giovedì 13 settembre 2012

EXTRATERRESTRI SULLA TERRA, ECCO LA VERA STORIA DEL PRIMO RAPIMENTO ALIENO

L’Aquila, 13/09/2012 - Extraterrestri sulla Terra, ecco la vera storia del primo rapimento alieno riconosciuto ufficialmente dallo Stato del New Hampshire negli Usa. Al via le celebrazioni del 51mo anniversario di Betty e Barney Hill, una coppia americana interraziale impegnata nella vita civile. Siamo soli nell’Universo? Qual è la verità sugli Alieni presenti sulla Terra? Sono ostili oppure amici? Qual è la loro agenda ufficiale? Il crono-programma ET prevede l’invasione della Terra e la nostra distruzione? Intervista esclusiva speciale agli eso-scienziati Stanton T. Friedman e Kathleen Marden. Grande evento ufficiale all’Indian Head Resort di Lincoln (NH, Usa) il 14-15-16 Settembre 2012 con la conferenza dei ricercatori Kathleen Marden e Stanton T. Friedman, dal titolo “The Betty and Barney Hill UFO Abduction: Its Significance in 2012”. Gli Hill non chiesero di essere rapiti ma subirono il “delitto spaziale”. E se l’Italia celebra “La notte dei ricercatori” gli Usa ricordano un fatto straordinar, io. Nel libro “Captured!” Stanton T. Friedman e Kathleen Marden propongono un’analisi meticolosa interdisciplinare dell’esperienza vissuta dai coniugi Betty e Barney Hill nella notte tra il 19 e il 20 settembre 1961 nelle White Mountains. “Questa non è fantascienza” – dichiara il fisico nucleare Stanton T. Friedman. Siamo di fronte a uno scenario di invasione aliena mitigata? Nel Luglio 2011 lo Stato del New Hampshire ha eretto una targa ufficiale intitolata “Betty and Barney Hill Incident” presso l’Indian Head Resort sulla famosa Route 3. Per quanto possa sembrare incredibile, lo Stato del New Hampshire crede alla testimonianza degli Hill. La storica targa parla chiaramente del “first widely-reported UFO abduction report in the United States”.

Dal 2009 l’Università del New Hampshire conserva documenti, articoli, registrazioni, filmati e il busto di un extraterrestre chiamato Junior che Betty Hill amava mostrare al pubblico. Kathleen Marden e Stanton Friedman inaugurano il secondo ciclo di conferenze annuali all’Indian Head Resort di Lincoln e il tour nei luoghi visitati dai coniugi Hill quella notte di 51 anni fa. “Non sappiamo da dove vengono – rivela la Marden – né perché sono qui ma immagino quale l’impatto sociale, politico, economico e religioso vi sarebbe sulla Terra se questa verità storica fosse resa pubblica”. Che cosa abbiamo imparato? Mai dire mai. Gli scienziati veri sono sempre più consapevoli che molto di quanto è scientificamente e tecnologicamente impossibile oggi, lo è a causa della nostra ignoranza, non perché viola una legge assoluta di Natura. Ma potrebbe un giorno diventare possibile e normale. Come l’iPhone 5 della Apple Inc. e come l’astronave Prometheus nel nuovo kolossal in 3D del regista Ridley Scott. Il direttore degli Studi sui Rapimenti Alieni del Mutual Ufo Network, Kathleen Marden, è stata nominata “UFOlogist of the Year” al MUFON 2012 International Symposium di Cincinnati in Ohio. Esiste davvero qualcosa di certamente impossibile? Ai curiosi consigliamo la lettura dei bei libri di Stanton T. Friedman e Kathleen Marden, i quali desiderano partecipare a conferenze, simposi e congressi pubblici per illustrare in Italia le loro scoperte e sperano nella partecipazione di molti scienziati; e di Michio Kaku, pubblicato qualche anno fa in Italia da Codice edizioni, la “Fisica dell’impossibile”.

(di Nicola Facciolini)

È la “vera” storia più incredibile di sempre. Quella dei coniugi Hill. Lo Stato del New Hampshire negli Usa commemora, nella suggestiva cornice delle White Mountains, con la seconda coraggiosa conferenza internazionale (all’ombra della prima targa ufficiale di stato a Franconia Notch) il 51mo anniversario del primo rapimento alieno sulla Terra dei coniugi Betty e Barney Hill avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 Settembre 1961 a Thornton (NH). Un evento storico riconosciuto dallo Stato del New Hampshire sulla base delle testimonianze e delle prove rese e prodotte dagli Hill, la coppia americana interraziale impegnata nella vita civile al tempo della presidenza di John F. Kennedy. Del quale ricorre il cinquantesimo anniversario del celebre discorso ufficiale che spedì il primo uomo sulla Luna grazie al programma spaziale della Nasa (http://www.nasa.gov/topics/history/features/jfk_rice_speech_50th.html). Grande evento all’Indian Head Resort di Lincoln (NH) il 14, 15 e 16 Settembre 2012 con la conferenza degli eso-scienziati Kathleen Marden e Stanton T. Friedman, dal titolo “The Betty and Barney Hill UFO Abduction: Its Significance in 2012”. È il secondo week-end annuale dedicato alla memoria di un evento straordinario per l’Umanità, sicuramente più importante e famoso dell’incidente di Roswell/Saint Augustine in New Mexico e delle complesse vicende top secret dell’Area 51/S4.

Perché i fatti del New Hampshire sembrano confermati dai tracciati radar di quella notte. Grazie alla ricercatrice americana Kathleen Marden, nipote di Betty, coautrice del libro “Captured! L’esperienza Betty e Barney Hill con gli UFO”(Career Press) e del documentario “In Their Own Words”, e grazie al fisico nucleare Stanton T. Friedman, scienziato americano e canadese impegnato per 14 anni nei progetti più segreti del mondo, i media possono finalmente capire la realtà di un fenomeno sociale, culturale e naturale senza più veli, spiegato in un tour davvero originale. Il rapimento alieno di Betty e Barney Hill nel 1961 galvanizzò il mondo intero suscitando l’interesse del Giornalismo e della Scienza perché quell’evento, unico nel suo genere, fu il primo ad essere liberamente annunciato senza fronzoli, vista l’evidenza delle tracce fisiche rinvenute. Ancora oggi sussistono pochi dubbi in proposito, secondo gli eso-scienziati Friedman e Marden. Non solo. A 51 anni di distanza da quei fatti, l’impressione che gli Alieni sulla Terra si diano tranquillamente ancora molto da fare, arricchendo la loro agenda scientifica con la cattura di alcune persone per fare esperimenti e collezionando campioni di fauna e flora terrestri, sembra ancora più concreta. E il sospetto che i governi democratici liberamente eletti ne siano a conoscenza, all’insaputa dei loro cittadini elettori, appare ancora più fondato. Ma la vera storia di Betty e Barney Hill non è ancora ben conosciuta. Nei suoi 23 anni di ricerche e investigazioni, l’eso-scienziata Kathleen Marden unendo le informazioni in suo possesso raccolte dalla viva voce dei suoi zii e di molti altri “rapiti”, è giunta alla conclusione che alcuni punti combaciano alla perfezione in tutte queste storie. I rapimenti alieni in corso, dei quali la Marden raccoglie le testimonianze, sembrano rivelare le vere intenzioni scientifiche, e non ostili, degli Extraterrestri presenti ancora oggi sulla Terra. Si tratta di alcune razze ET in visita al nostro mondo, accomunate dal medesimo modus operandi sperimentato da Betty e Barney Hill nel 1961.

