. Quando perdono la loro traiettoria, schizzano verso il Sole su nuove orbite ellittiche, incrociando le orbite di tutti i pianeti; nei miliardi di anni sciami di comete hanno inondato lo spazio vicino al Sole, bombardando pianeti, satelliti e lo stesso Sole. Una delle fasi più intense del bombardamento di comete si è avuta circa 3.8 miliardi di anni fa ed è il periodo in cui la vita sarebbe comparsa sulla Terra.

Nel Cosmo Alla Ricerca Della Vita: Pianeti 'abitabili' E Collisioni Di Comete Estremamente 'vitali'

Poiché le temperature e le pressioni generate dagli impatti meteorici sono così elevate da mettere in dubbio la sopravvivenza degli amminoacidi, i ricercatori hanno simulato al computer proprio le condizioni estreme di questi impatti, riproducendoli in laboratorio. Con speciali cannoni hanno sparato getti di gas su bersagli contenenti amminoacidi, acqua ed altri materiali, e lo hanno fatto a velocità supersoniche ottenendo altissime pressioni. Il risultato è stato sorprendente: i composti organici non solo sono sopravvissuti, ma il calore sviluppato dai violenti urti ha fornito loro l'energia necessaria a formare i legami peptidici, quelli che uniscono gli amminoacidi in proteine.

Per cui gli impatti delle comete con la nostra atmosfera avrebbero generato le condizioni stesse per il passaggio che consente la nascita della vita sul nostro pianeta, e quindi su tutti i pianeti del cosmo, e le comete ne sarebbero proprio i più probabili vettori di trasporto. Queste scoperte aprono i nostri orizzonti sulle enormi possibilità di vita nell'Universo: forse davvero non siamo soli!

Fonte: http://www.paid2write.org

Commento di Oliviero Mannucci: Allora dove stanno quei calcoli acrobatici di qualche decina di anni fa in cui si cimentava Piero Angela in televisione dicendo che le probabilità che la vita nell'universo sarebbe stata una cosa rara? Ora non solo si sa che ci sono decine di milioni di pianeti che potrebbero essere simili alla Terra, solo nella nostra galassia, ma non dovremmo dimenticarci che la vita intelligente non sarà solo come noi la conosciamo. Ancora una volta, la scienza smentisce se stessa, ma nel frattempo si è inculcato nella mente della gente un enorme mole di stupidaggini. Ricordate, nessuna scienza basata sull'osservazione con sdei sensi imperfetti può essere definita tale. L'unica scienza, è quella fatta dal Supremo Scienziato, colui che ha creato tutto con la sua grande intelligenza, capacità progettuale e le sue enormi energie!

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