Abbiamo intervistato in esclusiva Kathleen Marden, direttore degli Studi sui Rapimenti Alieni del Mutual Ufo Network (il Mufon ha nominato Ms. Marden “UFOlogist of the Year” al MUFON 2012 International Symposium di Cincinnati in Ohio) e Stanton T. Friedman, alla vigilia delle commemorazioni ufficiali in New Hampshire. Siamo soli nell’Universo? Qual è la verità sugli Alieni presenti sulla Terra? “Nei miei 23 anni di ricerche e investigazioni – rivela l’eso-scienziata Kathleen Marden – mi sono convinta che non siamo soli nell’Universo. Esistono solide tracce ed evidenze scientifiche (atterraggi, rilevamenti radar, video e foto) che dimostrano la visita di almeno un’avanzata civiltà tecnologica extraterrestre sulla Terra. Testimoni credibili, inclusi piloti civili e militari, ufficiali di alto rango, astronauti e presidenti, hanno tutti riferito di incontri con UFO alieni”. Secondo Stanton Friedman “la Terra continua ad essere visitata da Extraterrestri: testimonianze, studi scientifici e documenti provano oltre ogni ragionevole dubbio questa evidenza fisica”. Quali sono le ragioni del silenzio della Casa Bianca e degli altri governi? “Questa è una faccenda opinabile – dichiara la Marden – ma io penso che l’impatto psicologico sulle popolazioni e sulle istituzioni della Terra sarebbe estremamente serio. Il fattore paura è il tema focale, specialmente perchè noi siamo tecnologicamente inferiori agli ET. Tuttavia, se avessero voluto conquistarci l’avrebbero già fatto, dal momento che siamo indifesi da molto tempo”. Friedman puntualizza che “nessuna nazione o governo desidera che la sua gente liberamente decida di allearsi con gli Alieni sostituendosi alle proprie istituzioni. Chi sta al potere vuole conservare il potere”. I famosi strani affreschi degli “Angeli in volo” nella scena della Crocifissione dell’abbazia di Visoki-Decani in Kosovo (Unione Europea), secondo il vostro parere, che cosa esprimono? Rappresentano forse il Silenzio ufficiale della Scienza e della Chiesa? “Nel nostro libro “Science Was Wrong” – rivelano Stanton T. Friedman e Kathleen Marden – vengono affrontate questioni delicate come queste. Ogni capitolo presenta un esempio chiaro di fallimento della scienza nel cammino verso il progresso, non a causa della Scienza in sé perchè difettosa bensì del risultato ascientifico conseguito perché inficiato da un errore o da una bugia umane. Per le motivazioni più diverse: la protezione dell’ego dello scienziato in mala fede, l’avidità, la ricerca del potere, la politica, le credenze religiose, che spesse volte hanno impedito nella storia dell’Umanità ciò che per la buona Scienza era umanamente subito possibile”.

Questi fallimenti hanno causato a volte milioni di morti. “Il fenomeno Ufo – spiegano Friedman e Marden – entro i canoni del pensiero scientifico occidentale non si presta molto a una comprensione totalmente veritiera. Fino a quando non espanderemo la nostra attuale visione dell’Universo per scoprire e capire realmente le leggi fisiche in atto, non capiremo mai pienamente la tecnologia aliena degli Ufo”. Qual è l’impatto delle invasioni aliene speculate da serie televisive come “Falling Skies” e “Visitors”, e da kolossal cinematografici in 3D come “Prometheus” di Ridley Scott, sulle società e sulle culture del mondo? Qual è l’approccio culturale più autentico, reale e sincero al tema delle attività aliene sulla Terra? “Hollywood – rivela la Marden – ha un debole per gli alieni dipinti come spietati predatori a caccia di terrestri. Spaventa, non solo nel Cinema, la sola idea della possibilità di una reale presenza aliena sulla Terra o nella nostra più immediata periferia interstellare”. E questa paura popolare (domanda) viene intercettata e tradotta dai cineasti (offerta) in pellicole fantascientifiche più o meno horror. “Io preferisco la realtà. Non c’è ragione di pensare – sottolinea la Marden – che una o più razze di ET in visita sulla Terra siano malintenzionate e ostili. Se così fosse, ripeto, saremmo già stati invasi e conquistati. Non esiste una sola prova evidente che dimostri l’intenzionale ostilità dei nostri Visitatori verso qualcuno”. Per Friedman “al massimo ciò che più interessa agli ET è la nostra tecnologia nucleare, l’uso che ne facciamo e ne faremo, dal momento che potremmo anche usarla per i futuri viaggi interstellari e per scopi non sempre pacifici ed amichevoli”. In tal caso saremo nei guai: gli ET sarebbero sulla Terra per scoprire le nostre reali intenzioni “nucleari” ma la Storia passata dei terrestri non depone a nostro favore. Gli scettici e gli ufologi possono realmente collaborare per far conoscere la verità sugli ET? I ricercatori e gli eso-scienziati possono, utilizzando il metodo galileiano, trovare le prove di queste presunte attività aliene sulla Terra? Può una “joint-venture” scientifica investigativa, pubblica e privata, aiutare a scoprire la verità sui Visitatori alieni? “La verità è nell’occhio di chi la possiede – dichiara la Marden – Stanton Friedman e io siamo da sempre scettici nelle nostre investigazioni. I “credenti” e i “debunkers” non lo sono. Il loro “credo emotivo” li porta a pensare che tutti i “report” sugli Ufo e sui rapimenti alieni siano reali, mentre i “debunkers” credono che nessun “report” alieno sia reale. Negli Stati Uniti la ricerca e l’investigazione sugli Ufo non sono assolutamente “politically correct”. Quindi sia il governo sia le corporazioni scientifiche non sono generalmente disponibili a un’analisi obiettiva dell’evidenza Ufo sulla Terra e delle prove sulle “abduction”.

La ricerca sugli Ufo negli Usa è sostenuta primariamente da donazioni private. Ma esiste un’evidenza verificabile che può essere (ed è stata) provata nei laboratori scientifici. Ted Phillips al “Center for Physical Trace Research” ha collezionato più di 4mila campioni di tracce fisiche, la maggior parte delle quali con proprietà anomale”. Gli eventi vissuti da Barney e Betty Hill e i fatti di Roswell/Saint Augustine possono offrire la prova regina che oggi gli Alieni sono qui sulla Terra? Come possono le istituzioni scolastiche Usa ed italiane aiutare a conoscere e studiare meglio questi fenomeni mediante il metodo scientifico? “Il rapimento di Betty e Barney Hill – spiega la Marden – è un caso esemplare e solido. Il Lettore troverà nel mio libro “Captured! The Betty and Barney Hill UFO Experience” le reali motivazioni di questa mia fondamentale asserzione. Il Lettore capirà perché la testimonianza di persone credibili come gli Hill fosse così solida; leggerà il “report” ufficiale del Progetto “Blue Book” e la mia analisi comparativa in sette capitoli sulle dichiarazioni rese da Betty e Barney al Dr. Benjamin Simon, nel 1961 uno dei più importanti psichiatri americani. Quelle analisi dimostrano chiaramente che gli Hill vissero la stessa esperienza del rapimento alieno. Il Lettore si immergerà nella meticolosa analisi scientifica della mappa stellare di Betty disegnata da Marjorie Fish. Stanton Friedman – conferma la Marden – fu coinvolto direttamente nell’investigazione scientifica sugli Hill e sulla mappa frutto delle ricerche di Marjorie, confermandone la validità. Senza contare l’analisi chimica sugli abiti di Betty e su altre evidenze fisiche che non possono essere spiegati in termini prosaici. Quindi siamo in presenza di un caso altamente credibile che ha ampiamente resistito alla prova del tempo”. L’Accademia e la Scienza galileiana ufficiale vogliono conoscere la verità, altrimenti non si spiegano gli investimenti colossali nelle ricerche astronomiche sugli esopianeti extraterrestri e sui mondi alieni: con l’aiuto degli scienziati e dei media più volenterosi sarà possibile fornire la prova regina sugli Alieni e sugli Ufo extraterrestri?

“Certamente – rivela la Marden – in primis essi possono iniziare a leggere i nostri libri e i nostri articoli scientifici. Personalmente sono impegnata in una costante campagna di promozione della corretta informazione scientifica sull’esperienza aliena vissuta da Barney e Betty Hill. C’è stata meno comprensione sui media per questo caso di quanta se ne possa trovare per un buon piatto gastronomico”. Da parte sua Friedman invita chi di dovere a darsi subito da fare, prima che sia troppo tardi, mettendo i fatti sul tavolo e utilizzando lo stesso metodo galileiano per il caso Roswell e quello che lui definisce il “Cosmic Watergate”. Come possono le organizzazioni governative mantenere un Segreto così importante nell’era di Internet, di Facebook, di You Tube, delle videocamere digitali Full HD e del “publish or perish” accademico? “I social media come Facebook e You Tube sono pieni di scherzi – spiega la Marden – oggi i filmati possono essere facilmente rielaborati e camuffati. Il governo non ha nulla da temere. I buontemponi, i fotografi di finte foto aliene, i film-makers di Ufo ed ET artigianali improvvisati, sono diventati oggi, volenti o nolenti, la prima linea di difesa del cover-up governativo. Scienziati come il Dr. Bruce Maccabee hanno analizzato foto credibili, prive di alterazioni e scherzi, come quella scattata nel 1950 (Trent) a McMinnville in Oregon”. Secondo Friedman “i debunkers e i super scettici per partito preso, non hanno alcuna idea di come oggi lavori l’intelligence e la sicurezza di stati e corporation: utilizzando le diffuse tecnologie digitali è possibile fare miracoli nel campo delle credenziali e della conoscenza, ma essi non hanno idea di quanto sia semplice mantenere i segreti”. Quali sono i documenti e gli studi ufficiali sulle probabilità di una prossima invasione aliena della Terra? Qual è lo scenario più credibile? “Non esiste evidenza credibile del fatto che la Terra sia stata o sarà invasa da specie aliene predatorie – rivela Friedman – astrofisici come il Dr. Stephen Hawking hanno speculato circa la possibilità che la Terra venga un giorno più o meno improvvisamente invasa da predatori, come o peggio di noi terrestri, a bordo di enormi navi spaziali dopo aver esaurito tutte le risorse vitali del loro pianeta. Queste ipotesi hanno alimentato la preoccupazione e paura nella gente”. E gli affari d’oro a Hollywood. “Ma non esistono prove che dimostrino queste affermazioni e soprattutto – sottolinea Friedman – non esistono evidenze che preannuncino una futura invasione aliena. È semmai possibile che, con pari probabilità, un’avanzata civiltà tecnologica aliena abbia superato il suo istinto predatorio primordiale (il nostro attuale) rinunciando per sempre alle violenze, alle guerre ed alle devastazioni. In tal caso, gli Alieni verrebbero in pace sulla Terra”. Eppure le persone desiderano sapere se siamo già dominati dagli Alieni: Internet, Facebook e le microcamere digitali nei computer portatili, potrebbero essere la prova della loro volontà di conoscere tutto di noi per dominarci meglio. Che ne pensa?

“Gli Extraterrestri che visitano la Terra – fa notare Friedman – apparentemente adottano una politica di non-interferenza. Gli scienziati ET rapiscono pochi umani e collezionano campioni animali e vegetali, ma sono tutti coinvolti in un’operazione di copertura. Hanno deciso di non rendere pubblica la loro presenza sulla Terra”. Può la semplice spiegazione scientifica sull’esistenza dei molti esomondi alieni là fuori, ancora da osservare ed esplorare direttamente, contribuire all’operazione di cover up sul fenomeno alieno in corso, magari per nascondere la verità sulla reale presenza di molte civiltà spaziali sulla Terra? “Il 12/5/2011 il team scientifico del telescopio spaziale Kepler ha annunciato la scoperta di 2.326 pianeti alieni (http://planetquest.jpl.nasa.gov/). Di questi, 206 sono di dimensioni prossime a quelle della Terra e 48 orbitano nella cosiddetta “zona abitabile” attorno al loro Sole. Avrebbero, cioè, con l’acqua allo stato liquido o gassoso, le condizioni adatte per sostenere la vita, così come noi oggi la conosciamo, sulla loro superficie. La maggior parte degli scienziati crede che non siamo soli nel Cosmo ma ha paura di ammettere apertamente l’evidenza delle visite aliene sulla Terra da secoli. Come le antiche civiltà ET illustrate dal Dr. Barry Downing”. Dunque, la vera storia del nostro pianeta Terra deve essere ancora scritta: il futuro della razza umana è certamente nello spazio esterno grazie alla liberalizzazione delle imprese spaziali pubbliche e private per il volo interstellare (nel programma del candidato presidente repubblicano Mitt Romney?) oggi frenato dagli sciocchi commenti e simposi sulla Teoria della Relatività di Albert Einstein. Non crede che, per spezzare questo muro di gomma e costringere i politici, le corporazioni e i governi alla desecretazione dei documenti ufficiali in loro possesso sugli ET, sia necessaria una grande alleanza tra i liberi media e gli scienziati onesti per la condivisione della verità sul fenomeno alieno in atto sulla Terra? “Certamente, ma – fa notare Friedman – i media sono controllati in modo subdolo dai governi che li finanziano. Non c’è ragione di credere che le corporazioni private possano, vogliano e debbano trarre beneficio dalla rivelazione pubblica della verità sugli ET. Al contrario, l’impatto economico della desecretazione di quei documenti scottanti potrebbe essere devastante. Sarebbe politicamente controproducente. Il parlamentare Dennis Kucinich, fuori dalla campagna presidenziale, fu deriso quando Shirley McClain rivelò che lui aveva osservato un Ufo. Non siamo affatto sicuri, quindi, delle conseguenze positive di una pubblica dichiarazione sugli ET”. Gli Alieni sulla Terra sono amici o nemici?

L’aspetto fisico degli Extraterrestri può fare la differenza nella Storia della Terra tra la pace e la guerra interstellare? “Se sono amici ovvero ostili – rivela Friedman – è il tema dell’anno al MUFON International Symposium (www.mufon.com) come espresso nelle nostre conferenze del 3-5 Agosto 2012 a Covington in Kentucky. Kathleen ha presentato una relazione dal titolo Abduction Experiencer’s Perceptions of the Alien Agenda, basata sulle sue ricerche. Io ne ho presentata una dal titolo Aliens: Love Them or Hate Them?”. I rapimenti ET, secondo alcuni scienziati, sarebbero la prova dell’invasione aliena mitigata della Terra? È la nostra nuova Pearl Harbour? I disastri naturali sulla Terra nascondono forse la traccia di un intervento alieno inter-dimensionale magari con l’uso di anti-materia? “Questi temi sono altamente speculativi – dichiara Friedman – noi preferiamo la realtà. Non c’è ragione di credere che i disastri naturali siano provocati da Visitatori extraterrestri. I rapimenti alieni non sono la prova che siamo stati invasi da specie aliene predatorie. È semmai una chiara indicazione che scienziati ET di altri mondi giungono regolarmente sulla Terra da altri pianeti per studiare la nostra flora e fauna”. Qual è il vostro crono-programma delle celebrazioni 2012 di Barney e Betty Hill in New Hampshire? “Dal 14 al 16 Settembre 2012 – rivela Friedman – io e la Marden teniamo una conferenza sul rapimento alieno di Betty e Barney Hill, fornendo le prove scientifiche del fatto storico e reale vissuto dagli Hill, all’Indian Head Resort di Lincoln in New Hampshire (http://indianheadresort.com/). Kathleen farà da Cicerone in un tour guidato alla scoperta dell’incontro ravvicinato sperimentato dagli Hill attraverso le White Mountains del NH, nei luoghi del rapimento del 1961, dove sua zia e suo zio furono addotti dagli alieni. Nel 2011 lo Stato del New Hampshire ha eretto una storica targa ufficiale per commemorare l’Interrupted Journey degli Hill”. Dieci anni dopo il film “Signs” con Mel Gibson (il suggestivo scenario ideale dei “crop circles” e dell’improvvisa razzia aliena) e, oggi, con lo sbarco del nuovo kolossal “Prometheus” in 3D di Ridley Scott, le persone sono ancora in attesa di conoscere la verità sull’impatto di un’invasione ET devastante: ci sono prove, segni, evidenze, studi governativi ufficiali, di un modus operandi alieno che dalla vicenda degli Hill conduca prima o poi a questa tragica esperienza? “Ne dubitiamo fortemente – spiega la Marden – ma Hollywood fa il suo eccellente lavoro per indurre la gente a crederlo. Gli affari lo dimostrano”. È quello che le persone chiedono dai film di fantascienza nel 2012: il terrore nello e dallo spazio profondo! “Il miglior modo per controllare la popolazione – sottolinea la Marden – è quello di alimentare la paura nella società, sospendendo le nostre capacità di giudizio con gli effetti speciali”. A volte la realtà sembra confondersi con la fantascienza. D’altra parte la sola espressione libera e consapevole di un pensiero critico razionale indipendente (prima, durante e dopo la visione di questi film) sarebbe catastrofica per il potere e il mercato. Nel libro “Captured!” Stanton Friedman e Kathleen Marden propongono un’analisi meticolosa interdisciplinare dell’esperienza vissuta dai coniugi Betty e Barney Hill nella notte tra il 19 e il 20 settembre 1961. La vera storia del primo rapimento alieno documentato sulla Terra. Una vicenda che, secondo gli Autori, è destinata a sconvolgere per sempre la nostra visione dell’Universo in cui, da terrestri, giochiamo un ruolo davvero marginale. Il Principio antropico forte, l’atto di umiltà intellettuale coniato dall’astrofisico Stephen Hawking nel suo libro “Il grande disegno” dove esplora la “Teoria M” dei 10 alla 500esima potenza di universi possibili e immaginabili, sembra confermato con tutti i suoi limiti.

“Captured!” raccoglie per la prima volta in assoluto le testimonianze dirette dei protagonisti, con dettagli mai rivelati prima, grazie al contributo della dott.ssa Kathleen Marden, nipote di Betty Hill. Il dott. Friedman spiega scientificamente le varie sequenze della vicenda ed azzera le argomentazioni di chi vuole negare l’evidenza dei fatti. In questa storia, a quanto pare, il senso del ridicolo ricade su quanti negano la realtà oggettiva del rapimento alieno degli Hill: per quanto sconvolgente e incredibile possa sembrare, la razzia aliena che la coppia subì passivamente non è un caso isolato, unico e irripetibile. Quindi il metodo scientifico galileiano può essere tranquillamente applicato a tutti gli altri incidenti documentati nel mondo. Il coraggio, l’onestà intellettuale, l’integrità morale e psicologica dei coniugi Hill, ha permesso a scienziati come Friedman e Marden di sviscerare il fenomeno fin nei minimi particolari per divulgarlo liberamente al grande pubblico. “Questa non è fantascienza” – fa notare Stanton Friedman. Decine di migliaia di casi simili sono stati registrati, declassificati e rivelati, consentendo l’adozione di specifici protocolli terapeutici per aiutare le vittime a superare l’insolito trauma. Tuttavia, di eroi bisogna parlare: analizzando le prove e i riscontri forniti dai coniugi Hill, non si capisce altrimenti l’incredibile e scioccante livello di dettaglio fornito dalla coppia agli psichiatri. Nessuna allucinazione, secondo Friedman e gli specialisti che analizzarono gli Hill, può documentare l’evidenza dei fatti subiti.

Il doppio rapimento alieno degli Hill è diventato così il caso psichiatrico del XX Secolo negli Usa. Friedman e Marden hanno raccolto le prove prima di giungere alle loro conclusioni. Si deve e si può essere scettici quanto si vuole. Così lavora la scienza. Ma pare ragionevole pensare che tutte le prove raccolte sugli Hill in un processo sarebbero più che sufficienti per travolgere tutte le tesi avverse. Se Friedman e Marden hanno ragione, siamo di fronte a uno scenario di invasione aliena mitigata. Eliminato l’irrilevante dalle tesi più ardite finora prodotte da pseudo-ufologi ed agenti del discredito per spiegare e/o negare il fenomeno ET sulla Terra (compresa certa fantascienza hollywoodiana), ciò che rimane, per quanto possa sembrare impossibile, è altamente probabile. È la parola di uno scienziato, Stanton Friedman, che ha smascherato finti fisici nucleari addetti alla retro-ingegneria aliena, finti ufologi, finti testimoni e veri disinformatori in servizio permanente effettivo in uno spaziotempo che sembra immerso in una Guerra Fredda Temporale. In forza di documenti segreti, storici e processuali alla mano, il fisico nucleare Friedman dimostra di conoscere molto bene i buontemponi dell’ufologia mondiale. Non è stato facile svelare la verità sul rapimento alieno degli Hill. Così ha lavorato per anni di cesello per rimuovere le molte incrostazioni, mistificazioni e depistaggi messi in campo da chi gettava discredito su ricercatori e scienziati umili e onesti. Le giuste credenziali di equilibrio, affidabilità, preparazione e professionalità di Stanton T. Friedman hanno sortito l’effetto sperato. Certamente è davvero sorprendente che gli extraterrestri degli Hill non conoscano la chiusura lampo dell’abito di Betty e la dentiera mobile di Barney. Forse non possono in quanto bypassano il problema e la soluzione. Non tutte le civiltà hanno le stesse esigenze pratiche naturali e culturali. Quella praticata su Betty era davvero un’amniocentesi ante-litteram? Le tracce sui vestiti e sull’auto degli Hill come si spiegano realmente? Stanton Friedman rivoluziona la nostra comune percezione della scena del delitto sul primo rapimento alieno ufficiale: un evento (the Event) diverso da qualsiasi patologia psichiatrica e leggenda agreste che dir si voglia. Per capire ciò che hanno subito gli Hill, senza chiedere o dare l’appuntamento e il permesso agli ET, bisogna capire il contesto storico vissuto dagli Americani negli Stati Uniti continentali durante gli anni ’50 e ’60 del XX Secolo.

In piena guerra fredda i contattisti come George Adamski, sostenevano di conoscere personalmente Esseri intelligenti extraterrestri buoni; raccontavano le loro esperienze vissute a bordo di fantastiche navicelle spaziali, di aver sperimentato conversazioni amichevoli con Esseri incaricati di proteggere il nostro pianeta Terra dal male (di altri esseri?) e dall’uso indiscriminato (bellico) delle armi nucleari. Questi contattisti ambientalisti e pacifisti, per denuclearizzare il nostro mondo, raccontavano storie incredibili che attrassero come miele migliaia di persone e di lettori, con un volume d’affari notevole. Friedman ne ha smascherati a decine in tutto il mondo. Se i contattisti si divertivano con i loro biondi fratelli cosmici, la storia traumatica di Betty e Barney Hill, ma anche quella di altri sventurati che recentemente hanno ispirato registi e produttori cinematografici in pellicole angoscianti in 3D, dimostra l’esatto contrario. La scenografia terrestre nella quale s’innesta il rapimento contestuale degli Hill, non sembra assolutamente tecnologica. Gli Hill non chiesero di essere rapiti ma subirono il delitto spaziale.

Lo raccontarono ai loro familiari, agli amici, agli investigatori dell’Us Air Force, senza romanzare e speculare sui fatti. Anzi, chiesero espressamente che quegli eventi non fossero divulgati durante la loro vita. Fu un articolo pubblicato da un reporter sul Boston Traveler (come rivela la targa ufficiale dello Stato del New Hampshire) ad aprire il caso mediatico. Contro la riluttanza degli Hill ad annunciare al mondo le violenze subite dagli alieni, si scatenarono molti ufologi. La storia andò di traverso agli stessi contattisti che vedevano tramontare per sempre i loro sogni di gloria e di pace interstellare. Le ambasciate ET sulla Terra andavano ridisegnate. I tempi erano davvero cambiati. E con la pubblicazione del libro Missing Time (1981) di Budd Hopkins, la metamorfosi nella percezione di certi extraterrestri fu davvero epocale e radicale. Era nata una nuova forma di contattismo o c’era del vero nell’esperienza di migliaia di persone che confessano ogni anno di essere state rapite da esseri di altri mondi? Se i contattisti se la spassavano con efebici alieni, i rapiti umani furono e sono di ben altro avviso. Alcune persone confessano di aver subito l’atto violento alieno, altre lo condannano, altre ancora sembrano accettare l’evento ossia rifiutano di dimenticarlo o di ricamarci sopra storie campate in aria; altre persone dichiarano di essere state fortunate e considerano un onore l’essere state scelte dagli ET.

Chiaramente si rischia il ridicolo nell’accettare irrazionalmente come vere storie del genere. E, da scettico che si lascia aperte tutte le porte, Friedman non le accetta in mondo acritico. Le spiegazioni scientifiche alternative sono sovrabbondanti. Il libro “Captured!” di Stanton Friedman e Kathleen Marden, a differenza di molte altre opere di rispettabilissimi autori, contiene il germe della verità scientifica che non ha timore di indagare il fenomeno alieno molto più in profondità in una complessa vicenda antropologica e sociologica che è sicuramente avulsa da qualsiasi schema favolistico per bambini. L’Agenzia Spaziale della Terra chiaramente non esiste ancora perché non esiste una Federazione Unita di Nazioni. A chi dovrebbero rivolgersi gli Alieni in visita sulla Terra? Al Segretario delle Nazioni Unite? Friedman non ha mai creduto agli uomini con le orecchie a punta! E, strano a dirsi, la fantascienza finora non ha aiutato la ricerca della verità. Anzi. Ma c’è un limite anche allo scetticismo di chi non vuol vedere per timore di essere smentito dai fatti. La barriera alzata da Friedman contro tale irrazionalità, è poderosa.

La dinamica dei fatti accaduti ai coniugi Hill sembra incontrovertibile. Barney affermò di aver visto (prima del rapimento) dentro la luce delle “persone”. Anche applicando al contrario ciò che era accaduto, la scienza psichiatrica funziona. Barney disse che gli alieni sembravano osservarlo con la stessa curiosità. Barney usò un binocolo e tutti sanno che sfocando l’immagine di una stella o di un pianeta come Venere e Giove, non appaiono persone dentro. Le descrizioni più dettagliate degli eventi subiti durante il duplice rapimento fisico degli Hill, furono ottenute grazie all’ipnosi condotta dal dr. Benjamin Simon. Furono ipotizzate altre spiegazioni logiche. Incubi notturni di Betty vocalizzati durante il sogno, uditi da Barney e tradotti come eventi reali? Prima dell’ipnosi l’evento del rapimento era già stato testimoniato dai coniugi Hill decine di volte nei giorni, nelle settimane e nei mesi successivi. Vi fu la contro-prova. Si tentò con l’ipnosi di indurre loro a credere che si fosse trattato solo di un sogno. Ma gli Hill si rifiutarono di accettare una tale spiegazione. La stessa tecnica fu usata per creare favole di sana pianta, per ascoltare sotto ipnosi ciò che si voleva udire. Niente da fare. Gli Hill, testimoni diretti di tali eventi, come acclarato dal dr. Simon, erano perfettamente credibili e molto difficilmente suggestionabili contrariamente a quanto finora sostenuto dalla vulgata pseudo-scientifica. Certamente le contraddizioni nelle due versioni della storia fornite dagli Hill, non mancano: ad esempio, il leader spaziale alieno pare abbia detto a Betty che probabilmente non avrebbe ricordato molto; a Barney che non avrebbe ricordato nulla. Perché?

Gli spaziali non erano forse a conoscenza delle potenzialità del cervello umano? Un punto a nostro favore, se fosse vero. Se non siamo prevedibili sarà più facile approntare le nostre difese! Poi c’è la vicenda della mappa stellare che identificherebbe chiaramente la base aliena (non necessariamente il loro mondo di origine) nella costellazione australe del Reticolo (the Net, in inglese). Precisamente nel sistema solare doppio ζ1-ζ2 (Zeta1-Zeta2) Reticuli (www.daviddarling.info/encyclopedia/Z/Zeta_Reticuli.html) distante circa 39.2 anni-luce dalla Terra. Raggiungibile secondo il fisico Stanton T. Friedman e la sua interpretazione scientifica e tecnologica delle equazioni della Relatività di Einstein “in 20 mesi al 99.9 per cento della velocità della luce, in appena 6 mesi al 99.99% (a un solo “g” di accelerazione costante) e non in 78 anni” come continuano a scrivere e divulgare sui giornali e nei simposi illustri “scienziati” che animano congressi ridicoli sull’impossibilità del volo interstellare umano. Poi c’è l’analisi chimica, nel libro “Captured!” riportata in gran dettaglio, dell’abito indossato da Betty durante il rapimento, che non può essere facilmente spiegato come un fenomeno normale e ordinario nell’esperienza umana. E c’è l’evidenza fisica delle macchie scintillanti sul bagagliaio dell’automobile degli Hill e della bussola impazzita. Effetti elettromagnetici ordinari, l’effetto di un raggio-trattore o cos’altro?

Il fisico Friedman ce lo spiega. Se anche tutte le altre storie di ET, Ufo, navi, dischi, ruote fiammeggianti e sigari spaziali volanti, fossero false, la vicenda sconvolgente degli Hill dimostra – e Friedman ne è da sempre il più convinto assertore – che di fronte ad eventi così straordinari e raccapriccianti, grazie alla logica che illumina l’osservazione nella ricerca scientifica, servono risorse altrettanto straordinarie (cervelli, danaro, tempo, istituzioni scientifiche, governi) per svelare al mondo intero ciò che è un nostro inalienabile e sacrosanto diritto: la verità dei fatti sugli Alieni. Ossia, secondo Friedman, della realtà fisica degli Extraterrestri sulla Terra. Per la nostra stessa sopravvivenza come razza umana, come mondo, come cultura, come civiltà. L’invito è quanto mai esplicito. Secondo Friedman non possiamo spiegare tutto quello che accade sulla Terra e nell’Universo con la mistificazione, la delegittimazione nel ridicolo e l’irresponsabilità. E con la minaccia di carriere scientifiche, filosofiche e teologiche bruciate sul nascere solo perché si sta cercando di fare luce su un fenomeno del tutto naturale benché “meta-fisico”. Prepariamoci, dunque, a grandi sorprese. Perché gli Hill quella notte di 51 anni fa volevano solo tornare a casa, a Portsmouth, da una vacanza in Canada. Il giorno seguente chiamarono i militari della Pease Air Force Base. Raccontarono la verità in un rapporto ufficiale. Nel 1964, sotto ipnosi, ricordarono di essere stati rapiti ed esaminati da esseri non umani. Realizzarono anche una scultura dell’umanoide in questione.

Betty rilasciò un’intervista all’Associated Press nel 1986, raccontando la sua storia, dalla quale lo scrittore e produttore di Hollywood, Bryce Zabel, sviluppò la serie televisiva “Dark Skies”, pianificando anche un film dedicato all’esperienza degli Hill. Nel luglio 2011 lo Stato del New Hampshire (Usa) ha eretto una targa ufficiale intitolata “Betty and Barney Hill Incident”, proprio nel luogo più vicino a Lincoln, presso l’Indian Head Resort sulla Route 3, facilmente raggiungibile grazie a Google ed Apple Maps, uno degli ultimi posti che la coppia ricordò di aver visto quella notte. Il Resort Indian Head ospita la conferenza internazionale del 14 e 15 Settembre 2012. “Quanti altri Stati americani hanno il coraggio di una tale iniziativa?” – si domanda Stanton Friedman. “Neanche il Nuovo Messico – afferma il fisico nucleare – ha dedicato una targa all’incidente di Roswell”, il presunto UFO crash del luglio 1947 che i militari smentirono clamorosamente dichiarandolo inizialmente un pallone meteo top-secret e solo dal 1994 una sonda del Progetto Morgul. “Ho analizzato con la massima obiettività il caso degli Hill – spiega Stanton T. Friedman – fin dagli Anni Sessanta. Quando li incontrai per la prima volta rimasi letteralmente sconvolto”.

L’Indian Head Resort dedica agli Hill una propria targa in bronzo che è stata inaugurata lo scorso anno. Non manca la sezione dedicata ai “ricordini” alieni, in particolare all’UFO Crossing. Stew Weldon, manager del Resort, non nasconde il grande desiderio di potenziare l’evento a livello internazionale nella speranza di diventare una delle mete preferite degli appassionati. L’Irving Notch Express gas station sulla Route 3 dedica agli Hill non solo un murale con un alieno e un disco volante, ma anche un piccolo museo dove è possibile acquistare gadgets extraterrestri per immortalare la “First Rest Room Museum Dedicated to Alien Abduction”. L’impianto sorge proprio sul sito dove 51 anni fa fioriva un frutteto in cui Barney raccontò di aver visto l’Ufo scendere di quota a meno di 200 metri da lui e da sua moglie. Ma torniamo al libro in questione. La Marden, che all’epoca del rapimento degli Hill aveva 13 anni, ha scritto di recente una guida speciale ai luoghi intorno a Lincoln dove sua zia e suo zio si fermarono quella notte.

Come scienziata sociale laureata all’Università del New Hampshire, non ha dubbi in proposito: le prove raccolte sull’evento sono incontrovertibili (non uno scherzo, “no fake”, “no fantasy”). L’oggetto volante non identificato e la cattura degli Hill, appartengono alla storia ed alla cultura degli Stati Uniti d’America. Chi avrebbe mai creduto a una coppia interrazziale, una bianca e un nero, negli Anni Sessanta? Gli Hill erano stimati nella loro comunità. Perchè mai avrebbero dovuto mentire? Non cercavano pubblicità negativa. Barney era un impiegato postale. Betty si era laureata in scienze sociali nel 1958 alla New Hampshire University e lavorava nei servizi sociali. La coppia era attiva nelle cause per i diritti civili. Come ci ricorda la Marden “entrambi erano membri del NAACP”. John W. King, governatore del New Hampshire, insignì Barney del prestigioso titolo di Consigliere nella U.S. Civil Rights Commission. Gli Hill avrebbero perso tutto, raccontando la loro storia: era questa la loro più grande paura come confessarono. Ma non accadde. Per quale motivo? La loro reputazione non fu mai messa in discussione perché raccontarono la verità. Per quanto possa sembrare incredibile, lo Stato del New Hampshire crede ai coniugi Hill. Betty morì nel 2004 all’età di 85 anni. Barney morì nel 1969 all’età di 46 anni. Nel 2009 l’Università del New Hampshire dedicò dei seminari ai coniugi Hill, visto che l’abito di Betty ed altri oggetti sono inseriti ufficialmente nella speciale collezione dell’Ateneo americano, per espresso desiderio di Betty, conferma David Watters, direttore del UNH’s Center for New England Culture. “Penso che Betty desiderasse che tutto il materiale fosse catalogato con la massima cura e reso disponibile per seri studi scientifici.

Voleva che il vestito fosse conservato affinché la scienza ufficiale potesse determinare la natura esatta delle tracce chimiche lasciate sull’abito. Voleva che la mappa stellare da lei illustrata sotto ipnosi, fosse un giorno analizzata da astrofisici”. Nel 1991 Betty confessò all’Associated Press il suo desiderio di lasciare le apparizioni pubbliche a causa della sua età e manifestò tutto il suo disappunto per il modo in cui il tema degli Ufo era trattato sui media. Betty disse che troppe persone (molte con serie patologie psichiatriche) hanno contribuito a distruggere la verità sugli Extraterrestri con “fantasie e immaginazioni” preconfezionate non solo negli UFO reports. Ma anche al cinema. “Se tu non conosci le risposte su qualcosa, puoi sempre sognarle, vere o false che siano” – sosteneva Betty. E molte verità sugli Ufo sono state nascoste sotto la spessa cortina fumogena di favole non attinenti ai fatti. Quel lunedì di 51 anni fa, gli Hill furono presi a bordo (teletrasportati? Forse non lo scopriremo mai) da un vascello spaziale alieno.
Lo Stato del New Hampshire crede alla testimonianza degli Hill. Non un segmento della società ma uno Stato democratico della più grande federazione democratica del Mondo, gli Stati Uniti d’America. La tranquilla Portsmouth da allora non è più solo la città più importante del Nuovo Mondo. Le creature extraterrestri responsabili della cattura degli Hill, 51 anni fa, mentre atterravano videro ciò che vediamo oggi grazie alle mappe digitali sui nostri i-Pad Apple. La celebre serie televisiva X-Files degli Anni Novanta, con gli agenti speciali dell’FBI, Fox Mulder e Dana Scully, ci ha fatto sognare una verità mai ufficialmente rivelata. Il paranormale ha poi rovinato tutto. I racconti degli astronauti sovietici e americani nello spazio orbitale e sulla Luna, distorti dagli effetti del “mal di spazio”, hanno contribuito a condire la melassa della disinformazione. “Queste storie si sono svolte sul suolo americano – fa notare David Watters – e il New Hampshire offre il suo contributo. Tutto questo è una parte importante della nostra cultura”. La storica targa di Stato parla chiaramente del “first widely-reported UFO abduction report in the United States”. Dal 2009 l’Università del New Hampshire conserva documenti, articoli, registrazioni, filmati e il busto di un extraterrestre chiamato Junior che Betty Hill amava mostrare al pubblico (la foto è nel libro “Captured!”) unitamente al suo vestito apparentemente contaminato da una misteriosa sostanza durante il rapimento alieno.
Anche se le posizioni ufficiali dell’Università esprimono estrema cautela sull’intera vicenda (encomiabile atteggiamento scientifico) il solo fatto di commemorare comunitariamente l’evento degli Hill frantuma in un sol colpo i cristalli della disinformazione globale. Per il 51mo anniversario, parte della collezione degli Hill è stata trasferita al Planetarium dell’Università. Grazie a Kathleen Marden e Stanton Friedman che lo scorso anno inaugurarono non solo la nuova targa commemorativa all’Indian Head Resort di Lincoln ma anche la visita guidata nei luoghi frequentati dagli Hill quella notte di 51 anni fa, mentre tornavano a casa dal Quebec passando per le strade e le foreste delle White Mountain, buie e isolate come oggi. Con l’eccezione del sito dove gli Hill furono rapiti dagli alieni perché, a quanto pare, in pieno sviluppo edilizio. Conferenze, lezioni e dibattiti farciscono le celebrazioni di una storia subito raccontata ai militari dell’Air Force. All’epoca gli ufficiali pensarono che la coppia avesse visto il pianeta Giove! Gli Hill descrissero l’astronave e gli esseri alieni fin nei minimi dettagli. La pubblicazione della loro avventura, apparentemente senza previa autorizzazione degli interessati, da parte del giornale Boston Traveler, consegnò la coppia alla storia. Junior è forse ancora lì? La verità è ancora lontana perché il solo sospetto della falsità della maggior parte delle storie di rapimenti alieni, chiaramente ispirati alla nota vicenda degli Hill, è ancora troppo forte. Il cinema peggiora la situazione di anno in anno con pellicole incredibili. E i racconti di “abductions” dal letto di casa con gli alieni che passano tra le mura domestiche, apparentemente indisturbati e/o autorizzati (Betty non credeva a queste storie!), dimostra chiaramente che il 95 per cento di questi “incidenti” speciali, come conferma la Marden, possono essere spiegati scientificamente senza con questo annullare la realtà fisica di esseri superiori provenienti dallo spazio esterno attirati dal nostro pianeta azzurro come le api dal miele.
“Non sappiamo da dove vengono – rivela la Marden – né perché sono qui ma immagino quale l’impatto sociale, politico, economico e religioso vivrebbe la Terra se questa verità storica fosse resa pubblica”. Chissà che fine farebbe la crisi finanziaria mondiale del debito pubblico e privato! Tutto questo mentre l’Italia celebra l’evento didattico-scientifico “La notte dei ricercatori”, pubblici e privati, che scendono in campo nelle nostre università e nei nostri laboratori per una corretta e comprensibile promozione (speriamo non autoreferenziale per ingrassare il politico di turno!) della cultura e dell’impresa scientifica e tecnologica in Italia (le nostre sole “armi” per far crescere alle stelle il Pil del Belpaese e salvarci dal baratro) in uno sforzo davvero titanico per la nostra Nazione, patria dell’energia e della ricerca sub-nucleari, costretta a (far) vivere l’ennesima caccia alle streghe.
“Stiamo imparando a distinguere tra attualmente impossibile e assolutamente impossibile. Questo – scrive Tommaso Maccarano sulla rivista “Le Stelle”(n°105, Aprile 2012) – ci dovrebbe permettere di evitare affermazioni drastiche che potrebbero poi diventare fonte di imbarazzo”. Come quelle fatte in passato da alcuni famosi scienziati e filosofi del rango di Auguste Comte che nel 1835 si sbilanciò con un’affermazione abbastanza categorica. “Disse che non avremmo mai potuto in alcun modo studiare la composizione chimica delle stelle. Da bravo filosofo positivista era convinto che avremmo potuto capire la natura della materia che componeva le stelle solamente se l’avessimo potuta analizzare in laboratorio. E pensare che le basi per smentire Comte erano già state gettate vent’anni prima dagli studi di Fraunhofer, che aveva ripreso il metodo di Newton di scomporre la luce solare con un prisma e aveva notato le righe di assorbimento nello spettro del Sole, classificandone più di 500!”. Quindici anni dopo l’affermazione incauta di Comte divenne chiaro a tutti che le righe di assorbimento erano dovute alla presenza di alcuni elementi chimici nell’atmosfera del Sole: Idrogeno, Elio, Ossigeno, Sodio e Ferro.
Ed altri più pesanti ancora, dei quali siamo fatti sulla Terra, prodotti dalle supernovae. “Oggi la spettroscopia stellare ci permette di conoscere non solo la composizione chimica delle stelle ma anche la loro età e temperatura, di studiarne la rotazione e, in determinate circostanze, di capire se esse siano caratterizzate dalla presenza di un sistema planetario”. Un altro fisico che si lasciò andare ad affermazioni perentorie sull’impossibilità di taluni accadimenti fu William Thomson, meglio noto come Lord Kelvin. “Nel 1895 Thomson sostenne che macchine volanti più pesanti dell’aria erano impossibili. Otto anni dopo, nel 1903, i fratelli Wright portavano a compimento, con successo, il primo volo controllato e con pilota a bordo di un aeroplano a motore, il Wright Flyer. Successivamente, una volta che gli aeroplani presero piede, altri negarono la possibilità di “volare” al di fuori dell’atmosfera e di intraprendere viaggi nello spazio. Poco più di un secolo prima, il chimico Lavoisier, coinvolto nell’analisi di alcuni campioni di una pioggia di pietre registrata nel 1768 in un paesino francese, aveva escluso con assoluta certezza che le pietre potessero provenire dal cielo, adducendo come incontrovertibile motivo che non vi erano pietre in cielo. L’effetto di questa dichiarata impossibilità fu che per molti anni le piogge meteoritiche vennero semplicemente ignorate, ritardando il loro studio e la comprensione della loro origine extraterrestre. Cosa che avvenne a cavallo dell’Ottocento – non senza difficoltà – grazie alla tenacia e ai lavori di Ernst Chladni e Jean-Baptiste Biot”.
Vi sono anche esempi contemporanei.“Ancor oggi, infatti, può succedere di etichettare come impossibili cose possibili! L’ha fatto, per anni, l’establishment dei chimici nei confronti dei risultati di Dan Shechtman e della sua scoperta, nel 1982, di materiali che mostravano configurazioni ordinate e aperiodiche con simmetrie esotiche: i quasicristalli. Salvo poi rimediare assegnandogli, proprio per questa sua scoperta a lungo contestata, il premio Nobel per la chimica del 2011”. Saggezza dunque vuole che ci si limiti a definire come impossibile solo ciò che viola le cosiddette leggi fondamentali della Natura e ad ammettere come possibile tutto il resto, pur consapevoli che dovremo attendere ulteriori sviluppi tecnologici per vederlo realizzato. E il possibile quantistico dove ci condurrà? “Con lo sviluppo della meccanica quantistica abbiamo avuto modo di rivedere alcune di queste leggi, comprendendo che a livello microscopico sono permessi e osservati fenomeni sconosciuti a livello macroscopico. È come se esistessero due realtà: una quotidiana e “normale”, in cui molte cose rimangono impossibili, e una un po’ strana ed estrema dove i fisici osservano fenomeni bizzarri e anti-intuitivi. Per esempio, una persona che si trovi in una stanza dotata di una parete con due porte può uscirne scegliendo di passare dall’una piuttosto che dall’altra.
Certamente non passando contemporaneamente da entrambe! Una particella, invece, può passare da entrambe, come dimostrano gli esperimenti di interferenza condotti inviando elettroni verso un rivelatore e frapponendo uno schermo con una doppia fenditura”. La fisica quantistica ha permesso la realizzazione e la commercializzazione diffusa di computer portatili che solo alcuni fa appartenevano ancora al regno della fantascienza di Star Trek! “Ciò che sta emergendo come particolarmente interessante è che il fenomeno non è circoscritto alle sole particelle elementari. Il comportamento ondulatorio della materia (che ben spiega i fenomeni d’interferenza) è stato infatti verificato, sempre con l’esperimento della doppia fenditura, anche con molecole complesse come i fullereni (C60 e C70), i fluorofullereni, composti da 60 atomi di carbonio e 48 di fluoro, e anche con oggetti di scala mesoscopica (correnti elettriche in nanocircuiti)”. Qual è dunque il limite dell’applicabilità delle leggi quantistiche che sembrano continuamente ridefinire il concetto di possibile e impossibile? “Forse quello in cui diventa inevitabile la decoerenza che deriva dall’interazione del sistema con il mondo circostante e che distrugge quella sovrapposizione di stati caratteristica dei sistemi quantistici. Non è chiaro tuttavia se esista un limite oltre al quale la decoerenza diventi inevitabile.

In altre parole, non sappiamo se vi sia una legge fondamentale che impedisce categoricamente a un sistema macroscopico di mantenere e mostrare comportamenti quantistici. In questi ultimi anni diversi esperimenti di teletrasporto quantistico sono stati condotti con successo (anche se limitatamente al teletrasporto da un angolo a un altro di un laboratorio) di un singolo fotone (ma anche dello spin nucleare o dello stato quantistico di uno ione intrappolato). Con il tempo sono stati teletrasportati anche atomi, e la distanza è aumentata considerevolmente passando da qualche metro a quella che divide le sponde opposte del Danubio nella regione di Vienna, e poi in due diverse isole delle Canarie. Attualmente il record è detenuto da un esperimento eseguito in Italia con il Matera Laser Ranging Observatory che ha operato con successo tra la Terra e un satellite in orbita bassa. Il teletrasporto quantistico, basato sull’entanglement tra le due entità in considerazione (fotoni o ioni, per esempio) fa sì che, pur essendo distanti tra di loro, esse risentano reciprocamente e istantaneamente di una modifica dello stato quantistico di una delle due. Operando sull’una si ottiene quindi un effetto immediato sull’altra”.

Che cosa è impossibile? “Ecco dunque che diventa prudente, per non rischiare di essere smentiti dalle future generazioni, non considerare più come assolutamente impossibile il teletrasporto, un fenomeno che sembrava limitato alla fantascienza. Gli bastava dire «Beam me up Scotty», e il capitano Kirk si dematerializzava in un luogo per ricomparire sul ponte di comando dell’Enterprise”. Conosciamo leggi veramente fondamentali che non possono, né ora né mai, essere violate? “La mia generazione è cresciuta credendo nel principio di conservazione dell’energia, in quello di indeterminazione di Heisenberg e in quello di esclusione di Pauli. E anche imparando che la velocità della luce rappresenta un limite assoluto che una particella materiale non può mai raggiungere (sarebbe necessaria una quantità infinita di energia) men che meno superare. Il recente caso dei neutrini alla fine ha confermato questo “impossibile”. Ma se fosse verificato che alcune particelle elementari possono superare in velocità la luce, si aprirebbero nuove possibilità, attualmente non considerate”. Esiste davvero qualcosa di certamente impossibile? Ai curiosi consigliamo la lettura dei libri di Stanton T. Friedman e Kathleen Marden, i quali desiderano partecipare a conferenze, simposi e congressi pubblici per illustrare in Italia e in Europa le loro scoperte (www.kathleen-marden.com e www.stantonfriedman.com) sperando nella partecipazione di molti scienziati; e di Michio Kaku, pubblicato qualche anno fa in Italia da Codice edizioni, la “Fisica dell’impossibile”. Che cosa abbiamo imparato? Gli scienziati veri sono sempre più consapevoli che molto di quanto è scientificamente e tecnologicamente impossibile oggi, lo è solo a causa della nostra ignoranza, non perché viola una legge assoluta di Natura. Ma potrebbe un giorno diventare possibile e normale. Come l’iPhone 5 della Apple Inc. e l’astronave Prometheus nel nuovo kolossal in 3D del regista Ridley Scott.

Nicola Facciolini

Fonte: parcodeinebrodi.blogspot.it

Commento di Oliviero Mannucci: Sono d'accordo con l'autore dell'articolo. Ho scritto mille volte la stessa cosa, sia su questo blog che su varie riviste. La scienza ha i suoi grandissimi limiti. Il cosidetto metodo scientifico, basato sull'osservazione die fenomeni che ci circondano con sensi, intelligenza limitata epregiudizi vari, non garantisce la scientificità delle sue conclusioni, perchè comunque fatte da uomini soggetti all'errore. E' ora che alcuni scienziati si diano una svegliata in questo senso, I TEMPI SONO MATURI!

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